Nella chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico il commiato ad Arsenio Rossoni, figura stimata per il suo percorso professionale, la cordialità e il costante legame con i valori militari.

Roma, 03 maggio 2026 – (di Monica Palermo) Roma ha reso ieri l’ultimo saluto ad Arsenio Rossoni nella chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico, al termine di una cerimonia partecipata e composta che ha riunito familiari, amici, conoscenti e rappresentanti del mondo associativo.
Arsenio Rossoni è stato apprezzato nel corso della sua vita sia per il profilo umano sia per il percorso professionale maturato in importanti realtà pubbliche e industriali italiane. Nel tempo ha ricoperto incarichi di responsabilità presso EFIM, Finbreda, Breda Ferroviaria e Aviofer, ricevendo nel 1988 l’onorificenza di Commendatore della Repubblica. È stato inoltre attivo nel mondo associativo e nel Rotary, confermando un costante impegno verso la comunità e le relazioni istituzionali.
Accanto alla carriera civile, Arsenio Rossoni ha mantenuto un legame profondo con le tradizioni militari e con il mondo dei Granatieri di Sardegna, partecipando attivamente alla vita associativa e conservando nel tempo quello spirito di lealtà, misura e senso del dovere che lo contraddistingueva.

All’interno della chiesa, il feretro era avvolto nel Tricolore, simbolo del servizio reso al Paese e dell’attaccamento alle istituzioni che hanno accompagnato il suo percorso umano e professionale.
Al termine della cerimonia, uno dei momenti più significativi è stato il passaggio del cappello da Granatiere e delle decorazioni, adagiati su un cuscino cremisi e portati con rispetto da un militare in uniforme, a testimonianza del legame mai interrotto con la specialità dei Granatieri e le sue tradizioni.

Particolarmente sentito il ricordo del nipote, che con parole semplici e sincere ha restituito ai presenti il lato più autentico di Arsenio Rossoni: quello dell’uomo di famiglia, capace di unire autorevolezza, gentilezza e disponibilità quotidiana.


Con la scomparsa di Arsenio Rossoni resta il ricordo di un uomo che ha saputo unire responsabilità professionale, senso dello Stato e profonda umanità.

© testo e immagini Monica Palermo





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