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In una infografica del Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali il posizionamento dei militari italiani in Iraq

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© Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali 

Il Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali, con sede in Roma, è un Istituto nato nel 2004 per volontà di Andrea Margelletti che da allora svolge la funzione di Presidente.

L’attività del Ce.S.I si articola e si sviluppa a partire dalle richieste di numerosi committenti, istituzionali e privati, che si rivolgono alla professionalità, all’esperienza e al vivo interesse dei suoi collaboratori per l’attualità, l’analisi e l’approfondimento delle tematiche di politica estera e di sicurezza.

L’obiettivo dell’Istituto è quello di capire e di far capire ciò che accade, in tempi rapidi e nelle modalità più chiare. L’intento è di fornire chiavi di lettura che aiutino il decisore a essere nelle migliori condizioni per trarre le sue conclusioni e fare le sue scelte. Rispetto al lavoro accademico, l’Istituto si caratterizza per analisi realizzate in tempi estremamente contenuti, in maniera tale da poter fornire tempestivamente al committente il punto di situazione richiesto e da averne una immediata e diretta fruibilità.

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Gran Bretagna: nasce la brigata Facebook, 1500 militari “combatteranno” sui social

Londra, 31 gennaio 2015 – Nasce la brigata Facebook in Gran Bretagna. Un’unità dell’esercito specializzata in “azioni di combattimento” sui social media.

Dalla prossima primavera verranno reclutati 1500 soldati che faranno parte della 77esima brigata, basata a Hermitage, nel Berkshire. Militari con capacità giornalistiche ed esperti di social media.

A ispirare la creazione della brigata Facebook, fanno notare, è stata l’esperienza accumulata nelle operazioni di counter-insurgency in Afghanistan, così come lo scorso anno in Ucraina, in particolare in Crimea, e dalle azioni dell’Is in Siria e in Iraq. Il nome della brigata è stato scelto in onore dei «Chindits», le forze guidate dal generale Orde Wingate contro i giapponesi in Birmania durante la Seconda guerra mondiale, che ricorsero a tattiche non ortodosse e controverse di enorme successo.

Israele ha aperto la strada. Da anni, già dalla guerra contro Gaza del 2008-2009, l’esercito ha istituito unità specializzate in operazioni sui social. Militari di Tsahal sono attivi su 30 piattaforme diverse, inclusi Twitter, Facebook, youtube, Instagram, in sei lingue diverse. “Questo ci consente di raggiunere un’audience che altrimenti non saremmo riusciti a coinvolgere“, spiega un portavoce militare israeliano al quotidiano britannico precisando che sono diversi i paesi occidentali che hanno chiesto informazioni per copiarne il modello.

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Fonte: Adnkronos

 


Le forze armate tedesche, austriache e svizzere s’incontrano in Ticino

esercito-svizzero

Bellinzona, 12 settembre 2014 – Si tiene in Ticino quest’anno il consueto incontro trilaterale delle Alpi Alpendreieck tra forze armate tedesche, austriache e svizzere. Il comandante di corpo André Blattmann, capo dell’Esercito svizzero, riceve il generale Volker Wieker, ispettore generale della Bundeswehr tedesca e il generale Othmar Commenda, capo dello Stato maggiore generale del Bundesheer austriaco, rende nota il dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

I colloqui sono iniziati due giorni fa e si concluderanno oggi. Oltre ad una panoramica sulle prestazioni delle truppe svizzere gli argomenti trattati sono la collaborazione trilaterale, le sfide nello sviluppo delle forze armate e temi inerenti l’attuale politica di sicurezza, rileva il DDPS.

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Fonte: Ticino Online

 


Guatemala: muore in incidente aereo il capo di stato maggiore, generale Rudy Ortiz

Rudy Ortiz - Guatemala - 1Guatemala City, 21 agosto 2014 – Un elicottero militare si è schiantato ieri nella provincia nord-occidentale di Huehuetenango. Il ministro della difesa guatemalteco Manuel Lopez ha confermato che, tra le cinque vittime dell’incidente a bordo dell’elicottero, ci stava anche il capo di stato maggiore delle forze armate del Guatemala, il generale Rudy Ortiz

In una conferenza stampa il ministro della difesa Lopez ha confermato che non ci sono stati superstiti, il velivolo è precipitato nel villaggio di El Aguacate, più di 400 chilometri (248 miglia) da Guatemala City. Con il generale Ortiz altre quattro sono state le vittime dell’incidente: il generale Braulio Rene Mayen Garcia, il colonnello Rony Adolfo Anleu Del Aguila, il colonnello Juan de Dios Lopez Gomez, che era al comando, e Maj Selvin Ricardo Raymundo.

L’elicottero è decollato alle 09:25 dalla base di Huehuetenango, per un giro di ricognizione di routine, delle unità operative, lungo il confine con il Messico“, ha detto il ministro della Difesa, aggiungendo che “Non possiamo speculare sulle cause dell’incidente perché, secondo la forza aerea, l’elicottero era in buone condizioni“.

Il ministro ha sottolineato tuttavia che, nella comunicazione finale dal gruppo prima dell’incidente, il colonnello Anleu ha detto che l’elicottero aveva cambiato rotta per evitare il cattivo tempo. Questa potrebbe essere una delle cause dell’incidente aereo. Sono in corso accertamenti.

Il presidente del Guatemala, ex generale Otto Pérez Molina, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia di Ortiz e ha elogiato il capo di stato maggiore per “il suo impegno e dedizione“.

Il generale Rudy Ortiz, di 51 anni, ​​divenne capo di Stato Maggiore Generale nel luglio 2013, succedendo a Manuel Lopez.

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Fonte: Latin America Herald Tribune

Kosovo: il Multinational Battle Group West a guida italiana dona il sangue per l’ospedale di Peja

Peja, 20 agosto 2014 – Si è conclusa oggi in Kosovo, presso l’infermeria della base Villaggio Italia, sede del Multinational Battle Group West (MNBG-W), a guida Reggimento Lancieri di Montebello, una donazione di sangue in favore dell’Ospedale di Peja, effettuata con l’assistenza del gruppo di supporto logistico di Aderenza del 1° Reggimento di Manovra.

L’attività ha coinvolto soldati italiani, moldavi, sloveni ed austriaci, tutti inquadrati nel MNBG-W, ma non solo: hanno aderito all’iniziativa anche il sindaco e la giunta municipale di Peja, nonché alcuni Vigili del Fuoco e agenti della Kosovo Police. Il tutto a conferma dei saldi legami tra i militari del MNBG-W e le istituzioni locali ed a riconoscimento dell’imparzialità di KFOR nei confronti delle etnie e delle religioni presenti sul territorio.

Nergize Gjuka, dirigente del dipartimento di trasfusione dell’ospedale di Peja, ha ringraziato per il concreto aiuto fornito da militari ed istituzioni locali.

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Fonte: contingente italiano in Kosovo

Senegal: muore a 108 anni l’ultimo veterano africano della prima guerra mondiale

Dakar, 18 agosto 2014 – Le autorità senegalesi hanno annunciato questa mattina la tragica morte di Siem Bene M’Bokolo, ultimo veterano superstite della prima guerra mondiale in Africa e forse ultima testimonianza al mondo di quello che alcuni hanno descritto come la “guerra per porre fine a tutte le guerre“.

Siem Bene M’Bokolo è nato il 16 agosto 1906. A soli 12 anni M’Bokolo è stato reclutato, come altri giovani del suo villaggio natale di Mboundou, per arruolarsi nell’83° battaglione senegalese, sotto il comando francese nel 1918, durante la fine della guerra.

Mio nonno era già alto 1,80cm quando aveva 12 anni, così l’ufficiale francese lo ha portato via anche se era solo un bambino“, racconta il nipote più grande.
Siem Bene M’Bokolo e due dei suoi fratelli hanno prestato servizio nella battaglia storica e decisiva di Reims, detta anche la seconda battaglia della Marna (15 luglio / 6 agosto 1918), dove le forze armate francesi diedero un colpo fatale durante l’ultima grande Offensiva Tedesca di Primavera sul fronte occidentale.

La sconfitta tedesca nella Battaglia di Reims ha segnato l’inizio della inarrestabile avanzata degli alleati, che culminò con l’armistizio circa 100 giorni dopo. 
Il signor Siem ha avuto la fortuna di sopravvivere alla battaglia che ha ucciso o ferito non meno di 95.000 soldati solo tra le truppe francesi. È stato l’unico sopravvissuto dell’83° battaglione senegalese, ad avere la fortuna di tornare in Patria, lasciando dietro di sé due dei suoi fratelli maggiori.

Più di 600.000 soldati, tra il 1914 e il 1918, sono stati costretti ad arruolarsi nelle forze coloniali francesi, almeno 81.000 morirono sul campo di battaglia. Nonostante il loro contributo allo sforzo bellico, hanno ricevuto la metà della pensione che è spettata ai “soldati bianchi”.
Ha servito per 18 mesi sotto comando francese e ha partecipato all’occupazione francese del 1919 della Renania, dove hanno preso parte tra i 25.000 e i 40.000 soldati. In seguito, tornato a casa, si sposa con la vedova del fratello. Lascia dietro di sé 16 nipoti.

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Fonteworldnewsdailyreport.com


Svizzera: dal 2015 il rancio dei militari sarà composto al 100% da prodotti elvetici

esercito-svizzero

Berna, 18 agosto 2014 – Dal prossimo anno il rancio servito ai militari svizzeri sarà composto al 100% da prodotti elvetici. Lo ha deciso il Dipartimento della difesa (DDPS), dando così seguito alle rischieste della protezione svizzera degli animali (PSA) che critica l’acquisto di carne estera che non rispetta i requisiti svizzeri in materia di allevamento di bestiame. La misura costerà alla confederazione circa 1,5 milioni di franchi all’anno.

L’esercito è giunto a questa decisione in seguito ad articoli apparsi sulla stampa. Ai soldati svizzeri, per risparmiare, è ad esempio servita carne di coniglio ungherese. Per nutrire la truppa, il furiere dispone di un budget di 8.50 franchi per soldato.

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Fonte: Corriere del Ticino


Ibiza: arrestato uno dei componenti della “Banda del Rolex” dalla polizia spagnola

polizia ita esp

Ibiza, 16 agosto 2014 – Polizia Italiana e della Polizia Spagnola per garantire la prevenzione nelle località turistiche dei due Paesi. Nell’ambito di questa sinergia operativa, la Polizia Spagnola, coadiuvata dal personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, impegnata a Ibiza per le attività di pattugliamento congiunto, ha arrestato Visconti Leopoldo classe 1991.

Il Visconti è autore di due rapine consumate in Spagna per la cosiddetta “Banda del Rolex”.

Lo stesso, già identificato  poco dopo l’arrivo all’aeroporto  grazie all’attività di monitoraggio esercitata dal nostro personale, è stato arrestato poiché colpito da provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria iberica per due rapine commesse a Ibiza nel 2013.

Nell’ambito delle iniziative bilaterali di cooperazione con la Spagna è partito un servizio di pattugliamento congiunto italo-spagnolo in località turistiche dei due Paesi, in occasione della stagione estiva, in attesa della sottoscrizione di una specifica intesa tecnica che avrà luogo in autunno da parte dei due Capi della Polizia.

Il progetto pilota, iniziato il primo agosto, durerà fino al 25 agosto.

Roma gli agenti della Polizia Nazionale Spagnola operano con agenti italiani per rafforzare il controllo del territorio della Capitale soprattutto nei luoghi frequentati dai turisti spagnoli. A Ibiza unità della Polizia di Stato italiana lavorano con colleghi spagnoli a favore dei turisti italiani, tenuto conto della grande affluenza nell’isola. I servizi congiunti si svolgono in uniforme e senza armi di ordinanza.

La cooperazione tra i due Paesi ha già dimostrato di poter produrre encomiabili risultati. Infatti nel corso di un’operazione congiunta proprio nell’isola di Ibiza, è stato arrestato Antonio De Matteo, ricercato ai fini estradizionali dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Genova per l’esecuzione di un provvedimento di condanna alla pena di 2 anni e un mese per traffico di sostanze stupefacenti. Attraverso gli sforzi del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e della Squadra Mobile della Questura di Napoli, è stato possibile localizzare il latitante che si è rivelato appartenere ad un gruppo di rapinatori di Rolex particolarmente attivo in territorio iberico, e nei giorni scorsi, durante il servizio di pattugliamento congiunto a Ibiza, la polizia italia hanno collaborato all’arresto di tre cittadini rumeni, responsabili di una serie di furti in esercizi commerciali di quella località.

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Fonte: Polizia di Stato


Le truffe romantiche: attenzione ai falsi soldati americani che “per amore” chiedono soldi su Internet

di Monica Palermo 

Quantico, Virginia 4 agosto 2014 – Gli agenti speciali della US Army Criminal Investigation Command, (Comando di investigazione criminale delle forze armate americane) comunemente noto come CID, mettono in guardia gli utenti di Internet di tutto il mondo circa i cyber criminali coinvolte in crimini online che il CID ha soprannominato Romance Scams “le truffe romantiche”.

Sono numerose le segnalazioni che gli agenti speciali del CID continuano a ricevere da parte delle vittime, che si trovano in tutto il mondo, a proposito di truffe commesse da persone che si fingono soldati americani online. Le vittime sono di solito le donne ignare, 30-55 anni, che credono di essere sentimentalmente coinvolte con un soldato americano, ma vengono sfruttate ed infine derubate da soggetti che colpiscono da migliaia di chilometri di distanza.

Non possiamo fare a meno di sottolineare a oltranza che la gente deve interrompere l’invio di denaro a persone incontrate su internet che sostengono di essere nelle Forze Armate degli Stati Uniti – ha detto Chris Grey, portavoce del CID delle Forze Armate americane, aggiungendo che – è molto preoccupante sentire queste storie più e più volte di persone che hanno inviato migliaia di dollari a qualcuno che non hanno mai incontrato e, talvolta, con cui non hanno mai anche parlato al telefono“.

La maggior parte delle truffe romantiche, avvengono sui social media e siti web di appuntamento, dove il bersaglio principale sono le donne. I criminali fanno finta di essere dei militari degli Stati Uniti, in regolare servizio. Gli autori spesso usano il vero grado e nome di un soldato americano reale, che sta in missione a servire la Patria con onore, o l’ha già servita ed è stato congedato con onore, poi postano alcune fotografie del soldato su internet creandosi così una falsa identità per iniziare a trovare le vittime.

Gli agenti speciali del CID delle Forze Armate americane continuano ad avvertire la gente di essere molto sospettosa se si comincia una relazione su internet con qualcuno che dichiara di essere un soldato americano e se nel giro di poche settimane, oltre a discutere di matrimonio, il presunto soldato chiede soldi. Le truffe spesso sono camuffate da richieste romantiche di denaro, dicendo alla vittima che servono affinché il loro rapporto (falso) possa continuare.

Ecco alcuni dei pretesti utilizzati dai finti soldati: 

  • richiesta di soldi per comprare un computer portatile perché a loro non è consentito di usare quello dell’unità dove operano;
  • richiesta di soldi per comprare un telefono speciale internazionale, perché la loro unità non è dotata di telefono;
  • richiesta di soldi per comprare per le carte per il congedo militare e quindi le spese di trasporto per rientrare;
  • spesso dicono che sono vedovi e che stanno in difficoltà con il mantenimento dei figli;
  • richiesta di soldi per contribuire a pagare le spese mediche di ferite da combattimento;
  • richiesta di soldi perché l’esercito non gli consente di accedere al suo conto bancario e/o alla sua carta di credito;
  • richiesta di soldi per rientrare in patria.

Spesso la richiesta è di migliaia di dollari, da inviare poi a un indirizzo di un’altra persona. Una volta che le vittime sono agganciate, i criminali continuano il loro stratagemma. Queste truffe sono vero e proprio furto, anche a danno della reputazione delle Forze Armate americane. Per i militari che operano all’estero, sono gia previsti programmi di sostegno.

Questi autori, spesso provenienti da altri paesi, in particolare dall’Africa dell’Ovest, sono bravi in ​​quello che fanno e hanno abbastanza familiarità con la cultura americana, ma le affermazioni sull’esercito e sui relativi regolamenti sono ridicole e – prosegue Grey – fanno leva sulle emozioni e il patriottismo delle loro vittime“. Sono molti tra gli alti ufficiali e i soldati ad aver segnalato il furto della loro identità. Ad oggi, non vi sono state segnalazioni da parte del CID di membri che abbiano subito alcuna perdita finanziaria a causa di questi attacchi. Le uniche cose finora utilizzate sono stati i nomi reali e le fotografie.

Una vittima ha rivelato di aver inviato più di $ 60.000 al truffatore. Un’altra vittima dalla Gran Bretagna ha detto ai funzionari CID che nel corso di un anno, aveva inviato più di 75 mila dollari.

Gli Stati Uniti hanno istituito numerose task force per affrontare questo e altri problemi in crescita; purtroppo chi commette queste truffe, usa indirizzi di posta elettronica non rintracciabili su Gmail, Yahoo, Hotmail, ecc, routing account con sedi in tutto il mondo, e utilizzando le postazioni degli Internet cyber caffè, che spesso non hanno nessuna responsabilità sull’utilizzo del computer. La capacità delle forze dell’ordine di  identificare questi autori è molto limitata, quindi gli individui devono stare in allerta ed essere personalmente responsabile per proteggersi. “Un altro punto critico è che non vogliamo vittime che non denunciano questo tipo di reato, pensando magari che un militare americano le abbia circuite portando via soldi da loro. In realtà il militare sta servendo i paese con onore e non è consapevole che qualcuno ha rubato la loro identità“, ha detto Grey.

A cosa prestare attenzione per evitare le truffe romantiche:

  • NON MAI INVIARE SOLDI! Essere estremamente sospettosi se vi vengono chiesti dei soldi per le spese di trasporto, spese di comunicazione o per il matrimonio,spese mediche e tasse.
  • Controllare attentamente le storie che vengono raccontate. Se suona sospetto, vi è una ragione, è ordinariamente false – fidatevi del vostro istinto.
  • Se si inizia un rapporto basato su internet con qualcuno, VERIFICATE ciò che vi dicono con qualcuno che sa, come ad esempio un militare in servizio o ex.
  • Essere molto sospettosi se non si arriva a parlare effettivamente con la persona al telefono o se vi viene detto che non è possibile scrivere o ricevere lettere per posta. I militari in servizio all’estero, uomini e donne, spesso hanno un indirizzo di posta APO o FPO. Internet o no, i militari in servizio apprezzano sempre una lettera per posta.
  • I militari americani hanno una mail che termina per .mil Se la persona con cui parlate non può inviare almeno una mail da un “. mil” (che è l’ultima parte dell’indirizzo e nulla dopo), allora c’è un’alta probabilità che non sia in campo militare.
  • Molte delle affermazioni negative fatte circa la presunta mancanza di militari e supporto e servizi forniti alle truppe all’estero sono lontano dalla realtà – verificare i fatti.
  • Essere molto sospettosi se vi viene chiesto di inviare denaro o beni da inviare a terzi o a un’azienda. Spesso la società esiste, ma non ha idea o non è una parte della truffa.
  • Essere consapevoli di ortografia comune, di errori grammaticali o di lingua nei messaggi di posta elettronica.
  • Essere consapevoli di accenti stranieri e regionali che non corrispondono storia della persona.
  • Sospettare sempre di qualcuno che, non avendo mai incontrato, impegna il suo amore alla velocità della luce.

A chi rivolgersi per aiuto: Segnalare il furto a Internet Crime Complaint Center (IC3) (FBI-NW3C Partnership). Online: http://www.ic3.gov/default.aspx Segnalare il furto alla Federal Trade Commission. Il tuo rapporto aiuta la legge e i funzionari di polizia negli Stati Uniti nelle loro indagini. Online: http://www.ftc.gov/idtheft Per telefono: 1-877-ID-THEFT (438-4338) o TTY 1-866-653-4261 Per posta: furto di identità Clearinghouse, Federal Trade Commission, Washington, DC 20580

Segnala la frode alla Federal Trade Commission sulle truffe nigeriane
E-mail: spam@uce.gov

Per maggiori informazioni visita il sito CID www.cid.army.mil

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Fonte: United States Army - CID Criminal Investigation Command
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