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Archivi categoria: Afghanistan (contingente italiano)

Afghanistan, a Camp Arena una mostra d’arte per spiegare il ruolo della donna afghana

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Herat, 4 settembre 2019 – Una mostra d’arte dal titolo “the Art of being a Woman” è stata allestita nei giorni scorsi a Camp Arena sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W).

L’evento, organizzato dal contigente NATO in collaborazione con il Department of Women Affairs di Herat e le Forze di Difesa e Sicurezza afghane, ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo della donna nella società afghana, in particolare nella cultura e nell’arte.

La mostra è stata inaugurata dalla direttrice del dipartimento, Anisa Sarwari, e ha visto la partecipazione di dodici artiste locali che hanno esposto le loro opere: quadri ad olio, acquarelli e ceramiche.

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Gli addetti alla pubblica informazione del 207° corpo d’armata afghano e del comando provinciale di Polizia di Herat, precedentemente specializzati nella specifica branca dal TAAC-W nell’ambito delle attività di Training Advise and Assist (TAA), hanno contribuito alla promozione e all’inaugurazione dell’appuntamento artistico.

“Un evento importante in una provincia afgana dalla profonda cultura – ha sottolineato il generale di brigata Giovanni Parmiggiani, comandante del TAAC-W attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” – che vede le donne di Herat impegnate nella crescita del proprio Paese in tutti i campi, da quello militare a quello culturale”.

Resolute Support Mission è composta da militari di 41 nazioni, tutti uniti in un unico scopo, quello di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afgane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Afghanistan: terminati i corsi a favore delle Forze di Sicurezza afghane

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Herat, 23 agosto 2019 – Conclusi due corsi nel settore “operativo” e di “staff”, a cura degli istruttori militari italiani della missione in Afghanistan a favore delle Forze di Sicurezza afghane. I corsi a favore delle Afghan National Defence e Security Forces (ANDSF) si sono conclusi in questa settimana al Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat.

Le attività di specializzazione svolte, “Photo e Video Editing” e “Mountain Warfare”, caratterizzano la capacità del TAAC-W di proporre un’ampia gamma formativa di corsi in grado di incrementare la preparazione, in molteplici settori, delle Forze di Sicurezza afghane.

Il corso di “Photo e Video Editing” è stato rivolto agli addetti alla pubblica informazione (P.I.) e comunicazione operativa del 207° corpo d’armata dell’Afghan National Army (A.N.A.) e dell’Afghan National Police (A.N.P.) di Herat. Organizzato e condotto dalla Cellula P.I. del TAAC-W, è stato aperto anche ad alcune giornaliste locali per incentivare i progetti mirati all’integrazione delle donne afghane nelle Istituzioni e nella società, e per agevolare e consolidare il network fra addetti al settore della comunicazione.

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Il “Mountain Warfare Course”, alla sua seconda edizione annuale, entra a pieno titolo fra i corsi di eccellenza che il contingente italiano sviluppa a favore del personale militare afghano. Si tratta di un corso intensivo di quattro settimane, tenuto da istruttori dell’Esercito Italiano provenienti dal Centro Addestramento Alpino e dalle Brigate alpine “Julia” e “Taurinense”. Lo scopo è quello di specializzare i militari afghani nel muoversi, sopravvivere e combattere in ambiente montano. Tale capacità è fondamentale per chi opera in Afghanistan, area geografica caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso con vette che, nella parte orientale, sfiorano i 5000 metri e altopiani, come quello di Herat, a circa 1000 metri di altitudine.

Il Contingente italiano a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” – ha creato un sistema addestrativo molto apprezzato, ottimizzando capacità, tempo e spazi a disposizione, attraverso la riqualifica e l’impiego di strutture già esistenti e svolgendo attività di altissima valenza operativa.

La missione in Afghanistan Resolute Support, è composta da militari di 41 nazioni, con lo scopo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afghane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: il tenente colonnello Walter Moncada è il nuovo comandante della componente elicotteri

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Herat, 9 agosto 2019 – Cerimonia di avvicendamento al comando del Task Group “Fenice” del contingente italiano in Afghanistan si è svolta nei giorni scorsi a “Camp Arena”, alla presenza del comandante del Train Assist and Advise Command West (TAAC-W), generale di brigata Giovanni Parmiggiani.

Il tenente colonnello Daniele Mantoani, del 7° reggimento “Vega” dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) di Rimini, ha ceduto il comando della componente elicotteri al tenente colonnello Walter Moncada, del 5° reggimento AVES “Rigel” di stanza a Casarsa della Delizia (PN).

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Al termine del loro mandato i Baschi Azzurri della Task Group “Fenice”, su base 7° Reggimento AVES “Vega”, hanno raggiunto l’importante traguardo delle 13.000 ore di volo per gli elicotteri AH-129D “Mangusta”.

Le caratteristiche dei Mangusta, impiegati come supporto di fuoco, scorta e protezione a basi avanzate, convogli, personale e assetti nazionali e internazionali, si sono sempre rivelate fondamentali in ogni tipo di operazione in Afghanistan: dapprima nell’ambito della missione International Security Assistance Force (ISAF) e successivamente, dal 1° gennaio 2015, nel quadro di Resolute Support Mission (RS).

Il personale dell’Aviazione dell’Esercito opera anche con gli aeromobili da trasporto tattico UH-90 e con il Tactical Unmanned Air Vehicle “Shadow” 200 RQ-7C, sistema grado di fornire, alle unità supportate, una capacità di ricognizione e sorveglianza aerea day/night soddisfando le esigenze di Expeditionary, Combat Capabilities e Force Protection.

Gli assetti elicotteri forniscono anche capacità di ricerca e salvataggio di personale disperso (Personal Recovery), avvalendosi di personale qualificato del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”, e di evacuazione sanitaria (MEDEVAC), con un team medico e infermieristico in grado di operare nella terza dimensione.
Il Task Group “Fenice” costituisce l’unica componente ad ala rotante del TAAC-West di Herat, attualmente a guida brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”.

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Afghanistan: concluso il 5° Operational Planning Course per uomini e donne afghane

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Kabul, 26 luglio 2019 – Terminata la 5^ edizione dell’Introduction to the Operational Planning Course, svolto a favore di uomini e donne, dei vari ministeri afghani e dell’Afghan National Defense Security Forces

La cerimonia di chiusura, la la Closing Ceremony del 5th Introduction to Operational Planning Course (IOPC-5), si è svolta nei giorni scorsi presso l’auditorium del ministero della Difesa Afghano a Kabul. Al corso, per la prima volta condotto da soli istruttori afghani con la supervisione di mentor del NATO Joint Forces Command Brunssum (JFCBS), hanno partecipato con successo 45 frequentatori, tra questi 5 donne.

Presenti alla cerimonia il NATO Senior Civilian Representative per l’Afghanistan, sir Nicholas Kay, il vicecomandante della Missione NATO Resolute Support (RS) e Italian Senior National Representative, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, il viceministro della Difesa afghano, tenente generale (AFG) Hilaluddin Helal, e il direttore dell’Unified Training, Education and Doctrine Command (UTED -C), tenente generale (AFG) Payenda Mohammad Nazim.

Il generale Camporeale, nel suo discorso, ha evidenziato che i corsi IOPC sono una parte fondamentale dell’Enduring Partnership della NATO; in particolare, nella formazione delle future generazioni di leader afghani.

“Mi auguro che, durante questo periodo, abbiate avuto modo di stringere forti legami di amicizia tra voi, e che questi rimangano vivi quando tornerete a prestare servizio nei rispettivi Ministeri.” – ha continuato rivolgendosi ai frequentatori di corso – “Questo network renderà le vostre organizzazioni più efficienti, forti e resilienti”.

La cerimonia è terminata con la consegna ai frequentatori del corso dei certificati di partecipazione e delle patch raffiguranti l’emblema dello IOPC; inoltre, il più meritevole tra loro è stato premiato dal Generale Camporeale con una targa ricordo, in riconoscimento degli ottimi risultati ottenuti.

I corsi IOP hanno la finalità di preparare il personale frequentatore a operare in staff deputati alle attività di pianificazione operativa, secondo la dottrina NATO, nell’ambito del più vasto processo di decision-making. Tale capacità è fondamentale per concepire e organizzare ogni tipo di operazione.

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Festa del 2 giugno anche per i militari italiani in Afghanistan

Un momento della cerimonia. Da destra l’ambasciatore Cantone con la signora Tania, il generale Camporeale, il dott. Claudi, il generale Panizzi

Kabul (Afghanistan), 4 giugno 2019 – Nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, tra allenamento fisico, cibo della nostra cucina e tanta solidarietà: ecco come si festeggia il 2 giugno tra i soldati italiani in missione a Kabul.

I militari del contingente italiano domenica 2 giugno hanno celebrato la Festa della Repubblica Italiana insieme ai soldati dei 41 diversi Paesi che compongono la coalizione internazionale a guida NATO. La celebrazione si è svolta nella base militare di Camp RS, quartier generale della Missione Resolute Support (RS) nella missione in Afghanistan, sotto la guida dal generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, vicecomandante di RS e Italian Senior National Representative. 

L’alzabandiera

Nel cortile dell’alzabandiera, l’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone, accompagnato dal generale Camporeale e alla presenza del comandante di RS e delle Forze Statunitensi in Afghanistan, generale USA Austin Scott Miller, ha deposto una corona al monumento ai caduti. Alla cerimonia hanno preso parte anche il Senior Civilian Representative della NATO, l’ambasciatore inglese Sir Nicholas Kay, il personale dell’ambasciata d’Italia a Kabul e gli uomini e le donne del comando di Resolute Support.

Il generale Camporeale, nel suo discorso introduttivo, ha spiegato ai presenti il significato delle celebrazioni odierne, illustrando storicamente il percorso politico e sociale che, il 2 giugno del 1946, portò il popolo italiano e esprimere, con un referendum istituzionale, la propria scelta tra la forma di Stato monarchica o repubblicana.

 

 

“In questo 2 giugno” – ha detto invece l’ambasciatore Cantone – “voglio rivolgere la mia profonda gratitudine alle Forze Armate italiane, che sono impiegate in Afghanistan sin dal 2001 e che, con dedizione e sacrificio, lavorano ogni giorno per il progresso e lo sviluppo di questo Paese”.

Prima della cerimonia militare, la giornata di celebrazioni è iniziata con il consueto allenamento fisico domenicale. Il personale della base infatti, ogni domenica, si riunisce per svolgere quello che i soldati americani chiamano physical training (o più semplicemente “PT”), un circuito di corsa intervallato da diversi esercizi di resistenza e potenza muscolare: piegamenti sulle braccia, arrampicate alla fune, trazioni alla sbarra, parallele, pull-up con bilanciere e via dicendo. Per l’occasione – generale Miller in testa – i partecipanti hanno indossato una maglietta commemorativa commissionata ad hoc dal contingente italiano. La maglia, naturalmente di colore azzurro e “graffiata” su una spalla con i colori della bandiera italiana, reca sul petto la scritta “2 June 2019, Italian National Day, Kabul”.

 

Al termine della cerimonia militare, nel giardino intitolato a Nancy Dupree – la storica americana che per mezzo secolo si è impegnata a preservare il patrimonio afghano dai danni causati dall’invasione sovietica, dalla guerra civile e dall’era talebana – il generale Camporeale e il contingente italiano hanno invitato gli ospiti e i residenti della base a una degustazione di prodotti tipici della nostra cucina.

 

In questa occasione non è mancata la solidarietà benefica, anch’essa tipicamente italiana. Il contingente ha infatti esteso l’invito alle suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta e all’Associazione Pro Bambini di Kabul, una realtà intercongregazionale, gestita da una Onlus italiana, presente nella capitale afghana dal 2004. Le prime si dedicano all’assistenza delle famiglie disagiate e accolgono nella loro sede una quindicina di bambine abbandonate, disabili e/o vittime di abusi. L’Associazione, invece, ha aperto a Kabul una scuola per ragazzi affetti dalla sindrome di Down, che vengono gradualmente preparati a inserirsi nella scuola pubblica. 

La Festa della Repubblica è il giorno in cui tutti gli italiani esprimono un sentimento di appartenenza all’Italia, orgogliosi della storia del nostro Paese e di quanto chi ci ha preceduto ha saputo costruire negli anni: una storia che trova oggi solide fondamenta nei principi e nei doveri della nostra Carta Costituzionale.

Le suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta a Camp RS

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al temine dell’operazione ISAF. La Coalizione, alla quale aderiscono 41 Paesi alleati e partner della NATO, è oggi guidata dal Generale USA Austin Scott Miller e il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri cittadini.

1. Foto del Physical Training del 2 giugno 2019

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan: generale Austin Scott Miller comandante della missione NATO “Resolute Support” a Herat

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Il generale Miller arriva alla base militare di Camp Arena ricevuto dal comandante del TAAC W, generale di brigata Salvatore Annigliato

Herat (Afghanistan), 17 maggio 2019 – Il comandante della missione NATO Resolute Support (RS), generale (USA) Austin Scott Miller, ha incontrato le più importanti autorità politiche e militari della Regione Ovest dell’Afghanistan martedì scorso a Herat.

L’alto ufficiale americano, accompagnato dai vice ministri della Difesa e degli Interni della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, rispettivamente il tenente generale Yasin Zia e il brigadier generale Koshal Sadat, dal vicecomandante di RS e Italian Senior National Representative, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale e dal comandante del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), generale di brigata Salvatore Annigliato, si è recato presso il Palazzo del Governatore di Herat, Abdul Qayum Rahimi, per partecipare a una riunione sulla sicurezza (security shura).

Nel corso dell’incontro, le autorità locali hanno fornito al comandante di Resolute Support un aggiornamento circa la situazione attuale nell’area di responsabilità del comando italiano, soffermandosi, in particolare, su aspetti afferenti alla sicurezza, alle prossime elezioni presidenziali, al processo di riconciliazione con il movimento talebano, all’importanza e allo sviluppo dei settori dell’Istruzione e dell’economia che, nella regione ovest, risultano essere tra i più virtuosi di tutto l’Afghanistan.

Il governatore Rahimi ha affermato che, dal punto della vista della sicurezza, la situazione nella Regione Ovest è sotto controllo: “Le forze di sicurezza afghane di Herat” – ha detto il Governatore – “lavorano giorno e notte per il popolo afghano e sono in grado di colpire il talebani ovunque”.

Il generale Miller ha sottolineato l’impegno della NATO e della Coalizione di Resolute Support a sostenere le Afghan National Defense Security Forces (ANDSF) nel difendere il proprio Paese. “Stiamo lavorando per la pace” ha detto il Comandante di RS “perché gli afghani vogliono la pace”, ma purtroppo, ha aggiunto, molti membri delle ANDSF muoiono ancora a causa di combattimenti in tutto il Paese e quindi non può venir meno l’impegno della Coalizione nelle attività di addestramento, consulenza e assistenza che dal 2015 continua a svolgere a favore delle Istituzioni e delle Forze locali.

Al termine della shura, le autorità hanno passeggiato insieme per le strade di Herat, salutando i soldati e i poliziotti delle ANDSF impegnati nella sicurezza della città, incontrando i cittadini, parlando con i giovani e i mercanti e visitando le loro botteghe.

“Resolute Support” è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al termine dell’operazione ISAF. Il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza in favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri cittadini.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan/RSPA
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Domenica delle palme in Afghanistan: a Kabul la comunità cristiana pianta un ulivo simbolo di pace

2. Afghanistan, l'Ambasciatore Roberto Cantone (a destra) e il Generale di Divisione Massimo Panizzi (a sinistra) trapiantano l'Ulivo della pace

Kabul (Afghanistan), 15 aprile 2019 – La piccola comunità cristiana di Kabul, guidata da padre Giovanni Scalese, prete barnabita titolare della Missio sui iuris dell’Afghanistan,  ieri sera ha voluto celebrare la Domenica delle Palme piantando un alberello di ulivo, simbolo di pace, all’interno del compound sede dell’ambasciata d’Italia in Afghanistan di fronte alla cappella della sede diplomatica.

La cerimonia, che ha preceduto il tradizionale rito liturgico della benedizione degli ulivi e processione della domenica delle palme, ha visto la presenza dell’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza dott. Roberto Cantone, del comandante della divisione supporti del quartier generale della missione a guida NATO Resolute Support, generale di divisione Massimo Panizzi, di una piccola rappresentanza del contingente militare italiano di stanza a Kabul, dei Carabinieri dell’ambasciata italiana e dei fedeli della comunità cristiana della città, tra cui alcune suore di Madre Teresa di Calcutta e membri dell’associazione intercongregazionale “Pro Bambini di Kabul”.

“Quest’ulivo – ha sottolineato padre Scalese nel suo intervento – proviene da Nazaret, in Terrasanta, ed è stato donato alla missione, il 1° luglio 2017, da fratel Carlo Fondrini, guanelliano, direttore del “Centro per bambini disabili”, gestito nella capitale afghana dalla ONLUS italiana “Pro Bambini di Kabul”.

Kabul non è certo l’ambiente ideale per gli ulivi e, per questo, il piccolo albero è stato invasato ed è rimasto, per quasi due anni, dietro la chiesa dell’ambasciata, esposto ai raggi del sole durante l’estate e protetto dalla serra durante l’inverno.

L’ulivo è stato sempre considerato simbolo di pace. L’origine di questo simbolismo si trova nel racconto del diluvio universale, al termine del quale Noè fece uscire dall’arca una colomba e questa «tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra» (Gen 8:11).

“Questo albero – ha detto padre Scalese – vuole essere come il ramoscello di ulivo nel becco della colomba: l’annuncio della fine di un periodo buio e l’inizio di un periodo luminoso nella storia dell’Afghanistan. Lo chiameremo perciò Ulivo della pace”.

1. Afghanistan, un momento della cerimonia, padre Giovanni Scalese durante il suo intervento

Il contributo che la piccola comunità cristiana in Afghanistan può offrire alla pacificazione e alla ricostruzione di questo paese è limitato” – ha continuato il prete barnabita – “anche se i segni della sua presenza in questa terra sono, nella loro povertà, pur sempre significativi: il servizio ai più poveri fra i poveri; l’assistenza ai più bisognosi e la formazione dei meno fortunati.

Ma, al di là del soccorso umanitario, la comunità cristiana possiede un’arma segreta che può produrre effetti inimmaginabili, infinitamente superiori a quelli che possono realizzare i nostri sforzi materiali: la preghiera. Nessuno potrà impedirci di vedere nel processo di pace in corso, oltre che il risultato dell’impegno encomiabile di tante persone di buona volontà, anche e soprattutto il frutto della consacrazione al Cuore immacolato di Maria, che abbiamo compiuto in questa chiesa il 13 ottobre 2017, al termine del centenario delle apparizioni di Fatima.

Ora la messa a dimora di questo ulivo proveniente da Nazaret — dove il Principe della pace ha posto le sue radici in mezzo agli uomini — vuole esprimere l’auspicio che la pace metta radici in questa terra martoriata da interminabili anni di guerra. Possa davvero realizzarsi la profezia di Isaia: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà piú la spada contro un’altra nazione, non impareranno piú l’arte della guerra» (Is 2:4).”

7. Afghanistan, rito liturgico della benedizione degli ulivi

© : Ambasciata d'Italia in Afghanistan
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