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Polizia Postale: smantellata organizzazione criminale dedita alla commissione di frodi informatiche in tutta Europa

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Genova, 07 Luglio 2020 – Un impressionante giro di frodi informatiche tra l’Italia e la Romania, per un totale di oltre 20 milioni di euro all’anno di profitti illeciti, era il fulcro dell’attività criminale di una delle più importanti associazioni a delinquere transnazionali sinora scoperte in questo settore, smantellata questa mattina dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel corso di una vasta operazione coordinata dalla Procura di Genova. 

Sono state 13 le persone arrestate sia in Italia che in Romania all’alba di questa mattina, al termine di un blitz messo a segno da oltre 50 poliziotti della Polizia Postale in collaborazione con il dipartimento per il contrasto alla criminalità organizzata della Polizia rumena.

Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Genova, insieme alle perquisizioni locali ed informatiche ed ai sequestri di ville, automobili ed esercizi commerciali riconducibili all’organizzazione, arrivano a conclusione di un lavoro certosino durato altre 2 anni  che ha visto Polizia e Magistratura lavorare in stretto contatto con le Agenzie europee Europol, Eurojust e con le Autorità rumene, e che ha permesso ricostruire un disegno criminoso che, per vastità e completezza, può ben definirsi una sorta di quadro d’insieme delle attività della criminalità organizzata nel campo del cybercrime finanziario.

IL MODUS OPERANDI

Il compimento delle frodi informatiche

Tutto iniziava da un primo livello dell’organizzazione, costituito da batterie di hacker bene addestrati ed operanti dalla Romania, responsabili di un’ampia casistica di frodi informatiche:

  • dalle ben note truffe online, per l’acquisto di beni e servizi su portali di e-commerce;
  • alle truffe, altrettanto diffuse soprattutto in periodi feriali, per l’affitto di inesistenti case-vacanza;
  • al phishing informatico, consistente nella diffusione di virus destinati alla sottrazione di password e dati personali attraverso false email;
  • al phishing attuato mediante siti-clone, vale a dire siti internet apparentemente identici agli originali, ma creati al solo scopo di carpire codici e dati personali

La centrale del riciclaggio in Italia

Una volta portate a termine le frodi subentrava la necessità di “ripulire” il denaro illecitamente guadagnato, ed è proprio qui che si attivava il braccio italiano dell’organizzazione criminale, l’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale e composta dai soggetti oggi arrestati. Questi, come un vero e proprio factoring criminale, cui veniva “esternalizzato” il servizio di riscossione, mettevano a disposizione numeri di conto corrente italiani su cui l’organizzazione rumena bonificava i proventi delle frodi, che venivano ripuliti, incassati, decurtati di una percentuale del 35-40% trattenuta in Italia a titolo di provvigione per il servizio reso, ed infine e traspostati in contanti oltre frontiera.

Più in particolare, i capi dell’organizzazione in Italia, due cittadini rumeni di 52 e 49 anni residenti a Genova, con le rispettive consorti, tutti formalmente disoccupati e pressoché nullatenenti, gestivano a Genova, sin dal 2018, una rete di procacciatori incaricati di reclutare, tra le fasce più bisognose della popolazione, soggetti prestanome disposti a mettere a disposizione – dietro un modesto compenso – la loro identità per l’apertura di moltissimi conti correnti. Su tali conti, che venivano in realtà gestiti dai capi dell’Organizzazione, confluivano centinaia di bonifici da tutto il mondo, frutto delle frodi informatiche.

L’ultima catena (“Last Chain”) era appunto, come spesso accade nelle più articolate indagini di criminalità organizzata, quella del riciclaggio, ed era strutturata a livello piramidale. I Capi potevano contare su un livello di “procacciatori”, incaricati di reclutare i prestanome per l’apertura dei conti, nonché su un livello di “corrieri” (noti alle polizie internazionali col termine di “Money Mules” – letteralmente “Muli di denaro”), incaricati di prelevare il denaro dai conti correnti, occultarlo in appositi nascondigli ed infine organizzare le cd. « carrozze » (furgoni, pullman o autovetture proprie o prese a noleggio) con i quali il contante veniva fisicamente trasportato oltre frontiera in Romania.

LE ATTIVITA’ INVESTIGATIVE

Un meccanismo ben collaudato ed altamente remunerativo dunque, che è stato possibile scardinare grazie al lavoro investigativo, a livello nazionale ed internazionale, compiuto in circa 2 anni, fatto di intercettazioni informatiche, telefoniche ed ambientali, servizi di pedinamento oltre frontiera, e complesse indagini informatiche.

La Polizia Postale sin dal luglio del 2018, ripercorrendo in maniera certosina le tracce informatiche e finanziare lasciate dai criminali, ne tracciava tutti gli spostamenti sia in Italia che all’estero.

L’attività svolta dalle agenzie europee Europol ed Eurojust, realizzando il coordinamento tra l’autorità giudiziaria e la polizia italiana con i colleghi rumeni, ha permesso la prosecuzione congiunta e sinergica delle attività investigative nei due Paesi, lo scambio informativo in tempo reale e la pianificazione dell’attività operativa svoltasi nella mattinata odierna.

Proprio al contrasto del fenomeno del cyber-riciclaggio attraverso l’impiego di Money Mules, le due agenzie europee dedicano, del resto, un’azione operativa annuale (l’azione EMMA – European Money Mules Action) che vede l’Italia, attraverso la Polizia Postale e le Magistratura, prender parte attiva, collocandosi stabilmente tra i primi Pesi in termini di risultati ottenuti.

GLI ARRESTI, LE PERQUISIZIONI ED I SEQUESTRI

All’alba di questa mattina, un complesso dispositivo operativo è stato messo in campo per assicurare il buon esito delle operazioni.

In Italia, oltre 50 uomini e donne della polizia postale sono stati impiegati sul territorio nazionale e nella città rumena di Valcea, di supporto alle autorità locali, eseguendo, contestualmente agli arresti disposti dal GIP di Genova, anche perquisizioni presso il domicilio, presso locali commerciali ed all’interno dei dispositivi informatici in uso agli indagati.

Nel corso dell’operazione odierna sono state sequestrate, sia in Italia che in Romania, appartamenti, ville, attività commerciali ed autovetture, acquistati nel tempo dall’Organizzazione criminale grazie ai notevoli profitti illeciti accumulati ai danni di cittadini in tutta Europa.

LE INTERCETTAZIONI

Al fine di una migliore comprensione, ecco riportati alcuni brevi stralci dei dialoghi intercorrenti tra i membri dell’associazione a delinquere.

Il soggetto in Romania, detto “BOSS”, non appena conclusa con successo una frode informatica ai danni di una vittima residente in uno Paesi europei interessati, contatta il capo dell’organizzazione italiana, detto “CASSIERE”.

Il CASSIERE contatta la sua rete di procacciatori di Money Mules, per annunciare la prossima ricezione di un bonifico dall’estero e farsi indicare un numero di conto corrente italiano da girare in Romania per l’effettuazione del bonifico stesso:

“<<Stai tranquillo che adesso dovrebbe arrivare il calendario.>>. Ha ricevuto un altro su un’altra linea. Lo stesso percentuale.

B: ……..

F: Il calendario, si! Per come vengono fatti i pagamenti. Io potrò …….per entrare tutti con la stessa ……… Per sapere come vengono gestionati i soldi

 -omissis-

Valentin dice che le “Arance” sono pronte oggi e che sono state caricate.

Valentin dice che Balù è andato verso le 16.00 e che Boss lo stressava perchè ci sono stati dei problemi sul sistema per quelli internazionali in tutta l’Italia.

Ionut dice che hanno cambiato anche il tetto di copertura e Valentin conferma.

-omissis-

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Attraverso chat di Whatsapp, Signal e messaggistica ICQ, emerge anche l’abitudine dei criminali nel fare attività di pulizia e di eliminazione di files compromettenti, per cancellare le prove

“Balù risale e Valentin dice che stava cancellando delle cose sul telefono.

V: Ti ha dato?

B: Certo. 17,50

V: Quando ti ho mandato quello già ……….

Balù dice di andare a provare anche Nervi, quello che era bloccato, perchè ha un presentimento che funzioni. Balù chiede se quelli hanno già cancellato e Vali dice di no”

L’attività propria dell’organizzazione italiana di reclutare i money mules si conclude con l’accompagnamento del “mulo” presso l’istituto bancario, da cui ne esce mettendo nelle mani del procacciatore tutta la documentazione, comprese le password, le schede telefoniche e gli altri strumenti informatici utili alla gestione da remoto del conto corrente:

Una volta incassate le somme illecite, l’associazione criminale pianificava viaggi in Romania per trasportare le ingenti quantità di denaro oltre confine, a mezzo delle “carrozze”:

V: Ti do 10-15.000 che così il padrino (ndr: Florin) gli da al Boss.

D: Beh si, se hai, mi dai…alla fin dei conti…

V: Dai che così mi libero di loro…

D: Li metto nel televisore.

V: Si, perchè se poi vado via…non ho voglia di rimanere con dei soldì e se mai la prossima settimana se dovrà venire quello (ndr: il corriere) dovrà venire da quelle parti, a Verona, Brescia…

D: Cosa?

V: La carrozza (ndr: si rif. alla macchina del corriere)

D: Si certo.

“Carrozze che venivano infine intercettate e perquisite dalla Polizia:       

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Polizia Postale toglie dal web tutto ciò che riguarda pianificazione e realizzazione di attacchi terroristici

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Roma, 4 luglio 2020 – Una fitta operazione di prevenzione e contrasto al terrorismo online è stata portata a termine da personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

gJZEarTT_400x400L’operazione denominata  “RAD – Referral Action Day on instructional material online” è stata promossa da Europol e finalizzata alla rimozione di ogni tipo di contenuto illustrativo, ovvero manualistica digitale, utilizzati per la pianificazione e la realizzazione di attacchi terroristici.

L’Action Day ha coinvolto unità specializzate del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e rappresentanti di 18 Paesi, tra cui 13 Stati membri dell’U.E. e 5 Paesi extra U.E.

L’attività ha preso di mira i contenuti online creati o utilizzati come materiale “didattico” diffusi in rete per ispirare e commettere attacchi nel contesto del terrorismo di matrice jihadista, dell’estremismo suprematista, antagonista ed anarchico.

In particolare, i manuali fatti in casa e le guide individuate nel corso dell’operazione costituiscano il principale strumento per la realizzazione di armi self made anche con effetti devastanti, soprattutto per gli attacchi condotti da attori solitari.

Durante l’azione, gli esperti della Sezione Cyberterrorismo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno rilevato, valutato e segnalato i contenuti online, inclusi manuali e tutorials su come preparare ed attuare attacchi terroristici, come selezionare gli obiettivi, come utilizzare le armi e costruire ordigni.

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Alcuni dei documenti individuati contenevano anche le istruzioni su come rimanere anonimi online e su come evitare di essere individuati durante la pianificazione di un attacco terroristico.

All’esito delle attività sono state segnalate per la rimozione un numero complessivo di 1724 indirizzi web riconducibili a 113 piattaforme digitali utilizzate per la propaganda jihadista e n. 182 url su 67 piattaforme web nell’ambito dei contenuti riferibili all’area dell’ultradestra ed antagonista/anarchica.

Il direttore della Polizia Postale, Nunzia Ciardi, ha così commentato l’operazione RAD: “Queste attività, promosse nell’ambito della cooperazione internazionale, assumono una valenza fondamentale per il contrasto al terrorismo online di qualsiasi matrice, non solo sotto il profilo investigativo, quanto soprattutto per la valorizzazione dell’azione preventiva, che attraverso l’individuazione e la rimozione di contenuti online connotati da una particolare pericolosità sociale, riesce a disinnescare i propositi di attori solitari spesso difficili da individuarsi in via precoce”.

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Raccolta fondi per Pasquale Apicella, il poliziotto deceduto per impatto frontale con l’autovettura dei fuggitivi

9178efed-0a6e-4af8-9a7f-f5eddc876690Napoli, 30 aprile 2020 – L’agente scelto di Polizia Pasquale Apicella, deceduto per impatto frontale con l’autovettura dei fuggitivi durante un inseguimento a bordo della sua volante per le strade di Napoli, per mano di cittadini Rom, lascia una moglie, Giuliana e due figli.

Di seguito i dati per poter fare una donazione alla famiglia di Pasquale, la beneficiaria sarà la moglie:

IBAN IT43C0310439950000000823930
beneficiaria Giuliana Ghidotti Apicella (moglie dell’agente Apicella)

o cliccare il pulsante qui sotto e si aprirà una pagina PayPal per la raccolta donazioni a favore della moglie e dei figli di Pasquale Apicella.

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Lettera dalla figlia di uno “sbirro”

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Rigirata alla redazione da un lettore, è la lettera di una ragazza di 16 anni figlia di un poliziotto.

Scusami. Scusatemi tutti, resterei in silenzio se solo l’ansia non mi divorasse e le mani non mi tremassero, è così da 16 anni ormai, ma oggi tutti i brutti pensieri che mi tormentavano quando ero piccola, sono diventati realtà.

Poche persone in questo momento si sentono come mi sento io, c’è chi è mortificato, chi non fa altro che piangere, c’è chi ha già dimenticato tutto e chi non li dimenticherà mai. Io tremo, come ogni volta che squilla il telefono di casa quando papà è a lavoro, tremo quando non torna in orario, quando parte in anticipo. Tremo per notti intere quando ha il turno serale, e per lunghe mattinate date dalle notti insonni. Voi non lo sapete cosa significhi aspettare due minuti al telefono perché dall’altra parte nessuno risponde, magari era in bagno o a prendere un caffè, ma i figli delle forze dell’ordine non pensano mai a queste cose.

Io sono cresciuta così.

Mio padre era presente a tutti i compleanni, è sempre riuscito a dividere lavoro e famiglia, ma io avrei voluto che a lavoro non ci tornasse mai. I miei amici lo guardavano sempre pietrificati quando veniva a prendermi a scuola in divisa, era l’eroe delle fiabe che tutti ammiravano, per me invece era un pó come la nonna di Cappuccetto Rosso, per quanto cercasse di salvare la nipotina, il lupo ebbe la meglio su di lei. È sempre toccato a me difendere il suo mestiere davanti a quei quattro cretini che mi urlavano: “Stai zitta tuo padre fa lo sbirro.”

Se quella notte avevano dormito tranquilli nel loro letto, era grazie agli sbirri. Se i loro genitori avevano ritrovato il portafoglio rubato, era grazie agli sbirri. Se non erano morti per droga o alcol, o se la zia spaventata era tornata a casa sana e salva, era solo grazie agli sbirri. Scusatemi se ancora parlo, ma se smettessi probabilmente non ricorderei nemmeno il mio nome.

Stanotte è morto un poliziotto, è morto un uomo che lavorava insieme a mio padre. Io non lo conoscevo, non avevo mai sentito parlare di lui. So che aveva 37 anni, che aveva deciso di tornare a Napoli per la sua famiglia, che fino a poco tempo fa lavorava al centralino. So che sua madre non era molto felice quando ha saputo che volesse fare il poliziotto, e che la moglie stanotte non riusciva a dormire. So che il bambino di tre mesi non ricorderà nulla del padre, e quello di sei anni non riuscirà mai a dimenticare i suoi abbracci. So che si chiamava Pasquale, e che ha dato la sua vita al lavoro per un misero stipendio a fine mese. Non voglio parlare di soldi, per noi i soldi sono solo una presa in giro.

Nessuno vuole diventare poliziotto, carabiniere, guardia di finanza o vigile del fuoco per denaro o fama, ma tutti da giovani desideravano di cambiare il mondo, senza rendersi conto che sarebbe stato il mondo a cambiare loro.

Scusami se ancora parlo, ma stanotte Pasquale è morto. I suoi colleghi non trovano le parole adatte e tu nemmeno ti ricordi come si fa a parlare, forse in questa storia sono l’unica che abbia veramente il diritto di dire qualcosa. In quella macchina poteva esserci mio padre, sarebbe sceso ieri sera alle 20:30 e non sarebbe più tornato, io avrei sentito giornalisti, medici, testimoni parlare di lui, ma nessuno sapeva cosa stessi passando io, non so cosa tu stia passando, ma per tutte le volte che ho immaginato succedesse a me, quasi riesco a sentire il tuo dolore.

Non è giusto, perché io ho 16 anni e ho ancora la speranza di credere al lieto fine, perché ho 16 anni ed ho ancora l’ingenuità di credere in questo paese. Sono arrabbiata, ma non so con chi esserlo, quasi odio mio padre. Voglio urlare, ma nessuno capirebbe le mie grida. Non so se riuscirò mai a stare tranquilla quando papà non è a casa, Secondigliano mi mette più paura della Siria, forse perché questa sarà per sempre la mia guerra, stanotte Pasquale l’ha persa.Mi ha ricordato di quanto sia importante abbracciare mio padre prima di scendere, guardarlo per avere sempre i suoi occhi dentro i miei.Sono mortificata, non smetto di piangere, l’ho già dimenticato o non lo dimenticheró mai? Scusami,scusatemi tutti.

Firmato: la figlia di uno “sbirro”


Tentato furto a Napoli, inseguimento, scontro frontale pattuglia della Polizia, poliziotto muore sul colpo (video)

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Napoli, 27 aprile 2020 – Scontro frontale di un auto della Polizia durante un inseguimento dopo il tentato furto in una filiale di banca Credit Agricole in via Abate Minichini zona San Carlo. I rapinatori avevano imboccato calata Capodichino contromano. 

L’agente alla guida neanche il tempo di imboccare Calata Capodichino, che si è trovato la macchina davanti che andava a 150 km con fari spenti. I poliziotti proprio non l’avevano vista. Dopo lo scontro il motore dell’auto della pattuglia è stato trovato a 30mt dall’impatto.

9bbd6e9b-ca41-4097-95a8-c81212f6f863L’agente alla guida, Pasquale Apicella, 37 anni, agente scelto della polizia di Stato è morto sul colpo. Lascia moglie e due figli. Gli altri tre si sono salvati.

I rapinatori sono stati arrestati.

A seguito della tragica notizia il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto  Franco Gabrielli ha espresso profondo cordoglio e sentimenti di commossa vicinanza ai familiari. Il prefetto a inoltre augurato una pronta guarigione all’altro agente della volante, l’assistente capo della Polizia di Stato Salvatore Colucci rimasto ferito.

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Roma, blocco stradale della Polizia sul GRA per controlli in osservanza del decreto legge sul Covid 19 (video)

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Roma, 24 marzo 2020 – La Polizia di Stato effettua il primo posto di blocco sul Grande Raccordo Anulare (GRA) della capitale, nell’area di servizio Ardeatina, per effettuare i controlli in osservanza del Decreto Legge sul Covid 19.

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Impegnate pattuglie della Polizia Stradale, del Reparto Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine. Fermati circa un centinaio di veicoli.

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Solidarietà Coronavirus, Gigi Proietti lancia un messaggio rassicurante alla terza età, grazie alla Polizia di Stato

Roma, 18 marzo 2020 –  Gigi Proietti con un messaggio attraverso il canale della Polizia di Stato vuole rassicurare chi, come lui avanti con gli anni e quindi coetanei, sta vivendo questo momento difficile, senza poter uscire di casa, a volte lontano dai propri cari.

Fate girare il messaggio, una parola di conforto ai nostri anziani fa bene. Il video sta su youtube quindi linkabile e scaricabile.

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La Polizia Postale mette in guardia sui reati informatici, in aumento per effetto coronavirus

Polizia Postale

 

Roma, 16 marzo 2020 – Lavoro senza sosta per il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale (Cnaipic) per arginare le nuove truffe online, fakenews e hacker in azione che, approfittando della vulnerabilità emotiva della persone, tentano di “infettare” i dispositivi con i malware o mettono in Rete notizie non vere.

Abbiamo un incremento di criminalità informatica in questa situazione in cui siamo tutti a casa e sempre connessi, in uno stato di fragilità psicologica” lo afferma Nunzia Ciardi, direttore del Servizio polizia postale, spiegando come in questi giorni sia aumenta la criminalità informatica.

L’invito degli esperti della Polizia Postale è  “di fare attenzione, soprattutto alle mail ben fatte che offrono servizi connessi all’emergenza Covid-19 o che segnalano importanti prescrizioni mediche dell’OMS. Possono essere il mezzo mediante cui gli spietati hacker riescono a scaricare allegati malevoli in grado di raccogliere informazioni sull’incauto mittente” e, aggiunge Nunzia Ciardi “Se vediamo arrivare una mail da un medico o una comunicazione urgente relativa allo stato di allerta del Coronavirus, è facile essere tratti in inganno anche se non si è degli sprovveduti, basta un attimo di distrazione”.

Tra gli esempi più ingegnosi da segnalare, la finta mappa della diffusione del Coronavirus nel mondo che nasconde un insidioso malware; e poi ancora, mail provenienti da presunti centri medici che, con il pretesto di fornire aggiornamenti sulla diffusione del coronavirus, invitano ad aprire un allegato contenente un virus informatico di tipo RAT: un malware che consente all‘hacker di assumere il totale controllo del dispositivo trasformandolo in uno “zombie” e usandolo da remoto per compiere altri attacchi informatici.

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Foto di Polizia di Stato

Altra segnalazione su cui la Polizia postale sta lavorando in questi giorni è quella di una mail a nome di una fantomatica dottoressa Penelope Marchetti, “esperta” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Italia.

Dal linguaggio professionale e credibile, la dottoressa invita le vittime ad aprire un allegato che contiene indicazioni per evitare il contagio da Coronavirus, ma che, in effetti, nasconde un virus informatico insidioso che carpisce i nostri dati.

Attenzione anche alle mail che arrivano dalle banche o istituti di credito.

Si stanno infatti moltiplicando i reati legati a homebanking, carte e e-commerce. Verificate sempre l’attendibilità della fonte e accertatevi che le richieste di dati personali siano reali, anche contattando direttamente il vostro istituto di credito.

I casi sospetti possono essere segnalati sul portale della Polizia Postale.

 

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Fonte
: Polizia di Stato
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Agente Lisa, una telefonata che diventa virale, una cittadina chiama un commissariato per chiedere ai poliziotti come stanno

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(di Monica Palermo) Roma, 14 marzo 2020 –  Lavoro senza tregua per la polizia di Stato per emergenza Covid-19. Una cittadina chiama un commissariato per chiedere ai poliziotti come stanno e per ringraziarli del loro operato. Un gesto che scalda il cuore di chi lavora senza tregua. Subito viene realizzato un video che la Polizia posta su Facebook nella pagina di Agente Lisa, una poliziotta virtuale a contatto con i cittadini.

Il video diventa subito virale e numerosi sono i commenti che augurano buon lavoro al personale della Polizia, come il signor Carlo C. che sottolinea “Anche io voglio esserci e dire grazie. Spesso si pensa che può essere inutile esprimere un pensiero che tanto non verrà letto perché siamo in tanti. Non fa niente, bisogna farlo lo stesso. Perché in questo momento abbiamo bisogno di sostenerci in tanti modi. Anche solo un grazie ti aiuta. E allora grazie per tutto quello che fate! Grazie!”, o la signora Sara C. che ringrazia l’agente  “Che emozione sentire le parole di questa splendida signora!!! Grazie Lisa”.

E ancora la signora Melina L.R. che esprime la sua gratitudine “Grazie per tutto quello che fate per il nostro bene. Mi preoccupo tantissimo per voi per tutte le persone che lavorano in ospedale compresa mia figlia che fa L’infermiera. La Madonna vi proteggerà a tutti. Spero passi presto questo brutto incubo. Un abbraccio a tutti voi di vero❤️“, e molti altri che potrete leggere cliccando il link:
https://www.facebook.com/AgenteLisa/videos/1131378243876195/

#grazieanomeditutti per #essercisempre

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Estradato dalla Germania Hakim Nasiri, condannato per terrorismo internazionale e eversione dell’ordine democratico 

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Roma, 9 gennaio 2020 – Scortato dallo SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol), è rientrato ieri in Italia Hakim NASIRI, 27enne afghano, arrestato in Germania lo scorso 27 agosto e destinatario di mandato d’arresto europeo, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari.

In particolare, pochi giorni dopo la sentenza di condanna in secondo grado a 5 anni di reclusione della Corte d’Assise d’Appello pugliese, Nasiri aveva tentato la fuga in Francia cercando di utilizzare il mezzo aereo.

Consapevole degli accurati controlli alle frontiere, si è reso irreperibile.

La sezione antiterrorismo della DIGOS della questura di Bari non ha mollato la presa ed è riuscita a ricostruire l’itinerario del latitante oltre confine, individuando gli spostamenti con diversi pullman di linea, anche attraverso il territorio francese, fino a riscontrarne la probabile presenza in Germania.

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La latitanza all’estero è stata definitivamente stroncata dalla polizia tedesca sulla base, proprio dei riscontri d’indagine della DIGOS di Bari, coadiuvata in territorio estero dalla divisione Interpol dello SCIP e dall’ufficio dell’esperto per la sicurezza di stanza a Wiesbaden.

All’arrivo di NASIRI a Fiumicino, negli uffici di Polizia di Frontiera Aerea, sono state espletate le formalità di rito e, successivamente, l’uomo è stato condotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria pugliese.

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