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Incontro con Giulio Quintavalli sulla criminalità abigeataria durante la Grande Guerra

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(di Monica Palermo) Roma, 10 marzo 2019 – Un incontro con Giulio Quintavalli, storico e saggista della Polizia di Stato, sulla criminalità abigeataria durante la Grande Guerra si è tenuto giovedì 7 marzo 2019, nell’ambito degli eventi culturali organizzati dalla Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, Palazzo dell’Agricoltura – Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo di via XX Settembre.

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Giulio Quintavalli, autore del volume, è stato introdotto dall’avv. Mario Pulimanti, direttore vicario della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, ha moderato il brigadier generale E.I Angelo Boggia.

L’incontro ha preso spunto dal suo volume “Da sbirro a investigatore. Polizia e investigazione dall’Italia liberale alla Grande guerra”, Aviani e Aviani Editori, nel quale l’autore considera il ruolo della Polizia contro i reati economici e l’approvvigionamento per l’esercito combattente durante la Grande guerra, uno dei compiti che  il presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando affidò alla Polizia per «salvaguardare le spalle all’esercito».

L’abigeato è il furto di più capi di bestiame, sottratti dai recinti o liberi al pascolo per alimentare il commercio clandestino di carne e il mercato clandestino di bovini ed equini per l’esercito combattente.

Tra i presenti il generale Rino De Vito, ora ausiliario dell’Esercito.

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© All rights reserved
Immagini: Ph. Monica Palermo
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Buon Natale e Buone Feste

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Roma, 25 dicembre 2018

La redazione di MNFI augura Buon Natale e Buone Feste a tutte le donne e gli uomini in divisa delle FFAA e FFOO che operano in territorio nazionale per la sicurezza del nostro Paese e in ambito internazionale come portatori di pace.

Un grazie ai nostri lettori che ci seguono costantemente.

La Redazione


Aviazione: il primo drone italiano ha volato 100 anni fa

L’anniversario delle “torpedini aeree” a “Roma drone campus 2018”
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Roma, 26 gennaio 2018 – Il primo drone italiano è stato realizzato ben 100 anni fa, verso la fine della Prima Guerra Mondiale. Si trattava di un rudimentale aeroplano senza pilota, con una carlinga in legno lunga poco più di 6 metri ed un motore a scoppio dotato di un’unica elica. Fu battezzato “Torpedine Aerea” e, tra il maggio e il settembre del 1918, in gran segreto ne furono sperimentate quattro versioni presso la base militare di Furbara (Roma). Dati e foto su questo primo drone tricolore sono stati svelati dal fortuito ritrovamento della relazione tecnica originale del progetto.

Il 100° anniversario sarà celebrato nell’ambito di “Roma Drone Campus 2018”, quinta edizione dell’unico evento professionale in Italia dedicato ai sistemi a pilotaggio remoto, che si svolgerà nei giorni 21 e 22 febbraio prossimi presso il dipartimento di ingegneria dell’Università Roma Tre. Sarà allestita una mostra fotografica, che illustrerà le varie fasi del progetto con immagini inedite, e sarà anche coniata una medaglia commemorativa. 

L’idea fu del capitano di fanteria Adelchi Manzoni e risale al 1916”, spiega l’ing. Aldo Curti, a cui si devono le ricerche sul progetto, in un dettagliato articolo che sarà pubblicato sul numero di febbraio del mensile VFR Aviation. “Si trattava di un nuovo tipo di aereo, capace di volare in autonomia, con l’obiettivo di raggiungere o superare le linee nemiche per sganciare il carico bellico e poi autodistruggersi”. I quattro prototipi di “Torpedine Aerea” che furono costruiti avevano caratteristiche diverse, ma tutti utilizzavano uno speciale carrello su binari ferroviari per il decollo. Con la “Torpedine Aerea n. 4” si raggiunse lo stato dell’arte: il 14 settembre 1918 a Furbara il velivolo effettuò un volo di circa 150 metri, prima di distruggersi a terra. Gli esperimenti furono abbandonati a guerra pressoché finita e, per circa un secolo, il progetto fu praticamente dimenticato. “Non potevamo non dare lustro a questo primo drone italiano”, sottolinea Luciano Castro, presidente di Roma Drone, “che può essere giustamente considerato il pioniere dei sofisticati droni che oggi sono sempre più diffusi in ambito civile e militare”.

Il programma di “Roma Drone Campus 2018” si aprirà mercoledì 21 febbraio con la conferenza plenaria inaugurale “Roma Drone Conference 2018”, durante la quale istituzioni ed esperti faranno il punto sullo sviluppo del mercato dei droni in Italia. Saranno anche assegnati i “Roma Drone Awards 2018”. Seguiranno oltre 100 corsi e seminari su vari argomenti, dalla presentazione di nuovi droni e sistemi a corsi per specifiche figure professionali fino a conferenze su singoli progetti e applicazioni. Oltre ai droni aerei, quest’anno sono previsti anche due focus sui droni terrestri e sui droni acquatici. L’evento, organizzato dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, ha ricevuto numerosi patrocini, tra cui: i ministeri della Difesa e dell’Ambiente, ENAC, ANSV, CNR, ENEA e le Associazioni del settore droni ASSORPAS, FIAPR, AOPA Italia, UASIT, AIDRONI e EDPA. Partner scientifici sono il dipartimento di ingegneria dell’Università Roma Tre e la Link Campus University. La manifestazione è supportata da un gruppo di aziende partner, tra cui: iDroni (sponsor), Aerovision (sponsor), Nimbus, Accademia del Drone, Yuneec e Parrot. Ulteriori informazioni sono disponibili su www.romadrone.it.

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Fonte: Roma Drone Campus 2018
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Piero e Raimondo d’Inzeo: due fratelli, una leggenda

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Roma, 15 novembre 2017 – Dopo quattro anni di minuziose ricerche e lunghe interviste, e dopo il lavoro di stesura del testo e di organizzazione delle immagini, l’opera dedicata ai leggendari fratelli Piero e Raimondo d’Inzeo è finalmente terminata e pronta per soddisfare l’interesse e la curiosità dei lettori.  

Il progetto, promosso dalla Fondazione Vittorio Orlandi comprende un libro narrativo e un libro fotografico che insieme ripercorrono la vita e le imprese agonistiche dei due campioni azzurri raccontando la loro storia di atleti, di cavalieri, di uomini, di figli e di padri.

L’opera è stata presentata oggi, quarto anniversario della scomparsa di Raimondo d’Inzeo presso il salone d’onore del Coni a Roma nel corso di una interessante conferenza. La piacevolissima intervista all’autore del giornalista televisivo Marino Bartoletti, con corredo di  splendide immagini e fotografie d’epoca e di significative testimonianze, è stata un toccante revival delle gesta dei due grandi campioni, visti anche al di fuori dell’ambito prettamente sportivo. La cerimonia si è svolta  al cospetto delle più alte cariche istituzionali sportive (il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Fise Marco Di Paola), presente Vittorio Orlandi, dinanzi una platea di oltre 200 ospiti tra cui i figli dei  D’Inzeo con le famiglie, autorità militari, giornalisti, addetti ai lavori, grandi nomi dello sport  e anche a molte delle persone che hanno offerto il proprio contributo finalizzato alla realizzazione del progetto.

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Umberto Martuscelli, sostenuto nei quattro anni di lavoro dalla preziosa collaborazione di Vittoria Smania, ha costruito un’opera narrativa ricca di approfondimenti, episodi, curiosità, retroscena, momenti di vita pubblica e di vita privata che si sono succeduti nel corso di un arco di tempo che prende avvio a partire dagli anni Trenta. Il volume biografico ora in uscita termina con la conquista del podio individuale da parte di Piero e Raimondo d’Inzeo alle Olimpiadi di Roma 1960: il completamento dell’opera avverrà con la futura pubblicazione del secondo libro, quello che coprirà l’arco di tempo compreso tra i Giochi Olimpici di Roma e la scomparsa dei due formidabili campioni azzurri.

Il volume fotografico (in grande formato e composto da quasi un migliaio di immagini) esce ora con i testi sia in italiano sia in inglese, mentre di quello narrativo è in corso la traduzione ugualmente in inglese: l’uscita è prevista entro la prima metà del 2018.

I due libri sono in vendita presso il sito www.fratellidinzeo.it 

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Presentata ufficialmente l’associazione “Progettare con te”

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Napoli, 24 ottobre 2017 –  Giovedì 26 ottobre 2017, con inizio alle ore 17,45, presso l’hotel San Francesco al Monte in corso Vittorio Emanuele, 328 sarà ufficialmente presentata l’associazione “Progettare con te”.
L’impianto progettuale del sodalizio si snoda su alcuni concetti basilari rappresentati: dall’interesse e l’amore per i ragazzi e dalla certezza della possibilità di poter attivare percorsi di recupero per chi è in difficoltà, nonché la volontà di porre particolare attenzione alle problematiche che scaturiscono dall’immigrazione.
Il nostro progetto deve, cibarsi del territorio e del suo attore principale che è il comune, l’ente locale – afferma il presidente Antonio del Monaco – che costituisce il primo presidio, la prima Istituzione presente nel luogo della comunità”.
 
A fare gli onori di casa il generale di brigata (aus.) Antonio del Monaco, presidente  dell’associazione “Progettare con te”.
Al tavolo dei relatori siederanno inoltre: il colonnello (aus.) Nicola Gaglione, vice presidente; il dott. Roberto Palma, segretario ed il dott. Antonio Grilletto, giornalista e moderatore.
Previsti gli interventi tecnici sulla tematica del fenomeno immigratorio: dell’on. Michele Schiano di Visconti, consigliere della Regione Campania; di don Luigi Merola, Presidente dell’Associazione “A’ voce d’è creature” e del dott. Vincenzo Palma, già referente per il demanio dello Stato dell’allora direzione confische antimafia.
Per l’occasione sarà conferito il titolo di “Socio onorario” al dott. Giandomenico Lepore, già procuratore capo della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli e a don Luigi Merola.
(Antonio Grilletto)

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I lavori termineranno con un brindisi augurale con tutti i convenuti.
(Antonio Grilletto)

Caserta: al via la terza edizione della scuola di giornalismo investigativo a Casal di Principe

“Ucciso perché solo” 22-24/09 – Summer School Ucsi/Agrorinasce, III Edizione di Scuola di giornalismo investigativo / 6 Sessioni di approfondimento: Cutuli, Falcone, Mattei, Alpi, Don Diana

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Casal di Principe, 21 settembre 2017 – Inizierà domani, alle 15.00, la terza edizione della scuola di giornalismo investigativo organizzata dal consorzio Agrorinasce e dall’Ucsi Caserta a Casal di Principe, presso il Teatro – Parco della legalità. Diventata, di fatto, un appuntamento annuale di rilievo nazionale, la scuola di giornalismo investigativo – patrocinata anche dall’Ordine dei giornalisti della Campania, dal sindacato dei giornalisti nazionale e regionale FNSI e SUGC, dalla Fondazione POLIS e dall’Università di Caserta Luigi Vanvitelli – propone una programma intenso di approfondimento che quest’anno sarà dedicato ai casi Maria Grazia Cutuli, Giovanni Falcone, Enrico Mattei, Ilaria Alpi, don Peppe Diana. Per tutti un unico comune denominatore: “Uccisi perché soli”.

Indagini, storia e storie di depistaggi, resistenze, processi non ancora conclusi, tre giorni di studio sul primo maxi processo alla mafia, la procura nazionale antimafia e la guerra di Cosa nostra allo Stato con le stragi di Capaci e via D’Amelio; la giustizia sospesa al filo della prescrizione e il caso Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera uccisa nel 2001 in Afghanistan, per lei solo dopo quindici anni, nel 2016, è stato avviato il dibattimento; il caso Ilaria Alpi, inviata del Tg3 uccisa in Somalia nel 1994, per cui la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione; il caso Enrico Mattei, fondatore dell’Eni, morto nel 1962, da apparente incidente aereo ad attentato e il caso di Don Peppe Diana, assassinato nel 1994 e di un testimone, Augusto Di Meo, considerato testimone oculare ma non testimone di giustizia.

Coltivare la memoria e la conoscenza come antidoto per la buona informazione e la legalità. È questo il senso di una iniziativa come la Summer School Ucsi che con Agrorinasce abbiamo voluto realizzare anche per scrivere una storia diversa da quella del passato. Ed è importante cogliere ciò che di positivo c’è oggi in un territorio come Casal di Principe – afferma Gianni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce – la scelta del titolo contiene un messaggio importante. Perché la solitudine e l’isolamento possono essere armi letali per chi, con il suo lavoro, percorre la strada della legalità. E lo stesso vale per i territori”. “Siamo venuti in periferia perché qui avvengono le rivoluzioni – dichiara il direttore della Summer School Ucsi Luigi Ferraiuolo –  e le periferie, come Casal di Principe, non possono essere dimenticate. E’ una scelta simbolica tornare in quella che è nell’immaginario di molti la capitale di Gomorra ed è un altro passo perché la Summer School Ucsi, scuola di giornalismo investigativo, diventi un appuntamento nazionale stabile per i giornalisti. La scuola è gratuita, si tiene in beni confiscati a esponenti della camorra, in cui oggi lavorano anche cooperative che operano nel sociale”.

L’apertura dei lavori con il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il segretario del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania – FNSI Claudio Silvestri e il presidente regionale dell’Ucsi Pino Blasi, prevede due lectio magistralis: di Giuseppe Ayala Pubblico Ministero, i maxiprocesso a Cosa Nostra; già parlamentare e di Claudio Martelli, già ministro di Grazia e Giustizia nel governo Andreotti e promotore con Giovanni Falcone della procura nazionale antimafia. Sabato mattina si prosegue con Armando Borriello Presidente “Sindacato Unitario Giornalisti Campania – FNSI”, Leonardo Guarnotta, giudice istruttore i maxiprocesso a Cosa Nostra, e i giornalisti Francesco La Licata inviato de La Stampa, Antonio Roccuzzo caporedattore La 7 e Toni Mira inviato di Avvenire.

Il pomeriggio sotto la lente i casi Cutuli e Alpi con Leonida Reitano presidente Associazione Giornalismo Investigativo, Luciano Scalettari vicedirettore di Famiglia Cristiana; e il caso Mattei analizzato da Lorenzo Calò Caporedattore de Il Mattino di Caserta con Sabrina Pisu inviata Euronews e con Enzo Calia sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Milano che all’epoca in cui era sostituto procuratore di Pavia ha riaperto il caso sull’omicidio del presidente dell’Eni.

Domenica mattina, con Rosaria Capacchione senatrice, inviata de Il Mattino, Augusto Di Meo, Renato Natale sindaco di Casal di Principe e Raffaele Sardo giornalista de La Repubblica, attenzione puntata sul caso di Don Giuseppe Diana e sul contesto in cui è maturato il suo omicidio a Casal di Principe. Al termine della VI sessione, è prevista una visita nella sacrestia in cui il prete anticamorra fu assassinato.

Per scaricare il programma cliccare qui ——> PROGRAMMA

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Fonte: Uff. stampa Imma Laura Viggiano
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Quel fattaccio di via Curtatone

Riportiamo da fonte riservata…

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Roma, 26 agosto 2017 – “Dieci euro per coricarsi una notte nel palazzo occupato. Anche se su giacigli improvvisati o su brande accatastate in stanzette e corridoi. Sulla pelle dei disperati c’era chi provava a fare fortuna. Poteva fruttare migliaia di euro al mese il palazzo occupato da migranti e rifugiati sgomberato giovedì, in via Curtatone in piazza Indipendenza, dopo una mattinata da guerriglia urbana, chiusa con centinaia di sfollati e cinque arresti, con gli occupanti, per lo più rifugiati, che lanciavano bombole, sedie, bottiglie e sassi agli agenti in tenuta antisommossa.

Durante le fasi di sgombero sono state trovate delle ricevute con tariffe anche giornaliere. «Tre giorni al quinto piano, stanza 22. Trenta euro». A conti fatti per ogni famiglia, il gruppo di stranieri che per primo ha occupato l’edificio nel lontano 2013 richiedeva ad ogni nucleo familiare in cerca di sistemazione, anche temporanea, dieci euro al giorno. Ogni mese, con questo sistema, il gruppo non ancora identificato, riusciva a guadagnare una cifra variabile ma comunque compresa tra i 1.500 e i 2.000 euro. La documentazione è stata ritrovata durante lo sgombero. Al momento il materiale è nella mani dei carabinieri. Che da ieri si sono messi a caccia dei primi riscontri. Una ricevuta è intestata a un certo Gebru e risale all’aprile del 2016. w l’Italia 

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I giornalisti possono creare un caso dal nulla e, viceversa, ridurre al nulla un caso.
Lo riprova il caso (inesistente) dell’esclamazione “se lanciano qualcosa, spaccategli un braccio” proferita dal trafelato funzionario di polizia oggi crocifisso dalla stampa, che in nessun modo costituisce reato, visto che era manifestamente una mera esortazione ai propri uomini (in evidente sproporzione di uomini e di mezzi) a non cedere alla pressione della violenza di piazza.
Fare il comandante di uomini è soprattutto questo.
Dal punto di vista penale, il discorso è chiuso: nessun reato perché tutti hanno potuto percepire che non si trattava di un ordine e che, difatti, non è stato eseguito.
Sul piano disciplinare la questione potrebbe essere diversa perché la scala gerarchica potrebbe stigmatizzare il discredito cagionato all’istituzione, ovviamente non presso le persone ragionevoli, ma solo nell’ottica miope di chi non ha mai vestito una divisa né affrontato un servizio di ordine pubblico e non perde occasione di mettere sulla graticola i cittadini in uniforme (cioè gran parte degli opinionisti militesenti che giudicano il mondo dal divano di casa propria).

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In America, quel funzionario di polizia sarebbe piuttosto stato sanzionato disciplinarmente perché troppo cauto e quindi poco efficace, ma questo è un altro (vecchio) discorso.
Cosa farà allora il capo della polizia? Avrà il piglio di rammentare a tutti che “adgreditus non habet staderam in manu” (L’aggredito non ha una bilancia in mano, ndr) e mandare al diavolo chi invoca la flagellazione di un servitore dello stato per una frase, chiudendo al contempo un occhio sulle violenze rivolte per ore agli operai con le stellette? Francamente lo spero.
Si sa che buona parte degli italiani è molto indulgente con i lanciatori di estintori e di bombole alle forze dell’ordine, ma questa sarebbe decisamente l’occasione giusta per ricordare a tutti che i pazzi sono loro e che i poliziotti non si toccano.”

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Fonte: riservata - Immagini: tratte dal filmato della Polizia di Stato
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