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Archivi categoria: Alpini

Muore in Pakistan l’alpino Maurizio Giordano, cordoglio del capo di SMD e del capo di SME

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Pakistan, 11 luglio 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del grave incidente, in cui ha perso la vita il caporal maggiore scelto dell’Esercito Maurizio Giordano, ha espresso ai familiari del militare e al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Anche il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del militare, ha espresso sentimenti di solidale cordoglio ai familiari, a nome della Forza Armata e suo personale.

Il graduato degli alpini, componente di una spedizione alpinistica della Sezione Militare Alta Montagna del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, questa mattina (alle ore 06.00 italiane circa), mentre stava tentando l’ascensione alla cima del monte Gasherbrum IV sul versante pakistano della catena del Karakorum, è precipitato da un seracco di ghiaccio e a nulla sono valsi gli immediati tentativi di soccorso da parte dei commilitoni.

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La spedizione militare era iniziata lo scorso 10 giugno, nell’ambito delle attività addestrative di alta montagna che, periodicamente, sono condotte dagli atleti militari del Centro Addestramento Alpino. Della spedizione, oltre al caporal maggiore scelto Maurizio Giordano, facevano parte il maggiore Valerio Stella, il caporal maggiore capo Marco Majori, già autore di importanti ascese in sud America e nell’area pakistana, il caporal maggiore scelto Marco Farina, “veterano” della catena dell’Himalaya. Al team militare era stato aggregato anche il signor Daniele Bernasconi, guida alpina del CAI di Lecco di provata esperienza.

Per il caporal maggiore scelto Maurizio Giordano si trattava della prima esperienza in quest’area, che ne segnava l’ingresso ufficiale nel mondo dell’alpinismo d’élite extraeuropeo, dopo aver affrontato decine e decine d’impegnative arrampicate in ambito europeo.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
Immagini: CongedatiFolgore.com
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Conclusa l’esercitazione “5 Torri 2018”

“Palestra naturale per operare in un mondo moderno e a quattro dimensioni”, ha sottolineato il generale Claudio Graziano in apertura dell’esercitazione.

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Cortina, 4 luglio 2018 – Si è svolta oggi nell’omonimo comprensorio montano – cuore delle Dolomiti bellunesi e patrimonio dell’umanità – l’esercitazione 5 Torri 2018 che, assieme alle Truppe Alpine dell’Esercito, ha visto impegnati soldati di 14 Paesi alleati ed amici, assetti di tutte le Forze Armate nazionali e personale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. L’esercitazione ha avuto luogo alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e del comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto.

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“Esercitazione tradizionale e moderna in cui hanno operato 14 Paesi amici e alleati alle nostre Forze Armate che si sono addestrati insieme per prepararsi ad intervenire in qualsiasi condizione climatica e ambientale. Gran parte della terra è composta da montagne e gran parte delle operazioni in questo momento in atto si sviluppano in aree compartimentate e montuose” ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di SMD, intervenuto all’avvio dell’Esercitazione.

Su queste vette dove 100 anni fa era posizionato il comando dell’artiglieria italiana, le truppe alpine – eredi dei leggendari soldati di montagna che durante il primo conflitto mondiale scrissero epiche pagine di storia militare ed alpinistica – hanno dato dimostrazione delle proprie capacità di sviluppare in modo efficace il moderno concetto di “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota.

“Bisogna imparare ad operare in un mondo moderno ed a quattro dimensioni, compreso lo spazio cibernetico e dobbiamo continuare ad addestrare i nostri uomini e donne nel modo migliore. La palestra naturale di oggi ne è un esempio, perché là dove l’ambiente è severo si cimenta la fratellanza in armi, in amicizia, la solidarietà, la capacità di sapersi relazionare ed operare in sinergia con la società e le componenti civili e quindi ad essere soldati della montagna ed alpini. Cento anni fa su queste montagne si combatté in un modo violento e spaventoso, anche con odio, perché nell’ultimo anno della Grande Guerra l’Italia comprese che una sconfitta militare avrebbe significato il tracollo di tutta la Nazione. Ma gli stessi nemici di allora sono adesso i nostri amici più forti, con gli sloveni, con i croati, con gli austriaci siamo oggi impegnati nelle operazioni internazionali, come in Libano e in Kosovo. Dobbiamo perciò tutelare quanto costruito finora, non dare nulla per scontato, tutelando in particolare quel patrimonio di valori comuni e condivisi anche con gli altri paesi, tramandati dai nostri nonni, e fare in modo che il valore più importante da custodire sia quello di un’Europa unita.”

Salutando tutte le autorità intervenute ed il tanto pubblico presente, il comandante delle truppe alpine ha ricordato come “oggi, dopo oltre 100 anni, i nomi delle montagne intorno riportano alla memoria cruente battaglie, gesta eroiche ed episodi legati alla dura vita dei soldati tra i monti di cui rimangono evidenti e ben visibili tracce in tutta la zona circostante”.

Proprio per ricordare tutti quei giovani che sui monti donarono la propria vita alla Patria, personale della sezione militare di alta montagna del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino ha aperto nei giorni scorsi una nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande denominata “I ragazzi del ’99”, da loro risalita oggi per la prima volta in modo integrale.

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La sezione di alta montagna è formata da alcuni tra i migliori elementi del panorama alpinistico italiano e dalle più qualificate Guide Alpine Militari dell’Esercito e rappresenta oggi la migliore e più elevata espressione delle capacità tecniche del Centro Addestramento Alpino nell’alpinismo e nell’arrampicata sportiva di altissimo livello.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Domani le truppe alpine nell’esercitazione multinazionale interforze 5 Torri 2018

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Bolzano, 3 luglio 2018 – Le Truppe Alpine dell’Esercito saranno impegnate, mercoledì 4 luglio, nell’esercitazione multinazionale interforze “5 Torri 2018”, a cui parteciperanno soldati di 14 Paesi alleati ed amici e personale delle diverse Forze Armate. Nell’omonimo comprensorio montano, dove 100 anni fa era posizionato il comando dell’artiglieria italiana ed è oggi ben visibile e visitabile un autentico museo a cielo aperto della 1^ Guerra Mondiale, gli alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni aperte al pubblico* di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Eredi dei leggendari soldati che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli Alpini daranno particolare risalto al concetto di “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Per seguire l’esercitazione si raccomanda di raggiungere la zona (rifugio Scoiattoli) entro le ore 09.30, parcheggiando in località Bai de Dones e proseguendo sul panoramico sentiero o con la comoda seggiovia.

*Per seguire da vicino e in sicurezza tutti i momenti dell’esercitazione, si consiglia di avere al seguito il caschetto da alpinismo.

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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Esercitazione “5 Torri 2018”, torna a luglio l’appuntamento con le truppe alpine

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Bolzano,15 giugno 2018 – Le Truppe Alpine dell’Esercito saranno Nuovamente protagoniste, il prossimo 4 luglio, dell’esercitazione multinazionale interforze “5 Torri 2018”. Nell’omonimo comprensorio montano, dove 100 anni fa era posizionato il comando dell’artiglieria italiana ed è oggi ben visibile e visitabile un autentico museo a cielo aperto della 1^ guerra mondiale, gli Alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni aperte al pubblico* di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri)  e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Discesa da elicottero

Eredi dei leggendari soldati che durante il primo conflitto mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli Alpini daranno particolare risalto al concetto di  “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Attività alpinistica ambiente invernale

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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Libano: il ministro della Difesa in visita al contingente italiano nel settore ovest

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Shama (Libano), 15 maggio 2018 – Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha incontrato a Shama i caschi blu Italiani schierati nel settore ovest del Libano nell’ambito della missione UNIFIL.

Ad accogliere il ministro a Shama, il generale di brigata Paolo Fabbri che dal 17 aprile scorso comanda il settore ovest della missione di UNIFIL, articolato su base brigata alpina “Julia” Multinational Land Force.

Prima del saluto al contingente del settore ovest il ministro ha incontrato a Naqoura il force commander di UNIFIL maggior generale Micheal Beary con cui si è confrontata sull’attuale situazione di sicurezza in Libano e sull’importante ruolo che giocano le Forze Armate italiane nel supportare quelle libanesi a diventare sempre più credibili e ad assumere il pieno controllo del territorio.

I caschi blu hanno il compito di garantire un dispiegamento efficace atto a monitorare l’area di operazioni che occupa nel settore ovest del libano, vigila sulla sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni Unite, degli operatori umanitari e ha inoltre il compito di proteggere la popolazione civile.

L’Italia è schierata nell’ovest del Libano con circa 1.100 uomini della missione UNIFIL implementata recentemente con l’adozione della risoluzione 2373 che sostanzialmente conferma i compiti dei caschi blu nell’area stabiliti nel 2006 con la risoluzione 1701 che fu emanata a seguito del il ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Durante la visita il ministro ha voluto ringraziare il contingente: “Una missione importante per il Libano, per la sicurezza della Regione, per l’Italia e per la comunità internazionale. La “JULIA” saprà farsi onore come sempre!”.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Esercito: concluse le esercitazioni Pegaso 2018/2, Aquila 2/2018 e Centauro 1/2018

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Civitavecchia, 20 marzo 2018 – Si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione per posti comando (CPX-CAX) “Pegaso 2018/2”, che si è tenuta presso il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.) di Civitavecchia. Hanno preso parte all’esercitazione il comando brigata “Pinerolo”, il posto comando del 9° reggimento fanteria “Bari”, una cellula di risposta su base 5° reggimento aviazione dell’Esercito “Rigel” e personale specializzato delle unità della Brigata “Pinerolo”. 

L’esercitazione è stata condotta con l’ausilio di sistemi informatici tecnologicamente avanzati, allo scopo di affinare e consolidare le procedure inerenti l’impiego del “Processo Decisionale di Pianificazione” (PDP) e di valutare le capacità generali dello staff del comando della brigata “Pinerolo” e del posto comando del 9° reggimento nella gestione di situazioni operative complesse.

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Lo scenario é stato improntato al massimo realismo con situazioni che le unità si trovano ad affrontare in occasione di impiego negli scenari operativi fuori dal territorio nazionale. Il comandante delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Rosario Castellano, ha visitato le unità dipendenti impegnate nell’esercitazione ed ha evidenziato “l’importanza della condotta di attività di simulazione, improntata al massimo realismo, grazie ai moderni sistemi informatici e alla expertise del personale del Ce.Si.Va., volta a consentire alle unità di prossimo impiego in teatro operativo una preparazione tecnico professionale aderente alla realtà”. 

La brigata “Pinerolo” è affiliata al Ce.Si.Va. a cui è stata anche assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, nonché di sistemi di digitalizzazione delle piattaforme operative dell’Esercito nel contesto del programma della Difesa denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability).

Durante l’esercitazione è stata presente anche una delegazione della brigata dell’Esercito spagnolo, “Aragon I”, per una visita che si inquadra nelle attività scaturite dalla lettera di intenti, per il gemellaggio con la brigata “Pinerolo”, siglata tra Esercito Italiano ed Ejercito de Tierra. Il gemellaggio tra le due brigate è volto a sviluppare nuove opportunità addestrative/operative, a rafforzare l’interoperabilità nonché a condividere i risultati ottenuti dall’Italia nel campo della digitalizzazione della manovra, settore di fondamentale importanza per il comparto terrestre della Difesa nazionale. In contemporanea si sono concluse le esercitazioni “Aquila 2/2018” e “Centauro 1/2018”, presso i C.A.T. (Centri Addestramento Tattici) di Brunico e Lecce.

La prima attività, finalizzata all’approntamento di unità per il teatro operativo del Kosovo, ha visto contrapposte unità “amiche” (BLUFOR) formate da 2 plotoni del 5° reggimento alpini a unità “nemiche” (OPFOR), composte da un plotone del 6° reggimento alpini. L’esercitazione ha inoltre coinvolto un nucleo di Carabinieri del 7° reggimento “Trentino Alto Adige” di Bolzano come supporto al plotone esercitato in qualità di Military Police (MP), e un nucleo di militari del 3° reggimento artiglieria di Remanzacco in qualità di role players, ovvero “giocatori di ruolo”, inseriti nello scenario, in qualità di personale civile (abitanti del villaggio), fondamentali per creare un realismo efficace dello scenario di riferimento. Presso il C.A.T. di Lecce invece, l’attività svolta, in vista dell’impiego di unità per il teatro operativo Afghano, ha visto confrontarsi una unità BLUFOR, costituita da 2 complessi minori del 9° reggimento fanteria “Bari”, a unità OPFOR/Role Players composte da un plotone del 31° reggimento Carri di Lecce.

Il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito costituisce il principale riferimento della Forza Armata per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori dal territorio nazionale al fine di attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento dei compiti assegnati alle unità dell’Esercito.

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Fonte e immagini: Centro Simulazione e Validazione dell'Esercito (Ce.Si.Va.)
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Casta 2018: il ministro Pinotti e il capo di SME alla cerimonia di chiusura

il Ministro passa in rassegna lo schieramento

Sestriere, 10 marzo 2018 – CaSTA 2018 è stata una kermesse di addestramento e sport dove hanno gareggiato 1500 militari, in 40 km di movimento scialpinistico, su oltre 2000 metri di dislivello in 3 giorni, con 11 nazioni partecipanti, decine di gare disputate, migliaia di ore passate a sfidarsi e ad esercitarsi sulle nevi del Piemonte. Questi in estrema sintesi i campionati sciistici delle Truppe Alpine che si sono oggi conclusi oggi al Sestriere, alla presenza del ministro della Difesa senatrice Roberta Pinotti e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina

Il soccorso in ambiente montano è stato il cardine della 70^ edizione della manifestazione, dove il ministro ha partecipato anche all’esercitazione mattutina in cui hanno operato in sinergia diversi corpi dello Stato, squadre soccorso militare dell’Esercito, squadre soccorso del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, Guardia di Finanza e unità cinofile e personale dei Carabinieri.

“Professionalità diverse e integrabili per assicurare capacità d’intervento tempestivo in caso di emergenza. Un vero esempio di “sistema Paese”, dove la Difesa contribuisce in maniera importante con le proprie eccellenze (donne e uomini) formate da costante addestramento” così ha commentato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, assistendo all’esercitazione “Chaberton 2018”

Il Ministro premia il Comandante del 7° reggimento Alpini

Il generale Farina, nel salutare i militari presenti, italiani e stranieri, ha ricordato che “quelle che si concludono oggi non sono state solamente giornate di sport ma, soprattutto, un’occasione addestrativa che ha concorso a promuovere lo scambio, la cooperazione e l’interoperabilità tra unità d’elite di eserciti alleati e amici, creando, al contempo, soliti legami tra gli uomini e le donne che ne fanno parte”.

“Sono state giornate intense ed entusiamanti con i ritmi serrati ed impegnativi della montagna – ha salutato così i 1500 militari dei CaSTA il comandante delle Truppe Alpine generale di corpo d’armata Claudio Berto – giornate che hanno sicuramente contribuito ad accrescere il vostro addestramento e la vostra capacità alpina”.

Un appuntamento addestrativo che nasce nel 1931 per valutare la preparazione dei reparti alpini e oggi, giunto alla 70^ edizione, è ormai considerato una sorta di olimpiade per reparti militari. Negli anni si è anche superata la specificità alpina ed i campionati sono stati aperti alla partecipazione di militari di altri corpi dell’Esercito e, dal 1979 di delegazioni straniere accomunate dal comune addestramento montano.

le Autorità con una squadra soccorso alpino militare delle truppe Alpine

Molte le competizioni che hanno visto cimentarsi atleti di diverse categorie con una gara su tutte, che testa la capacità di un plotone militare ad operare in montagna. Slalom con equipaggiamento militare, prove topografiche e massacranti trasferimenti a tempo con anche un pernottamento in alta quota hanno fatto selezione in questa gara vinta, per dovere di cronaca, dal plotone del 7° reggimento Alpini.

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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