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NATO: cerimonia di fine corso per i frequentatori del 130 Senior Course al Defense College di Roma

Roma 21 Luglio 2017 – Oggi, con la “Graduation Ceremony” si è concluso il 130̊ Senior Course frequentato negli ultimi sei mesi da 54 tra ufficiali e diplomatici provenienti da 19 Paesi dell’Alleanza.

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L’ammiraglio Michelle Howard, comandante del comando alleato interforze di Napoli, accolta dal comandante del Nato Defense College, il generale di corpo d’armata canadese Chris Whitecross ha presieduto la cerimonia.

Presenti, inoltre, all’evento numerosi ambasciatori dei Paesi alleati e partner, insieme ad importanti autorità militari italiane.

Il generale Whitecross, comandante del NATO Defense College ha sottolineato sia l’importante impegno e gli studi condotti dai frequentatori del Senior Course e sia la loro partecipazione ai tre “Field Study” all’estero dove hanno avuto l’opportunità di conoscere le principali capitali europee, dell’America del Nord e del Canada e di visitare i Ministeri della Difesa e i principali comandi militari dei Paesi Alleati e partners.

Inoltre, il generale Whitecross ha evidenziato come la frequenza di questo corso ha consentito di acquisire le necessarie conoscenze e stimoli per affrontare al meglio i principali dibattiti dalle questioni inerenti al ruolo della NATO, della sicurezza internazionale, alle questioni regionali e mondiali con autorevoli personalità provenienti dal mondo accademico.

L’ammiraglio Howard nel suo discorso ha sottolineato a 360 gradi, l’importanza del comando di Napoli posto alle sue dipendenze, il Joint Force Command che, soprattutto nell’ultimo anno sta assumendo una crescente importanza nello scenario strategico del Mediterraneo e si sta trasformando sotto la guida strategica della NATO nel nuovo hub meridionale dell’Alleanza in grado di fronteggiare le attuali e le future sfide riguardanti la sicurezza globale.

Delivering Diplomas

Il Senior Course è la principale attività accademica del Nato Defence College. Si svolge due volte all’anno e comprende diversi periodi di studio, nonché viaggi di istruzione all’estero (cosiddetti “Field study”) nei principali Paesi della NATO e nei paesi Partner.

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Fonte e immagini: NATO defence college
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Difesa: conclusa nel Mediterraneo l’esercitazione Mare Aperto

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Roma, 20 maggio 2017 – È terminata il 18 maggio l’esercitazione “Mare Aperto”, attività interforze e internazionale gestita dalla Marina Militare.

Iniziata lo scorso 8 maggio, l’esercitazione si prefiggeva di testare e consolidare le capacità operative volte alle attività di tutela degli interessi nazionali ed europei, con particolare riferimento alla sicurezza marittima.

Unitamente alle unità navali della nostra Marina, l’esercitazione, diretta dal comandante in capo della squadra navale a bordo di nave Cavour, ha visto all’opera ben 11 navi di Paesi, oltre ad assetti dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare, per un totale di oltre  5600 uomini e donne.

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Dieci giorni intensi di attività a difficoltà crescente, prima, e scenario a partiti contrapposti dopo, hanno caratterizzato l’evento addestrativo che, nella fase tattica, dal 14 al 18 maggio, ha visto le componenti navale, sommergibilista, aerea, anfibia della Squadra Navale confrontarsi in uno scenario di crisi internazionale. È stato sviluppato l’addestramento nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa antiaerea, antisommergibile, antinave e anfibia. Inoltre, è stata particolarmente curata la Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare – un pacchetto di forze di Esercito e Marina, dedicato prioritariamente alle operazioni anfibie – anche con l’imbarco di due elicotteri di attacco AW 129 “Mangusta” su Nave Garibaldi ed è continuato l’addestramento congiunto con i velivoli dell’Aeronautica Militare.

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La piena integrazione con gli assetti aerei è stata dimostrata dal primo rifornimento in volo tra gli AV-8B della Marina e il tanker KC 767 dell’Aeronautica, nonché dalla prima integrazione operativa del CAEW dell’Aeronautica e del P72 della Marina.

Nella fase tattica, il dispositivo aeronavale si è addestrato a gestire una situazione di crisi in ambiente non permissivo, con presenza di minaccia tanto convenzionale quanto asimmetrica, e con la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra. 

Lo scenario creato per l’esercitazione ripropone inoltre tutti gli elementi delle moderne operazioni militari: dalle regole d’ingaggio alle implicazioni strategico-militari, al rapporto con i media. Lo sviluppo dello scenario si è avvalso, in un’ottica di inter-agenzia, della presenza a bordo di un gruppo di studenti della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli, che hanno partecipato all’esercitazione in qualità di political advisorlegal advisor, nonché come giornalisti della stampa simulata (simpress).

I lusinghieri risultati conseguiti hanno dimostrato, ancora una volta, il carattere intrinseco di ogni odierna attività militare e l’alto livello di interoperabilità raggiunto con i partner europei e della NATO.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa
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Il sottosegretario di stato americano ambasciatore Thomas A. Shannon al NATO Defense College di Roma

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Roma, 8 aprile 2017 – Con l’intervento del sottosegretario di stato americano, s.e. ambasciatore Thomas A. Shannon, si è concluso ieri, al NATO Defense College di Roma il modular short course dal titolo “NATO: present and future” nell’ambito del 130 senior course.

Il sottosegretario americano al suo arrivo è stato accolto dal BrigGen (ret.) František Mičánek, preside del prestigioso istituto della NATO e dal suo staff.

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Con la tappa romana si conclude il tour europeo del sottosegretario americano Shannon, iniziato due giorni fa a Bruxelles dove, oltre a partecipare ad una conferenza sulla Syria ha avuto modo di incontrare alti rappresentanti dell’Unione Europea con i quali ha discusso di temi che riguardano le relazioni transatlantiche tra Europa e America.

Il NATO Defense College è a Roma dal 1966 e costituisce un polo di alta formazione, studio e ricerca capace di preparare selezionati ufficiali e funzionari della NATO ad importanti ruoli multinazionali.

Attualmente, il 130 senior course è frequentato da personale proveniente da 19 Paesi.

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Fonte e immagini: Public affairs office NATO Defense College
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NATO: presentato il progetto per la creazione in Italia di un centro di eccellenza per la Security Force Assistance

Il generale Graziano: i militari italiani sono bravi istruttori perché sono prima di tutto dei bravi militari

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Roma, 5 aprile 2017 – Il  capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha inaugurato ieri mattina i lavori della conferenza di presentazione del progetto per la costituzione di un centro di eccellenza NATO per la Security Force Assistance (SFA). La conferenza, che si protrarrà fino al 6 aprile e alla quale interverranno esperti NATO del settore, è la prima tappa necessaria affinché l’attuale centro nazionale, che ha sede all’interno dell’area della scuola di fanteria di Cesano di Roma, diventi un centro di eccellenza dell’Alleanza.

La SFA è l’insieme di attività volte a generare, sviluppare ed incrementare le capacità operative delle forze di sicurezza delle aree  di crisi nei quali operano i militari italiani e di altri paesi dell’Alleanza Atlantica.

Il centro avrà il compito di concorrere allo sviluppo e alla sperimentazione di concetti e dottrina afferenti al settore SFA, di raccogliere ed elaborare lezioni apprese e di condurre attività formative e addestrative a favore di istruttori, mentor e personale estero appartenente alle Security Forces.

Le lezioni apprese dalle operazioni a cui hanno preso parte le Forze Armate italiane negli ultimi 20 anni – ha sottolineato il generale Graziano durante il suo intervento – indicano chiaramente che i maggiori rischi per la stabilità hanno origine in aree del mondo in cui si è verificato un crollo  della struttura statale; crollo che viene frequentemente sfruttato da soggetti aggressivi che hanno interesse a creare o mantenere il caos.”

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Le missioni moderne – ha aggiunto il capo di SMD – sono pensate proprio per portare la stabilità in uno Stato fallito e il nostro fine deve essere sempre il passaggio  di responsabilità alle forze di sicurezza locali, quando esistono. Quando sono scomparse il lavoro è sicuramente più lungo perché bisogna ricostruire un modo di pensare ed offrite anche un patrimonio valoriale di riferimento. I nostri militari  sono bravi istruttori  perché sono prima di tutto dei bravi militari“.

Sono fiero dell’esperienza italiana ma sono anche fermamente convinto che condividere le esperienze di diverse nazioni possa avere riflessi positivi sulle capacità di training e di stesura della dottrina. L’iniziativa che prende il via oggi è un ulteriore tassello dell’impegno dell’Italia nei confronti della NATO.” Ha concluso il generale Graziano.

L’esigenza di un centro di eccellenza di tal genere deriva dalla necessità di disporre di personale delle Forze Armate – istruttore e mentor – che sia ben addestrato, in possesso di ottime capacità tecnico-operative e dotato di un’adeguata preparazione culturale e linguistica. Il progetto per la costituzione di un centro di eccellenza SFA è stata avviato già nel febbraio 2016 e avallato dal Supremo Comando Alleato per la Trasformazione (Supreme Allied Command for Transformation – SACT), per la sua trasformazione in centro NATO. Il pieno funzionamento è stato raggiunto alla fine dell’anno 2016.

L’assistenza alle forze di sicurezza consistente nell’addestramento, nel supporto alla pianificazione e condotta delle operazioni e nell’effettuazione di attività di mentoring and advising. Questo tipo di attività, ad esempio, è svolta dai militari italiani in Somalia, Mali, Libano, Gibuti, Iraq e Afghanistan, sia nell’ambito di organizzazioni internazionali e sovranazionali che agiscono per Risoluzioni dell’ONU sia sulla base di accordi bilaterali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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HE runs, SHE runs, WE run, la gara sportiva organizzata dalla NATO

di Rosa Vinciguerra

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Bruxelles, 8 marzo 2017 – In occasione della giornata internazionale della donna, è stata presentata oggi a Bruxelles dall’ambasciatrice Marriet Schuurman  la gara sportiva HE runs, SHE runs, WE run, organizzata dalla NATO. Alla presentazione una testimonial italiana: Pellegrina Caputo, graduata dell’Esercito e atleta del gruppo sportivo paralimpico della Difesa.

La manifestazione, che si terrà ad aprile con la partecipazione di militari e civili della NATO di tutte le nazioni, rientra nella campagna antidiscriminazione delle Nazioni Unite battezzata HE FOR SHE, lanciata nel 2014 presso il Quartier Generale dell’ONU a New York per coinvolgere gli uomini nella lotta per i diritti delle donne, e promossa tra l’altro dall’attrice Emma Watson (una delle star di Harry Potter).

La campagna – nata da UNWOMEN, l’organizzazione ONU per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile – è dunque un invito rivolto agli uomini a sostenere attivamente gli sforzi per combattere l’emarginazione delle donne dai luoghi dove si prendono decisioni che impattano negli ambiti sociale, economico e politico: un’esclusione che produce effetti negativi non solo per il genere femminile. HE FOR SHE ha mobilitato migliaia di uomini – compresi numerosi capi di Stato e di Governo – che si sono espressi contro le diseguaglianze di genere, e anche la NATO ha aderito alla campagna, nel quadro dell’impegno dell’Alleanza mirato a rimuovere le barriere che limitano e ostacolano la partecipazione delle donne alla prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti e nei processi di costruzione della pace.

cf7dbe06-e6b6-484b-a386-64a5825be55epellegrinoMediumLa gara SHE runs, HE runs, WE run rappresenta un’occasione – per le donne, ma non solo – per esplorare le potenzialità e le risorse di cui si dispone senza averne consapevolezza. E proprio in quest’ottica si iscrive la partecipazione di Pellegrina Caputo, caporal maggiore scelto del ruolo d’onore, uno straordinario esempio di donna che – dopo aver perso una gamba in un incidente capitato durante la missione internazionale in Kosovo – ha tirato fuori un’incredibile energia nascosta che l’ha portata ad essere un’atleta di tutto rispetto nel lancio del peso e finire nel 2016 sul gradino più alto del podio agli Invictus Games, i giochi che hanno per protagonisti i militari disabili per servizio.

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Fonte e immagini: Informazioni della Difesa (SMD)
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Istruttori esercito italiano a favore della NATO NSPA

 

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Roma, 6 febbraio 2017 – Si è tenuto nei giorni scorsi, dal 1 al 3 febbraio, da parte di personale qualificato della brigata Pinerolo, il secondo corso di aggiornamento a premessa dell’impiego in teatri operativi, a favore del personale dell’agenzia NATO NSPA (NATO Support and Procurement Agency) di stanza a Taranto presso il SOC (Southern Operational Centre).

Il corso, finalizzato all’aggiornamento circa le istruzioni già ricevute dal personale dell’agenzia presso il NATO Training Center di Vyškov (Repubblica Ceca), ha avuto come obiettivo anche quello di fornire al personale una conoscenza pratica grazie all’utilizzo di materiale didattico di alto valore tecnico.

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Durante il corso, che ha visto l’impiego di istruttori di Pronto Soccorso Operativo, di NBC, di CIED e di Mine Awareness, l’uditorio ha mostrato notevole interesse interagendo con gli istruttori in maniera estremamente attiva.

Il supporto fornito dalla brigata Pinerolo costituisce un fattore vincente essendo finalizzato a rendere il personale dall’Agenzia di stanza a Taranto prontamente impiegabile nei Teatri Operativi dove si svolgono attualmente operazioni approvate dalla NATO.

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Fonte e immagini: NSPA SOC
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Aeronautica: terminata l’esercitazione Joint Virtual Flag 2016

Oltre 70 persone hanno partecipato all’esercitazione svolta presso il Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico

 

Poggio Renatico (FE), 17 novembre 2016 – Si è conclusa nei giorni scorsi presso la base di Poggio Renatico l’esercitazione Joint Virtual Flag 16. L’attività esercitativa è stata condotta in modalità tabletop (ossia tramite la discussione di uno scenario simulato) ed ha avuto lo scopo di addestrare il personale alla pianificazione, a livello operativo, di interventi militari per la risoluzione di crisi internazionali.

Per la prima volta, l’ITA JFAC (ITA Joint Force Air Component) è stato chiamato ad operare come un Quartier Generale Interforze (Joint Headquarters, JHQ) assumendo la responsabilità sia di un comando di componente aerea che di un comando Joint. Il personale ha analizzato i compiti e le situazioni operative di una Small Joint Operation – Air Heavy nell’ambito di uno scenario fittizio del tipo Non-Article V già utilizzato in altre esercitazioni NATO.

Dopo aver familiarizzato con la struttura e le procedure operative particolari proprie del JHQ attraverso una serie di briefing introduttivi, oltre 70 persone sono state impegnate nella pianificazione di una campagna joint con particolare enfasi rivolta all’assistenza umanitaria, al supporto alle attività di informazione, alla difesa dai missili balistici ed al sostegno logistico necessario per supportare le varie opzioni militari esaminate. La JVF16 ha visto la partecipazione di personale dell’Esercito Italiano, nel ruolo di Land Component Command e di personale proveniente dal Joint Force Command NATO di Brunssum (NL) nel ruolo di mentor che hanno contribuito ad elevare il livello qualitativo della esercitazione.

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Fonte: Aeronautica Militare (Ufficio generale del capo di stato maggiore)
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