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Firenze: convegno sulla nuova logistica dell’Esercito Italiano

Un convegno per illustrare competenze, capacità e procedure della nuova logistica dell’Esercito Italiano

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Firenze, 23 novembre 2017 – Si è concluso oggi, presso la storica Sala del ‘Cenacolo’ della direzione di amministrazione dell’Esercito Italiano in Firenze, il convegno “DiapasonLOG 2017”, attività organizzata dal Comando Logistico dell’Esercito, nell’arco di due giornate, per illustrare gli sviluppi delle iniziative intraprese a seguito del seminario “La Logistica 2.0 – Who Does What”, tenutosi a Firenze un anno fa, per definire competenze, criticità e soluzioni relative all’intero settore logistico della Forza Armata.

il Comandante Logistico dell'Esercito - Gen. Di Marco

Nella giornata odierna, che ha visto la partecipazione del comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Leonardo di Marco, dei comandanti dei vertici d’area e di rappresentanti dello SME, nonché del direttore nazionale degli armamenti terrestri, di rappresentanti della NATO Support and Procurement Agency (NSPA) e dell’Agenzia Industrie Difesa, sono stati resi noti i risultati di tutta l’attività svolta per definire, in maniera condivisa, il nuovo concetto logistico da adottare per il supporto ai moderni scenari operativi, gli obiettivi e le priorità logistiche della Forza Armata, la programmazione e la gestione delle risorse finanziarie, i mezzi e i materiali di nuova acquisizione nonché le novità relative all’infologistica e al supporto interforze.

In sede di conclusioni, il comandante logistico dell’Esercito, dopo aver evidenziato l’importanza di aver individuato in maniera sinergica, innovativa, realistica e propositiva la nuova organizzazione logistica dell’Esercito, la cui validità dottrinale è stata testata lo scorso luglio durante l’esercitazione “Complex Pallets 2017”, ha espresso la piena soddisfazione per gli esiti dell’attività svolta e per la sentita e nutrita partecipazione all’evento dei comandanti e dei responsabili di settore fino ai massimi livelli della Forza Armata.

Il generale Leonardo di Marco si è detto anche fermamente convinto dell’estrema importanza di quel “sentirsi in accordo” (da qui il nome di Diapason Log) che deve esistere tra i vari responsabili di una materia complessa quale la logistica e che trarrà sicuro giovamento da ulteriori momenti d’incontro utili a rafforzare lo spirito di collaborazione già esistente per supportare efficacemente lo strumento operativo terrestre.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell’Esercito
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NATO: aeronautica militare, 4 EFA concludono la missione di rinforzo alla difesa aerea in Bulgaria

In quattro mesi, la Task Force Air ha svolto in totale circa 550 ore di volo, con oltre 85 Scramble simulati per l’addestramento alla prontezza operativa

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Graf Ignatievo (Bulgaria), 3 novembre 2017 – Con la cerimonia di ammaina bandiera ed il decollo verso l’Italia dei quattro Eurofighter, si è conclusa il 1 novembre, presso la base aerea di Graf Ignatievo in Bulgaria, sede della (Task Force Air) TFA italiana, la missione “Bulgarian Horse”, svolta nell’ambito dell’operazione “enhanced Air Policing” della NATO sui cieli della Bulgaria.

Dal 1° luglio 2017, quattro Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare con relativi piloti, tecnici e specialisti (in tutto circa 110 militari del 4° stormo di Grosseto, del 36° stormo di Gioia del Colle e del 37° stormo di Trapani, con il contributo di altri reparti di Forza Armata ed interforze) hanno integrato la difesa dello spazio aereo della Repubblica bulgara e, quindi, della NATO. Inoltre, sono stati distaccati controllori della Difesa Aerea italiani presso il Centro di Riporto e Controllo (CRC) bulgaro di Sofia, al fine di fornire, assistenza e supervisione ai colleghi bulgari.

In quattro mesi, la Task Force Air ha svolto in totale circa 550 ore di volo, con oltre 85 scramble simulati per l’addestramento alla prontezza operativa, e molte missioni addestrative per il mantenimento della piena operatività della TFA e degli operatori del CRC di Sofia. Molte di queste missioni sono state svolte congiuntamente ai piloti bulgari al fine di standardizzare le procedure dei due paesi NATO e migliorare la flessibilità degli assetti dell’Alleanza aumentando le capacità degli equipaggi.

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Il 31 ottobre si è svolta la cerimonia di chiusura alla quale erano presenti il generale di squadra aerea Fernando Giancotti, comandante della squadra aerea, il generale di divisione aerea Silvano Frigerio, comandante delle forze da combattimento dell’Aeronautica Militare. La Bulgaria era rappresentata dal comandante della base di Graf Ignatievo, generale di brigata Ivan Lalov.

Nel suo intervento, il generale Giancotti, oltre a ringraziare il Comandante della TFA, colonnello Moris Ghiadoni ed gli uomini e le donne della Task Force Air, per il lavoro svolto, ha sottolineato come “quando noi eravamo giovani piloti ci separava la Cortina. Il nostro essere qui insieme ora ci accende la consapevolezza che siamo diventati parte della storia. Il nostro essere qui insieme è un grande segno del percorso verso la pace. Ma la pace non è qualcosa di dato, non deve essere data per certa va perseguita giorno dopo giorno”.

Il colonnello Ghiadoni, comandante della Task Force 4° stormo, ha ringraziato tutto il personale evidenziando come i risultati dell’operazione “Bulgarian Horse” siano “la dimostrazione della grande professionalità ed il frutto di un continuo e costante addestramento, sia in Patria che all’estero” inoltre ha enfatizzato il forte legame e la grande amicizia costruita tra il personale italiano e quello bulgaro. “Questo tipo di sinergia” ha aggiunto il comandante Ghiadoni “è il fattore che ha permesso di raggiungere i risultati da entrambe le nazioni“.

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La TFA 4° stormo in Bulgaria ha interagito molto anche con la comunità locale, con frequenti e ripetute relazioni con le autorità nazionali e locali, ricevendo visite di autorità, delegazioni e scolaresche, che hanno contribuito a creare e rafforzare quel rapporto di reciproca fiducia e stima, caratteristica del “comprehensive approach” italiano nelle Operazioni militari Fuori dai Confini Nazionali (OFCN).

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Joint Stars 2017: si conclude la più grande esercitazione interforze delle Forze Armate (photoreportage)

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Roma, 27 ottobre 2017 – “Le nuove esigenze operative impongono una piena capacità interforze che deve essere necessariamente acquisita con attività addestrative che coinvolgano sempre  tutte le componenti dello Strumento Militare Nazionale, così come è stato per la Joint Stars” ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, a conclusione della Joint Stars, la più grande esercitazione Interforze nazionale dell’anno, che ha visto impegnate forze di Esercito, Marina e Aeronautica su tutto il territorio nazionale. 

La Joint Stars 2017 (JS17)  è un’attività addestrativa organizzata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI)  ed è costituita da una rete di esercitazioni, federate tra loro e condotte  tra il mese di giugno e ottobre in Sicilia, Sardegna e Italia del centro sud, che fanno riferimento a un unico scenario fittizio di un contesto di crisi.

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All’esercitazione ha preso parte  anche una componente NATO con assetti dedicati all’addestramento alla guerra elettronica, tra cui quelli  per il disturbo ai sensori Radar e alle comunicazioni. L’interoperabilità e il coordinamento delle procedure delle diverse componenti di ciascuna Forza Armata sono stati i principali obiettivi della JS17, ma quello certamente più rilevante è stato quello di testare e validare l’operatività iniziale della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare, cioè le forze militari anfibie italiane. 

L’Esercito Italiano, la Marina Militare e l’Aeronautica Militare si sono addestrate congiuntamente, schierando complessivamente più di 3.600 militari con lo scopo di perseguire sinergie ed economie, condividere risorse e massimizzare interoperabilità, affinando le proprie capacità all’interno di missioni simulate che potrebbero verificarsi nell’ambito di crisi internazionali o emergenze nazionali. Sono state pianificate e condotte operazioni per l’evacuazione di personale civile presente nelle zone di operazioni militari, nonché la conduzione di operazioni che prevedano l’inserimento in ambiente ostile di una componente terrestre dal mare. Il cuore di questa componente terrestre è rappresentato dal reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano e il reggimento “San Marco” della Marina Militare, i quali sono in grado di attivare tutte le funzioni Combat, Combat Support e Combat Service Support, grazie all’integrazione delle capacità esistenti in seno allo Strumento Militare nazionale. L’Aeronautica Militare, che per la prima volta ha impiegato anche i velivoli F35A, ha garantito invece il supporto aereo con operazioni di Close Air Support (CAS), Suppression of Enemy Air Defense (SEAD), Combat Search and Rescue (CSAR), trasporto tattico di personale operativo ed evacuazione di civili feriti.

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Tra i reparti dell’Esercito partecipanti all’esercitazione, il Comando Artiglieria Contraerei, la brigata Pozzuolo del Friuli, il reggimento Lagunari “Serenissima”, il 3° reggimento Genio Guastatori, il 17° reggimento artiglieria contraerei “Sforzesca”, il reggimento artiglieria a cavallo”, il 4° reggimento “Genova Cavalleria” e il 5° reggimento Aviazione dell’Esercito “Rigel”. Per la Marina Militare sono state coinvolte la Portaerei Garibaldi, due navi da sbarco, la San Marco e la San Giorgio, i cacciamine Viareggio e Milazzo, il sommergibile Longobardo, la rifornitrice di squadra Vesuvio, il cacciatorpediniere Duilio, la fregata Alpino e il moto trasporto costiero (MTC) Lipari. Per l’Aeronautica Militare hanno preso parte la 46^ brigata aerea di Pisa con i velivoli C-130 e C-27J, la 4^ brigata telecomunicazioni e sistemi per la Difesa Aerea, il 6° stormo di Ghedi con i Tornado IDS e ECR, il 4° stormo di Grosseto e il 37° stormo con gli Eurofighter, il 51° stormo di Istrana con gli AMX, il 61° stormo di Galatina con i T-346, il 14° stormo di Pratica di Mare con l’aereo cisterna KC-767 e con il CAEW, il 32° stormo di Amendola con l’aeromobile a pilotaggio remoto MQ-9 Predator B, il 15° stormo di Cervia con gli elicotteri HH-101, HH-139 e gli HH-212. Saranno inoltre coinvolti, 16° stormo fucilieri dell’aria di Martina Franca, il reparto mobile di comando e controllo di Bari Palese, il ReGISCC di Pratica di Mare, il 22° GRAM di Licola e le basi del 41° stormo di Sigonella e del R.S.S.T.A. di Decimomannu.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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NATO: 64° seminario dell’associazione Anciens del NDC dedicato al “NATO and information warfare in the post-truth era”

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Roma, 20 Ottobre 2017 – L’associazione Anciens del NATO Defense College, ovvero l’associazione formata dagli ex frequentatori anche quest’anno si è riunita nelle sede del NATO Defense College di Roma per la 64esima edizione, appuntamento che ricorre dal 1954.

“NATO and information warfare in the post-truth era”, è il titolo della conferenza di quest’anno che ha affrontato un tema cruciale dell’attualità e delle relazioni internazionali. Oltre 120 gli ufficiali e i membri dell’associazione che hanno presenziato al seminario.

Il comandante del NDC, generale di corpo d’armata Chris Whitecross, ha aperto i lavori con un discorso inaugurale nel quale ha evidenziato l’importanza e l’attualità del tema prescelto in relazione alle situazioni di instabilità che caratterizzano il sistema internazionale, una concreta minaccia per la sicurezza dell’Alleanza, sottolineando che “La posta in gioco è la nostra idea di libertà”.

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Il generale Whitecross ha poi presentato gli autorevoli ospiti, provenienti dal mondo militare e dell’informazione: il dott. Matthew Fisher, editorialista di Postmedia’s International Affairs, che ha tenuto l’intervento iniziale; il dott. Keir Giles, direttore del Conflict Studies Research Center nel Regno Unito; il dott. Peter Pomerantsev, giornalista, autore e produttore Tv; il dott. Jamie Shea, Deputy Assistant Secretary General  for Emerging Security Challenges presso il quartier generale della NATO a Brussels ed infine il dott. Nik Gowing, Visiting Professor in War Studies presso il Kings College di Londra, moderatore degli interventi e del dibattito seguente.

I relatori hanno affrontato il tema da differenti punti di vista in considerazione della sua complessità e della sua ricaduta nell’ambito dell’Alleanza.

Nel suo intervento, Matthew Fisher ha esposto tutte le sfide ed i problemi posti dalla guerra ibrida, sottolineando come l’Occidente non abbia ancora reagito ai pericoli posti dalla manipolazione delle informazioni. “Nessuno ha ancora dato una definizione precisa di fake news ma le loro conseguenze sono difficili da misurare con metodi convenzionali” ha detto Fisher, aggiungendo che “stiamo perdendo questa guerra perché non la stiamo affrontando affatto”.

Keir Giles ha fatto eco a queste parole aggiungendo che “la consapevolezza si rivela cruciale nel contesto della manipolazione delle informazioni, e cruciale è anche la diffusione di questa consapevolezza”.

Peter Pomerantsev ha invece illustrato come al giorno d’oggi non sia più necessario far apparire come vere le falsità, dal momento che nei meandri di Internet ogni messaggio otterrà comunque l’effetto sperato nelle comunità interessate.

Il dott. Jamie Shea si è invece soffermato sul concetto di resilienza: “Le guerre ibride hanno senso solo se al contempo c’è una situazione di vulnerabilità e rimedio alla vulnerabilità è proprio lo sviluppo dell’idea di resilienza”.

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Al momento, l’associazione Anciens conta oltre 7000 membri in tutto il mondo. Molti di loro occupano posizioni di grande responsabilità a livello nazionale ed internazionale, a testimonianza degli altissimi livelli educativi raggiunti dal NATO Defense College e del prestigio di cui gode tra i Paesi Membri e quelli Partner.

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Fonte e immagini: NATO Defense College
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“Brilliant Ledger 2017”: NRDC-ITA pronta a ricoprire il ruolo di componente terrestre della eNRF 2018

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Solbiate Olona (VA), 12 ottobre 2017 – NRDC-ITA (Nato Defence Deployable Corp – Italia) ha appena concluso la “Brilliant Ledger 2017”,  un’esercitazione per posti comando costruita su uno scenario complesso, in grado di replicare gli aspetti più delicati delle crisi e dei conflitti moderni. Le attività si sono svolte in più sedi:  il comando NRDC-ITA si è schierato presso la caserma “Valentino Babini” di Bellinzago Novarese, mentre  il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia, schierato con la propria linea di comando, ha sovrainteso alla direzione dell’esercitazione dalla caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona.

Scopo della “Brilliant Ledger” è stato quello di verificare la capacità del NRDC-ITA nella pianificazione e condotta di operazioni ad elevata intensità quale componente terrestre della nuova enhanced NATO Response Force (eNRF).

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L’eNRF è uno strumento militare di reazione rapida “avanzato” che, per velocità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia in nome della difesa collettiva ovvero di rispondere alle crisi internazionali, con tempi di schieramento brevissimi. NRDC-ITA ricoprirà il ruolo di Land Component Command (LCC) nel 2018, come previsto dal piano di turnazione nel lungo periodo degli assetti NATO.

In particolare, nell’ambito della eNRF, NRDC-ITA deterrà il comando e controllo della parte terrestre della Very Hight Readiness Joint Task Force (VJTF), il cui compito è assicurare la prima e immediata risposta della NATO a possibili minacce, con la capacità di schierare l’intero dispositivo militare tra i 5 e i 15 giorni dal preavviso d’ordine. La VJTF è costituita da un “pacchetto” di Forze multinazionali ad elevata prontezza operativa, con cui l’Alleanza ha potenziato la struttura della NRF. Questo dispositivo è inoltre supportato da una componente aerea, una marittima e da forze speciali.

Un team di oltre 40 valutatori tratti dal comando terrestre alleato di Smirne (Turchia) ha sovrinteso alla valutazione della prontezza operativa del Comando, la cui fase conclusiva si è svolta proprio durante la “Brilliant Ledger 2017”. Tale valutazione, una cui prima fase è stata condotta dal 11 al 15 settembre presso la sede di Solbiate Olona, ha rappresentato un momento fondamentale durante il quale fare emergere punti di forza e margini di miglioramento delle procedure.

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Un totale di circa 1000 militari ha preso parte alla “Brilliant Ledger 2017”. Tra essi, oltre ai 400 militari nazionali e di altri 14 paesi alleati dello staff del NRDC-ITA, presenti anche circa 200 militari in supporto sia per le attività di pianificazione operativa sia per l’esercizio di alcune funzioni (quali comunicazioni operative, forze speciali, cooperazione civili-militari) appartenenti a diversi assetti specialistici dell’Esercito. Ben 85 i reparti dell’Esercito e delle altre forze armate nazionali e alleate che hanno fornito personale in supporto.

Le comunicazioni e il flusso di informazioni per il mantenimento della capacità di comando e controllo del NRDC-ITA è stata assicurata, secondo gli ultimi standard tecnologici, dal 1° Reggimento Trasmissioni di Milano. Il Reggimento Supporto Tattico Logistico (RESTAL) al NRDC-ITA ha realizzato invece le strutture logistiche e supporto allo schieramento.

Schierato anche il posto comando “digitalizzato” in dotazione alla Brigata Pinerolo. Si tratta di uno strumento che consente l’aggiornamento dinamico della situazione operativa (situational awareness) in tempo reale grazie all’integrazione dei sensori, dei mezzi da combattimento e dei singoli soldati, permettendo di abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni.

In occasione della fase conclusiva della “Brilliant Ledger”, alcune autorità della NATO e delle Forze Armate italiane hanno visitato l’area dello schieramento del NRDC-ITA. In particolare, il presidente dell’assemblea parlamentare NATO, on. Paolo Alli, durante la visita al posto comando del NRDC-ITA, ha espresso ammirazione per la competenza e la professionalità dimostrate dal personale esercitato sotto la guida del comando di Solbiate Olona, esempio di eccellenza nazionale al servizio dell’alleanza. Il tutto comprovato da risultati eccellenti al termine delle prove valutative.

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Presente anche il gen. c.a. Salvatore Farina, comandante del Joint Force Command (JFC) della NATO in Brunssum (Olanda), il quale ha particolarmente apprezzato l’organizzazione e i sistemi schierati sul campo e le eccezionali capacità dello staff e del command group. Il gen. Farina ha inoltre dichiarato che “NRDC-ITA è una risorsa importantissima per la NATO, per le Forze Armate italiane e per la salvaguardia della pace e della sicurezza nell’area euroatlantica and beyond“.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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NATO Defense College: inaugurato dal generale Farina il 18° NATO Regional Cooperation Course

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Roma, 18 Settembre 2017Inaguration lecture del generale Salvatore Farina per il 18° NATO Regional Cooperation Course (NRCC 18) presso il NATO Defense College.

Oggi, al NATO Defense College di Roma, si ѐ tenuta la cerimonia di inaugurazione della diciottesima edizione del NATO Regional Cooperation Course (NRCC 18).

Per l’occasione, il generale Chris Whitecross, comandante del NDC, ha dato il benvenuto al generale Salvatore Farina, comandante del NATO Joint Forces Command di Brunssum (Olanda), il quale ha presieduto l’evento con un “Inauguration lecture” nell’Auditorium del college.

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Il NRCC è stato istituito il 2009, e da allora ha sottolineato il generale Whitecross, è stato riconosciuto dai leader NATO come una pietra miliare dell’impegno dell’Alleanza nei confronti dei Paesi Partner.

Il corso NRCC, uno dei programmi educativi più importanti offerti dal NDC, annovera questa volta 46 partecipanti provenienti da 20 Paesi, tra cui Stati Membri della NATO, paesi aderenti al Programma Partnership for Peace (PfP), al programma Mediterranean Dialogue (MD), alla Istanbul Cooperation Initiative (ICI) e membri appartenenti ad altri Paesi Partner.

Gli obiettivi del corso comprendono il rafforzamento del dialogo e della cooperazione internazionale in merito alla sicurezza e alla stabilità della regione Medio Orientale: la diffusione della conoscenza riguardo la realtà storico-politica dell’area: lo sviluppo della capacità analitica dei partecipanti attraverso discussioni e dibattiti e l’analisi dei punti chiave riguardanti la relazione tra l’Alleanza Atlantica ed il Medio Oriente. Nel sottolineare questi propositi, il comandante del college ha inoltre ricordato come non vi sia alcun dubbio che la stabilità e la sicurezza dei paesi NATO sia cruciale per il resto del mondo e dunque lo stesso principio valga per il Medio Oriente e i suoi partners.

Successivamente il comandante ha dato la parola al generale Farina, oratore principale dell’evento, per la sua lezione inaugurale.

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Durante il suo intervento il generale Farina ha illustrato il processo di adattamento dell’alleanza per fronteggiare le nuove sfide, offrendo la prospettiva del comandante operativo joint di Brunssum.

In particolare nell’esporre il focus dei 3 Core Tasks della NATO: Collective Defence, Crisis Response Operations e Cooperative Security il generale Farina ha sottolineato come a fattor comune la prevenzione, la dissuasione e il dialogo debbano sempre accompagnare qualsiasi misura di adattamento dell’Alleanza.

Altrettanto importante il ruolo della NATO nella Cooperative Security e nel supporto alla lotta contro il terrorismo.

Si dovranno quindi prevedere forze credibili, pronte e ben addestrate unitamente a chiari messaggi ed iniziative non escalatorie e non provocative.

Infine, rispondendo a specifici quesiti il comandante di JFC Brunssum ha elogiato la decisione di costituire l’HUB for the south in seno al comando “gemello” di Napoli, riconoscimento dell’iniziativa dei Paesi del fianco sud e chiaro successo della leadership italiana nel portare avanti detta proposta.

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Fonte e immagini: NATO Defense College
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Difesa: terminata l’esercitazione Vigorous Warrior 2017

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Berlino, 15 settembre 2017 – Si è conclusa oggi la Vigorous Warrior, l’esercitazione sanitaria svoltasi in Germania dal 3 al 15 settembre e a cui hanno partecipato oltre mille militari delle Forze Armate dei Paesi NATO e di alcuni partner.

Nella mattinata, i team sanitari interforze e multinazionali, che in queste due settimane si sono addestrati fianco a fianco, sono stati impegnati in una esercitazione finale. La prova è consistita in attivazioni multiple, in cui più feriti dovevano essere recuperati e stabilizzati sul campo di battaglia da ambulance team per poi essere trasportati e ricoverati nei reparti dell’ospedale da campo ROLE 2.

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L’esercitazione finale è coincisa con il Distinguished Visitors Day, dove numerosi ospiti civili e militari hanno assistito alla fase dimostrativa e visitato le diverse strutture. Presenti anche molti addetti per la Difesa – dei Paesi NATO e non – in Germania, direttori delle Sanità Militari nonché esponenti del mondo accademico ed istituzionale.

Per l’Italia erano presenti il vice direttore generale della Sanità Militare (IGESAN), il generale di divisione Nicola Sebastiani e l’addetto militare per la Difesa, generale di brigata aerea Danilo Morando. Il generale Sebastiani, dopo aver assistito alla prova finale e aver visitato le strutture allestite, ha incontrato il personale italiano e con quello del Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC),  ai quali ha espresso la sua soddisfazione: “L’M2JTC è un chiaro esempio di struttura interforze e multinazionale che sta riscuotendo grande successo a livello internazionale. Avere un Centro in grado di addestrare e validare team sanitari, composti da personale e mezzi di diversi Paesi rendendoli pienamente operativi, ci consente di guardare ben oltre la Vigorous Warrior e di porci come riferimento nel contesto internazionale”. La stessa soddisfazione è stata espressa dalla direzione valutatrice dell’esercitazione che ha riportato nel suo giudizio finale “l’M2JTC sta conducendo l’addestramento multinazionale verso il futuro”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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