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Archivi categoria: NATO

Il generale Graziano presenzia a Bruxelles ai comitati militari dell’UE e della NATO

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Bruxelles, 18 maggio 2018 – Si sono svolte in questi giorni a Bruxelles, in sequenza, la riunione del Comitato Militare dell’Unione Europea e, successivamente, quella del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, a cui ha preso parte il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

Il comitato militare dell’UE ha tenuto la sua prima sessione del 2018 alla presenza di tutti i capi di Stato Maggiore della Difesa europei.

Il generale Graziano assumerà, a partire da novembre prossimo, l’incarico di presidente proprio di questo consesso militare. Tra i principali argomenti affrontati, particolare importanza hanno avuto la cooperazione UE-NATO, nonché le operazioni e le missioni addestrative dell’UE.

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Ad aprire i lavori sono stati l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e l’attuale presidente del comitato militare dell’UE, il fenerale Michail Kostarakos.  E proprio il generale Kostarakos, al termine della giornata di lavori, alla presenza di tutti i capi di Stato Maggiore della Difesa dei ventotto Paesi membri, ha insignito l’ammiraglio della Marina Militare italiana Fabio Gregori della medaglia per “Meriti Straordinari in servizio”. L’alto ufficiale italiano ha infatti espletato l’incarico di Comandante della Operazione Atalanta, la cui missione è quella di contrastare la pirateria nell’Oceano Indiano, a largo del Corno d’Africa.

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Il comitato militare della NATO si è svolto, invece, nella nuova sede del quartier generale dell’Alleanza Atlantica, inaugurata pochi giorni fa. Presieduto dal presidente, generale Petr Pavel, l’alto consesso militare ha preso in esame alcuni dei temi di maggiore rilevanza relativi all’impegno internazionale della NATO, quali le minacce provenienti dal fianco sud dell’area mediterranea, la missione di addestramento e di capacity building in Iraq, la funzione di deterrenza e difesa,  oltre ai rapporti e alla cooperazione tra la NATO e l’UE. Soprattutto quest’ultimo argomento ha avuto la preminenza nei lavori, testimoniata anche dal fatto che, in via eccezionale, ad alcune sessioni è stato invitato a partecipare anche il presidente del comitato militare dell’UE, il generale Mikhail Kostarakos. Presenti in sala anche il vicesegretario generale della NATO, Rose Gottemoeller, il comandante supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), il generale Curtis Scaparrotti, e il comandante supremo alleato per la Trasformazione (SACT), il generale Denis Mercier.

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A margine degli impegnati lavori, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto anche l’occasione di fare visita all’ambasciatore d’Italia presso la NATO, dott. Claudio Bisogniero, con cui ha potuto scambiare alcune considerazioni sul futuro delle intese ed accordi militari tra l’Alleanza e l’Unione Europea. È  poi seguito l’incontro con il comandante del Battle Group a guida canadese, schierato in Lettonia come enhancend forward presence, a cui le nostre Forze Armate contribuiscono con una compagnia di fanteria.

I lavori di Bruxelles sono stati inoltre un’opportunità per il generale Graziano di effettuare alcuni incontri bilaterali con i suoi omologhi, tanto dei paesi  membri della NATO quanto dell’UE, per affrontare tematiche di comune interesse. “Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha affermato il Capo di Stato Maggiore – la consapevolezza di dovervi fare fronte con un approccio globale e inclusivo. Nessun paese, infatti, sarà mai in grado di affrontare da solo le crisi e la loro imprevedibilità. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare ed affrontare efficacemente tali sfide”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Nave Alghero termina l’esercitazione multinazionale “Spanish minex 2018”

Dopo una sosta nel porto di Palma di Maiorca le unità navali del gruppo NATO proseguono l’attività in Mediterraneo.

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Palma di Maiorca, 15 maggio 2018Il cacciamine della Marina Militare Alghero ha terminato l’esercitazione multinazionale “Spanish Minex 2018” e dopo una breve sosta nel porto di Palma di Maiorca è ripartito oggi per proseguire le attività in mare insieme all’unità inglese Enterprise, al cacciamine turco Anamur e al cacciamine spagnolo Segura che costituiscono lo Standing Nato Mine Counter Measures Group 2 (SNMCMG2).

La “Spanish Minex” è un’esercitazione multinazionale con cadenza annuale che si svolge nelle acque antistanti le Isole Baleari e che quest’anno, oltre alle unità navali inserite nel gruppo NATO, ha visto la partecipazione dei cacciamine della marina spagnola, dell’unità della marina greca Evropi e del dispositivo europeo COMEUROMARFOR, composto dalla corvetta portoghese Viana do Castello e dal cacciamine spagnolo Duero.

L’esercitazione, iniziata lunedì 30 aprile con la partenza delle unità navali dal porto di Mahon, ha permesso agli equipaggi di addestrarsi nella ricerca e neutralizzazione di mine navali, rappresentate da simulacri inerti, ed è stata condotta simulando una situazione di crisi internazionale tra due Paesi, con un alto livello di minaccia nemica di superficie e aerea per le navi della coalizione.

Inoltre, ha visto la presenza eccezionale del Centre for Maritime Research and Experimentation (C.M.R.E.), imbarcato a bordo dell’Enterprise con l’obiettivo di testare le capacità degli Autonomous Underwater Vehicles (AUVs) in supporto alle operazioni di contromisure mine.

Il dispositivo NATO, che fornisce all’alleanza una capacità operativa indispensabile per assicurare in tempo di crisi il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione, proseguirà in questi giorni la navigazione verso le coste siciliane per partecipare all’esercitazione nazionale Mare Aperto e Italian Minex svolgendo attività di sorveglianza marittima, controllo del traffico mercantile ed esercitazioni con l’obiettivo di mantenere un adeguato livello addestrativo e conseguire una migliore interazione tra gli equipaggi delle diverse nazionalità.

 

Approfondimenti:

Nave Alghero, al comando del tenente di vascello Davide E. Tamborini, è la terza unità cacciamine della classe Gaeta consegnata alla Marina Militare nel marzo 1993. L’unità, composta da un equipaggio di 44 militari, è in grado di svolgere attività di localizzazione, identificazione, neutralizzazione di mine navali, residuati bellici e di ordigni per garantire la sicurezza della navigazione. Per effettuare queste operazioni l’unità è dotata di veicoli subacquei filoguidati Remotely Operated Vehicle (ROV) e si avvale di operatori del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare. Nel 2015 ha terminato importanti lavori che hanno interessato l’apparato sonar, la camera iperbarica e modifiche strutturali al fine di rendere ancor più performante l’Unità. Il sonar e la camera iperbarica sono apparecchiature peculiari e indispensabili alle attività operative della nave per la  localizzazione, identificazione e neutralizzazione di mine navali, residuati bellici e di ordigni che possono essere presenti in mare mettendo a rischio la sicurezza delle navi in transito. L’unita, nel corso delle sue attività, viene inoltre impiegata  per la protezione degli interessi della nazione come il controllo delle frontiere marittime, la salvaguardia ed il soccorso delle vite umane in mare e la sorveglianza del rispetto dell’ecosistema marino con finalità antinquinamento. 

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Il gruppo SNMCMG2 è uno dei quattro gruppi navali permanenti che compongono la forza marittima di reazione rapida della NATO. Il gruppo di contromisure mine, infatti, fornisce all’alleanza una capacità operativa indispensabile per assicurare, in tempo di crisi, il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione. La forza marittima multinazionale, attualmente comandata dal Commander Justin HAINS della Royal Navy imbarcato sull’Unità multi-ruolo HMS Enterprise, è composta, oltre che dal cacciamine della Marina Militare italiana, dal cacciamine della Marina Militare turca TCG ANAMUR e dal cacciamine della Marina Militare spagnola ESPS SEGURA.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa / Marina Militare
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Marina Militare: il cacciamine Alghero si unisce alla forza contro misure mine della NATO

Nave Alghero navigherà fino a Port Mahon con le altre navi della forza NATO, per unirsi ufficialmente al gruppo di contromisure mine il 27 aprile.

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Roma, 23 aprile 2018 – Il cacciamine Alghero della Marina Militare è partito oggi dalla base navale della Spezia con destinazione Port Mahon (isola di Minorca, Spagna) per ricongiungersi dal prossimo 27 aprile alle unità del Secondo Gruppo di Contromisure Mine della NATO (NATO – SNMCMG2), la forza marittima multinazionale integrata che opera per garantire la salvaguardia delle vie di comunicazione marittime e gli accessi ai porti dalla minaccia di mine navali.

Il gruppo navale SNMCMG2, alle dipendenze dell’Allied Maritime Command con sede a Northwood (UK), è attualmente composto oltre che dalla nave della Marina Militare, dall’unità inglese Enterprise, con a bordo lo staff di comando del gruppo navale, dal cacciamine spagnolo Segura e dal cacciamine turco Anamur, che navigheranno insieme a nave Alghero prima di far ingresso a Port Mahon.

Durante il periodo di aggregazione, le unità della SNMCMG2 svolgeranno l’esercitazione annuale Spanish Minex prima di fare sosta a Palma di Majorca e successivamente dirigeranno verso le coste siciliane per partecipare all’esercitazione nazionale Mare Aperto e Italian Minex.

La SNMCMG2 è uno dei quattro gruppi navali permanenti che compongono la forza marittima di reazione rapida della NATO. Il gruppo di contromisure mine fornisce all’alleanza una capacità operativa indispensabile per assicurare, in tempo di crisi, il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione. I gruppi permanenti si addestrano continuamente con i paesi alleati e partner, partecipando ad esercitazioni nazionali o multinazionali, in modo da incrementare l’interoperabilità e mantenere alto il livello di addestramento.

Nave Alghero, al comando del tenente di vascello Davide Tamborini, è un cacciamine costiero (Mine Hunter Coastal – MHC) della classe Gaeta, consegnata alla Marina Militare nel marzo 1993, e assegnato alla 54ª squadriglia dragamine costieri (COMSQUADRAG 54) con sede a La Spezia. L’unità ha un equipaggio di 44 militari ed è in grado di svolgere attività di localizzazione, identificazione, neutralizzazione di mine navali, residuati bellici e di ordigni, per garantire la sicurezza della navigazione. Per effettuare queste operazioni l’unità è dotata di veicoli subacquei filoguidati Remotely Operated Vehicle (ROV) e si avvale di operatori del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.

Nave Alghero lascerà il gruppo NATO ai primi di giugno 2018, per fare rientro nel porto di La Spezia.

  

NAVE ALGHERO

7c231a3b-ca6b-499c-9d56-79a6e6985d57nave algheroMediumNave Alghero è un’unità tipo Mine Hunter Coastal (Cacciamine Costiero) dotata di un sofisticato sistema sonar che può essere filato sino a 50 metri, e di due veicoli filoguidati (ROV – Remote Operated Vehicle), tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini sino a profondità di circa 600 metri.

L’8 luglio del 1994 l’unità ha fatto il suo ingresso nel porto di Alghero e dopo due giorni le è stata consegnata la bandiera di combattimento, offerta dalla Associazione Nazionale Marinai d’Italia, sezione di Alghero.

Attività di nave Algero:

  • Nel 1995 campagna addestrativa in Nord Europa, durante la quale ha ottenuto la certificazione NATO presso il centro MCM di Ostenda, esercitazione Ariadmi 95 ed esercitazione Damsel Fair 95 in Turchia.
  • 1995/1996 operazione IFOR in Mar Adriatico, per lo sminamento delle acque interessate dal conflitto dell’ex Jugoslavia, esercitazioni multinazionali Destined Glory 96 e Matador 96.  
  • Nel 1999 è tornata in Mar Adriatico per le operazioni di sminamento in seguito alla guerra nel Kosovo. 
  • Nel 2000 ha preso parte per la prima volta al dispositivo NATO di Contromisure Mine operante in Mar Mediterraneo, allora denominato MCMFORMED, dislocando prevalentemente in Mediterraneo Centro-Orientale e Mar Adriatico, ove ha partecipato all’Operazione Allied Harvest II. 
  • Nel 2001 dislocata in Mar Adriatico insieme ad altre unità della componente MCM.  
  • Nel 2005 dispositivo NATO di contromisure mine, ora denominato SNMCMG2, svolgendo attività multinazionale in Mar Balearico, Mediterraneo Orientale, Mar Nero e Mar Rosso.  
  • Nel 2007 campagne Route Survey in porti nazionali ed una bonifica ordigni nelle acque del Mar Ligure svolte.
  • Nel 2008 attività addestrativa specialistica in Mar Ligure, effettuando successivamente una lunga sosta lavori. 
  • Negli anni 2010 e 2011, oltre ad una serie di esercitazioni specialistiche, è stato condotto il previsto iter di addestramento, valutazione dell’efficienza bellica e certificazione dell’Unità, peraltro effettuato anche in presenza di personale valutatore del Centro Addestramento NATO di EGUERMIN (Ecole de Guerre des Mines).

Acquisita la certificazione NATO, nel primo quadrimestre del 2012 l’Unità ha preso nuovamente parte al dispositivo multinazionale di contromisure mine SNMCMG2, solcando le acque del Mediterraneo centrale, occidentale e Oceano Atlantico.

Nonostante il principale impiego operativo sia orientato ad operazioni di bonifica di aree marine con presenza di ordigni, per le peculiarità che la caratterizzano, l’unità si presta anche ad attività complementari.

Queste ultime si sono concretizzate nel tempo in collaborazioni con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con la Magistratura nazionale e con altri Enti e Dicasteri dello Stato, tutti a vario titolo interessati ad esplorare le profondità marine con lo scopo di ricercare e investigare relitti di navi o aeromobili, reperti di interesse storico o qualunque altro oggetto giacente sui fondali, anche per scopi legati alla preservazione dell’ecosistema marino, sovente con finalità scientifiche. Inoltre, disponendo di camera iperbarica multiposto, e personale sanitario specializzato in fisiopatologia subacquea, l’unità può essere utilmente impiegata in supporto di operazioni di subacquei operanti anche a quote profonde. Allo scopo la Nave, all’evenienza, dispone di personale palombaro che consente la possibilità di immersione sino a 60 metri.

L’unita, nel corso delle sue attività, viene inoltre impiegata per la protezione degli interessi della nazione come il controllo delle frontiere marittime, la salvaguardia ed il soccorso delle vite umane in mare e la sorveglianza del rispetto dell’ecosistema marino con finalità antinquinamento.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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NATO: esercitazione “Stephan” presso la scuola di sanità e veterinaria

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Roma, 22 marzo 2018 – Si è svolta, presso la Scuola di Sanità e Veterinaria Militare di Roma, l’esercitazione “Stephan” con il VIP day gestito in collaborazione con il NATO Defence College.

Dal 19 al 23 marzo la Scuola di Sanità svolge, in collaborazione con il centro di eccellenza di medicina militare (Med Mil CoE) di Budapest la terza edizione italiana del corso “Medeval” presso la caserma Artale della Cecchignola in favore di 25 allievi provenienti da 14 nazioni (cinque le posizioni riservate alle Forze Armate italiane).

L’esercitazione “Stephan” ha visto l’impiego di circa un centinaio di militari tra operatori sanitari e frequentatori del corso “Medeval” intervenuti come training audience, della cellula evacuazione feriti, componente sanitaria del Joint Operational Command (JOC).

Tale componente sviluppa  il coordinamento e  la gestione delle evacuazioni sanitarie nei vari teatri operativi,  ovvero un Rapid Deployable Outbreak Investigation Team (RDOIT), squadra di esperti sanitari (principalmente epidemiologi, igienisti e veterinari), capaci di schierarsi rapidamente per investigare sulle possibili cause di un deterioramento improvviso delle condizioni sanitarie di un contingente,  un sistema di ambulanze e una struttura Role1+ (una struttura sanitaria da campo).

Il Role1+ è stato fornito e rischierato all’interno della sede della Scuola di Sanità dalla NATO Standardization and Procurement Agency (NSPA) di Taranto sotto l’egida del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR).

attivitacc80-di-rianimazione-cardio-polmonare.jpgIl Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC) a guida italiana, è stato recentemente realizzato presso la Scuola di Sanità nell’ambito del progetto Multinational Medic Modular Unit (M3U) dell’European Defence Agency (EDA) ed ha conseguito la piena capacità operativa nel settembre dello scorso anno in Germania nel corso della esercitazione NATO Vigorous Warrior 17. L’esercitazione “Stephan” è stata dunque occasione per svolgere le attività pratiche finalizzate al corso “Medeval” e per lo sviluppo dei documenti operativi procedurali e gestionali del Role1+ NATO secondo le direttive impartite dal Medical Advisor del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR). A termine esercitazione è stata certificata, secondo la dottrina della NATO, la proiettabilità della struttura nei teatri operativi.

Grazie a questa sinergia di eventi, l’esercitazione NATO si è sviluppata in un ambiente interforze e interoperabile (joint and combined). I frequentatori del corso “Medeval” hanno partecipato con entusiasmo all’importante momento formativo caratterizzato da una serie di attività sanitarie simulate. I frequentatori hanno potuto apprezzare in remoto il sistema di monitoraggio (mediante telecamere) delle attivazioni oggetto di valutazione. Tale sistema di monitoraggio, sviluppato dall’M2JTC, consente di ampliare le potenzialità di training e di validazione realizzando economie sui costi di gestione con un controllo continuo, prolungato e in remoto. Il sistema era in collegamento real time anche con il NATO Defence College da dove i visitatori hanno potuto assistere alle attività senza che la loro presenza fisica interferisse con le operazioni.

Il notevole impegno organizzativo assunto e la concentrazione di risorse operative, tesi a garantire il funzionamento di una struttura sanitaria proiettabile in operazioni all’estero in ambienti ostili o non permissivi, dimostra quanto sia la NATO che le Forze Armate italiane siano particolarmente attente alle misure di prevenzione e di cura per la tutela dell’integrità sanitaria di tutto il personale militare.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: terminata l’esercitazione Ariadne 2018, il cacciamine Alghero rientra da Corfù

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Corfù, 21 marzo 2018 – È ripartito ieri da Corfù il cacciamine Alghero, l’unità della Marina Militare inserita nel secondo Gruppo di Contromisure Mine della NATO (Standing NATO Mine Countermeasures Group 2 – SNMCMG2).

La sosta è stata programmata al termine dell’esercitazione di caccia alle mine Ariadne 2018, svoltasi nelle acque antistanti il porto di Patrasso (Grecia) che ha coinvolto sia le unità navali della SNMCMG2 che della marina greca, quale nazione ospitante, oltre alla partecipazione di navi provenienti da Bulgaria, Romania e al supporto fornito da un’aliquota di personale della marina belga, che ha operato con un mezzo subacqueo autonomo predisposto per la ricerca di mine  (Autonomous Underwater Vehicle – AUV).

La sosta a Corfù ha permesso al dispositivo navale della NATO di mostrare le proprie peculiarità di forza marittima multinazionale integrata, composta da navi appartenenti a diverse Nazioni alleate, che si addestrano ed operano insieme permanentemente, con competenze specifiche nella lotta alle mine navali. La SNMCMG2 è uno dei quattro gruppi navali permanenti, che compongono la forza marittima di reazione rapida della NATO.

Il gruppo di contromisure mine fornisce all’Alleanza una conoscenza indispensabile per poter assicurare, in tempo di crisi, il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione.

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I gruppi permanenti si addestrano continuamente con i Paesi alleati e partner, partecipando ad esercitazioni nazionali o multinazionali, in modo da incrementare l’interoperabilità e mantenere alto il livello di addestramento.

Nave Alghero, al comando del tenente di vascello Davide Tamborini, è un cacciamine costiero (Mine Hunter Coastal – MHC) appositamente progettato per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali, è assegnato alla 54ª Squadriglia Dragamine Costieri (COMSQUADRAG 54) con sede a La Spezia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: cambio al vertice del CESIVA, il generale Maurizio Boni lascia il comando

Il generale di divisione Maurizio Boni lascia il comando del Ce.Si.Va. per assumere l’incarico di vice comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK) della NATO.

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Civitavecchia, 10 marzo 2018 – Cerimonia di avvicendamento del vertice del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.). si è svolta giovedì 8 marzo nella caserma “Giorgi” di Civitavecchia.

Alla presenza del comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, il generale di divisione Maurizio Boni, dopo oltre due anni, ha lasciato il comando per assumere l’incarico di vice comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK), il corpo d’armata di reazione rapida della NATO, a guida inglese, con sede a Innsworth nel Regno Unito. E’ subentrato, ad interim, il generale di brigata Manlio Scopigno già vice comandante del centro.

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Il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale. L’attività del centro è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come “fondamentali” per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati. 

Al Ce.Si.Va. è stata anche assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione delle piattaforme operative dell’Esercito, nel contesto del più ampio programma della Difesa denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability).

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Fonte e immagini: Centro Simulazione e Validazione dell'Esercito (CESIVA)
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Il Multinational CIMIC Group si addestra per l’impiego in operazioni NATO

Il Comandante della CIMIC Unit Italiana illustra il CIMIC Centre

Il comandante della CIMIC Unit italiana illustra il CIMIC Centre

Motta di Livenza, 08 marzo 2018 –  Si é conclusa oggi l’esercitazione denominata “Double River 2018” presso la Caserma “Mario Fiore” sede del Multinational CIMIC Group, dopo due settimane di intensa attività.

Il Multinational CIMIC Group è l’unitá dell’Esercito specializzata in cooperazione civile-militare (CIMIC), che ha organizzato e condotto l’evento addestrativo.

Lo scopo dell’esercitazione é stato quello di testare e valutare le capacità degli staff del Comando Multinazionale e delle unità CIMIC, impiegati a supporto della NATO in aderenza ai severi standard richiesti per tutte le componenti del bacino di Forze, come il Multinational CIMIC Group, interoperabili e rapidamente dispiegabili ovunque ritenuto necessario dal Consiglio Nord Atlantico, quale Nato Responce Force (NRF). E’ stato riprodotto uno scenario, complesso e aderente ai moderni contesti operativi, con la simulazione computerizzata (Command Post and Computer Assisted Exercise), incentrato su una situazione di crisi internazionale tra Stati fittizi, dove la Comunitá Internazionale ha chiesto l’intervento della coalizione. Nello specifico, è stato addestrato il personale attraverso l’inoltro di una serie di attivazioni simulate che hanno riprodotto eventi/incidenti simili a quelli realmente gestiti in zona d’operazione.

Il Comandante del CIMIC Group illustra i lineamenti dell'esercitazione

Il comandante del CIMIC Group illustra i lineamenti dell’esercitazione

Gli eventi, hanno riguardato in particolare il supporto alla popolazione mediante la distrubuzione di aiuti umanitari e gestione di eventuali urgenze sanitarie, il supporto alle autorità locali attraverso lo sviluppo di progetti relativi alle strutture pubbliche, il collegamento e coordinamento con organizzazioni civili (OI, GO, NGO) al fine di evitare duplicazioni o ridondanze negli interventi.

Le pedine operative a disposizione del Multinational CIMIC Group sono state le unitá CIMIC italiana e portoghese. In particolare, quella italiana ha approntato un CIMIC Center, una struttura che, allestita nella aree di crisi, permette alla componente militare d’interfacciarsi fisicamente con la popolazione civile; tale assetto diventa, in operazione, un vero e proprio punto di riferimento sia per i locali che per le numerose organizzazioni che confluiscono nell’area con scopi umanitari.

Autoritá Militari visitano la sala operativa

Autorità militari visitano la sala operativa

E’ stato inoltre testato, per la prima volta, il Remote CIMIC Support ovvero la capacità di supportare le unità CIMIC, impiegate in operazioni militari, dalla Madre Patria. Tale supporto si concretizza, nell’ambito dell’analisi della dimensione civile dell’area d’interesse, attraverso la consulenza che i Subject Matter Expert – specialisti funzionali quali ingegneri, architetti, medici e altri professionisti di settore – forniscono agli operatori CIMIC, impiegati nelle aree di crisi, per lo sviluppo dei progetti a favore delle popolazioni dove le unitá sono impiegate.

Nel corso della “Double River 2018” il Remote CIMIC Support é stato assicurato da specialisti funzionali inviati dal ministero della Difesa slovena nonché da ufficiali della riserva selezionata dell’Esercito. Il complesso sistema di comunicazioni informatiche, che ha permesso l’interazione delle numerose componenti dell’esercitazione, é stato fornito da un team di operatori del 7° reggimento trasmissioni dell’Esercito di Sacile.

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Il generale di brigata Francesco Bindi con le autorità militari della NATO 

Tra le autorità militari presenti all’esercitazione c’erano, per l’Italia, il generale di divisione Lorenzo D’Addario, vice capo del III reparto dello Stato Maggiore Difesa e il generale di brigata Francesco Bindi, comandante del Genio dell’Esercito. Per i comandi NATO erano invece presenti il vice comandante dell’Allied Rapid Reactions Corps, generale di divisione Roberto D’Alessandro e il capo della divisione CIMIC del Supreme Headquarters Allied Powers Europe, generale di brigata Tonin Marku.

Il Multinational CIMIC Group è un’unità di livello reggimento, costituita nel 2002 (allora denominata CIMIC Group South), sia multinazionale: oltre all’Italia, che ne rappresenta la framework nation, contribuiscono Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia, che interforze, alimentata cioè da personale proveniente da tutte le armi e i corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.

Gli operatori CIMIC del Multinational CIMIC Group sono attualmente impiegati sia nelle operazioni internazionali in Kossovo, Afghanistan, Libano, Somalia, Gibuti e Mediterraneo (operazione Sophia), che nelle operazioni nazionali di presidio del territorio (operazione Strade Sicure).

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Fonte e immagini: Multinational CIMIC Group
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