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La brigata Granatieri di Sardegna dona nuovo lustro al Forte Tiburtino

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Roma, 11 settembre 2020 – Da qualche giorno militari della brigata Granatieri di Sardegna e del 6 reggimento Genio, con ruspe e camion stanno ripulendo l’area del Forte Tiburtino, lasciata incolta per parecchio tempo.

Il Forte Tiburtino, ubicato all’interno della caserma A. Ruffo, sede del Reparto comando e supporti tattici dei Granatieri di Sardegna, per anni abbandonato, sta avendo nuovo lustro grazie ai lavori di bonifica al comando del tenente colonnello Alessandro Passaseo della Granatieri.

La brigata Granatieri di Sardegna in accordo con lo Stato Maggiore dell’Esercito ha deciso questa bonifica al mero fine di restituire la bellezza ab origine di questo fortino.

Militari con ruspe e camion trasportano da giorni la terra per ripulire l’area travolta da una folta vegetazione cresciuta negli anni, un’area di grande interesse storico per la città di Roma.

Il forte Tiburtino, che si estende su una superficie di circa 24 ettari, fu costruito tra il 1880 e il 1884 e per realizzarlo vennero spese Lire 1.253.376.

Unico del suo genere, per la possibilità di schieramento di militari e postazioni difensive, è l’unico che conserva la struttura fortificata originaria complete, senza quindi alterazioni dovute a variazioni d’uso successive alla dismissione funzionale avvenuta nei primi anni del ‘900. Anche successivamente, quando fu concesso in uso ad un reggimento carri negli anni ’40 e ad un Reparto Bersaglieri nel dopoguerra, non ha subito evidenti modifiche e gli tutti gli ambienti sono rimasti conformi al progetto originale. Fu dismesso negli anni ’80 del secolo scorso.

Il forte, ubicato al quarto km della via Tiburtina, ha una forma di trapezio isoscele con le due fiancate che hanno un’angolazione di 120° rispetto all’esterno e 60° rispetto al lato verso la città di Roma. Tutto intorno un fossato di 7,50 mt che era con continuo controllo armato era protetto da postazioni di fucilieri e difeso, sui tre lati esterni, da postazioni scoperte di artiglieria.

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APPROFONDIMENTI sul forte Tiburtino
(redatto da un iscritto all’ANGS di Roma esperto in storia dei Granatieri di Sardegna, traendo spunto dai volumi “I forti di Roma” di Michele Carcani e “Il Forte di Pietralata. L’esercito nella tutela del patrimonio storico e ambientale” di Armando Iones – Angelo Piergentili)

Perché vennero costruiti i forti a Roma

Il 1° luglio 1871 Roma venne proclamata capitale del Regno d’Italia, e già nel novembre dello stesso anno il Parlamento esaminò un progetto della Commissione permanente per la Di­fesa generale dello Stato, datato 11 luglio 1871, che prevedeva la costru­zione: di una cittadella fortificata su Monte Mario, di 7 forti di primo ordine e 16 forti staccati di secon­do ordine, e in più di rafforzare l’esistente cinta mu­raria intorno a Roma.

Seguiranno altri studi e progetti tendenti soprattutto, a contenere la spesa ritenuta eccessiva. Nell’aprile del 1873 – qualche mese dopo sarà ap­prontato il primo piano regolatore di Roma capita­le – con un progetto compilato dalla Giunta del­la Camera dei Deputati si giunse a ridurre il preven­tivo di spesa per la realizzazione del campo trincera­to, comprendendovi la costruzione di una cinta di forti staccati e sempre il potenziamento della cinta mura­ria esistente.

Nell’ottobre dello stesso anno la Direzione del Ge­nio Militare, per incarico del ministero della Guer­ra, presentò un progetto in cui si proponeva l’erezione di forti e batterie occasionali.

L’inasprirsi delle relazioni politiche con tutta l’Eu­ropa, in special modo con la Francia, dalla quale si temeva un attacco finalizzato alla restaurazione del potere papale e dello Stato Pontificio, influì fortemente sulla necessità di fortificare Roma, così nel­l’agosto del 1877, si dispose per legge la realizzazio­ne del campo trincerato della capitale.

La progettazione venne messa a punto nell’ottobre dello stesso anno e nel periodo a cavallo tra il novem­bre e il dicembre successivi iniziò la costruzione dei forti: Monte Mario, Braschi, Boccea, Aurelia Antica, Bravetta, Portuense e Appia Antica. Nel 1879, iniziarono i lavori per la costruzione dei forti Ardeatina, Casilina, Prenestina, Tiburtina, Pietralata e Monte Antenne.
Con Regio Decreto 1° novembre 1882 venne dato loro un nome.

I forti di Roma sono dislocati ad una distanza dai 2 ai 5 chilometri dalle mura an­tiche della città. Per essi si scelsero posizioni che si considerarono opportune e atte a difendere le probabili vie di accesso alla città. Uno degli elementi fondamentali posti a base del progetto era che tra essi fosse necessario stabilire un collegamento visivo e perseguire soluzione di continuità della cintura di fuoco.

Tutte le strutture del Campo trincerato di Roma furono, però, poco o per nulla utilizzate. La loro ultimazione coincise infatti con la profonda crisi morale ed economica sofferta dall’Italia dopo il fallimento dell’impresa in Abissinia (1895 – 1896), che stornò da questi impianti le risorse finanziarie necessarie. Inoltre l’eccessiva vicinanza alla città e l’evoluzione dei sistemi balistici a maggiore gittata che li avrebbero facilmente scavalcati, li resero militarmente superati. Furono, pertanto, utilizzati come caserme e depositi militari.

La storia del forte Tiburtino

Il Forte Tiburtino fu costruito a circa quattro chilometri dalla Porta Viminale di Servio, in prossimità dell’attuale Stazione Ferroviaria, a ed a cinquecento metri sulla destra della via Tiburtina, nella tenuta di Grotte di Gregna, alla distanza di due chilometri a Nord Ovest di Forte Prenestino. Al momento della costruzione con il fuoco era in grado di battere la Tiburtina ed il ponte sull’Aniene. La sua planimetria è a forma trapezoidale isoscele, con il fronte esterno e quello di gola rettilinei e con i due fianchi con un’angolazione di 120 gradi rispetto all’esterno e 60 gradi rispetto al lato verso la città. Il fossato, della stessa dimensione sul fronte, fianchi e gola (metri 7.50), su ogni lato del forte era protetto e controllato da postazioni continue per fucilieri e difeso, sui tre lati esterni, da postazioni scoperte di artiglieria. Il progetto planimetrico, comprensivo di tutti gli elementi difensivi possibili, porta a ritenerlo uno dei forti più efficienti e validi.

Il 9 giugno 1924 divenne sede del “Reparto carri armati”, prima Unità carrista italiana, costituita nel 1923, ed il 1º ottobre 1927 in esso venne costituito il “Reggimento carri armati”. Nel secondo dopoguerra, esattamente il 1º gennaio 1953 all’interno del Forte, denominato Caserma Albanese Ruffo, in onore del Capitano medaglia d’oro al valor militare dei bersaglieri Albanese Ruffo, effettivo nel 1941 all’VIII° Battaglione Bersaglieri Corazzato ed ucciso in combattimento a Got el Ualeb il 29 maggio dello stesso anno, venne ricostituito il 1º Reggimento Bersaglieri che quando si trasferì ad Aurelia, lasciò in loco il Battaglione Addestramento Reclute dei Bersaglieri.

Il 30 settembre 1976 la Caserma divenne sede del 2° battaglione Granatieri “Cengio” e quando quest’ultimo, ormai 2° Reggimento “Granatieri di Sardegna”, nel 1996 si trasferì in Spoleto, divenne sede, e lo è tuttora, del Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata “Granatieri di Sardegna”.

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Formula 1, Monza: le Frecce Tricolori danno il via al Gran Premio d’Italia

 

IMG_20200906_164419_043Monza, 06 settembre 2016 – Semaforo con fumi verdi bianchi e rossi, così le Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare hanno dato il via al Gran Premio d’Italia di Formula 1

Per il sesto anno consecutivo la formazione di nove MB339PAN della Pattuglia Acrobatica Nazionale hanno steso subito dopo l’Inno di Mameli il Tricolore sull’autodromo nazionale di Monza in occasione della tappa italiana del campionato di Formula 1.

Uno sorvolo insolito, senza pubblico, dettato dal perdurare  dell’emergenza sanitaria da COVID-19 ma che vuole rappresentare un messaggio di speranza e ripresa.

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Esercito, pattuglia del raggruppamento Campania soccorre un uomo caduto in mare

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Caserta, 06 settembre 2020 – Una pattuglia del raggruppamento “Campania”, impegnata nel servizio di vigilanza presso l’area del porto “Calata di Massa”, allertata dal personale in attesa d’imbarco, ha prestato soccorso oggi pomeriggio ad un uomo che, sporgendosi dalla banchina, è caduto in mare.

Immediatamente il capo pattuglia e il suo vice, resosi conto delle difficoltà dell’uomo nel rimanere a galla, si tuffavano in mare per trarre in salvo il malcapitato turista. La prontezza dei militari dell’Esercito rendeva possibile il salvataggio.

Tale intervento si inserisce nel più ampio contesto di concorso alle Forze dell’Ordine, che i militari impegnati nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure” assicurano quotidianamente nella provincia di Napoli e su tutto il territorio nazionale.

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Aeronautica Militare, “scramble” di due Eurofighter per intercettare velivolo civile dopo l’interruzione delle comunicazioni

Roma, 06 settembre 2020 – Due caccia F-2000 Eurofighter dell’Aeronautica Militare, in servizio di allarme per la difesa dello spazio aereo nazionale, hanno compiuto oggi, domenica 6 settembre, alle 13:00 circa, un intervento su ordine di decollo immediato (in gergo militare detto “scramble”) per intercettare e verificare un velivolo civile che aveva perso il contatto radio con gli enti del traffico aereo.

I due caccia intercettori del 4° stormo di Grosseto, una volta accertato in pochissimi minuti che i contatti radio fossero stati ripristinati e che non sussistesse alcuna situazione di pericolo o di emergenza, hanno ripreso il loro servizio di sorveglianza dello spazio aereo nazionale.

Il velivolo, appartenente ad una compagnia civile di nazionalità austriaca, stava attraversando lo spazio aereo italiano lungo la direttrice Mosca-Olbia, quando ha interrotto le comunicazioni, facendo così scattare la procedura di allarme e intercettazione.

La missione operativa è stata attivata a seguito dell’ordine di scramble pervenuto dal CAOC (Combined Air Operation Center) di Torrejon, ente NATO responsabile per la sorveglianza dei cieli di quell’area e si è svolta sotto il controllo delle sale operative del sistema di sorveglianza e difesa aerea dell’Aeronautica Militare

L’Aeronautica Militare assicura senza soluzione di continuità la sorveglianza dello spazio aereo nazionale. Il sistema di Difesa Aerea nei confronti della minaccia militare, fin dal tempo di pace, è sotto il controllo della NATO che tramite il Combined Air Operation Centre (CAOC) di Torrejon (Spagna), effettua la sorveglianza dello spazio aereo a sud delle Alpi, dalle isole Canarie alla Turchia e dalle isole Azzorre alla Romania.

Il servizio è garantito – per la parte sorveglianza, identificazione e controllo – dall’11° gruppo Difesa Aerea Milssilistica Integrata (DAMI) di Poggio Renatico (Fe) e dal 22° gruppo Radar di Licola (Na), mentre l’intervento in volo è assicurato da quattro basi: 4° stormo di Grosseto, 36° stormo di Gioia del Colle e 37° stormo di Trapani Birgi e 51° stormo di Istrana, quest’ultimo stabilmente a partire dall’aprile 2020. Tutti gli stormi citati sono equipaggiati con velivoli caccia di quarta generazione Eurofighter.

L’Aeronautica Militare, insieme alle forze aeree di altri Paesi alleati, concorre anche a fornire la sorveglianza dello spazio aereo delle Nazioni appartenenti alla NATO sprovviste di un sistema di Difesa Aerea adeguato, come nel caso dell’Islanda, dove l’Italia ha effettuato diverse operazioni di air policing (pattugliamento aereo) fin dal 2013. Nei due ultimi turni di air policing (fine 2019 ed estate 2020) il servizio di pattugliamento e sorveglianza è stato effettuato con i nuovi avanzatissimi velivoli di quinta generazione F-35 del 32° Stormo di Amendola.

L’Air Operation Centre nazionale svolge compiti fondamentali nell’organizzazione del servizio di difesa aerea ed effettua una costante attività di supervisione sull’intero dispositivo. In caso di minaccia non militare allo spazio aereo italiano, l’IT-AOC riprende il comando dei velivoli intercettori affidati alla NATO, per la successiva azione di contrasto. Ciò avviene quando un velivolo civile in transito nello spazio aereo nazionale evidenzi una condotta anomala e, quindi, potenzialmente pericolosa per la sicurezza, oppure qualora necessiti di supporto aereo per problemi tecnici che ne compromettano la sicurezza del volo, come nel caso odierno, dovuto alla perdita di comunicazioni radio.

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Aeronautica Militare, volo d’urgenza per salvare una bambina di 5 anni

 

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Roma, 19 agosto 2020 – Altro volo d’urgenza per l’equipaggio del 31° stormo di Ciampino dell’Aeronautica Militare, per salvare la vita di una bambina di 5 anni.

L’equipaggio decollato ieri con Falcon 900 in tarda serata, si è diretto dall’aeroporto militare di Ciampino verso Reggio Calabria, dove ha imbarcato la piccola paziente, i genitori e l’equipe medica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, per poi decollare nuovamente  alle ore 23.50 alla volta di Torino.

Intorno alle ore 1.30, il velivolo militare è atterrato all’aeroporto internazionale “Sandro Pertini” di Torino dove un’autoambulanza era ad attenderli e  ha trasportato la bambina all’ospedale “Regina Margherita” del capoluogo piemontese per ricevere le cure necessarie.

La richiesta di trasporto, come previsto dalle procedure di urgenza, è pervenuta dalla Prefettura di Reggio Calabria ed è stata disposta dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che ha tra le proprie funzioni anche quella di disporre e gestire questo tipo di missioni per i cittadini.

Poche ore prima un altro equipaggio del 31° Stormo di Ciampino aveva concluso un trasporto sanitario di un bambino di 8 anni da Lamezia Terme a Brescia. 

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Afghanistan, cambi ai vertici del TAAC-W, il generale Enrico Barduani cede il comando al parigrado Alberto Vezzoli

5 Passaggio della Bandiera NATO dal Gen Barduani

Passaggio della bandiera NATO dal generale Enrico Barduani

Herat, 13 agosto 2020 – Cerimonia di avvicendamento tra il personale della 132^ brigata corazzata “Ariete” al comando del generale di brigata Enrico Barduani, e il subentrante della brigata alpina “Julia” al comando del generale di brigata Alberto Vezzoli si è svolta nei giorni scorsi a Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), comando NATO a guida italiana della missione in Afghanistan “Resolute Support” (RS)

Alla cerimonia, che si è svolta in forma ridotta, nel rispetto delle misure anti-covid, ha preso parte il comandante di RS, generale (USA) Austin Scott Miller.

Nel suo intervento, iI comandante di RS ha espresso la propria soddisfazione per l’eccellente lavoro svolto dal contingente italiano e ha elogiato il generale Enrico Barduani e tutti i militari della brigata “Ariete” per gli ottimi risultati ottenuti in questi otto mesi nelle attività di addestramento, consulenza e assistenza in favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza afgane e per le numerose iniziative di cooperazione civile-militare condotte a sostegno della popolazione locale.

Nel ripercorrere i momenti salienti del mandato dell’Ariete in Afghanistan, durante il quale, il 29 febbraio scorso, è stato raggiunto lo storico accordo di Doha, tra Stati Uniti d’America e talebani, per il graduale disimpegno dal paese delle truppe della coalizione internazionale, il generale Austin Scott Miller ha affermato “questa è una missione complessa e quello che posso dire dell’Italia è che è una Nazione amica che fornisce un costante impegno nel supportare la missione”.

6 Consegna della Bandiera NATO al Gen Vezzoli

Consegna della bandiera NATO al generale Alberto Vezzoli

Contestualmente, è avvenuto l’avvicendamento alla guida della Task Force Arena, unità che garantisce supporto operativo e logistico al TAAC-WEST, tra l’11° reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore (Pordenone), al comando del colonnello Lorenzo Puglisi, e l’8° reggimento alpini di Venzone (Udine) al comando del colonnello Franco Del Favero.

Ragguardevole il numero di attività che gli advisors della brigata “Ariete” hanno sviluppato, da dicembre 2019, in favore delle forze di sicurezza afgane, in particolare del 207° corpo d’armata dell’Esercito afghano e dei comandi provinciali di Polizia. Impegno che non ha subito rallentamenti, con l’avvento del Covid, ma è stato anzi ulteriormente rafforzato facendo ampio ricorso ai sistemi tecnologici di comunicazione.

Ecco i numeri di Camp Arena:

  • 1500 attività circa di consulenza, convocando la controparte;
  • 91 le attività condotte a domicilio presso i reparti afghani;
  • 5.000 e oltre, i virtual engagements;
  • 33 i corsi ispirati prevalentemente al principio del train the trainer (formazione degli istruttori);
  • 300 tra militari e poliziotti formati, su materie quali counter IED, intelligence, map reading e self defence;
  • 66 incontri (shure) a vario livello su temi inerenti la sicurezza, la logistica e l’efficienza dei reparti afgani che hanno consentito di migliorare e rendere più credibile ed efficace l’operato delle istituzioni e degli apparati di difesa locali.

Intenso è stato anche l’impegno sul fronte della cooperazione civile-militare, con la realizzazione di ben dieci progetti che hanno consentito di mantenere gli ottimi rapporti con la popolazione locale e hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita della società afghana, tra cui:

  • ristrutturazione del Comando di Polizia di Guzarah
  • lavori di sistemazione dell’orfanatrofio femminile di Herat,
  • costruzione di un pozzo artesiano nel villaggio di Mahala Dash
  • numerose donazioni di generi alimentari, attrezzature e materiale sanitario.

Il contingente dell’Ariete ha continuato a dimostrare la propria vicinanza alla comunità afgana, impegnata nel difficile percorso di costruzione di un futuro solido e prospero.

3 Schieramento

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La missione NATO “Resolute Support” è composta da militari di 39 nazioni, con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza afgane, al fine di renderle autosufficienti e in grado di provvedere autonomamente alla salvaguardia del paese e dei propri cittadini.

Il contributo italiano, espresso con personale e mezzi di Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri, ha consentito finora alla regione ovest dell’Afghanistan di raggiungere standard di sicurezza e sviluppo fra i più elevati nel paese.

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Afghanistan, l’ambasciatore italiano Stefano Pontecorvo visita il TAAC-WEST di Herat

2. L'arrivo dell'Amb. Pontecorvo ricevuto dal Generale Barduani_

Herat (Afghanistan), 13 agosto 2020 – L’ambasciatore Stefano Pontecorvo, NATO Senior Civilian Representative (SCR) per l’Afghanistan, a poche settimane dal suo insediamento a Kabul quale alto rappresentante civile dell’Alleanza atlantica, ha visitato nei giorni scorsi il Train Advise and Assist Command-West (TAAC-WEST) di Herat, il comando internazionale a guida italiana della missione “Resolute Support”, la cui responsabilità è attualmente in fase di transizione tra il personale della 132^ brigata corazzata “Ariete” e la brigata alpina “Julia”.

Il diplomatico italiano, accompagnato nella circostanza dal generale inglese Giles Hill, vice comandante della missione “Resolute Support”, è giunto a Camp Arena per conoscere da vicino la realtà del contingente italiano e per svolgere alcuni incontri istituzionali organizzati con le autorità governative della regione di Herat e i rappresentanti delle organizzazioni internazionali operanti sul territorio.

Accolto dal generale di brigata Enrico Barduani, comandante del TAAC-WEST, e dal generale di brigata Alberto Vezzoli, che nei prossimi giorni lo avvicenderà nell’incarico, l’Ambasciatore ha inizialmente ricevuto un aggiornamento sulla situazione complessiva e di sicurezza nella regione di Herat e ha quindi voluto conoscere le più importanti attività di addestramento, consulenza e assistenza che il comando svolge in favore delle forze di sicurezza afgane, per le quali ha manifestato grande attenzione e interesse.

L’ambasciatore Stefano Pontecorvo durante la visita ha espresso al comandante del TAAC-WEST apprezzamento per l’impegno del contingente nel sostenere e rafforzare le istituzioni dell’Afghanistan, evidenziando come il qualificato ed efficace contributo alle operazioni fornito dai militari italiani, stia consentendo al paese di ben figurare nel contesto internazionale in cui la missione è condotta.

“Resolute Support” è composta da militari di 39 nazioni, con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza afgane al fine di renderle autosufficienti e in grado di garantire autonomamente la sicurezza del paese e dei propri cittadini.

Il contributo italiano, espresso con personale e mezzi di Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri, ha consentito finora alla regione ovest dell’Afghanistan di raggiungere standard di sicurezza e sviluppo fra i più elevati nel paese.

6. Firma dell'albo d'onore del TAAC-W


Aeronautica Militare: sabato notte con un HH139 in salvo due escursionisti ed i loro due cani bloccati sull’appennino bolognese

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Bologna, 10 agosto 2020 – L’elicottero HH139 dell’83° Gruppo CSAR (Combat Search and Rescue) con quattro membri di equipaggio è decollato poco prima delle 23 di sabato sera dall’aeroporto di Cervia, riuscendo a portare in salvo due escursionisti ed i loro due cani bloccati sull’appennino bolognese. 

I due escursionisti si trovavano dal pomeriggio bloccati in una zona impervia in località Rocca Corneta (Bo) difficile da raggiungere anche dalle squadre di soccorso di terra del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico). L’arrivo dell’elicottero del 15° stormo dell’Aeronautica militare ha permesso di recuperare gli escursionisti e gli animali grazie all’utilizzo dei visori notturni e mediante l’impiego del verricello, i due recuperati, disidratati ma in buone condizioni sono stati poi affidati alle squadre di terra del CNSAS.

Ancora una volta la sinergia tra Aeronautica Militare e Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha permesso di concludere le operazioni di ricerca e soccorso efficacemente e in sicurezza.

 

ensign_of_the_15º_stormo_of_the_italian_air_force.svgIl 15° Stormo ha il compito di recuperare gli equipaggi in difficoltà in tempo di pace (SAR – Ricerca e soccorso) ed in tempo di crisi ed in operazioni fuori dai confini nazionali (C/SAR – Combat SAR), di supporto alle Operazioni Speciali nonché di concorrere in caso di gravi calamità ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi e, di recente anche il supporto all’attività di antincendio boschivo.

Il livello addestrativo degli equipaggi, le caratteristiche tecnologiche degli elicotteri in dotazione nonché l’impiego di apparecchiature e tecniche speciali, quali l’utilizzo di visori notturni, fanno spesso del 15° Stormo l’unica componente elicotteristica in grado di gestire con successo le situazioni di emergenza più complesse grazie, come ad esempio, la capacità d’impiego di giorno, di notte e in condizioni meteo marginali.

Ogni volta che un elicottero del 15° Stormo si alza in volo o sta salvando una vita umana, o si sta addestrando per farlo. Dalla sua costituzione ad oggi infatti, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato oltre 7200 persone in pericolo di vita.


Beirut, SMD mette a disposizione due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare per trasporto di specialisti e aiuti umanitari (video)

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Roma, 6 agosto 2020 – In seguito alle esplosioni che hanno devastato la città di Beirut e alla conseguente mobilitazione della comunità internazionale per inviare al più presto aiuti umanitari, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha immediatamente messo a disposizione della Protezione Civile, tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore Difesa, due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare.

I velivoli, appartenenti alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, decolleranno nelle prossime ore, come da ordine del Comando delle Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, con a bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare). Una seconda missione è prevista per domani, dedicata al trasporto di materiale umanitario e medico.

Il 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” è il reparto dell’Esercito deputato ad assolvere compiti in materia di difesa specialistica CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica, Nucleare). Sul territorio nazionale, così come in tutti i teatri operativi in cui sono impiegate le Forze Armate italiane, assetti specialistici del 7° garantiscono le attività peculiari di rivelazione, identificazione, campionamento e decontaminazione.

Il C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, decollato nella notte è atterrato a Beirut.

A bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare)

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Il C-130J, in dotazione alla 46^ Brigata Aerea di Pisa è un velivolo da trasporto di personale, materiali e mezzi, spesso utilizzato anche in attività di supporto a favore della collettività, come nel caso di trasporti sanitari d’urgenza, di pazienti in imminente pericolo di vita, che richiedono l’imbarco di una ambulanza o in bio-contenimento.

Questi velivoli sono stati utilizzati recentemente anche per il trasporto di materiale sanitario in tutto il Paese, nonché per il trasporto di aiuti umanitari in Paesi colpiti da calamità, come ad esempio nel caso dell’Ucraina, a seguito dell’alluvione di giugno, per citare solo il caso più recente.

 

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Esplosione al porto di Beirut, ferito lievemente un militare italiano del Sector West di UNIFIL

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Libano (Beirut), 4 agosto 2020 – Una forte esplosione avvenuta questo pomeriggio all’interno del porto di Beirut ha coinvolto un team della missione UNIFIL. Un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite.

È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute.

Sul posto, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza libanesi, sono intervenuti i soccorsi del Sector West di UNIFIL che stanno provvedendo all’evacuazione del personale.

Sono in corso gli accertamenti da parte di UNIFIL e delle forze di sicurezza libanesi per accertare la dinamica dell’accaduto.

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