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Covid, esercito in campo, a Teramo nuovo centro vaccinale

Ministro Speranza con autorità

L’Aquila, 19 aprile 2021 – Inaugurato oggi, 19 aprile, alla presenza dell’onorevole Roberto Speranza, il nuovo sito vaccinazione anti-Covid allestito dalla ASL Teramo e il Comando Militare Esercito Abruzzo Molise, con la collaborazione del 9° reggimento Alpini all’interno del Campus Universitario di Coste Sant’Agostino dell’Università di Teramo, 16 linee previste per arrivare a somministrare 3.800 vaccini al giorno.

Gran parte del livello 2 del campus, del plesso D’Annunzio, diventa così hub vaccinale della Asl di Teramo. Per il primo giorno sono già prenotati 890 over 50. Nell’hub universitario si vaccinerà a giorni alterni, per spalmare la popolazione anche sulle altre sedi. Si comincerà gradualmente con le linee, fino ad attivarne 16, per sette giorni, senza interruzioni.

Col. Iovinelli, dott. Mastrocola, 1° Lgt Chiacchia

Il sito vaccinale sarà a scelta tra le cinque sedi a disposizione sul territorio, che distano tra loro un’ora di macchina. Teramo ha intanto finito gli over 80 e sta procedendo con la vaccinazione dei 33mila soggetti ‘fragili’ ad oggi ne sono stati vaccinati 14 mila. All’inaugurazione erano presenti il Comandante del Comando Militare Esercito Abruzzo Molise, Colonnello Marco Iovinelli, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Teramo, dottor Maurizio Di Giosia, oltre alle più alte autorità civili e militari della città.

La Difesa sta compiendo tutti gli sforzi possibili per fronteggiare la quotidiana “battaglia” nei confronti del virus attraverso il supporto ai cittadini in stretta collaborazione con le istituzioni locali, le Forze Armate con la loro specificità, con la capacità logistica, organizzativa di comando e controllo sono a

disposizione della comunità per lavorare con serietà, concretezza e impegno ha spiegato il Colonnello Iovinelli nel suo intervento. Il centro abruzzese, si inserisce in un più ampio contesto di attività che l’esercito sta mettendo in atto per contrastare l’emergenza sanitaria.

Cte Colonnello Iovinelli in visita al centro vaccinale

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Fonte
: Comando Militare Esercito Abruzzo Molise
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Esercito: lancio della Bandiera di Guerra del 183° rgt paracadutisti“Nembo”

Pistoia, 19 aprile 2021 – In occasione del 76° anniversario della battaglia di Case Grizzano, il 183° reggimento paracadutisti “Nembo” ha ricordato l’evento storico con l’aviolancio della Bandiera di Guerra del Reparto.

Nel rispetto delle disposizioni sanitarie attualmente in vigore, l’ufficiale paracadutista più giovane dell’unità, avendo saldamente vincolato a sé la Bandiera di Guerra, insieme ad alcuni paracadutisti del “Nembo,” è salito a bordo di un aereo C130J della 46^ Brigata Aerea, schierato presso l’aeroporto di Pisa. Dopo il decollo e qualche minuto di volo è avvenuto l’aviolancio sulla zona di Altopascio (PI).

Il comandante del 183° Nembo, col. Vincenzo Zampella, rende gli onori alla Bandiera

Una volta a terra, il colonnello Vincenzo Zampella, comandante del 183° Nembo, ha reso i massimi onori alla Bandiera con un profondo e sentito saluto che ha ricordato ai presenti l’importanza e il valore di questa ricorrenza.

Case Grizzano, piccolo borgo dell’appennino emiliano, rappresentava la chiave di volta di tutto il sistema di difesa tedesco per la protezione di Bologna e della “Linea Gotica”. Il 19 aprile 1945 il II battaglione del reggimento “Nembo”, inquadrato nel gruppo di combattimento “Folgore”, riuscì a strappare la posizione alla I Divisione di paracadutisti tedeschi. I paracadutisti dell’Esercito Italiano riuscirono a mantenere il controllo di questo punto strategico nonostante i contro attacchi delle forze tedesche, aprendo così la strada alle Forze Alleate verso Bologna.

Per quelle eroiche gesta la Bandiera di Guerra del 183° Nembo fu insignita di medaglia d’argento al valor militare.

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Fonte e immagini: Brigata Paracadutisti Folgore
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Anniversario Granatieri di Sardegna, 362 anni di storia per il corpo più antico dell’Esercito Italiano

Roma, 18 aprile 2021 – Con una lettera di auguri il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino ricorda oggi l’anniversario della costituzione dei Granatieri di Sardegna, 362 anni di storia iniziati dal duca Carlo Emanuele di Savoia.

Nessuna cerimonia in ottemperanza delle normative vigenti per il contenimento della diffusione del contagio da SARS-Cov-2.

Grande partecipazione però sui social tra gli appartenenti all’Associazione Granatieri di Sardegna per celebrare questo importante giorno, come questa grafica di Max il Granatiere.

Come nascono i Granatieri di Sardegna

FESTA DELLA PIÙ ANTICA SPECIALITÀ DELLA FANTERIA ITALIANA

Alla metà del sec. XVII la Dinastia dei Savoia aveva signoria nel Paese da circa sette secoli e Carlo Emanuele II era quattordicesimo nella serie dei Duchi che si erano susseguiti dopo che nel 1416 l’antica Contea era stata innalzata a Ducato.
Venuto a trovarsi in un’epoca nella quale nell’intero contesto internazionale si andavano già avvertendo manovre determinate proprio dalla politica dinastica di ampliamento che tutti i principali Stati europei andavano impostando palesemente o occultamente; epoca nella quale le stesse guerre non erano più combattute dalle Chiese o dalle Nazioni come era avvenuto in passato ma dai Re.
Si imponeva quindi più che mai ai sovrani d’ogni specie e, in particolare, a quelli regnanti sugli Stati più piccoli, se non volevano rassegnarsi al destino del vaso di coccio tra i vasi di ferro, quanto meno di costituire forti ed organizzate milizie: tanto più, per quanto concerne il Ducato di Savoia, che in esso si era sempre preferito avvalersi di proprie milizie e non far uso, se non per estremo bisogno, di quelle mercenarie.
Il Duca Carlo Emanuele II, secondogenito dì Vittorio Amedeo I e di Cristina di Borbone, era nato a TORINO il 20 giugno 1634 ed era succeduto al fratello Francesco Giacinto il 14 ottobre 1638.
Era rimasto tuttavia, durante la minore età fino al 1649, sotto la reggenza della madre, per cui al momento in cui lo coglie la nostra storia governava direttamente lo Stato esattamente da dieci anni.

La fondazione dei primi Reggimenti e del “Reggimento delle Guardie” in particolare non costituirono, ad ogni modo, eventi meramente occasionali e contingenti bensì si inquadrarono nel contesto della riforma militare che Carlo Emanuele II e poi suo figlio Vittorio Amedeo II attuarono, spinti dalle necessità del Ducato determinate dal particolare assetto internazionale dell’epoca e aggravate dalla situazione nella quale il Ducato stesso era venuto a trovarsi dopo le appena trascorse gravi vicende politiche interne.
La riforma organica dell’esercito sabaudo si presentò quindi al Duca Carlo Emanuele II come primo compito da assolvere. A quell’epoca vigeva il sistema dei Reggimenti di proprietà dei Comandanti, tutti di nobili origini e di consistenti disponibilità economiche. Tali Reggimenti venivano assoldati al momento delle necessità relative ai conflitti.

Nel Ducato di Savoia – dove, come si è già accennato, si era sempre evitato di far ricorso a truppe straniere mercenarie assunte solo eccezionalmente come ausiliarie, e dove si era fatto divieto ai sudditi di arruolarsi a loro volta al soldo straniero – Emanuele Filiberto, che tale divieto aveva posto, aveva provveduto a instaurare l’obbligo del servizio militare, dicendosi certo che i suoi sudditi sarebbero stati fieri di non servire come mercenari “mais comme en leur cas propre pour la deffense et conservation de leur prince nature! et de leur propre patrie”.
La storia ha quindi inizio nell’anno 1559 con la prima grande riforma militare piemontese iniziata appunto dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia.

Il Duca, infatti, modificò “per gradi gli ordini, e per gradi intese ridare loro la perfezione cui fosse. Principiando neppur sapeva ancora con sicurezza quale dovesse essere”.

Per prima cosa dispose che era “Vietato ai sudditi suoi di militare a soldo straniero” (Duboin, Raccolta…delle leggi….emanate…sino all’8 dicembre dai Sovrani della Real Casa di Savoia). Instaurò l’obbligo del servizio, e “perché fosse universalmente adempiuto, lo rese gradevole con privilegi che concesse ai descritti nei ruoli della milizia”. Costituì, quindi, non un esercito permanente, ma una milizia “solo diversa dalle antiche perché destinata anche alla guerra in campo, e a questa apparecchiata con giusto addestramento e buon ordine di comandanti”. Tale milizia viveva in guarnigioni e prestava servizio agli ordini di Capitani, Castellani o Governatori nominati dal Sovrano, che aveva affidato tutta l’organizzazione ad un certo Giovanni Antonio Levo, detto Sergente Maggiore Generale della fanteria piemontese.

In periodo successivo detta milizia fu divisa in Colonnellati. Il Colonnellato era una Unità militare simile al Reggimento. Il suo ordinamento prevedeva una forza pari a quattro/sei Compagnie – di circa 400 uomini ciascuna -, divise in quattro Centurie, a loro volta suddivise in quattro Squadre. Il personale, non volontario, in tempo di pace, era radunato per Squadre per svolgere addestramento nei villaggi di residenza nei giorni festivi, e nella pienezza di organico, dai Colonnelli almeno due volte l’anno. Si ritiene che con il nome di Colonnello venisse indicato solo il capo territoriale di più Compagnie, il comandate “tattico” di un Reggimento si chiamava invece Maestro di Campo.

La sostituzione del nome di Colonnello a quello di Maestro di Campo è del 1661 in Francia (Daniel, Histoire de la Milice Francoise) ed all’incirca nello stesso periodo in Piemonte, prova ne sia che il Millet de Challes, Comandante del Reggimento Savoia, fu chiamato sia “maestro de champ,” in una patente del 1 settembre 1659, sia Colonnello nel calcolo della paga per la soldatesca nell’anno 1660 (Camussi, Dizionario analitico delle circolari dell’azienda generale della guerra, sotto Savoia).

L’opera del Duca Emanuele Filiberto fu continuata da suo figlio Carlo Emanuele I, il quale mantenne la milizia istituita dal padre chiamandola Milizia Generale e stabilì che non potesse essere impiegata fuori della Provincia di residenza.Contemporaneamente istituì una Milizia Reale di 18.000 uomini, tratta dalla Milizia Generale e “disponibile al Principe dovunque occorresse per far guerra”.

Si ebbe così una specie di Milizia Mobile distinta dalla Milizia Territoriale.

Vittorio Amedeo I, succeduto al padre Carlo Emanuele I, conservò gli ordini militari lasciatigli dal padre. Alla sua prematura morte, successe Francesco Giacinto.
La reggenza di Madama Reale (madre di Vittorio), che gli succedette a causa dell’immatura morte, fu funestata dalle discordie e dalle lotte interne, e si vide “discogliersi” la Milizia, scissa tra le fazioni opposte, che si combattevano.
Ma fu il Duca Carlo Emanuele II, una volta salito al trono, che ripristinò le Milizie ricostituendo la Milizia Reale e la Milizia Generale.

Una sequenza di immagini che racconta un po' la storia dei Granatieri

Inizialmente furono scelti i migliori Comandanti e i migliori gregari e fu fondato il Battaglione di Piemonte, forte di 6.180 uomini, divisi in 12 Reggimenti, di otto Compagnie ciascuno. Detta milizia era chiamata alle armi soltanto per esigenze di guerra.
In tempo di pace occorrendo truppe necessarie per mantenere l’ordine interno e per vigilare e presidiare le fortezze, il Duca stipendiò un certo numero di Reggimenti, della cui “levata” e del relativo “mantenimento” assunsero l’onere alcuni nobili piemontesi o ricchi stranieri, di gradimento del Sovrano.
Stando al Dizionario Analitico di Eugenio Camussi, i primi Reggimenti di Fanteria o Colonnellati che esistevano all’epoca della rivista passata il 30 luglio 1659, erano: Marolles, Servantes, Livorno, Nasino, Gumittieres, Catalano, Lobella, Lullino, San Damiano, Malabaila, Bellino.
La riforma iniziata nel 1659, fu ultimata soltanto nel 1664. Il Reggimento delle Guardie fu “levato” il 18 aprile del 1659.

(testo del Granatiere Generale Ernesto Bonelli)

Spigolatura

Il 18 aprile 1923, 264° anniversario della costituzione del Corpo, i Granatieri festeggiarono l’evento con la “festa del tetto” raggiunto durante la costruzione del nostro Museo. Due compagnie di Granatieri vi salirono sopra e brindarono al compleanno.

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Gli allievi della Scuola Militare “Teulié” giurano fedeltà alla Repubblica Italiana

Milano, 17 aprile 2021 – Cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana per i 52 allievi del corso “BUFFA DI PERRERO III” della scuola militare “Teulié”, ieri mattina nel piazzale 1° Tricolore dell’Istituto, alla presenza del Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino.

L’atto solenne, avvenuto dinanzi la Bandiera dell’Istituto e suggellato con la tradizionale formula del giuramento, pronunciata dal comandante della acuola, colonnello Daniele Pepe, ha sancito l’ingresso a pieno titolo degli allievi nei ranghi dell’Esercito.

Nel rivolgersi ai giovanissimi studenti, il ministro Lorenzo Guerini ha richiamato l’importanza della formazione e dei valori del mondo della Difesa, sottolineando che: “Dalle aule di questo Istituto sono usciti non solo comandanti valorosi, ma uomini di cultura, politici, professionisti, diplomatici, figure diverse ma tutte accomunate da una visione della vita incentrata sul dovere, sul senso della responsabilità e sull’onore. La Teulié ha tutte le potenzialità per garantirvi una formazione che possa costituire la base per il raggiungimento dei più prestigiosi obiettivi personali. Una formazione globale, in cui i valori morali sono le fondamenta su cui realizzare la vostra preparazione culturale, fisica e caratteriale”.

Il generale Pietro Serino, nel corso del suo intervento ha dato il benvenuto ai giurandi nella famiglia dell’Esercito: “Una famiglia della quale farete parte tutta la vita, anche se le vostre scelte vi porteranno a indossare un’altra uniforme, oppure un abito civile. Le amicizie che stringerete tra queste mura, i legami che vi accomuneranno a tutti coloro che hanno frequentato la “Teulié” prima di voi e che la frequenteranno dopo di voi e, soprattutto, i valori che apprenderete qui vi accompagneranno nel vostro percorso umano e professionale, non vi abbandoneranno mai e vi faranno sempre sentire legati all’Esercito”.

Presenti alla cerimonia il vice sindaco di Milano, dott.ssa Anna Scavuzzo,il vice prefetto, dott. Natalino Manno, il vescovo Ausiliare della diocesi di Milano, mons. Erminio De Scalzi, l’assessore allo Sviluppo della Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, dott. Stefano Bolognini, unitamente ad altre autorità civili e militari e a una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dell’Associazione ex allievi della Teulié.

Un ringraziamento particolare alle famiglie degli allievi che, seguendo in streaming la cerimonia, nel pieno rispetto delle disposizioni emanate in materia di contrasto e contenimento dell’epidemia da COVID-19, hanno affidato alla Scuola e all’Esercito le loro figlie e i loro figli.

L’Esercito Italiano, mediante un concorso pubblico bandito annualmente, offre la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi presso i licei militari. È proprio di questi giorni la pubblicazione sul sito dell’Esercito (www.esercito.difesa.it) del bando per l’ammissione di giovani ai licei annessi alle Scuole Militari “Teulié” di Milano e “Nunziatella” di Napoli.

L’Istituto milanese garantisce una vasta e profonda preparazione, particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR, includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisico degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari. La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto.

Negli oltre 200 anni di vita, la Scuola Militare “Teulié” si è confermata un’indiscussa eccellenza nazionale, che ha formato e continua a formare centinaia di giovani che annualmente vanno a integrare i quadri del mondo sia militare sia civile in qualità di uomini di cultura, industriali, diplomatici, politici ma, sempre e comunque, cittadini esemplari.

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Carabinieri, il generale di corpo d’armata Carmelo Burgio visita il comando provinciale di Frosinone

Frosinone, 14 aprile 2021 – Questa mattina, il comandante interregionale Carabinieri “Podgora”, generale di corpo d’armata Carmelo Burgio, ricevuto dal colonnello Alfonso Pannone, ha fatto visita al comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone per porgere il suo personale saluto alle varie componenti dell’Arma provinciale, dell’A.N.C. ed ai delegati CO.BA.R. della rappresentanza militare.

Nel corso dell’incontro il comandante Interregionale, oltre a soffermarsi sull’importante funzione svolta dai Carabinieri nella costante presenza e visibilità sul territorio, ha espresso ai militari il proprio apprezzamento per l’impegno e la dedizione profusi nello svolgimento della loro quotidiana attività istituzionale finalizzata alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, complimentandosi altresì per le capacità professionali, l’alto senso del dovere e l’altruismo, attestati dai concreti risultati operativi conseguiti in termini di attività di contrasto e di prevenzione, anche in questo periodo pandemico. L’alto Ufficiale, inoltre, ha sottolineato a tutti i Carabinieri del Comando Provinciale l’importanza della funzione da loro quotidianamente svolta, specie dalle Stazioni Carabinieri, autentica espressione di prossimità delle Istituzioni al cittadino, espressa attraverso la costante azione di sostegno e vicinanza alla collettività anche e soprattutto nelle piccole comunità.

Dopo un breve e cordiale incontro con il Prefetto di Frosinone dott. Ignazio Portelli, il Presidente del Tribunale di Frosinone dott. Paolo Sordi e con il procuratore capo dott. Antonio Guerriero, il generale ha lasciato il capoluogo ciociaro per far visita ai Comandi Stazione dell’Arma di Arce, Ripi e Ferentino.

Il generale di corpo d’armata Carmelo Burgio ha assunto il comando interregionale “Podgora” di Roma nel gennaio 2021 dopo aver retto l’Interregionale “Culqualber” di Messina, aver ricoperto il ruolo di vice comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri e quello di Ispettore degli Istituti di Specializzazione dell’Arma. Oltre ai Comandi Provinciali di Caserta e Trapani ha altresì comandato il Reggimento Paracadutisti “Tuscania”, una sezione del GIS ed ha svolto numerose missioni all’estero fra cui:

  • la Nato Training Mission-Afghanistan a Kabul per lo sviluppo, la formazione e la consulenza alla polizia nazionale afghana;
  • la MSU in Bosnia ed Iraq per funzioni di peacekeeping ed assistenza umanitaria;
  • la Enduring Freedom a Tampa avviata a seguito dell’attentato dell’11 settembre 2001.
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Oro, argento e bronzo per gli atleti della Marina Militare Italiana ai campionati europei di canottaggio di Varese

Otto Con – SC 2 Vincenzo Abbagnale e SC Cesare Gabbia

Varese, 13 aprile 2021 – La Marina Militare ha conquistato un oro, un argento ed un bronzo ai campionati europei assoluti di canottaggio che si sono svolti, dal 9 all’11 aprile, sulle acque del campo internazionale di Varese-Schiranna. Alla competizione continentale hanno preso parte 629 atleti in rappresentanza di 35 nazioni. Della delegazione azzurra, formata da ben 65 atleti, hanno fatto parte anche i 6 canottieri della Marina Militare Giovanni Abagnale, Cesare Gabbia, Vincenzo Abbagnale, Gabriel Soares, Antonio Vicino e Luca Parlato (riserva). Nel rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del covid 19 i campionati europei si sono svolti a porte chiuse.

Medaglia d’oro per Antonio Vicino sul quadruplo pesi leggeri che si riconferma campione d’Europa per il secondo anno consecutivo nella medesima specialità. Argento e titolo di vice campione europeo per Gabriel Soares nella finale del singolo pesi leggeri maschile.  Finale combattutissima nel quattro senza maschile senior che ha visto Giovanni Abagnale conquistare la medaglia di bronzo.  A bordo dell’otto i due portacolori della Marina Militare Cesare Gabbia e Vincenzo Abbagnale si sono classificati quinti.

Da sempre la Marina Militare incentiva la pratica dello sport e ancor più delle discipline remiere. A dimostrazione di ciò gli atleti della Marina rappresentano una componente fondamentale della nazionale di canottaggio che sceglie anche le strutture della Forza Armata per i suoi allenamenti e per affinare la sua preparazione in vista delle più importanti competizioni nazionali ed internazionali. La Marina consente ai propri atleti quindi di fare dello sport una professione e di rappresentare l’Italia negli appuntamenti sportivi più importanti come i campionati europei, i mondiali e le olimpiadi portando lustro al proprio Paese e alla Forza Armata.

“Siamo orgogliosi degli importanti risultati sportivi raggiunti dagli atleti della Marina Militare a livello europeo – ha dichiarato l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo ufficio affari generali della Marina Militare – Le medaglie che hanno conquistato, oltre a contribuire a confermare il peso dell’Italia negli sport remieri, valgono ancora di più se si pensa alle difficoltà che i canottieri hanno dovuto affrontare in questo ultimo anno caratterizzato dall’emergenza pandemica. Oltre a mostrare la grinta e la determinazione di sempre hanno dovuto osservare una particolare attenzione al rispetto delle disposizioni anti covid. Siamo sicuri che i nostri atleti saranno protagonisti di grandi risultati anche in occasione della terza prova di Coppa del Mondo di canottaggio che si svolgerà a Sabaudia, presso il Centro Sportivo Remiero della Marina Militare il prossimo mese di giugno”.

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Formula 1, le Frecce Tricolori il 18 aprile volano sul Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna 2021

Imola, 13 aprile 2021 – Domenica 18 aprile Le Frecce Tricolori sorvoleranno la griglia di partenza dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola in occasione del Formula 1 Pirelli Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna 2021, rinnova il connubio tra il mondo dei motori della Formula 1 e l’Aeronautica Militare, durante la prima tappa europea del campionato mondiale di Formula 1.

I velivoli MB339PAN della Pattuglia Acrobatica Nazionale stenderanno il verde, il bianco e il rosso della Bandiera italiana sul circuito automobilistico emiliano-romagnolo.

Stendere il Tricolore sul Gran Premio del Made in Italy per noi è motivo di forte orgoglio” ha commentato il Ten.Col. Gaetano Farina, Comandante delle Frecce Tricolori. “Da sessant’anni siamo fieri di essere un simbolo dell’Italia intera rappresentando le capacità, la tecnologia e i valori dell’Aeronautica Militare e di tutto il Sistema Paese.”

“Da sindaco di Imola sono orgoglioso che nel loro 60.o anniversario le Frecce Tricolori, che rappresentano in tutto il mondo l’emblema del Made in Italy, effettuino il sorvolo della griglia di partenza, per il Gran Premio di F.1, a testimoniare il valore delle eccellenze italiane e come simbolo di ripartenza” sottolinea il primo cittadino, Marco Panieri.

Le Frecce Tricolori tornano dopo più di 40 anni nei cieli di Imola: era il 14 settembre del 1980 quando i velivoli G91 della Pattuglia Acrobatica Nazionale si esibivano con il loro programma acrobatico sopra il circuito di Imola in occasione del primo ed unico GP d’Italia valido per il campionato mondiale a non disputarsi a Monza.

Aeronautica Militare e scuderie Formula 1, due realtà che hanno come comune denominatore la tecnologia: sviluppo di motori ad alte prestazioni, aerodinamica, elettronica ed innovazione sempre proiettati verso il futuro e alla ricerca di nuove soluzioni per ottimizzare le prestazioni ed essere sempre più competitivi nel proprio settore. Tutto accomunato da velocità e adrenalina, sensazioni che i piloti delle monoposto ed i piloti militari provano ai comandi dei propri mezzi, e da un fortissimo spirito di squadra dove professionalità ed eccellenze lavorano insieme con l’unico scopo di raggiungere i propri obiettivi. 

Frecce Tricolori e Cavallino Rampante: un legame lungo 60 anni.

Sul finire degli anni ’20 sull’aeroporto di Campoformido (UD), situato pochi kilometri ad est della base di Rivolto, i primi pionieri del volo acrobatico dimostrarono come l’acrobazia aerea costituisse l’essenza stessa della caccia militare ed il suo esercizio fosse in grado di migliorare le prestazioni nel combattimento aereo. Da lì prese vita una tradizione di acrobazia aerea collettiva che culminò con le formazioni acrobatiche collettive degli anni ’50 individuate a turnazione annuale presso i Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare: Lancieri Neri, Diavoli Rossi, Tigri Bianche, Getti Tonanti e Cavallino Rampante.

Proprio da quest’ultima, pattuglia di riserva nel 1960 e successiva titolare nel 1961, venne individuato il nucleo di piloti che andarono a costituire un gruppo che stabilmente si occupasse di acrobazia aerea collettiva e che rappresentasse in tutti gli eventi, in patria ed all’estero, l’Aeronautica Militare e tutta l’Italia.

Il 1° marzo 1961 giunsero a Rivolto, provenienti dalla 4^ Aerobrigata di Grosseto (oggi 4° Stormo, base della Difesa Aerea nazionale su velivolo Eurofighter) i primi 6 velivoli F-86E “Sabre” con la livrea della pattuglia del “Cavallino Rampante” che recava l’emblema dell’Asso Francesco Baracca, simbolo ceduto dalla contessa Paolina, madre di Baracca, direttamente a Enzo Ferrari per la casa automobilistica di Maranello.

In ricordo ed in onore di quel “Cavallino Rampante” le Frecce Tricolori acquisirono come nominativo radio l’appellativo di Pony. Ogni pilota delle Frecce Tricolori corrisponde ad un Pony. Da Pony 0 che è il Comandante passando per Pony 1 che è il Capo Formazione arrivando fino a Pony 10 che è il solista.

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Esercito Italiano: indetto il bando di concorso per 4000 VFP1 anno 2021

VFP1

L’Aquila, 09 aprile 2021 – Il bando di concorso per il reclutamento di volontari in ferma prefissata di un anno nell’Esercito Italiano (VFP1) è stato pubblicato su Gazzetta Ufficiale IV Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 27 del 6 aprile 2921.

Per il nuovo concorso VFP1 sono disponibili 4000 posti così suddivisi:
a) 1° blocco, 2.000 posti di cui:

  • 1.907 per incarico principale che sarà assegnato/a dalla Forza Armata;
  • 20 per incarico principale “Elettricista Infrastrutturale” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 20 per incarico principale “Idraulico Infrastrutturale” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1)
  • 20 per incarico principale “Muratore” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 20 per incarico principale “Falegname” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 10 per incarico principale “Fabbro” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 3 per incarico principale “Meccanico di mezzi e piattaforme” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1).

La domanda di partecipazione può essere presentata dal 9 aprile 2021 all’8 maggio 2021, per i nati dall’8 maggio 1996 all’8 maggio 2003, estremi compresi;

b) 2° blocco, 2.000 posti di cui:

  • 1.907 per incarico principale che sarà assegnato/a dalla Forza Armata;
  • 20 per incarico principale “Elettricista Infrastrutturale” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 20 per incarico principale “Idraulico Infrastrutturale” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 20 per incarico principale “Muratore” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 20 per incarico principale “Falegname” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 10 per incarico principale “Fabbro” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);
  • 3 per incarico principale “Meccanico di mezzi e piattaforme” (al termine della fase basica di formazione prevista per i VFP 1);

La domanda di partecipazione può essere presentata dal 1° giugno 2021 al 30 giugno 2021, per i nati dal 30 giugno 1996 al 30 giugno 2003, estremi compresi.

REQUISITI GENERALI

  • Cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • età compresa tra i 18 e i 25 anni;
  • assenza di condanne per delitti non colposi e di procedimenti penali in atto per delitti non colposi;
  • non essere stati destituiti, dispensati o dichiarati decaduti dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione, o licenziati dallo stesso a seguito di procedimento disciplinare, o prosciolti, d’autorità o d’ufficio, da precedente arruolamento nelle Forze armate o di Polizia, eccetto che per inidoneità psico fisica;
  • possesso di licenza media (diploma di istruzione secondaria di primo grado, ex scuola media inferiore);
  • non essere stati sottoposti a misure di prevenzione;
  • aver tenuto condotta incensurabile;
  • non aver tenuto comportamenti nei confronti delle istituzioni democratiche che non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà alla Costituzione repubblicana e alle ragioni di sicurezza dello Stato;
  •  idoneità psico fisica;
  • esito negativo agli accertamenti diagnostici per l’abuso di alcool o sostanze stupefacenti o psicotrope ad uso non terapeutico;
  • non essere in servizio quali volontari nelle Forze Armate.

ULTERIORI INFORMAZIONI
COMANDO MILITARE ESERCITO “ABRUZZO MOLISE”
Ufficio Reclutamento e Comunicazione
Sezione PI/PR
tel. 0862/25345, 0862/412552 int. 0211 – sotrin 1452211
Ten. Col. Valeriano COSTANTINI
C.le Magg. Ca. Sc. Q. S. Fabio CARETTA
infoconcorsi@cmeaq.esercito.difesa.it

fabio.caretta@esercito.difesa.it


Afghanistan, 300 ore di volo per l’elicottero Mangusta che termina il suo ciclo operativo

Herat, 8 aprile 2021 – E’ terminato il ciclo operativo per l’elicottero A129 Mangusta in teatro afgano, ed è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare. I tecnici della manutenzione del Task Group Fenice di TAAC-W hanno portato a termine con successo la delicata operazione di avvicendamento di un A129 “Mangusta” che, al termine del suo ciclo operativo, pari a circa 300 ore volate in Teatro afgano, è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare.

Al suo posto, dallo stesso aereo, è stato sbarcato un nuovo A129 proveniente dal 3° reggimento di Sostegno Aviazione dell’Esercito “Aquila”, che rappresenta il Polo Tecnico Logistico (P.T.L) di riferimento per la componente A129.

Nei prossimi giorni, i tecnici della manutenzione del TG Fenice saranno assiduamente impegnati nel ricondizionamento dell’elicottero appena giunto in Teatro.

Un’operazione di estrema precisione che prevede il riassemblaggio dei numerosi componenti che erano stati precedentemente smontati per permettere all’elicottero di raggiungere le sue dimensioni minime al fine di permettere il caricamento a bordo dell’aereo.

Al termine di questo delicato ricondizionamento, verrà condotto un apposito volo di collaudo, che sancirà l’operatività dell’aeromobile e con essa il ripristino della piena efficienza della flotta in Teatro.

L’intera operazione di avvicendamento tra i due elicotteri si è resa possibile grazie all’ottima cooperazione tra i tecnici del TG Fenice e il personale della JATF dell’Aeronautica Militare, la cui collaborazione, avviata già diversi giorni prima rispetto al caricamento, è stata fondamentale per la corretta gestione logistica e documentale dell’intero processo, nonché per la movimentazione di tutti i materiali coinvolti.

Tale sinergia ha così permesso lo svolgimento dell’intera operazione di sostituzione elicotteri in maniera rapida, sicura e nel rispetto delle normative legate all’emergenza Covid-19.

L’A129 rappresenta un assetto fondamentale di TAAC-W HQ come misura di Force Protection, in grado di contribuire alla sicurezza del contingente, ed è costantemente impiegato sia come scorta all’NH90 durante le missioni di evacuazione medica di personale ferito (MED-EVAC) sia nelle complesse operazioni di ricerca e salvataggio di personale isolato (Personnel Recovery) a favore delle forze della coalizione.

Il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) è, nell’ambito della missione Resolute Support della NATO, un’unità multinazionale a guida italiana, su base Brigata Paracadutisti Folgore al comando del generale di brigata Beniamino Vergori e opera con l’obiettivo di contribuire alla formazione, assistenza e consulenza a favore delle forze di sicurezza afgane nella regione occidentale del Paese.

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Aeronautica, volo sanitario a Pasqua per trasportare una donna in pericolo di vita da Cagliari a Verona

Cagliari, 5 aprile 2021 – Una donna di 25 anni in imminente pericolo di vita, è stata trasportata nella tarda serata di Pasqua con un velivolo Falcon 900 del 31° stormo dell’’Aeronautica Militare.

Il volo sanitario è stato attivato, su richiesta della Prefettura di Cagliari, dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che si occupa, tra l’altro, del coordinamento di questo genere di attività a favore della popolazione civile su tutto il territorio nazionale.

Il Falcon 900, uno degli assetti che l’Aeronautica Militare tiene in prontezza ogni giorno e a qualunque ora per i trasporti sanitari urgenti, anche nei giorni di festività come quella di ieri, è decollato dall’aeroporto di Ciampino per imbarcare la paziente a Cagliari. Ripartito dal capoluogo della Regione Sardegna, l’aereo da trasporto militare è atterrato nella tarda serata all’aeroporto di Verona. 

Attraverso i suoi Reparti di Volo, l’Aeronautica Militare mette a disposizione mezzi ed equipaggi pronti a decollare in qualunque momento e in grado di operare in qualsiasi condizione meteorologica per assicurare il trasporto urgente non solo di persone in imminente pericolo di vita, come accaduto oggi, ma anche di organi ed equipe mediche per trapianti. Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate per questo genere di interventi dagli aerei del 31° stormo di Ciampino, del 14° stormo di Pratica di Mare e della 46^ brigata Aerea di Pisa.

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