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Marina Militare, consegna dei brevetti di palombaro il 21 febbraio al COMSUBIN, Chiara Giamundo la prima donna a riceverlo

Corso Ordinario PA (5)

La Spezia, 18 febbraio 2020 – Il 21 febbraio 2020 si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da palombaro agli allievi del corso ordinario 2019 alle ore 12.30, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia. La consegna avverrà alla presenza del capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, e di autorità politiche e militari.

Numerosi sono stati i giovani selezionati per affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), e ciò ha permesso al Gruppo Scuole di brevettare 15 operatori che hanno ricevuto l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie per essere impiegati in ogni operazione subacquea complessa ed intervenire su qualsiasi ordigno esplosivo rinvenuto in un contesto marittimo. 

Lavori subacquei

Durante la cerimonia verrà consegnato dal sindaco del Comune di Porto Venere, sig. Matteo Cozzani, il premio Donna edizione speciale al comune di 2^ classe Chiara Giamundo, la prima donna che ha conseguito il brevetto militare da Palombaro, evento che è accaduto, tra l’altro, nel 170° anniversario dalla fondazione della prima Scuola Palombari.

Si può diventare un Palombaro della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando ad un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola Subacquei del COMSUBIN. 

Per maggiori informazioni basta consultare il sito www.marina.difesa.it alla sezione “Concorsi”. 

Chi sono i palombari? Qual è la loro funzione?

La categoria Palombari vanta 170 anni di storia, un’avventura nata il 24 luglio 1849 quando venne istituita a Genova la prima scuola Palombari voluta per formare un piccolo nucleo di persone che avesse la capacità di raggiungere i 10 metri di profondità, allo scopo di recuperare ciò che si fosse perso in mare. Il 10 novembre 1910, quando la scuola venne trasferita nell’attuale sede del Varignano, i Palombari raggiungevano già i 61 metri di profondità ed avevano le capacità di condurre sia lavori subacquei, sia la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in acqua.

Immersioni in saturazione

Con questa storia ultra centenaria alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito della Difesa nazionale nel contesto delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale.  Sono stati migliaia sia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici, sia i trattamenti di ossigeno terapia iperbarica effettuati a favore di pazienti civili.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formati esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Palombaro in tenuta Operativa

C° 1^ cl. PA/Smz Fabio Masuzzo mentre indossa la tradizionale divisa operativa di rappresentanza della categoria Palombari della Marina Militare.

Il Gruppo Operativo Subacquei rappresenta un punto di forza, nonché elemento di orgoglio per la Marina Militare, infatti grazie alle sue capacità ed alla stretta collaborazione esistente con i diversi Dicasteri ed Agenzie dello Stato, il GOS viene impiegato in Antartide per coordinare tutte le immersioni che vengono effettuate nell’ambito delle spedizioni italiane organizzate dall’Enea, nelle attività di ricerca e tutela dei beni archeologici subacquei oppure a supporto del Ministero dello Sviluppo Economico per quanto riguarda le attività ispettiva di controllo agli impianti e strutture subacquee delle attività di estrazione idrocarburi off-shore.

I Palombari sono spesso chiamati ad operare in complesse operazioni subacquee di Protezione Civile, peculiarità che rende tale componente della Marina un vero e proprio strumento dual use al servizio della collettività.

Nell’ultimo decennio i Palombari di Comsubin sono stati coinvolti nelle operazioni subacquee conseguenti:

    • al naufragio della nave passeggeri Costa Concordia (2012);
    • al crollo della torre piloti del porto di Genova (2013);
    • ai naufragi più drammatici accaduti negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo: Lampedusa (ottobre 2013) e Mediterraneo Centrale (aprile 2015). In particolare, quest’ultima operazione ha visto Comsubin impegnato nella ricerca e recupero delle salme a 370 metri di profondità ed il coordinamento di tutte le attività tese al recupero dal fondo dell’intero relitto (2015-2016). Per questa operazione è stata attribuita alla Marina Militare la Medaglia d’Oro al Merito Civile;
    • all’incidente occorso all’Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare, impattato nelle acque di Terracina nel settembre del 2017.

Solo lo scorso anno, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei hanno condotto un infinità di operazioni subacquee a favore della collettività che hanno permesso di:

  • ripristinare le condizioni di sicurezza di 145 località italiane effettuando 252 interventi di bonifica d’urgenza, che hanno consentito di rimuovere, attraverso 4.233 ore d’immersione, un totale di 71.970 ordigni esplosivi da nostri mari, laghi e fiumi;
  • riattivare il Porto Nuovo dell’isola di Pantelleria (TP), attraverso un innovativa procedura d’intervento, distruggendo un masso ciclopico di 146 tonnellate che, dal 2012, impediva l’attracco dei traghetti e quindi la continuità territoriale con la Sicilia;
  • effettuare un immersione, con la tecnica della saturazione, a favore della Soprintendenza della Liguria su di un relitto francese affondato nel 1795 durante la battaglia di Capo Noli (SV) dall’allora Comandante Horatio Nelson. In particolare, quest’ultima operazione oltre ad essere stata un importante momento addestrativo teso a mantenere le capacità di intervento il alto fondale, ha segnato un primato mondiale in quanto ha rappresentato il primo scavo archeologico subacqueo effettuato con la tecnica della saturazione.

Quale la missione dei palombari del Gruppo Operativo Subacquei

I Palombari del Gruppo Operativo Subacquei, posto alle dipendenze del Comando Subacquei ed Incursori, hanno acquisito la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei e fino a 300 metri con l’uomo. Le missioni assegnate dal Paese al GOS sono le seguenti:

  • condurre qualsiasi genere di operazione subacquea tesa alla ricerca, recupero ed intervento lavorativo fino ai massimi fondali consentiti dalle numerose apparecchiature subacquee a disposizione (impianti integrati per immersioni profonde, scafandri rigidi articolati, minisommergibili, robot filoguidati ad altissima tecnologia e qualsiasi gamma di autorespiratore);
  • soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà attraverso le apparecchiature speciali imbarcate sulle Navi alle dipendenze di Comsubin o mediante il Nucleo SPAG (Submarine Parachute Assistance Group) trasportato nelle are del sinistro con elicotteri o aerei militari.
  • effettuare la bonifica degli ordigni esplosivi di qualsiasi natura, convenzionali od improvvisati E.O.D./I.E.D.D. (Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal), che vengano rinvenuti in contesto marittimo cioè sottacqua, a bordo delle Unità Navali e nelle relative infrastrutture portuali.

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Frosinone, inizia il rischieramento degli elicotteri RH-206C dell’Esercito presso il 72° stormo

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Frosinone, 15 febbraio 2020 – E’ iniziata la fase operativa dell’accordo firmato lo scorso 29 novembre tra il Comando delle Scuole dell’AM/3ª regione aerea ed il Comando Aviazione dell’Esercito (AVES). I primi due elicotteri RH-206C dell’AVES sono atterrati martedì 11 febbraio presso l’aeroporto militare “Girolamo Moscardini” di Frosinone, velivoli con i quali i piloti istruttori dell’Aeronautica Militare, responsabile del rilascio del Brevetto Militare di Pilota di Elicottero, e gli istruttori di specialità dell’AVES opereranno congiuntamente per addestrare undici nuovi piloti dell’Esercito.

Il completamento del rischieramento avverrà nel mese di marzo, quando la componente dell’Esercito presso il 72° Stormo sarà composta da un’aliquota di dodici militari tra tecnici, specialisti ed istruttori di specialità e quattro elicotteri.

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La sinergia tra le due Forze Armate permetterà di ottimizzare le capacità e le tempistiche necessarie per il conseguimento del Brevetto Militare di Pilota di Elicottero (BMPE) a favore dei frequentatori dell’AVES che già hanno completato le lezioni teoriche propedeutiche all’addestramento in volo presso la Scuola elicotteri di Frosinone.

72 stormo Il 72° Stormo, unica scuola nel settore dell’ala rotante in Italia, è il Reparto dipendente dal Comando Scuole Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, che forma i piloti di elicottero dell’Arma Azzurra, delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, nonché frequentatori stranieri. La sinergia collaborativa sviluppata nel campo dell’addestramento presso la Scuola elicotteri di Frosinone, si inserisce tra le linee programmatiche della Difesa nell’ottica di un continuo miglioramento della formazione e di una contestuale ottimizzazione delle risorse.

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Avvicendamento del comandante tecnico dell’Esercito, il generale Angelo Gervasio subentra al generale Paolo Giovannini

un momento della cerimonia

Montelibretti, 15 febbraio 2020 – Cerimonia di avvicendamento per l’incarico di comandante tecnico tra il tenente generale Paolo Giovannini, cedente, e il maggiore generale Angelo Gervasio, subentrante, si è svolta ieri presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito di Montelibretti (Roma), presieduta dal comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Nel suo discorso il generale Figliuolo ha espresso gratitudine al generale Giovannini, capo del corpo degli ingegneri dell’Esercito e prossimo direttore degli armamenti terrestri, rimarcando le altissime qualità morali che, accompagnate alla competenza tecnica e alla forte volontà realizzatrice, hanno caratterizzato il suo operato durante tutto il mandato.

Numerosi sono stati i frutti dell’intenso lavoro svolto dal generale Giovannini in qualità di comandante tecnico, tra cui il coordinamento delle attività di ripristino e di reintroduzione in servizio  dell’obice 105/14, lo sviluppo di un software in grado di fornire in tempo reale la fattibilità logistica di una missione operativa, la stipula di accordi di collaborazione scientifica con l’Università “Sapienza” di Roma e il contributo per l’implementazione dei nuovi orientamenti di Forza Armata nell’ambito dei controlli di efficienza del munizionamento dell’Esercito.

Il comandante logistico ha poi rivolto gli auguri per il nuovo incarico al generale Gervasio che ha appena lasciato la direzione del Polo di Mantenimento dei Mezzi di Telecomunicazione, Elettronici e Optoelettronici (POLMANTEO) di Roma.

Alla cerimonia sono intervenuti i comandanti intermedi del Comando Logistico dell’Esercito insieme ad alcune autorità civili e militari e rappresentanti dell’Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell’Esercito e dell’Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito.

Il comando tecnico è comando intermedio dell’area logistica, con alle dipendenze gli enti esecutivi dello specifico settore deputati alla sperimentazione e valutazione tecnica ai fini dell’idoneità all’impiego di tutti i mezzi, materiali, sistemi d’arma, equipaggiamenti della Forza Armata, nonché su problematiche connesse con le attività nel settore nucleare, biologico e chimico.

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L’impegno delle Forze Armate per il rientro dei connazionali dalla Cina

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Roma, 13 febbraio 2020 – In stretto coordinamento con la protezione civile e con gli altri dicasteri per il tramite del COI sono stati  organizzati nei giorni scorsi i voli dedicati al rientro dei cittadini italiani bloccati a Wuhan, la città cinese maggiormente colpita dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus. A bordo dei velivoli militari è stato impiegato personale medico, infermieri e adeguato equipaggiamento sanitario per fronteggiare possibili casi di infezione e per garantire un trasporto sicuro.

Il primo volo, avvenuto il 2 febbraio  scorso con un KC767A in dotazione al 14º Stormo dell’Aeronautica Militare, ha riportato in patria i primi 56 italiani che si trovavano nella citta di Wuhan. Una volta giunti in Italia, dopo i primi screening medici da parte del team sanitario, composto da medici e infermieri dell’Aeronautica Militare e personale specializzato dell’ospedale Spallanzani, sono stati trasportati e sottoposti ad un periodo di osservazione presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito presso la città militare della Cecchignola.

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Il 9 febbraio scorso, sempre un KC767A dell’Aeronautica Militare è decollato da Brize Norton (Inghilterra) con otto italiani, rientrati da Wuhan (CINA), ed è poi atterrato a Pratica di Mare. I connazionali, dopo i primi controlli medici, sono stati trasportati con mezzo militare presso l’ospedale militare del Celio, dove trascorreranno un periodo di sorveglianza sanitaria a cura del personale medico dell’Esercito, come previsto da protocollo sanitario.

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Al momento  è pianificato il prossimo rientro di un ulteriore connazionale dalla Cina su di un velivolo KC-767A dell’Aeronautica Militare, allestito per garantire il trasporto in bio-contenimento con a bordo personale sanitario specializzato, medici e infermieri dell’Esercito e dell’Aeronautica, coordinati da un team dell’ospedale Spallanzani.

Esercito ha predisposto i seguenti allestimenti

Presso il Centro Olimpico Sportivo dell’Esercito:

  • 18 camere Singole
  • 4 camere doppie
  • 5 camere triple
  • 3 camere quintuple per i connazionali rimpatriati;
  • 1 presidio sanitario composto da 1 ufficiale medico, 2 sottufficiali infermieri e 1 operatore sanitario

Presso l’ospedale militare del Celio:  

  • 1 camera singola
  • 2 camere doppie
  • 1 camera tripla
  • 1 presidio sanitario composto da 1 ufficiale medico, 2 sottufficiali infermieri e 1 operatore sanitario

Due ambulanze, messe a disposizione dall’esercito, sono sempre presenti presso le due strutture militari.

Vengono inoltre assicurati i servizi essenziali quali catering anche per intolleranti, servizio di sanificazione, lavatrici ed asciugatrici oltre a tutto il materiale per l’igiene personale.

“Il mio ringraziamento va agli uomini e alle donne delle Forze Armate che senza alcun risparmio, notte e giorno, hanno operato al servizio dei connazionali rientrati e che stanno ancora rientrando dalla Cina in una situazione di emergenza sanitaria a livello mondiale. In particolare ho apprezzato la collaborazione con altre articolazioni dello stato, con cui sono state condotte le operazioni di trasporto aereo, comprese le necessarie predisposizioni di assistenza attuate in volo sul KC767 dell’Aeronautica Militare e in Italia presso le strutture della Cecchignola e del Policlinico Celio dell’Esercito”,  ha affermato il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. 

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Esercito, ora al policlinico militare Celio esami diagnostici anche per la cittadinanza

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Roma, 13 febbraio 2020 – Si amplia la collaborazione tra il policlinico militare di Roma “Celio” e l’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata. L’intesa, che prevede per gli utenti la fruizione di esami radiologici con apparecchiature di ultima generazione, ha già consentito, dopo le prime tre settimane di attività, di supportare il Sistema Sanitario Regionale con 107 esami svolti a favore dei pazienti. In particolare sono stati effettuati 41 esami di mammografia, 24 di tomografia computerizzata e 42 di risonanze magnetiche nucleari.

La collaborazione viene effettuata nella fascia oraria pomeridiana dal lunedì al venerdì consentendo così di ampliare gli slots dedicati alle prestazioni erogate in regime ordinario.

Il servizio reso dall’unità di diagnostica del Policlinico Militare di Roma si aggiunge all’accordo in essere relativo ai 40 posti letto resi disponibili al Sistema Sanitario Regionale (nelle branche chirurgiche e mediche). L’intento, infatti, è quello di ridurre le liste di attesa relative alla diagnostica per immagini per i cittadini della città di Roma.

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Oltre 800 volontari del 17° rgt “Acqui” hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana

 

Capua (CE), 08 febbraio 2020 – Oltre 800 volontari in ferma prefissata di un anno (VFP-1) dell’Esercito Italiano, appartenenti al 3° blocco del 2019, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana ieri mattina sul piazzale d’onore della Caserma “Oreste Salomone”, sede del Comando Divisione “Acqui” e del 17° reggimento Addestramento Volontari (RAV) “Acqui”

Alla cerimonia, presieduta dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, hanno preso parte numerose autorità militari, civili e religiose, tra cui il vice prefetto di Caserta, dott. Michele Lastella, il sindaco di Capua, arch. Luca Branco ed il vescovo di Capua, monsignor Salvatore Visco. Presenti alla cerimonia anche il comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, i gonfaloni di Bellona (CE) e Mignano Monte Lungo (CE), i labari ed i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma del territorio, oltre alle migliaia di parenti ed amici giunti a Capua da ogni parte d’Italia per condividere, con i giovani Volontari, la solennità di questo giorno indelebile per ogni soldato.

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«Quella che oggi vi apprestate a sostenere, è una promessa solenne», ha ricordato il comandante del 17° RAV, colonnello Giuseppe Zizzari, «che vi impegna di fronte agli altri, ma soprattutto di fronte a voi stessi. Una promessa fatta sul proprio onore! Con la vostra promessa vi impegnate ad essere cittadini esemplari, perché oggi, ancora di più, il nostro paese ha la voglia e la speranza di credere in una gioventù pulita, integra e animata da nobili sentimenti». Così, al cospetto della gloriosissima Bandiera di Guerra del Reggimento, gli uomini e le donne del 3° blocco 2019 hanno suggellato l’atto solenne di giuramento con la tradizionale formula del “Lo giuro!”, cantando all’unisono l’Inno di Mameli, eseguito dalla Fanfara della Brigata Garibaldi.

Il generale Farina, rivolgendosi ai giurandi, ha sottolineato l’importanza dei valori cardine dell’Esercito nella vita di ogni militare, tra cui il dovere, la fedeltà, la disciplina, l’onore, l’esempio e la lealtà, ma primo su tutti il giuramento, la cui formula, pronunciata in modo solenne, contiene tutti i principi e i valori dell’individuo che diventa Soldato, rappresentando il suo Paese e la sua Bandiera ed impegnando tutte le sue energie in difesa della Patria.

CAPUA7Nelle parole rivolte ai militari, il generale Farina ha evidenziato il loro ingresso pieno ed ufficiale nella famiglia dell’Esercito, una famiglia con una storia secolare e tradizioni patriottiche, impegnata in Italia e all’Estero per assolvere i compiti a cui è chiamata.

Il capo di SME ha ricordato inoltre che l’Esercito, è oggi un’istituzione efficiente e pronta, composta da uomini e donne capaci e proiettata verso una urgente innovazione tecnologica, che opera costantemente per la difesa e la sicurezza interna ed esterna dell’Italia alla quale ogni componente deve essere fiero di appartenere.

Gli 848 giovani soldati hanno gridato all’unisono «Presente!» nel ricordo dei 7 militari che hanno iniziato il loro percorso nei ranghi dell’Esercito Italiano, proprio nella Caserma “O. Salomone”, caduti nell’adempimento del dovere, nelle missioni internazionali; così i VFP-1 del 3° blocco 2019 hanno commemorato ed impresso nella loro memoria i nomi di chi, prima di loro, ha promesso solennemente fedeltà per servire il nostro Paese fino al sacrificio massimo.

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A premessa della cerimonia, ha assunto particolare rilevanza la consegna ai giovani volontari del diario “Io sono un Soldato”. Questa pubblicazione nasce come riferimento per guidare nella crescita professionale ogni militare, aiutandolo a riflettere sull’importanza della tutela e della salvaguardia dei Valori fondanti dell’Esercito e sulla responsabilità di cui ognuno di loro è rivestito verso la Comunità militare a cui appartiene e verso tutta la collettività. In tale occasione, i Comandanti e gli Istruttori, primi formatori dei VFP-1 dell’Esercito Italiano, hanno distribuito alle nuove generazioni di soldati questo diario, simbolo di valori e di identità militari.

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Soave ricorda i caduti della campagna di Russia con una cerimonia

Soave (VR), 01 febbraio 2020 – La battaglia di Nikolajewka, una delle pagine più dolorose, ma anche più eroiche della storia, è stata ricordata oggi con una cerimonia per commemorare il 77° anniversario di tanti giovani che in condizioni estreme, il 26 gennaio 1943, dopo il crollo del fronte italiano sul fiume Don, riuscirono eroicamente a rompere l’accerchiamento dell’esercito sovietico e a ritirarsi, uscendo dalla morsa dell’Armata Rossa.

2. Un momento della cerimonia all'Isola della MemoriaDavanti al monumento nazionale dedicato ai caduti di tutte le patrie nella campagna di Russia, numerose autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche e d’arma, la sezione ANA di Verona, le delegazioni estere e circa un centinaio di studenti provenienti dagli Istituti scolastici di Soave e San Bonifacio hanno ricordato, commossi, gli oltre 40mila caduti che, nel gennaio di 77 anni fa, combatterono valorosamente nei pressi dell’allora città russa di Nikolajewka, oggi Livenka, ai confini con l’Ucraina.

1. Sfilata per le vie della città di Soave

La cerimonia ha avuto inizio con una sfilata, partita dal Municipio di Soave e con la deposizione di una corona all’Isola della Memoria, proseguendo poi con la resa degli onori ai caduti di Germania, Italia, Romania, Russia e Ungheria, nazioni coinvolte in quella cruenta battaglia. A sugellare il toccante momento, la cerimonia dell’Alza Bandiera con il sottofondo dei 5 inni nazionali e l’accensione della Lampada Votiva ai piedi del Monumento che riproduce il sottopasso ferroviario di Nikolajewka, teatro dell’eccidio e punto d’inizio della storica ritirata.

I partecipanti si sono poi ritrovati all’auditorium della Cantina Rocca Sveva di Soave per leggere alcuni passi delle testimonianze di chi quella guerra l’ha vissuta davvero.

6. Gli studenti leggono alcuni passi delle testimonianze dei reduci

Dopo i saluti iniziali del senatore Gastone Savio, fra i promotori del pellegrinaggio, del sindaco di Soave Gaetano Tebaldi, del vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto Massimo Giorgetti, del governatore distrettuale 2060 del Rotary Stefano Campanella e del presidente di Assoarma di Verona Roberto Pellegrini, è stata la volta degli studenti dell’ISISS Dal CERO e del Liceo GUARINI di San Bonifacio che hanno letto alcuni passi delle straordinarie testimonianze dei reduci di quella sanguinosa guerra: “…Eravamo allo sbaraglio, senza vestiti, senza mangiare, con 45-47 gradi sotto lo zero. Nevicava, quanta neve, sotto ogni mucchio c’era un morto…tutti i giorni moriva qualcuno…”. Ed ancora: “…Nel lungo viaggio verso casa, ci fu anche chi fu costretto a rubare ai morti stivali e indumenti: i nostri non bastavano a respingere il freddo della steppa…”.

8. Il Generale TOTA e gli studenti intonano il Canto degli Italiani

In una sala gremita, avvolta da un surreale e rispettoso silenzio, infine, le toccanti parole del generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto che si è rivolto ai proprio ai giovani studenti, esortandoli a studiare la storia, a difendere le nostre tradizioni e a cantare il nostro Inno: “Mameli aveva 20 anni quando compose i versi del Canto degli Italiani, ha sottolineato commosso il generale Tota, e morì poco dopo difendendo la repubblica romana, sono stati i giovani a volere fortemente l’unità d’Italia. Cantare l’inno non è, e non deve essere una moda, ma è sentirsi insieme figli nonni, padri, madri, è sentirsi una sola cosa perché rappresenta la nostra identità nazionale nella quale sono racchiuse tutte le nostre tradizioni. La nostra Patria, rappresenta una sintesi meravigliosa di unità. Vi auguro di avere coscienza di quei valori che vale la pena difendere. Vale certamente la pena battersi per un amico, perché l’amicizia è dovere di responsabilità, vale certamente la pena difendere e battersi per un’idea. Siate custodi di questi valori”.

Il generale Tota, con un inaspettato fuori programma, ha quindi invitato sul palco i giovani studenti intonando insieme a loro il Canto degli Italiani, cantato a gran voce e con un’emozione quasi palpabile da tutti i partecipanti alla manifestazione.

7. La consegna degli attestati ai reduci Ambrosi e Pippa

Piena di commozione, infine, anche la consegna degli attestati di riconoscenza e benemerenza concessi dall’amministrazione comunale ai due reduci testimoni viventi di quei drammatici episodi della nostra storia: Marino Ambrosi e Giuseppe Pippa, rispettivamente classe 1920 e 1922, che hanno voluto fortemente presenziare all’intera cerimonia. A Marino Ambrosi, che proprio domenica, 2 febbraio compie 100 anni, vanno i migliori auguri di buon compleanno!

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Fonte e immagini: Forze Operative Terrestri di Supporto
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