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Roma, basilica di San Giovanni, ordinazione di tre nuovi cappellani militari

Conoscere, amare e condurre per essere una cosa sola con il Padre: don Luigi, don Valerio e don Giuseppe sono presbiteri della Chiesa di Dio

Roma, 17 maggio 2022 – (di Christian Massaro) La Chiesa Militare, nei primi vespri della IV domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, ha accolto come presbiteri don Luigi Benemerito, don Valerio Carluccio e don Giuseppe Massaro, giovani che, attratti dall’amore del Signore, hanno deciso di seguirlo per diventare suoi annunciatori dedicandosi in particolare agli uomini e alle donne con le stellette. La celebrazione è stata presieduta dall’Ordinario Militare, mons. Santo Marcianò e concelebrata da mons. Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma e da un centinaio di sacerdoti, cappellani militari e amici dei tre eletti. Ha assistito alla messa mons. Luca Brandolini, vicario dell’arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano che ha ospitato la liturgia di ordinazione.

La liturgia, curata nei particolari, ha potuto godere della direzione musicale di mons. Marco Frisina, direttore del coro della diocesi di Roma, e nell’insieme si è distinta per il clima di famigliarità e di aderenza con la vita quotidiana, senza la quale sarebbe vuoto formalismo: dopo la proclamazione del Vangelo, seguendo il rito di ordinazione, il vescovo ha chiesto al rettore del Seminario-Scuola Allievi Cappellani di attestare che Luigi, Valerio e Giuseppe sono degni di ricevere l’ordine sacro.

Il Rettore don Maurizio alla risposta rituale ha fatto precedere una lunga premessa, di cui riportiamo una breve parte: “nel formulare questa risposta sono andato a rivedere gli appunti dei colloqui, quelle frasi dove la loro voce si fa forte, gli occhi diventano lucidi e brillano, perché ci sono dentro le cose che dicono, e allora questa risposta attiene veramente al loro cammino, a quei momenti e alle cose che hanno detto. Hanno capito che il Signore li chiamava perché stessero con lui, per annunciare il Vangelo ai militari, sostenendo così il cammino di tanti fratelli e sorelle con le stellette e non solo, consapevoli che nella loro piccolezza abita la grandezza di Dio. È assieme alle famiglie, al presbiterio, ai formatori, ai militari conosciuti nelle caserme, ai parroci, alla comunità del seminario, assieme a tutta questa assemblea posso dire che dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano e secondo il giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione, posso attestare che ne sono degni.

All’omelia don Santo ha delineato tre dimensioni che qualificano il pastore: trasmettere la luce restando umili servitori davanti alla parola; condurre verso la luce, conoscendo il Padre e le pecore affidate, amandole, essendo una cosa sola con loro; farsi canali della luce stando davanti a Dio. Così il vescovo ai tre eletti: “Il sacerdozio non è un fare ma un essere che scaturisce dallo stare. Stare davanti a Dio soprattutto nella tribolazione, nostra e di coloro che ci sono affidati, e davanti alle grandi tribolazioni della storia: voi diventate cappellani militari in un tempo in cui gli uomini e le donne delle nostre forze armate sono tribolati dalla pandemia e dalla minaccia di una terribile guerra.

La celebrazione è proseguita con l’interrogazione dei candidati, che si sono liberamente assunti gli impegni del presbiterato e, nelle mani dell’Arcivescovo, hanno promesso a lui ed ai suoi successori filiale rispetto e obbedienza. Il canto delle litanie con la prostrazione dei tre diaconi ha preceduto l’imposizione delle mani da parte del vescovo e dei presbiteri presenti e la grande preghiera consacratoria per la quale Luigi Valerio e Giuseppe sono diventati sacerdoti della Chiesa di Dio.

Con questo nuovo ed eterno carattere sacramentale, ai novelli sacerdoti sono state unte le mani con il sacro crisma, mani pronte a ricevere il pane ed il vino per la celebrazione della Messa che caratterizzerà ogni giorno della loro vita, dopo avere indossato la casula aiutati dai sacerdoti che hanno curato la loro formazione. In seguito, per la prima volta attorno all’altare papale della Cattedrale di Roma hanno concelebrato l’eucaristia assieme al vescovo e a tutti i presbiteri presenti.

Prima della benedizione don Giuseppe, in rappresentanza dei tre novelli sacerdoti, ha voluto ringraziare i presenti per il momento di grazia vissuto che apre ad una vita di annuncio e di servizio: “qualsiasi parola sarebbe insufficiente per esprimere la nostra gratitudine davanti ad una meraviglia del genere non possiamo sentirci che piccoli, non la conclusione ma l’inizio del nostro sogno più grande, seguire Gesù che riempie la vita”.

A don Giuseppe, don Luigi, don Valerio, fratelli amati e da oggi sacerdoti della Chiesa di Dio, l’augurio di essere sempre profumo di Cristo nella nostra bella Chiesa Ordinariato Militare, conoscendo, amando e conducendo la porzione di popolo di Dio che vi sarà affidata, con la gratitudine al Signore per questo vero momento di grazia vissuto in comunione con la Chiesa Universale.

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Articolo: Christian Massaro
Fotografie: Monica Palermo


NATO: la Difesa partecipa alla Swifts Response 2022 con oltre 500 paracadutisti della Folgore

Macedonia del Nord , 17 maggio 2022 – Dal 6 al 20 maggio oltre 500 paracadutisti della Brigata “Folgore”  dell’Esercito Italiano, oltre ad assetti aerei della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, sono impiegati in Macedonia del Nord nell’esercitazione multinazionale “SWIFT RESPONSE 2022” (SR22).

La brigata “Folgore” partecipa annualmente, di norma con unità del livello complesso minore (circa 200 unità), alla pianificazione e condotta di operazioni di Ingresso Forzato (c.d. Joint Forcible Entry Operations – JFEOs), congiuntamente alle aviotruppe dei principali Paesi dell’Alleanza Atlantica e dei paesi partner (c.d. “Airborne Community”), quali forze ad elevatissima prontezza e rapidità di schieramento, capaci di operare non solo nei tre ambienti operativi classici (air, land, maritime), ma anche nei due emergenti ambiti di confronto (cyber e spazio). 

Le JFEO, in particolare, sono operazioni eseguite in territorio potenzialmente ostile, sfruttando la terza dimensione e proiettando forze, con brevissimo preavviso, per la conquista e successiva occupazione di una posizione solida e sicura, allo scopo di condurre una o più operazioni successive.

Quest’anno la SR22 ha previsto l’esecuzione di cinque JFEO in 4 nazioni diverse, in un’area che va dal Circolo Polare Artico, ai Paesi Baltici fino ai Balcani. 

La brigata “Folgore” ha partecipato con un gruppo tattico pluriarma, interamente aviolanciato e costituito da tutte le componenti della Grande Unità da combattimento (combat, combat support e combat service support), del 187° reggimento Folgore, 183° reggimento Nembo, 186° reggimento Folgore, 185° reggimento artiglieria paracadutista Folgore, 8° reggimento genio guastatoriparacadutisti Folgore e trasmettitori del reparto comando.

Lo sviluppo della manovra assegnata al Gruppo Tattico italiano è stato sostenuto dagli assetti del Reggimento Logistico e dalla compagnia avio rifornimenti della “Folgore”, che ha effettuato il lancio di materiali, armamento e viveri per assicurare le risorse operative necessarie per la condotta di un’ampia gamma di attività tattiche offensive e abilitanti, incluso il superamento di un corso d’acqua (“river crossing operation”).

Dopo una fase concettuale e di pianificazione sviluppata congiuntamente ai paracadutisti dei Paesi Alleati, le unità esploranti della “Folgore” hanno eseguito un aviolancio con la tecnica della caduta libera ad alta quota e la navigazione “a paracadute aperto” nell’area dell’esercitazione, per assolvere compiti di ricerca e ricognizione delle zone di lancio e delle aree obiettivo ed assicurare un flusso informativo costante e puntuale per aggiornare la situazione operativa. 

Successivamente, imbarcate su un C130J della 46ª brigata aerea dell’Aeronautica Militare e tre C130J della US Air Force decollati dall’aeroporto militare di Pisa e dalla stazione aeromobili della Marina Militare di Grottaglie (Taranto), tutte le forze sono state aviolanciate con il compito di occupare, espandere e consolidare la testa di aviosbarco, quale condizione indispensabile per l’afflusso delle follow-on forces

Nelle diverse fasi dell’azione, i paracadutisti italiani hanno effettuato “attività di scavalcamento” del 2nd para battalion dell’Esercito britannico e hanno impiegato gli elicotteri della Royal Air Force britannica per l’azione sugli obiettivi in profondità.

Durante la fase di trasporto aereo dall’Italia e di aviolancio in Macedonia, i velivoli sono stati scortati da due caccia Eurofighter del 37° stormo dell’Aeronautica Militare e da due AV-8B II plus della Marina Militare, decollati dalla portaerei Cavour. 

Gli stessi aerei d’attacco hanno garantito la sicurezza dell’area effettuando Close Air Support (CAS), tramite la guida dei nuclei Joint Terminal Attack Controller (JTAC) in organico alla Brigata paracadutisti “Folgore”.

La “Folgore” è la grande unità da combattimento con capacità specialistica dell’Esercito Italiano, in grado di esprime capacità operative efficaci, versatili e full spectrum, secondo il principio della massima integrazione inter-arma, interforze e interoperabilità multinazionale.


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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore


Marina Militare, esercitazione Mare Aperto 2022, SSSD Pucciarelli a bordo della portaerei Cavour

Due intense giornate passate a Bordo della portaerei Cavour.

Mar Tirreno, 17 maggio 2022 – La Mare Aperto 2022, la più importante e complessa esercitazione della nostra Marina Militare, quest’anno vede coinvolte tutte le FA, ben 7 nazioni della NATO, corpi ausiliari e della Protezione Civile, e studenti di numerosi atenei nazionali, su un’ampia porzione di spazio multidimensionale comprendente le acque e le aree costiere e litorali di Tirreno, Adriatico, Ionio e Canale di Sicilia, tutto sotto la supervisione del Comando in Capo della Squadra Navale.

Ciò che colpisce” ha affermato il senatore Stefania Pucciarelli durante la cerimonia dell’ammaina bandiera sul Ponte di Volo di Nave Cavour “oltre le diverse sfumature operative e tecnico organizzative di questa esercitazione, è lo straordinario spirito di squadra che rende questo condensato di tecnologia veramente una ‘grande famiglia’.

L’obiettivo della Mare Aperto è testare i livelli di prontezza e capacità d’azione, nonché addestrarsi intensamente al loro miglioramento in uno scenario a ‘massimo realismo’, nell’ambito dell’intero spettro di intervento afferente al dominio delle operazioni marittime: navali, subacquee, aeree, anfibie, di forze speciali, di contromisure mine, idro-oceanografiche e del più ampio supporto tecnico-specialistico, formativo-addestrativo, medico-sanitario e logistico-amministrativo.

“Appuntamento addestrativo annuale con connotazione internazionale, interforze e a supporto degli atenei italiani”.

SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA DIFESA STEFANIA PUCCIARELLI

Ogni Unità Navale è un microcosmo” ha poi continuato il Sottosegretario Pucciarelli “con una sua spiccata autosufficienza che va curata e garantita con continuità e questo richiede professionalità, impegno, senso di responsabilità e sacrifici. La responsabilità di chi è pienamente cosciente di far parte di un meccanismo complesso ove ogni ingranaggio, grande o piccolo che sia, è fondamentale per il funzionamento generale.

Nel pomeriggio il sottosegretario ha assistito, nel poligono sardo di Capo Teulada, ad un’operazione di sbarco anfibio – opzione d’intervento che colloca la nostra Marina e l’Italia tra quelle poche Nazioni al mondo con analoga componente di nicchia – garantita dalla sinergia tra le capacità del dispositivo aeronavale e quelle della Brigata Marina San Marco che quest’anno ha assunto il ruolo di componente anfibia della forza di risposta rapida della NATO (Nato Response Force – NRF 2022).

Di fronte a tutto questo” ha affermato il Senatore Pucciarelli “ciò che sento e desidero fare è ribadire il mio impegno di italiana e di donna delle istituzioni, affinché ci sia ampia contezza di tutto questo, nelle sedi decisionali e tra la gente. Perché di questa professionalità, di questo impegno, di questo senso della responsabilità e di questi sacrifici – individuali e, della propria sfera di affetti – ne sia riconosciuta l’esistenza e l’importanza.

La fase storica che stiamo vivendo” evidenzia il senatore “ha ricordato brutalmente quanto siano importanti alcuni privilegi di cui godiamo, da italiani e da appartenenti al blocco valoriale occidentale. Libertà, eguaglianza, democrazia, stato di diritto – per quanto talvolta non-perfetti – sono straordinarie conquiste, pagate anche a caro prezzo, che non dobbiamo più dare per scontate. Come sulla nave ci sono ripartizioni di compiti e sistemi di ridondanza affinché tutte le funzionalità possano essere assicurate con continuità, così dobbiamo capire che la pace va costruita, rafforzata e promossa giorno per giorno.

La Mare Aperto 22 conferma quanto la dimensione marittima rivesta un ruolo cruciale per l’Italia, il mare è l’asse principale delle interconnessioni tra popoli e per gli interscambi tra le diverse aree del mondo, è la principale fonte, diretta e indiretta, delle risorse pregiate del pianeta, limitate in quantità e capacità di rigenerazione e oggetto di crescenti contese.

Una Nazione come L’Italia” conclude il sottosegretario Stefania Pucciarelli al termine della sua visita a bordo di Nave Cavour e nelle aree di interesse dell’esercitazione” deve quindi guardare alle proprie prospettive di crescita sostenibile e prosperità inclusiva dotandosi di una congrua capacità di difesa avanzata che rivolga particolare attenzione alla dimensione marittima. Questo è sostanzialmente il vostro ruolo di militari e di marinai – cruciale per il presente e il futuro della nostra nazione – di cui dovete andare orgogliosi.

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Fonte immagine
: Ministero della Difesa
(Segreteria del sottosegretario di Stato sen. Stefania Pucciarelli)


Libano: i Caschi Blu di UNIFIL conducono la Enhanced Combinex

L’attività addestrativa svolta in Libano è stata organizzata dalla Cellula Pianificazione e Addestramento del Settore Ovest a guida italiana

BMR GHANESE DURANTE IL SUO INTERVENTO

Shama, 17 maggio 2022 – Si è conclusa l’esercitazione Enhanced Combinex, un’attività addestrativa organizzata dalla Cellula Pianificazione e Addestramento del Settore Ovest a guida italiana, presso la base UNP 2-45, sede del battaglione a guida Irlandese. Coinvolti nelle attività assetti che operano sul terreno e nella terza dimensione e le sale operative ai vari livelli decisionali. 

I temi sui cui si è basata l’esercitazione hanno avuto come finalità migliorare le procedure di Comando e Controllo (C2), con specifico riferimento alla condivisione delle informazioni e delle comunicazioni, in risposta ad un evento di tentativo di interdire la libertà di movimento Denial of Freedom of Movement (DFOM).

IL TACTICAL OPERATIONS CENTRE SEGUE LE UNITA’ SUL TERRENO

In particolare, per il Settore Ovest sono stati impegnati la sala operativa di settore (Tactical Operations Centre TOC), la riserva mobile di Settore (Sector Mobile Reserve SMR) a guida italiana fornita dal reggimento Genova Cavalleria (4°), la riserva mobile di battaglione (Battalion Mobile Reserve BMR) ed un’ulteriore pattuglia del contingente ghanese. 

Per il comando di UNIFIL hanno partecipato la sala operativa di Naqoura (Joint Operations Centre JOC), la riserva del comandante di UNIFIL (Force Comander’s Reserve FCR) a guida Francese, nonché l’assetto elicotteristico AB 212 di ITALAIR, fornito dal 2° reggimento Aviazione dell’Esercito Sirio di Lamezia Terme.

Il momento addestrativo segue ed integra il seminario sul Denial of Freedom of Movement condotto nello scorso mese di aprile presso la base Millevoi di Shama, sede del Contingente italiano, sviluppato a favore di tutte le unità dipendenti, voluto dal generale di brigata Massimiliano Stecca, Comandante dei Caschi Blu del Sector West.  

Tale iniziativa punta a migliorare ed incrementare le capacità gestionali e di risposta ad eventuali episodi di tensione che potrebbero verificarsi nell’area di operazioni.


La piena libertà di movimento è un elemento fondamentale per permettere alle forze di UNIFIL di implementare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite; giornalmente infatti i Caschi Blu conducono attività di pattugliamento indipendente e congiunto con le Forze Armate Libanesi in tutta l’Area di Operazioni, attività incrementata ulteriormente nelle ultime settimane per evitare eventuali atti dimostrativi da parte di facinorosi.

La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ed ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

SW SMR IN MOVIMENTO VERSO L’AREA DI INTERESSE

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Fonte e immagini: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West



Libano, il consigliere militare UN, visita i Caschi Blu nel Settore Ovest di Unifil

Il consigliere militare (military advisor) UN, il generale senegalese Birame Diop, visita i Caschi Blu del Sector West di UNIFIL

Briefing informativo a cura del comandante di SW

Shama, 10 maggio 2022 – Il military advisor delle Nazioni Unite, generale senegalese Birame Diop, ha visitato il comando del Settore Ovest di UNIFIL e del contingente italiano in Libano.

Il generale Diop, in carica dal maggio 2021, è il consigliere militare del sottosegretario generale per le operazioni di pace delle Nazioni Unite e fornisce consulenza per gli affari politici e il supporto sul campo al segretario generale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il Military Advisor delle Nazioni Unite riceve gli onori

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La missione Italiana in Libano è attualmente a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, che ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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Fonte e immagini
: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: il comandante di Sector West riceve le chiavi del monastero francescano di Tiro

Celebrata per l’occasione una messa in onore di San Giorgio e San Marco, rispettivamente protettori della Cavalleria e dei Lagunari

Tiro, 10 maggio 2022 – Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL Libano, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha ricevuto, nei giorni scorsi, le chiavi del convento di Sant’Antonio a Tiro dalle mani di padre Tony Choucry, superiore della comunità francescana e vicario episcopale per il Libano del sud della chiesa cattolica del rito latino.

L’evento si è svolto a margine della celebrazione religiosa in onore di San Giorgio, Patrono protettore della Cavalleria e di San Marco, Patrono protettore dei Lagunari.

Padre Tony nel consegnare le chiavi ha dichiarato “…questa chiave vuole essere il segno tangibile di un’amicizia che ha legato e legherà l’ordine francescano della Custodia di Terra Santa alla brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli”.

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L’ordine francescano giunge in Libano a Beirut dalla metà del 1200 stabilendovi un convento, celebrando le funzioni tra i cristiani locali nell’allora chiesa dedicata a San Salvatore, famosa ai tempi per il miracolo del Crocefisso sanguinante.

I frati francescani contano in Libano quattro conventi (Beirut, Harissa, Tripoli e Tiro), e ancora oggi, continuano ad occuparsi dei più poveri e bisognosi, con particolare attenzione verso giovani, anziani e malati. Il convento di Tiro è stato costruito nel 1334 e ospita i Frati francescani dal 1838.

La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, al suo sesto mandato nella “Terra dei Cedri” con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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Fonte e immagini
: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Romania, avvicendamento al comando della Task Force Air

Alla cerimonia il generale Francesco Paolo Figliuolo ha incontrato il personale militare della missione NATO di enhanced Vigilance Activity

Costanza, 10 maggio 2022 – Avvicendamento al comando della TFA “Black Storm”, impegnata in Romania nel quadro della missione NATO di enhanced Vigilance Activity (eVA), nei giorni scorsi presso l’aeroporto Mihail Kogălniceanu di Costanza (Romania).

La cerimonia si è svolta alla presenza del generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, comandante operativo di Vertice Interforze (COVI), accompagnato dal generale di divisione aerea Andrea Argieri, capo di Stato Maggiore del Comando della Squadra Aerea (CSA) dell’Aeronautica Militare. Hanno inoltre partecipato il generale Dorin Ionita, comandante interforze delle Forze Armate rumene e il generale Viorel Pana, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica rumena.

Il generale Figliuolo, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza delle attività condotte nell’ambito della missione NATO eVA. “Ogni giorno, in piena sinergia con i nostri alleati e partner, svolgete un’azione fondamentale nel garantire la sicurezza e l’integrità dello spazio aereo della Romania e della NATO”, queste le parole che il comandante del COVI ha rivolto ai militari italiani e rumeni schierati. Successivamente, ha presenziato al passaggio di testimone alla guida della TFA tra i comandanti cedente e subentrante.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del generale Ionita, il quale ha rivolto un ringraziamento a tutto il contingente per la loro “dedizione, duro lavoro e determinazione per assicurare insieme la sicurezza e il benessere dei nostri concittadini in tempi di tensione e instabilità”.

Il generale Pana ha quindi conferito l’onorificenza “Emblem of Honor” dell’Aeronautica rumena a otto uomini e donne della TFA per il loro lodevole operato.

Al termine delle celebrazioni, il generale Francesco Paolo Figliuolo ha visitato la base operativa e di supporto della TFA, incontrando e ringraziando personalmente tutto il personale per il loro operato, la professionalità e l’abnegazione che hanno consentito il raggiungimento di elevate performance, riconosciute in patria e all’estero.

A margine della cerimonia, il comandante del COVI ha assistito a un briefing di aggiornamento informativo sulla situazione in atto nel territorio e nei cieli della vicina Ucraina, nonché sulle attività marittime condotte dalla Federazione Russa nel Mar Nero.

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L’Air Policing (AP) è una missione di difesa collettiva condotta sin dal tempo di pace, ininterrottamente per 365 giorni all’anno, allo scopo di assicurare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo di tutti i Paesi dell’Alleanza, che è stata dagli stessi potenziata con missioni di enhanced Air Policing (eAP) a favore dei Paesi membri del fianco orientale, che sono state assicurate dalla TFA “Black Storm” da dicembre a marzo scorsi.

Dagli inizi di aprile, la TFA partecipa alle attività di vigilanza attiva (enhanced Vigilance Activity – eVA), per garantire supporto alla difesa dell’integrità dei confini dell’Alleanza, attualmente dispiegando una flotta di 8 velivoli F-2000A “Typhoon” provenienti dal 4°, 36°, 37° e 51° stormo dell’Aeronautica Militare.

Questo complesso di operazioni è svolto sotto il comando e controllo NATO, esercitato attraverso i Combined Air Operations Centre (CAOC) e sotto la supervisione dall’Allied Air Command (AIRCOM) della NATO, sostenendo la capacità dei Paesi dell’Alleanza di condividere e ottimizzare l’impiego di mezzi, di personale e di professionalità per salvaguardare lo spazio aereo NATO, riducendo i costi e massimizzando l’efficienza.

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Fonte e immagni:
Comando Operativo di Vertice Interforze


L’Esercito Italiano, organizzazione moderna e all’avanguardia, celebra il 161 anniversario (photoreportage)

Dal video Esercito

Roma, 5 maggio 2022 – L’Esercito Italiano, divenuto ora una organizzazione moderna e tecnologicamente all’avanguardia pienamente integrata in ambito interforze multinazionale, ha celebrato ieri 4 maggio il suo 161° anniversario della sua costituzione, decretata il 4 maggio 1861 a Torino dall’allora ministro Manfredo Fanti. L’anniversario è stato celebrato nella presigiosa cornice dell’Ippodromo militare di Tor di Quinto, dove la Forza Armata, ricordando il suo glorioso retaggio forte di un passato ricco di storia e di tradizioni, ha mostrato la sua attualità e vicinanza alle esigenze del Paese e alla sua cittdinanza.

La cerimonia è iniziata con l’entrata della banda dell’Esercito in uniforme storica, che ha preceduto lo schieramento della brigata di formazione, costituita da due reggimenti in armi per un totale di oltre 500 uomini e donne che simboleggiano tutte le armi le specialità ai corpi della Forza Armata.

Il primo reggimento agli ordini del colonnello Pasquale Spanò comandante del reggimento allievi dell’accademia militare è costituito da:

  • una compagnia di allievi delle scuole militari Nunziatella e Teulié,
  • una compagnia di allievi dell’accademia militare e della Scuola Sottufficiali dell’Esercito,
  • una compagnia secondo battaglione Granatieri di Sardegna,
  • uno squadrone del Reggimento Lancieri di Montebello, (8°).

Il secondo reggimento agli ordini del colonnello Elio Manes comandante dell’8° reggimento bersaglieri nonché comandante dell’operazione Terra dei Fuochi è costituito da:

  • una compagnia dell’8° reggimento bersaglieri;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del 9° reggimento Alpini,
    • un plotone del 185° reggimento paracadutisti,
    • e un plotone del reggimento lagunari Serenissima;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del IV reggimento carri,
    • un plotone del comando aviazione dell’esercito,
    • un plotone del comando artiglieria;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del 6° reggimento genio,
    • un plotone a cura della scuola trasmissioni e Informatica,
    • un plotone dell’8° reggimento trasporti Casilina.

Il comandante della brigata formazione il generale di brigata Liberato Amadio ha poi preso il comando.

A seguire sono entrati i medaglieri nazionali e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Subito dopo sono stati resi gli onori alla Bandiera di guerra dell’Esercito

Sono poi stati resi gli onori al Ministro della Difesa Lorenzo Guerino che, acccompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Pietro Serino, ha passato in rassegna gli schieramenti.

Il ministro Guerini una volta sul palco ha preso la parola evidenziando che:

“Siamo davvero orgogliosi del nostro Esercito, perché dal suo quotidiano operare traspare l’immagine di una realtà sempre pronta, efficace ed efficiente, disponibile ad agire con generosità e assoluta professionalità.

Oggi è anche grazie all’Esercito che l’Italia può affermare il proprio ruolo di alleato credibile e membro responsabile della Comunità internazionale, che non si sottrae ai suoi compiti di difesa collettiva: compiti che si prospettano ancor più necessari per il futuro, in ragione dell’impegno sempre maggiore che NATO e Unione Europea, pilastri di riferimento dell’architettura di sicurezza alla quale aderisce l’Italia, stanno attuando, in risposta alle mutate esigenze del quadro internazionale; ed in particolare a seguito della sanguinosa e ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina. L’Esercito è una Istituzione quanto mai viva, in continua trasformazione e proiettata verso il futuro.

Voglio sottolineare la lungimiranza con cui l’Esercito rivolge lo sguardo al domani, con un’innata propensione all’integrazione interforze, forte di una continua evoluzione dottrinale e tecnologica.

Per completare la modernizzazione dell’Esercito mancano tuttavia altri passi importanti riguardanti la connettività delle forze, le capacità cibernetiche e lo sviluppo dei sistemi autonomi in grado gestire le moderne operazioni multi-dominio in perfetta sincronia con le altre componenti dello strumento militare.”

Nella Storia del nostro paese, l’Esercito italiano è sempre stato in prima linea nella difesa della Patria, della Costituzione e dei valori democratici, cardine della nostra Nazione e delle nostre Alleanze di riferimento. In occasione delle emergenze e delle catastrofi naturali, la Forza Armata è sempre stata pronta, reattiva e generosa, fino al limite del sacrificio personale, intervenendo con umanità,riscuotendo sempre apprezzamento incondizionato, in Italia e all’estero. 

Queste vostre virtù sono un patrimonio chiaramente condiviso anche dalle collettività dei paesi dove operano le missioni di pace italiane, di cui l’Esercito Italiano è la spina dorsale“, ha detto il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Durante il suo intervento, il generale Serino ha sottolineato che “in questo periodo, caratterizzato da due eventi inattesi e drammatici, il rapporto tra l’Esercito e gli italiani si è fatto più forte e più consapevole. I nostri concittadini sanno di poter contare su una compagine capace e determinata, in grado di adattarsi rapidamente alle minacce da affrontare.

Proprio questo consolidato rapporto rende importante celebrare in forma pubblica il trascorrere dei 161 anni che ci hanno visto chiamare Esercito Italiano, l’Esercito degli italiani. Siamo felici di essere oggi schierati davanti all’Italia in tutte le nostre articolazioni, con i tratti distintivi dei nostri Corpi e delle nostre Armi, che raccontano una storia di assoluta fedeltà alla Patria e alle sue Istituzioni… Il nostro patrimonio di valore e di sacrificio è unico e indivisibile. Esso ci accomuna tutti e ci rende forti. L’Esercito è quello che vedete davanti a voi. È un’unica schiera: Una Acies”. –

Successivamente il Ministro della Difesa, dinanzi alla Banda dell’Esercito e a tutti i reparti schierati, ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito alla Bandiera di Guerra del 7° Reggimento CBRN “Cremona”, nonché 4 Medaglie d’Argento e 2 Medaglie di Bronzo al Valore dell’Esercito al personale distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all’estero. 

A seguire, lo sfilamento di assetti di sanità impegnati nel contrasto alla pandemia, la tradizionale carica a cavallo dei “Lancieri di Montebello” (8°) comandata dal capitano Antonio Corso e del reggimento artiglieria terrestre a cavallo nel carosello storico rievocativo delle battaglie del primo conflitto mondiale.

Al termine della cerimonia c’è stato il passaggio di 3 elicotteri dell’Aviazione Esercito:

  • due NH 90, elicotteri da trasporto tattico, aeromobili di nuova generazione prodotti dal consorzio industriale NHI (NATO HELICOPTER INDUSTRIES), nati da requisiti operativi comunemente espressi in ambito NATO da Italia, Francia, Germania, Olanda, e Belgio;
  • un AB 412, un elicottero quadripala con due turbine. Il velivolo è in dotazione alle Forze Armate Italiane, in particolare all’Aviazione dell’Esercito, ma anche a Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia Costeria, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

I velivoli hanno concluso la manifestazione prima degli onori finali al Ministro Guerini, scanditi dalla musica d’ordinanza del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna diretto dal Maestro Domenico Morlungo.

Ultima immagine dedicata a questo cane che dopo aver svolto parecchie missioni all’estero, ora sta in “pensione” .

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Libano: i Caschi Blu incrementano le attività operative

Oltre 1000 le attività operative condotte dai Caschi Blu di UNIFIL per assicurare la stabilità nel Libano del Sud

Shama, 3 maggio 2022 – La missione Italiana in Libano a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, è giunta a metà mandato, ed è al suo sesto impiego nella Terra dei Cedri con la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL. Al comando del generale di brigata Massimiliano Stecca operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU, tra i quali circa 1.000 militari italiani.

I peacekeepers italiani hanno recentemente intensificato le attività operative in tutta l’area di operazioni assegnata, compresa tra il fiume Litani a nord e la Blue Line (linea di demarcazione tra il territorio Libanese e quello Israeliano) a sud. Tale incremento si è reso necessario in esito alla concomitanza del Ramadan, della Pasqua Cattolica e di quella Ortodossa e, soprattutto, a seguito della ripresa dei lavori di fortificazione della Technical Fence Israeliana.

L’attenzione si concentra principalmente nel garantire la piena libertà di movimento, in primis lungo l’arteria strategica della coastal road che collega Naqoura, sede del comando di UNIFIL, il Settore Ovest e Beirut, e nel mantenere il controllo e la stabilità dell’intero settore, con particolare riguardo alla Blue Line.

Lungo questa linea di demarcazione il contingente italiano conduce pattugliamenti diurni e notturni, appiedati e motorizzati, oltre a presidiare due basi avanzate, UNP 1-31 e, soprattutto, UNP 1-32A, ove si svolgono le riunioni del Tripartito con i rappresentanti di UNIFIL, Libano e Israele.

Dall’inizio del mandato, i militari della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli hanno condotto più di 1000 attività di pattugliamento appiedato e a bordo di mezzi. Di queste, oltre il 12% sono state condotte in stretta sinergia con le Forze Armate Libanesi (LAF). Ad integrare il pattugliamento sono state sviluppate sul terreno più di 100 attività di controllo delle possibili aree di lancio di razzi verso Israele nonché più di 1000 attività tra scorte e posti di osservazione temporanei e permanenti. 

Un ulteriore incremento potrà rendersi necessario al termine delle festività religiose, per scongiurare qualsiasi atto dimostrativo da parte di facinorosi. In tale contesto, un ulteriore innesco di possibili tensioni sono il particolare momento storico che il Libano sta attraversando a causa di un’importante crisi socio-economica e politica ed i recenti accadimenti in Israele.

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Fonte e immagini: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West

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Libano, team building per i Caschi Blu Italiani

Attività di formazione in metodologie esperienziali per il personale italiano della missione in Libano UNIFIL

Shama, 3 maggio 2022 – Nelle scorse settimane sono state svolte attività di formazione esperienziale (team building) a favore dei militari dell’Italian National Support Element (a cura del reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”), schierati presso il contingente italiano in Libano.

L’attività è stata condotta dalla psicologa del contingente, tenente Jessica Busenello (ufficiale formatore in metodologie esperienziali), ed ha visto interessate alcune specifiche componenti di supporto logistico dei Caschi Blu delle Basi Italiane di Shama e Al Mansouri.

La psicologa del contingente, tenente Jessica Busenello

La formazione esperienziale è una metodologia utilizzata, tra gli altri scopi, per stimolare e consolidare capacità e attitudini necessarie al lavoro di gruppo.

Il personale coinvolto, affrontando compiti e situazioni impreviste, vive esperienze d’apprendimento emotivamente coinvolgenti ed esprime comportamenti che costituiscono, in un secondo momento, oggetto di un’attenta riflessione e di valorizzazione personale e professionale.

Con il supporto del formatore, il singolo militare e l’intero gruppo diventano maggiormente consapevoli dei miglioramenti da adottare per aumentare i propri livelli di efficienza organizzativa (performance).

Considerati gli elevati livelli di efficacia, tale metodologia di formazione viene altresì utilizzata in fase di approntamento a favore dello staff dei comandi che saranno successivamente impiegati in missioni internazionali.

Tali progetti formativi, e più in generale la policy di Forza Armata, sono curati dal personale del Dipartimento Impiego del Personale – Ufficio Orientamento e Sviluppo Professionale.

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La missione italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli’, al suo sesto mandato nella “Terra dei cedri” con i colori delle Nazioni Unite, con la responsabilità del settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 Caschi blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte 1.000 militari italiani.

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Fonte e immagini: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


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