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Lucca, tentato omicidio a poliziotto in servizio, magrebino arrestato dalla Polizia

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Lucca, 10 febbraio 2019 – La Polizia di Stato ha fermato ieri mattina, per tentato omicidio, il responsabile che la sera del 4 febbraio scorso ha aggredito e ferito gravemente alla testa un poliziotto delle volanti del Commissariato di Viareggio (LU), impegnato in un servizio di contrasto allo spaccio nella Pineta di Ponente.  La sera dell’aggressione il 20enne magrebino, irregolare sul territorio nazionale, privo di una fissa dimora e con precedenti penali, spacciava stupefacenti nella pineta, con altri connazionali.

Sentendosi braccato, lo straniero ha impugnato un corpo contundente, probabilmente una grossa pietra, e ha colpito il giovane poliziotto, appostato tra la vegetazione in servizio di osservazione discreta.  Condotto in ospedale con trauma cranico, forte emorragia e una grave frattura dell’osso frontale, l’operatore è stato dichiarato fuori pericolo solo da poche ore. Dalla sera dell’aggressione è stata incessante l’attività investigativa dei poliziotti del Commissariato di Viareggio e della Squadra Mobile.

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L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lucca, già poche ore dopo il fatto, aveva permesso di individuare il probabile responsabile in uno dei soggetti che spacciano nella Pineta di Ponente, noti agli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Viareggio anche grazie ai numerosi controlli operati negli ultimi mesi e alla recente operazione di polizia giudiziaria, condotta nel dicembre scorso e conclusasi con l’arresto di 17 stranieri, tutti responsabili di spaccio aggravato, consumato anche in danno a minori e in prossimità di scuole.

Infatti, il 20 dicembre scorso, il soggetto fu fermato ed identificato dai poliziotti riuscendosi a disfare di 100 grammi di hashish che furono rinvenuti, tra fitta vegetazione, solo il giorno successivo anche grazio all’impiego delle unità cinofile di Firenze. Ancora prima, il 6 ottobre scorso, sempre il 20enne era stato controllato nella stanza di un albergo di Viareggio; in quella occasione fu trovato, con altri connazionali, nella disponibilità di quasi 2mila euro in contanti, probabilmente provento di spaccio.   

Gli investigatori del Commissariato e della Squadra Mobile, acquisiti ulteriori elementi a carico del soggetto, anche grazie alla sinergia investigativa con la compagnia dei Carabinieri di Viareggio, individuata la sua abitazione, hanno avviato un discreto servizio di osservazione, concluso venerdi mattina con il fermo d’iniziativa, reso necessario dall’evidente pericolo di fuga trattandosi di un soggetto privo di fissa dimora, di legami famigliari ed interessi lavorativi nel territorio nazionale.  

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Fonte: Polizia di Stato
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Catania: Carabinieri sequestrano cava abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico del “parco dell’etna”

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Belpasso (CT), 2 febbraio 2019 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania (NOE) di Catania hanno sequestrato una cava abusiva ed impianto di frantumazione in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico del “Parco dell’Etna”. Denunciata la titolare della società.

Dopo un’attività di controllo avviate già da tempo nel territorio di alcuni comuni che fanno parte dell’estensione del parco dell’Etna, i militari hanno proceduto al sequestro d’iniziativa di una cava di materiale basaltico-lavico posta in località contrada Fra Diavolo del comune di Belpasso.

La cava, dove erano in corso manovre di lavorazione di materiale basaltico, ricade all’interno della cosiddetta zona “D” del parco dell’Etna, zona sottoposta a speciale vincolo naturalistico e paesaggistico, dove è assolutamente vietato condurre alcuna attività che ne possa modificare o alterare l’aspetto, men che meno quella estrattiva.

La verifica della documentazione dell’azienda operante nel sito ha consentito di rilevare l’assenza di un’autorizzazione valida ad effettuare tali lavori. La titolare della cava è stata quindi denunciata per aver condotto dei lavori di sbancamento all’interno di un’area sottoposta a vincolo in assenza della prescritta concessione estrattiva, di competenza del distretto minerario, oltre che per violazione dell’art. 734 del codice penale, per aver causato il deturpamento dei luoghi sottoposti a speciale tutela di tipo paesaggistico, con altre responsabilità di carattere penale per quanto attiene l’impianto di frantumazione dell’azienda, sequestrato, in quanto risultato sprovvisto della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Sequestrato inoltre un escavatore munito di martello pneumatico.

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Nel corso dell’ultimo anno, i Carabinieri del NOE di Catania nell’area Etnea hanno posto sotto sequestro 5 aziende, 9 cave abusive, 4 impianti di frantumazione e produzione di calcestruzzi trovati privi delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, nonché decine di escavatori, pale meccaniche e camion utilizzati per le illecite attività.

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Fonte e immagini: Comando Generale dei Carabinieri
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Carabinieri contrastano associazione criminale nigeriana a Messina, dedita al traffico della prostituzione

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Messina, 25 gennaio 2019 – Ordinanza di custodia cautelare in carcere per di 5 persone componenti di una cellula criminale di matrice nigeriana eseguita questa mattina dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina. L’associazione criminale era dedita all’organizzazione di viaggi dall’Africa centrale all’Italia di giovani minorenni da avviare alla prostituzione. L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale procura della Repubblica – D.D.A.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Messina con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia, è stata avviata sulla base dei comportamenti sospetti di una giovane nigeriana, ospite di un centro di accoglienza per minori non accompagnati di Messina, la quale è risultata operare per conto di una più vasta organizzazione criminale transnazionale, con base in Nigeria. La giovane donna si occupava di reclutare giovani ragazze minorenni da trasferire in Europa passando dalla città libica di Sabratha, ove si avvaleva dell’apporto di un collegato gruppo criminale libico operante nell’organizzazione delle partenze dei natanti carichi di migranti diretti in Italia.

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Il sodalizio aveva realizzato un collaudato sistema attraverso il quale, nel periodo 2015 – 2017 – reclutava ed avviava alla prostituzione giovani nigeriane, convinte ad abbandonare il paese di origine con la promessa di un lavoro dignitoso in Europa. Una volta giunte in Italia, invece, le giovani venivano costrette a prostituirsi per riscattare i costi del trasferimento, chiamati in gergo “Balance”, anticipati dalla stessa organizzazione.

Per ottenerne l’assoggettamento, le giovani venivano sottoposte, prima della partenza dalla Nigeria, a riti tribali di “magia nera” (quali il rito animista del cd. “Juju”). Alle vittime venivano impartite dettagliate istruzioni su come ottenere celermente i documenti di soggiorno, spiegando che dovevano riferire alle autorità italiane di essere minorenni ma in procinto di raggiungere la maggiore età, in modo da sfruttare il canale preferenziale riservato ai minori ed, al contempo, divenire autonome al compimento dei 18 anni e potersi sottrarre ai controlli più stringenti vigenti nelle comunità di accoglienza per minori non accompagnati. Ottenuti i documenti di soggiorno, le vittime venivano avviate alla prostituzione per ripagare il debito verso l’organizzazione. Parte dei proventi delle attività delittuose venivano reimpiegate in Nigeria per finanziare l’acquisto e la costruzione di immobili e parte venivano reimpiegate per finanziare i viaggi di ulteriori vittime da avviare alla prostituzione.

Nel corso dell’indagine, è stato accertato come l’organizzazione abbia gestito il trasferimento di almeno 15 minori stranieri non accompagnate dalla Nigeria – attraverso Messina – in vari Paesi dell’Unione Europea, avvalendosi anche dell’apporto garantito da un cittadino italiano – responsabile di un’associazione di volontariato impegnata nell’assistenza – il quale forniva notizie utili al rintraccio delle minori gestite dal sodalizio criminale una volta sbarcate in Italia e partecipava all’avviamento alla prostituzione di quelle che venivano ospitate nei centri di accoglienza messinesi.

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Nel corso dell’indagine è emerso anche come alcuni dei soggetti nigeriani indagati fossero dediti anche al traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo eroina, effettuato tramite corrieri che trasportavano il narcotico in corpore in ovuli termosaldati ingeriti alla partenza e consegnati a connazionali di stanza nel casertano. A riscontro di questa attività illecita, a maggio del 2017, su richiesta del Nucleo Investigativo di Messina, i Carabinieri di Firenze arrestarono uno degli indagati, il nigeriano IMARHAGHE Monday che era sbarcato all’aeroporto di Firenze, proveniente da Dusseldorf (Germania), trasportando all’interno della propria cavità intestinale 110 ovuli contenenti 1,2 kg di eroina.

Il delitto associativo è stato contestato ai nigeriani IHAMA Rita 38enne e IMARHAGHE Monday, 32enne, promotori e organizzatori dell’associazione, al 72enne messinese BUSCEMI Giovanni ed ad una quarta persona attivamente ricercata.

Il quarto arrestato è il 20enne nigeriano IGBINOMWANHIA Precious Ovbokhan, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare per il reato di tratta di persone.

Gli arrestati sono stati associati alla casa Circondariale di Messina a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Fonte e immagini: Legione Carabinieri Sicilia
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In corso Extra Fines 2 e Cleandro, operazioni antimafia congiunte Polizia di Stato e Guardia di Finanza (video)

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Caltanissetta, 17 gennaio 2019 – Dalle prime luci dell’alba è in corso una complessa operazione antimafia in Italia e in Germania, condotta dalla Polizia di Stato di Caltanissetta e dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia nissena e capitolina, nei confronti di 11 appartenenti al clan Rinzivillo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività di oggi costituisce l’epilogo di una strutturata indagine, che, alla fine del 2017, aveva già portato all’arresto di 37 persone e al sequestro preventivo di beni per oltre 18 milioni di euro.

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L’operazione dei poliziotti della Squadra Mobile e dei finanzieri del G.I.C.O. è in corso nel Lazio, in Sicilia, in Campania e in Umbria, nonché a Colonia e a Mannheim (Germania), dove, con la collaborazione della Polizia Criminale e dei Reparti Speciali tedeschi, è in atto la cattura di 4 affiliati, appartenenti alla “cellula” tedesca, operativa nel Land della Renania Settentrionale-Vestfalia.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Omaggio al tricolore con la Banda Musicale della Polizia di Stato a Montecitorio, interviene on. Carfagna (video)

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Roma, 14 gennaio 2019 – Per rendere omaggio al Tricolore quest’anno il presidente dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) Tommaso Bove e il prefetto Francesco Tagliente, nella veste di delegato ai rapporti istituzionali del sodalizio, hanno puntato a un alto profilo istituzionale.

Nell’ambito dell’evento “Montecitorio a porte aperte”, in Aula Montecitorio, la Banda Musicale della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Maurizio Billi, lo storico del Risorgimento Michele D’Andrea nella veste di narratore ed il tenore Francesco Grollo, che ha accompagnato  gli orchestrali nella esecuzione del Canto degli Italiani e di altri brani, hanno intrattenuto i molti cittadini presenti con un concerto dedicato alla Bandiera Italiana.

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Tantissimi i rappresentanti delle istituzioni presenti al concerto celebrativo nell’Aula della Camera. Oltre alla vice presidente della Camera on. Mara Carfagna, sono intervenuti tra gli altri il prefetto Luigi Savina, vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, in rappresentanza del capo della Polizia Franco Gabrielli; il generale Ilio Ciceri in rappresentanza del comandante generale dei Carabinieri; il generale Salvatore Tatta delegato dal comandante generale della Guardia di Finanza; il generale Antonio Bettelli delegato dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito; il contrammiraglio Massimo Martucci in rappresentanza del capo di Stato Maggiore della Marina; il generale Basilio Di Martino delegato dal capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica; il generale Domenico Rossi ex sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa; il prefetto Maria Teresa Sempreviva; il generale Francesco Gargano comandante provinciale Carabinieri Roma;  i generali dell’Aeronautica Settimo Caputo, Achille Cazzaniga e Leonardo Tricarico; i questori Roberto Massucci e Lorenzo Suraci; il vicario del questore di Roma Giovanni Scali e gli ex responsabili del cerimoniale di Palazzo Chigi Ilva Sapora ed Eugenio Ficorilli.

Consistente anche la partecipazione del mondo accademico come il neuro scienziato Pietro Pietrini direttore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca, il prof. Guido Melis, l’ing. Paolo Ghezzi e prof. Salvatore Sfrecola cosi come la delegazione dei Rotariani e Lyons laziali e Toscani con Patrizia Cardone, Franco Angotti, Arrigo Rispoli, Antonio Nicotra, Sandro Addario, Patrizio Giaconi, Eugenio Ficorilli e tanti altri.

Presenti moltissimi ragazzi di scuole romane e di altre regioni accompagnati da insegnanti, genitori e nonni. E ancora, personaggi dello spettacolo e della comunicazione come Osvaldo Bevilacqua e Rino Barillari.

Tra i rappresentanti dell’ANCRI, oltre al presidente onorario Antonio Alderisio erano presenti circa 200 associati provenienti da 16 Regioni in rappresentanza delle 75 strutture territoriali. Presente anche il responsabile della delegazione di Cipro, in rappresentanza delle 12 delegazioni estere dell’ANCRI.

Nel suo intervento l’on. Carfagna elogia l’operato delle Forze dell’Ordine.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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L’ex terrorista Cesare Battisti arrestato in Bolivia filmato mentre passeggia camuffato per le strade di Santa Cruz (video)

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Bolivia, 13 gennaio 2019 – Arrestato l’ex terrorista Cesare Battisti da un team di poliziotti italiani con la polizia boliviana. Polizia di Stato, Criminalpol, Antiterrorismo e Digos di Milano con la collaborazione dell’intelligence italiana lo hanno pedinato fino all’arresto. Fondamentale l’attività dei poliziotti Antiterrorismo italiano e del Servizio Cooperazione Internazionale Polizia. L’ex terrorista era già condannato in Italia per quattro omicidi, commessi tra il 1977 e il 1979.

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Durante la latitanza Battisti ha utilizzato la rete e i social e i suoi spostamenti sono stati controllati tramite il monitoraggio di 15 dispositivi digitali (tablet, pc e telefoni).

Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo l’arresto in Bolivia dell’ex terrorista latitante ha sottolineato “L’arresto di Cesare Battisti è un’ottima notizia che tutti aspettiamo da troppo tempo e che conferma oltre tutto come, quando c’è la volontà, la giustizia faccia sempre il suo corso e come l’attività di chi lavora per la legalità, caparbiamente e instancabilmente, come la nostra straordinaria intelligence, produca sempre i suoi risultati. Ora l’ottimismo c’è, ma cauto. Vogliamo credere in tutti i modi che non si verifichino problemi o lungaggini di sorta con l’estradizione. E’ chiaro che aspettiamo il prossimo determinante passo di vedere questo criminale arrivare in Italia ad occupare il posto che gli spetta in una cella dove dovrà restare fino all’ultimo dei suoi giorni. Nel passato abbiamo visto accadere in questa dolorosa vicenda delle cose indegne del rispetto dovuto a un Paese civile e democratico come l’Italia, e soprattutto delle tante famiglie che Battisti ha distrutto con la propria violenza. Un orrore che non ha proprio nulla di ‘politico’, ma che identifica semplicemente un crudele assassino che deve saldare il proprio debito senza sconti, senza ulteriori ritardi, e senza alcuna ulteriore possibile copertura. Nulla potrà attenuare la frustrazione di aver visto per tanto tempo un pluriomicida vivere in libertà, mentre le famiglie che ha devastato hanno subito la condanna del lutto e della sofferenza a vita, e mentre le Istituzioni che hanno tanto lavorato per far luce sui suoi crimini hanno subito la beffa dell’attesa. Ma adesso non è più tempo di vedere sfumare ciò che un intero Paese attende. Adesso deve arrivare inesorabile il momento di mettere questo criminale senza scrupoli davanti alle proprie responsabilità, al proprio vergognoso passato nel quale ha seminato orrore e lutto, per pagare finalmente il conto alla giustizia italiana”.

Nel video l’ex terrorista, poco prima di essere arrestato, mentre passeggia per Santa Cruz. 

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Tifosi ultrà della Lazio travisati contro le Forze di Polizia, una carica per riequilibrare l’ordine, indagini in corso (video)

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Roma, 09 gennaio 2019 – In occasione dell’anniversario della fondazione della Società Sportiva Lazio, ieri sera verso le ore 21:30 in piazza della Libertà, ha avuto luogo il consueto festeggiamento a cui hanno partecipato circa 2500 persone. 

Poco dopo la mezzanotte, un gruppo di 300 tifosi della Lazio, dopo essersi travisato, ha iniziato un fitto lancio di bottiglie, bombe carta, pietre ed altri oggetti contro le Forze dell’Ordine. 

Per riportare la situazione alla normalità, la Polizia effettua una carica di alleggerimento, con l’utilizzo di lacrimogeni, avvalendosi anche dell’uso dell’idrante.

Tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, 8 sono i feriti, contusi ma non gravi, con prognosi dai 4 ai 20 giorni; un tifoso è stato arrestato e altri 3 sono stati denunciati, tutti appartenenti alle frange ultras e nei confronti dei quali verranno emessi provvedimenti di DASPO.

E’ in corso la visione delle immagini girate da operatori della Polizia Scientifica per l’identificazione di ulteriori soggetti che hanno partecipato alle azioni violente.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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