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La Polizia di Stato accompagna i ciclisti del 105° Giro d’Italia

Avola (SR), 10 maggio 2022 – In partenza oggi da Avola (SR), il 105° giro d’Italia. La Polizia Stradale come ogni anno accompagnerà i ciclisti per tutti i 3.034 km della competizione attraversando 15 regioni e 38 province, con  un breve sconfinamento in Slovenia  per concludersi il prossimo 29 maggio a Verona.

Quest’anno la Polizia Stradale è presente con 40 motociclisti e 20 operatori in auto, che scorteranno il Giro dei professionisti per le 18 tappe che attraverseranno il nostro Paese, oltre al Giro E-bike ed alla carovana pubblicitaria.

Altre 17 unità saranno schierate in campo per curare i rapporti con le autorità di tutte le province che saranno attraversate dalle due competizioni, nonché con i mass media.

I poliziotti della Stradale, a bordo del Pullman Azzurro saranno presenti anche con “Biciscuola”, l’iniziativa in collaborazione con RCS rivolta agli studenti delle scuole elementari, finalizzata a far conoscere ai giovani il mondo e i valori del Giro d’Italia ed avvicinarli all’uso della bicicletta e della mobilità sostenibile. Gli agenti incontreranno le classi vincitrici delle scuole primarie che hanno partecipato al concorso, per condividere un momento di festa e, al tempo stesso, di formazione.

Saranno poi 7 le tappe nel corso delle quali verranno premiati gli operatori della Specialità nell’ambito della 11° edizione degli “Eroi della Sicurezza”, il riconoscimento di  Autostrade per l’Italia S.p.A, dedicato ai poliziotti che si sono distinti per dedizione e professionalità nelle attività di soccorso e nei compiti istituzionali. I premi saranno consegnati nelle tappe di Napoli del 14 maggio, Isernia del 15 maggio, Pescara del 17 maggio, S. Arcangelo di Romagna (RN) del 18 maggio, Parma del 19 maggio, Belluno del  28 maggio.


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: Polizia di Stato


Polizia di Stato, Udine, posa di 9 pietre d’inciampo a memoria degli appartenenti alla Questura di Udine deportati nel 1944

Gli appartenenti alla Questura di Udine furono deportati nel 1944 e deceduti nei campi di sterminio nazisti

Udine, 22 aprile 2022 – La Questura di Udine nel 1944 fu interessata da rastrellamenti da parte delle SS naziste che riguardarono una quarantina di funzionari, guardie di pubblica sicurezza e impiegati civili; dieci furono deportati nei campi di sterminio nazisti e nove non fecero più ritorno in Patria.

I nove deportati che morirono nei campi di sterminio furono:

  • Vice commissario aggiunto Filippo Accorinti, di anni 29, deportato a Mauthausen, dove morì il 20 aprile 1945.
  • Guardia di PS Alberto Babolin, di anni 28,  deportato a Mauthausen, dove morì il 19 gennaio 1945.
  • Vice brigadiere Bruno Bodini, di anni 36, deportato a Buchenwald, dove morì il 20 febbraio 1945.
  • Applicato di Ps Giuseppe Cascio, di anni 37 anni, deportato a Mauthausen, dove morì il 12 febbraio 1945.
  • Guardia di PS Mario Comini di anni 28, deportato a Dachau, dove morì 15 ottobre 1944.
  • Commissario Antonino D’Angelo, di anni 33, deportato a Mauthausen, dove morì il 16 aprile 1945
  • Guardia di Ps Anselmo Guido Luigi Pisani, di anni 33, deportato a Mauthausen, dove morì il 2 gennaio 1945.
  • Vice Commissario Mario Savino, di anni 31, deportato a Ebensee, dove morì il 15 marzo 1945.
  • Commissario Giuseppe Sgroi, di anni 35, deportato a Ebensee, dove morì il 16 aprile 1945.

Unico sopravvissuto di quelle deportazioni fu il maresciallo Spartero Toschi, arrestato a 42 anni. Dopo la prigionia tornò a Udine, dove morì nel 1964.

I tragici eventi sono rimasti quasi sconosciuti per molti anni; nel 2000 la locale sezione dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, spronata anche dai D.S. della Polizia di Stato Giuseppe Vollono  e Elio Romano, ricostruì i fatti, promosse e commissionò una stele commemorativa collocata nel nell’area del Sacrario della Questura. 

Nel 2020, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria, la Questura, il Comune e la Sezione dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato hanno siglato il proposito di posare nove pietre d’inciampo per restituire i nomi dei poliziotti deportati e uccisi nei campi nazisti alla memoria collettiva di questa città dove, provenienti da molte regioni italiane, prestavano servizio.

A gennaio è stata realizzata la mostra biografica organizzata dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato nelle sale di palazzo Morpurgo, con l’esposizione di uniformi, materiali del tempo e materiale riferito ai deportati. La mostra è ora stata allestita nell’atrio del Conservatorio e sarà riproposta negli istituti scolastici e nelle sedi universitarie cittadine.

Le nove pietre d’inciampo sono state posate oggi davanti alla sede dell’epoca della Questura, in via Treppo, durante una commossa cerimonia alla presenza, oltre che dei discendenti dei nove caduti e del figlio dell’unico sopravvissuto, del capo della Polizia Lamberto Giannini, dell’arcivescovo Bruno Mazzoccato, del prefetto Massimo Marchesiello, del sindaco Pietro Fontanini e di numerose autorità. 

Nell’occasione gli studenti del Liceo Classico “Stellini” di Udine hanno partecipato proponendo alcune riflessioni sugli eventi ricordati e sugli insegnamenti della Storia alla luce dello scenario geopolitico attuale, mentre l’attrice Gioia D’Angelo, nipote del commissario Antonino D’Angelo, ha espresso un monologo.

Il Maestro Lucio Degani, primo violino dei Solisti Veneti, professore al Conservatorio Tomadini di Udine,  ha suonato un brano a conclusione della cerimonia. 

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: Polizia di Stato


L’Aja, forze di polizia di 21 paesi al secondo incontro del Law Enforcement Forum (LEF) sul Next Generation EU

L’Aja (Olanda), 31 marzo 2022 – Si è svolto oggi, 31 marzo 2022, a L’Aja in Olanda il secondo incontro del Law Enforcement Forum (LEF) sul Next Generation EU, tenutosi per la prima volta a Roma il 21 e 22 settembre scorso, che nasce da un’iniziativa della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, condivisa da Europol, con l’obiettivo di prevenire il rischio d’infiltrazione della criminalità organizzata nei fondi dei Recovery and Resilience Plans.

La minaccia e il punto di partenza dell’incontro è la metamorfosi della criminalità organizzata che investe fiumi di denaro sporco non soltanto in attività illecite (come il narcotraffico) ma che diventa essa stessa impresa, strozzando l’economia legale e i mercati finanziari.

Alla riunione hanno partecipatole le forze di polizia di 21 Paesi europei e diverse agenzie e istituzioni europee (DG HOME, DG ECFIN, EPPO, EUROJUST, OLAF, CEPOL, ENAA), con apertura e conclusione dei lavori a cura del vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Rizzi e del direttore esecutivo di Europol, Catherine De Bolle.

L’incontro è stato caratterizzato da un approccio operativo basato su una preventiva analisi dei rischi per ciascun Paese beneficiario in relazione alle aree d’intervento previste dai Piani e ai presidi offerti dalle singole normative nazionali a protezione dell’economia legale.

L’idea è quella di intercettare la minaccia senza aspettare che l’infiltrazione della criminalità organizzata emerga da risultanze investigative: se queste evidenziassero già la commissione di reati la prevenzione non avrebbe funzionato e la mafia sarebbe già entrata nel circuito dell’economia legale, inquinando i mercati.

L’obiettivo è quello di giungere ad un action plan europeo, articolato e trasversale in grado di arginare il rischio di infiltrazione e preservare il benessere finanziario EU, perché le vulnerabilità di un Paese non si estendano con un effetto domino agli altri Stati e ciascuno possa, invece, beneficiare delle best practice esistenti, come patrimonio condiviso del law enforcement europeo.

La posizione italiana, espressa da rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, si è focalizzata sulla necessità di un’efficiente scambio di dati di intelligence, ovvero d’informazioni a carattere preventivo e non necessariamente collegate ad indagini penali; sulla condivisione di best practices e indicatori per prevenire l’infiltrazione della criminalità organizzata con particolare focus connesso ai settori che riceveranno maggiori fondi dal Next Generation EU, come la green economy, e sulla promozione di banche dati strutturate sul modello italiano della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici e della Banca Dati Unica per la Documentazione Antimafia, che consentono una visione integrata della spesa nazionale, il monitoraggio e il controllo dell’intero ciclo di vita degli appalti pubblici.

A margine del LEF si è svolto un incontro bilaterale tra il prefetto Rizzi e il direttore di Europol Catherine De Bolle: piattaforme criptate, crimini dell’odio, cyber attacchi, ricadute sulla sicurezza interna del conflitto russo-ucraino sono stati gli argomenti affrontati al fine di garantire una maggiore integrazione operativa in ambito europeo.

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Fonte e immagini: Ministero dell’Interno / Polizia di Stato
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Commemorazione della strage di via Fani, tre poliziotti e due carabinieri furono uccisi (video)

Roma, 16 marzo 2022 – Questa mattina a Roma è stata commemorata la strage di via Fani dove, il 16 marzo 1978, furono uccisi tre agenti di polizia e due carabinieri che componevano la scorta dell’onorevole Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. Il politico, in quella circostanza, fu rapito da appartenenti all’organizzazione terroristica Brigate Rosse.

Durante la cerimonia, un picchetto interforze, composto da personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, ha reso omaggio al vicebrigadiere di pubblica sicurezza Francesco Zizzi, alle guardie di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, al maresciallo maggiore dei carabinieri Oreste Leonardi e all’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci.

Sul luogo dell’eccidio sono state deposte delle corone d’alloro da parte del presidente della Repubblica, degli altri organi costituzionali dello Stato e delle Autorità locali.

Anche il capo della Polizia Lamberto Giannini e il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Teo Luzi, presenti alla cerimonia, hanno deposto due corone in ricordo dei poliziotti e dei carabinieri uccisi nell’attentato terroristico.

I 3 giovani poliziotti, il 16 febbraio del 1979 furono insigniti della Medaglia d’oro al Valor civile, e i loro nomi sono incisi anche nelle piccole lapidi del Sacrario presente alla Scuola superiore di Polizia.

La storia

Roma, ore 9 del 16 marzo 1978. In via Mario Fani, l’auto con a bordo Aldo Moro e quella della scorta, furono bloccate all’incrocio con via Stresa da un commando delle Brigate Rosse. I terroristi aprirono immediatamente il fuoco, e in pochi secondi uccisero i cinque uomini della scorta e sequestrarono Moro, lo statista della Democrazia Cristiana poi ucciso dopo 55 giorni di prigionia.

la strage di via Fani
© Maurizio Riccardi, gentile concessione dell’Archivio Riccardi

Sul luogo della strage furono trovati, dentro un’Alfa Romeo Alfetta, il cadavere della guardia di pubblica sicurezza Giulio Rivera e il corpo agonizzante del vicebrigadiere di pubblica sicurezza Francesco Zizzi; nella Fiat 130, su cui viaggiava Moro e che precedeva l’Alfetta, i cadaveri dell’appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci e del maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi; a terra, vicino all’auto, la guardia di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino.

Alle 9.03 una telefonata anonima al 113 informava di una sparatoria con numerosi colpi di arma da fuoco esplosi in via Fani.

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Cliccare per vedere l’intero servizio di Maurizio Riccardi il giorno della strage
Photogallery della strage dell’archivio Riccardi

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Fonte e immagini
: Polizia di Stato
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Torino, carabinieri arrestano la banda della monetine, badanti nascondevano merce rubata a casa delle loro assistite  

Presa la banda della monetina: derubavano le vittime distraendole con un trucco. Sequestrati 90mila euro in contanti e oltre 300mila euro di merce. Effettuati , 3 arresti e 6 denunce.

Torino, 24 Gennaio 2022 – Carabinieri fermano la banda della monetina. I malviventi rubavano le borse delle vittime, con il consolidato sistema delle monetine lanciate a terra: un rumoroso lancio di monete sull’asfalto distrae la vittima per consentire a un terzo malvivente di impossessarsi della borsa incustodita sul sedile anteriore dell’auto. Il trucco è stato visto dai carabinieri di Susa che hanno fermato la banda. Si tratta di tre peruviani, di 25, 30 e 36 anni, responsabili di furto aggravato in concorso. 

I militari dell’Arma avevano seguito, nei giorni scorsi, gli spostamenti di un’auto già avvistata in altri luoghi che erano stati teatro di furti ai danni di donne sole e anziane. I Carabinieri, dopo aver appurato che a bordo della vettura si trovavano dei sudamericani corrispondenti alle descrizioni fornite dalle vittime, li hanno seguiti e colti in flagranza nel parcheggio della “Coop” di Piossasco. La base logistica, dove il gruppo nascondeva una piccola parte della refurtiva (occhiali, borse, tablet, cellulari) dal valore stimato superiore ai 25.000 euron è stata individuata.  

Con i bancomat rubati alle vittime prelevavano denaro contante, che poi veniva reinvestito in proprietà in Perù, o acquistavamo beni di lusso. 

Badanti infedeli.

Usavano la casa dei loro assistiti come deposito di merce rubata 

Le meticolose indagini hanno consentito ai Carabinieri di prendere anche i complici e di portare alla luce una rete di badanti, con il ruolo di ricettatori e custodi che nascondevano la merce rubata a casa dei loro assistiti. Anziani insospettabili e ignari di tutto. Le sei perquisizioni eseguite hanno permesso di sequestrare 90.000 euro in contanti e 500 dollari americani, documentazione riconducibile a transazioni fraudolente in direzione del continente sudamericano.

Sono stati individuati e sequestrati i seguenti beni, tutti di prestigiose marche, del valore complessivo di oltre 300mila euro:

  • 690 capi d’abbigliamento, in parte ancora dotati di etichetta e sistema antitaccheggio installato,
  • 65 borse,
  • 39 paia di occhiali,
  • 31 profumi,
  • 19 smartphone,
  • 18 monili in oro,
  • 16 portafogli,
  • 13 orologi. 

Sei peruviani, tra cui tre badanti e due dei tre arrestati in flagranza, sono stati denunciati per ricettazione.

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: Comando generale dell’Arma
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Il nostro Tricolore celebra il 225 anniversario, celebrazioni e manifestazioni

Roma, 7 gennaio 2021 – Numerose le celebrazioni di oggi per commemorare, nella Giornata Nazionale della Bandiera, il 225 anniversario del Tricolore, nato a Reggio Emilia.

Le nostre Forze Armate hanno dato lustro alla nostra Bandiera ovunque sulla rete, dai siti istituzionali, ai portali social, da Meta (ex Facebook) a Twitter e ogni gruppo e associazione d’arma ha presenziato virtualmente con immagini, video e commenti.

7 GENNAIO 2021 FESTA PRIMO TRICOLORE
CON MINISTRO PATRIZIO BIANCHI
Fonte immagine: https://www.reggionline.com/festa-della-bandiera-tricolore-arriva-dal-cielo-fotogallery/

Nella città natale del Tricolore l’Esercito Italiano ha onorato la nostra Bandiera con un lancio effettuato dal Reparto Attività Sportive dell’Esercito della Brigata Paracadutisti Folgore. Un paracadutista con una bandiera tricolore di 150 metri quadrati è atterrato in piazza Prampolini, a chiusura della cerimonia presenziata dal sindaco e da autorità civili e militari, dove si è svolta l’alzabandiera, con gli onori militari e l’esecuzione dell’Inno nazionale.

L’Aeronautica Militare ha portato in volo il Tricolore durante una missione operativa sull’#Iraq degli Eurofighter del Task Group Typhoon, rischierati in #Kuwait per l’operazione Inherent Resolve.

Un nostro lettore, il presidente Assoarma Verona, granatiere Roberto Pellegrini, ci ha inviato alcune immagini scattate nel 2019 a Verona, quando venne allestita una mostra sul tricolore alla Gran Guardia dove circa 200 bandiere esposte, in parte originali e in parte ricostruite filologicamente, hanno illustrato le vicende del Tricolore italiano dal 1797 ad oggi. La mostra faceva parte di eventi promossi dal Comune e dal Comando delle Forze Operative di Supporto, sotto il comando del generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, e con la collaborazione di Agsm.

Anche la Polizia di Stato ha reso onore al Tricolore, questa mattina alle 11,30 con la sua banda che si è esibita sul palco del Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia, sotto la direzione del Maestro Maurizio Billi, si è esibita in per la prima volta in città.

La Banda Musicale della Polizia di Stato, con una storia lunga oltre 90 anni segnata da continui successi che hanno lasciato un segno importante nel paesaggio culturale in Italia e all’Estero, ha sempre fornito significativi segnali di modernità nel tempo. 

Nel link possibile vedere la banda mentre suona l’Inno d’Italia https://www.interno.gov.it/it/galleria-video/inno-nazionale-eseguito-dalla-banda-musicale-polizia-stato-festa-tricolore

Ai nostri lettori: se anche voi avete delle foto e le volete vedere pubblicate qui sotto a chiusura articolo contattate la redazione, o andate sulla nostra pagina Meta (ex Facebook).

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Polizia presenta la nuova brochure “Questo non è amore 2021” (video)

Catania, 24 novembre 2021 – In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha presentato a Catania la 5ª edizione della brochure “…Questo non è amore”, campagna nazionale permanente finalizzata a prevenire la violenza di genere. L’evento si è tenuto a Catania alla presenza del ginistro dell’Interno prefetto Luciana Lamorgese e del Capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza prefetto Lamberto Giannini.

Con questo progetto la Polizia di Stato rinnova il proprio impegno a sensibilizzare, in modo semplice e lineare, le vittime di violenza e non solo, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, purtroppo tutte vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare.

Sono 89 al giorno, infatti, le donne vittime di reati di genere che si contano in Italia, secondo le segnalazioni raccolte dalle Divisioni Anticrimine delle Questure; nel 62% di casi si tratta di maltrattamenti in famiglia.

Il tasso più alto di donne che si rivolgono alle Forze dell’ordine per le richieste di ammonimento si registra nelle regioni del sud, in particolare in Sicilia; e proprio da questa regione, da Catania, città scossa nel recente passato da alcuni gravi episodi di femminicidio, che è necessario dire basta!

Grazie alle iniziative già realizzate dalla Polizia di Stato sul campo della prevenzione, è stato possibile registrare una leggera diminuzione dell’andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al 41%.

Nel 72% dei casi l’autore è il marito o l’ex marito; in 1 caso su 2 ha usato un’arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane.

Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31%; è del 40% se si considerano gli omicidi commessi fino alla data della pubblicazione della brochure.

Sul fronte della prevenzione continua ad essere l’ammonimento del Questore il provvedimento più efficace: secondo il Direttore Centrale Anticrimine, Prefetto Francesco Messina, “La sfida contro il femminicidio si gioca esclusivamente nel campo della prevenzione”, ed infatti l’intervento repressivo, ovvero l’arresto di chi arriva a compiere un atto del genere, assume un valore del tutto relativo poiché avviene laddove gli strumenti preventivi non abbiano avuto efficacia.

Il numero più alto di ammonimenti per atti persecutori si registra al sud; quello degli ammonimenti per violenza domestica, invece, nelle regioni del nord Italia.

Aumenta di poco il numero delle recidive nei casi di violenza domestica: i soggetti denunciati successivamente all’irrogazione dell’ammonimento passano dal 7% al 9%; diminuiscono sensibilmente invece le recidive per atti persecutori: dall’11% al 6%.

Nel 49% dei casi i soggetti ammoniti, sia per stalking che per violenza domestica, vivono o hanno vissuto con la vittima.

Si offre, però, anche una mano agli uomini maltrattanti, a coloro che agiscono violenza senza ancora sfociare in un reato più grave che richiede un intervento di polizia giudiziaria. La Polizia di Stato, grazie al protocollo Zeus, indica anche agli uomini un percorso utile per uscire dal ciclo della violenza, una strada per gestire la loro rabbia.

La Polizia di Stato rappresenta, in questo senso, uno snodo fondamentale di una rete composta da istituzioni, enti locali, centri antiviolenza e di recupero dei maltrattanti, associazioni di volontariato che si impegnano ogni giorno per affermare un’autentica parità di genere, contro stereotipi e pregiudizi.

App YouPol per chiedere aiuto. In un periodo storico caratterizzato da emergenze che hanno segnato la storia di tutto il mondo, la Polizia di Stato ha adattato il suo approccio operativo attualizzandolo con nuovi strumenti tecnologici, come l’app YouPol, che tuttavia non sostituisce – per i casi gravi – la chiamata al Numero di Emergenza Unico Europeo “112” e/o 113, soprattutto nei casi di pericolo imminente. Questo numero è sempre attivo, 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, però YouPol può aiutare le vittime e i testimoni di atti di violenza domestica a chiedere aiuto.

L’opuscolo “…questo non è amore”, elaborato dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, è stato studiato per offrire alla cittadinanza un servizio di informazione, sensibilizzazione ed aiuto sui temi del contrasto alla violenza di genere, anche per l’emersione del “sommerso”, con l’obiettivo di aiutare le donne a difendersi da violenze fisiche, psicologiche, verbali ed economiche.

Spesso il primo passo è il più difficile: la paura di essere giudicate, la vergogna di raccontare dettagli della propria vita privata, il timore di rimanere sole. A volte però basta solo una spalla a cui appoggiarsi, qualcuno con cui parlare, una rete di sostegno indispensabile per iniziare un nuovo percorso di vita libero dalla violenza e dal dolore.

La campagna “…questo non è amore” non si ferma al 25 novembre, poiché è fondamentale che l’azione di prevenzione e di informazione sia portata avanti costantemente, tutto l’anno; ed infatti la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato coordina a livello nazionale il progetto “Camper”, con cui équipe multidisciplinari composte da funzionari di polizia, medici, psicologi, rappresentanti di centri antiviolenza e ad altre istituzioni e associazioni impegnate su questi temi, distribuiscono la brochure nelle piazze (durante il lockdown nei supermercati), mettendo a disposizione le proprie competenze per aiutare le donne a sentirsi meno sole e a liberarsi di violenze e sopraffazioni, a volte nascoste e vissute il solitudine.

#essercisempre è un impegno costante perché, come affermato dal Prefetto Lamberto Giannini, “il silenzio aiuta l’aguzzino, mai la vittima”.

#aiutiamoledonneadifendersi


Polizia e sindacati, al via l’atteso congresso nazionale SIAP giunto alla IX edizione

Tre giorni dedicati alla sicurezza, all’ordine pubblico e alla tutela dei disagi del personale di Polizia

Roma, 12 settembre 2021 – Al via i lavori del IX Congresso Nazionale SIAP, dal titolo “Le sfide della Sicurezza nella società che muta” che saranno articolati in tre giorni, in due location di prestigio, quali il Teatro Brancaccio di Roma dove si apriranno i lavori il 14 settembre, e l’Hotel Quirinale per il 15 e il 16.

A darne notizia dell’evento è il dirigente Siap Francesco Paolo Russo che sarà presente al congresso.

Interventi del 14 settembre

La prima giornata del convegno “Le sfide della Sicurezza nella società che muta” avrà come protagonisti, con i loro interventi, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro delle Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, l’europarlamentare Carlo Calenda e il capo della Polizia Lamberto Giannini. L’incontro sarà moderato da Gian Marco Chiocci, direttore dell’agenzia Adnkronos.

Il giorno 14 dalle ore 15,00 dopo la relazione del Segretario Generale SIAP Giuseppe Tiani, saranno affrontati i delicati e complessi temi della sicurezza, della gestione dell’ordine pubblico e delle tutele per tutte le poliziotte e i poliziotti in un periodo storico di oggettiva difficoltà. Le tensioni sociali, il malcontento, la pandemia, la crisi afghana, l’incertezza del futuro, saranno le argomentazioni e i temi da sviscerare affinché il Paese possa affrontare la tanto auspicata rinascita. È previsto l’intervento del segretario generale Confsal Angelo Raffaele Margiotta.

Delegazioni di poliziotti e poliziotte di ogni ruolo e qualifica provenienti da ogni provincia d’Italia presenzieranno i lavori, nonché gli esponenti dei COCER e le delegazioni delle maggiori organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza e Difesa;

  • SIULP, SAP, ANFP e USIP (Polizia di Stato);
  • SNADIP (Sindacato dei Dirigenti Prefettizi);
  • USIC (1° Sindacato dell’Arma dei Carabinieri);
  • USIF e SINAFI (Rispettivamente il 1° e 2° Sindacato della Guardia di Finanza);
  • SAPPE e UIL Penitenziari (Rispettivamente il 1° e 2° Sindacato della Polizia Penitenziaria);
  • COCER e neo Sindacati dell’Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Capitaneria di Porto;
  • UIL VF e CONFSAL VF (Sindacati dei Vigili del Fuoco).

Inoltre parteciperanno le seguenti organizzazioni sindacali in rappresentanza del mondo del lavoro:

  • SNALS (Sindacato dei lavoratori della Scuola, Professori, Docenti Universitari e personale ATA);
  • FAST (Sindacato dei Trasporti e Logistica);
  • FISMIC (Sindacato dei Metalmeccanici);
  • UNSA (Sindacato dei lavoratori delle Funzioni Centrali);
  • LIBERSIND (Sindacato dei Giornalisti RAI, Spettacolo e Cultura);
  • CONFSAL – Poste; FIALS (Sanità);
  • FNA (Agricoltura);
  • FEDR.AGRI. (Sviluppo e Agricoltura aderente al Movimento Cristiano Lavoratori);
  • UNISIN (Bancari).

Interventi del 15 e 16 settembre

I lavori proseguiranno il 15 e 16 settembre presso l’Hotel Quirinale in via Nazionale 7, dove autorevoli presenze il 15 settembre dalle 9,00 si alterneranno per il confronto interno del sindacato.

Nella mattinata del 15 sono programmati gli interventi del prefetto Franco Gabrielli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e dell’onorevole Enrico Borghi responsabile delle politiche della sicurezza del PD, nonché la partecipazione dell’onorevole Emanuele Fiano, l’europarlamentare Dino Giarrusso e il vice presidente del CESI Roberto Di Maulo.

Il pomeriggio vedrà come relatori il sottosegretario agli Interni onorevole Nicola Molteni, il sottosegretario alla Giustizia onorevole Francesco Paolo Sisto e il senatore Maurizio Gasparri.

Il 16 settembre dalle 9,00 il Convegno riprenderà con gli interventi del segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri e l’onorevole Nunzio Angiola componente della VI Commissione Finanze, per poi concludere con l’elezione dei nuovi organismi centrali del Sindacato (Segretario Generale, Segretaria Nazionale e Direzione Nazionale).

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Fonte
: SIAP
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POLIZIA DI STATO, A ROMA IL 1° SEMINARIO SUL TEMA “GLI ATTI INTIMIDATORI NEI CONFRONTI DEI GIORNALISTI: UNA MINACCIA ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE”

Roma, 18 luglio 2021 – Il primo seminario sul tema “Gli atti Intimidatori nei confronti dei giornalisti: una minaccia alla libertà di espressione”, si è svolto nei giorni scorsi presso la sala conferenze dell’Hotel Massimo d’Azeglio di Roma.

L’incontro, organizzato dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, ha visto la partecipazione di qualificati relatori delle Forze di polizia e di giornalisti vittime di minacce.

L’incontro è stato preceduto da un intervento del dott. Carlo Verna – presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e del prefetto Rizzi, vice direttore generale della Pubblica Sicurezza – direttore centrale della Polizia Criminale, nonché presidente dell’organismo di supporto al centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.

Il prefetto Vittorio Rizzi nel suo intervento, nel ricordare che il fenomeno delle minacce nei confronti dei giornalisti è costantemente all’attenzione del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha ribadito la necessità che il cronista denunci sempre gli atti intimidatori alle Forze di polizia, al fine di individuare i c.d. “leoni da tastiera”, ridefiniti per l’occasione come “iene da tastiera”, che sulla rete si nascondono spesso dietro un nickname.

Per i giornalisti hanno presentato le proprie riflessioni Antonella Napoli, direttrice del quotidiano “Focus on Africa”;  Asmae Dachan, scrittrice, esperta di Medio Oriente e dialogo interreligioso; Nello Scavo, reporter internazionale e collaboratore di diverse testate estere ed attualmente inviato per “Avvenire”; Michele Albanese, del “Quotidiano del Sud” e collaboratore de “L’Espresso” e Antonio Sanfrancesco, di Famiglia Cristiana.

Per le Forze di Polizia sono intervenuti il dirigente superiore della Polizia di Stato Stefano Delfini ricordando l’importanza anche in questo ambito dell’analisi strategica interforze, il generale di brigata dei Carabinieri Giuseppe De Riggi sull’emersione del fenomeno degli atti intimidatori e la limitazione dei casi di omessa denuncia da parte delle vittime; il dirigente superiore della Polizia di Stato Nunzia Ciardi sul contrasto ai crimini cibernetici e alla minacce sulla rete; il dirigente superiore della Polizia di Stato Eugenio Spina sulle minacce di matrice politica e il colonnello della Guardia di Finanza Massimiliano di Lucia sulle connessioni tra le attività investigative del Corpo e gli atti intimidatori.

L’evento ha rappresentato l’occasione per condividere il report del primo semestre dell’anno in corso, relativo al monitoraggio degli atti intimidatori subiti dai professionisti dell’informazione in Italia.

L’analisi dei dati dei primo semestre conferma la tendenza all’aumento del fenomeno in osservazione: nel 2021 sono stati censiti 110 episodi (+11% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente allorquando si erano registrati 99 episodi) di cui 18 riconducibili a contesti di criminalità organizzata (16%), 36 a contesti politico/sociali (33%) e 56 riferibili ad altre fattispecie (51%). Sono monitorate con attenzione anche le intimidazioni avvenute tramite web che ammontano a 55, pari al 50% del totale.

Le regioni che nello stesso periodo hanno fatto registrare il maggior numero di eventi sono il Lazio, Lombardia, Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna.

Si registra anche un significativo aumento delle giornaliste minacciate.

A conclusione dell’incontro il presidente Carlo Verna ha manifestato la propria soddisfazione per gli interventi dei relatori che hanno esaltato l’importanza dell’etica del giornalista nello svolgimento del proprio lavoro.

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Fonte
: Polizia di Stato
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POLIZIA, IL COMMISSARIO MASCHERPA SPECIAL GUEST A COMICSPONDE, IL FESTIVAL DEL FUMETTO SUL LAGO MAGGIORE

Varese, 18 luglio 2021 – A Laveno Mombello, tra fumetto, animazione, manga e videogiochi, arriva per la prima volta “ComicSponde,  la manifestazione che prevede una serie di attività che spaziano da mostre di autori di fumetti e illustratori a incontri tematici e team work.

Dal 1981 al 2002 Laveno Mombello è stata sede del famoso weekend degli umoristi, ed oggi, ComicSponde, propone un programma più ampio con un palinsesto originale, orientato a valorizzare le connessioni tra fumetti illustrazione e game arte e videogame con la partecipazione di 36 artisti provenienti da tutta Italia con le loro opere.

Nella giornata di ieri, sabato 17 luglio, si è tenuta l’apertura delle mostre presso Villa Frascoli Fumagalli con le autorità e gli artisti. Sono state esposte tavole e quadri delle varie tecniche di disegno dal fumetto ai videogame, dalla concept art alla virtual photography.

Oggi, domenica 18 luglio, alle ore 11.00, la manifestazione si è aperta con le autorità, i curatori e gli artisti della mostra “20 anni con il Weekend degli Umoristi”. Sono esposti materiali di archivio della storica manifestazione lavenese: foto, pubblicazioni, tavole, piatti in ceramica delle 20 edizioni.

In particolare, l’appuntamento è con il Commissario Mascherpa, il primo fumetto della Polizia pubblicato su Poliziamoderna, mensile ufficiale dell’istituzione, illustrato da Daniele Bigliardo, storico disegnatore della scuderia Bonelli, e sceneggiato da Luca Scornaienchi, direttore del museo del fumetto di Cosenza.

A presentare la graphic novel, il questore di Varese Michele Morelli insieme alla direttrice responsabile di Poliziamoderna Annalisa Bucchieri.

Alla ricerca di nuove e più agili forme di comunicazione rivolte ai ragazzi, in grado di trasmettere loro il rispetto delle regole e la cultura della legalità, nonché di avvicinarli a tematiche impegnative come quella della lotta alla mafia,  la Polizia di Stato, tramite Poliziamoderna, ha voluto investire nel fumetto un linguaggio diretto, capace di arrivare ai lettori più giovani e di coinvolgerli.

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Fonte
: Polizia di Stato
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