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Reggio Emilia: le Forze Armate in campo per il maltempo

Reggio Emilia, 12 dicembre 2017 – In queste ore di emergenza, le Forze Armate sono intervenute nei luoghi più colpiti dal maltempo, in concorso alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alle altre Istituzioni preposte, nel territorio della provincia di Reggio Emilia, dove all’alba di stamattina il fiume Enza ha rotto gli argini allagando i centri abitati, così come nel modenese, dove il fiume Secchia ha raggiunto livelli di allarme esondazione.

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In particolare, l’Esercito, con alcune decine di militari del Reparto Supporti dell’Accademia di Modena, un elicottero del 2° reggimento AVES di Bologna e alcuni mezzi ruotati, ha concorso ai lavori per l’innalzamento degli argini del fiume Secchia.

Nel contempo, due elicotteri dell’Aeronautica Militare sono stati tempestivamente impiegati per le attività di soccorso ed evacuazione di persone da case e aziende. In particolare, in località Lentigione (Reggio Emilia) un elicottero dell’83° Centro SAR di Cervia ha recuperato 13 persone rimaste isolate e in difficoltà, mentre un secondo elicottero dell’81° Centro Addestramento Equipaggi di Cervia ha assicurato il trasporto di sacchetti di sabbia.

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Le Forze Armate sono comunque pronte a incrementare il loro concorso, qualora richiesto e se le condizioni meteorologiche dovessero peggiorare ulteriormente. Infatti, al fine di essere in grado di intervenire con tempestività, sono già stati posti in prontezza alcuni ulteriori assetti: la Marina Militare ha reso disponibile un elicottero della base di Luni-Sarzana (SP), mentre il 2° reggimento Genio Pontieri di Piacenza ha già pronti alcuni mezzi natanti e di trasporto. Una disponibilità che dimostra, ancora una volta, la piena validità del concetto del dual use, cioè di quelle capacità che, nate per esigenze strettamente militari, possono essere poste proficuamente al servizio dei cittadini per garantire il soccorso e l’assistenza in caso di emergenze ed esigenze particolari.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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COMLOG: a Piacenza il 5° seminario sulle novità introdotte dalle circolari 4003, 4004 e 4005 ed. 2017 a favore degli enti di stanza in Emilia Romagna

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Piacenza, 12 dicembre 2017 – Si è svolto nei giorni scorsi, presso il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, il 5° seminario divulgativo di tre circolari emanate dal Comando Logistico dell’Esercito nel corso di quest’anno, relative alle scorte a veicoli e trasporti eccezionali e all’intermodalità.

L’evento, voluto dal comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Leonardo di Marco e organizzato dal Comando Trasporti e Materiali in sinergia con lo Stato Maggiore del COMLOG, ha avuto l’obiettivo di illustrare, anche con dimostrazioni pratiche, le novità introdotte dalle citate pubblicazioni.

All’attività, che segue quelle realizzate presso il Comando dei Supporti Logistici di Roma, la SERIMANT di Palermo, la divisione “Friuli”e il reggimento logistico “Ariete”, ha partecipato il personale degli EDRC di stanza in Emilia Romagna.

Il seminario, articolato in quattro periodi, ha registrato gli interventi del colonnello Franco Fratini e del tenente colonnello Carlo La Torre dell’ufficio alienazioni del COMLOG, che hanno illustrato i contenuti generali delle circolari 4003 “Scorta tecnica ai veicoli e ai trasporti eccezionali dell’Esercito” e 4004 “Approvvigionamento, gestione e mantenimento di container, shelter e pallet”, mentre il capitano Riccardo Pietrobono dell’Ufficio MOTRA del comando TRAMAT ha esposto i contenuti generali della circolare 4005 “I movimenti e i trasporti eccezionali dell’Esercito”.

Al termine della conferenza, ha avuto luogo una dimostrazione pratica organizzata da personale del COMFOTER COE, dell’8° reggimento trasporti “Casilina” e del 6° reggimento logistico di supporto generale di Budrio (BO), con lo scopo di simulare alcune attività logistiche tra cui la scorta tecnica a un carico eccezionale, la sosta d’emergenza di un veicolo eccezionale, un’attività di trasporto intermodale con pallet NATO, pallet aereo e container aviotrasportabile, l’attraversamento di una galleria, un controllo e un’ispezione a un container (secondo l’approved continuous examination programme – ACEP) e un controllo periodico a un container “Tank” e a un’autocisterna.

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Fonte e immagini: ComLog
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Carabinieri: 100 anni in Terra Santa

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Gerusalemme, 12 dicembre 2017 – L’uniforme da campagna della prima guerra mondiale. Al posto degli stivali, le “fasce mollettiere” e, in testa, la lucerna grigioverde. Di questi carabinieri in posa davanti al portone del Santo Sepolcro di Gerusalemme non si conosce il nome, non si conosce la storia personale, ma lo sguardo fiero e l’impresa compiuta, sì.

Sono passati esattamente cento anni da allora, era il 12 dicembre del 1917 e questi militari e i loro colleghi, 150 in totale, erano appena arrivati in Terra Santa. Facevano parte del corpo di spedizione italiano che doveva affiancare quello inglese per compiti militari e di polizia e contrastare, così, l’esercito ottomano. L’obiettivo? Dare stabilità all’area a nord del Mar Morto.

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Il distaccamento dei carabinieri della Palestina affrontò un viaggio lungo e difficile per arrivare a Gerusalemme. Lo sbarco a Tobruk, sulla costa libica, il trasferimento logistico a Gaza e da lì, a piedi, l’ultimo tratto di strada che li portò ad entrare nella Città Santa tra l’11 e il 12 dicembre 1917. Vigilanza ad obiettivi sensibili, acquedotti, strutture ferroviarie, luoghi sacri come, appunto, il Santo Sepolcro erano solo alcune delle loro mansioni. La presenza della Benemerita in Cisgiordania proseguì fino al 1921.

L’attività dell’Arma in queste terre è ripresa negli ultimi anni: eccoli in queste foto i carabinieri del terzo millennio davanti al Santo Sepolcro per rendere omaggio a chi li ha preceduti.

Simpaticamente nelle stesse pose di allora, a testimonianza del tempo che passa e dell’Arma che si rinnova. In questi scatti del 2017 c’è la stessa fierezza, lo stesso sguardo orgoglioso. Valori sintetizzati in una istantanea/fotomontaggio in cui un militare del 1917 è ritratto assieme ai colleghi del 2017. Una sintesi ideale dei valori di un tempo che per l’Arma restano immutati.
Ma tra tutti gli scatti ce n’è uno diverso da quelli del 1917. Cinque carabinieri, tre uomini e due donne: militari dei reparti territoriali e della Seconda Brigata Mobile. Il loro sguardo è rivolto al futuro.

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Alle soglie del 2018 sono due le missioni attive in queste zone: la Miadit, con base a Gerico, e la TIPH, che opera a Hebron. 
La Missione Miadit (Missione addestrativa italiana) ha il compito di formare le forze di sicurezza palestinesi affinché imparino a gestire e a prevenire derive terroristiche di gruppi criminali.
La TIPH (Temporary international presence in Hebron) è una missione voluta dall’Onu affinché i carabinieri italiani assieme a rappresentanti di altre nazioni favoriscano il dialogo tra i palestinesi e gli israeliani che convivono nella difficile realtà di Hebron.

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Fonte e immagini: Arma dei carabinieri
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Delegazione militare del Kuwait al comando trasporti e materiali di Roma

Roma, 7 dicembre 2017 – Nei giorni scorsi una delegazione di ufficiali dell’Esercito del Kuwait, guidata dal maggior generale Alshanfa Ali, ha visitato il comando dei trasporti e materiali in Roma.

Museo Motorizzazione Militare

La delegazione, accolta dal comandante TRAMAT, maggior generale Arnaldo Della Sala, dopo un saluto di benvenuto, ha assistito a un briefing riguardante l’organizzazione della logistica della Forza Armata.

Briefing al COMLOG

Successivamente gli ospiti  si sono recati in visita all’8° reggimento trasporti “Casilina” di Roma e nei giorni a seguire al Polo di Mantenimento delle armi leggere di Terni, allo stabilimento militare munizionamento terrestre di Baiano di Spoleto (PG) e al Museo della Motorizzazione in Roma-Cecchignola.

L’attività, che si inquadra nel piano di cooperazione della Difesa, si è svolta in un clima di totale cordialità e serenità. A conclusione della visita il generale Alshanfa Ali ha espresso soddisfazione e interesse per quanto visto nelle diverse realtà visitate.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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“Da sbirro a investigatore”  il nuovo libro dello storico Giulio Quintavalli alla fiera nazionale della piccola e media editoria

Più libri più liberi
Fiera nazionale della piccola e media editoria
6  / 10 dicembre 2017
a La Nuvola EUR/Roma

“Da sbirro a investigatore”
il nuovo libro dello storico Giulio Quintavalli

l’8 dicembre presso lo stand di PoliziaModerna

– una giornata con l’autore –

 

Il LIBRO

Lo studio affronta il processo di affermazione della cultura professionale della Polizia di Stato sullo sfondo del positivismo a cavallo tra ‘800 e ‘900, che si conclude con la crisi dello stato liberale nei mesi successivi alla Grande guerra.

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E’ il momento in cui il termine “sbirro”, grondante della cultura del sospetto e della prevaricazione, è affiancato da “agente e ispettore d’investigazione”, che sottende il proficuo utilizzo delle nuove tecniche di intelligence e di detection (dovute ai progressi della Scuola di Polizia scientifica di Salvatore Ottolenghi) rapidamente maturate durante la Guerra per il contrasto al nemico interno, la caccia alle spie, disertori, sobillatori, affaristi. Aspetti questi su cui l’Autore si sofferma con particolare puntualità ricostruendo aspetti inediti della Guerra 1915-’18.

La crisi dello stato liberale è anche crisi di norme e di uomini chiamati a contrastare l’eversione politica di diversa natura ma, prima di tutto, crisi di metodi di indagine, antiquati ed empirici. Il governo né è pienamente consapevole tanto che, volendo ridisegnare radicalmente la detection e le indagini di polizia giudiziaria (delle quali l’Autore propone una panoramica molto particolareggiata), nell’agosto 1919 decide di istituire il Corpo degli Agenti d’Investigazione «per il sevizio della prevenzione e della repressione dei reati e per la ricerca dei delinquenti».

Un Corpo dello Stato dalla brevissima vita (verrà soppresso con il Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza dal governo Mussolini il 31 dicembre 1922) a cui si devono, per conclusioni dell’Autore, le vere origini di una Polizia moderna ed efficace: la Polizia di Stato.

Chi è Giulio Quintavalli

Ha conseguito la Laurea Magistrale le in Storia e Società presso l’Università Roma Tre con una tesi in Storia contemporanea dal titolo “Investigatori. La professionalizzazione della Polizia del Regno nell’Italia Liberale (1880-1919)”. Sostituto commissario coordinatore della Polizia di Stato, in servizio all’Ufficio Storico della Polizia di Stato, ha avuto modo di approfondire i molteplici aspetti della storia istituzionale della Polizia e di maturare specifiche competenze in materia di comunicazione storico-iconografia, raccogliendo nel corso degli anni un’amplissima collezione di cartoline postali sulla Polizia, parte della quale oggetto della tesi di laurea di I livello in Storia e comunicazione nel medesimo Ateneo.

Professionalmente autore e coautore di articoli tematici pubblicati su: Polizia Moderna (official magazin della Polizia di Stato); Fiamme d’oro (Rivista dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato); Il Nastro Azzurro (Periodico dell’Istituto del Nastro Azzurro fra i decorati e i combattenti decorati al valor militare); Cronaca Filatelica (Mensile di storia postale annulli e interi postali). Coautore di La storia e le uniformi della Polizia italiana, a cura di Antonio Laurito, Ed. Promo Police, Roma, 2007 (ii e d. 2008); In Nome della Legge. Tracce Satiriche della Polizia Italiana tra Otto e Novecento (a cura di Fabio Santilli), Roma, Ufficio Storico della Polizia di Stato e Centro Studi Gabriele Galantara, 2009 (ii ed. 2011); 70° Anniversario della Polizia Stradale. Dalla Costituzione… al terzo millennio, a cura di Raffaele Camposano, Roma, 2017. Sempre per la Polizia di Stato ha curato la grafica e i testi delle rubriche Polizia Ieri e Polizia in uniforme contenute in: Polizia di Stato. Ieri e oggi al servizio della gente, De Agostini Editore, pubblicazione quattordicinale, 2004. Ha effettuate le ricerche iconografiche e ha curato la grafica di: Guida alla collezione dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato, 2014.

Ha anche collaborato con Gigi Simeoni per la realizzazione del romanzo a fumetti Gli occhi e il buio, Bonelli editore, 2007.

 

 


Esercito: 6° seminario sulle procedure infologistiche dei rifornimenti

un momento dell'attività

Roma, 6 dicembre 2017 – Si è svolta nei giorni scorsi, presso il reggimento logistico “Pinerolo” in Bari, la sesta sessione della “Campagna informativa nazionale sui rifornimenti”, organizzata dal Comando dei trasporti e materiali in favore dei reparti di stanza in Puglia, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna e Marche.

All’incontro sono intervenuti il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Leonardo di Marco, e il comandante dei trasporti e materiali, maggior generale Arnaldo Della Sala.

Generale Leonardo di Marco

Il comandante logistico ha voluto essere presente nella circostanza per rimarcare la necessità di uniformare in ambito nazionale le procedure in materia di rifornimenti e per stimolare i convenuti sulla necessità di utilizzare in forma più capillare e coordinata le moderne piattaforme gestionali info-logistiche in dotazione alla Forza Armata quali moltiplicatori di efficacia, soprattutto nell’ottica di razionalizzare e ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili. Il comandante dei trasporti e materiali, nel suo intervento, ha espresso la sua determinazione nel perseguire la più ampia diffusione della cultura info-logistica in piena sinergia tra i reparti operativi e la fascia logistica di sostegno.

Foto di gruppo

La presenza dei vertici del Comando logistico dell’Esercito alla sessione pugliese della campagna informativa e la  partecipazione interessata dei numerosi rappresentanti del comparto TRAMAT testimoniano il carattere di rilevanza attribuito allo sviluppo della cultura info-logistica, dei sistemi informativi e gestionali e del diuturno confronto e scambio professionale tra le articolazioni del comparto logistico della Forza Armata.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Presentato in Abruzzo il CalendEsercito 2018

L’Aquila, 5 dicembre 2017 – Presentato stamane a L’Aquila, presso la sala conferenze di Confindustria L’Aquila, il CalendEsercito 2018 intitolato “Il lungo filo rosso”.

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Esso racconta in un unico continuum ideale gli italiani, la loro forza, il loro coraggio e la loro determinazione nel periodo storico compreso tra il Risorgimento e la Grande Guerra. Esercito e società in due epoche diverse vengono confrontati in dodici itinerari che ripercorrono settanta anni di vita italiana. Il taglio narrativo rende il CalendEsercito 2018 un contenitore speciale di vicende inedite e sorprendenti che costituiscono il vero sale delle storia. Una storia intrisa di autentica umanità.

È un tributo alla capacità del popolo italiano che anche nei momenti più tragici della propria storia ha saputo risollevarsi e assurgere a nuova vita. L’evento, che si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, è stato introdotto dal comandante militare dell’Esercito per l’Abruzzo, gen. b. Giuseppe Di Giovanni, e ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, tra cui la senatrice Stefania Pezzopane, il vicesindaco della città di L’Aquila, Guido Liris, il comandante della Legione Carabinieri Abruzzo-Molise, gen. b. Michele Sirimarco e il comandante regionale della Guardia di Finanza, gen. b. Flavio Aiello. La senatrice Pezzopane, nel suo intervento, tra le altre cose, ha ricordato la costante vicinanza dell’Esercito alla popolazione, in particolare nei territori colpiti da calamità, rammentando gli ultimi incendi che hanno martoriato l’Abruzzo ed ha concluso sottolineando che di fronte a catastrofi di gigantesca portata, quando non si vede via d’uscita, il barlume di speranza è sempre visto nell’arrivo dell’Esercito.

Anche il vicesindaco della città di L’Aquila, Guido Liris, ha preso la parola, richiamando sia l’intervento dell’Esercito in Abruzzo in occasione degli eventi calamitosi sia l’importanza che l’Esercito, intriso di storia e di valori, ha in un percorso di maturazione del sentimento di Patria.

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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito Abruzzo
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