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Carabinieri, consegnate le medaglie mauriziane nella scuola allievi Carabinieri di Reggio Calabria

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Reggio Calabria, 6 dicembre 2019 – Il generale di corpo d’armata Luigi Robusto, comandante interregionale dei Carabinieri, ha consegnato le medaglie mauriziane al personale in servizio e in congedo. La consegna ha avuto luogo oggi pomeriggio presso l’Aula Magna “Col. Cosimo Fazio” della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria.

Un riconoscimento a 10 lustri di servizio militare, segno tangibile del dovere e dell’attaccamento ad un istituzione retta da oltre 2 secoli di tradizione, disciplina e onore.

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Tra i premiati, Carabinieri di tutti gli ordini e gradi che rappresentano in maniera esemplare l’abnegazione quotidiana del servizio al cittadino, reso nelle terre di Calabria e Sicilia.

La medaglia mauriziana è stata istituita da Re Carlo Alberto di Savoia di Sardegna, tramite le Regie patenti del 19 luglio 1839, con il nome di “Medaglia mauriziana pel merito militare di dieci lustri”, e nel Regno d’Italia è stata disciplinata con Regio decreto 21 dicembre 1924.

La Medaglia mauriziana fu sostituita dalla Repubblica italiana il 7 maggio 1954 e assunse il nome di “medaglia mauriziana al merito di dieci 10 lustri di carriera militare”.

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Fonte e immagini: Comando provinciale CC di Reggio Calabria
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Al CASD il convegno “Esercito: motore tecnologico e di innovazione”, confronto tra istituzioni e industrie del settore Difesa

Intervento dell'On. Guido Crosetto

Roma, 6 dicembre 2019 – Si è svolto oggi presso l’auditorium “Andreatta” del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) il workshop Esercito: Motore Tecnologico e di Innovazione -”, evento tecnico-informativo promosso dallo Stato Maggiore dell’Esercito, per intensificare il confronto tra le istituzioni e le industrie del settore Difesa, utile al processo di trasformazione tecnologica che coinvolgerà sempre più il sistema produttivo nazionale.

L’evento, unico nel panorama dell’innovazione del comparto Difesa, ha fornito interessanti spunti di riflessione relativi alla trasformazione e alla tecnologia. In particolare è stata l’occasione per ribadire all’industria la necessità di investire in un processo di sperimentazione innovativo, incentrato sulle nuove tecnologie, in grado di incentivare e promuovere l’interazione tra centri di ricerca, Università e Difesa. In tale quadro l’Esercito, sfruttando nuovi accordi di collaborazione, intese ed avvalendosi del contributo intellettuale e di conoscenza dei principali sviluppatori di progetti e prototipi sarà in grado di creare una rete di relazioni professionali che si mantengono nel tempo e che si basano sulla fiducia reciproca. 

Sono stati analizzati nel dettaglio aspetti le tecnologie dei Robotic and Aunonomous System,  in ambiti operativi in cui sono impiegate le minori unità militari, a premessa di un possibile sviluppo capacitivo di tali tecnologie.

Tra i relatori, professionisti di settore provenienti da esperienze internazionali nel campo del comparto produttivo della Difesa, esperti di studi geostrategici e i Vertici della Difesa, tra i quali l’on. Guido Crosetto (AIAD – Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), il dott. Livio Romano (Centro Studi Confindustria), la prof.ssa Annalisa Bonfiglio e il dott. Gianluigi Sechi (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna), il prof. Antonio Bicchi (presidente di IRIM 3D Istituto di Robotica e macchine Intelligenti), il prof. Emanuele Menegatti (Università di Padova, DEI), il prof. Dario Albani (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l’ing. Giacomo Giannini (direttore JABER Innovation) moderati dal dott. Francesco Milan del Kings College di Londra.

Il generale di corpo d’armata Salvatore Farina, capo di stato Maggiore dell’Esercito, ha manifestato grande soddisfazione per la riuscita dell’evento, sia per la nutrita presenza nei tavoli di lavoro di realtà istituzionali, produttive e accademiche, sia per gli importanti risultati dibattuti durante il workshop. Ha anche evidenziato che: “Lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dei sistemi della Forza Armata sono aspetti imprescindibili per avere sempre un Esercito pronto e preparato a rispondere alle sfide del presente e del futuro” e ”quanto sia determinante avere una vision prospettica che sia addirittura più veloce della stessa tecnologia disponibile e che ci spinga a definire, con largo anticipo ed in modo chiaro, tanto gli obiettivi di medio/lungo termine quanto i benchmark che devono contrassegnare il percorso evolutivo dell’Esercito in sinergia con mondo accademico e sistema produttivo”

Alla fine dei lavori, il sottosegretario alla difesa Giulio Calvisi ha sottolineato che “Viviamo un’epoca nella quale le incertezze sono più numerose delle certezze ed il ritmo del cambiamento è tale da non consentirci distrazioni o ritardi. Le funzioni della difesa si assicurano anche e soprattutto, attraverso l’innovazione tecnologica. Sono certo che tutti quanti sapremo migliorare la già stretta e proficua collaborazione che vede iniseme difesa, industria e mondo accademico e della ricerca. Non possiamo dipendere né delegare ad altri paesi la nostra difesa e politica industriale. La disponibilità di una base industriale e tecnologica moderna ed efficiente costituisce, conseguentemente, un’esigenza imprescindibile per la sicurezza militare del Paese. Se alla sperimentazione in laboratorio segue quella in addestramento, poligono, ed infine, la successiva applicazione nei teatri operativi, si può avere la ragionevole certezza di una tecnologia sicura ed efficiente anche per gli usi civili”.

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Artificieri dell’11° rgt Genio Guastatori dell’Esercito disinnescano ordigno della II guerra mondiale

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Grottaglie, 03 dicembre 2019 – Sono terminate le attività di neutralizzazione di una bomba di aereo di fabbricazione americana dal peso di 300 libbre ad opera degli artificieri dell’Esercito. L’ordigno, risalente al secondo conflitto mondiale, era stato rinvenuto in buono stato di conservazione provvisto di dispositivo di innesco all’interno dell’aeroporto civile “Arlotta” di Grottaglie, durante l’esecuzione dei  lavori per l’ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili.

Il delicato intervento è stato condotto dagli specialisti del nucleo CMD (Conventional Munition Disposal), esperti nel settore della disattivazione di ordigni esplosivi regolamentari e di circostanza, dell’11° reggimento Genio Guastatori di Foggia, unità specialistica alle dipendenze della Brigata Pinerolo.

Le operazioni, disposte dal Comando delle Forze Operative Sud di Napoli, sono state coordinate dalla Prefettura di Taranto e si concluderanno nella giornata di lunedì con il brillamento dell’ordigno presso una cava nel Comune di San Giorgio Jonico.

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L’Esercito Italiano, grazie alle capacità tecniche e professionali del proprio personale ed ai mezzi in dotazione, è sempre più impegnato nel fornire il proprio contributo in attività di pubblica utilità.

Gli uomini del Genio, in particolare, sono attivi nella bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici su tutto il territorio nazionale. Nell’anno 2018 i nuclei CMD sono stati protagonisti di 1990 interventi, a conferma di una consistente presenza sul territorio di residuati bellici degli ultimi conflitti mondiali.

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Fonte e immagini: 11° rgt Genio Guastatori
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Carabinieri smantellano spaccio di stupefacenti nel quartiere romano Monteverde/Marconi

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Roma, 30 novembre 2019 – I Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere hanno smantellato piazza di spaccio nel quartiere Monteverde/Marconi

  • 10 indagati,
  • 4 persone arrestate
  • 2 ricercate all’estero.

I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 10 persone (di cui 5 destinatarie della custodia cautelare in carcere, 1 della misura cautelare degli arresti domiciliari e 4 sottoposte alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.). Due indagati destinatari di misure coercitive si trovano all’estero e sono attivamente ricercati, attraverso l’attivazione dei canali di cooperazione internazionale di polizia.

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione Porta Portese e guidate dalla Procura della Repubblica di Roma (gruppo reati gravi conto il patrimonio e gli stupefacenti), sono state avviate nel febbraio 2018 e hanno consentito di accertare l’esistenza di una fitta rete di spacciatori, composta in prevalenza da cittadini nordafricani che operavano nella zona Monteverde/Marconi.

I riscontri investigativi, oltre a individuare l’area di smistamento di hashish, marijuana e cocaina al dettaglio, hanno consentito di acclarare una continua affluenza di consumatori abituali, i quali, sicuri di poter acquistare lo stupefacente, non avevano neppure la necessità di concordare gli appuntamenti, nella consapevolezza che sul posto avrebbero sempre trovato i pusher. Oltre agli spacciatori, “retribuiti” con 50 € al giorno, sono stati identificati altri soggetti con le funzioni di procacciatori di clienti o di vedetta, i quali, in cambio di 40 €, erano pronti a dare indicazioni sui luoghi degli incontri e ad assicurare una cornice di sicurezza allo svolgimento dell’attività delittuosa, eseguendo anche, in molti casi, controlli nelle strade limitrofe proprio per scongiurare la presenza delle forze dell’ordine.

La droga veniva nascosta dai pusher in aiuole, anfratti, carrozzeria di auto in sosta, a richiesta recuperata e consegnata agli acquirenti.

Nel corso dell’attività, a riscontro delle indagini, sono state arrestate 5 persone in flagranza di reato, sorprese a spacciare sostanze stupefacenti anche a minorenni, deferiti in stato di libertà ulteriori 9 soggetti e segnalate 7 persone al Prefetto ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90.

Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Roma “Regina Coeli” ovvero sottoposti alla rispettiva misura cautelare personale diversa dal carcere.

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Fonte e immagini
: Arma dei Carabinieri
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Il capo di SMD generale Enzo Vecciarelli interviene al convegno Berlin Security Conference

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Berlino, 28 novembre 2019 – Il quotidiano nazionale tedesco Behörden Spiegel ha organizzato un convegno di due giorni, la Berlin Security Conference (BSC 2019), uno dei maggiori eventi di politica europea in materia di sicurezza e difesa.

Due giornate interamente dedicate al tema “l’Europa e le sue sfide esterne – un approccio a 360° in un momento di incertezze”, argomento su cui è intervento anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli sottolineando quanto sia “Fondamentale adattare la nostra capacità di rispondere alle minacce in evoluzione. Tutto questo richiede approcci diversi e capacità migliorate. I nostri strumenti militari devono cambiare ed essere pronti ad affrontare tali sfide” .

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Il capo di SMD, nel suo intervento, ha inoltre ringraziato l’organizzazione per l’esclusiva opportunità concessa ai rappresentanti dei Paesi convenuti alla BSC per sviluppare uno scambio di punti di vista sulle nuove sfide alla sicurezza globale e per definire una solida cooperazione. In particolare, il generale Vecciarelli ha affrontato il delicato tema del terrorismo nelle aree di interesse nazionale (Mediterraneo e Africa) evidenziando la necessità di promuovere un approccio a 360°  tramite le Organizzazioni Internazionali e accordi bilaterali e di riportare così il Mediterraneo al centro del dibattito europeo.
 
Nel prosieguo dell’intervento ha sottolineato come “un approccio a 360° deve includere anche le direzioni da cui provengono le minacce con particolare attenzione ai flussi migratori provenienti dal lato sud”, inoltre ha evidenziato come “gli elementi della minaccia globale non sono mutati, ma è cambiata la nostra percezione e la celerità con cui si manifesta che richiede una risposta veloce – The Speed of Relevance”.

Nel suo intervento, il generale Vecciarelli ha infine confermato l’importanza centrale del processo di digitalizzazione delle Forze Armate che “sarà uno degli argomenti chiave del prossimo decennio quale fattore fondamentale per il miglioramento delle nostre Forze Armate”.

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All’evento, aperto il 26 dal ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, hanno preso parte anche il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, il capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica generale di squadra aerea Alberto Rosso e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri generale di corpo d’armata Giovanni Nistri.

La Berlin Security Conference (BSC 2019), si tiene dal 2001 con un affluenza di circa 1200 partecipanti provenienti da paesi europei e non europei, dalle istituzioni europee,  e dalla NATO, e riunisce annualmente prestigiosi relatori rappresentanti dei Governi, delle Forze Armate, dell’industria dei Paesi europei, delle principali organizzazioni internazionali ed affronta i rilevanti temi riguardanti la Difesa e la sicurezza collettiva.

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Emergenza terremoto Albania: le Forze Armate italiane a supporto della popolazione albanese

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Roma, 27 novembre 2019 – In seguito alla forte scossa di terremoto verificatasi la scorsa notte a Durazzo, la Difesa, rispondendo alle richieste della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha immediatamente messo a disposizione assetti delle Forze Armate:

  • n. 12 mezzi ruotati per trasporto persone con circa 25 unità,
  • un elicottero CH-47 dell’Esercito,
  • un aereo C-130, un velivolo P180,
  • un elicottero UH139 dell’Aeronautica Militare.

Questi mezzi servono per il trasporto in Albania di assetti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Anche la Marina Militare ha predisposto un’unità navale ed un elicottero da impiegare a supporto delle attività.

Le Forze Armate con le loro specificità sono in grado di operare prontamente in ambito nazionale ed internazionale, in sinergia con gli altri Dicasteri e Organizzazioni del “Sistema Paese”, in caso di pubbliche calamità e in casi di straordinaria necessità ed urgenza in favore della popolazione.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Marina Militare, la portaerei Cavour esce dal bacino di carenaggio di Taranto

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Taranto, 26 novembre 2019 – La portaerei Cavour è uscita dal bacino di carenaggio “Edgardo Ferrati” dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, dopo aver ultimato i lavori di carenaggio iniziati lo scorso 20 luglio. Con le sue 27.000 tonnellate di stazza è la nave più grande a essere entrata nel bacino Ferrati dal secondo dopo guerra.

Dal dicembre 2018 l’unità della Marina Militare sta proseguendo la sosta in bacino per effettuare una serie di lavorazioni di ammodernamento e ristrutturazione, tra cui l’importante intervento di carenaggio periodico oltre alla metallizzazione del ponte di volo per contenere gli impatti termodinamici dei velivoli F 35B. I lavori allo scafo sono stati svolti attraverso l’applicazione di un ciclo di verniciatura all’avanguardia in termini di tutela dell’ambiente marino.

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Le opere di ammodernamento termineranno nella primavera del 2020 e sono stati eseguiti a cura del personale delle principali industrie nazionali di riferimento in ambito navale militare, come la Fincantieri e la Leonardo, ma anche grazie alla piccola-media impresa tarantina, oltre al concorso delle maestranze arsenalizie.

La scelta operata dalla Marina Militare di eseguire i lavori di trasformazione della portaerei Cavour nell’Arsenale di Taranto è espressione dell’impegno che la Forza Armata mette a sostegno della città in considerazione della ricaduta, in termini economici, sull’indotto del territorio. Inoltre, grazie all’acquisizione di nuove conoscenze e competenze tecniche, tecnologiche e di ingegneria logistica, si è mirato a valorizzare la locale cantieristica navale e a fronteggiare le future esigenze delle unità della flotta per il prossimo quadriennio come le nuove Fregate e i nuovi pattugliatori polivalenti d’Altura.

L’Arsenale Militare Marittimo si conferma quindi la più importante realtà produttiva della Difesa, fortemente integrato nel tessuto produttivo della città dei due mari e volano di prospettive di sviluppo e crescita per l’industria nazionale e locale.

Al termine delle attività manutentive, la portaerei Cavour dovrà affrontare un periodo di addestramento propedeutico alla successiva partenza per gli Stati Uniti, dove condurrà alcuni test con i velivoli F 35B a bordo.

La nave e la sua componente aeronavale imbarcata sono capacità specialistiche della Marina Militare, determinanti per la sicurezza del Paese, quali strumenti flessibili e proiettabili a distanza e in grado di assicurare la difesa degli interessi nazionali “sul mare e dal mare”.

Con l’ingresso in linea dei nuovi velivoli, la Marina Militare, la US Navy e la Royal Navy britannica saranno le uniche marine al mondo a disporre di portaerei in grado di operare con i velivoli F 35.

Scheda tecnica di Nave Cavour

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Nave Cavour (CVH 550) è una portaerei STOVL (Short Take Off and Vertical Landing) italiana, costruita da Fincantieri, ed entrata in servizio per la Marina Militare italiana nel 2009.

È la nave sede dell’insegna del comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) da cui dipende organicamente: è pertanto la nave ammiraglia della Marina Militare e il suo comandante prende l’appellativo di “Comandante di Bandiera”.

La portaerei Cavour prende vita da un progetto degli anni 90, sancito tramite un contratto tra la Direzione Generale degli Armamenti Navali (NAVARM) e la Fincantieri, firmato nel novembre del 2000, nato per dotare la Marina Militare di una vera e propria Portaerei.

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La Cavour, un progetto interamente italiano, rappresenta l’investimento tecnologico più importante del sistema industria difesa nazionale; la nave è stata impostata nel cantiere di Riva Trigoso (GE) il 17 luglio del 2001.

Per le sue dimensioni, è stata realizzata in due distinti tronconi: il varo, della sola parte poppiera, è avvenuto il 20 luglio del 2004 nel cantiere navale genovese alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; successivamente, lo scafo varato è stato trasferito a Muggiano (SP) per essere unito alla parte prodiera. Il 15 settembre 2004, con il congiungimento della prora è terminata la prima fase di impostazione della nuova ammiraglia della Marina Militare.

Ha ricevuto, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche militari e civili dello stato, la Bandiera di Combattimento il 10 giugno 2009.

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La costruzione di Nave Cavour ha tenuto conto della necessità dell’impiego dual use. Da un lato l’unità riveste un ruolo centrale nelle missioni di proiezione, sul mare e dal mare, nei vari contesti organizzativi, tanto a carattere interforze che multinazionale.

La nave risponde all’interesse di disporre di uno strumento navale con elevate capacità di Comando e Controllo, da impiegare quale strumento operativo per la gestione di qualsiasi tipo di operazione necessaria per la sicurezza globale e la tutela degli interessi del Paese nel mondo. Dall’altro la capacità di portare, con tempestività e grande autonomia logistica, un potenziale di intervento in zone in cui si sia verificato un disastro ambientale o in aree in cui si richiede un soccorso umanitario, con una spinta versatilità e flessibilità. In tale contesto si inquadra la missione umanitaria White Crane a favore alla popolazione di Haiti a seguito del rovinoso terremoto del gennaio 2010. L’intervento ha fornito un eloquente esempio delle potenzialità del Cavour: con la moderna area ospedaliera e le elevate caratteristiche di autonomia logistica, mobilità e flessibilità, sono stati raggiunti risultati importanti in termini di assistenza e benefici per la popolazione haitiana.

Arsenale Militare Marittimo Taranto

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L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto è un arsenale di grande potenzialità per la quantità e la qualità del personale impiegato, per la consistenza e la funzionalità delle infrastrutture, degli impianti e dei mezzi ed attrezzature di lavoro in dotazione. Fa parte dell’area tecnica-industriale della Difesa (di cui rappresenta, con i quasi 2400 dipendenti civili, l’Ente anche numericamente più importante) e i suoi compiti consistono principalmente nell’assicurare il supporto e l’efficienza delle unità navali, secondo un programma annuale di soste lavori e di interventi che viene proposto dallo Stato Maggiore, concordato ed approvato dall’Ispettorato Navale Logistico, previo esame congiunto con lo Stabilimento.

Schermata 2019-11-26 alle 23.41.15L’arsenale, per i particolari compiti ad esso devoluti, oltre a rappresentare uno stabilimento di lavoro vero e proprio, costituisce una struttura tecnico-logistica di grande rilievo. Infatti, dovendo assicurare la disponibilità e la prontezza operativa delle Navi della M.M., non solo interviene per la manutenzione e la riparazione di apparati ed impianti dal contenuto tecnologicamente elevato, ma provvede anche al complesso e significativo supporto necessario ad una nave ai lavori (erogazione di aria compressa, acqua, energia elettrica, disponibilità di mezzi di trasporto e di sollevamento, bacini di carenaggio, ecc.); al controllo delle lavorazioni eseguite a bordo dall’industria privata (assicurando che le stesse rispondano ai requisiti di qualità previsti dagli standard M.M.), all’acquisto di materiali e componenti non a controllo centralizzato destinati direttamente alle Unità Navali.

In aggiunta ai compiti istituzionali, l’Arsenale è chiamato a svolgere, nei limiti e con le modalità previste dai regolamenti e dalle leggi in vigore, attività che, seppure di carattere secondario sono altrettanto importanti e significative: assistenza alla Protezione Civile, interventi nelle calamità naturali, supporto alle Unità Navali appartenenti ad altre Forze Armate ed alla Marina Mercantile, assistenza ai barotraumatizzati.

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