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Esercito: celebrato il ventennale dell’ingresso in Kosovo, del contingente italiano, alla presenza del capo di SME

Intervento del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito

Caserta, 20 settembre 2019 – Conclusa con una cerimonia militare in piazza Carlo II, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, del comandante generale dell’Arma del Carabinieri generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, degli ex comandanti del contingente italiano in Kosovo, del sindaco di Caserta e di altre autorità locali, la due giorni di celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999.

La manifestazione è stata aperta ufficialmente ieri nei saloni della Reggia di Caserta con la conferenza storico rievocativa tenuta dal generale di corpo d’armata (in quiescenza) Mauro Del Vecchio, primo comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” che ha ripercorso l’ingresso nei territori kosovari dei militari italiani raccontando la sua esperienza, corredata altresì da quella degli altri comandanti presenti, tra i quali il generale di corpo d’armata Carlo Cabigiosu primo comandante italiano della Forza NATO di KFOR.

Mostra fotografica sull'ingresso del contingente italiano in Kosovo

A corollario della conferenza è stata allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo.

Durante la cerimonia militare in piazza, in cui erano presenti i reparti e molti dei protagonisti che nel 1999 diedero inizio alla missione, il generale Farina, anch’egli ex comandante della Kosovo Force da settembre 2013 a settembre 2014, ha sottolineato quanto KFOR sia una missione importante che contribuisce alla stabilizzazione dei Balcani occidentali e, in termini più ampi, dell’intera Europa; aggiungendo che in tale ambito l’Esercito Italiano svolge un ruolo primario sia per il mantenimento della sicurezza nell’area sia per l’integrazione degli attori regionali con l’Unione Europea.

Bandiera di Guerra del 1° Reggimento Bersaglieri

Il capo di SME ha poi proseguito evidenziando che: “ la nostra tradizione culturale improntata al dialogo e al rispetto verso il prossimo e la  formazione attenta e costante dei nostri militari sono stati elementi fondamentali per ottenere in Kosovo la fiducia, la sinergia, il dialogo e il rispetto tra le parti. I Comandanti e i Soldati italiani dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica e della Marina che negli anni hanno operato in Kosovo hanno sempre dimostrato altissima preparazione e ferma determinazione sul campo coniugando l’uso proporzionato della forza con un atteggiamento proattivo e imparziale fra le parti. Solo con un approccio multidimensionale, coordinato e integrato con ogni altro soggetto operante sul campo è possibile ottenere grandi risultati. Questi aspetti sono infatti alla base del motto MORE TOGHETER che coniai durante il mio mandato da Comandante di KFOR”.

La missione in Kosovo, nella denominazione di  KFOR  (Kosovo Force) iniziò il 12 giugno 1999, su mandato delle Nazioni Unite, con l’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza della Risoluzione 1244, che autorizzava l’impiego di un contingente militare inizialmente composto da circa 50000 militari provenienti da Paesi NATO e altri alleati. Così, il Contingente italiano composto da circa 6.500 uomini delle unità della Brigata “Garibaldi” e da assetti specialistici di altre Forze Armate, entrò nel Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiunse la città di Pec il mattino del 14 giugno 1999. Alla Brigata italiana, Brigata Multinazionale Ovest (MNB-W), venne assegnata la responsabilità dell’area ovest.

Attualmente all’operazione “Joint Enterprise” in Kosovo partecipano 28 paesi,  con un impegno complessivo di forze di circa 4000 unità, ed il Comando della Kosovo Force è affidata in modo continuativo ad un Generale dell’Esercito italiano dal 2013.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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L’Esercito punta a una adeguata prevenzione sanitaria promuovendo una alimentazione corretta e adeguati stili di vita

un momento dell'evento (1)

Roma, 20 settembre 2019 – Un importante accordo di collaborazione sui temi della salute, della corretta alimentazione e sulla promozione di stili di vita adeguati è stato siglato ieri dal comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, dal presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, prof. Andrea Ghiselli, e dal tesoriere della Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive, prof. Carlo Baldari.

L’intesa, voluta dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e  finalizzata dal Comando di Sanità e Veterinaria, rappresenta un’assoluta novità nell’ambito della Difesa e fungerà da cornice agli accordi che verranno  successivamente stipulati su tutto il territorio nazionale con lo scopo di diffondere concretamente la cultura della prevenzione sanitaria, elemento sempre più centrale nelle tematiche della salute.

intervento_ del Comandante Logistico dell'Esercito

L’Esercito è attivo in questo settore da circa 20 anni, avendo previsto, per le proprie donne e i propri uomini un calendario di visite periodiche volte a verificare il mantenimento dello stato di salute e a intercettare tempestivamente eventuali condizioni patologiche.

“Con questo accordo, e con i protocolli operativi successivi – ha sottolineato il Comandante Logistico dell’Esercito – si avrà una attenzione ancora maggiore sugli stili di vita, sull’alimentazione corretta e sulla necessità di attività motoria calibrata alle condizioni dei singoli e a vantaggio anche delle famiglie. Questi temi, ormai fondamentali per chiunque voglia preservare il proprio benessere fisico, sono irrinunciabili per la tutela della salute di uomini e donne chiamati a operare quotidianamente in contesti difficili”.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Roma, bande militari in concerto, e non solo, al museo storico dei bersaglieri, per rievocare la breccia di Porta Pia

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Roma, 20 settembre 2019 – Grande successo per la rassegna “Luci della storia su Porta Pia”, inaugurata il 17 settembre 2019 e giunta alla sua sesta edizione. L’appuntamento  promosso dall’Associazione Nazionale Bersaglieri sezione Roma Capitale, in collaborazione con il Museo Storico dei Bersaglieri e con il sostegno dello Stato Maggiore dell’Esercito, rievoca la storica “breccia” ad opera del Corpo dei Bersaglieri. Centoquarantanove anni fa, riconsegnavano le chiavi della città di Roma al Regno d’Italia sottraendola allo Stato Pontificio.

La location dove si svolgono i concerti è il magnifico cortile cinquecentesco di Porta Pia, sede del Museo Storico dei Bersaglieri.

Una settimana di musica, storia e cultura, rigorosamente ad ingresso gratuito, dedicata agli appassionati del nostro Tricolore ma con un obiettivo più ambizioso: “fare memoria” in tempo di pace. Rinnovare la consapevolezza della nostra identità di cittadini italiani, ancora prima che cittadini del mondo attraverso la conoscenza della Storia Patria, chiave di accesso alla comprensione del nostro presente.

La sesta edizione della rassegna “Luci della storia su Porta Pia” avrà come focus una serie di anticipazioni dell’itinerario storico-culturale – in vista delle celebrazioni del 150esimo anniversario della Presa di Roma in programma per il 2020 – che il nostro Paese ha percorso, dalla vittoriosa battaglia in cui Roma fu annessa al Regno, all’Italia di oggi e ai giorni che ci separano dal 20 settembre 2020.

Aspettando la data del 20 settembre 2020, saranno molte le anticipazioni culturali in forma di saluto, intervista e narrazione che alterneranno, ogni sera dalle 18.00 alle 23.00, il ricco calendario di concerti e ospiti speciali. Si parlerà del valore dello sport con Francesco Moser, di storia dell’istruzione scolastica italiana con Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti e con Alte Professionalità della Scuola, di relazioni internazionali con autorevoli ambasciatori, di emancipazione femminile e di evoluzione del costume e della società con Flavia Marzano, Assessora del Comune di Roma, sempre con riferimento agli ultimi 150 anni da quella “breccia” che fu e rimane presidio indelebile della storia d’Italia.

A fare da moderatrice con gli ospiti, la giornalista Carmen Lasorella insieme all’ideatore della rassegna il generale (in quiescenza) Nunzio Paolucci

Intenso il carnet dei concerti dal martedì alla domenica in programma alle ore 21.00: fanfare dei Bersaglieri, delle bande militari dell’Esercito, compresa la Scuola Trasporti e Materiali, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Granatieri di Sardegna, e della Polizia Municipale di Roma Capitale.

Un omaggio alla “breccia” con le “Musiche e Poesie Romane” aprirà la serata celebrativa del 20 settembre. Un’immersione nella tradizione poetica, musicale e teatrale della Città Eterna con versi satirici, comici, drammatici e canzoni dei più autorevoli esponenti della romanità. Un progetto a cura di Angelo Blasetti e Dante Di Giacinto.

Esteso alla tradizione popolare italiana sarà il viaggio nella musica dei Folk Rose, in concerto il 22 settembre. Dal Sud al Nord, percorrendo le tradizioni più antiche, la band proporrà un repertorio di tarantelle, pizziche, saltarelli, valzer e canzoni che parlano di vita quotidiana, di eroi e di immancabile amore.

Spazio al Gospel, protagonista assoluto con il Coro Polifonico “Le mille e una Nota” diretto  dal Maestro Silvia Scicolone, in programma il 18 settembre.

Ed è proprio alla breccia che si ispira il Premio “Oltre la Breccia”, istituito dall’Associazione Nazionale Bersaglieri, in virtù di quell’azione compiuta dal corpo nel 1870 che valse, spingendosi oltre, la riconquista di Roma.  Il premio sarà riconosciuto al Campione mondiale paraolimpico di Salto in Lungo, Roberto La Barbera  e a due organismi: l’Associazione Sentire le Voci, rappresentata da Cristina Contini e la Fondazione Cultura e Arte, rappresentata da Emanuele F. M. Emanuele, presidente onorario.  Realtà che nel 2018 si sono distinte per le loro azioni responsabili, significative e repentine, al fine di perseguire il bene comune senza fermarsi di fronte agli ostacoli; con animo e grinta da “Bersagliere” sono riuscite a trasformare i vincoli in opportunità, mantenendo saldi i principi e costruendo ponti per il futuro.

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Foto di repertorio

PROGRAMMA

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Info
lucidellastoria@gmail.com
pagina facebook: @lucidellastoria
pagina facebook: @bersaglieriroma2020
http://www.bersaglieriroma2020.it
http://www.bersaglieridiroma.it/

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Firmato l’accordo di collaborazione tra Policlinico Militare di Roma e Fondazione Santa Lucia

Direttore Generale Fondazione Santa Lucia_Comandante Logistico Esercito_Direttore Policlinico Militare Celio

Roma 17 settembre 2019 –  La convenzione tra il Policlinico Militare di Roma “Celio” e l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Santa Lucia è stata siglata oggi alla presenza del Comandante Logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

L’accordo, realizzato con il supporto tecnico dello Stato Maggiore Difesa – Ispettorato Generale della Sanità Militare – e dello Stato Maggiore dell’Esercito, si inserisce armonicamente nel progetto del “Centro per i Veterani della Difesa”, assicurando agli stessi, presso il Santa Lucia – struttura di eccellenza nel panorama internazionale in ambito neuro riabilitativo – l’assistenza e i percorsi terapeutici  necessari nel caso di traumi del sistema nervoso centrale, sia in fase acuta sia in presenza di necessità  di trattamenti estensivi.

un momento dell'evento

Si tratta di una tappa fondamentale nel percorso evolutivo del Centro Veterani, nato per offrire un supporto globale ai militari vittime di traumi fisici e psichici inabilitanti: il paziente neuro-traumatizzato ricoverato presso il Policlinico Militare passa direttamente nella struttura ospedaliera di alta specialità neuroriabilitativa, con garanzia di percorsi terapeutici di adeguata intensità e tempestività, elementi ritenuti fondamentali per il migliore trattamento del paziente per un recupero funzionale teso ad un rapido reinserimento nel contesto socio sanitario e lavorativo.

Nell’ambito dell’intesa, un’attenzione particolare è rivolta al trattamento del Disturbo da stress post traumatico, tema centrale e di massima priorità per le Forze Armate e la Difesa, completando così una sinergia che già vede la partnership tra Celio e Santa Lucia in importanti ambiti di ricerca nelle neuroscienze.

Questo accordo rappresenta, nella progettualità complessiva del Centro, un progetto pilota, che verrà replicato in altre sedi, per mettere a disposizione analoghe opportunità terapeutiche a tutto il personale militare su tutto il territorio nazionale, superando l’obbligatorietà degli spostamenti in altri luoghi di cura che, per pazienti affetti da simili patologie neurologiche rilevanti, rappresentano una criticità non trascurabile.

Il principio di offrire a tutti le stesse opportunità terapeutiche perché “nessuno rimane indietro” inizia a prendere forma. Questo il pensiero espresso dal Comandante Logistico dell’Esercito che si fa promotore e garante di una iniziativa di questa rilevanza per la Sanità Militare.

Si completa così una sinergia che vede già Policlinico e “Santa Lucia” affiancati in importanti progetti di ricerca e formazione. Ciò nell’alveo di un percorso che vede già la sanità militare impegnata nello sviluppo di collaborazioni strutturate con le più importanti realtà della Sanità pubblica, le Università e il mondo della ricerca e dello sviluppo nella prospettiva di una integrazione sempre più stretta, funzionale a tutte le istituzioni coinvolte.

foto di gruppo

L’accordo tra Celio e Santa Lucia segue quelli recentemente stipulati con l’Università di Roma “La Sapienza” per l’allocazione di Scuole di Specializzazione di area medica presso il Policlinico Militare  e con l’azienda ospedaliera “San Camillo – Forlanini” per l’alta formazione del personale sanitario in ambiti di interesse peculiare della Sanità Militare.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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Aeronautica Militare e CNR siglano Accordo Quadro di collaborazione con industria ed università per lancio di piccoli satelliti

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Roma, 17 settembre 2019 – Continua la collaborazione con gli enti di ricerca, le università e le industrie nazionali finalizzata allo sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea.

Alla presenza del presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Massimo Inguscio, e del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Alberto Rosso, questa mattina, presso la della Casa dell’Aviatore, ha avuto luogo la firma dell’Accordo Quadro per la collaborazione finalizzata all’avvio di progetti volti a sostenere lo sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea. 

L’Accordo Quadro, che rientra tra le linee programmatiche della Difesa per una sempre più inclusiva integrazione e collaborazione tra Forze Armate, mondo accademico, della ricerca ed industriale a supporto della collettività, ha visto la partecipazione di numerosi enti di ricerca, università ed industrie nazionali al fine di raggiungere un obiettivo comune e condiviso, in una prospettiva di completa sinergia del Sistema Paese.

“Con la firma di oggi si concretizza la volontà di mettere insieme, in una logica inclusiva, le capacità e le competenze nel settore dello spazio e dell’aerospazio a livello nazionale, nell’ambito di un progetto relativo ai lanciatori di satelliti aero-portati. Per raggiungere risultati importanti è essenziale che le Istituzioni, le industrie, le università ed i centri di ricerca collaborino sinergicamente mettendo a fattor comune conoscenze, risorse e professionalità. Il numero delle realtà presenti oggi testimonia lo sforzo e la volontà fare squadra al servizio del Paese”. Queste le parole con le quali il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica ha commentato l’evento odierno.

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La firma di oggi rappresenta il passo successivo rispetto alla lettera di intenti già siglata a dicembre 2018 tra l’Aeronautica Militare, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Università di Roma “Sapienza”, il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) e la SITAEL S.p.A. (azienda italiana specializzata nella produzione di satelliti di piccole dimensione) cui ha fatto seguito un avviso pubblico per manifestazione di interesse, attraverso il quale sono state invitate a partecipare all’iniziativa tutte le industrie nazionali intenzionate ad investire nel settore aerospaziale.

Sono state 22 le realtà tra enti di ricerca, università, ed industrie che hanno aderito scommettendo sulle proprie capacità, investendo proprie risorse, con l’obiettivo di mettere insieme, in una logica inclusiva, le nicchie di eccellenza nell’ambito aeronautico, spaziale e tecnologico costituito non solo dalle grandi ma soprattutto dalle medie e piccole imprese di cui è ricca l’Italia.

Attualmente sono numerose le nazioni che dispongono di assetti spaziali ma solo pochi Paesi, tra questi sicuramente l’Italia, sono dotati di una filiera completa che va dalla costruzione di lanciatori fino alla gestione dei servizi satellitari. Vi è poi un numero ancora più ristretto di Stati che sono in grado di accedere ed operare, in maniera autonoma ed indipendente, allo Spazio e ad oggi l’Italia non è ancora tra questi. Il lancio di piccoli satelliti da piattaforme aeree potrebbe tuttavia dischiudere nuovi scenari ed offrire nuove opportunità al Paese.

Il documento siglato oggi segna proprio l’avvio ufficiale delle attività per uno studio di fattibilità per la pianificazione e la sperimentazione di un sistema di lancio aviotrasportato a supporto delle operazioni di osservazione e sorveglianza dal cielo nonché di telecomunicazioni.

Nel corso dell’evento, il Presidente del CNR, Prof. Massimo Inguscio ha dichiarato: “Questo rilevante accordo con l’Aeronautica militare, numerosi enti di ricerca, università ed industrie nazionali permetterà di offrire all’Italia nuove opportunità all’avanguardia nel mondo nello sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea. Le future applicazioni di queste ricerche porteranno innovazioni, nuove conoscenze e benefici nell’attività del telerilevamento nel campo dello studio della chimica dell’atmosfera e della meteorologia, del bilancio energetico del sistema terrestre, nello studio degli ecosistemi, nelle ricerche e controllo del territorio, delle coste e del mare, nel campo delle telecomunicazioni e della IT-Information Technology grazie alla collaborazione e competenze degli eccellenti ricercatori degli istituti di ricerca del CNR che si occupano di queste tematiche e ricerche sul territorio e in diversi progetti nazionali e internazionali”.

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L’accordo è stato firmato da: Aeronautica Militare, CNR, CIRA, Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi “Roma Tre”, AKKA Italia Srl, ALTEC SpA, AON SpA, ARCA DYNAMICS Srls, CELAB REAL ESTATE Srl, KAYSER Italia Srl, MECCANICA PER L’ELETTRONICA E SERVOMECCANISMI M.E.S. SpA, N.P.C. NEW PRODUCTION CONCEPT Srl, PROGETTI SPECIALI ITALIANI Srl, SETEL Srl, SITAEL S.p.A, SOPHIA HIGH TECH Srl, SPAZIOFUTURO Srl, T4i Srl, TELESPAZIO SpA, TOPNETWORK SpA, TYVAC INTERNATIONAL Srl.

Quello dell’aviolancio di piccoli satelliti costituisce un campo di ricerca ed approfondimento di forte interesse per la comunità scientifica internazionale che vede l’Aeronautica Militare – nell’ambito del Piano Spaziale della Difesa – competente per lo sviluppo e la promozione di studi di settore per il lancio di satelliti da piattaforme aeronautiche.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Operazione “Strade Sicure” a Milano, militare ferito durante un’aggressione alle spalle, yemenita immobilizzato e consegnato alla Polizia

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Foto di repertorio

Milano, 17 settembre 2019 – Questa mattina, nei pressi della piazza duca d’Aosta a Milano, un cittadino yemenita di 23 anni ha tentato di aggredire alle spalle, con un paio di forbici, un militare impiegato nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, il caporale scelto Matteo Toia.

Nel corso della colluttazione, durante la quale il militare ha riportato una lieve ferita al collo, il soggetto è stato prontamente immobilizzato dai soldati grazie alle tecniche acquisite durante l’addestramento al metodo di combattimento militare.

Successivamente, l’aggressore è stato consegnato alle Forze di Polizia mentre il militare è stato portato in codice verde all’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

L’aggressore è stato arrestato su disposizione del pm Luca Gaglio per attentato con finalità terroristiche, lesioni e violenza a pubblico ufficiale. Lo yemenita mentre veniva immobilizzato dai militari aveva gridato “Allah Akbar”. Sono in corso accertamenti da parte del pool antiterrorismo, guidato dal pm Alberto Nobili e sta lavorando al caso anche il Nucleo informativo dei carabinieri.

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Fonte: Stato Maggiore Esercito
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Afghanistan, concluso seminario condotto da civili e militari interforze, sui differenti approcci delle emergenze

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Herat, 17 settembre 2019 – Nell’ambito della missione in Afghanistan, si è concluso a Camp Arena, sede del Training Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat, un seminario medico intitolato “Emergency: different approaches? Same goals!”.

Lo scopo dell’evento scientifico è stato aprire un tavolo di confronto su tematiche sanitarie, coinvolgendo non soltanto i medici del ROLE 2 di Camp Arena e dell’ospedale militare del 207° Corpo di Armata afghano di Herat, ma anche, e soprattutto, i professionisti civili dell’ospedale regionale della città.

Numerosi i partecipanti che, grazie all’elevato livello dei relatori, hanno potuto acquisire specifiche conoscenze e approfondire gli aspetti medici più pratici.

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Diversi gli argomenti trattati: chirurgia d’urgenza, con particolare riferimento a quella pediatrica e di controllo del danno, radiologia interventistica nelle urgenze, trattamento endoscopico dei sanguinamenti gastrointestinali, traumatologia maxillo–facciale.

Vista la buona riuscita del workshop, organizzatori e partecipanti hanno convenuto di promuovere e programmare altri eventi similari in futuro.

A conclusione del seminario, il contingente militare italiano in Afghanistan, composto da personale di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, ha donato ausili sanitari all’Ospedale Regionale di Herat, all’Ospedale di Guzarah e alla Fondazione per disabili “Pir-e Herat Foundation”.

Il TAAC-W di Herat, attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” comandanta dal generale di brigata Giovanni Parmiggiani, è impegnato in attività di addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali concentrate nella Regione Ovest dell’Afghanistan.

Resolute Support Mission è composta da militari di 41 nazioni, tutti uniti in un unico scopo, quello di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afghane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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