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Iraq: Carabinieri concludono il corso “Law Enforcement” a favore delle forze di polizia irachene

 

3047e7b0-3e92-4150-9e0f-23172c300ad7missione in iraq_corso law enforcement_ tecniche di puntamentoMediumIraq, 17 luglio 2018 – Istruttori dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force – Iraq dell’operazione Prima Parthica, hanno concluso con successo il “Law Enforcement Course” a favore di 70 militari delle Forze di Polizia irachene della Regione Autonoma del Kurdistan (KPF).

L’attività addestrativa, ha avuto come obiettivo, quello di fornire capacità a svolgere efficacemente un ampio spettro di compiti di Polizia in conformità con lo stato di diritto, incluso il controllo e sicurezza delle aree urbane e rurali, pattugliamento, capacità di movimento di squadra, procedure di irruzione in abitazioni, all’interno delle quali si era ipotizzato la presenza di potenziali minacce.

In particolare, ci si è concentrati su attività che possono incrementare la sicurezza della popolazione, come organizzare un posto di blocco o reagire prontamente ad atteggiamenti ostili.

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L’applicazione di procedure di polizia corrette è fondamentale per costruire, preservare e consolidare il processo di normalizzazione.

Il corso rientra nell’offerta formativa messo a disposizione dalla Police Task Force-Iraq inquadrata nella missione internazionale Operation Inherent Resolve-Prima Parthica.

I rappresentanti delle Forze di Sicurezza Irachene, intervenuti alla cerimonie di consegna degli attestati di partecipazione, hanno espresso grande soddisfazione per l’eccellente livello addestrativo raggiunto dai frequentatori.

La formazione delle forze armate irachene continua a rappresentare una priorità per la coalizione internazionale, ed In tale ottica, l’addestramento di dette forze di sicurezza testimonia lo sforzo nazionale compiuto -ed ancora in atto- per la sconfitta di ISIS e per la stabilizzazione del Paese.

L’Italia contribuisce all’operazione “Inherent Resolve”, di contrasto al terrorismo internazionale, schierando in Iraq circa  700 soldati dell’Esercito e circa 100 Carabinieri impegnati nell’addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga), garantisce la sicurezza dei lavori presso la diga di Mosul, oltre a fornire un dispositivo di elicotteri che assicura la mobilità ed il trasporto del personale della coalizione.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Sardegna: potenziato a Decimomannu il servizio di ricerca e soccorso della Guardia Costiera

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Decimomannu (CA), 17 luglio 2018 – Costituita presso l’aeroporto militare di Decimomannu (Ca) la 4ª sezione elicotteri del Corpo delle Capitanerie di Corpo – Guardia Costiera che opererà nel campo della ricerca e soccorso in sinergia con l’80° centro C\SAR del 15° stormo dell’Aeronautica Militare

Con l’arrivo questa mattina di 1 elicottero AW139 sull’aeroporto militare di Decimomannu (CA), sede del reparto sperimentale e di standardizzazione al tiro aereo dell’Aeronautica Militare, è iniziata ufficialmente l’attività operativa della 4ª sezione elicotteri del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

La nuova componente aerea della Guardia Costiera opererà in Sardegna con mezzi, equipaggi e personale tecnico per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali quali la ricerca e soccorso in mare (SAR), il servizio di vigilanza delle attività di pesca e delle risorse biologiche, la tutela dell’ambiente marino e della costa, concorrendo a potenziare il servizio di allarme già attivo presso l’80° centro combat/search and rescue del 15° stormo dell’Aeronautica Militare, operante a Decimomannu dal 1961. Tutto il supporto tecnico-logistico sull’aeroporto militare verrà garantito dal personale del Re.S.S.T.A. dell’Aeronautica Militare.

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La costituzione della neo sezione elicotteri sull’aeroporto militare sardo è un esempio tangibile di modello virtuoso attuato per realizzare sinergie tra Amministrazioni che permettono così, oltre che ad elevare il livello di interoperabilità tra le varie componenti, di generare economie e di ottimizzare le risorse a disposizione mettendo a sistema e al servizio della collettività competenza, standardizzazione, economie di scala ed efficienza del servizio in un’ottica interforze e inter-agenzia.

L’80° Centro è uno dei reparti del 15° stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà. Inoltre concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7.300 persone in pericolo di vita.

Il Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo (Re.S.S.T.A.) di Decimomannu è un reparto di addestramento che ha il compito di assicurare il supporto a tutti i reparti di volo dell’Aeronautica Militare. La base è ubicata in Sardegna a circa 20 km dalla città di Cagliari e, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, alla disponibilità di ampi spazi aerei, nonché alla presenza di importanti infrastrutture logistiche, è annoverata come luogo ideale per l’addestramento aereo.

Il Re.S.S.T.A. garantisce, inoltre, importanti servizi di cui beneficia anche la collettività locale: il servizio meteo di osservazione e previsione, il controllo di avvicinamento radar del traffico aereo civile e militare operante nell’area centro-sud della Sardegna e la ricerca e soccorso assicurata dall’ 80° Centro “Combat Search and Rescue” equipaggiato con elicotteri HH -212.

Il corpo delle Capitanerie di Corpo – Guardia Costiera, cui compete il coordinamento delle attività di ricerca e soccorso in mare (SAR), già dotato di 3 nuclei aerei a Sarzana, Catania e Pescara, potrà così garantire un servizio di allarme h24 di ricerca e soccorso in mare (SAR) più rapido ed efficace anche nella vasta area di mare di competenza che circonda l’isola.

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La sinergia tra le due amministrazioni discende da un accordo firmato il 7 febbraio, che prevede, oltre alla messa a disposizione della base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu per il rischieramento permanente dei mezzi aerei della Guardia Costiera, anche l’erogazione da parte dell’Arma azzurra di corsi di specializzazione, abilitazione, qualificazione, addestramento e formazione a favore del personale del Corpo, il quale, in cambio, mette a disposizione un elicottero AW 139 per 300 ore annue per fini addestrativi. L’accordo, quindi, si configura come esempio virtuoso dell’integrazione interforze/interagenzia, finalizzato alla riduzione dei costi e a garantire una maggiore efficacia nell’espletamento dei compiti istituzionali.

 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Aeronautica Militare
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Comando italiano in Libano, il generale Stefano G. Del Col nominato comandante UNIFIL

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Roma, 14 luglio 2018 – Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha annunciato ieri la nomina del generale Stefano Del Col a nuovo capo della missione e comandante di Unifil – United Nations Interim Force in Lebanon

“La nomina di un italiano alla guida della missione in Libano è il riconoscimento per l’impegno del Paese. Un compito prestigioso che saprà’ assolvere nel migliore dei modi”, ha dichiarato il Ministro della Difesa. 
E’ la quarta volta che un generale italiano viene scelto per guidare la missione delle Nazioni Unite in Libano; prima del generale Del Col si sono succeduti, il generale Claudio Graziano, attuale capo di Stato Maggiore della Difesa, nel 2007, il generale di divisione Paolo Serra nel 2012 e il generale di divisione Luciano Portolano nel 2014.

Il generale Stefano Del Col succede al generale irlandese Michael Beary, che completerà il suo incarico il 7 agosto 2018. 

Nato a Pordenone nel 1961, il Generale Stefano Del Col è Ufficiale dei Bersaglieri; nel corso della sua carriera nell’Esercito ha ricoperto numerosi incarichi di comando tra i quali: comandante dell’11 battaglione bersaglieri, dell’8 reggimento bersaglieri a Caserta e della brigata Pinerolo a Bari.

All’estero ha preso parte all’operazione KFOR in Kossovo nel 2001, ha comandato il Battle Group in Libano (UNIFIL) nel 2008, il contingente italiano e il settore ovest di UNIFIL in Libano nel 2015. Ha partecipato alla direzione dell’operazione NATO Unified Protector in Libia.

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Ha svolto, inoltre, l’incarico di Ufficiale di Collegamento con l’Esercito Britannico nella sede di Upavon (UK) (2000 – 2001), Capo Sezione Pianificazione nazionale e NATO presso lo stato maggiore dell’esercito (2003 – 2007) e Capo Ufficio Direzione Strategica presso lo Stato Maggiore della Difesa (2009 – 2012).

E’ laureato in scienze strategiche e in scienze internazionali e diplomatiche. E’ in possesso dei master in Scienze Strategiche e in studi internazionali strategico-militari. E’ diplomato presso il Royal College of Defence Studies (RCDS) di Londra (UK). Parla inglese e francese.

Dal mese di agosto del 2015 svolge l’incarico di vice capo gabinetto vicario del Ministro della Difesa.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Iraq: la task force Praesidium supporta la clinica di Mosul Dam

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Mosul Dam (Iraq), 11 luglio 2018 – La task force Praesidium, su base 151° reggimento fanteria “Sassari”, continua a supportare la popolazione locale attraverso la donazione di un ecografo, un monitor multi parametrico per il controllo delle funzioni vitali e tre defibrillatori alla clinica di Mosul Dam, diretta dal Dr. Muhamad Saleh Abdulqadr. Dopo la donazione, è seguita una fase di dimostrazione pratica dell’impiego dell’ecografo, a cura del team medico della task force.

La donazione è stata resa possibile grazie all’intervento delle onlus Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate (PASFA) e del Centro Italiano Femminile (CIF) di Cagliari, si inserisce in un contesto più ampio di attività di stabilizzazione volte a garantire i generi ed i servizi di prima necessità alla popolazione locale e di supporto e collaborazione con le autorità locali svolte dai dimonios del 151° reggimento con successo e particolare apprezzamento delle autorità locali e della coalizione anti ISIS.

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Nel contesto di queste attività di stabilizzazione, la task force Praesidium ha effettuato con i propri assetti medici circa 350 visite in favore di donne, bambini e uomini della comunità di Mosul Dam, in virtù delle quali è emersa la necessità di disporre di strumenti medici specialistici – oggetto della donazione odierna – per poter effettuare diagnosi più approfondite.

Sempre nell’ambito della cooperazione con le autorità locali, la Praesidium ha lanciato anche la prima collaborazione di natura medico-scientifica attraverso l’organizzazione di due simposi, il primo sulla calcolosi renale in climi torridi e il secondo sulla prevenzione, trattamento e cura delle infezioni alimentari. Tali attività hanno consentito la crescita e lo sviluppo di una proficua sinergia, oltre che di un rapporto di stima e fiducia, tra i medici italiani e i medici della comunità scientifica locale. Non da ultimo, il concorso degli assetti veterinari della Task Force con attività di disinfestazioni anti serpenti e ragni, visite cliniche in favore delle unità K9 delle forze di controterrorismo irachene (Counter Terrorism Service) e il contrasto al randagismo, fenomeno molto diffuso nell’area.

All’evento odierno – presieduto dal Comandante della Task Force “Praesidium”, colonnello Maurizio Settesoldi e dal direttore della clinica di Mosul Dam, Dr. Muhanad Saleh Abdulqadr – sono intervenute le massime autorità presenti nell’area di responsabilità dei militari italiani, tra cui il vice comandante del Reggimento Counter Terrorism Service, Maggiore Haider, il comandante della polizia irachena, colonnello Ibrahim Mohamed, il comandante del National Security Service, capitano Wissam e il muktar del villaggio di Mosul Dam, Mr. Hasan Naif.

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La task force “Praesidium”, su base 151° reggimento fanteria “Sassari”, nell’ambito dell’operazione “Inherent Resolve” è la task force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police. Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la task force “Praesidium” garantisce la sicurezza del personale militare e civile di Usace e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Muore in Pakistan l’alpino Maurizio Giordano, cordoglio del capo di SMD e del capo di SME

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Pakistan, 11 luglio 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del grave incidente, in cui ha perso la vita il caporal maggiore scelto dell’Esercito Maurizio Giordano, ha espresso ai familiari del militare e al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Anche il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del militare, ha espresso sentimenti di solidale cordoglio ai familiari, a nome della Forza Armata e suo personale.

Il graduato degli alpini, componente di una spedizione alpinistica della Sezione Militare Alta Montagna del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, questa mattina (alle ore 06.00 italiane circa), mentre stava tentando l’ascensione alla cima del monte Gasherbrum IV sul versante pakistano della catena del Karakorum, è precipitato da un seracco di ghiaccio e a nulla sono valsi gli immediati tentativi di soccorso da parte dei commilitoni.

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La spedizione militare era iniziata lo scorso 10 giugno, nell’ambito delle attività addestrative di alta montagna che, periodicamente, sono condotte dagli atleti militari del Centro Addestramento Alpino. Della spedizione, oltre al caporal maggiore scelto Maurizio Giordano, facevano parte il maggiore Valerio Stella, il caporal maggiore capo Marco Majori, già autore di importanti ascese in sud America e nell’area pakistana, il caporal maggiore scelto Marco Farina, “veterano” della catena dell’Himalaya. Al team militare era stato aggregato anche il signor Daniele Bernasconi, guida alpina del CAI di Lecco di provata esperienza.

Per il caporal maggiore scelto Maurizio Giordano si trattava della prima esperienza in quest’area, che ne segnava l’ingresso ufficiale nel mondo dell’alpinismo d’élite extraeuropeo, dopo aver affrontato decine e decine d’impegnative arrampicate in ambito europeo.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
Immagini: CongedatiFolgore.com
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Conclusa l’esercitazione “5 Torri 2018”

“Palestra naturale per operare in un mondo moderno e a quattro dimensioni”, ha sottolineato il generale Claudio Graziano in apertura dell’esercitazione.

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Cortina, 4 luglio 2018 – Si è svolta oggi nell’omonimo comprensorio montano – cuore delle Dolomiti bellunesi e patrimonio dell’umanità – l’esercitazione 5 Torri 2018 che, assieme alle Truppe Alpine dell’Esercito, ha visto impegnati soldati di 14 Paesi alleati ed amici, assetti di tutte le Forze Armate nazionali e personale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. L’esercitazione ha avuto luogo alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e del comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto.

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“Esercitazione tradizionale e moderna in cui hanno operato 14 Paesi amici e alleati alle nostre Forze Armate che si sono addestrati insieme per prepararsi ad intervenire in qualsiasi condizione climatica e ambientale. Gran parte della terra è composta da montagne e gran parte delle operazioni in questo momento in atto si sviluppano in aree compartimentate e montuose” ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di SMD, intervenuto all’avvio dell’Esercitazione.

Su queste vette dove 100 anni fa era posizionato il comando dell’artiglieria italiana, le truppe alpine – eredi dei leggendari soldati di montagna che durante il primo conflitto mondiale scrissero epiche pagine di storia militare ed alpinistica – hanno dato dimostrazione delle proprie capacità di sviluppare in modo efficace il moderno concetto di “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota.

“Bisogna imparare ad operare in un mondo moderno ed a quattro dimensioni, compreso lo spazio cibernetico e dobbiamo continuare ad addestrare i nostri uomini e donne nel modo migliore. La palestra naturale di oggi ne è un esempio, perché là dove l’ambiente è severo si cimenta la fratellanza in armi, in amicizia, la solidarietà, la capacità di sapersi relazionare ed operare in sinergia con la società e le componenti civili e quindi ad essere soldati della montagna ed alpini. Cento anni fa su queste montagne si combatté in un modo violento e spaventoso, anche con odio, perché nell’ultimo anno della Grande Guerra l’Italia comprese che una sconfitta militare avrebbe significato il tracollo di tutta la Nazione. Ma gli stessi nemici di allora sono adesso i nostri amici più forti, con gli sloveni, con i croati, con gli austriaci siamo oggi impegnati nelle operazioni internazionali, come in Libano e in Kosovo. Dobbiamo perciò tutelare quanto costruito finora, non dare nulla per scontato, tutelando in particolare quel patrimonio di valori comuni e condivisi anche con gli altri paesi, tramandati dai nostri nonni, e fare in modo che il valore più importante da custodire sia quello di un’Europa unita.”

Salutando tutte le autorità intervenute ed il tanto pubblico presente, il comandante delle truppe alpine ha ricordato come “oggi, dopo oltre 100 anni, i nomi delle montagne intorno riportano alla memoria cruente battaglie, gesta eroiche ed episodi legati alla dura vita dei soldati tra i monti di cui rimangono evidenti e ben visibili tracce in tutta la zona circostante”.

Proprio per ricordare tutti quei giovani che sui monti donarono la propria vita alla Patria, personale della sezione militare di alta montagna del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino ha aperto nei giorni scorsi una nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande denominata “I ragazzi del ’99”, da loro risalita oggi per la prima volta in modo integrale.

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La sezione di alta montagna è formata da alcuni tra i migliori elementi del panorama alpinistico italiano e dalle più qualificate Guide Alpine Militari dell’Esercito e rappresenta oggi la migliore e più elevata espressione delle capacità tecniche del Centro Addestramento Alpino nell’alpinismo e nell’arrampicata sportiva di altissimo livello.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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La Folgore ha 100 nuovi paracadutisti

6La cerimonia del passaggio di consegna del paracadute dagli istruttori ai neo paracadutisti_180703

Pisa, 4 luglio 2018 – Grande emozione per i 100 nuovi paracadutisti dell’Esercito Italiano hanno terminato l’iter formativo per accedere nei ranghi della Brigata Folgore.

Si è svolta nei giorni scorsi, presso la caserma “Gamerra” di Pisa, sede del Centro Addestramento Paracadutismo, la tradizionale cerimonia di consegna del brevetto di paracadutismo a 100 allievi del 55° corso di formazione ed addestramento basico per aviotruppe.

La cerimonia, presieduta dal comandante del Centro Addestramento Paracadutismo, colonnello Alessandro Borghesi, alla presenza del comandante della brigata paracadutisti “Folgore”, generale Rodolfo Sganga, e di oltre 500 invitati, ha visto la partecipazione, in qualità di “padrino” del corso, del tenente colonello M.O.V.M Gianfranco Paglia, a sottolineare i valori che accomunano tutti i paracadutisti di ieri, di oggi e di domani.

L’iter formativo dei giovani paracadutisti, della durata di circa 4 mesi e che prevede, a premessa del corso di paracadutismo, 10 settimane di corso di formazione ed addestramento basico, ha avuto il suo culmine nella campagna aviolanci che ha visto gli allievi conseguire l’ambito brevetto e diventare, a tutti gli effetti, paracadutisti della brigata “Folgore” dell’Esercito italiano. 

7. Foto del 55 corso di Paracdutismo con il Ten Col Paglia

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Fonte e immagini: COMFOP Nord
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