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Esercito, neutralizzate due bombe di aereo risalenti al secondo conflitto mondiale

Esercito: neutralizzate due bombe d’aereo inesplose risalenti al secondo conflitto mondiale ad opera degli artificieri del 32° e 11° reggimento genio guastatori. 

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Roma, 19 febbraio 2017 – Si è concluso oggi nel comune di Maierato (VV) e Casale Monferrato (AL) l’ intervento degli Artificieri dell’Esercito per neutralizzare due bombe d’aereo inesplose risalenti al secondo conflitto mondiale e rinvenute a seguito di smottamenti del terreno.

A Casale Monferrato hanno operato gli artificieri del 32° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Taurinense per il disinnesco di una bomba tipo AN-M65 contenente circa 270 kg di esplosivo rinvenuta in riva al fiume Po in seguito agli eventi di piena di novembre 2016. Dopo aver terminato le operazioni di “despolettamento” e di messa in sicurezza, l’ordigno è stato trasportato in una cava nei pressi del luogo di ritrovamento dove è stato fatto brillare.

Le operazioni di bonifica sono state rese possibili grazie alle disposizioni della Prefettura di Alessandria in coordinamento con il Comune di Casale Monferrato e con l’ente Parco Fluviale del Po, che hanno provveduto al blocco del sorvolo, del traffico ferroviario e veicolare nei pressi dell’area interessata, oltre allo sgombero della popolazione civile secondo quanto disposto dalle autorità comunali.

Nella stessa giornata, nel comune di Maierato nei pressi della diga dell’Angitola, gli artificieri dell’11° reggimento genio guastatori di Foggia della brigata Pinerolo hanno fatto brillare un ordigno di fabbricazione inglese del peso di 220 kg con oltre 65 kg di tritolo. La bomba, potenzialmente pericolosa a causa della sua stabilità resa precaria dall’innesco a lungo ritardo chimico e da un dispositivo anti rimozione, ha dilatato i tempi delle operazioni. Gli artificieri hanno dovuto attendere 144 ore dal suo ritrovamento per evitare i rischi di un’esplosione automatica ed è stata necessaria un’ordinanza di sgombero da parte della prefettura di Vibo Valentia in un raggio di 500 metri dal luogo del ritrovamento. Lo sgombero ha riguardato in particolare due aziende agricole, un tratto della ex statale 110 e lo stabilimento di produzione di una nota azienda specializzata nella conservazione del tonno.

Le operazioni di brillamento, concluse con successo, sono state coordinate dalla prefettura di Vibo Valentia.

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Gli artificieri dell’Esercito grazie ai propri team di specialisti di pronto intervento è in grado di intervenire 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi 10 anni hanno condotto oltre 35.000 interventi di bonifica del territorio.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Accademia Militare di Modena, 187 allievi ufficiali hanno prestato giuramento

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Modena, 18 febbraio 2017 – Oggi, nel Palazzo Ducale di Modena sede dell’Accademia Militare, 187 allievi ufficiali, 136 dell’Esercito e 51 dell’Arma dei Carabinieri, del 198° corso “SALDEZZA” hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.

Tra le autorità militari presenti alla cerimonia, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Tullio Del Sette, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, il comandante generale della Guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Giorgio Toschi, il comandante per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, il comandante dell’Accademia Militare, generale di divisione Salvatore Camporeale e il padrino del 198 corso Saldezza, il generale di corpo d’armata Rosario Aiosa, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Intervenute anche molte autorità civili, tra cui il senatore Carlo Giovanardi, cadetto “ad honorem“, il sindaco di Modena, dott. Giancarlo Muzzarelli e il prefetto di Modena, dottoressa Maria Pia Paba.

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Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito rivolgendosi ai cadetti del 198 corso ha sottolineato l’importanza del giuramento prestato “un atto solenne con cui vi siete impegnati ad agire sempre animati da un elevato senso del dovere, con spirito di abnegazione e di sacrificio….per adempiere con disciplina e onore tutti gli obblighi che il nostro status di militare impone“.

Il generale Danilo Enrico ha, poi, richiamato i valori fondanti di una scelta basata su una cosciente adesione a quei principi, tra i quali coraggio, fedeltà, lealtà alle Istituzioni, senso del dovere, tenacia, che rappresentano la base valoriale di tutto il personale delle Forze Armate, esortando, in conclusione, gli allievi ufficiali del 198 corso ad affrontare con Saldezza morale e materiale tutte le sfide e le difficoltà che si incontreranno lungo il percorso appena intrapreso.

Il generale Graziano, nel suo discorso ha sottolineato che “le sfide che vi attendono sono sicuramente importanti ed è necessario che voi viviate gli anni della formazione con impegno e dedizione con la consapevolezza che ai Comandanti di oggi è richiesta una preparazione sempre più a 360 gradi per interagire con tutti gli attori che operano accanto alla componente militare nelle aree di crisi e nelle situazioni di emergenza“.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi concluso ricordando agli allievi che “tra pochi anni sarete chiamati ad operare sia in Patria sia all’estero per garantire la sicurezza nazionale ed internazionale sempre più intimamente connesse: siate sempre esempio per i vostri uomini e tenete alto il nome delle nostre Forze Armate, che grazie alla professionalità di chi vi ha preceduto sono sicuramente tra le migliori al mondo

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Gli allievi del 198 corso Saldezza sono giunti a questo importante traguardo dopo un duro tirocinio che li ha visti impegnati di recente nella campagna tattica invernale, durante la quale hanno svolto una intensa attività addestrativa.

Il 198 corso conta 136 allievi ufficiali dell’Esercito, di cui il 16% donne. Il 21% degli allievi proviene dal nord Italia, il 19% dal centro, il 60% dal sud e dalle isole. Le donne, invece sono rappresentate per oltre il 26% rispettivamente dal nord e centro Italia, per il restante 48% dalle regioni meridionali, isole comprese. Presenti, anche, 17 allievi stranieri.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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I Granatieri celebrano la tradizionale messa in suffragio del Duca di San Pietro

di Ernesto Bonelli

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Roma, 18 febbraio 2017 – “Esiste una profonda bellezza nel culto delle memorie, nel culto del passato! Passato che risorge grazie alla forza delle tradizioni che rende perenne quel culto e che imprime alla vita sociale una continuità infrangibile dettando nei singoli quella norma spirituale che ispira le loro azioni, e che si presenta più viva e gagliarda là dove le tradizioni sono sintetizzate nel dovere: nelle Forze Armate” (da “Lo slancio vitale e la forza delle tradizioni”. Ernesto Bonelli).

E nel culto delle memorie e delle proprie tradizioni che ieri, 17 febbraio 2017, in Roma all’interno della Basilica Santa Maria degli Angeli, i Granatieri di Sardegna, in armi (bandiera, banda d’ordinanza e reparto in armi agli ordini del col. Stefano Chironi) ed in congedo, hanno celebrato il rito della Santa Messa in suffragio di don Alberto Genovese duca di San Pietro; tradizione che sin dal 1852 ininterrottamente, anche durante la guerra od in prigionia – come ci ricorda il Contigliozzi: “Ricordi, nei campi di concentramento nazisti, quando la morte ci sorrideva quotidianamente, come riusciste Tu (ten. Guido Cipriani) e Lino Fornale a convincere me bestemmiatore accanito per la fame e le malattie, a servire la Santa Messa in occasione del Duca di San Pietro?” – ha visto i soldati dai bianchi alamari osservare con la fedeltà che li contraddistingue.

1800022Essa nasce il 1 Agosto 1776 allorché don Alberto Genovese Duca di San Pietro e Cervellon, stipulava una convenzione con Gavino Pagliaciu Marchese della Planargia, comandante e proprietario del reggimento di Sardegna – poi Cacciatori di Sardegna – per la creazione di una musica (massa di musica) e di una massa di pietà con capitale, elargito dal duca, di 100.000 lire vecchie di Piemonte, con gli interessi annui di 4.000 lire, da impiegarsi dal Comandante del suddetto Reggimento, per quattro quinti per mantenere in buona efficienza la musica del Reggimento stesso e per una funzione funebre in suffragio dell’anima del padre don Bernardino Antonio Genovese duca di San Pietro e Cervellon (deceduto il 16 o 17 febbraio 1764 ed il cui rito funebre fu celebrato il successivo 18) nel giorno della di lui morte, ed, alla sua morte, per egli stesso da celebrare annualmente davanti al reggimento in armi, e per un quinto in opere di bene a favore di militari del reggimento e delle loro famiglie. Alla somma fu aggiunto dal duca la somma di 4.000 lire vecchie di Piemonte destinate per il vestiario e per le prime provviste della banda. Con “istromento” 25 ottobre 1777 furono dal duca assegnate altre 20.000 lire per la vestizione del tamburino e l’equipaggiamento della Banda.

Nel 1815 il reggimento di Sardegna, per i meriti acquisiti, veniva incorporato nella brigata guardie, che, dopo successivi cambi ordinativi, il 19 marzo 1852, con la soppressione del reggimento “Cacciatori di Sardegna” e la fusione dei suoi soldati nei due Reggimenti Granatieri, assumeva la denominazione di Brigata Granatieri dì Sardegna.

Da allora, come si è detto, i Granatieri di Sardegna, eredi del munifico lascito, fanno celebrare, in forma solenne, il 18 febbraio di ogni anno, od in data immediatamente anteriore o posteriore, una santa messa di suffragio alla presenza dei reparti in armi. In tale funzione, oltre al benefattore, i “Granatieri di Sardegna” intendono onorare tutti gli eroici Granatieri che in oltre tre secoli e mezzo servirono la Patria nei ranghi dei Reggimenti delle Guardie, dei Cacciatori e dei Granatieri.

La cerimonia odierna, alla presenza di numerose autorità civili e militari, tra cui il sottosegretario di Stato alla Difesa on. Domenico Rossi, il consigliere comunale di Roma On. Cristiana Paciocco in rappresentanza del sindaco Raggi, il gen. Rolando Mosca Moschini consigliere del presidente della repubblica per gli affari del consiglio supremo di difesa e segretario del consiglio supremo di difesa, i generali di corpo d’armata Massimiliano Del Casale presidente del centro alti studi per la Difesa, Francesco De Leverano comandante del 2° comando forze operative per la Difesa, Agostino Biancafarina comandante militare della capitale, del gen. d. Antonio Vittiglio, comandante della divisone Acqui e del gen. b. Francesco Olla comandante della brigata Granatieri di Sardegna, e tanti altri ufficiali generali in servizio od in congedo.

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Dopo l’afflusso in sfilata dalla caserma Macao di Castro Pretorio del reggimento Granatieri, ha visto la celebrazione della santa messa da parte di mons. Angelo Friggerio, vicario dell’ordinario militare, concelebranti don Paolo Villa ispettore vicario episcopale per l’Esercito italiano e don Pier Luca Bancale cappellano militare del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”.

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Al termine del rito il Reparto si è schierato in Piazza della Repubblica e, dopo aver reso gli onori alla bandiera del 1° Reggimento Granatieri, è defluito in parata tra ali di folla sorpresa ed entusiasta lungo le strade di Roma verso la caserma Macao in Castro Pretorio.  

Attualmente il reggimento più antico d’Italia ed unico per la sua specialità, è impiegato nell’Operazione “Strade Sicure” nella capitale, al comando della Task Force “Roma 1” con circa 200 tra uomini e donne, nonché contribuisce con diverse unità all’operazione creata a supporto della popolazione del centro Italia, colpita dal sisma.

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Articolo di: gra. gen. Ernesto Bonelli
Immagini: ph. Monica Palermo
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Il ministro Pinotti da il via al nuovo anno accademico della scuola ufficiali dei Carabinieri

di Monica Palermo

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Roma, 14 febbraio 2017 – Scuola ufficiali dei Carabinieri, oggi l’inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017. Una bella giornata di sole, via vai di macchine, militari in attesa che arrivino le personalità civili e militari. Lungo il viale il 4° Reggimento carabinieri a cavallo comandati dal colonnello Paolo Galvaligi e la fanfara a cavallo diretta dal capo fanfara MAsUPS Fabio Tassinari.

Dall’altro lato la stampa, giornalisti, fotografi e cameramen.

Il comandante generale dell’Arma, generale Tullio Del Sette fa gli onori di casa e accoglie il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il presidente dei consiglio, on. Claudio Gentiloni e il consigliere militare di palazzo Chigi, generale Carmine Masiello. Insieme passano in rassegna il 4° reggimento a cavallo ed entrano nella scuola per raggiungere l’aula magna.

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Gli studenti accolgono le personalità intonando sul palco il canto degli italiani.

L’aula è gremita, tra le tante personalità presenti ci sono vice presidente della corte costituzionale Giorgio Lattanzi, il vice presidente del senato Maurizio Gasparri, il ministro dell’interno Marco Minniti, il vice ministro dell’interno Filippo Bubbico, il sottosegretario di Stato al ministero degli interni Gianpiero Bocci e quello al ministero della giustizia Cosimo Maria Ferri, il presidente della commissione parlamentare difesa Nicola Latorre, il rettore della LUISS Paola Severino, il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, il segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti, i capi delle forze armate e il segretario generale della Difesa, il comandante generale della guardia di finanza Giorgio Toschi, il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo, il presidente del gruppo medaglie d’oro al V.M. generale Umberto Rocca, il presidente dell’associazione nazionale carabinieri generale di c.a. Libero Lo Sardo ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.  

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Vittorio Tomasone, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

Ha quindi preso la parola il comandante generale Tullio Del Sette che, dopo aver sottolineato come l’assorbimento del corpo forestale nell’Arma sia stato un “passaggio storico” che ha consentito al paese di costituire “una forza di polizia ambientale senza precedenti, non solo in Europa, per ampiezza e potenzialità”, ha illustrato quanto fatto dall’Arma nel settore addestrativo, logistico e operativo per continuare a mantenere efficiente il modello operativo dell’Arma, “un modello costruito, in oltre duecento anni di storia, sul valore della vicinanza alla gente”.

CC_inaug_scuola_uff_DSC_2411.jpgEmblema ne sono le 4.641 stazioni e tenenze Carabinieri: presidi di legalità, ma anche luoghi di ascolto, di rassicurazione e di accoglienza, come avvenuto durante l’emergenza neve in Abruzzo, “veri erogatori del servizio di prossimità”. Presidi arricchiti dalle quasi 1000 stazioni Carabinieri forestali e parco.

Il generale Del Sette ha illustrato il contributo operativo dell’Arma nel sistema di Sicurezza nazionale, dagli interventi contro la criminalità organizzata a quelli contro l’eversione interna e il terrorismo internazionale, in sinergia con le altre forze di polizia e le agenzie di informazione, e quanto fatto per potenziare i settori investigativi e delle indagini scientifiche.

Sono stati citati l’impegno internazionale in 11 teatri operativi con oltre 400 Carabinieri impiegati in compiti di addestramento e di consulenza a sostegno delle polizie locali in Iraq, Gibuti, Palestina e Somalia e i tanti accordi tecnici di collaborazione con Paesi che “guardano con interesse al modello di sicurezza rappresentato dall’Arma per sostenere il proprio percorso di sviluppo”, nonchè i 450 Carabinieri impiegati a tutela delle sedi diplomatiche italiane. Nel settore della cooperazione internazionale si inseriscono anche i  Caschi blu per la cultura” dedicati alla tutela del patrimonio culturale in caso di calamità naturali, crisi internazionali o conflitti armati.

  E’ stato delineato in sostanza il quadro di una “Forza di polizia a competenza generale, a statuto militare, a vocazione territoriale, con proiezione internazionale. Un’istituzione che si innova attraverso il confronto con la realtà quotidiana anche nella comunicazione”, ad esempio con l’apertura alle principali piattaforme Social, Facebook, Instagram, Twitter e Youtube.

Il generale Del Sette, in ultimo, prima di invitare il ministro della Difesa a dichiarare aperto l’Anno Accademico, ha ricordato che la scuola ufficiali è innanzitutto una scuola di valori, declinati nel calendario storico di quest’anno: etica, onore, integrità, rispetto, competenza, impegno, efficienza, coesione, serenità, tradizione, fedeltà e fede.  “Una Fede che deve essere, senza retorica, incrollabile, contagiosa di legalità e di fiducia per tutti i cittadini, testimoniata dall’esempio di chi ci ha preceduti e ricordata nelle parole del generale Carlo Alberto dalla Chiesa: “si sceglie di fare l’ufficiale dei Carabinieri perché si crede”.

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Ha preso quindi la parola il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha dichiarato aperto l’anno accademico 2016 – 2017 rivolgendosi ai giovani ufficiali, a cui  ha ribadito l’importanza della formazione e la qualità della formazione militare, sottolineando che “carabiniere si è, non si fa”. E’ una formazione alla leadership, e il leader è colui che “sa decidere assumendosi la responsabilità”. “Per voi saranno stelle polari i valori ricordati nel calendario. I carabinieri – ha proseguito – “sono sempre stati e continuano a essere insieme e intorno al nostro popolo ed è li che dovete essere”.

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La mattinata si è conclusa con l’intervento del presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni che ha ribadito la gratitudine della Nazione per l’Arma, componente essenziale del sistema Paese. Oggi i Carabinieri sono chiamati a rispondere a una diffusa domanda di legalità che nasce dall’incertezza del presente: “è per questo che io chiedo a voi di fare uno sforzo per essere sempre più elemento di sicurezza nel Paese. Io so che possiamo contare su di voi, che l’Italia, l’Europa possono contare sui nostri Carabinieri”.

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L’esercito racconta l’esercito con le immagini di Giuseppe Tarantino

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Roma, 10 febbraio 2017 – ‘ReportagEsercito’ di Giuseppe Tarantino è un saggio fotografico sullo strumento terrestre il cui punto di forza è proprio lo sguardo dell’autore, militare come i soggetti ritratti nelle immagini che illustrano l’impegno dell’Esercito Italiano quale risorsa per il Paese.

Il focus della narrazione non sono (solo) le missioni ma (soprattutto) quella che ne è l’indispensabile premessa, cioè l’identità militare che guida l’agire dei soldati, fissata oltre l’istante da “ritratti d’azione”, ovvero fotografie talvolta “catturate” talvolta studiate nei particolari, che mostrano da un preciso punto di vista, quello dei protagonisti stessi, cosa significa scegliere di servire in armi la Patria oggi come ieri indossando l’uniforme dell’Esercito Italiano.

Conclude il volume una breve analisi del rapporto tra organizzazione militare e narrazioni visuali, ovvero come le Forze Armate, e in particolare l’Esercito, utilizzano la fotografia per raccontare se stesse sia ai loro effettivi sia all’opinione pubblica, per favorire senso e consenso da parte, rispettivamente, degli uni e degli altri.

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Carabinieri: il comandante Del Sette incontra gli atleti dell’Arma

Sul palco il Presidente del CONI e grandi campioni del passato

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Roma, 10 febbraio 2017 – In mattinata, presso il comando delle unità mobili e specializzate “Palidoro”, il comandante generale dell’Arma Tullio del Sette, il presidente del CONI Giovanni Malagò e il presidente del comitato italiano paralimpico Luca Pancalli hanno incontrato gli atleti e i paratleti del Centro Sportivo Carabinieri, che con l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato rappresenta uno dei maggiori gruppi sportivi a livello nazionale.

All’evento hanno presenziato grandi campioni del centro sportivo, tra i quali l’app. Arianna Errigo, schermitrice detentrice della Coppa del Mondo di Fioretto, il car. sc. Matteo Marconcini, judoka vincitore della medaglia d’argento alle olimpiadi di Rio 2016, il car. sc. Luca Dotto, nuotatore campione europeo dei 50 m. stile libero, e “vecchie glorie” dello sport  dell’Arma e del Corpo Forestale, tra cui le fondiste di sci nordico Stefania Belmondo, due volte campionessa olimpica e quattro campionessa del mondo e Manuela Di Centa, due volte campionessa olimpica e vincìtrice di due coppe del mondo,  il ciclista Andrea Collinelli campione olimpico in pista e gli schermidori Mauro Numa due volte campione olimpico  e quattro campione del mondo e Michele Maffei campione olimpico e del mondo.

L’incontro è stato preceduto dall’inaugurazione della nuova palestra destinata alla scherma, con l’esibizione di alcuni schermidori, e dalla presentazione del progetto del nuovo impianto di atletica leggera che, interamente finanziato dal CONI e collocato all’interno della caserma “Salvo D’Acquisto”, sarà messo a disposizione degli atleti dell’Arma e dei gruppi sportivi esterni. Il progetto è frutto dell’accordo quadro di collaborazione tra l’Arma e il Comitato Olimpico, sottoscritto il 2 aprile 2015 e finalizzato al sostegno dei programmi del Centro Sportivo Carabinieri e alla promozione della cultura sportiva.

Nell’occasione il generale Del Sette ha espresso ai convenuti il suo compiacimento per i lusinghieri risultati ottenuti, frutto di un allenamento fatto di sacrificio, di disciplina e di passione, quegli stessi valori che animano l’azione quotidiana dei Carabinieri, in ogni contrada d’Italia, cosi come fuori dai confini nazionali, e ha ribadito l’impegno dell’Arma per la promozione dello Sport. Il presidente Pancalli ha sottolineato la grande possibilità data agli atleti paralimpici di esprimersi attraverso lo sport ringraziando per questo l’Arma e il presidente Malagò ha dato atto della grande progettualità messa in campo dai Carabinieri per far crescere lo sport italiano.

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IL CENTRO SPORTIVO CARABINIERI

Il Centro Sportivo Carabinieri, costituito nel 1964, si articola, a seguito della confluenza dall’1 gennaio 2017 del gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato, in 11 sezioni: atletica (Bologna), arti marziali, nuoto, scherma, pentathlon moderno, triathlon e ciclismo, tiro a segno/a volo ed equitazione (Roma), sport invernali (Selva di Val Gardena – BZ – e Auronzo di Cadore – BL), canoa fluviale (Carpanè – VI), canottaggio e canoa olimpica (Sabaudia – LT), pugilato (Castel Volturno – CE). Vi è poi la sezione di paracadutismo sportivo (Livorno) che dipende direttamente dal 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”.

Per i paratleti nel 2014 lo Stato Maggiore della Difesa ha creato una sezione di “Promozione e Sviluppo dell’Attività Sportiva per il Personale Disabile della Difesa”. Il progetto è rivolto ai militari iscritti nel ruolo d’onore ed ai parzialmente idonei al servizio militare incondizionato, affetti da disabilità (anche non a causa di servizio) riconducibili alle categorie paralimpiche. 

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Esercito: vespro solenne alla Cecchignola

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L’Aquila, 10 febbraio 2017 – Il giorno 9 febbraio 2017, presso la Scuola Allievi Cappellani Militari in Roma-Cecchignola, l’ordinario militare per l’Italia sua eccellenza reverendissima monsignor Santo Marcianò, ha officiato la sacra funzione pomeridiana del Vespro in occasione del 33° Anniversario della proclamazione di San Giovanni da Capestrano a patrono dei cappellani militari di tutto il mondo.

L’evento, organizzato dal comandante militare dell’Esercito per l’Abruzzo, gen. b. Rino De Vito, ha offerto un valido spunto di meditazione sulla straordinaria figura religiosa e militare di San Giovanni da Capestrano, patrono dei cappellani militari di tutto il mondo e santo patrono dell’Ungheria, ma anche, come riportato nella proposta formulata da padre Costantino Vico, per la proclamazione a celeste universale patrono dei cappellani militari cattolici nel mondo, “… confessore, sacerdote, giurista, soldato, condottiero, esempio mirabile di fedeltà al Papato, fulgido eroe delle più sante battaglie, invitto trionfatore nel Nome di Gesù contro il turco minacciante la Civiltà Cristiana e dell’Europa”.

Una figura completa a 360 gradi dalla quale trarre utili insegnamenti, ancora validi e attuali. Il gen. b. De Vito ha anche sottolineato l’attività realizzata in Abruzzo il 23 ottobre 2016, in occasione dell’apertura della porta della misericordia e giubileo dei cappellani, dei militari e del personale del comparto sicurezza. Tale occasione si è rivelata propizia per rafforzare i rapporti che intercorrono tra la popolazione e le autorità religiose, militari e civili della regione.

Erano presenti anche alcuni ufficiali ungheresi, polacchi e spagnoli con i relativi familiari ai quali il gen. b. De Vito ha fatto dono, tra l’altro, del CalendEsercito 2017.

Monsignor Marcianò ha avuto vive parole di apprezzamento per il signor ca. SME, gen. c. a. Danilo ERRICOerrico, precisando “… che è stato l’unico capo di F.A. che si è schierato a favore dell’ Ordinariato Militare.

All’evento, che riguardava la 11^ Zona Pastorale “Abruzzo e Molise”, hanno presenziato i relativi comandanti territoriali dell’Esercito e dei corpi armati dello Stato.

Tutti i presenti sono stati invitati, dal gen. De Vito e dal sindaco di Capestrano (AQ), dott. Antonio D’Alfonso, a fare una visita in Abruzzo quanto prima e, comunque, il 23 ottobre prossimo alla festa di Capestrano (AQ) e del suo patrono San Giovanni.

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Infine, il gen. b. De Vito ha donato al rettore del seminario militare, don Maurizio Ferri, il Crest del proprio comando, una riproduzione del soffitto ligneo settecentesco della Basilica di San Bernardino di L’Aquila, recentemente ristrutturata, e un libro dal titolo “L’AQUILA. Una città d’arte da salvare”, finalizzato a far comprendere il perché è importante ricostruire quanto prima L’Aquila e i suoi splendidi dintorni. Entrambe le opere sono edite dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

Con questo contributo attivo alla ricostruzione, intesa nella sua accezione più ampia, dell’Abruzzo in generale e dell’Aquila in particolare, il gen. b. De Vito ha ringraziato i presenti e ha concluso il suo intervento.

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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito Abruzzo
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