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La Difesa in supporto alla conferenza internazionale per la Libia

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Foto da Twitter di Palazzo Chigi

Roma, 13 novembre 2018 – In occasione della conferenza internazionale per la Libia a Palermo, le Forze Armate sono state chiamate a fornire il proprio concorso alle Forze dell’Ordine al fine di incrementare il dispositivo di sicurezza, nonché di intensificare le attività di prevenzione e controllo dei siti e degli obiettivi sensibili.

Il contingente interforze, coordinato dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) ha assicurato, infatti, il potenziamento della sicurezza nei tre domini – terra, mare e nello spazio aereo – impiegando, in piena sinergia con i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, assetti tratti dalle unità dell’Esercito impegnate nell’operazione “Strade Sicure”, team di Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) e un’Unità navale della Marina Militare, nonché alcuni velivoli dell’Aeronautica Militare.

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Foto © Presidenza del Consiglio dei Ministri

Questa sinergia, chiaro esempio di cooperazione interministeriale, è stata un’ulteriore dimostrazione della capacità di integrazione di assetti differenti, ma espressione unitaria di quel comparto – Difesa e Sicurezza – sempre più chiamato ad operare congiuntamente in tutte le sue articolazioni per garantire la piena sicurezza della collettività nazionale. Infatti, le nuove sfide e minacce hanno reso labile il confine tra sicurezza interna e difesa avanzata. Quest’ultimo settore, vede il nostro strumento militare nazionale ampiamente coinvolto, nell’ambito delle Organizzazioni Internazionali, delle alleanze e delle coalizioni a cui l’Italia partecipa, in operazioni all’estero, che si caratterizzano sempre più marcatamente per lo sviluppo di attività di capacity building a favore dei paesi in cui si interviene.

© All rights reserved
Fonte: Stato Maggiore Difesa – Immagini: come indicato
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Afghanistan: il generale Salvatore Camporeale è il nuovo vicecomandante delle forze NATO

 

1. Il Tenente Generale Cripwell saluta il Generale di Corpo d'Armata Camporeale

Kabul, 11 novembre 2018 – Il generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale ha assunto l’incarico di vicecomandante della missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan. La cerimonia si è tenuta ieri 10 novembre nella base militare di “Camp RS”. Il vicecomandante uscente è il tenente generale Richard John Cripwell, del British Army.

La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante della missione RS, il generale dell’U.S. Army Austin Scott Miller, del Senior Civilian Representative della NATO, ambasciatore Cornelius Zimmermann, dell’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone e di altre autorità civili e militari.

2. Da sinistra a destra il Generale Miller (USA), Tenente Generale Cripwell (UK), Generale di Corpo d'Armata (ITA) Camporeale 

Il generale Salvatore Camporeale arriva in Afghanistan in un momento delicato per il Paese: il mese scorso istituzioni, forze militari e di polizia locali sono state impegnate nel garantire la sicurezza nel corso delle recenti elezioni parlamentari, che hanno chiamato al voto più di 4 milioni di persone. E già ci si prepara alla tornata elettorale del 20 aprile 2019, quando la popolazione sarà nuovamente chiamata al voto per eleggere il presidente dell’Afghanistan.

Il generale Miller, nel corso del suo intervento, ha dato il benvenuto al generale Camporeale e ha ringraziato l’Italia per il ruolo di assoluto rilievo avuto nella missione RS in questi anni. “Quando penso al contingente italiano – ha detto – penso alla grande professionalità di questi soldati e al contributo che danno per l’assolvimento del compito della missione”.

5. Un momento della cerimonia, intervento del Generale Austin Scott Miller

Nel suo discorso di commiato, il generale Cripwell ha ringraziato tutti gli uomini e le donne della Coalizione per l’eccellente lavoro svolto, dicendosi onorato di essere stato il loro vicecomandante. 

Nel suo intervento, il generale Camporeale ha sottolineato che “una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato è che una pace durevole non può essere imposta. Ma, al contrario, essa deve essere un processo politico, economico e diplomatico condiviso, che miri a conquistare le anime e i cuori della gente.”

Il vice comandante ha infine ringraziato gli uomini e le donne dei 41 Paesi alleati e partner della coalizione che stanno coraggiosamente lavorando per il successo della missione, e ha ricordato il sacrificio di coloro che sono stati uccisi o feriti per far sì che RS raggiungesse i suoi obiettivi, impedendo che l’Afghanistan diventasse ancora una volta un rifugio sicuro per il terrorismo.

9. Un momento della cerimonia, intervento del Generale di Corpo d'Armata Salvatore Camporeale

Il generale Salvatore Camporeale è nato il 20 agosto 1962 e cresciuto a Margherita di Savoia (BT).  Ha frequentato il 162° corso “Onore” dell’Accademia Militare di Modena. Nel corso della sua carriera ha assolto diversi incarichi di comando, in unità carri, e di staff presso gli organi di vertice dell’Esercito e della Difesa, tra cui:

  • comandante del 235° reggimento Addestramento Volontari di Ascoli Piceno;
  • assistente militare e aiutante di campo del Presidente della Repubblica Italiana, comandante della brigata corazzata “Ariete”;
  • vice capo del V Reparto Affari Generali presso lo Stato Maggiore dell’Esercito;
  • comandante dell’Accademia Militare di Modena.

Torna in Afghanistan dopo una prima esperienza maturata a Kabul nel 2009 nell’ambito della Missione ISAF.

Dal 10 novembre è il numero due della NATO in Afghanistan.

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al termine dell’operazione ISAF. Il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di forze di sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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MIADIT Somalia 10, concluso il corso per operatori ambientali svolto dai Carabinieri nelle scuole

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Gibuti (Somalia), 9 novembre 2018 – Concluso nei giorni scorsi a Gibuti il 10° corso per operatori addetti alla tutela ambientale svolto dai Carabinieri provenienti dai Nuclei operativi Ecologici (NOE) del Comando per la Tutela dell’Ambiente, impiegati nella missione addestrativa italiana MIADIT SOMALIA 10. Il corso si è tenuto presso il comando della gendarmeria.

Gli istruttori della “Specialist Section” hanno curato il modulo addestrativo per la formazione di 12 gendarmi selezionati,10 uomini e 2 donne, provenienti da diversi reparti della gendarmeria di Gibuti. Per la prima volta i moduli teorici e pratici sono stati incentrati sullo studio del “Codice Ambientale” locale necessario alla comprensione di norme e di mezzi a disposizione della gendermeria gibutina.

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Gli allievi, particolarmente interessati alle attività pratiche, hanno acquisito nozioni propedeutiche alla costituzione del primo Reparto per la tutela ambientale, l’Unité Opérationnelle de Protection Environnamental (UPE), il primo nel continente africano, che verrà impiegato nelle attività di repressione dei crimini ambientali e nella prevenzione e tutela dell’ambiente. Dal 2015 ad oggi i carabinieri hanno formato circa una sessantina di operatori.

A seguito del corso tenuto dagli istruttori del NOE, in accordo tra il comando generale dell’Arma e il ministero gibutino, è stato inoltre avviato un progetto sperimentale che prevede un ciclo di 13 conferenze sulla tutela ambientale per le scuole primarie che interessano gli alunni compresi nella fascia d’età tra i 10 e i 15 anni. All’inaugurazione della Conferenza hanno presenziato il Ministro of National Education and Vocational Training, Moustapha Mohamed Mahaoud, il colonnello Vincenzo Giglio, comandante della Miadit 10 e numerose autorità civili e militari, oltre ai gendarmi che hanno superato brillantemente il 10° corso di tutela ambientale.

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Gli alunni parteciperanno attivamente alle conferenze sul rispetto dell’ambiente che si terranno in varie scuole distribuite in diversi quartieri e saranno tese a sensibilizzare le nuove generazioni sulla raccolta differenziata, sull’importanza dello smaltimento dei rifiuti, sul riciclaggio. I giovani saranno i primi demoltiplicatori dei concetti appresi in aula. In tale circostanza il Ministro, che ha fortemente voluto il progetto, ha lanciato un’iniziativa che vedrà coinvolti, l’ultimo sabato di ogni mese, gli alunni, gli insegnanti, gli operatori scolastici e le famiglie impegnati nella raccolta dei rifiuti e nella pulizia dei luoghi frequentati dagli alunni. 

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Per saperne di più

A Gibuti l’Arma dei Carabinieri svolge  il progetto addestrativo MIADIT Somalia (Missione Addestrativa Italiana) che si inserisce nelle iniziative di capacity building in favore delle Forze di Polizia Somale e gibutiane per promuovere un approccio sistemico nel Corno d’Africa con particolare riferimento alla Somalia e a Gibuti; concorrere alla creazione delle condizioni per la stabilizzazione della Somalia mediante l’accrescimento delle capacità operative di quelle Forze di Polizia; incrementare la presenza e l’influenza nazionale nell’area sul piano bilaterale e multilaterale.

I cicli addestrativi, rivolti alla Polizia somala e gibutiana e alla Gendarmeria Nazionale di Gibuti, comprendono lezioni sul codice di condotta e sulle procedure basiche di polizia; sulle comunicazioni, sul controllo del territorio, sulla gestione dell’ordine pubblico e della scena del crimine, sull’addestramento tattico, sulle operazioni di scorta e protezione, sul riconoscimento degli esplosivi, sulle operazioni di polizia in aree urbane e di protezione del patrimonio ambientale; impiego assetti di Polizia Militare e staff nella base militare italiana di supporto.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Le Forze Armate italiane in Antardide per la XXXIV Campagna Antartica estiva 2018-2019

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Baia Terra Nova (Antartide), 9 novembre 2018 – La XXXIV Campagna Antartica estiva 2018-2019 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) ha preso ufficialmente il via con la riapertura della stazione scientifica italiana “Mario Zucchelli” a Baia Terra Nova, in Antartide.

La Campagna è finanziata dal MIUR con il coordinamento scientifico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e logistico dell’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) e la partecipazione delle Forze Armate. In questa spedizione saranno impegnati 22 militari italiani di Esercito, Marina, Aeronautica ed Arma dei Carabinieri, nell’ambito delle competenze specifiche della Forza Armata d’appartenenza.

Le Forze Armate partecipano esclusivamente alle attività delle campagne estive, che si protraggono da ottobre a febbraio, cioè nel periodo che coincide con l’estate antartica, in cui sussistono condizioni climatiche molto complesse ma meno proibitive rispetto al resto dell’anno.

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Presso la stazione costiera italiana Mario Zucchelli, si registrano infatti, temperature medie tra 0°C e -35°C ed è necessario adattarsi a 24 ore di luce al giorno per tutto il periodo. L’avversità del tempo e del clima in Antartide non è solo riferita alla temperatura dell’aria, ma anche a quella del mare, anch’essa negativa di circa 1,8°C, con notevole impatto sulle attività di ricerca subacquea.

Altro parametro da non trascurare è il vento: in Antartide per gran parte dell’anno si formano fortissime “correnti catabatiche”, venti che discendono dal plateau verso la costa per effetto di gravità, tra i più intensi mai misurati sull’intero pianeta, capaci di superare anche i 300 km/h. In questo quadro, già di per sé complesso, bisogna poi tener conto delle non frequenti ma talvolta abbondanti nevicate che complicano la logistica.

In questo particolare contesto operano le eccellenze provenienti dalle varie Forze Armate come le guide alpine dell’Esercito e un carabiniere, per il coordinamento delle attività esterne e il supporto specialistico durante le attività di ricerca, i palombari della Marina per la conduzione e il coordinamento di tutte le attività subacquee, i meteorologi dell’Aeronautica per le previsioni, che giocano un ruolo spesso determinante per l’efficace pianificazione delle molteplici attività che coinvolgono sia la base Italiana sia quella italo-francese Concordia, situata sul plateau antartico a 3320 metri di quota.

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Continua inoltre, anche quest’anno l’opera di realizzazione di un aeroporto presso il sito di Boulder Clay, per cui è stata richiesta la collaborazione di personale tecnico appartenente all’Aeronautica. L’inizio dei lavori per la realizzazione della pista semi-preparata in ghiaia è iniziato nella campagna 2015-2016 e nel corso di tre campagne sono stati completati 850 mt. Il termine dei lavori della pista, per una lunghezza complessiva di 2.200mt, concepita sulle caratteristiche di atterraggio di un velivolo da trasporto C-130J, è previsto per la campagna 2022-2023.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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NATO: conclusa la prima parte dell’esercitazione Trident Juncture 2018

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Norvegia, 9 novembre 2018 – Si è conclusa la fase Live Exercise (LIVEX – con unità schierate sul terreno) dell’esercitazione “Trident Juncture”, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della guerra fredda, che ha visto impiegati circa 50.000 militari di 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri. A chiudere la fase esercitativa la battaglia simulata di Oppdal (Norvegia), a cui hanno preso parte anche gli assetti terrestri e le componenti aeree dello strumento militare nazionale.

Al termine dell’esercitazione, l’ammiraglio James Gordon Foggo, comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli e direttore dell’esercitazione, ha voluto ringraziare calorosamente i militari di tutte le nazioni partecipanti e, in particolare, la Norvegia, che ha ospitato sul suo territorio la complessa attività addestrativa.

L’ammiraglio ha voluto rimarcare che la “Trident Juncture” ha rappresentato, da un lato, lo spirito di solidarietà e di coesione tra i Paesi membri a favore di quelli che maggiormente percepiscono la rinnovata assertività militare ad est, e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza Atlantica nella sua missione primaria di difesa collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna mantenendo un alto livello di preparazione e di reazione.

4. Mezzi italiani in avanzata

L’esercitazione ha previsto la contrapposizione sul campo di due  unità avversarie, a livello Corpo d’Armata, le quali si sono alternate nel condurre operazioni in attacco e in difesa. In particolare, la fase conclusiva, certamente tra quelle più complesse di tutta l’attività, consisteva nella completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie.

L’obiettivo finale della “Trident Juncture” era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia. Nel contempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

3 Bersagliere in azione

La partecipazione nazionale, oltre al citato NRDC, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ Brigata corazzata “Ariete”, costituente la  VJTF Land Brigade (very high readiness joint task force), cioè l’assetto di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate italiane. Per tale esigenza, la brigata “Ariete” (comando brigata e assetti dell’11° reggimento bersaglieri, del 10° reggimento genio guastatori, del reggimento logistico “Ariete”, del reparto Comando e Supporti Tattici “Ariete”) è stata rinforzata con assetti tratti dal 187° reggimento paracadutisti, dal 7° reggimento trasmissioni, dal 1° reggimento artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

Durante la LIVEX, inoltre, la VJTF ha potuto anche contare sul supporto dell’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodo gli Eurofighter (provenienti dal 4° stormo di Grosseto, dal 36° stormo di Gioia del Colle e dal 37° stormo di Trapani) per le attività di difesa aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie, il KC-767 (del 14° stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO, e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercitazione NATO Trident Juncture 2018: il comandante di JFC Naples in visita alla base aerea di Bodo

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Roma, 5 novembre 2018 – L’ammiraglio James Foggo, comandante dell’Allied Joint Force Command Naples e coordinatore dell’esercitazione NATO Trident Juncture 2018, ha visitato, venerdi 2 novembre, la base aerea di Bodo, da dove opera la gran parte della componente aerea dell’esercitazione. Iniziata il 25 ottobre, si svolge  in Norvegia fino al 7 novembre.

L’ammiraglio Foggo, nel corso di una conferenza stampa durante il “media day” organizzato dalla NATO, ha illustrato le caratteristiche dell’esercitazione, sottolineando il grande valore di questo tipo di eventi addestrativi multinazionali, che consentono alla compagine di alleati di addestrarsi ad agire insieme per una difesa comune.

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L’ammiraglio ha poi salutato i comandanti degli schieramenti delle nazioni partecipanti, informandosi sullo svolgimento dell’esercitazione.

Incontrando il colonnello Daniele Porelli, leader del contingente dell’Aeronautica Militare, il comandante di JFC Naples ha espresso la propria gratitudine all’Italia per il suo contributo all’esercitazione, sottolineando anche l’importanza del ruolo degli assetti aerei messi a disposizione dell’Aeronautica Militare presso la base aerea di Bodo.

Il colonnello Porelli ha espresso all’ammiraglio la soddisfazione degli uomini e delle donne rischierati a Bodo per la possibilità di addestrarsi e di dimostrare le proprie capacità nell’ambito di una esercitazione così vasta e complessa e, soprattutto, per la preziosa opportunità di rafforzare la coesione e la collaborazione con le altre forze alleate.

L’Aeronautica Militare contribuisce all’esercitazione , schierando nella basi di Bodo e Oygarden, un numero di assetti dalle capacità altamente specializzate e preziose per lo svolgimento di COMAO (Combined Air Operations, operazioni aeree composite).

Si va dagli Eurofighter del 36° e 37° Stormo, in grado di svolgere operazioni di Difesa Aerea e scorta a protezione dei velivoli strategici della coalizione, ai Tornado del 6° Stormo, nelle versioni IDS (Interdiction-Strike) e ECR (Electronic Combat Reconnaissance), impiegati per la soppressione delle difese aeree nemiche.

Un ruolo strategico svolgono gli assetti del 14° Stormo: il KC-767, il tanker (aviocisterna) capace di moltiplicare l’autonomia e il raggio di azione degli altri velivoli rifornendoli in volo, e il CAEW G-550 (Conformal Airborne Early Warning) una sofisticatissima piattaforma volante per la sorveglianza, l’avvistamento ed il comando e controllo, fondamentale per il conseguimento della Air Superiority ed il supporto alle forze di superficie ed in volo.

I C130J della 46^ Brigata Aerea hanno svolto la funzione di trasporto strategico e tattico di uomini e mezzi.

L’Aeronautica Militare concorre anche con i suoi Fucilieri dell’Aria del 16° Stormo, che affiancheranno i colleghi dell’Esercito nel ruolo specializzato di JTAC (Joint Terminal Attack Controller), “gli occhi a terra” dello strumento aereo.

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La Trident Juncture 2018 è un’esercitazione multinazionale della NATO, che ha lo scopo di affinare la capacità di operare congiuntamente dei 29 Paesi dell’Alleanza e dei Paesi partner. E’ la più grande esercitazione NATO del 2018, con lo scopo di verificare e addestrare la NATO Response Force, la Forza multinazionale di risposta immediata con cui la NATO è in grado di rispondere tempestivamente alle minacce.

La Trident Juncture è una dimostrazione della solidarietà e della coesione tra i membri della NATO, nonché delle capacità di difesa dell’integrità territoriale euro-atlantica contro eventuali aggressioni.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il generale Enzo Vecciarelli è il nuovo capo di Stato Maggiore della Difesa

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Roma, 5 novembre 2018 – Questa mattina, presso l’aeroporto militare di Ciampino sede del 31° stormo, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di Stato Maggiore della Difesa tra il generale Claudio Graziano e il Generale Enzo Vecciarelli.

Il passaggio del testimone al vertice delle Forze Armate si è svolto alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del vicepresidente della Camera, Mara Carfagna e del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta ed è stato salutato dalla partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose.

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“In questi ultimi anni abbiamo visto le Forze armate occupare un ruolo sempre più importante nella vita del Paese” – ha affermato il ministro della Difesa durante la cerimonia del cambio del Capo di Stato Maggiore della Difesa – “esse si sono costruite un patrimonio di credibilità, esperienza e capacità, sia di fronte all’opinione pubblica nazionale che a quella internazionale, che dobbiamo preservare in tutti i modi e oggi” – ha continuato il ministro – “sono sempre più impegnate a presidio della sicurezza interna ed esterna del Paese, per il bene dei cittadini”.

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Dinanzi ad uno schieramento in armi di reparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il generale Graziano, all’atto della conclusione di circa 44 mesi di responsabilità alla guida dello strumento militare, ha voluto accomiatarsi dagli uomini e dalle donne delle Forze Armate sottolineando che “l’Italia è un Paese di riferimento per la NATO e membro attivo per le Nazioni Unite e tale ruolo ci pone nelle condizioni di poter partecipare da protagonisti a tutti i meccanismi ed i progetti di interesse che si sviluppano nell’arena internazionale”.

Il generale Graziano ha poi aggiunto – “la mia esperienza da Capo di Stato Maggiore della Difesa mi lascia, anzitutto, una ferma consapevolezza: quella di aver avuto il privilegio di guidare sul campo i migliori soldati del Mondo. Per questo sono grato alle Istituzioni che mi hanno consentito di vivere questo intenso ed emozionante percorso, costellato di soddisfazioni professionali e morali, ma anche di momenti di preoccupazione, in cui sono stato chiamato ad assumere scelte impegnative, che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità o la vita stessa dei miei militari. L’ho sempre fatto guardando al bene della Patria – in linea con le missioni assegnate e con le direttive dell’Autorità Politica – e con la consapevole certezza di poter contare sul miglior capitale a disposizione, quello umano, centro di gravità delle Forze Armate. Ad esso va dedicato ogni nostro sforzo ed ogni nostra attenzione, senza demagogia, senza secondi fini, sapendo che anche in questo momento, in qualche luogo della terra, un uomo o una donna con il tricolore cucito sull’uniforme e sulla pelle sta operando in armi, a protezione dei deboli e per la tutela degli interessi nazionali. Negli ultimi trenta anni l’Italia ha maturato prestigio e credibilità proprio dall’efficacia dell’impiego delle sue Forze Armate”.

Il generale Graziano termina il mandato di capo di Stato Maggiore della Difesa ed assumerà, già da domani a Bruxelles, il prestigioso incarico di Presidente del Comitato militare dell’Unione Europea. Quale massima autorità militare dell’Unione Europea, il Generale Graziano è atteso da molteplici sfide volte al rafforzamento della dimensione di difesa e sicurezza del continente, nell’ambito della PESCO (Cooperazione Strutturata e Permanente nel campo della Difesa) e anche con l’obiettivo di migliorare e rafforzare la cooperazione NATO – UE, strumento fondamentale per fornire una risposta efficace e collettiva alle attuali minacce alla sicurezza, prima tra tutte il terrorismo internazionale.

Dopo il formale passaggio delle insegne, il Generale Vecciarelli ha preso la parola e ringraziando il generale Graziano per quanto fatto in un periodo caratterizzato da eccezionali sfide alla sicurezza e da profondi cambiamenti, ha dichiarato: “intendo continuare ad investire sull’elemento umano facendo leva, innanzitutto, sulla forza delle idee, sulla spinta di innovazione che viene dal basso. Dobbiamo saper cogliere il nuovo senza timori, avere il coraggio di stigmatizzare vecchi preconcetti ideologici ma anche allontanare abitudini obsolete e sclerotici status-quo” e ha concluso “ponendomi idealmente di fronte ad ognuno dei miei uomini e donne e innanzi ad ogni cittadino italiano mi impegno a profondere ogni mia risorsa fisica, morale e intellettuale per assolvere i doveri costituzionali”.

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Il generale Vecciarelli, neo capo di Stato Maggiore della Difesa, come responsabile dell’area tecnico-operativa della Difesa e dell’impiego dello strumento militare nazionale, si troverà alla guida di circa 180.000 uomini e donne delle Forze Armate, quotidianamente impiegati nelle operazioni, in Italia e all’estero, che vedono oggi il nostro Paese schierare i propri militari in 40 missioni, condotte in 24 paesi/aree geografiche. Tale impegno è finalizzato a fronteggiare le sfide alla sicurezza provenienti da due archi di crisi e instabilità: uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nordafricana e la fascia sub-sahariana ed uno ad est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero e il Mediterraneo Orientale.

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Immagini: Ph. Monica Palermo
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