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Roma, celebrato il 77 anniversario della battaglia di Nikolajewka (video)

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(di Monica Palermo) Roma, 26 gennaio 2020 – Domenica 26 gennaio, l’aria è pungente, c’è movimento, emozione, su via Cassia nel Giardino dei Caduti sul Fronte Russo, all’altezza della tomba di Nerone. Associazioni d’arma con labari, colonnelle e stendardi percorrono su mezzi militari e a piedi la via, chiusa momentaneamente al traffico per l’occorrenza, per poi ammassarsi davanti al monumento ai Caduti per rendere gli onori  nel 77 anniversario della battaglia in suolo russo di Nikolajewka.

Un picchetto d’onore della scuola di fanteria dell’Esercito ha presenziato la cerimonia per rendere omaggio ai fatti d’arme del 26 gennaio del 1943. 

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Fu una battaglia allo stremo, dove alla 2ª divisione alpina “Tridentina”, l’unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere, fu assegnato il compito di iniziare l’assalto al villaggio. Particolarmente significative durante questo attacco furono le azioni dei battaglioni “Vestone”, “Verona”, “Valchiese” e “Tirano”. Malgrado lo sbandamento che sarebbe stato comprensibile per delle truppe in ritirata, gli italiani riuscirono a sostenere lo scontro con i sovietici, maggiormente dotati di armi pesanti ed artiglieria.

Da allora ogni anno gli alpini (e non solo) celebrano quel giorno dove migliaia di uomini, con valore, persero la vita. 

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera mentre la banda della Regione Lazio suonava l’inno d’Italia, a seguire dieci rintocchi della Martinella sulle note del Silenzio.

Una corona d’alloro, portata dalla Polizia di Roma Capitale, è stata deposta sul monumento ai caduti e rappresentati dello Stato hanno reso gli onori, il presidente del Municipio Stefano Simonelli, in rappresentanza del sindaco, e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

DSC_9936_Nikolayewka2020A conclusione della cerimonia una messa celebrata da monsignor Giacomino Feminò, concelebrata anche dal parroco della vicina chiesa di Sant’Andrea Apostolo.

Presenti numerose Associazioni d’Arma: alpini (ANA di Roma), paracadutisti della Folgore, autieri (TRAMAT), bersaglieri, granatieri, crocerossine, croce rossa, artiglieri, fanti, carabinieri, reduci di guerra, medaglie d’oro al valor militare, marina militare. Autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Armate in servizio e in congedo, delle Associazioni di Volontariato, e delle Associazioni storiche e culturali ritrovate per condividere ricordi di una battaglia così cruenta. Presenti forze dell’ordine, polizia, carabinieri e polizia municipale, a tutelare che ogni cosa filasse liscio. 

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Scuola Ufficiali Carabinieri, inaugurato l’anno accademico 2019-2020

Inaugurazione anno accademico arrivo Autorità

Roma, 25 gennaio 2020 – Nella mattinata, presso l’aula magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dei Ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, della Giustizia, Alfonso Bonafede, della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019 – 2020.

Fra le tante personalità presenti, autorità parlamentari, di governo e diplomatiche, esponenti delle magistrature, delle Forze armate, delle Forze di polizia, delle agenzie di informazione e sicurezza, il presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M., i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Riccardo Galletta, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

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Ha quindi preso la parola il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri. Tra i temi trattati, la necessità, nonostante il 2019 abbia segnato il più basso tasso di reati degli ultimi 10 anni, di accrescere la sicurezza percepita anche attraverso la rassicurazione dei singoli, minacciati dall’ansia, acuita dalle crescenti fragilità sociali. Il modello di prossimità dell’Arma, capillarmente diffuso sul territorio, che coniuga efficienza operativa e qualità delle relazioni umane risponde a questa esigenza. Tenenze e Stazioni rappresentano infatti per 7.416 Comuni d’Italia l’unico presidio di polizia e a questo presidio nel 2019 sono stati destinati oltre 2.600 carabinieri. I reparti dell’Arma nel loro complesso hanno perseguito il 73% di tutti i reati denunciati, scoprendo il 63% dei casi risolti da tutte le Forze dell’Ordine.

Un impegno, ha ricordato il generale Nistri, che sovente mette a repentaglio l’incolumità dei Carabinieri, come dimostrano i tre morti e 2.033 feriti e contusi, vittime di resistenze e aggressioni, oltre il 28% in più rispetto al 2018. Un dato che preoccupa perché frutto di un clima che vede l’autorità costituita comunque espressa associata a riferimenti negativi. Da qui la riflessione sul bisogno di misura anche nella formazione dell’opinione pubblica.

Il modello di prossimità è “l’anima” che l’Arma apporta al sistema della sicurezza interna. Un sistema equilibrato nel quale l’espressione formale della pubblica sicurezza procede “verticalmente” dalle autorità provinciali – prefetti e questori – a quella nazionale del Ministro dell’Interno, ma trova il suo completamento nella responsabilità “orizzontale”, propria nella maggior parte dei casi dei Reparti Carabinieri, unici presidi sul territorio. 

La cerimonia è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio della riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma: a 3 anni dall’adozione dei provvedimenti i risultati operativi si sono moltiplicati, con controlli che hanno registrato un incremento progressivo, del 31% nei primi due anni e di un ulteriore 6% nel 2019, anche grazie all’assegnazione di 790 militari ai reparti forestali e all’acquisizione di mezzi ed equipaggiamenti. Le misure organizzative adottate hanno inoltre consentito di conseguire economie di esercizio per 35 milioni di euro, superando l’obiettivo di 32 milioni fissato per legge.

Si è parlato inoltre di innovazione tecnologica, con importanti investimenti sia nell’area operativa che in quella concorsuale, e di benessere del personale. Il generale Nistri ha auspicato tra l’altro provvedimenti che possano compensare la riduzione del trattamento pensionistico a seguito dell’introduzione del sistema contributivo

Parlando di diritti del personale il comandante generale ha affrontato il tema dell’associazionismo militare di natura sindacale. Un argomento a cui l’Istituzione guarda con estremo interesse e con il vivo auspicio che una legge sia approvata a breve, nella convinzione che “l’innesto delle relazioni sindacali non è un aspetto neutro nella regolazione della vita di un’Istituzione, talché risulterebbero assai semplicistiche soluzioni che, aderenti a realtà organizzative affatto differenti, non tengano nella dovuta considerazione le necessità operative e di impiego di migliaia di presidi diffusi sul territorio nazionale”.

Infine, rivolgendosi ai giovani ufficiali allievi, il generale Nistri ha ricordato che la militarità, requisito irrinunciabile per l’Arma, è condizione particolare, riconosciuta dalla Costituzione a presidio delle Istituzione democratiche e comporta dei limiti di continenza. Ha citato Giuseppe Mazzini che scriveva: “La questione vitale che si agita nel nostro secolo è una questione di educazione. Educazione ad un principio: il dovere. Attraverso l’educazione al dovere si può arrivare a comprendere che lo scopo della vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori. Questo non vuol dire rinunciare ai diritti, bensì arrivare al loro raggiungimento attraverso la pratica dei doveri”. “La pratica dei doveri – ha proseguito il Comandante Generale – è la grammatica etica della nostra formazione e la pietra d’angolo della nostra funzione. Una funzione da esercitare con «disciplina ed onore», come recita la Costituzione. E non ci può essere onore senza servizio. Servire la Patria e i cittadini. Servire i Carabinieri che vi verranno affidati. Servirli con la competenza delle conoscenze, l’umiltà dell’ascolto, la responsabilità delle decisioni, il coraggio delle rinunce”.

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Ha preso dunque la parola il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini il quale, dopo aver ribadito ai giovani ufficiali allievi “che se l’arma dei carabinieri, da oltre due secoli, è un pilastro insostituibile per la nostra collettività, lo deve anche e soprattutto alla capacità che ha dimostrato di saper trasmettere alle sue nuove generazioni tutto il suo inestimabile patrimonio di tradizioni, di identità, di valori, di conoscenza, di procedure, di tecnologia”, ha dichiarato aperto l’anno accademico 2019 – 2020.

Inaugurazione anno accademico - Giuseppe Conte

In chiusura ha preso la parola il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte che ha fatto una attenta disamina delle innumerevoli attività che vedono impegnati i carabinieri sul territorio nazionale e all’estero. “Siete una risorsa del Paese” –  ha detto il massimo esponente del Governo – “che sa ispirarsi alle regole democratiche, divenendo veicolo di promozione di quell’umanesimo che deve porre l’individuo al centro della società. Una forza sana, che sa affrontare anche le vicende più dolorose, andando ben oltre le normali mansioni d’istituto e rinunciando, talvolta, anche al calore degli affetti più cari, ricompensati tuttavia, da attestazioni di riconoscenza e piena umanità da parte del cittadino. Ed è così che il sistema della pubblica sicurezza trova il suo necessario completamento nella responsabilità, aderente e concreta, dell’azione di polizia delle comunità, risalente, nella maggior parte dei casi, proprio ai Reparti dei Carabinieri”.

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Il 72° stormo dell’Aeronautica Militare accoglie la conferenza “Donne in volo” dello Zonta International

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Frosinone, 23 gennaio 2020 – Sabato 18 gennaio, nella cornice del 72° Stormo dell’Aeronautica Militare, lo Zonta International – Club Roma Parioli III ha organizzato la conferenza “Donne in volo” in ricordo del primo volo in solitaria di Amelia Earhart.

A dare il benvenuto, il comandante del 72° Stormo, colonnello pilota Davide Cipelletti che nella visita conoscitiva del reparto ha mostrato i gruppi e gli elicotteri quotidianamente impegnati nell’attività di volo della scuola. “Spesso, in caso di calamità, vediamo intervenire elicotteri dell’Aeronautica Militare, ma anche di altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato; tutti i piloti di quei mezzi sono stati formati al 72° Stormo, dove hanno raggiunto l’ambito traguardo del brevetto”.

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La dott.ssa Laura Rabitti, presidente del Club Roma Parioli III, psicologa e formatrice, ha iniziato il suo intervento ricordando la storia dell’aviatrice statunitense Amelia Earhart, che negli anni ’20-‘30 fece sognare con le sue imprese aviatorie un’intera generazione, diventando ben presto un modello di riferimento per molte donne.

Il maggior pilota Carla A. ha poi raccontato le tappe della formazione di un pilota dell’Aeronautica Militare attraverso il proprio percorso personale iniziato in Accademia Aeronautica, le Scuole di Volo, l’abilitazione su elicottero e la prima assegnazione al 15° stormo, il reparto dell’Aeronautica Militare che si occupa di attività di ricerca e soccorso su tutto il territorio nazionale, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Successivamente l’assegnazione proprio presso il 72° Stormo, unica scuola di volo basica elicotteri per tutte le Forze Armate ed i Corpi Armati dello Stato. Ed infine il 60° Stormo che ha tra i suoi compiti anche quello di diffondere la cultura aeronautica fra gli studenti delle scuole superiori.

A seguire, la dottoressa Donatella Ricci ha raccontato il percorso che le ha permesso di arrivare a domenica 8 Novembre 2015, giorno in cui ha stabilito, con il suo autogiro Magni M16, il record mondiale assoluto di quota. Un percorso di undici mesi di lavoro, impegno e passione raccontata con una travolgente energia all’interno del suo libro. Nella prefazione del libro si parla di “una storia di coraggio, testardaggine e un po’ di follia”. Nella prefazione del libro, l’astronauta Samantha Cristoforetti, definisce “questa una storia di amicizia, coraggio, testardaggine e un po’ di follia. E’ la storia di come, dopo mesi di meticolosa preparazione e dopo aver superato ostacoli fisici, psicologici, tecnici e burocratici, Donatella Ricci arriva a disegnare scie di condensazione nei cieli del Veneto, alla quota di 27.556 piedi, ovvero 8.399 metri”.

La conferenza ha visto il suo culmine nel concerto del quartetto d’archi “Iris”, tutto al femminile, che ha presentato un percorso musicale dal Barocco ai giorni nostri.

logo2La Zonta International, nata a Buffalo nel 1919 nello stato di New York, è un’organizzazione internazionale di persone inserite nel mondo del lavoro, professionale e sociale che insieme operano per il miglioramento della condizione delle donne nel mondo attraverso attività, servizi e tutela dei diritti umani.

Proprio quest’anno si festeggiano i 20 anni dell’ingresso delle donne nelle Forze Armate. Donne che indossano con orgoglio la propria uniforme al pari dei colleghi uomini, ricoprendo senza alcuna differenza tutti i tipi di incarichi in tutti i settori nei quali operano le Forze Armate.

72 stormoIl 72° Stormo, unica scuola nel settore dell’ala rotante in Italia, dipende dal Comando Scuole Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, e ha il compito di formare i piloti di elicottero dell’Arma Azzurra, delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, nonché frequentatori stranieri. Lo Stormo sarà protagonista, nel prossimo futuro, del progetto interforze per la costituzione di una Scuola di addestramento elicotteri a connotazione interforze, che vedrà l’Aeronautica Militare in posizione di lead service, secondo quanto previsto dalla lettera d’intenti firmata tra i Capi di Stato Maggiore dell’Aeronautica e dell’Esercito.

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Brunico: gli alpini commemorano il 77° anniversario della battaglia di Nikolajewka

Resa degli onori ai Caduti

Brunico,  23 gennaio 2020 – Il 26 gennaio 1943, a Nikolajewka, gli alpini della Divisione Tridentina scrissero l’ultimo capitolo di una delle storie militari più conosciute dell’Esercito Italiano, l’eroico ripiegamento dal fronte russo durante la 2^ Guerra Mondiale. Un’ultima battaglia per uscire dopo giorni di estenuanti combattimenti dalla sacca dentro cui erano stati chiusi i soldati dell’Asse in ritirata, che vide gli Alpini del 6° reggimento – giunti  per primi  alle porte del paese ucraino – compiere un ennesimo determinante sforzo per consentire il ritorno a casa dei superstiti dell’Armata Militare Italiana in Russia e degli eserciti alleati.

Il loro sacrificio – e quello più in generale di tutti i caduti – è stato ricordato nella caserma “Lugramani” di Brunico, sede del comando del 6° reggimento Alpini, con una breve cerimonia commemorativa alla presenza del generale Ignazio Gamba, vice comandante delle Truppe Alpine per il territorio, delle Autorità civili locali, dei rappresentanti delle altre Forze Armate e dei Corpi militari dello Stato insistenti sul territorio e delle tante Associazioni combattentistiche e d’Arma da sempre vicine al reggimento.

Per quei fatti d’arme alla Bandiera di Guerra del 6° reggimento Alpini fu conferita una Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

In sette mesi di durissima campagna sul fronte russo si dimostrava granitica e potente unità di guerra, saldissimo fascio di indomite energie, di ferrea volontà e di leggendario ardimento. Durante la difficilissima manovra di ripiegamento dal fronte del Don sempre vittoriosamente tenuto, i suoi battaglioni Vestone, Verona, Val Chiese, malgrado le eccezionali avverse condizioni di clima e di elementi, la mancanza assoluta di ogni rifornimento, davano continue fulgidissime prove delle loro fiere qualità guerriere. Operando con rara abilità in territorio insidiosissimo, pur spossati dalle più aspre fatiche e privazioni, superando ogni umana possibilità di resistenza fisica e morale, a Posto jalyj, e Scheljakino, a Maiakeiewa, a Arnautowo, a Nikolajewka ed in altri numerosi durissimi combattimenti stroncavano sempre nuove e soverchianti forze nemiche appoggiate da potenti mezzi corazzati, e con furore leonino rompevano il cerchio di ferro e di fuoco in cui l’avversario, rabbiosamente deciso ad annientarli, si illudeva di averli ormai chiusi. Col loro intrepido valore e con la loro travolgente irruenza, in nobile gara di abnegazione, di arditezza e di irresistibile slancio coi battaglioni del reggimento gemello, travolgevano le agguerrite e impetuose truppe nemiche, ne contenevano e ne arginavano la irruente avanzata, creando la indispensabile premessa alla ripresa ed aprivano la via della salvezza a numerose unità italiane ed alleate. Primi nell’offerta, nella sofferenza e nel sacrificio, i tre ferrei battaglioni, sempre fedeli alla loro antica tradizione, hanno superato con più che leggendario valore il loro eroico vittorioso passato di guerra.

Significativa anche la presenza all’evento del sig. Dante Pocchiesa, classe 1920, reduce della Campagna di Russia che da diversi decenni vive nella cittadina pusterese.

Il Comandante del 6° reggimento Alpini accoglie il Sig. Pocchiesa

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Esercito: deposizione dello stendardo del 31° reggimento carri al Vittoriano

ingresso dello Stendardo nella sala della deposizione

​​​​​​Roma, 22 gennaio 2020 – Cerimonia di consegna dello stendardo del 31° reggimento carri da parte del comandante del reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°), colonnello Francesco Serafini, ieri mattina presso il Sacrario delle Bandiere del complesso monumentale del Vittoriano. Consegna avvenuta a seguito del passaggio di specialità che rientra nel processo di revisione dello strumento militare terrestre messo in atto dall’Esercito al fine di riorganizzare l’attuale componente operativa della Forza Armata con la costituzione delle unità esploranti all’interno delle Brigate.

Lo stendardo del 31° reggimento è decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare, conferita per i fatti d’arme avvenuti in Epiro, Albania Meridionale e Jugoslavia nel periodo 28 ottobre 1940 – 23 aprile 1941 e di una Medaglia di Bronzo al Merito Civile per gli interventi di soccorso prestati alle popolazioni nella provincia di Vercelli colpite da una violenta alluvione nel periodo 02 novembre – 20 dicembre 1968.

deposizione dello Stendardo

A rendere omaggio al glorioso stendardo erano presenti gli ultimi comandanti, l’Associazione Nazionale Carristi d’Italia e molti commilitoni che nel tempo hanno prestato servizio presso l’unità disciolta che con profondo senso di appartenenza hanno assistito al rituale nel luogo simbolo della memoria e dell’unità nazionale.

Il momento della deposizione del vessillo del reggimento carri è stato carico di significato, accompagnò il reparto in tutta la sua vita operativa, sia in tempo di pace che in tempo di guerra, con le sue tradizioni, la sua storia e il ricordo dei suoi caduti.

Collonnello Francesco Serafini con il Colonnello Verso primo comandante del riconfigurato reggimento carri nella sede di Bellinzago Novarese

Associazione Nazionale Carrisati

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Roma, operazione antidroga “Coffee bean” dei Carabinieri a San Basilio, 21 arresti

L'operazione dei Carabinieri a S. Basilio (3) 

Roma, 20 gennaio 2020 – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Viterbo e Frosinone, hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), nei confronti di 21 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, nonché tentato omicidio.

L'operazione dei Carabinieri a S. Basilio (9)

Ulteriori perquisizioni sono in corso nei confronti di altri 13 indagati, le cui condotte sono risultate collegate al traffico illecito di sostanze stupefacenti, attribuito agli arrestati.

Le indagini hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, operante in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio.

Tra gli arrestati ci sono diversi personaggi vicini alla ‘ndrina Marando di Platì, progressivamente insediatisi sul territorio popolare di San Basilio, gestendo, con l’ausilio di un considerevole numero di vedette e di pusher in vario modo coordinati, una costante, pervasiva e remunerativa attività di spaccio.

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L’Esercito ospita il parlamento della legalità internazionale

1. Saluto del Gen. Tota 

Verona, 18 gennaio 2020 – Incontro culturale con tema portante su “Ambasciatori di speranza sui sentieri della storia” è stato ospitato venerdì pomeriggio al circolo unificato dell’Esercito di Castelvecchio. Protagonisti dell’appuntamento, il comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco, rispettivamente presidente e vice presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, S.E. monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e Carmelo D’Angelo, sindaco del comune di Ravanusa (AG).

Il generale Tota ha aperto la serata evidenziando l’importante ruolo svolto dal Parlamento della Legalità, di cui è collaboratore di presidenza, che si pone come obiettivo quello diffondere il pensiero della legalità in tutto il mondo.

5. Il Gen. C.A. Tota durante il suo intervento

Il dott. Sardisco nel suo intervento ha sottolineato che “La creazione di vere e proprie Ambasciate costituite da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo, fornisce agli studenti l’opportunità di scambiarsi conoscenze ed esperienze attraverso incontri culturali che hanno lo scopo di favorire l’integrazione, educare al dialogo interculturale, garantire pari opportunità e valorizzare lingue e culture diverse”.

S.E. Mons. Pennisi ha poi evidenziato come: “sia necessario promuovere la legalità attraverso la riscoperta dei valori, che devono essere condivisi per evitare il pericolo di una società decadente. È importante attivare alleanze educative fra le Famiglie, le Scuole, la Chiesa e le Istituzioni civili e militari, quello che viene chiamato il quadrilatero educativo, perché tutti assieme, testimoniando gli stessi valori, possiamo far crescere la nostra società, una società nella quale domini la civiltà dell’amore”.

E’ stata poi la volta del sindaco del comune di Ravanusa, che ha posto l’accento sul ruolo fondamentale che rivestono gli uomini e le donne delle Istituzioni perché la loro testimonianza deve essere quella di agire quotidianamente nel rispetto della legalità, da esercitare giorno dopo giorno con onestà, apprezzando i veri valori della vita.

La serata si è conclusa con la presentazione del libro di Nicolò Mannino dal titolo “Profeticamente Scomodi” dedicato alla figura di don Tonino Bello, personaggio di prim’ordine nell’opera di evangelizzazione e di diffusione del messaggio cristiano.

All’incontro, al quale hanno preso parte anche l’assessore all’anticorruzione del comune di Verona Edi Maria Neri e la direttrice del casa circondariale di Verona, Mariagrazia Bregoli, hanno partecipato con entusiasmo molti baby sindaci di alcuni comuni del Veneto e, tra gli altri, degli studenti provenienti da Monza Brianza, artefici della costituzione de “l’Ambasciata del fresco profumo di libertà”.

“Stasera portiamo via delle emozioni nel vedere l’impegno di questi ragazzi – ha concluso il generale Tota – che voglio ringraziare personalmente per la bellissima testimonianza. Il futuro è vostro e deve essere un bel futuro! Noi ve lo auguriamo con la certezza che esiste gente come i nostri amici del Parlamento della Legalità Internazionale, che si impegna per costruire un mondo migliore”.

Il Parlamento della Legalità Internazionale nasce dopo anni di intensa attività culturale antimafia, ancor prima delle stragi di Capaci e Via D’Amelio ed ha un obiettivo solo: “Potenziare le qualità naturali dei giovani al fine di divenire artefici e protagonisti di un mondo nuovo, impegnandosi nel presente per rendere a colori la vita di chi vive nell’abbandono e nella solitudine – Il tutto partendo da una scuola palestra di vita”.

8. Foto ricordo con studenti e insegnanti

Il rispetto della legalità, la conoscenza dei principi costituzionali, l’osservanza dei diritti e dei doveri sono, infatti, i mezzi più adeguati per far divenire i giovani protagonisti in un progetto comune e solidale volto allo sviluppo della società.

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