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Di corsa… con i bersaglieri

di Antonio Grilletto

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Caserta, 23 aprile 2017 – Si è conclusa, questa mattina, la manifestazione podistica “di corsa…con i bersaglieri” – 18^ edizione della “Flik Flok” e Campionato Italiano Esercito 2017, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e dall’associazione sportiva dilettantistica “ESERCITO” gruppo sportivo Garibaldi con il patrocinio del CONI, della FIDAL e con la collaborazione del comune di Caserta.

Ai blocchi di partenza della 10 km competitiva 1.240 iscritti che, uniti ai partecipanti alla 5km non competitiva e alla 1km “di corsa con mamma papà… e fido” portano il totale dei registrati a oltre 2000.

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Più di 200 famiglie hanno aderito alla mille metri “con mamma, papà e il proprio cane” aperta a tutti i bambini fino al compimento del 13° anno, alla quale è stato possibile partecipare anche in compagnia dal proprio animale domestico.

Sabato 22 aprile, invece, con la cerimonia dell’alzabandiera, si è inaugurato il Villaggio Cremisi in piazza Carlo III ai piedi della maestosa Reggia di Caserta, alla presenza del generale di divisione Antonio Vittiglio, comandante della divisione Acqui, del generale di brigata Nicola Terzano, comandante della brigata Bersaglieri Garibaldi, del sindaco della città di Caserta, Carlo Marino, del delegato provinciale del Coni Michele De Simone, del presidente regionale FIDAL, Sandro Del Naia e del presidente dell’ASD Esercito Gruppo Sportivo Garibaldi, colonnello Domenico Ciotti.

Blair con Edson

Una manifestazione all’insegna delle 3 esse: sport, spettacolo e solidarietà che ha visto una magistrale conduzione dell’attore Gabriele Blair, che ha curato anche la direzione artistica del villaggio, il cui palco è stato calcato da personaggi famosi, tra i quali: Edson D’Alessandro vincitore dell’ultima edizione di “Tu sì que vales” di Mediaset, Yuri D’Agostino, enfant prodige, protagonista assoluto di “Ti Lascio Una Canzone” il successo canoro di RAI 1, condotto da Antonella Clerici. Di Yuri Gianni Morandi ha pubblicato già un suo video e lo definisce di assoluto talento.

Ed ancora Mr. Hyde (Ludo Brusco), Spatial Vox, Federico Di Napoli (The Voice), Ciro Olisterno, Sarah Manzoeto, Luca Blindo, Alex Wallin, Michele Selillo, Antonio Colantuono, Niko Albano, Simone Della Rossa e Michele Vigorito, con la Partnership dell’agenzia Freestyle di Pietro Bellaiuto. A conclusione della giornata, prima della cerimonia dell’ammainabandiera anche un momento di moda curato dall’atelier Boccia di Pompei.

Gli eventi della manifestazione, sono stati presentati dal giornalista sportivo Lucio Bernardo, dall’attore Gabriele Blair e dal presentatore sportivo dott. Carlo Cantales.

Nutrita è stata la partecipazione dei cittadini casertani, entusiasti di assistere alle numerose iniziative programmate, tra cui l’esibizione musicale della Fanfara dell’8° reggimento bersaglieri e della banda dell’U.S. Navy Forces Europe Band dell’Allied Joint Force Command Naples, unitamente a numerosi eventi culturali, artistici e sportivi con il contributo di varie associazioni sportive che hanno avuto l’opportunità di mostrare la valenza delle discipline praticate; il tutto accompagnato da intrattenimenti canori e sfilate di moda, senza dimenticare la particolare attenzione per il sociale della Brigata, che ha realizzato una raccolta fondi a favore dell’Associazione S.O.F.I.A. Onlus (Sostegno Operativo Famiglie Italiane Assistite), intervenuta con la Presidente Sofia Bianco, per l’acquisto di un respiratore pediatrico da destinare all’Azienda Ospedaliera San Sebastiano di Caserta. Di particolare rilievo anche il contributo dell’Associazione “Liberalibri” di Enzo De Rosa, che ha distribuito gratuitamente 500 libri, al fine di educare i giovani alla lettura.

Una manifestazione che, anche quest’anno, abbiamo voluto fortemente riproporre a Caserta, un momento di aggregazione per i cittadini in uniforme e non”, ha detto il generale Terzano nel salutare i presenti all’evento inaugurale e ha proseguito spiegando che tutta l’organizzazione della Flik Flok fonda su tre pilastri: la famiglia, quale base della nostra società e futuro della stessa attraverso i suoi giovani; lo sport per il suo linguaggio universale strumento di crescita per i ragazzi grazie ai suoi principi fondamentali: il rispetto delle regole e quello degli altri; la solidarietà che deve essere sempre presente anche nei momenti ludici.

Gen. D. Antonio Vittiglio

Il generale Vittiglio nel ricordare il forte legame territoriale tra Esercito, brigata Garibaldi e regione Campania, ha voluto ringraziare tutti i militari che in questo momento sono impegnati nelle diverse attività in Patria e all’estero e le loro famiglie, sostegno concreto di ciascun uomo e donna in uniforme.

La manifestazione podistica del 23, ha preso il via – anch’essa – con la cerimonia dell’alzabandiera, sulle note dell’Inno Nazionale degli Stati Uniti d’America e di quello Italiano, suonate rispettivamente dalla Fanfara dell’8° reggimento bersaglieri e dalla Banda dell’U.S. Navy.

La 10 km (sia FIDAL che Esercito) ha avuto come vincitore nella categoria maschile Manuel Cominotto, con un tempo di 00:31:05 e in quella femminile, Christine Santi, 00:35:22, entrambi del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito.

A consegnare il trofeo al primo classificato assoluto del Campionato Italiano Esercito il generale di divisione Giuseppenicola Tota, capo del V reparto affari generali dello Stato Maggiore Esercito, già comandante della “Garibaldi”, il quale ha successivamente salutato e premiato il più anziano dei partecipanti, il signor Mario Assirelli classe 1939.

Guardando da sx verso dx Gen. B. Terzano, Gen. D. Tota e Col. Ciotti

Il premio per la competizione FIDAL è stato consegnato dal presidente dell’associazione Esercito GS Garibaldi, colonnello Domenico Ciotti, il quale ha sottolineato la valenza sociale del progetto che vede al centro lo sport, il territorio ma, soprattutto, i giovani, attraverso la possibilità di offrire loro delle opportunità, rendendosi parte attiva in alcuni aspetti delle varie fasi organizzative.

A seguire l’evento, dal punto di vista mediatico, l’emittente CapriEvent che, grazie alla squadra di Pasquale Turco, ha fornito copertura completa a tutta la manifestazione.

Una competizione al passo di corsa, per due giornate all’insegna dello sport, dello spirito bersaglieresco, delle tradizioni militari e della famiglia che ha unito sportivi, cittadini e Brigata Bersaglieri “Garibaldi” dando a tutti la possibilità di vivere la città di Caserta godendo delle meraviglie culturali di cui dispone, valorizzandone la storia.

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Fonte e immagini: Antonio Grilletto
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L’Esercito commemora il 20° anniversario dell’intervento in Albania

Nel 1997 avviata e conclusa l’Operazione “ALBA”. Missione internazionale a guida italiana: 1.700 attività operative in 4 mesi.

 Il Generale di Corpo d'Armata Errico nel corso del suo intervento

Roma, 05 aprile 2017 – Si è svolta ieri nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito la commemorazione del 20° anniversario dell’inizio della missione “ALBA” in Albania, iniziata il 13 aprile 1997 e terminata il 12 agosto dello stesso anno, nel corso della quale l’Esercito contribuì alla costituzione della Forza Multinazionale di Proiezione (FMP), a guida italiana, schierandosi e operando tra Tirana, Durazzo, Valona e Fier. 

Presente alla cerimonia il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, che nel maggio del 1997, con il grado di tenente colonnello era al comando del 7° reggimento “VEGA”, uno dei reparti che costituirono il contingente “ALBA”. Hanno presenziato i comandanti di vertice della Forza Armata, i comandanti delle unità che hanno costituito il contingente italiano in Albania, gli ufficiali in servizio allo Stato Maggiore, e illustri ospiti.

Il generale Errico, nel corso del suo intervento ha ricordato come “in questo complesso e delicato contesto, l’Italia fornì il contributo più consistente alla missione, guidata dal generale Forlani, tanto in termini numerici – con un contingente formato da circa 3.000 uomini – quanto dal punto di vista capacitivo con la piena responsabilità del comando e controllo, della condotta delle operazioni, della logistica, dei trasporti, terrestri e aerei, dei rifornimenti e delle comunicazioni”.

La missione “ALBA” approvata dall’ONU nell’aprile del 1997 e fu la prima forma di intervento multinazionale (con Francia, Turchia, Grecia, Spagna, Romania, Austria e Danimarca) promossa e guidata dall’Italia.

L’Esercito, schierato fra Tirana, Durazzo, Valona e Fier, contribuì con la brigata meccanizzata “Friuli”, il 18° reggimento bersaglieri della Brigata “Garibaldi” (l’attuale 1° reggimento bersaglieri di Cosenza), il 187° reggimento paracadutisti della “Folgore” e il 151° reggimento fanteria della “Sassari”, affiancati dagli incursori del “Col Moschin” e dagli specialisti dell’AVES, genio, sanità e trasmissioni. La presenza dei militari ha consentito di raffreddare la situazione albanese, degenerata all’inizio del 1997 principalmente a causa del fallimento di società di investimento che avevano di fatto bruciato i risparmi di molti cittadini. Con circa 1.700 attività operative, la FMP ha consentito alle organizzazioni umanitarie di distribuire alla popolazione oltre 5.700 tonnellate di viveri, medicinali, sementi e vestiario e di garantire la sicurezza agli osservatori OSCE durante le elezioni albanesi del 29 giugno e del 6 luglio 1997.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Terzo anniversario della morte del maggiore Giuseppe La Rosa, caduto in Afghanistan

Intitolato alla memoria del M.O.V.M. Maggiore Giuseppe La Rosa, il viale principale della caserma Pisano di Teulada, sede del 3° Reggimento Bersaglieri della “Sassari”.

Teulada (CA), 16 giugno 2016 – L’8 giugno scorso, nel giorno del terzo anniversario dalla sua tragica scomparsa, il 3° Reggimento Bersaglieri ha ricordato il Maggiore Giuseppe La Rosa, Medaglia d’Oro al Valore Militare, intitolandogli il viale principale della caserma Pisano di Teulada (CA).

Una semplice ma significativa cerimonia con le compagnie e la banda della “Sassari” schierate che hanno fatto da cornice alla deposizione di una corona d’alloro e con lo scoprimento della targa.

Presenti alla cerimonia numerose autorità locali e le associazioni combattentistiche e d’Arma.

Il maggiore La Rosa è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare nel febbraio del 2014 con la seguente motivazione: “Ufficiale dei bersaglieri, impegnato nella missione ISAF in Afghanistan, nell’ambito dei team militari di supporto alle Forze Armate Afghane, durante un movimento tattico logistico veniva fatto oggetto di un vile attentato terroristico. Con eroico gesto, dimostrando non comune coraggio, impareggiabile generosità e cosciente sprezzo del pericolo, si immolava ponendosi a scudo delle altrui vite, proteggendole con il proprio corpo dalla deflagrazione di un ordigno lanciato all’interno del veicolo nel quale viaggiava. Altissima testimonianza di nobili qualità umane ed eroiche virtù militari, spinte fino al supremo sacrificio. Farah (Afghanistan), 8 giugno 2013“.

M.O.V.M. Magg. Giuseppe La Rosa

M.O.V.M. magg. Giuseppe La Rosa

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Fonte e immagini: COMFOTER
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A Palermo il 64° raduno nazionale dei bersaglieri

Schieramento reparti

Schieramento reparti

Palermo, 29 Maggio 2016 – Si sono concluse oggi le celebrazioni del 64° raduno dei Bersaglieri alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del  capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di Corpo d’Armata Danilo Errico e del prefetto di Palermo dottoressa Antonella De Miro.

A salutare le migliaia di bersaglieri in congedo e in servizio e la folla che ha voluto assistere al raduno, il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Marcello Cataldi, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e di Pescara, Marco Alessandrini, dove si svolgerà il raduno il prossimo anno.

Per celebrare i 180 anni della fondazione del Corpo dei Bersaglieri e il 161° anniversario della morte in Crimea del fondatore Alessandro La Marmora si sono radunati in 70.000 tra giovani, anziani, reduci della 2^ Guerra Mondiale, bambini e fanfare. Alla cerimonia ha partecipato una rappresentanza di bersaglieri in servizio, una compagnia del 6° Reggimento bersaglieri di Trapani che ha sfilato con la fanfara e la bandiera di guerra.

Bandiera di guerra del 6 rgt bersaglieri

Bandiera di guerra del 6 rgt bersaglieri

Al tributo ai militari caduti di ieri e di oggi, si aggiunge il ricordo del maggiore Giuseppe La Rosa di Barcellona Pozzo di Gotto, medaglia d’oro al Valor Militare e ultimo bersagliere caduto in Afghanistan l’8 giugno del 2013 per proteggere i commilitoni dall’esplosione di un ordigno facendo scudo con il suo corpo.

Migliaia di cappelli piumati hanno invaso le strade della città, in tutte le piazze si sono tenuti concerti delle fanfare delle tante sezioni provenienti da tutte le regioni italiane, le stesse fanfare che stamane hanno accompagnato le Fiamme Cremisi nello sfilamento a passo di corsa da Porta Nuova al Foro Italico Umberto I, ben 58 anni dopo l’ultimo raduno tenutosi a Palermo.  

Il ministro della Difesa nel corso del suo intervento ha sottolineato come i bersaglieri furono i primi soldati ad andare fuori area in Crimea nel 1855 e furono i primi ad entrare a Roma attraverso Porta Pia per la completa unificazione del nostro Paese. Ha inoltre ricordato che i bersaglieri  hanno partecipato a tutte le operazioni fuori area dal dopoguerra ad oggi.

Intervento del ministro Pinotti

Intervento del ministro Pinotti

Il generale Errico, decano della specialità dei bersaglieri, nel suo discorso ha sottolineato come i “Fanti Piumati” dal 1858, anno dell’inondazione di Savona, fino all’odierna Operazione “Strade Sicure”, contribuiscano con il loro intervento a tutte le emergenze del Paese, risultando essere tra i soldati dell’Esercito più amati dagli italiani

Intervento del Capo di SME

Intervento del Capo di SME

I bersaglieri sono un corpo dell’Esercito nato come fanteria celere d’élite fondato il 18 giugno 1836 dal generale Alessandro La Marmora. Negli anni hanno partecipato a tutte le operazioni dell’Esercito Italiano sia all’estero, nelle missioni internazionali (attualmente in Afghanistan, Kosovo e Gibuti) sia sul territorio nazionale in concorso alle forze dell’ordine e a supporto della popolazione in caso di pubbliche calamità.

Il ministro Pinotti e il capo di SME indossano la Vaira

Il ministro Pinotti e il capo di SME indossano la Vaira

Alcuni momenti della sfilata

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito
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“Dalla Sicilia a El Alamein” il nuovo libro di Carlo Palermo, intervista all’autore

di Monica Palermo

Agrigento, 29 settembre 2015 – È uscito in libreria a luglio 2015 il volume Dalla Sicilia a El Alamein, (Edizioni Momenti), dello storico Carlo Palermo, nato ad Agrigento, classe ’66, laureato in legge e scienze politiche, appassionato studioso di storia militare, bibliotecario del comune di Realmonte (AG). E’ un volume di circa cento pagine con foto d’epoca di Ribera, la cittadina agrigentina natale di Emanuele e di Francesco Crispi, con foto d’epoca dei bersaglieri in Libia, e foto del sacrario e del loculo dove riposa Emanuele Macaluso.

Lo abbiamo intervistato.

Dott. Palermo ci parli di lei, di come è nata questa sua passione per la storia.

Ho un curriculm scolastico normale: scuole superiori, università, con la passione per la storia militare. Ho letto molto Petacco, De Felice,ecc. Come narrativa storica: Bedeschi, Dominioni, Rigoni Stern ed altri reduci. Ho letto libri acquistati presso l’ufficio storico Esercito italiano. Insomma ho letto tanto e ho 35 anni alle spalle di studi storici. Il primo libro che ho letto è stato “La pista della volpe” di David Irving, avevo solo 12 anni. Ho libri scritti da Rommel, Guderian ecc. Per anni ho ascoltato i racconti dei reduci di guerra. La storia è stata una passione che ho coltivato fin da bambino. Ero curioso di conoscere la vita dei grandi condottieri del passato come Annibale, Cesare, Napoleone, ecc. mi appassionavano i racconti dei reduci di guerra, stavo ore intere ad ascoltarli.

Come mai questo suo interesse per El Alamein?

Una volta un reduce di Alamein mi ha raccontato di aver conosciuto personalmente il generale Rommel. Sono rimasto affascinato dalla figura di questo condottiero tedesco, abile e astuto, che aveva fatto ammattire le truppe inglesi nel deserto africano. Da lì sono iniziate le mie ricerche sulla guerra nel deserto.

Come è nata l’idea di questo libro?

Con la lettura del libro “Alamein” scritto dal colonnello Paolo Caccia Dominioni, dove l’autore racconta l’episodio, avvenuto nel 1954, del ritrovamento della salma di Emanuele Macaluso, siciliano di Ribera (AG), bersagliere dell’8° reggimento bersaglieri divisione Ariete, morto ai primi di luglio durante la prima battaglia di Alamein. Questo fatto mi ha incuriosito, si trattava di un soldato nato nella cittadina agrigentina, non molto distante dal luogo dove abito io, circa una ventina di chilometri. Da allora ho avuto in mente sempre l’idea di andare ad Alamein a rendere omaggio ad Emanuele e conoscere la sua vicenda umana.

Quanto tempo ha impiegato per scrivere Dalla Sicilia a El Alamein?

Ho impiegato due anni tra ricerche, testimonianze e stesura della bozza. Attività svolta sempre nei momenti e nei giorni liberi.

E’ mai stato ad Alamein?

Si, ci sono stato. Sono stato più volte ad Alamein perché socio di ARIDO (Associazione Ricercatori Indipendenti Deserto Occidentale), Un’associazione di ricercatori storici che si occupano delle ricerche sulla battaglia di El Alamein.

La prima volta ci sono andato con i parà della Folgore in congedo. Lì ho conosciuto il leone della Folgore Santo Pelliccia.

Durante i miei viaggi a El Alamein ho visitato l’antica linea del fronte e il sacrario militare italiano. Quando sono entrato in quel “Olimpo degli Eroi” ho provato una forte emozione. Lì c’erano 5000 ragazzi che ci aspettavano, che mi hanno insegnato e ci insegnano tuttora, a tutti noi italiani, come si serve veramente l’Italia.

Per la prima volta in vita mia mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Una volta entrato, come se fossi guidato da una mano, da un’entità, non so spiegarlo bene, mi sono ritrovato davanti al loculo dove riposano i resti del bersagliere Emanuele Macaluso e istintivamente ho detto: “caro Emanuele, finalmente sono venuto a trovarti”.

Ma chi era il bersagliere Emanuele Macaluso?

Il bersagliere Emanuele Macaluso era un ragazzo sveglio ed intelligente, educato secondo i valori di una volta, “Dio, Patria, famiglia”, e i canoni rigidi delle famiglie siciliane del secolo scorso. Allo scoppio della guerra aveva rinunciato agli studi universitari per poter servire la Patria in armi. Sul fronte africano, col suo reggimento, aveva partecipato alle operazioni militari che vanno dal novembre del 41 fino al 6 luglio 1942, giorno della sua morte, comportandosi da vero bersagliere. Un testimone oculare ha raccontato che, Emanuele, assieme a pochi altri bersaglieri, si mimetizzava su un telo ricoperto di sabbia e al passaggio di un carro armato inglese, agganciava una mina sotto il mezzo nemico.

Ideali, senso del dovere, amore per la Patria, cosa rappresentano per lei? Al giorno d’oggi esistono ancora?

A mio avviso questi ideali sono i pilastri fondamentali di una nazione. Quando un popolo non crede più a questi valori è destinato alla deriva. Fortunatamente in Italia c’è tanta gente onesta, che però ha bisogno di certezze da chi guida la nostra nazione. Ci sono tanti cittadini italiani che servono l’Italia in armi e non, con abnegazione e professionalità. Dobbiamo prendere esempio da loro e fare bene ognuno la nostra parte.

Può farci un’anticipazione sul prossimo libro che scriverà?

Ho dei progetti in cantiere ma è presto per parlare di un prossimo libro.

Il libro si puo acquistare tramite librerie interne Ibs, Amazon. Oppure rivolgendosi alla Casa Editrice edizioni Momenti, di Ribera (AG).

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 Immagini fornite dall'autore

La banda dei Carabinieri inaugura la 2° edizione di “Luci della Storia su Porta Pia”

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Roma, 16 settembre 2015 – Inaugurata ieri 2° edizione della rassegna Luci della Storia su Porta Pia con un ensemble di 12 sassofoni della banda dei Carabinieri, diretti dal Maestro tenente colonnello Massimo Martinelli. I dodici sassofonisti, con l’aggiunta di un batterista, hanno suonato musiche di Gabrieli, Johann Sebastian Bach, Gershwin e altri, concedendo al numeroso pubblico ben due bis prima di concludere la serata con le note della Marcia di Ordinanza dell’Arma, La fidelissima e il Canto degli Italiani.

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concertoCCportaPia_DSC_3588Grande l’affluenza del pubblico che ha assistito alla serata di inaugurazione, presentata dal direttore del museo, il colonnello Francesco Geraci che ha introdotto il programma della 2° edizione di “Luci della Storia su Porta Pia”.

Location della rassegna è il Museo Storico dei Bersaglieri, a Porta Pia, proprio di fronte al monumento che sta al centro della piazza, dedicato ai bersaglieri e la partecipazione sarà tutta ad ingresso gratuito, dalla visita del museo ai concerti delle cinque serate (in fondo alla pagina il programma completo da scaricare). La manifestazione è nata per commemorare la presa di Porta Pia (20 settembre 1870) che quest’anno celebra il 145° anniversario.

L’evento, che durerà dal 15 al 20 settembre, nato dalla volontà di alcuni cittadini amanti della storia e delle vicende che hanno condotto all’unità d’Italia attraverso la rievocazione del corpo dei bersaglieri, è stato organizzato in stretta collaborazione tra l’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione di​ Roma, e il Museo Storico dei Bersaglieri, con il coordinamento del Comando Militare della Capitale.

Nel corso della sei giorni della rassegna il pubblico, oltre a poter visitare i locali del museo con i suoi preziosi cimeli e gli importanti documenti autografi custoditi, potrà  assistere a concerti tenuti dalle più  prestigiose bande militari: Marina Militare, Scuola Trasporti e Materiali (TRAMAT), Associazione Nazionale degli Alpini di Roma, Guardia di Finanza, Esercito e fanfara dei bersaglieri. Inclusi nella programmazione anche cori polifonici e concerti di musica lirica.

Domenica 20 settembre, in chiusura della manifestazione, un suggestivo spettacolo pirotecnico illuminerà con i colori della bandiera italiana il cielo della Capitale.

IL MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI

Il Museo Storico dei Bersaglieri fu  inaugurato dal re Vittorio Emanuele III il 18 giugno 1904 presso la Caserma “La Marmora” in Trastevere per poi essere  trasferito nel 1931 nei locali di Porta Pia, messi a disposizione dal Comune di Roma Capitale.

​Aperta al pubblico il 18 settembre 1932, l’esposizione celebra il Corpo dei Bersaglieri dalla nascita ai giorni nostri. La specialità nasce ufficialmente, in forza di un Regio Brevetto, il 18 giugno 1836 da Carlo Alberto di Savoia su proposta del Capitano Alessandro La Marmora, la cui “proposizione” originale  è custodita in una sala espositiva della stessa struttura.

Inoltre, all’interno del museo sono conservati vari cimeli di elevato valore storico, i busti dei più illustri rappresentanti del Corpo – tra cui quello di Enrico Toti –, il sacrario ai caduti nella storia del Corpo, le sale dedicate alle due guerre mondiali e un archivio con le testimonianze sui Bersaglieri di tutte le epoche.

Il Museo ha sede in Roma, Porta Pia, via XX Settembre e può essere visitato, gratuitamente da gruppi o singoli, dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 15.00.​

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Clicca per scaricare il programma dei concerti: programma porta pia

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Roma: i bersaglieri a Trastevere per la Festa de Noantri

Roma, 15 luglio 2015 – Sabato 18 luglio alle ore 18,00 a Trastevere ci sarà la processione della Madonna del Carmine nell’ambito dei festeggiamenti “de noantri”. Come da consuetudine consolidata negli anni, la fanfara dei bersaglieri di Roma interverrà sul finale della processione con l’attraversamento di ponte Garibaldi di corsa per andare incontro e raggiungere la Madonna a p.zza G. Belli poco prima che la processione abbia termine.

Al termine del rito religioso, ci sarà un concerto della fanfara lungo viale Trastevere, via S. Francesco a Ripa, p.zza S. Maria in Trastevere e vie limitrofe. Numerosi i bersaglieri in congedo della sezione di Roma che presenzieranno la manifestazione.

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Immagini: Ph. Monica Palermo

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