Archivi categoria: Missioni italiane all’estero

Iraq, esplode uno IED, feriti cinque militari italiani delle Forze Speciali

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Iraq, 10 novembre 2019 – Un ordigno esplosivo artigianale (IED) è detonato al passaggio di un team misto di Forze Speciali italiane in Iraq.

Il team stava svolgendo attività di mentoring and training a beneficio delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daesh.

I cinque militari coinvolti dall’esplosione sono stati prontamente soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale Role 3 dove stanno ricevendo le cure del caso. Tre dei cinque militari versano in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Le famiglie dei militari sono state informate.

Il Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, è stato prontamente messo al corrente dell’evento dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e segue con attenzione l’evolversi della situazione.

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Afghanistan, contingente italiano dona alimenti e materiale sportivo a favore della popolazione locale

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Herat (Afghanistan), 29 ottobre 2019 – l militari del contingente italiano della missione in Afghanistan con una cerimonia che si è svolta oggi a Camp Arena, hanno donato generi alimentari e materiale sportivo a favore della popolazione locale, rispettivamente, all’orfanotrofio pubblico “Khuja Abdullah Ansari” e all’associazione sportiva Women Economy Social & Sport di Herat.

Camp Arena è la sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), a guida brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” al comando del generale di brigata Giovanni Parmiggiani.

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I generi alimentari donati serviranno all’orfanotrofio pubblico per la propria mensa. L’orfanotrofio di Herat, che riceve esclusivamente contributi statali, ospita attualmente 245 bambini, seguiti dall’Istituto fino al raggiungimento della maggiore età.

Il materiale sportivo offerto consentirà alle squadre femminili di pallavolo e ciclismo dell’associazione di avere l’equipaggiamento necessario (dalle uniformi ai caschi da bici, dalle scarpe da ginnastica ai kit di primo soccorso) per continuare ad allenarsi e partecipare alle competizioni sportive organizzate nella provincia di Herat e non solo.

“Questo contributo del Contingente Italiano – ha sottolineato il generale Parmiggiani – vuole dimostrare la nostra vicinanza e sostegno alle attività sociali e associazionistiche che si sviluppano a Herat e in tutta la provincia. L’impegno degli afgani in questi ambiti è di esempio per tutta la popolazione e un importante segnale di crescita”.

A chiusura della cerimonia, una rappresentanza di atleti dell’associazione sportiva si è esibita con un dinamico saggio di arti marziali e una partita di pallavolo.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan: 780 missioni con 3000 ore di volo per lo UAV Shadow 200

Herat, 8 ottobre 2019 – Lo Shadow 200, sistema tattico a pilotaggio remoto (Unmanned Aerial Vehicle – UAV), ha raggiunto oggi in Afghanistan il traguardo delle 3000 ore di volo dalla sua introduzione in servizio.

Il Tactical Unmanned Aerial Sistem (TUAS) Shadow 200 RQ-7C, utilizzato in Afghanistan per l’osservazione di aree e itinerari, ha brevissimi tempi di allertamento e dispone di un sofisticato sensore elettro-ottico che ne consente l’impiego anche in missioni notturne.

Dall’ottobre 2016, lo Shadow 200 è in forza al Task Group Fenice, unità aeromobile alle dipendenze del Train Advise Assist Command – West (TAAC-W) attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” al comando del generale di brigata Giovanni Parmiggiani, e rappresenta l’unico assetto UAV di livello tattico dell’Aviazione dell’Esercito a essere impiegato dall’Italia in teatro operativo.

Con 780 missioni di volo alle spalle, lo Shadow 200 contribuisce a soddisfare l’esigenza informativa tattica (Tactical-ISR) e si è guadagnato nel tempo attestazioni di merito grazie all’elevata flessibilità e affidabilità della sua componente, diventando così un prezioso assetto a supporto delle attività svolte dal TAAC-W.

Resolute Support Mission è composta da militari di 39 nazioni, tutti uniti in un unico scopo, quello di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afghane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Difesa
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Somalia: esplosione coinvolge convoglio italiano, nessun militare ferito, in corso accertamenti

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foto di repertorio

Mogadiscio (Somalia), 30 settembre 2019 – Nella tarda mattina di oggi, due VTLM Lince, appartenenti ad un convoglio di 3 mezzi italiani, sono stati coinvolti in un’esplosione al rientro da un’attività addestrativa a favore della Forze di sicurezza somale.

Al momento non si registrano conseguenze per il personale italiano. Le cause dell’esplosione sono in corso di accertamento.

I militari italiani operano nell’ambito della missione europea in SOMALIA (EUTM), finalizzata al rafforzamento del Governo Federale di Transizione somalo (TFG), attraverso la consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e l’addestramento militare. La missione militare dell’UE opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM) e gli Stati Uniti d’America.

©: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: celebrato il ventennale dell’ingresso in Kosovo, del contingente italiano, alla presenza del capo di SME

Intervento del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito

Caserta, 20 settembre 2019 – Conclusa con una cerimonia militare in piazza Carlo II, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, del comandante generale dell’Arma del Carabinieri generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, degli ex comandanti del contingente italiano in Kosovo, del sindaco di Caserta e di altre autorità locali, la due giorni di celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999.

La manifestazione è stata aperta ufficialmente ieri nei saloni della Reggia di Caserta con la conferenza storico rievocativa tenuta dal generale di corpo d’armata (in quiescenza) Mauro Del Vecchio, primo comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” che ha ripercorso l’ingresso nei territori kosovari dei militari italiani raccontando la sua esperienza, corredata altresì da quella degli altri comandanti presenti, tra i quali il generale di corpo d’armata Carlo Cabigiosu primo comandante italiano della Forza NATO di KFOR.

Mostra fotografica sull'ingresso del contingente italiano in Kosovo

A corollario della conferenza è stata allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo.

Durante la cerimonia militare in piazza, in cui erano presenti i reparti e molti dei protagonisti che nel 1999 diedero inizio alla missione, il generale Farina, anch’egli ex comandante della Kosovo Force da settembre 2013 a settembre 2014, ha sottolineato quanto KFOR sia una missione importante che contribuisce alla stabilizzazione dei Balcani occidentali e, in termini più ampi, dell’intera Europa; aggiungendo che in tale ambito l’Esercito Italiano svolge un ruolo primario sia per il mantenimento della sicurezza nell’area sia per l’integrazione degli attori regionali con l’Unione Europea.

Bandiera di Guerra del 1° Reggimento Bersaglieri

Il capo di SME ha poi proseguito evidenziando che: “ la nostra tradizione culturale improntata al dialogo e al rispetto verso il prossimo e la  formazione attenta e costante dei nostri militari sono stati elementi fondamentali per ottenere in Kosovo la fiducia, la sinergia, il dialogo e il rispetto tra le parti. I Comandanti e i Soldati italiani dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica e della Marina che negli anni hanno operato in Kosovo hanno sempre dimostrato altissima preparazione e ferma determinazione sul campo coniugando l’uso proporzionato della forza con un atteggiamento proattivo e imparziale fra le parti. Solo con un approccio multidimensionale, coordinato e integrato con ogni altro soggetto operante sul campo è possibile ottenere grandi risultati. Questi aspetti sono infatti alla base del motto MORE TOGHETER che coniai durante il mio mandato da Comandante di KFOR”.

La missione in Kosovo, nella denominazione di  KFOR  (Kosovo Force) iniziò il 12 giugno 1999, su mandato delle Nazioni Unite, con l’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza della Risoluzione 1244, che autorizzava l’impiego di un contingente militare inizialmente composto da circa 50000 militari provenienti da Paesi NATO e altri alleati. Così, il Contingente italiano composto da circa 6.500 uomini delle unità della Brigata “Garibaldi” e da assetti specialistici di altre Forze Armate, entrò nel Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiunse la città di Pec il mattino del 14 giugno 1999. Alla Brigata italiana, Brigata Multinazionale Ovest (MNB-W), venne assegnata la responsabilità dell’area ovest.

Attualmente all’operazione “Joint Enterprise” in Kosovo partecipano 28 paesi,  con un impegno complessivo di forze di circa 4000 unità, ed il Comando della Kosovo Force è affidata in modo continuativo ad un Generale dell’Esercito italiano dal 2013.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Afghanistan, a Camp Arena una mostra d’arte per spiegare il ruolo della donna afghana

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Herat, 4 settembre 2019 – Una mostra d’arte dal titolo “the Art of being a Woman” è stata allestita nei giorni scorsi a Camp Arena sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W).

L’evento, organizzato dal contigente NATO in collaborazione con il Department of Women Affairs di Herat e le Forze di Difesa e Sicurezza afghane, ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo della donna nella società afghana, in particolare nella cultura e nell’arte.

La mostra è stata inaugurata dalla direttrice del dipartimento, Anisa Sarwari, e ha visto la partecipazione di dodici artiste locali che hanno esposto le loro opere: quadri ad olio, acquarelli e ceramiche.

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Gli addetti alla pubblica informazione del 207° corpo d’armata afghano e del comando provinciale di Polizia di Herat, precedentemente specializzati nella specifica branca dal TAAC-W nell’ambito delle attività di Training Advise and Assist (TAA), hanno contribuito alla promozione e all’inaugurazione dell’appuntamento artistico.

“Un evento importante in una provincia afgana dalla profonda cultura – ha sottolineato il generale di brigata Giovanni Parmiggiani, comandante del TAAC-W attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” – che vede le donne di Herat impegnate nella crescita del proprio Paese in tutti i campi, da quello militare a quello culturale”.

Resolute Support Mission è composta da militari di 41 nazioni, tutti uniti in un unico scopo, quello di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afgane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Afghanistan: terminati i corsi a favore delle Forze di Sicurezza afghane

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Herat, 23 agosto 2019 – Conclusi due corsi nel settore “operativo” e di “staff”, a cura degli istruttori militari italiani della missione in Afghanistan a favore delle Forze di Sicurezza afghane. I corsi a favore delle Afghan National Defence e Security Forces (ANDSF) si sono conclusi in questa settimana al Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat.

Le attività di specializzazione svolte, “Photo e Video Editing” e “Mountain Warfare”, caratterizzano la capacità del TAAC-W di proporre un’ampia gamma formativa di corsi in grado di incrementare la preparazione, in molteplici settori, delle Forze di Sicurezza afghane.

Il corso di “Photo e Video Editing” è stato rivolto agli addetti alla pubblica informazione (P.I.) e comunicazione operativa del 207° corpo d’armata dell’Afghan National Army (A.N.A.) e dell’Afghan National Police (A.N.P.) di Herat. Organizzato e condotto dalla Cellula P.I. del TAAC-W, è stato aperto anche ad alcune giornaliste locali per incentivare i progetti mirati all’integrazione delle donne afghane nelle Istituzioni e nella società, e per agevolare e consolidare il network fra addetti al settore della comunicazione.

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Il “Mountain Warfare Course”, alla sua seconda edizione annuale, entra a pieno titolo fra i corsi di eccellenza che il contingente italiano sviluppa a favore del personale militare afghano. Si tratta di un corso intensivo di quattro settimane, tenuto da istruttori dell’Esercito Italiano provenienti dal Centro Addestramento Alpino e dalle Brigate alpine “Julia” e “Taurinense”. Lo scopo è quello di specializzare i militari afghani nel muoversi, sopravvivere e combattere in ambiente montano. Tale capacità è fondamentale per chi opera in Afghanistan, area geografica caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso con vette che, nella parte orientale, sfiorano i 5000 metri e altopiani, come quello di Herat, a circa 1000 metri di altitudine.

Il Contingente italiano a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” – ha creato un sistema addestrativo molto apprezzato, ottimizzando capacità, tempo e spazi a disposizione, attraverso la riqualifica e l’impiego di strutture già esistenti e svolgendo attività di altissima valenza operativa.

La missione in Afghanistan Resolute Support, è composta da militari di 41 nazioni, con lo scopo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afghane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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