Archivi categoria: Missioni italiane all’estero

In una infografica del Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali il posizionamento dei militari italiani in Iraq

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© Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali 

Il Ce.S.I. – Centro Studi Internazionali, con sede in Roma, è un Istituto nato nel 2004 per volontà di Andrea Margelletti che da allora svolge la funzione di Presidente.

L’attività del Ce.S.I si articola e si sviluppa a partire dalle richieste di numerosi committenti, istituzionali e privati, che si rivolgono alla professionalità, all’esperienza e al vivo interesse dei suoi collaboratori per l’attualità, l’analisi e l’approfondimento delle tematiche di politica estera e di sicurezza.

L’obiettivo dell’Istituto è quello di capire e di far capire ciò che accade, in tempi rapidi e nelle modalità più chiare. L’intento è di fornire chiavi di lettura che aiutino il decisore a essere nelle migliori condizioni per trarre le sue conclusioni e fare le sue scelte. Rispetto al lavoro accademico, l’Istituto si caratterizza per analisi realizzate in tempi estremamente contenuti, in maniera tale da poter fornire tempestivamente al committente il punto di situazione richiesto e da averne una immediata e diretta fruibilità.

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Libano, esercitazione congiunta Italia-Finlandia dei peacekeepers di UNIFIL (video)

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Libano Ovest, 11 gennaio 2020 – Prontezza operativa, reattività, interoperabilità, flessibilità d’impiego, capacità di cooperazione, efficacia nel coordinamento, queste le caratteristiche che contraddistinguono i peacekeeper italiani impiegati all’estero.

La compagnia italiana del Sector Mobile Reserve alimentata dal reggimento Lancieri di Montebello (8°) e la Force Commander Reserve composta dalla finlandese Jäger Company della RUK (Reserviupseerikoulu), attualmente entrambe schierate nell’area operativa del settore Ovest del Libano, per incrementare le suddette capacità si sono addestrate insieme dal 06 al 10 gennaio.

Le barriere linguistiche sono state facilmente superate grazie all’alto livello di standardizzazione di tecniche e procedure e alla professionalità con cui i soldati di entrambi i contingenti le hanno applicate. Inoltre l’evento addestrativo è stato condito da una sana curiosità degli uni verso gli altri, permettendo un proficuo confronto all’insegna della collaborazione.

Nello specifico particolarmente interessanti sono state le fasi di pianificazione, di condotta di pattugliamenti motorizzati e le esercitazioni di tiro in poligono. Entrambe le parti hanno potuto familiarizzare con mezzi, armi e materiali dei colleghi, cosa che ha arricchito il bagaglio di esperienza di ognuno.

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Il training tra unità appartenenti a eserciti differenti acquista una rilevante importanza nello scenario dove opera la Joint Task Force Lebanon Sector West di UNIFIL; in quest’area a guida italiana, su base Brigata Granatieri di Sardegna, sono infatti 15 le nazioni presenti che lavorano assieme nel rispetto della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

Qui sotto il video sulla pagina Facebook di #UNIFIL (cliccare la foto)

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Libano, ministro degli Esteri Luigi Di Maio in visita al contingente italiano di UNIFIL

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Shama, 23 dicembre 2019 – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, ha incontrato oggi l’omologo libanese Gebran Bassil e i militari italiani della missione UNIFIL, nella base UN 2-3 a Shama, nel Sud del Libano, sede di uno dei contingenti della missione UN. 

Il Ministro nel suo incontro con il contingente italiano, da novembre guidato dal generale di brigata Diego Filippo Fulco, ha evidenziato che “In Libano l’Italia ha fatto un investimento di lungo periodo per preservare la sua unità e stabilità e rafforzare le sue istituzioni. Il supporto a UNIFIL e il supporto anche nazionale alle forze armate libanesi, i nostri programmi di cooperazione allo sviluppo e le tante iniziative in campo economico e culturale dimostrano il nostro impegno a sostegno del Paese”.

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Oltre 400 i soldati schierati durante il messaggio del Ministro, mentre altri 700 erano impegnati nelle tante attività operative volte al mantenimento della sicurezza dell’area attraverso pattuglie e con una costante presenza sul territorio.

Prima di intrattenersi con le truppe Di Maio ha effettuato una ricognizione in elicottero sulla Blue Line, centro di gravità dell’operazione e del mandato di UNIFIL discendente dalla risoluzione 1701, ha anticipato il tempo trascorso con le truppe. Il volo è terminato nella base di Shama, sede del comando del Sector West (SW), attualmente su base Brigata Granatieri di Sardegna.

Nella sua permanenza nella base, dove operano cinque contingenti stranieri, la delegazione ha incontrato anche il colonnello Luciano Antoci comandante della MIBIL, missione bilaterale di addestramento alle forze armate e alle forze di sicurezza libanesi.

Parlando con il personale, incontrato nelle sue normali attività lavorative, il Ministro ha avuto modo di sottolineare l’importanza della trasparenza, della imparzialità e della professionalità dimostrata dall’Italia nei suoi quarant’anni di presenza come caschi blu in Libano.

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Il monitoraggio della linea di demarcazione tra Israele e Libano, il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle forze armate libanesi nelle attività di controllo del territorio sono tra i principali compiti degli oltre 1100 caschi blu italiani, e degli altri colleghi di 44 nazioni.

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Libano, studenti libanesi e italiani a confronto grazie ai militari italiani di UNIFIL

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Al Mansouri (Libano), 23 dicembre 2019 – Studenti libanesi e italiani a confronto grazie ai militari italiani di UNIFIL. Tutto è partito dal messaggio di Papa Francesco alla scuola italiana, e alla scuole tutte come istituzione formativa ““Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. La scuola è un luogo di incontro”.

I militari italiani di UNIFIL, la missione internazionale schierata nel Sud del Libano, hanno quindi “fatto incontrare” due realtà scolastiche vicine per interessi ma gograficamente lontane. In una video conferenza gli studenti della “Imam Sadr Foudation” di tiro si sono confrontati con i colleghi dell’istituto comprensivo “Via Nitti” di Roma. Una videochiamata ha permesso un reciproco scambio di curiosità, impressioni, aspettative. A fare da ponte tra i due mondi, i Lancieri di Montebello (8°), che da novembre sono schierati in Libano. 

Lo scambio interculturale, in linea con il progetto “il mio vicino è un militare”, è stato reso possibile grazie alla supervisione della dirigente scolastica Elisamarzia Vitaliano e del comandante del reggimento Lancieri di Montebello (8°) colonnello Giuseppe Cacciaguerra, ed ha portato ad avvicinare gli scolari  romani a una realtà sociale diversa, aprendo loro una finestra inusuale sulle problematiche del Medio Oriente.

Una reciproca scoperta che ha fatto conoscere, agli studenti italiani una realtà, quella libanese, dove convivono pacificamente decine di confessioni religiose.

Per le classi quinte della scuola primaria si è trattato di un’ora di confronti che, partiti dalle abitudini alimentari e dallo sport sono riusciti a togliere molte curiosità anche sui rispettivi usi e costumi. Un modo di fare scuole e di fare incontro inusuale ma molto apprezzato.

Presenti all’incontro via etere i militari di stanza a Roma che hanno ospitato, nella loro base UN 2-3 a Shama in riva al Mediterraneo, la classe libanese.

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Il collegamento si è concluso con gli auguri di Natale.

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Iraq, esplode uno IED, feriti cinque militari italiani delle Forze Speciali

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Iraq, 10 novembre 2019 – Un ordigno esplosivo artigianale (IED) è detonato al passaggio di un team misto di Forze Speciali italiane in Iraq.

Il team stava svolgendo attività di mentoring and training a beneficio delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta al Daesh.

I cinque militari coinvolti dall’esplosione sono stati prontamente soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale Role 3 dove stanno ricevendo le cure del caso. Tre dei cinque militari versano in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Le famiglie dei militari sono state informate.

Il Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, è stato prontamente messo al corrente dell’evento dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e segue con attenzione l’evolversi della situazione.

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Afghanistan, contingente italiano dona alimenti e materiale sportivo a favore della popolazione locale

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Herat (Afghanistan), 29 ottobre 2019 – l militari del contingente italiano della missione in Afghanistan con una cerimonia che si è svolta oggi a Camp Arena, hanno donato generi alimentari e materiale sportivo a favore della popolazione locale, rispettivamente, all’orfanotrofio pubblico “Khuja Abdullah Ansari” e all’associazione sportiva Women Economy Social & Sport di Herat.

Camp Arena è la sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), a guida brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” al comando del generale di brigata Giovanni Parmiggiani.

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I generi alimentari donati serviranno all’orfanotrofio pubblico per la propria mensa. L’orfanotrofio di Herat, che riceve esclusivamente contributi statali, ospita attualmente 245 bambini, seguiti dall’Istituto fino al raggiungimento della maggiore età.

Il materiale sportivo offerto consentirà alle squadre femminili di pallavolo e ciclismo dell’associazione di avere l’equipaggiamento necessario (dalle uniformi ai caschi da bici, dalle scarpe da ginnastica ai kit di primo soccorso) per continuare ad allenarsi e partecipare alle competizioni sportive organizzate nella provincia di Herat e non solo.

“Questo contributo del Contingente Italiano – ha sottolineato il generale Parmiggiani – vuole dimostrare la nostra vicinanza e sostegno alle attività sociali e associazionistiche che si sviluppano a Herat e in tutta la provincia. L’impegno degli afgani in questi ambiti è di esempio per tutta la popolazione e un importante segnale di crescita”.

A chiusura della cerimonia, una rappresentanza di atleti dell’associazione sportiva si è esibita con un dinamico saggio di arti marziali e una partita di pallavolo.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan: 780 missioni con 3000 ore di volo per lo UAV Shadow 200

Herat, 8 ottobre 2019 – Lo Shadow 200, sistema tattico a pilotaggio remoto (Unmanned Aerial Vehicle – UAV), ha raggiunto oggi in Afghanistan il traguardo delle 3000 ore di volo dalla sua introduzione in servizio.

Il Tactical Unmanned Aerial Sistem (TUAS) Shadow 200 RQ-7C, utilizzato in Afghanistan per l’osservazione di aree e itinerari, ha brevissimi tempi di allertamento e dispone di un sofisticato sensore elettro-ottico che ne consente l’impiego anche in missioni notturne.

Dall’ottobre 2016, lo Shadow 200 è in forza al Task Group Fenice, unità aeromobile alle dipendenze del Train Advise Assist Command – West (TAAC-W) attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” al comando del generale di brigata Giovanni Parmiggiani, e rappresenta l’unico assetto UAV di livello tattico dell’Aviazione dell’Esercito a essere impiegato dall’Italia in teatro operativo.

Con 780 missioni di volo alle spalle, lo Shadow 200 contribuisce a soddisfare l’esigenza informativa tattica (Tactical-ISR) e si è guadagnato nel tempo attestazioni di merito grazie all’elevata flessibilità e affidabilità della sua componente, diventando così un prezioso assetto a supporto delle attività svolte dal TAAC-W.

Resolute Support Mission è composta da militari di 39 nazioni, tutti uniti in un unico scopo, quello di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afghane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Difesa
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