Archivi categoria: Missioni italiane all’estero

Afghanistan: workshop sul processo di handover della base e dell’aeroporto di Herat al governo dell’Afghanistan

Herat, 15 maggio 2021 – Il workshop virtuale ad Herat, sul processo di handover della base e dell’aeroporto di Herat al governo dell’Afghanistan, si è concluso con una videoconferenza, in cui sono stati affrontate problematiche sul delicato processo di handover della Base di Camp Arena e dell’Aeroporto di Herat tra il Comando di Herat ed i principali interlocutori locali e governativi afghani. Attività svolta nell’ambito del piano di chiusura della missione NATO Resolute Support.

Il workshop, presieduto dalla Senior Airfield Authority dell’Aeroporto di Herat (comandante della Airfield Operation Cell) ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti della Herat Afghan Air Force (AAF) Brigade, della Herat Afghan Civil Aviation Authority (ACAA), della Herat Afghan Border Police (ABP), e dell’Office of National Security Council (ONSC).

Durante gli incontri virtuali sono intervenuti ulteriori rappresentanti del Ministero della Difesa afghano e dell’autorità per l’aviazione civile afgana nonché il generale afghano Aimal Padshash quale delegato governativo per l’handover di Herat.

Il workshop ha avuto l’obiettivo di sostenere gli interlocutori afgani nel subentrare nella gestione della base e dell’aeroporto di Herat e nel superare possibili criticità riguardanti i servizi aeroportuali e la sicurezza dell’infrastruttura. Sono stati approfonditi numerosi aspetti di interesse del Governo Afghano (GIRoA) al fine di elaborare tutte le predisposizioni organizzative, procedurali e finanziarie necessarie oltre che ad una serie  di accordi da seguire durante il periodo di utilizzo condiviso dell’Aeroporto di Herat che inizierà dal giorno in cui le società contrattualizzate dalla NATO Support and Procurement Agency (NSPA) termineranno l’erogazione dei servizi aeroportuali al giorno del definitivo rientro del contingente italiano.

Durante questo periodo, il personale dell’Aeronautica Militare assegnato alla Joint Air Task Force di Herat, fianco a fianco con il personale afghano finora addestrato, gestirà l’Aeroporto di Herat durante l’operazione di rientro del contingente nazionale.

Nella giornata conclusiva del workshop, il personale del servizio antincendi della Air Force Afgana di Herat ha dato dimostrazione delle proprie capacità, impiegando i mezzi antincendio “Oshkosh” al fine di testarne il livello di efficienza tecnica e di valutare il livello di training e preparazione per la condotta dei servizi aeroportuali.

Durante questa attività di familiarizzazione si è svolto anche un importante incontro tra i leader locali e il comandante del contingente, generale Beniamino Vergori, per condividere le fasi salienti del processo di handover e valutare criticità e soluzioni, in vista del prossimo passaggio di responsabilità.

L’Aeroporto di Herat rappresenta il quarto Hub aeroportuale del paese e supporta lo sviluppo economico della regione ovest dell’Afghanistan nonché le forze di sicurezza e difesa afhgane.

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Fonte
: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan, 300 ore di volo per l’elicottero Mangusta che termina il suo ciclo operativo

Herat, 8 aprile 2021 – E’ terminato il ciclo operativo per l’elicottero A129 Mangusta in teatro afgano, ed è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare. I tecnici della manutenzione del Task Group Fenice di TAAC-W hanno portato a termine con successo la delicata operazione di avvicendamento di un A129 “Mangusta” che, al termine del suo ciclo operativo, pari a circa 300 ore volate in Teatro afgano, è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare.

Al suo posto, dallo stesso aereo, è stato sbarcato un nuovo A129 proveniente dal 3° reggimento di Sostegno Aviazione dell’Esercito “Aquila”, che rappresenta il Polo Tecnico Logistico (P.T.L) di riferimento per la componente A129.

Nei prossimi giorni, i tecnici della manutenzione del TG Fenice saranno assiduamente impegnati nel ricondizionamento dell’elicottero appena giunto in Teatro.

Un’operazione di estrema precisione che prevede il riassemblaggio dei numerosi componenti che erano stati precedentemente smontati per permettere all’elicottero di raggiungere le sue dimensioni minime al fine di permettere il caricamento a bordo dell’aereo.

Al termine di questo delicato ricondizionamento, verrà condotto un apposito volo di collaudo, che sancirà l’operatività dell’aeromobile e con essa il ripristino della piena efficienza della flotta in Teatro.

L’intera operazione di avvicendamento tra i due elicotteri si è resa possibile grazie all’ottima cooperazione tra i tecnici del TG Fenice e il personale della JATF dell’Aeronautica Militare, la cui collaborazione, avviata già diversi giorni prima rispetto al caricamento, è stata fondamentale per la corretta gestione logistica e documentale dell’intero processo, nonché per la movimentazione di tutti i materiali coinvolti.

Tale sinergia ha così permesso lo svolgimento dell’intera operazione di sostituzione elicotteri in maniera rapida, sicura e nel rispetto delle normative legate all’emergenza Covid-19.

L’A129 rappresenta un assetto fondamentale di TAAC-W HQ come misura di Force Protection, in grado di contribuire alla sicurezza del contingente, ed è costantemente impiegato sia come scorta all’NH90 durante le missioni di evacuazione medica di personale ferito (MED-EVAC) sia nelle complesse operazioni di ricerca e salvataggio di personale isolato (Personnel Recovery) a favore delle forze della coalizione.

Il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) è, nell’ambito della missione Resolute Support della NATO, un’unità multinazionale a guida italiana, su base Brigata Paracadutisti Folgore al comando del generale di brigata Beniamino Vergori e opera con l’obiettivo di contribuire alla formazione, assistenza e consulenza a favore delle forze di sicurezza afgane nella regione occidentale del Paese.

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Afghanistan, esercitazione Personnel Recovery, su base bgt paracadutisi Folgore

​Herat, 1 aprile 2021 – Presso il Comando di TAAC-W (Train Advise Assist Command West) ad Herat, in Afghanistan, è stata condotta un’esercitazione complessa volta a testare le capacità di ricerca e di recupero di personale disperso (Personnel Recovery) in ambiente operativo in condizioni non permissive.

L’esercitazione ha previsto l’impiego di due elicotteri da esplorazione e scorta AH-129D, due elicotteri multiruolo UH-90 del Task Group Fenice, una squadra elitrasportata specializzata nel Personnel Recovery e un nucleo JTAC (Joint Terminal Attack Controller).

L’esercitazione si è svolta attraverso una prima fase di pianificazione e una seconda fase “live” finalizzata al recupero del personale, un’attività che è stata concepita dal comando di TAAC-W, su base Brigata Paracadutisi Folgore, e condotta tramite il proprio CJOC (Combined Joint Operations Center) che ha coordinato i diversi assetti impiegati. Ogni particolare è stato curato:

  • ricezione del corretto flusso di informazioni,
  • condivisione a livello Teatro Operativo con Resolute Support HQ per garantire la corretta Common Operational Picture (COP) al comando sovraordinato,
  • procedure radio,
  • aspetti legali,
  • aspetti legati alla pubblica informazione,

integrando nella complessa architettura di Comando e Controllo (C2) la gestione delle varie fasi dell’attività tattica.

Gli assetti specialistici di Personnel Recovery costituiscono, soprattutto nei Teatri Operativi ad alta intensità, un assetto essenziale per la protezione delle forze impiegate sul terreno, poiché sono in grado di garantire, anche in condizioni estreme o in ambienti ostili, il recupero di personale che dovesse rimanere isolato.

Il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) è, nell’ambito della Resolute Support della NATO, un’unita’ multinazionale a guida italiana, al comando del generale di brigata Beniamino Vergori e opera con l’obiettivo di contribuire alla formazione, assistenza e consulenza a favore delle forze di sicurezza afghane nella regione occidentale del Paese.

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Qatar, brigata Pinerolo conclude esercitazione bilaterale Steel Storm

Qatar, 16 ottobre 2020 – La brigata “Pinerolo” congiuntamente al personale dell’Esercito del Qatar, ieri mattina ha condotto la fase finale dell’esercitazione “Steel Storm”.

La complessa attività tattica si è svolta alla presenza dell’ambasciatore del Qatar in Italia, S.E. Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki Al Jehani e, per le Forze Armate Italiane, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e del comandante delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota. Per le forze armate del Qatar, hanno partecipato il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Ghanim Shaheen Al-Ghanim e il comandante delle Forze Terrestri del Qatar, maggior generale Saeed Hesayen Mohammed Al-Khayarin.

Il generale Enzo Vecciarelli ha voluto ringraziare tutti gli uomini e donne dell’Esercito Italiano e del Qatar che hanno partecipato all’attività, evidenziando capacità tecniche e sinergia nel raggiungimento degli obiettivi esercitativi.

Attività bilaterali tra gli Eserciti di Italia e Qatar per incrementare l’integrazione e l’interoperabilità.

Le attività hanno avuto inizio lo scorso 4 ottobre, a seguito di una pianificazione coordinata tra le due nazioni. L’addestramento congiunto ha avuto lo scopo di innalzare il livello di conoscenza e la capacità di operare con i principali sistemi d’arma e di comando e controllo digitalizzati di cui la “Pinerolo” è dotata. Le attività, svolte nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di contrasto al COVID-19, hanno consentito un proficuo scambio di esperienze tra le unità esercitate.    

Le forze schierate, organizzate in unità pluriarma, hanno operato in uno scenario warfighting, sia in fase di pianificazione sia di condotta, sfruttando i sistemi NEC (Network Enabled Capability). Contestualmente, è stato verificato il livello di interoperabilità raggiunto tra i due Eserciti.

Il comandante della brigata meccanizzata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano, durante un briefing a premessa dell’atto tattico, ha illustrato alle autorità le attività condotte dalle unità partecipanti alla “Steel Storm”, mettendo in evidenza il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi addestrativi.

L’evento conclusivo ha visto le forze dell’Esercito Italiano e del Qatar dispiegate simultaneamente nelle aree di Torre Veneri (Lecce) e di Torre di Nebbia (Bari), distanti tra loro oltre 250 Km, e impegnate nella condotta di esercitazioni di livello complesso minore rinforzato a fuoco, con l’impiego di sistemi di comando e controllo digitalizzati. Durante l’attività, le unità italiane, su base 7° reggimento Bersaglieri, e i colleghi del Qatar hanno impiegato diverse piattaforme e sistemi d’arma tra cui VBM 8×8 Freccia, sia in versione combat sia porta mortaio da 120 mm, VBL Puma, blindo armate Centauro, carri armati Ariete, due elicotteri da esplorazione e scorta A129 Mangusta e due elicotteri multiruolo NH90.

Sono stati inoltre schierati e integrati nella manovra assetti specialistici quali tiratori scelti, Advanced Combat Reconaissance Team (ACRT) del Genio, dotati di VTMM Orso equipaggiati con sensori e attrezzature per la ricerca e la rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, e un team per il pilotaggio del drone AeroVironment RQ-11 Raven.

Mediante l’utilizzo dei sistemi di comunicazione dei posti comando digitalizzati, gli ospiti e gli osservatori hanno potuto apprezzare tutte le fasi della manovra, condotte simultaneamente nelle due differenti aree addestrative.

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Afghanistan, l’ambasciatore italiano Stefano Pontecorvo visita il TAAC-WEST di Herat

2. L'arrivo dell'Amb. Pontecorvo ricevuto dal Generale Barduani_

Herat (Afghanistan), 13 agosto 2020 – L’ambasciatore Stefano Pontecorvo, NATO Senior Civilian Representative (SCR) per l’Afghanistan, a poche settimane dal suo insediamento a Kabul quale alto rappresentante civile dell’Alleanza atlantica, ha visitato nei giorni scorsi il Train Advise and Assist Command-West (TAAC-WEST) di Herat, il comando internazionale a guida italiana della missione “Resolute Support”, la cui responsabilità è attualmente in fase di transizione tra il personale della 132^ brigata corazzata “Ariete” e la brigata alpina “Julia”.

Il diplomatico italiano, accompagnato nella circostanza dal generale inglese Giles Hill, vice comandante della missione “Resolute Support”, è giunto a Camp Arena per conoscere da vicino la realtà del contingente italiano e per svolgere alcuni incontri istituzionali organizzati con le autorità governative della regione di Herat e i rappresentanti delle organizzazioni internazionali operanti sul territorio.

Accolto dal generale di brigata Enrico Barduani, comandante del TAAC-WEST, e dal generale di brigata Alberto Vezzoli, che nei prossimi giorni lo avvicenderà nell’incarico, l’Ambasciatore ha inizialmente ricevuto un aggiornamento sulla situazione complessiva e di sicurezza nella regione di Herat e ha quindi voluto conoscere le più importanti attività di addestramento, consulenza e assistenza che il comando svolge in favore delle forze di sicurezza afgane, per le quali ha manifestato grande attenzione e interesse.

L’ambasciatore Stefano Pontecorvo durante la visita ha espresso al comandante del TAAC-WEST apprezzamento per l’impegno del contingente nel sostenere e rafforzare le istituzioni dell’Afghanistan, evidenziando come il qualificato ed efficace contributo alle operazioni fornito dai militari italiani, stia consentendo al paese di ben figurare nel contesto internazionale in cui la missione è condotta.

“Resolute Support” è composta da militari di 39 nazioni, con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza afgane al fine di renderle autosufficienti e in grado di garantire autonomamente la sicurezza del paese e dei propri cittadini.

Il contributo italiano, espresso con personale e mezzi di Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri, ha consentito finora alla regione ovest dell’Afghanistan di raggiungere standard di sicurezza e sviluppo fra i più elevati nel paese.

6. Firma dell'albo d'onore del TAAC-W


Esplosione al porto di Beirut, ferito lievemente un militare italiano del Sector West di UNIFIL

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Libano (Beirut), 4 agosto 2020 – Una forte esplosione avvenuta questo pomeriggio all’interno del porto di Beirut ha coinvolto un team della missione UNIFIL. Un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite.

È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute.

Sul posto, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza libanesi, sono intervenuti i soccorsi del Sector West di UNIFIL che stanno provvedendo all’evacuazione del personale.

Sono in corso gli accertamenti da parte di UNIFIL e delle forze di sicurezza libanesi per accertare la dinamica dell’accaduto.

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Missione in Afghanistan: Medal Parade al TAAC-WEST

2. Un momento della cerimonia di consegna

Herat, 28 luglio 2020 – La Medal Parade, ovvero la tradizionale cerimonia di consegna della medaglia commemorativa dell’Alleanza al personale che si appresta a concludere il proprio mandato operativo in Afghanistan, si è svolta nei giorni scorsi presso Camp Arena, sede del contingente italiano del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), attualmente a guida 132^ Brigata corazzata “Ariete”,

La “non article five NATO Medal for Resolute Support”, introdotta con l’avvio – il 1° gennaio 2015 – dell’operazione in Afghanistan denominata appunto “Sostegno Risoluto”, è conferita ai militari dei paesi alleati che, a vario titolo, hanno contribuito alla missione di assistenza in favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza afgane.

Il comandante del TAAC-WEST, generale di brigata Enrico Barduani, nel consegnare il prestigioso riconoscimento agli uomini e alle donne di “Resolute Support”, ha sottolineato come la decorazione ricevuta sia testimonianza del costante ed efficace impegno profuso in questi mesi.

“Questa medaglia – ha affermato il generale Barduani – è frutto della professionalità che avete dimostrato come soldati delle Forze Armate Italiane, capaci di portare a termine con determinazione e caparbietà la vostra missione, nonostante le molte difficoltà, non ultima l’emergenza COVID 19, che ha comportato un aggravamento delle condizioni di vita e lavoro, ulteriori sacrifici e un allungamento del periodo di permanenza qui in Afghanistan”.

Alla Medal Parade, che si è svolta a più riprese per rispetto delle misure di distanziamento sociale anti COVID, hanno preso parte anche rappresentanti dei contingenti degli altri sette paesi che compongono il TAAC-WEST (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America), Comando multinazionale responsabile della parte occidentale dell’Afghanistan.

La missione NATO “Resolute Support” è composta da militari di 39 nazioni, con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza afgane, al fine di renderle autosufficienti e in grado di provvedere autonomamente alla salvaguardia del paese e dei propri cittadini.

Il contributo italiano, espresso con personale e mezzi di Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri, ha consentito finora alla regione ovest dell’Afghanistan di raggiungere standard di sicurezza e sviluppo fra i più elevati nel paese.

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Missione in Libano, Sector West: 36 ore sulla Blue Line

01_Jackpot operation lungo la Blue Line

Shama, 26 luglio 2020 – L’obiettivo delle forze UNIFIL impegnate nel sud del Libano è mantenere la pace e la sicurezza nell’area di operazione. Per i caschi blu questo si traduce concretamente nel controllo della Blue Line, la linea di demarcazione tra il territorio israeliano e quello libanese, sancita e realizzata dalle UN con lo scopo di riportare la stabilità nell’area.

L’attività dei peacekeeper sulla Blue Line è cospicua e costante e il 50% dei tanti pattugliamenti avviene nelle ore notturne. Per aumentare l’efficacia di questo controllo la Joint Task Force Lebanon Sector West ha incrementato ulteriormente la propria presenza conducendo, negli ultimi mesi, sessanta operazioni Jackpot.

La Jackpot operation è caratterizzata da 36 ore di presenza costante sulla Blue Line in cui le pattuglie provenienti dai dipendenti battaglioni italiano, ghanese e irlandese con il supporto di coreani e malesi si muovono e si coordinano mettendo in atto posti di osservazione e pattuglie appiedate che aumentano l’efficacia del controllo dell’area.

Questo modus operandi ha fatto registrare più di 2000 ore di presenza continuativa sulla linea blu migliorando qualità e quantità dei report informativi provenienti dalle attività di pattugliamento.

Uno sforzo notevole ma che ha portato ad un ulteriore periodi di stabilità, come ha ricordato il generale di brigata Diego Filippo Fulco, comandante del Sector West parlando ai suoi uomini: “Avete assicurato ulteriori otto mesi di pace in questa zona. Un risultato che, se oggi può sembrare facile, negli anni passati non appariva per nulla scontato. La nostra presenza, il nostro lavoro permette una stabilità rara in questa area geografica. ne dovete essere orgogliosi” 

Nonostante l’emergenza sanitaria, i caschi blu del Sector West, attualmente su base brigata “Granatieri di Sardegna” sono riusciti a mantenere invariate numero e frequenza delle attività operative.

Le unità, per operare in sicurezza, si sono adeguate all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale previsti non permettendo flessioni della capacità operativa dimostrando di aver compreso appieno l’importanza del proprio ruolo di peacekeeper nella terra dei cedri.

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UNIFIL, dopo 8 mesi il contingente italiano rientra in Patria, la brigata Granatieri di Sardegna cede il comando alla brigata Sassari (video)

03 Saluto alle bandiere

Shama, 26 luglio 2020 – E’ giunto a conclusione quello che è stato il mandato continuativo più lungo per un contingente italiano in UNIFIL nella quarantennale storia della partecipazione italiana alla missione di pace: 254 infatti sono stati i giorni di intenso lavoro in una zona di operazione di 650 kmq nella quale operano cinque battaglioni lavorando giorno e notte con i colleghi delle 15 nazioni che formano la Joint Task Force – Lebanon Sector West.

Il passaggio di mano della Bandiera delle Nazioni Unite ha sancito il cambio del contingente italiano in UNIFIL: il generale di brigata Diego Filippo Fulco, comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna” ha ceduto il comando al generale di brigata Andrea Di Stasio, comandante della Brigata “Sassari”. A sancire il trasferimento d’autorità il generale di divisione Stefano Del Col, Force Commander e Head of Mission della missione UNIFIL nel Sud del Libano.

14 UNIFIL Force Commander e Head of Mission Gen. D Stefano Del Col consegna la bandiera UN al Gen. B. Di Stasio neo-comandante del Sector West

Presente alla cerimonia l’ambasciatore d’Italia in Libano S.E. Nicoletta Bombardiere.

La Leonte XXVII si è chiusa con oltre 60.000 attività svolte, di cui 29.000 attività notturne scaturite dalla volontà di incrementare la presenza sul territorio anche in quell’arco temporale.

In oltre mesi 8 mesi di lavoro, 12.500 pattuglie circa hanno presenziato e controllato la Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano che percorre per 55 km l’area di operazioni sotto guida italiana. Un impegno che non ha subito flessioni ed è stato riarticolato dopo il 21 febbraio, data del primo caso ufficiale di COVID in Libano.

08 L'ambasciatrice d'Italia Nicoletta Bombardiere

I peacekeeper hanno infatti adottato una serie di misure precauzionali necessarie per salvaguardare se stessi e la popolazione locale dal contagio, continuando però ad assolvere al proprio compito. E così i 3.800 soldati sotto la guida del generale di brigata Diego Filippo Fulco hanno proseguito le loro attività operative con una media di 250 attività al giorno.

“Gli ottimi risultati che sono davanti agli occhi di tutti sono stati costruiti giorno dopo giorno con dedizione, attenzione, sacrificio – ha ricordato il generale di brigata Diego Filippo Fulco parlando ai propri uomini – il vostro lavoro la vostra preparazione la vostra capacità e la vostra abnegazione sono state un ingrediente indispensabile per ottenere il risultato raggiunto, aggiungere altri otto mesi di pace alla storia recente di questo paese. Avete operato come ci si aspetta da un “basco Blu” delle Nazioni Unite”.

Al generale Diego Filippo Fulco medaglia d’argento al merito dell’Esercito libanese

L’operato del Sector West, della Brigata Granatieri di Sardegna e del suo comandante è stato riconosciuto all’unanimità ed il Presidente del Libano Michel Aoun ha concesso al generale Fulco la medaglia d’argento al merito dell’Esercito libanese.

10 Medaglia UNIFIL al Gen. B. Diego Filippo Fulco

“Non posso che essere orgoglioso del lavoro che avete svolto con attenzione, dedizione e professionalità in condizioni di crescente difficoltà – ha sottolineato il generale Del Col, quarto italiano a comandare UNIFIL una delle missioni delle UN più grandi con i suoi oltre 10.000 uomini sul terreno – ai colleghi della Sassari ed al loro comandante il Generale Di Stasio non posso che augurare un altrettanto importante impegno, sicuro che la loro esperienza anche nell’operare in Libano ne farà da subito degli ottimi peacekeeper”.

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12 Army Silver Medal of Honor

La cerimonia, si è svolta, in tono minore a causa delle restrizioni legate alla pandemia, all’interno della base “Millevoi”; a seguirne lo svolgimento, da lontano, anche gli oltre 400 militari da poco arrivati che, seguendo i dettami internazionali, sono stati sottoposti ad un periodo di quarantena.

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Libano, UNIFIL: i caschi blu italiani ricevono la United Nations Medal

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Shama (Libano), 11 luglio 2020 – Oltre 250 le UN Medal consegnate l’8 luglio ai caschi blu  italiani del Sector West. Una rappresentanza degli oltre 1000 peacekeeper dell’Esercito Italiano e dei quasi 3000 colleghi delle 15 nazioni impegnate nel sud del Libano sotto comando italiano. 

La Medal Parade è la cerimonia che sancisce l’impegno di uomini e donne, il loro servizio sotto egida delle Nazioni Unite, la loro competenza e professionalità a favore della collettività.

“Il conferimento della UN Medal si arricchisce oggi di significato – ha ricordato il comandante del Sector West, generale di brigata Diego Filippo Fulco – voi avete dimostrato spirito di sacrificio, flessibilità e capacità di adattamento, caratteristiche che vi hanno permesso, ci hanno permesso di tener fede al nostro mandato nonostante le difficoltà dettate dall’emergenza sanitaria che ci ha posto a confronto con problematiche nuove e imprevedibili.”

La UN Medal racchiude simbolicamente le oltre 250 attività quotidiane, le 50 pattuglie sulla Blue Line, i più di 1300 progetti di cooperazione civile-militare, il supporto alle Lebanese Armed Forces ma anche le tante esercitazioni multinazionali, l’aiuto alla popolazione, la salvaguarda della stabilità, l’impegno per la sicurezza, in una parola il peacekeeping.

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