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Archivi categoria: PolPost – Polizia Postale

Polizia postale smaschera dirigente sportivo che adescava minori in chat con falsi profili femminili

Finisce nella rete della Polizia di Stato un giovane dirigente sportivo che adescava minori in chat mediante l’uso di profili fake femminili

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Torino, 27 giugno 2017 – La Polizia Postale di Torino ha eseguito un´ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 24enne residente nel cuneese, direttore sportivo di una squadra di calcio giovanile, responsabile di aver adescato per oltre 3 anni più di 100 minori.
I ragazzi caduti nella trappola del loro aguzzino sono quasi tutti appartenenti al mondo del calcio giovanile e militavano in varie squadre.

Il modus operandi utilizzato dal giovane adescatore era molto semplice: con alcuni stratagemmi riusciva sistematicamente a fingersi donna sui social Facebook, Whatsapp, Kik e Telegram con i ragazzi per avere contatti “privilegiati” con gli stessi. Successivamente si impossessava dei selfie erotici che di volta in volta venivano dagli stessi prodotti su richiesta del giovane adescatore.
Una volta ottenuto il materiale pedopornografico, in molti casi scattava il ricatto: dichiarando di essere una persona diversa dall´avvenente interlocutrice, il criminale induceva minacciosamente i minori a produrne ancora, in cambio del suo silenzio.
In altre situazioni il criminale proponeva invece un fantomatico “mènage à trois”, salvo poi tirarsi apparentemente indietro in modo da proporre alle vittime di incontrare solo il suo fidanzato, cioè egli stesso. Ciò, comunque, non è mai avvenuto, così come non è intervenuto alcun rapporto fisico tra l´adescatore e le sue vittime.

L´indagine è partita dalla sezione Polizia Postale di Asti circa due anni fa, quando un giovane calciatore in erba, allora 14enne, aveva raccontato agli investigatori di essere stato oggetto di tentativi di adescamenti secondo le predette modalità ad opera dalla sedicente “coetanea” con artifici e lusinghe, e quindi di essere stato costretto dall’abile “seduttrice” a inviare altro materiale dietro la minaccia di diffusione delle foto appena inviate.

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Grazie ad un´importante attività investigativa, si è subito compreso che quanto denunciato dal minore non era un caso isolato. Infatti una serie di episodi addebitabili alle diverse identità fake sono state ricondotte allo stesso soggetto, riuscendosi in tal modo ad enucleare con certezza le utenze telefoniche da cui erano state effettuate le connessioni internet.
Ne è seguita una perquisizione a carico dell´indagato, la prima di tre complessivamente eseguite dai poliziotti presso la sua abitazione, sulla base dell´ipotesi – poi confermata – di reiterazione delle condotte criminali contestate.
La successiva analisi del materiale sequestrato ha consentito di ricostruire compiutamente l´attività criminale del giovane dirigente sportivo: lo stesso utilizzava ben 4 diverse identità femminili nella sua disponibilità e selezionava tra i minori i target da colpire per soddisfare, sempre e solo attraverso l´invio di materiali pedopornografici,  le proprie perversioni sessuali.
L´attività degli investigatori si è pertanto concentrata sulla identificazione delle numerose vittime, più di un centinaio, tutte di sesso maschile, contattate e sentite nelle forme dell´audizione protetta affinché spiegassero quanto accaduto online, a conferma dell´iter criminoso di tipo seriale.
Per tali motivi, considerata la gravità dei fatti e la sussistenza delle esigenze cautelari previste per legge, la procura della repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il giovane, nel corso della cui esecuzione si sono riscontrati ulteriori elementi probatori a suo carico, a conferma della reiterazione dei fatti delittuosi.

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Fonte: Polizia di Stato
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Polizia Postale: termina la campagna educativa itinerante “Una vita da social”

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Roma, 19 maggio 2017 – Si è conclusa  a Roma la più importante e imponente campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il patrocinio dell’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della rete per i minori.

Questa mattina il truck  di “Una vita da social” è stato in piazza Monte Grappa  al convitto Vittorio Emanuele II per incontrare alunni e insegnanti.

Il progetto, al passo con i tempi delle nuove generazioni, nel corso delle tre edizioni precedenti ha raccolto un grande consenso: gli operatori della specialità hanno incontrato oltre 1 milione di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 106.125 genitori, 59.451 insegnanti per un totale di 8.548 istituti scolastici, 30.000 km percorsi e 150 città raggiunte sul territorio e una pagina facebook con 108.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online. E proprio a dicembre 2016, “Una Vita da Social”, è stata selezionata dalla commissione europea tra le migliori pratiche a livello europeo. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di prevenire episodi di violenza, prevaricazione, diffamazione, molestie online attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”.

Attraverso un truck allestito con un’aula didattica multimediale, gli operatori della Polizia di Stato incontrano studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età. I dati registrati nel corso degli incontri nelle scuole, evidenziano che le competenze digitali degli studenti provengono in tutto o quasi da esperienze di apprendimento extra scolastico. Ne deriva, pertanto, l’importanza delle attività di formazione e sensibilizzazione degli studenti per far sì che la rete possa essere per loro una grande opportunità e non un limite, ma anche rivolte ai genitori e agli insegnanti. I social network infatti sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità di tutti.

Il fenomeno preoccupa in maniera più forte il fenomeno del cyberbullismo: circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo. Per questo motivo accolgono con favore gli incontri gli operatori della Polizia Postale per formare/informare all’uso dei social. E proprio successivamente a questi incontri è stato riscontrato un aumento consistente delle denunce di minori nei confronti di coetanei per episodi di bullismo e cyberbullismo.

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DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE
DOTT.SSA NUNZIA CIARDI

Una Vita da Social è un progetto indirizzato principalmente ai giovani – dichiara il direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi – che sono i principali fruitori della rete”. “L’iniziativa, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il patrocinio del garante per l’infanzia e l’adolescenza, vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto come un’opportunità e non come un pericolo”.

“Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti è enorme ed è per questo indispensabile fornire loro tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la rete può nascondere”.

Una Vita da Social – conclude la Ciardi – rappresenta inoltre un esempio positivo di collaborazione fra pubblico e privato perché unisce competenze e conoscenze di importanti Aziende del settore a disposizione dei giovani, dei loro genitori ed insegnanti”.

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RETTORE DEL CONVITTO NAZIONALE  DI ROMA
PROF. PAOLO MARIA REALE

“La giornata odierna, organizzata qui al convitto in collaborazione con la Polizia Postale, nasce dall’esigenza di dare un segnale forte e inequivocabile ai nostri studenti e alle loro famiglie circa l’impegno di questa comunità educante nel contrasto a qualsiasi forma di prepotenza, la si chiami bullismo o, nella sua versione digitale e virtuale, cyberbullismo.

Niente è più efficace del truck della polizia che sosta nel cortile del Convitto fin da ieri sera, per far capire ai numerosi alunni dell’Istituto la portata della legge di recentissima approvazione che per la prima volta introduce nell’ordinamento la definizione legislativa di bullismo telematico, inteso come ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto o furto di identità realizzata sul web a danno di minori. La nuova cornice giuridica rafforza  e incoraggia l’impegno quotidiano di tutti coloro che operano nella scuola, nell’accompagnamento costante ma discreto dei tanti, bambini e ragazzi, che spesso non fanno un uso consapevole dei molteplici device di cui dispongono.

Non posso poi non esprimere apprezzamento per tutte le occasioni, e oggi è una di quelle, in cui si sperimenta l’efficacia della sinergia interistituzionale: scuola, Polizia di Stato, movimenti e associazioni dei genitori, sono un’alleanza  educativa strategica per combattere un fenomeno oltremodo insidioso come quello del cyberbullismo che si alimenta della paura e dell’omertà. La vera occasione, che anche la legge approvata alla Camera sembra rappresentare, è promuovere nuove sfide educative, instillare nei giovani la fiducia nel mondo degli adulti per orientarsi, come con una bussola, nel mare magnum del web”.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Polizia postale: attacco hacker a livello globale

La Polizia di Stato pubblica, sul proprio sito istituzionale www.poliziadistato.it e sulle piattaforme Twitter, Instagram e Facebook, tutte le informazioni e consigli utili per contenere i rischi ed evitare gli effetti ai sistemi informatici dell’attacco hacker che ha interessato oltre cento Paesi nel mondo.  Viene spiegato, in particolare a tutti coloro che dopo il week-end torneranno in ufficio e riaccenderanno il pc, come riconoscere e decifrare il malware, come prevenire l’attacco e quali comportamenti adottare per evitare perdita di dati o danni a sistemi e reti.

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Roma, 14 maggio 2017 – In relazione alla notizia dell’attacco hacker  a livello globale  compiuto attraverso un ransomware noto coi nomi WCry, WannaCry e WanaCrypt0r e rilevato a partire dal febbraio scorso, la Polizia Postale e delle Comunicazioni e in particolar modo il Centro nazionale Anticrimine Informatico per la protezione delle Infrastrutture Critiche – CNAIPIC,  sta costantemente analizzando il fenomeno, intensificando le attività di monitoraggio e le procedure atte a  garantire la massima sicurezza delle infrastrutture informatiche del Paese.

Dalla serata di venerdì 12 maggio la Sala Operativa del CNAIPIC è in costante contatto con i referenti tecnici delle infrastrutture critiche informatizzate e, tramite il Nucleo Sicurezza cibernetica, con i componenti dell’Architettura di difesa Cyber nazionale.

Costante il rapporto con gli organismi di cooperazione internazionale ed in particolare con il centro EC3 di Europol.

Diramati dal CNAIPIC diversi alert di sicurezza con gli indicatori di compromissione relativi all’attacco hacker, utili per l’innalzamento del livello di sicurezza dei sistemi informatici

Dai primi  accertamenti effettuati e dalle risultanze raccolte ad oggi, sebbene l’attacco sia presente in Italia dal primo pomeriggio di venerdì, non si hanno al momento evidenze  di gravi danni ai sistemi informatici o alle reti telematiche afferenti le  infrastrutture informatiche del Paese.

In generale i comportamenti rilevati vedono:

  1. le vittime ricevono il malware via rete (non si hanno al momento evidenze di mail vettore dell’infezione).
  2. Il malware si installa infatti nella macchina “vittima” sfruttando il noto bug EternalBlue e deposita l’eseguibile mssecsvc.exe nella directory di sistema C:\windows.
  3. Si installa quindi come servizio e procede ad eseguire due attività parallele utilizzando diversi eseguibili.
  4. La prima attività consiste nel cifrare determinate tipologie di file come da link; https://gist.github.com/rain-1/989428fa5504f378b993ee6efbc0b168.
  5. La seconda provvede a propagare il malware sulla eventuale LAN presente sfruttando la vulnerabilità suddetta del protocollo SMB con le porte TCP 445 e 139. Questa seconda componente inoltre effettua scansioni in rete alla ricerca di nuovi target da infettare via SMB porta 445.
  6. Funziona in Ring 0, quindi potenzialmente foriero di maggiori danni di quanti fatti con la sola attività di cifratura. Non è ancora noto se è anche installato la backdoor DoublePulsar o altro.

DSC_2015Stranamente, il codice sorgente contiene una richiesta Open_Internet (non proxy aware) verso un sito pubblico che, se raggiunto, blocca la seconda attività, quella di diffusione sulla rete.

Non si escludono ulteriori problematiche legate alla propagazione di un’ulteriore versione di “WannaCry” 2.0, ovvero al riavvio delle macchine per la giornata di domani, inizio della settimana lavorativa.

Pertanto per difendersi dall’attacco, oltre ad eseguire affidabili backup al fine di  ripristinare facilmente i sistemi interessati in caso di cifratura da parte di WannaCry,  si consiglia  quanto prima di:

Lato client/server

  • eseguire l’aggiornamento della protezione per sistemi Microsoft Windows pubblicato con bollettino di sicurezza MS17-010 del 14 Marzo 2017
  • aggiornare il software antivirus
  • disabilitare ove possibile e ritenuto opportuno i servizi: Server Message Block (SMB) e Remote Desktop Protocol (RDP)
  • il ransomware si propaga anche tramite phishing pertanto non aprire link/allegati provenienti da email sospette
  • il ransomware attacca sia share di rete che backup su cloud quindi per chi non l’avesse ancora fatto aggiornare la copia del backup e tenere i dati sensibili isolati

Lato sicurezza perimetrale

  • eseguire gli aggiornamenti di sicurezza degli apparati di rete preposti al rilevamento delle intrusioni (IPS/IDS)
  • ove possibile e ritenuto opportuno bloccare tutto il traffico in entrata su protocolli: Server Message Block (SMB) e Remote Desktop Protocol (RDP)

La lista degli indicatori è reperibile sul sito www.commissariatodips.it

Il CNAIPIC

Nel quadro delle strategie di protezione delle infrastrutture critiche informatizzate, l’istituzione, all’interno del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) si propone come modello operativo di assoluto carattere innovativo, anche in relazione al contesto internazionale.

Ai sensi dell’art. 7 bis della legge 31 luglio 2005 n. 155 (che ha convertito con modificazioni il decreto legge 27 luglio 2005 n. 144, recante “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) il CNAIPIC è incaricato, in via esclusiva, dello svolgimento di attività di prevenzione e contrasto dei crimini informatici, di matrice criminale comune, organizzata o terroristica, che hanno per obiettivo i sistemi informatici o le reti telematiche a supporto delle funzioni delle istituzioni e delle aziende che erogano o gestiscono servizi o processi vitali per il Sistema Paese, convenzionalmente definite infrastrutture critiche informatizzate e che, sempre ai sensi della citata norma di legge, sono state individuate come tali con il decreto del ministro dell’Interno del 09 gennaio 2008.

Il CNAIPIC interviene, quindi, in favore della sicurezza di una gamma di infrastrutture connotate da una criticità intersettoriale (in virtù dei sempre più stretti vincoli diinterconnessione ed interdipendenza tra i differenti settori infrastrutturali) e su una tipologia di minaccia che può avere tanto un’origine extraterritoriale quanto una proiezione ad “effetto domino” e transnazionale delle sue conseguenze.

Il modello operativo si fonda, inoltre, sul principio delle partnership “pubblico-privato”: il CNAIPIC, infatti, assume (mediante un Sala operativa disponibile h24 e 7 giorni su 7) una collocazione centrale all’interno di un network di realtà infrastrutturali critiche (istituzionali ed aziendali), ed opera in stretto collegamento con organismi di varia natura (nazionali ed esteri), impegnati tanto nello specifico settore quanto sul tema della sicurezza informatica, con i quali intrattiene costanti rapporti di interscambio informativo e provvede (attraverso Unità di intelligence e di analisi) alla raccolta ed all’elaborazione dei dati utili ai fini di prevenzione e contrasto  della minaccia.

Il suddetto rapporto di partenariato trova il proprio momento di formalizzazione nella stipula di specifiche convenzioni; dal 2008 ad oggi sono state stipulate convenzioni, tra le altre, con i seguenti enti ed aziende: ENAV, TERNA, ACI,  TELECOM, VODAFONE, FFSS, UNICREDIT, RAI, CONSOB, ANSA, ATM – AZIENDA TRASPORTI MILANESI, ABI, BANCA D’ITALIA, SIA SSB, INTESA SANPAOLO, ENEL, FINMECCANICA, H3G, ATAC, EXPO 2015.

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Fonte: Polizia di Stato
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Attenzione al Cryptolocker. La Polizia di Stato mette in allerta gli utenti della rete

 

Roma, 10 febbraio 2016 – Negli ultimi giorni la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha registrato una nuova ondata di attacchi attraverso invio di mail contenenti il già noto virus Cryptolocker, che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web.

Purtroppo, nonostante gli sforzi investigativi abbiano già consentito di individuare diversi individui e gruppi organizzati, sia italiani che stranieri, impegnati nella  organizzazione e realizzazione di simili campagne malevole, la estesa diffusione del fenomeno e la costante per cui l’attacco si rivela possibile, sempre e comunque grazie ad un comportamento disattento dell’utente, hanno indotto la Specialità ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete.

Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni ingannevoli su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link o un allegato a nome di Istituti di credito, Aziende, Enti, gestori e fornitori di servizi noti al pubblico.

Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento in formato .pdf o .zip), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete.

A questo punto si realizza il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in bitcoin* a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione.

E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati!

Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker.

Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. on line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it.

Il portale è stato integrato con apposita “app” scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o dall’ipad per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità.

In tale contesto, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha concluso, alla fine dello scorso anno, alcune attività che hanno permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione on line e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati mediante la diffusione del virus in argomento, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche.

* (Il Bitcoin è una moneta virtuale, esprimibile con un numero a 8 cifre decimali. Non esiste un’autorità centrale che la distribuisce e che ne traccia le transazioni in quanto le operazioni sono gestite collettivamente dal network attraverso dei siti c.d. exchanger che rilasciano monete virtuali incamerando moneta proveniente da carte di credito o altri strumenti elettronici di pagamento, ossia codici che a loro volta possono essere convertiti in denaro contante). Il valore di un BTC è stabilito dal mercato, come per ogni altro bene (attualmente 1 BTC corrisponde a circa 217 euro, ma tale valore è destinato ad aumentare, considerando che il numero massimo di BTC producibili attraverso il cd. processo di “mining” cui possono partecipare tutti i nodi della rete, è fissato a 21 milioni).

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Fonte: Polizia di Stato
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Polizia di Stato e Polizia rumena smantellano falsa agenzia di viaggi on-line che vendeva biglietti aerei

Roma, 10 ottobre 2015 – La Polizia Postale e delle Comunicazioni, congiuntamente alla Polizia rumena ed al Centro Europeo per la lotta al Cybercrime di Europol, ha arrestato 50 persone, tra cui 4 leader di un gruppo di criminalità organizzata rumena, in quanto responsabili del reato transnazionale di frode informatica.
I criminali erano  infatti autori di frodi con carte di credito clonate, poi utilizzate per l’acquisto in internet di beni di vario tipo, tra i quali anche biglietti aerei, attraverso la creazione di una agenzia di viaggi on-line che gestiva il commercio illegale a livello internazionale.

Durante l’operazione, portata a termine nella parte meridionale della Romania, sono state eseguite 16 perquisizioni domiciliari al termine delle quali si è proceduto al sequestro di una enorme quantità di dispositivi digitali, tra i quali numerosi PC, laptop, telefoni cellulari, schede SIM, schede di memoria e altra documentazione. Su tutto il materiale si provvederà adesso ad effettuare delle accurate analisi forensi alla ricerca di ulteriori prove dei reati commessi.

Le attività criminali andavano avanti dal 2013 causando danni a privati cittadini, compagnie private ed istituzioni bancarie per diverse centinaia di migliaia di Euro. L’organizzazione criminale, che operava su internet, otteneva i dati delle carte di credito e altri dati personali appartenenti ai titolari delle carte di credito da vari Paesi e, successivamente, li utilizzava per acquistare beni e servizi di alto valore, tra cui biglietti aerei (il più delle volte), scommesse sportive, apparati elettronici, gioielli, macchine agricole e immobili. Inoltre, l’organizzazione criminale utilizzava i proventi delle frodi on-line per facilitare altri reati a livello nazionale e internazionale.

L’illecito utilizzo dei dati delle carte di credito per l’acquisto illegale di biglietti aerei è un fenomeno in aumento che comporta non solo enormi perdite finanziarie per le compagnie aeree ed il settore della monetica, ma facilita anche altre forme di illecito, fornendo mezzi di trasporto a livello globale e generando fondi per il finanziamento della criminalità organizzata.

Con riferimento ai biglietti aerei acquistati in frode, peraltro la Polizia Postale italiana, è già scesa in campo diverse volte per la tutela del commercio elettronico su scala mondiale attraverso altre operazioni, l’ultima delle quali effettuata nel giugno scorso, in partnership con Europol, Interpol ed Ameripol.

In tale circostanza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha coordinato i propri Uffici sul territorio italiano negli aeroporti di Milano Malpensa, Milano Linate, Venezia Marco Polo, Bologna Guglielmo Marconi, Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Napoli Capodichino, Catania Fontanarossa, Palermo Punta Raisi, attraverso una propria sala operativa istituita presso il Servizio Centrale, laddove per l’operazione congiunta ne sono state allestite altre tre a Singapore, Bogotà e l’Aja.

Il bilancio complessivo a livello globale è stato veramente consistente: 130 le persone tratte in arresto delle quali 101 in Europa, 11 tra Asia e Oceania, 9 nei Paesi dell’America Latina, 6 in Canada e 2 negli Stati Uniti.

Fondamentale per il buon esito delle indagini è stata l’ottimale interazione con le diverse compagnie aeree e il settore dei pagamenti, vittime del reato, che hanno lavorato a stretto contatto con le polizie europee.

DSC_6611 Roberto Sgalla“L’odierna operazione – spiega Roberto Sgalla, direttore delle specialità della Polizia di Stato – è il frutto di una efficace attività di prevenzione e della consolidata collaborazione tra pubblico e privato, sia con le compagnie aeree che con gli uffici antifrode delle varie società emittenti ed intermediarie delle carte di credito, ma anche della costante e qualificata collaborazione con i collaterali organi di polizia stranieri e con le organizzazioni di cooperazione internazionale di polizia Europol ed Interpol”.

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Fonte: Polizia di Stato

“Utente avvisato mezzo salvato”, lo slogan della Polizia per acquistare vacanze sicure sul web

 

Dall’esperienza acquisita nella tutela dai rischi di truffe on line, nasce dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni una guida con consigli pratici e suggerimenti per acquistare in Rete con maggiore tranquillità

Roma, 28 giugno 2015 – Sicurezza in rete, tutela dei dati personali, protezione da frodi e rischi negli acquisti: temi “caldi” e particolarmente sentiti da chi utilizza Internet.

Quello dei raggiri su Internet è un fenomeno del quale la Polizia Postale e delle Comunicazioni si occupa costantemente”, afferma Roberto Di Legami del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “Nel 2014 sono state presentate 80.805 denunce da parte di utenti truffati, portando all’arresto di 7 e alla denuncia di 3.436 persone ed al sequestro di 2352 spazi virtuali”.

“Questi dati – continua Di Legami –  impongono una maggiore sensibilizzazione delle persone a un uso appropriato della Rete e dei pagamenti online e per questo motivo la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha realizzato una Guida all’e-commerce sicuro”.

La guida che da domani sarà disponibile sul sito Polizia di Stato, sul portale del Commissariato di P.S. on line e sulle pagine facebook e twitter, offre alcuni utiliconsigli e pratici suggerimenti per muoversi tra i negozi online senza problemi.

Si tratta di consigli particolarmente utili all’avvicinarsi del periodo estivo quando il fenomeno delle truffe sembra acutizzarsi, complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo per le tanto attese vacanze.

“Del resto, che la scelta di acquistare in rete sia legata anche alla possibilità di ottenere risparmi, oltre che alla comodità” afferma Roberto Sgalla Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Statonon è una sorpresa: alcune ricerche confermano che il modello dell’acquisto di impulso legato a offerte speciali, ad esempio stock limitati o con prezzi scontati per un tempo definito, si è diffuso ed è proposto ormai da molti attori dell’e-commerce anche per i servizi.

“Nonostante i tanti casi di truffe – continua Sgallai consumatori devono poter usufruire dei vantaggi di Internet per le proprie attività quotidiane, indipendentemente dal proprio livello di informatizzazione e – conclude Sgalla – siccome la stragrande maggioranza degli acquirenti online si affida alla Rete per gli acquisti, il nostro obiettivo è anche aiutare chi non è esperto a comprare in totale tranquillità.

Per questo motivo nasce la campagna di prevenzione della Polizia Postale e delle Comunicazioni denominata: “Utente avvisato mezzo salvato”, con un decalogo di poche semplici regole per aiutare i navigatori, occasionali o assidui, a sentirsi più confidenti in occasione del loro prossimo acquisto.

Guida sicura per gli acquisti on line

  1. Utilizzare software e browser completi ed aggiornati

Potrà sembrare banale, ma il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato all’ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su Internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile.

  1. Dare la preferenza a siti certificati o ufficiali

In rete è possibile trovare ottime occasioni ma quando un’offerta si presenta troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto che si intende acquistare, allora è meglio verificare su altri siti. Potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa.

E’ consigliabile dare la preferenza a negozi online di grandi catene già note perché oltre ad offrire sicurezza in termini di pagamento sono affidabili anche per quanto riguarda l’assistenza e la garanzia sul prodotto acquistato e sulla spedizione dello stesso.

In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali TRUST e VERIFIED / VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web.

  1. Dietro ad un indirizzo di un sito deve esserci un vero negozio!

Prima di completare l’acquisto verificare che il sito sia fornito di riferimenti quali un numero di Partiva IVA, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e ulteriori dati per contattare l’azienda. Un sito privo di tali dati probabilmente non vuole essere rintracciabile e potrebbe avere qualcosa da nascondere. I dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate:

https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/Scegli.do?parameter=verificaPiva

  1. Leggere sempre i commenti e i feedback di altri acquirenti

 Prima di passare all’acquisto del prodotto scelto è buona norma leggere i “feedback” pubblicati dagli altri utenti sul sito che lo mette in vendita. Anche le informazioni sull’attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social sono utilissime…

Le “voci” su un sito truffaldino circolano velocemente online!

  1. Su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online

Se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le app ufficiali dei relativi negozi per completare l’acquisto. Questo semplice accorgimento permette di evitare i rischi di “passare” o “essere indirizzati” su siti truffaldini o siti clone che potrebbero catturare i dati finanziari e personali inseriti per completare l’acquisto.

  1. Utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili

Per completare una transazione d’acquisto sono indispensabili pochi dati come numero di carta, data di scadenza della carta ed indirizzo per la spedizione della merce.

Se un venditore chiede ulteriori dati probabilmente vuole assumere informazioni personali (numero del conto, PIN o password) che, in quanto tali, dovete custodire gelosamente e non divulgare.

Al momento di concludere l’acquisto, la presenza del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o di “https” nella barra degli indirizzi sono ulteriori conferme sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito e della presenza di un protocollo di tutela dell’utente, ovvero i dati sono criptati e non condivisi.

  1. Non cadere nella rete del phishing e/o dello smishing

 …ovvero nella rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola e sfruttando meccanismi psicologici come l’urgenza o l’ottenimento di un vantaggio personale, riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali.

L’indirizzo Internet a cui tali link rimandano differisce sempre, anche se di poco, da quello originale.

  1. Assicurare gli acquisti

Oltre che controllare i dettagli della transazione e le modalità di consegna, è importante scegliere sempre una spedizione tracciabile ed assicurata. Il costo potrebbe essere di poco superiore ma permette di sapere in modo certo e tempestivo dove si trova l’oggetto acquistato fino alla sua consegna.

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Fonte: Polizia di Stato

 


Polizia postale pone fine a giro di scommesse e maltrattamenti su cani dedicati a combattimenti mortali

Napoli, 20 giugno 2015 – Il compartimento Polizia Postale di Napoli ha denunciato 4 persone, fra cui un minore, responsabili, a vario titolo, di sevizie e maltrattamenti a cani finalizzate all’organizzazione di combattimenti mortali nel corso dei quali avvenivano scommesse clandestine con puntate di elevato importo.

I combattimenti venivano ripresi mediante l’ausilio di smartphone e divulgati in rete sui più noti social network al fine di fare pubblicità tra gli scommettitori e rendere disponibili alla vendita i cani più forti.

L’indagine, coordinata dalle procure di Napoli, Santa Maria Capua Vetere (CE) e dalla procura dei minori del capoluogo campano, è inserita in una più complessa attività di prevenzione e repressione dei reati telematici che vede costantemente impegnata la Polizia di Stato con  il valido contributo di numerosi internauti che hanno segnalato le cruente immagini in rete.

Sebbene la divulgazione in rete del video, che per l’efferata crudeltà delle immagini ha destato da subito scalpore fra gli utenti in rete e l’indignazione di numerose associazioni animaliste sia stata operata per poche ore, l’immediato e tempestivo intervento dei “cyber poliziotti” ha permesso di individuare tempestivamente la persona che aveva materialmente inserito in rete il filmato con la chiara intenzione di pubblicizzarlo. Le tracce informatiche acquisite e gli immediati riscontri telematici hanno ricondotto al dispositivo materialmente utilizzato per realizzare il filmato e di conseguenza all’identificazione degli organizzatore del combattimento.

I preziosi elementi elaborati dagli investigatori informatici hanno permesso la precisa geo-localizzazione del luogo del combattimento nei pressi del comune di Castelvolturno (CE). Mediante l’ausilio di software di rilevazione satellitari sono stati individuati univocamente i box dove venivano custoditi i cani da combattimento ed il ring utilizzato per gli incontri mortali. Preziosa la collaborazione degli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta e del Reparto Prevenzione Crimine Campania della Polizia di Stato che unitamente agli operatori della Polizia Postale partenopea hanno fatto irruzione nell’area individuata sequestrando i box di custodia dei cani.

Soccorso ed affidato alle cure di un veterinario un pitbull sanguinante, con evidenti lesioni provocategli presumibilmente da un combattimento svoltosi da poche ore. Sul luogo identificato ed immediatamente denunciato uno dei due carcerieri organizzatori dei combattimenti con scommesse in denaro.

Rintracciato in un’area compresa tra i quartieri Sanità e Miracoli di Napoli anche il dogo argentino, protagonista del filmato. I poliziotti della Questura di Napoli hanno di seguito ritrovato il pitbull, tenuto al buio senza acqua e cibo da circa una settimana, che hanno liberato ed affidato in custodia a personale del soccorso veterinario dell’ASL Napoli 1.

Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti coordinati dalle Procure della Repubblica di Napoli e Santa Maria Capua Vetere (CE) finalizzati ad identificare eventuali complici dei soggetti incriminati ed a stroncare tali immorali ed illeciti maltrattamenti, avvenimenti spesso legati a vere e proprie attività lucrative.

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Fonte: Polizia di Stato

 

 

 


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