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Esercito: 21° rgt artiglieria di Foggia sanifica la Casa Circondariale di Lucera (FG)

Foto 5_ Militare durante la sanificazione dei locali

Foggia, 16 luglio 2020 – Il 21° reggimento artiglieria di Foggia, unità dell’Esercito inquadrata nella Brigata Meccanizzata “Pinerolo” di Bari, continua il suo impegno sul territorio in piena sinergia con le Istituzioni locali. In particolare nella città di Lucera (FG) nei giorni scorsi, su richiesta della direttrice della locale casa circondariale, il personale del reggimento ha svolto un’attività di sanificazione all’interno della struttura al fine di contenere i rischi connessi alla diffusione del COVID-19.

In particolare, il nucleo disinfettori in forza al reggimento ha igienizzato i locali dell’infrastruttura e gli automezzi in dotazione alla Polizia Penitenziaria. 

La direttrice della casa circondariale, dott.ssa Patrizia Andrianello, ha ringraziato i militari del 21° reggimento per il loro operato, in particolare “per la professionalità, celerità e solerzia dimostrata nell’intervenire in supporto all’Istituto Penitenziario, esempio di collaborazione e sinergia tra le Istituzioni dello Stato”.

L’attività conferma il costante supporto che l’Esercito sta assicurando alla collettività, in questo delicato momento, per contrastare la diffusione dell’epidemia, con azioni concrete in collaborazione con la Protezione Civile.

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Il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo in visita al Comando Logistico dell’Esercito

il Comandante Logistico e il SSSD nella Sala operativa logistica

Roma, 16 luglio 2020 – Il sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Angelo Tofalo, si è recato ieri mattina in visita presso la caserma “M.O.V.M. Emilio Bianchi”, sede del Comando Logistico dell’Esercito.

Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha accolto l’on. Tofalo che ha assistito, presso la sala operativa “Simone Cola”, ad un briefing su tutte le attività dell’area logistica. In particolare, il generale Figliuolo ha illustrato l’organizzazione e il funzionamento del Comando Logistico dell’Esercito, gli obiettivi raggiunti e le aree su cui continuare a focalizzare gli sforzi, oltre alle numerose funzionalità e applicazioni dell’infologistica a supporto delle decisioni.

il Comandante Logistico e il SSSD nella Sala operativa logistica 2

Un approfondimento sul tema “Emergenza COVID-19 – lezioni apprese” è stato poi successivamente presentato dal comandante al sottosegretario, presso la sala decisionale “Giovanni Messe”, che ha evidenziato gli insegnamenti derivanti dalle operazioni condotte per fronteggiare e contenere l’emergenza Coronavirus sul territorio nazionale.

“Un assetto tanto prezioso quanto strategico che organizza, dirige e controlla tutte le attività logistiche e tecniche della Forza armata a sostegno dei Comandi e delle unità sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero.

Il lavoro silenzioso degli straordinari uomini e delle donne del Comando Logistico dell’Esercito garantisce a tuttotondo la cura del personale, nonché l’approvvigionamento e il mantenimento dei materiali e dei mezzi in dotazione”, sono state le parole del Sottosegretario Tofalo. “Un impegno espresso con grande professionalità e capillare puntualità che si è rivelato determinante soprattutto nella gestione  dell’emergenza sanitaria Covid-19 ancora in corso” ha evidenziato Tofalo, “Non ultimo, l’assistenza sanitaria a favore dei migranti giunti in Italia nei giorni scorsi che sono stati ricoverati al Policlinico Militare Celio, dopo esser risultati positivi al Covid-19”.

Il Comando Logistico dell’Esercito, costituito nel 2006 per riconfigurazione del preesistente Ispettorato Logistico dell’Esercito, si avvale di  uno Stato Maggiore, di quattro Comandi  specialistici  – Trasporti e Materiali, Commissariato, Sanità e Veterinaria e Tecnico – che operano nei settori di interesse e del Policlinico Militare di Roma, ospedale polifunzionale militare nazionale di riferimento per il personale militare e civile della Difesa, che in occasione dell’emergenza sanitaria pandemica si è riconfigurato in ospedale misto con la possibilità di ricovero e cura fino a 150 pazienti Covid di cui 50 in terapia intensiva.

Dal Comando Logistico dipende inoltre il Nucleo Ispettivo Centrale, con il compito di effettuare un costante e puntuale monitoraggio del livello di funzionalità ed efficienza della logistica di Forza Armata. 

firma dell'albo d'onore

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Esercito: conferenza Caserme Verdi con focus sulla green economy oggi a palazzo Esercito

lI Generale Farina a conclusione dei lavori

Roma, 14 luglio 2020 – Una conferenza incentrata sul progetto “Caserme Verdi” si è tenuta oggi, presso la biblioteca storica di Palazzo Esercito, nel pieno rispetto delle limitazioni per il contenimento della diffusione del covid-19. Dibattito che ha coinvolto direttamente le categorie professionali degli ordini degli ingegneri e degli architetti.

La conferenza, avvenuta alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Angelo Tofalo e del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelliè stata aperta dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, che ha ringraziato per la partecipazione tutti gli specialisti del settore progettuale e ingegneristico in grado di sfruttare le opportunità derivanti dal progetto.

Le Autorità presenti

L’evento, promosso dal dipartimento delle Infrastrutture dell’Esercito in collaborazione con la Task Force per la valorizzazione e la dismissione degli immobili militari della Difesa, ha avuto come focus l’ammodernamento del parco infrastrutturale di Forza Armata, mediante il ricorso a strutture semplici e modulari, a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica, al contempo rispondenti alle norme antisismiche, in cui far coesistere poli alloggiativi, aree addestrative, impianti sportivi, scuole e asili nonché spazi per il tempo libero aperti anche alle comunità locali.

Il sottosegretario Tofalo nel suo intervento ha sottolineato il pieno supporto del dicastero al “Progetto Caserme Verdi” e più in generale al rinnovamento delle infrastrutture della Difesa con focus sulla green economy, l’integrazione con le comunità e la digitalizzazione. Assai interessanti sono stati gli interventi dell’architetto Boeri per il settore green-ambiente, del prof. ing. De Santoli per il risparmio energetico e l’utilizzo dell’idrogeno e del prof. De Masi per gli aspetti sociologici e i “bisogni” dei futuri utenti.

Tra i vari relatori, moderati dalla dottoressa Silvia Mari, si sono alternati l’ingegnere Armando Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’architetto Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, i quali hanno proposto e condiviso l’opportunità di ricorrere ai cosiddetti “concorsi progettuali” per accelerare i tempi e accrescere la qualità delle opere.

Il generale di divisione Vasco Angelotti, capo dipartimento Infrastrutture dello Stato Maggiore dell’Esercito ha illustrato i principi cardine e le nuove tecnologie costruttive, orientate alla riqualificazione energetico-ambientale e alla rigenerazione urbana delle 28 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale attualmente interessate dalla trasformazione. L’iniziativa “Caserme Verdi” inoltre ha la caratteristica di poter essere estesa ad altri impianti strategici dell’Esercito, anche all’Estero nelle operazioni internazionali, poiché non riservata esclusivamente a nuove realizzazioni, ma destinata anche a strutture già esistenti opportunamente rinnovate e potenziate grazie alla collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e il mondo dell’Industria nazionale.

Il Prof Domenico De Masi in collegamento

La conferenza è stata trasmessa in streaming sui canali social della Forza Armata, ampliando la partecipazione di pubblico, di settore e non, per approfondire il progetto di ampio respiro che rappresenta la svolta green dell’Esercito Italiano: un investimento nell’immediato con un immenso ritorno futuro per l’intera comunità. 

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Carabinieri, santa messa in suffragio di tutti i militari dell’Arma deceduti

2020.07.03. Celebrazione S.Messa in suffragio carabinieri in ogni tempo deceduti (3)

Roma, 13 luglio 2020 –  Un omaggio a tutti i militari dell’Arma in ogni tempo deceduti è stato reso questa mattina con una S. Messa, officiata dall’Ordinario Militare, monsignor Santo Marcianò, presso il cortile della Legione Allievi Carabinieri. La celebrazione è stata occasione particolare di raccoglimento e preghiera per i carabinieri venuti a mancare durante l’emergenza sanitaria e le cui esequie non sono state celebrate a causa delle prescrizioni inerenti al covid-19.

All’evento erano presenti oltre ai vertici dell’Arma e ai presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri, il comandante generale e i familiari dei carabinieri deceduti in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria.

2020.07.03. Celebrazione S.Messa in suffragio carabinieri in ogni tempo deceduti (1)

Si è deciso di svolgere la celebrazione il 13 luglio, data in cui nel 1814 Vittorio Emanuele I con le regie patenti istituì il Corpo dei Carabinieri reali.

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Polizia di Stato: stasera la banda in diretta web con un concerto in onore dei cittadini deceduti per Covid

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Roma, 11 luglio 2020 – Questa sera alle ore 20.30 in piazza del Viminale la Polizia di Stato, con la Banda musicale, onorerà la memoria dei concittadini deceduti nella pandemia di Covid19 e ringrazierà a nome di tutti il personale sanitario che con straordinaria dedizione ha condotto una battaglia senza pari.

“Grazie a nome di tutti” è il titolo della cerimonia che si svolgerà alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli rivolgerà un indirizzo di saluto in apertura.

L’11 luglio 1852 nasceva il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Stasera – 168 anni dopo – la Polizia di Stato vuole ringraziare gli operatori sanitari che con il loro straordinario impegno e pagando a loro volta un altissimo prezzo, hanno salvato moltissime vite.

Durante la serata, condottata dalla giornalista Valentina Bisti, saranno ricordate le vittime della pandemia ed in particolare coloro che hanno lavorato in prima linea per assistere la popolazione: personale sanitario, servizi pubblici essenziali, Forze dell’ordine e tra questi i poliziotti Giorgio Guastamacchia, Maria Sparagana e Valter Capussotto.

Dopo un breve intervento del direttore sanitario dell’Istituto Lazzaro Spallanzani Francesco Vaia, sarà conferito il titolo di poliziotto ad honorem a Luigi Cavanna, direttore del Dipartimento Oncoematologia dell’Azienda USL di Piacenza, ed alla dott.sa Enza Anemolo, infermiera e case manager presso il San Donato Habilita di Osio Sotto in provincia di Bergamo. Si tratta di un importante riconoscimento per la costante condivisione dei valori di servizio, di impegno e di prossimità al cittadino che caratterizzano la Polizia di Stato.

Nel corso della serata, sarà presentato il libro “La sanità della Polizia di Stato al tempo del Coronavirus”, curata dalla Direzione Centrale di Sanità della Polizia di Stato i cui operatori hanno condiviso le fatiche del picco epidemiologico. Il testo raccoglie la produzione documentale che nel corso dei mesi è stata necessaria per la stesura delle circolari e delle linee guida comportamentali per gli operatori di polizia al fine del contenimento dei contagi e della gestione dei casi positivi.

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La Banda musicale eseguirà diversi brani nel corso dell’evento, dedicando un momento all’indimenticabile Maestro Ennio Morricone.

Il concerto sarà trasmesso in diretta su Facebook e vedrà la straordinaria e generosa partecipazione del maestro Claudio Baglioni, uno degli artisti italiani da sempre promotore dei valori sociali e di solidarietà e il prezioso contributo del grande sassofonista Stefano di Battista.

La serata si concluderà con l’Inno nazionale eseguito dalla Banda musicale e cantato da Claudio Baglioni, mentre il Palazzo del Viminale si vestirà con il tricolore grazie all’intervento di ACEA e resterà così illuminato.

Il concerto, che sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Polizia di Stato, sul  canale YouTube della Polizia di Stato e sul sito www.poliziadistato.it

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Libano, UNIFIL: i caschi blu italiani ricevono la United Nations Medal

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Shama (Libano), 11 luglio 2020 – Oltre 250 le UN Medal consegnate l’8 luglio ai caschi blu  italiani del Sector West. Una rappresentanza degli oltre 1000 peacekeeper dell’Esercito Italiano e dei quasi 3000 colleghi delle 15 nazioni impegnate nel sud del Libano sotto comando italiano. 

La Medal Parade è la cerimonia che sancisce l’impegno di uomini e donne, il loro servizio sotto egida delle Nazioni Unite, la loro competenza e professionalità a favore della collettività.

“Il conferimento della UN Medal si arricchisce oggi di significato – ha ricordato il comandante del Sector West, generale di brigata Diego Filippo Fulco – voi avete dimostrato spirito di sacrificio, flessibilità e capacità di adattamento, caratteristiche che vi hanno permesso, ci hanno permesso di tener fede al nostro mandato nonostante le difficoltà dettate dall’emergenza sanitaria che ci ha posto a confronto con problematiche nuove e imprevedibili.”

La UN Medal racchiude simbolicamente le oltre 250 attività quotidiane, le 50 pattuglie sulla Blue Line, i più di 1300 progetti di cooperazione civile-militare, il supporto alle Lebanese Armed Forces ma anche le tante esercitazioni multinazionali, l’aiuto alla popolazione, la salvaguarda della stabilità, l’impegno per la sicurezza, in una parola il peacekeeping.

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Missione in Afghanistan: proseguono gli incontri istituzionali al TAAC-WEST

2. Un momento dell'incontro

Herat, 11 luglio 2020 – Proseguono gli incontri istituzionali del Comandante del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) con le autorità della regione di Herat, finalizzati alla valutazione delle condizioni generali di sicurezza dell’area, a quattro mesi dalla storica firma degli accordi di Doha per l’avvio del processo di pace e stabilizzazione dell’Afghanistan.

Nei giorni scorsi, il generale di brigata Enrico Barduani ha incontrato, a Camp Arena, il governatore della provincia di Herat, Sayed Abdul Wahid Qattali, con il quale ha avuto un ampio e proficuo scambio di informazioni sui principali aspetti legati all’attuale situazione dell’Afghanistan occidentale.

Nel corso del colloquio, svoltosi in un costruttivo clima di cordialità, il comandante del TAAC-WEST e il governatore hanno ampiamente discusso della situazione di sicurezza nella città di Herat e delle maggiori preoccupazioni legate alla gestione del valico confinario con l’Iran, resa critica, in particolare in questo momento, dalle difficoltà derivanti dall’emergenza covid-19, che sta avendo pesanti ripercussioni sui movimenti di persone e merci, e sui traffici economici dell’area.

Qattali ha inoltre espresso l’auspicio che, in un momento particolare come quello attuale, le forze della coalizione possano incrementare il supporto in favore delle istituzioni locali, sostenendo con maggior vigore e determinazione le attività operative delle forze di sicurezza afgane (ANDSF), impegnate per la tutela e la salvaguardia della popolazione e del territorio.

1. Il Generale Barduani con il Governatore Qattali

Il TAAC-WEST, comando NATO a guida italiana attualmente su base 132^ brigata corazzata “Ariete”, in cui operano uomini e donne dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri, è responsabile nell’ambito dell’operazione “Resolute Support” della parte occidentale dell’Afghanistan, che comprende le province di Herat, Badghis, Farah e Ghor, per un’estensione territoriale pari all’intero Nord Italia e una popolazione di circa quattro milioni di abitanti.

È composto da militari di 8 nazioni (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America, oltre all’Italia) che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle Istituzione e delle Forze di Sicurezza afgane, impegnate nella creazione di adeguate condizioni di sicurezza e prosperità per la popolazione locale.

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Esercitazione “UNA ACIES 2020”: gli istituti di formazione dell’Esercito Italiano di nuovo in campo

Foto 3 Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell'Esercito in a...

Torino, 08 luglio 2020 – Nei prossimi giorni, per la durata di tre mesi, circa 1000 frequentatori dell’Area della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, provenienti dal Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, dall’Accademia Militare di Modena e dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, inizieranno l’esercitazione congiunta denominata “UNA ACIES 2020”.

Le attività addestrative si svolgeranno contemporaneamente presso le Scuole d’Arma e di Specialità (Scuola di Fanteria, Scuola di Cavalleria, Comando di Artiglieria, Comando di Artiglieria Contraerea, Comando Genio, Scuola dei Trasporti e Materiali, Scuola di Commissariato e Centro Addestramento di Paracadutismo); Comandi vari (Comando Militare della Capitale, Comando dei Supporti Logistici, Direzione di Amministrazione dell’Esercito); presso le vaste aree addestrative del poligono di Monte Romano (Viterbo) e di Torre Veneri (Lecce),  ed in parte anche nelle rispettive sedi di servizio per i corsi in e-learning tenuti dal Comando Trasmissioni e dalla Scuola Telecomunicazioni Forze Armate.

Foto 4 Propedeutica tiri Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali ...

Le attività addestrative saranno un momento fondamentale per la verifica operativa delle capacità raggiunte a livello dottrinale, dai frequentatori degli Istituti di Formazione.

L’addestramento a favore di Ufficiali, Marescialli, Allievi Ufficiali ed Allievi Marescialli prevederà varie attività:

  • le squadre e plotoni di fanteria a fuoco con armi portatili e di reparto,
  • corso di istruttore al combattimento in aree urbane,
  • pattuglie diurne e notturne in ambiente non permissivo,
  • impiego dei principali mezzi e sistemi d’arma in dotazione alla fanteria, alla cavalleria (Blindo Puma, Centauro e Carro Ariete), all’artiglieria (FH70),
  • procedure per la difesa nucleare biologica, chimica e ambientale,
  • addestramento con esplosivi, impiego dei mezzi e dei materiali del genio (Ponte Bailey),
  • corso di protezione delle forze,
  • sicurezza delle comunicazioni, cyber defence, 
  • corso scorte tecniche,
  • impiego dei mezzi mobili campali,
  • corso di pattugliatore scelto e di abilitazione al lancio con il paracadute ad apertura vincolata.

La molteplicità delle attività addestrative di “UNA ACIES 2020” svolta dagli uomini e dalle donne dell’Area della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito Italiano, costituiscono una rilevante occasione di crescita per i futuri quadri dell’Esercito, riuniti “in un’unica schiera”.

Foto 1 Ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione in partenza ...

Tutte le attività logistiche ed addestrative vengono condotte nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia di pandemia COVID-19.

Foto 2 Allievi Ufficiali dell'Accademia Militare in partenza per Una Aci...

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Polizia Postale: smantellata organizzazione criminale dedita alla commissione di frodi informatiche in tutta Europa

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Genova, 07 Luglio 2020 – Un impressionante giro di frodi informatiche tra l’Italia e la Romania, per un totale di oltre 20 milioni di euro all’anno di profitti illeciti, era il fulcro dell’attività criminale di una delle più importanti associazioni a delinquere transnazionali sinora scoperte in questo settore, smantellata questa mattina dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel corso di una vasta operazione coordinata dalla Procura di Genova. 

Sono state 13 le persone arrestate sia in Italia che in Romania all’alba di questa mattina, al termine di un blitz messo a segno da oltre 50 poliziotti della Polizia Postale in collaborazione con il dipartimento per il contrasto alla criminalità organizzata della Polizia rumena.

Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Genova, insieme alle perquisizioni locali ed informatiche ed ai sequestri di ville, automobili ed esercizi commerciali riconducibili all’organizzazione, arrivano a conclusione di un lavoro certosino durato altre 2 anni  che ha visto Polizia e Magistratura lavorare in stretto contatto con le Agenzie europee Europol, Eurojust e con le Autorità rumene, e che ha permesso ricostruire un disegno criminoso che, per vastità e completezza, può ben definirsi una sorta di quadro d’insieme delle attività della criminalità organizzata nel campo del cybercrime finanziario.

IL MODUS OPERANDI

Il compimento delle frodi informatiche

Tutto iniziava da un primo livello dell’organizzazione, costituito da batterie di hacker bene addestrati ed operanti dalla Romania, responsabili di un’ampia casistica di frodi informatiche:

  • dalle ben note truffe online, per l’acquisto di beni e servizi su portali di e-commerce;
  • alle truffe, altrettanto diffuse soprattutto in periodi feriali, per l’affitto di inesistenti case-vacanza;
  • al phishing informatico, consistente nella diffusione di virus destinati alla sottrazione di password e dati personali attraverso false email;
  • al phishing attuato mediante siti-clone, vale a dire siti internet apparentemente identici agli originali, ma creati al solo scopo di carpire codici e dati personali

La centrale del riciclaggio in Italia

Una volta portate a termine le frodi subentrava la necessità di “ripulire” il denaro illecitamente guadagnato, ed è proprio qui che si attivava il braccio italiano dell’organizzazione criminale, l’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale e composta dai soggetti oggi arrestati. Questi, come un vero e proprio factoring criminale, cui veniva “esternalizzato” il servizio di riscossione, mettevano a disposizione numeri di conto corrente italiani su cui l’organizzazione rumena bonificava i proventi delle frodi, che venivano ripuliti, incassati, decurtati di una percentuale del 35-40% trattenuta in Italia a titolo di provvigione per il servizio reso, ed infine e traspostati in contanti oltre frontiera.

Più in particolare, i capi dell’organizzazione in Italia, due cittadini rumeni di 52 e 49 anni residenti a Genova, con le rispettive consorti, tutti formalmente disoccupati e pressoché nullatenenti, gestivano a Genova, sin dal 2018, una rete di procacciatori incaricati di reclutare, tra le fasce più bisognose della popolazione, soggetti prestanome disposti a mettere a disposizione – dietro un modesto compenso – la loro identità per l’apertura di moltissimi conti correnti. Su tali conti, che venivano in realtà gestiti dai capi dell’Organizzazione, confluivano centinaia di bonifici da tutto il mondo, frutto delle frodi informatiche.

L’ultima catena (“Last Chain”) era appunto, come spesso accade nelle più articolate indagini di criminalità organizzata, quella del riciclaggio, ed era strutturata a livello piramidale. I Capi potevano contare su un livello di “procacciatori”, incaricati di reclutare i prestanome per l’apertura dei conti, nonché su un livello di “corrieri” (noti alle polizie internazionali col termine di “Money Mules” – letteralmente “Muli di denaro”), incaricati di prelevare il denaro dai conti correnti, occultarlo in appositi nascondigli ed infine organizzare le cd. « carrozze » (furgoni, pullman o autovetture proprie o prese a noleggio) con i quali il contante veniva fisicamente trasportato oltre frontiera in Romania.

LE ATTIVITA’ INVESTIGATIVE

Un meccanismo ben collaudato ed altamente remunerativo dunque, che è stato possibile scardinare grazie al lavoro investigativo, a livello nazionale ed internazionale, compiuto in circa 2 anni, fatto di intercettazioni informatiche, telefoniche ed ambientali, servizi di pedinamento oltre frontiera, e complesse indagini informatiche.

La Polizia Postale sin dal luglio del 2018, ripercorrendo in maniera certosina le tracce informatiche e finanziare lasciate dai criminali, ne tracciava tutti gli spostamenti sia in Italia che all’estero.

L’attività svolta dalle agenzie europee Europol ed Eurojust, realizzando il coordinamento tra l’autorità giudiziaria e la polizia italiana con i colleghi rumeni, ha permesso la prosecuzione congiunta e sinergica delle attività investigative nei due Paesi, lo scambio informativo in tempo reale e la pianificazione dell’attività operativa svoltasi nella mattinata odierna.

Proprio al contrasto del fenomeno del cyber-riciclaggio attraverso l’impiego di Money Mules, le due agenzie europee dedicano, del resto, un’azione operativa annuale (l’azione EMMA – European Money Mules Action) che vede l’Italia, attraverso la Polizia Postale e le Magistratura, prender parte attiva, collocandosi stabilmente tra i primi Pesi in termini di risultati ottenuti.

GLI ARRESTI, LE PERQUISIZIONI ED I SEQUESTRI

All’alba di questa mattina, un complesso dispositivo operativo è stato messo in campo per assicurare il buon esito delle operazioni.

In Italia, oltre 50 uomini e donne della polizia postale sono stati impiegati sul territorio nazionale e nella città rumena di Valcea, di supporto alle autorità locali, eseguendo, contestualmente agli arresti disposti dal GIP di Genova, anche perquisizioni presso il domicilio, presso locali commerciali ed all’interno dei dispositivi informatici in uso agli indagati.

Nel corso dell’operazione odierna sono state sequestrate, sia in Italia che in Romania, appartamenti, ville, attività commerciali ed autovetture, acquistati nel tempo dall’Organizzazione criminale grazie ai notevoli profitti illeciti accumulati ai danni di cittadini in tutta Europa.

LE INTERCETTAZIONI

Al fine di una migliore comprensione, ecco riportati alcuni brevi stralci dei dialoghi intercorrenti tra i membri dell’associazione a delinquere.

Il soggetto in Romania, detto “BOSS”, non appena conclusa con successo una frode informatica ai danni di una vittima residente in uno Paesi europei interessati, contatta il capo dell’organizzazione italiana, detto “CASSIERE”.

Il CASSIERE contatta la sua rete di procacciatori di Money Mules, per annunciare la prossima ricezione di un bonifico dall’estero e farsi indicare un numero di conto corrente italiano da girare in Romania per l’effettuazione del bonifico stesso:

“<<Stai tranquillo che adesso dovrebbe arrivare il calendario.>>. Ha ricevuto un altro su un’altra linea. Lo stesso percentuale.

B: ……..

F: Il calendario, si! Per come vengono fatti i pagamenti. Io potrò …….per entrare tutti con la stessa ……… Per sapere come vengono gestionati i soldi

 -omissis-

Valentin dice che le “Arance” sono pronte oggi e che sono state caricate.

Valentin dice che Balù è andato verso le 16.00 e che Boss lo stressava perchè ci sono stati dei problemi sul sistema per quelli internazionali in tutta l’Italia.

Ionut dice che hanno cambiato anche il tetto di copertura e Valentin conferma.

-omissis-

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Attraverso chat di Whatsapp, Signal e messaggistica ICQ, emerge anche l’abitudine dei criminali nel fare attività di pulizia e di eliminazione di files compromettenti, per cancellare le prove

“Balù risale e Valentin dice che stava cancellando delle cose sul telefono.

V: Ti ha dato?

B: Certo. 17,50

V: Quando ti ho mandato quello già ……….

Balù dice di andare a provare anche Nervi, quello che era bloccato, perchè ha un presentimento che funzioni. Balù chiede se quelli hanno già cancellato e Vali dice di no”

L’attività propria dell’organizzazione italiana di reclutare i money mules si conclude con l’accompagnamento del “mulo” presso l’istituto bancario, da cui ne esce mettendo nelle mani del procacciatore tutta la documentazione, comprese le password, le schede telefoniche e gli altri strumenti informatici utili alla gestione da remoto del conto corrente:

Una volta incassate le somme illecite, l’associazione criminale pianificava viaggi in Romania per trasportare le ingenti quantità di denaro oltre confine, a mezzo delle “carrozze”:

V: Ti do 10-15.000 che così il padrino (ndr: Florin) gli da al Boss.

D: Beh si, se hai, mi dai…alla fin dei conti…

V: Dai che così mi libero di loro…

D: Li metto nel televisore.

V: Si, perchè se poi vado via…non ho voglia di rimanere con dei soldì e se mai la prossima settimana se dovrà venire quello (ndr: il corriere) dovrà venire da quelle parti, a Verona, Brescia…

D: Cosa?

V: La carrozza (ndr: si rif. alla macchina del corriere)

D: Si certo.

“Carrozze che venivano infine intercettate e perquisite dalla Polizia:       

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Il prefetto di L’Aquila in visita ufficiale al Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”

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L’Aquila 7 luglio 2020 – Il prefetto della provincia di L’Aquila, dottoressa Cinzia Torraco, ha visitato ieri mattina la sede del Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”. Il colonnello Marco Iovinelli, comandante della caserma, l’ha accolta all’ingresso della caserma con gli onori militari a cura di un picchetto armato del 9° reggimento alpini. Il prefetto si poi è recata nell’ufficio del comandante, che le ha illustrato la storia, i compiti e le attività svolte dal comando e anche dagli uffici dipendenti, di recente acquisizione, dislocati nelle sedi di Chieti e di Campobasso.

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La dottoressa Torraco durante la visita ha potuto constatare il livello di integrazione nel territorio del comando con particolare riferimento alle attività presidiarie, promozionali, alle iniziative adottate per il collocamento al lavoro dei militari congedati senza demerito e a quelle di raccordo con le istituzioni locali. Ampio rilievo è stato dato a tal proposito agli accordi conclusi con gli enti aventi causa che prevedono l’ampliamento e rinnovamento del patrimonio abitativo destinato ai militari in servizio.

Al termine dell’evento, il Prefetto ha espresso piena soddisfazione per l’operato svolto dal CME “Abruzzo Molise”, ringraziando il personale per la costante e qualificata vicinanza alla comunità locale e alle istituzioni.

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