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Difesa: “Triveneto 2018” impegno italiano alla presidenza dell’Osce del 2018, presentati nuovi sistemi d’arma

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Istrana (TV)/Palmanova (UD), 21 aprile 2018 –  Si è conclusa ieri, 20 aprile, l’attività “Triveneto 2018” organizzata dall’Ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa, sotto l’egida dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), all’insegna della trasparenza e della cooperazione militare allo scopo di incrementare la fiducia e la sicurezza reciproche, nonché di adoperarsi per il conseguimento del disarmo, in linea con il Documento di Vienna del 2011, di cui il nostro Paese è firmatario.

L’evento, cominciato lo scorso lunedì 16 aprile, ha visto la partecipazione di 61 delegati, provenienti da 33 Stati membri dell’OSCE e Nazioni partner per la Cooperazione asiatica e del Mediterraneo, nonché da una rappresentanza del NATO Head Quarters di Bruxelles e del Conflict Prevention Center (CPC) OSCE di Vienna.

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L’attività, gestita dal Comando delle Forze Operative Nord dell’Esercito, si è sviluppata attraverso la visita a un reparto operativo dell’Esercito e ad una base aerea dell’Aeronautica, per presentare, per la prima volta sul continente europeo, nuovi sistemi d’arma “multinazionali”, soddisfacendo appieno l’applicazione delle misure di confidence building dell’OSCE.

Durante la settimana di visite i delegati hanno infatti avuto l’opportunità di essere ospitati presso il reggimento “Genova Cavalleria” (4°), inquadrato nella Brigata dell’Esercito “Pozzuolo del Friuli” e di stanza a Palmanova (UD), e presso il 51° Stormo, appartenente al Comando delle Forze da Combattimento (CFC) dell’Aeronautica Militare e di base a Istrana (TV). In particolare, proprio in quest’ultimo Ente, i delegati hanno potuto prendere visione, per la prima volta in assoluto in Europa, dell’elicottero HH-101-A “Ceasar” e del velivolo F-35A “Joint Strike Fighter”, entrambi di recente introduzione in servizio.

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A testimonianza dell’attenzione conferita a questa particolare attività, le delegazioni, ricevute dal comandante della brigata “Pozzuolo del Friuli”, generale di brigata Giovanni Parmiggiani, e dal comandante del CFC, generale D.A. Silvano Frigerio, hanno potuto assistere anche ad attività dimostrative delle capacità operative esprimibili dai due reparti visitati, hanno acquisito importanti elementi di informazione afferenti all’organizzazione, all’impiego, al funzionamento delle Forze Armate italiane, nonché al processo di trasformazione in atto sulla base delle linee guida tracciate dal Libro Bianco.

Le parole di apprezzamento del delegato canadese, spokesperson della delegazione, che ha elogiato l’apertura, la trasparenza e l’efficacia dell’organizzazione da parte delle Forze Armate italiane, sono la migliore attestazione della perfetta rispondenza di quanto posto in essere ai requisiti e allo spirito del Documento di Vienna.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa 
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Iraq: terminata l’operazione “Prima Parthica”, formati nuovi istruttori militari iracheni

AIC nuovi istruttori Militari

Erbil, Iraq, 20 aprile 2018 – Si è concluso nei giorni scorsi un intenso periodo addestrativo della durata di 24 settimane, condotto dagli istruttori dell’Esercito Italiano inseriti nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC) a favore di 30 sottufficiali -selezionati dal Ministero dei Peshmerga- inquadrati nelle Forze di Sicurezza della Regione Autonoma del Kurdistan Iracheno.

L’Advanced Instructor Course (AIC) ha avuto l’obiettivo di addestrare le unità della Kurdish Security Forces (KSF) su un’ampia gamma di argomenti, con lo scopo di fornire la capacità alle KSF di auto-sostenersi nell’addestramento.

In particolare, l’addestramento si è concentrato su una combinazione di attività in grado di fornire ai futuri istruttori nozioni ed esempi pratici su come pianificare, organizzare e condurre lezioni teorico-pratico, sia a livello squadra che a livello plotone, su tematiche che riguardano check points, posti di osservazione, force protection, movimenti di  pattuglia in ambiente urbano e non urbano, uso e maneggio delle armi e nozioni di base sugli esplosivi.

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L’AIC rappresenta lo sforzo principale del KTCC. Al termine del corso, infatti, gli stessi istruttori formati saranno a loro volta in grado di condurre l’addestramento delle unità Peshmerga senza l’ausilio dei militari della Coalizione.

I rappresentanti delle Forze di Sicurezza del Kurdistan Iracheno, intervenuti alla cerimonie di consegna degli attestati di partecipazione, hanno espresso grande soddisfazione per l’eccellente livello addestrativo raggiunto dai frequentatori. 

Il KTCC è composto da oltre 350 militari provenienti da 8 nazioni europee, tra cui Italia, Germania, Olanda, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria e Slovenia,  facenti parte della “coalizione Globale”, creata nel settembre 2014, per sconfiggere il terrorismo internazionale e DAESH. L’Italia contribuendo con circa 110 istruttori dell’Esercito è il maggiore contributore e, a turnazione con la Germania, fornisce il comandante dell’organizzazione addestrativa internazionale.

Il personale addestrato dal KTCC ha preso parte ai combattimenti contro il sedicente stato islamico e continua a garantire la sicurezza delle aree ormai liberate da ISIS testimoniando lo sforzo nazionale compiuto -ed ancora in atto- per la sconfitta di DAESH e del terrorismo internazionale.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: i Granatieri di Sardegna celebrano il 359 anniversario dalla loro fondazione

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Roma, 19 aprile 2018 – Si è svolta ieri a Roma nella caserma “A. Gandin”, sede del comando brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna e del 1° reggimento Granatieri, la cerimonia del 359° anniversario dalla fondazione dei Granatieri.

L’atto di nascita dei Granatieri avvenne con l’editto ducale del 18 aprile 1659 che sancì la fondazione del reggimento delle “Guardie”, frutto di una profonda riforma organica voluta dal duca di Savoia, Carlo Emanuele II, per riorganizzare il suo esercito. Al sistema della milizia chiamata per il tempo di guerra ed a quello di reggimenti assoldati di proprietà dei Comandanti, sostituì il sistema di avere dei reggimenti permanenti.

Il 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”, il 2° battaglione Granatieri “Cengio” e un’aliquota del reparto comando e supporti tattici della brigata si sono schierati alla presenza del comandante della brigata, generale di brigata Paolo Raudino e di autorità civili e militari.

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Il generale di brigata Paolo Raudino, comandante della grande unità e del raggruppamento Lazio – Umbria – Abruzzo, che annovera circa 2.100 soldati impiegati nell’operazione Strade Sicure, nel suo discorso ha voluto ricordare l’operato, la dedizione e la professionalità che ha contraddistinto i Granatieri in questo ultimo anno che, con un lavoro costante e professionale ha permesso alla brigata di ottenere risultati edificanti sotto tutti i punti di vista e li ha esortati a continuare ad impegnarsi: ”Siate sempre professionisti seri e volitivi, solo con l’amore per il proprio lavoro e la voglia di ben figurare si riusciranno a raggiungere i traguardi che i Granatieri hanno conseguito nei loro 359 anni di storia…Ricordatevelo!”.

Dal 4 agosto 2008 i Granatieri sono impegnati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure in concorso e congiuntamente con le Forze di Polizia, per il presidio del territorio, delle principali aree metropolitane, snodi ferroviari e la sorveglianza di siti sensibili.

Nel corso dell’ultimo anno, i Granatieri hanno svolto circa 1.300 pattuglie, posto in stato di fermo quasi 750 persone e contribuito all’arresto di 44 individui.

Oltre all’impiego in Patria, i Granatieri sono stati impiegati anche in Operazioni all’estero, in Libano, Kosovo e Afghanistan.

Altrettanto significativo, è stato l’apporto fornito dai Granatieri nelle più importanti attività di alta rappresentanza nella città di Roma.

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Fonte e immagini: Comando brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna
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Polizia di Stato e Consip insieme per contrastare il cybercrime

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Roma, 19 aprile 2018 – È stato siglato oggi a Roma dal capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli e dall’amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa, il protocollo di collaborazione per la prevenzione di crimini informatici a tutela dell’infrastruttura informatica e della piattaforma di e-procurement di Consip.

L’accordo è stato stipulato in attuazione del decreto del ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008 che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale ovvero i sistemi ed i servizi informatici di supporto alle funzioni istituzionali di diversi enti, pubblici e privati operanti in settori strategici per il Paese. Senza dubbio anche i sistemi informatici e le reti telematiche di Consip, in particolare la piattaforma di e-procurement possono annoverarsi in questa categoria in quanto funzionali allo svolgimento delle attività strategiche che l’azienda gestisce: da un lato, la realizzazione del Programma di razionalizzazione degli acquisti per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze; dall’altro, il ruolo di procurer per singole amministrazioni e per le gare a supporto dell’Agenda digitale italiana costituiscono una risorsa fondamentale per un’efficace attuazione della mission della Società.

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L’intesa ha per obiettivo l’adozione condivisa di procedure d‘intervento e scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici di matrice terroristica e criminale che potrebbero avere ad oggetto l’infrastruttura Consip. La cybersecurity è, infatti, non solo una necessità, ma una priorità, che la Polizia di Stato e Consip intendono garantire attraverso interventi integrati, volti alla condivisione informativa e alla gestione congiunta degli eventi.
Tale attività, che per la Polizia di Stato sarà svolta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) della Polizia Postale e delle Comunicazioni, avrà ad oggetto:

  • la condivisione e l’analisi di informazioni idonee a prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti alle infrastrutture critiche informatiche gestite da Consip
  • la segnalazione di emergenze relative a vulnerabilità, minacce ed incidenti che pregiudichino la regolarità dei servizi di telecomunicazione
  • l’identificazione dell’origine degli attacchi contro infrastrutture critiche del Sistema Paese, che abbiano come destinazione le infrastrutture tecnologiche gestite da Consip o che da queste traggano origine 
  • la realizzazione e alla gestione di attività di comunicazione reciproca per fronteggiare situazioni di crisi.

Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Roberto Sgalla e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi.

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Fonte: Polizia di Stato
Immagini: © Matteo Losito per la Polizia di Stato
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Qatar: il generale Graziano fa visita al generale Al Ghanim

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Qatar, 19 aprile 2018 – È terminata oggi la visita del generale Claudio Graziano in Qatar. Due giorni durante i quali il capo di Stato Maggiore della Difesa ha incontrato il suo omologo, il generale Ghanim Bin Shaeen Al-Ghanim, e accompagnato dall’ambasciatore d’Italia a Doha, Pasquale Salzano, ha visitato il National Security Shield ed ha incontrato vertici politici e militari.

La visita di oggi segue l’incontro avvenuto a Roma nel marzo 2016. Al termine il generale Graziano ha sottolineato “tra Italia e Qatar esistono rapporti di amicizia e fiducia, stiamo incrementando la cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza, specialmente in questo momento attuale dove viviamo un momento di profonda instabilità e dobbiamo affrontare crisi complesse, multidisciplinari e globali che necessariamente devono coinvolgere tutti gli attori della comunità internazionale”

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Nei colloqui i due generali hanno analizzato la situazione geostrategica di comune interesse, specialmente nella zona medio-orientale, e possibili ambiti futuri di collaborazione tecnica-militare tra le Forze Armate italiane e quelle qatariote. 

Il Qatar è alleato con l’Italia nella lotta contro Daesh e ospita il “Combined Air Operations Center” (CAOC) delle forze americane, “fondamentale per il successo nelle operazioni condotte nella lotta contro il terrorismo internazionale” ha aggiunto il generale Graziano.

 

Tra Italia e Qatar è in atto sin dal 2002 una cooperazione bilaterale militare strutturata con riunioni periodiche, l’ultima è stata nel febbraio scorso, e la firma di Piani di Cooperazione a cadenza annuale, in particolari settori ad alto valore tecnico-operativo, come l’addestramento congiunto dei paracadutisti dell’esercito, dei piloti dell’aviazione qatariota e la formazione e l’addestramento dei Carabinieri, per costituire in Qatar una forza di polizia a status militare per attività di ordine pubblico, protezione VIP e antiterrorismo. Frequenti sono gli incontri tra i due Paesi, l’ultima visita risale allo scorso marzo quando una delegazione qatariota si è recata nella sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito a Viterbo. I militari qatarioti, inoltre, sono regolarmente ammessi agli istituti di formazione nazionali (ISSMI, IASD, Accademia Navale). “La cooperazione bilaterale che esiste da anni tra i due Paesi è ormai solida e ben strutturata. particolarmente importante per la Difesa italiana è il rapporto tra le forze armate di Italia e Qatar”.

Il centro National Security Shield è gestito dal Qatar Border Guards and Coast Guards e dal 2014 è a disposizione del Ministero dell’Interno e delle Forze Armate, con capacità di monitorizzare e controllare tutte le acque territoriali ed i confini terrestri del Qatar. Ora il suo direttore è il Generale pilota Muhammad Abdul Latif Al Manai.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Aeronautica Militare: gli allievi del corso “Vulcano” giurano fedeltà alla Patria

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Roma, 19 aprile 2018 – Settantotto allievi del corso Vulcano hanno giurato fedeltà alla Patria, ieri mattina alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, e di numerose autorità civili, militari e religiose, ma soprattutto dei genitori dei giovani giuranti.

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Con il tradizionale “lo giuro!” i giovani allievi si sono impegnati ad onorare gli ideali di lealtà, coraggio e senso del dovere tipici della condizione di appartenente alle Forze Armate. Durante la cerimonia si è svolto anche il battesimo del corso, in cui il gagliardetto – attraverso un ideale passaggio di consegne tra i padrini delle generazioni dei precedenti corsi Vulcano – è stato affidato al capo corso del Vulcano V. Entrambi i momenti sono stati accompagnati dal passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), che ha disteso in cielo il suo tradizionale tricolore.

Il ministro della Difesa, rivolgendosi ai giovani che si sono impegnati solennemente di fronte alla F.A. e alla loro comunità, ha ricordato loro che “si parla spessissimo di diritti, ma non dobbiamo mai dimenticare che i diritti devono essere accompagnati anche dai doveri e dal rispetto delle regole. Oggi, con il giuramento, impegnandovi in modo profondo, per la vita, state ricordando a tutto il Paese che esistono anche i doveri”. Ha poi invitato i ragazzi a seguire sempre le proprie passioni, in quanto sono proprio queste “che vi portano a scegliere quella che non è solo una professione ma anche e soprattutto una missione. Dentro la vostra missione sta il meglio della vostra essenza.

Qui vi formerete con standard altamente qualificati. Non è un caso che sempre più spesso c’è una richiesta pressante per potersi formare con la nostra Aeronautica Militare: una tradizione che mette insieme innovazione e valori. L’internalizzazione è oggi una parte fondamentale della formazione dei militari italiani perché tutte le sfide della sicurezza si giocano non da soli ma insieme a tutta la comunità alleata di cui facciamo parte.”

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Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, nel suo discorso ai giurandi, ha detto loro: “Il vostro futuro aeronautico, cari allievi, sarà complesso ed impegnativo ma altrettanto esaltante per l’opportunità che vi viene offerta di diventare parte integrante di una realtà operativa all’avanguardia. Oggi vi dò ufficialmente il benvenuto nell’Aeronautica 4.0, la nuova era della nostra Forza Armata. Un’Aeronautica consapevole delle minacce e delle sfide, determinata a contribuire attivamente alla costruzione del futuro della nostra nazione con una missione ambiziosa ma necessaria: quella di ampliare e ridisegnare le capacità della FA per essere sempre più integrati e utili al paese, realizzando un’attività di pensiero collettivo ispirato alla continua innovazione ed aperta condivisione delle idee oltre al creare un ambiente lavorativo dove ognuno di noi possa realizzare se stesso sotto il profilo etico, morale, professionale ed intellettuale. Il futuro vi appartiene cari allievi del Vulcano V. Siate fieri della vostra scelta e pronti ad onorare i vostri ideali con il coraggio dell’azione affinché possiate essere sempre orgogliosi del vostro modo di essere.”

Il comandante dell’Accademia Aeronautica, generale di brigata aerea Enrico Degni, rivolgendosi ai veri protagonisti di questa cerimonia: “… Da oggi in poi, la vostra vita sarà un continuo susseguirsi di prove e di attività nelle quali vi ritroverete ad agire e scegliere tenendo fede al solenne impegno ad essere buoni cittadini, servitori della Patria, persone oneste, leali e coraggiose, perseguendo valori spesso poco compresi, ma di cui credo che il nostro Paese abbia un impellente bisogno. Vi aspettano anni esaltanti e grandi sacrifici, alla ricerca di un equilibrio tra la sfera privata e un impegno che sarebbe riduttivo definire solo lavoro. Vi aspetta una vita particolare, in un futuro complesso e imprevedibile, nel quale sarete chiamati a coprire ruoli di responsabilità e a prendere decisioni”.

Come da tradizione, contestualmente alla cerimonia, è stata celebrata “la giornata in onore delle Medaglie d’Oro al Valor Militare” con la lettura del messaggio augurale inviato al corso Vulcano V dal gruppo dei decorati di medaglie d’oro.

I settantotto frequentatori – 56 uomini e 22 donne – sono stati selezionati tra oltre 6000 candidati ed appartengono a diversi ruoli: 39 piloti, 10 del ruolo delle armi, 14 ingegneri, 8 commissari e 7 medici. Nel loro percorso accademico, in accordo alle attività di cooperazione internazionale svolte dall’Aeronautica Militare nel campo della formazione, i giovani cadetti sono affiancati da 11 allievi stranieri, provenienti da 7 diverse nazioni. Diventano così sette i corsi attualmente presenti presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, in cui sono suddivisi i circa 500 frequentatori che stanno affrontando le differenti fasi della loro formazione.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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OSCE: l’Italia presenta due nuovi sistemi d’arma, l’elicottero HH101A e il caccia F35A

(di Monica Palermo) – Istrana (TV), 18 aprile 2018 – L’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), quest’anno a presidenza italiana, ha presentato due nuovi sistemi d’arma  per l’Aeronautica Militare: l’elicottero HH101A e il caccia F-35A “Joint Strike Fighter”. L’Italia è stato il primo paese a mostrare il velivolo di 5^ generazione.

La presentazione è avvenuta in un clima di trasparenza e cooperazione, durante la terza giornata della manifestazione “Triveneto 2018” sotto l’egida dell’OSCE, dove sono intervenute, oltre alle rappresentanze dell’OSCE e della NATO, delegazioni militari di: Austria, Belgio, Canada, Cipro, Croazia, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Kazakhstan, Lituania, Montenegro, Marocco, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tajikistan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria. 

Durante la manifestazione, ubicata da Treviso a Udine, le delegazioni hanno visitato il reggimento Genova Cavalleria di Palmanova e il 51° stormo di Istrana.

L’evento, che si è svolto dal 16 aprile e che terminerà il 20,  è stato organizzato dall’ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa.

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L’HH-101A, indicato con la denominazione “Caesar” nella versione dell’Aeronautica Militare, è un elicottero di ultimissima generazione che espleta più ruoli tra i quali quello di supporto aereo alle operazioni speciali, quello di Slow Mover Interceptor (intercettazione di aeromobili lenti) nonché di Personnel Recovery, ossia del recupero di persone, civili e militari, in situazione di difficoltà in aree di crisi.

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​Il velivolo Joint Strike Fighter è un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione dotato di uno spettro di capacità operative tale da consentire lo svolgimento contemporaneo ed autonomo di tutte le missioni della dottrina aerotattica. 

Le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio, conferiscono al velivolo un potenziale di assoluto rilievo che, unito ad innovative capacità di comunicazione e condivisione real-time delle informazioni essenziali (capacità Net-Centric), fornisce al pilota una gestione del teatro d’operazione senza eguali, rendendo il JSF un assetto pregiato che s’inserisce perfettamente nel moderno contesto operativo.
Per queste sue peculiari caratteristiche, il velivolo JSF è stato scelto come il sistema d’arma più idoneo per le prime linee operative di molte nazioni alleate.
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Immagini: Stato Maggiore Difesa
Fonte: riservata / Twitter di SMD
(le descrizioni dei velivoli prese dal sito dell'Aeronautica e Wikipedia)
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