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Archivi categoria: Comunicati stampa SMD

Capo di SMD, generale Graziano: necessaria una risposta globale e coordinata per contrastare il terrorismo

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Venezia, 20 ottobre 2017 – “Occasioni come questo simposio indicano chiaramente una significativa volontà di scambio in un mondo globalizzato in cui le singole organizzazioni, da sole,  non possono risolvere i problemi.” Il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha così introdotto il proprio intervento alla chiusura del simposio delle Marine Militari all’arsenale di Venezia. “I problemi internazionali – ha proseguito – sono evidentemente globali, basti pensare al terrorismo, e si rende quindi necessaria una maggior cooperazione e un più efficace sistema di relazioni“.

Tra le nostre principali aree di interesse strategico  – ha sottolineato il generale  Graziano – c’è la regione Mediterranea dove confluiscono fattori destabilizzanti per l’Europa e per gli altri continenti”.

“Uno di questi fenomeni – ha continuato il capo di SMD – è certamente quello dell’immigrazione clandestina che ha registrato una diminuzione proprio grazie alla risposta collettiva e coordinata del sistema Paese, alla cooperazione tra i Ministeri e all’addestramento e alla formazione della guardia costiera libica.

Parlando dell’attuale quadro geostrategico interazione “caratterizzato da una minaccia multiforme” il generale Graziano ha evidenziato quanto sia “fondamentale una sempre migliore coordinazione e una risposta generale che superi l’approccio single service e porti ad un approccio interforze veramente efficace per contrastare il terrorismo”.

Nell’intervento conclusivo il generale ha evidenziato che “Negli ultimi anni c’è stata sicuramente una crescita e un miglioramento ma ora è necessario costruire un sistema di risposta credibile che risulti efficace per i prossimi anni.” 

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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“Brilliant Ledger 2017”: NRDC-ITA pronta a ricoprire il ruolo di componente terrestre della eNRF 2018

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Solbiate Olona (VA), 12 ottobre 2017 – NRDC-ITA (Nato Defence Deployable Corp – Italia) ha appena concluso la “Brilliant Ledger 2017”,  un’esercitazione per posti comando costruita su uno scenario complesso, in grado di replicare gli aspetti più delicati delle crisi e dei conflitti moderni. Le attività si sono svolte in più sedi:  il comando NRDC-ITA si è schierato presso la caserma “Valentino Babini” di Bellinzago Novarese, mentre  il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia, schierato con la propria linea di comando, ha sovrainteso alla direzione dell’esercitazione dalla caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona.

Scopo della “Brilliant Ledger” è stato quello di verificare la capacità del NRDC-ITA nella pianificazione e condotta di operazioni ad elevata intensità quale componente terrestre della nuova enhanced NATO Response Force (eNRF).

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L’eNRF è uno strumento militare di reazione rapida “avanzato” che, per velocità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia in nome della difesa collettiva ovvero di rispondere alle crisi internazionali, con tempi di schieramento brevissimi. NRDC-ITA ricoprirà il ruolo di Land Component Command (LCC) nel 2018, come previsto dal piano di turnazione nel lungo periodo degli assetti NATO.

In particolare, nell’ambito della eNRF, NRDC-ITA deterrà il comando e controllo della parte terrestre della Very Hight Readiness Joint Task Force (VJTF), il cui compito è assicurare la prima e immediata risposta della NATO a possibili minacce, con la capacità di schierare l’intero dispositivo militare tra i 5 e i 15 giorni dal preavviso d’ordine. La VJTF è costituita da un “pacchetto” di Forze multinazionali ad elevata prontezza operativa, con cui l’Alleanza ha potenziato la struttura della NRF. Questo dispositivo è inoltre supportato da una componente aerea, una marittima e da forze speciali.

Un team di oltre 40 valutatori tratti dal comando terrestre alleato di Smirne (Turchia) ha sovrinteso alla valutazione della prontezza operativa del Comando, la cui fase conclusiva si è svolta proprio durante la “Brilliant Ledger 2017”. Tale valutazione, una cui prima fase è stata condotta dal 11 al 15 settembre presso la sede di Solbiate Olona, ha rappresentato un momento fondamentale durante il quale fare emergere punti di forza e margini di miglioramento delle procedure.

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Un totale di circa 1000 militari ha preso parte alla “Brilliant Ledger 2017”. Tra essi, oltre ai 400 militari nazionali e di altri 14 paesi alleati dello staff del NRDC-ITA, presenti anche circa 200 militari in supporto sia per le attività di pianificazione operativa sia per l’esercizio di alcune funzioni (quali comunicazioni operative, forze speciali, cooperazione civili-militari) appartenenti a diversi assetti specialistici dell’Esercito. Ben 85 i reparti dell’Esercito e delle altre forze armate nazionali e alleate che hanno fornito personale in supporto.

Le comunicazioni e il flusso di informazioni per il mantenimento della capacità di comando e controllo del NRDC-ITA è stata assicurata, secondo gli ultimi standard tecnologici, dal 1° Reggimento Trasmissioni di Milano. Il Reggimento Supporto Tattico Logistico (RESTAL) al NRDC-ITA ha realizzato invece le strutture logistiche e supporto allo schieramento.

Schierato anche il posto comando “digitalizzato” in dotazione alla Brigata Pinerolo. Si tratta di uno strumento che consente l’aggiornamento dinamico della situazione operativa (situational awareness) in tempo reale grazie all’integrazione dei sensori, dei mezzi da combattimento e dei singoli soldati, permettendo di abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni.

In occasione della fase conclusiva della “Brilliant Ledger”, alcune autorità della NATO e delle Forze Armate italiane hanno visitato l’area dello schieramento del NRDC-ITA. In particolare, il presidente dell’assemblea parlamentare NATO, on. Paolo Alli, durante la visita al posto comando del NRDC-ITA, ha espresso ammirazione per la competenza e la professionalità dimostrate dal personale esercitato sotto la guida del comando di Solbiate Olona, esempio di eccellenza nazionale al servizio dell’alleanza. Il tutto comprovato da risultati eccellenti al termine delle prove valutative.

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Presente anche il gen. c.a. Salvatore Farina, comandante del Joint Force Command (JFC) della NATO in Brunssum (Olanda), il quale ha particolarmente apprezzato l’organizzazione e i sistemi schierati sul campo e le eccezionali capacità dello staff e del command group. Il gen. Farina ha inoltre dichiarato che “NRDC-ITA è una risorsa importantissima per la NATO, per le Forze Armate italiane e per la salvaguardia della pace e della sicurezza nell’area euroatlantica and beyond“.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Cordoglio dell’Ordinario Militare Santo Marcianò per la perdita del capitano Orlandi

Roma, 24 settembre 2017 – L’ordinario militare arcivescovo Santo Marcianò invia il suo messaggio di cordoglio all’Aeronautica Militare per la perdita del capitano Gabriele Orlandi.

Messaggio di Cordoglio Ordinario Militare per Organi di Stampa

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Il generale Graziano riceve la visita del capo di Stato Maggiore della Difesa libico

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Roma, 24 settembre 2017 – Ieri mattina, il generale Claudio Graziano ha ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa del Governo di Accordo Nazionale della Libia, generale Abdulrahman al Tawil, nominato nell’incarico dal premier al Serraj alla fine di agosto scorso.

Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, la visita è poi proseguita con l’incontro tra i due capi di Stato Maggiore e le rispettive delegazioni. Tale attività, che rientra nel quadro dei consueti colloqui bilaterali di livello tecnico-militare tra i vertici militari di Paesi alleati e amici, si è sviluppata attraverso la discussione di vari argomenti per esplorare le possibili future forme di collaborazione, in ambito militare, tra i due Paesi.

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Principale argomento dei colloqui è stato, infatti, quello relativo alla cooperazione tra Forze Armate italiane e libiche e alla comune volontà di rafforzarla con l’obiettivo di incrementare e corroborare le capacità operative delle forze libiche, ponendole in condizione di operare in piena autonomia e di contribuire fattivamente alla piena stabilizzazione dell’entità statuale, contrastando l’azione delle organizzazioni criminali, delle reti terroristiche e dei trafficanti di esseri umani. In tal senso, le Forze Armate italiane sono pronte a supportare quelle libiche, laddove vi siano richieste ufficiali da parte delle stesse autorità libiche e, comunque, dopo la prevista autorizzazione del governo e del parlamento.

Nell’ambito dell’incontro è stato proposto anche un punto di situazione sulle collaborazioni già in atto, con particolare riferimento all’attività dell’operazione “Ippocrate” – l’ospedale militare da campo italiano – presente in Libia da settembre dello scorso anno, per il quale il generale al Tawil ha ringraziato i militari italiani. Altrettanta gratitudine è stata rappresentata per la disponibilità italiana a curare, presso le strutture ospedaliere militari del nostro Paese, quei pazienti con patologie e ferite più gravi, non trattabili con altrettanta efficacia presso i nosocomi libici.

Si è affrontato poi il tema delle attività di supporto tecnico-logistico e operativo alle unità della Marina e della Guardia Costiera libiche per il contrasto ai traffici illeciti, primo tra tutti quello di esseri umani, cercando di definire, per questa prima fase, le esigenze complessive di intervenenti manutentivi e di riparazione sulla flotta libica, che, in parte, vengono già eseguiti dall’equipaggio di Nave Tremiti della Marina Militare italiana, presente nel porto di Tripoli dall’agosto scorso.

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La visita, svoltasi in un clima di piena intesa e cordialità, si è quindi conclusa con l’invito ad effettuare con periodicità questi incontri, al fine di avere la opportunità di focalizzare con immediatezza i possibili futuri settori di collaborazione e cooperazione.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: terminata l’esercitazione Vigorous Warrior 2017

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Berlino, 15 settembre 2017 – Si è conclusa oggi la Vigorous Warrior, l’esercitazione sanitaria svoltasi in Germania dal 3 al 15 settembre e a cui hanno partecipato oltre mille militari delle Forze Armate dei Paesi NATO e di alcuni partner.

Nella mattinata, i team sanitari interforze e multinazionali, che in queste due settimane si sono addestrati fianco a fianco, sono stati impegnati in una esercitazione finale. La prova è consistita in attivazioni multiple, in cui più feriti dovevano essere recuperati e stabilizzati sul campo di battaglia da ambulance team per poi essere trasportati e ricoverati nei reparti dell’ospedale da campo ROLE 2.

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L’esercitazione finale è coincisa con il Distinguished Visitors Day, dove numerosi ospiti civili e militari hanno assistito alla fase dimostrativa e visitato le diverse strutture. Presenti anche molti addetti per la Difesa – dei Paesi NATO e non – in Germania, direttori delle Sanità Militari nonché esponenti del mondo accademico ed istituzionale.

Per l’Italia erano presenti il vice direttore generale della Sanità Militare (IGESAN), il generale di divisione Nicola Sebastiani e l’addetto militare per la Difesa, generale di brigata aerea Danilo Morando. Il generale Sebastiani, dopo aver assistito alla prova finale e aver visitato le strutture allestite, ha incontrato il personale italiano e con quello del Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC),  ai quali ha espresso la sua soddisfazione: “L’M2JTC è un chiaro esempio di struttura interforze e multinazionale che sta riscuotendo grande successo a livello internazionale. Avere un Centro in grado di addestrare e validare team sanitari, composti da personale e mezzi di diversi Paesi rendendoli pienamente operativi, ci consente di guardare ben oltre la Vigorous Warrior e di porci come riferimento nel contesto internazionale”. La stessa soddisfazione è stata espressa dalla direzione valutatrice dell’esercitazione che ha riportato nel suo giudizio finale “l’M2JTC sta conducendo l’addestramento multinazionale verso il futuro”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Terremoto di Ischia, l’impegno delle Forze Armate (video)

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Ischia (NA), 22 agosto 2017 – A seguito dello sciame sismico che ha colpito Ischia nella serata di ieri, le Forze Armate hanno messo a disposizione della Protezione Civile, nel corso della notte, personale, mezzi e assetti tecnici per i primi interventi di supporto alla popolazione.

In particolare, dopo una prima ricognizione alle ore 23.00 da parte di personale militare presente sul posto e a seguito della riunione del Comitato Operativo presso la Protezione Civile, già dall’una di questa notte, alcuni elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito sono impiegati per il trasporto sull’isola di personale specialistico dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, nonché di materiali speciali e attrezzature varie. Soccorsi

Nel frattempo, sono stati posti in prontezza anche militari, elicotteri e navi della Marina Militare, nonché personale specialistico del genio dell’Esercito, in grado di intervenire nell’arco di poche ore, laddove fossero richiesti.

Inoltre, nella mattinata di oggi sono previste attività di ricognizione aerea da parte di velivoli AMX e di un Predator dell’Aeronautica Militare per mettere a disposizione della Protezione Civile ulteriori informazioni al fine di elaborare una migliore valutazione dei danni e una mappatura dell’area.

Tecnologie e mezzi delle Forze Armate sono impiegabili sia per scopi militari che civili. Tale capacità di fornire un servizio utile per la collettività nazionale – la cosiddetta dual use – si concretizza in attività in concorso e a supporto degli interventi della Protezione Civile, come dimostra anche l’impegno ininterrotto delle Forze Armate, da agosto dello scorso anno, nelle zone colpite dal terremoto in centro Italia.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa - Immagini e video: Arma dei Carabinieri
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Difesa: nessun problema di sicurezza sulle reti dell’Esercito

Schermata 07-2457964 alle 17.58.10Roma, 13 agosto 2017 –  In merito a quanto riportato oggi da un quotidiano sul tema della sicurezza cibernetica, è opportuno affermare che non corrisponde a realtà e riferisce una situazione ingenerosa nei confronti della Difesa, invece pienamente impegnata in un nuovo dominio, quello cibernetico, in cui molto si sta investendo, in linea con il dettato del Libro Bianco e delle successive direttive ministeriali.

Innanzi tutto, la problematica riguarda il controllo delle reti “aperte” (per capire meglio, quelle con accesso ad internet), che, per quanto attiene alla Difesa, sono fisicamente separate da quei sistemi informatici, dedicati  alla trattazione degli argomenti classificati, i quali sono invece collegati tra loro tramite “reti chiuse”. Pertanto, non esiste alcun rischio di compromissione di dati e informazioni di natura riservata.

Il software obsoleto dall’Esercito citato in un articolo è, di fatto, una sorta di “sentinella” che rileva eventuali anomalie nel traffico dati. Il suo mancato aggiornamento non è un problema, perché si sta già provvedendo alla sua sostituzione nel pieno rispetto dei tempi tecnico-amministrativi necessari, ma soprattutto perché nella sua attività è affiancato da altre “sentinelle” (altri software e applicativi) che svolgono appieno il loro compito in maniera ridondante. Tutti questi sistemi devono essere costantemente rivisti e, quando necessario, cambiati per poter fronteggiare efficacemente una minaccia, quella cibernetica, che è mutevole e in continua evoluzione.

Con le direttive impartite dal Libro Bianco, la Difesa sta realizzando un ambizioso progetto di governance di sicurezza unica delle reti  con il potenziamento del C4 Difesa (il Comando preposto alla gestione e alla sicurezza delle reti informatiche della Difesa) e con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche. Stupisce perciò leggere l’affermazione che tale comando sarà operativo solo nel 2019. La struttura è già in funzione e opera con pienezza già da tempo, come peraltro documentato in numerose attività mediatiche di cui è stato protagonista. Nel 2019, invece, gli saranno affiancate due strutture: il cyber-range, un poligono virtuale in cui addestrare il personale non solo della Difesa ma anche di altre amministrazioni dello Stato, che ne faranno richiesta, e il cyber-lab, un laboratorio in cui studiare le minacce e mettere a punto le relative contromisure. Tale progetto consentirà, infatti, di gestire e controllare unitariamente tutte le reti della Difesa e delle singole Forze Armate, andando ad eliminare proprio quelle possibili problematiche che potrebbero insorgere dall’impiego di sistemi e software differenti.

Peraltro, vale la pena ricordare che il software citato nell’articolo nulla ha a che vedere con le capacità di risposta cibernetica alle minacce in senso stretto, affidata invece al giusto mix di tecnologia – attraverso programmi antivirus costantemente aggiornati e pienamente validi, come testimonia il fatto che ormai da molto tempo pur a fronte di numerosi tentativi, le reti della Difesa non hanno registrato alcuna intrusione – e di professionalità del personale tecnico. In quest’ultimo settore, la Difesa sta investendo particolarmente anche attraverso specifici bandi di concorso, per avere sempre le migliori risorse, umane e materiali, al fine di garantire al meglio la sicurezza delle proprie reti e, con essa, di quelle del Paese.

È anche utile sottolineare che le reti della Difesa non sono in connessione con le altre reti ministeriali e pertanto non esiste alcun rischio di compromissione di dati e di informazioni di natura riservata.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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