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Archivi categoria: Carabinieri

Carabinieri: il sottosegretario Angelo Tofalo in visita al 1° rgt Carabinieri “Tuscania”

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Livorno, 18 ottobre 2018 – Nei giorni scorsi il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ha incontrato, nella sede di Livorno, il personale del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”. Ad accompagnarlo c’era il generale di Corpo di Armata Sabino Cavaliere, alla guida del Comando delle unità mobili e specializzate Carabinieri “Palidoro” da cui oggi dipende il “Tuscania” che fino al 2002 era posto alle dipendenze della brigata paracadutisti “Folgore” dell’Esercito.

“Sono orgoglio di rappresentare professionisti altamente specializzati a cui vengono assegnati compiti molto delicati”, ha detto il Sottosegretario Tofalo che assistendo a una esercitazione programmata, aggiunge “Potervi osservare durante il vostro addestramento, condividere per quanto possibile le vostre esperienze sul campo e ascoltare le vostre testimonianze è per me un privilegio. Rappresentate una élite della Difesa al servizio del Paese”.

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A margine della visita il sottosegretario Tofalo ha poi eseguito un lancio in tandem con un istruttore, saltando da una quota di oltre 4500 metri. “Ho voluto dare un segnale forte di vicinanza a questi professionisti della sicurezza, mettendo la mia stessa vita in mano a chi ogni giorno difende gli interessi nazionali e rappresenta il Paese nel mondo”, ha detto Tofalo che tra le deleghe assegnate dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha ricevuto quella relativa all’Arma dei Carabinieri.

Chi sono i Carabinieri del Tuscania

Il reggimento “Tuscania”, con un organico di circa 500 unità, ha una doppia veste che gli consente di essere agile strumento di supporto in ambito tipicamente militare, con operazioni di occupazione preventiva, difesa delle posizioni, interdizione e contro-interdizione di aree specifiche, supporto a contingenti di Forze Armate in operazioni “fuori area” anche con funzioni di polizia militare, e forza di polizia in supporto all’Arma territoriale, per la sicurezza alle sedi diplomatiche in paesi a rischio e come scorta di personalità.

Gli aspiranti al reggimento vengono sottoposti ad una dura selezione psicofisica per poi essere ammessi alla frequenza di un corso di 9 mesi in cui diventano paracadutisti, si addestrano di pattuglia, di plotone e all’impiego di armi e materiali speciali. Superate queste prove, durante la permanenza nel battaglione, l’addestramento diventa permanente grazie all’acquisizione di nuove abilità e tecniche sempre più sofisticate.

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Le missioni a cui hanno partecipato sono molteplici non ultima quella in Libia. Molto frequenti sono stati gli impieghi sul territorio nazionale nelle aree che, per caratteristiche morfologiche e socio-criminali, risultano difficilmente controllabili dalle Forze di Polizia territoriali; numerose operazioni antisequestro, anticontrabbando e anticrimine sono state condotte con successo in Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Niger: concluso il primo corso dalla Missione Italiana

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Niamey (Niger), 17 ottobre 2018 – Cerimonia di chiusura del corso per istruttori di ordine pubblico, iniziato il 17 settembre scorso, nei giorni scorsi a Niamey, presso la scuola della Gendarmeria Nazionale nigerina. Il comandante della MISIN (Missione Italiana in Niger), generale di brigata Antonio Maggi, e il comandante della legione della Gendarmeria Territoriale di Niamey, tenente colonnello Aboubacar Allahi, hanno presenziato la cerimonia, che è stata preceduta da una dimostrazione pratica. Tale attività ha permesso di apprezzare l’elevato livello di apprendimento raggiunto dai frequentatori, grazie all’articolato programma di formazione loro impartita.

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Al corso, durato 4 settimane e condotto da un Mobile Training Team (MTT) di 8 militari dell’Arma dei Carabinieri hanno preso parte 25 tra ufficiali, sottufficiali e gendarmi nigerini, che costituiranno il primo nucleo di formatori nello specifico settore. I migliori saranno formati come istruttori nel Corso di Mantenimento dell’ordine pubblico per un’unità della Gendarmeria di circa 70 elementi.

Questo approccio, teso a formare istruttori e successivamente ad affinarne ulteriormente le competenze impiegandoli al fianco dei loro formatori italiani, consentirà di assicurare la sostenibilità della funzione addestrativa in piena autonomia da parte della gendarmeria, garantendo elevati standard qualitativi e professionali nel lungo termine.

Il corso per istruttori di ordine pubblico della gendarmeria, è il primo che viene svolto e concluso dalla missione italiana in Niger e fa parte di un più ampio pacchetto formativo che coinvolge anche le altre Forze di Difesa e Sicurezza del Niger addestrate anche dai militari dell’Esercito e dell’Aeronautica militare su attività di Security Force Assistance (SFA) oltre allo sviluppo di moduli formativi dedicati all’apprendimento del diritto internazionale umanitario e delle tecniche di pronto soccorso.

La missione italiana è intesa a fornire assistenza interforze  alla Repubblica del Niger svolgendo i  compiti di supporto, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area ed il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso), oltre che allo sviluppo delle Forze di sicurezza nigerine (Forze armate, Gendarmeria Nazionale, Guardia Nazionale e Forze speciali della Repubblica del Niger) per l’incremento di capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Le Forze Armate presenti al festival Bergamo Scienza 2018

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Bergamo, 7 ottobre 2018 –  E’ iniziata ieri la XVI edizione di “BergamoScienza”, 16 giornate dedicate alla scienza con conferenze, laboratori, spettacoli ed incontri con scienziati di fama mondiale. Per la prima volta anche lo Stato Maggiore della Difesa partecipa con rappresentanze delle quattro Forze Armate che già a partire dal primo pomeriggio renderanno operativi i relativi stand allestiti nella centrale Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto.

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L’Esercito offrirà la possibilità di provare un simulatore di moto “Riding Trainer” della Honda, un vero e proprio “allenatore all’uso delle due ruote” che la casa giapponese ha diffuso in molti centri di guida sicura. Già inserito come strumento didattico nella Carta Europea per la Sicurezza Stradale siglata da Honda per ridurre di 25.000 unità le vittime di incidenti stradali in Europa, viene abitualmente utilizzato dai Reparti Logistici dell’Esercito per istruire il personale alla guida della moto attualmente in dotazione alla Forza Armata, la “Cagiva 350” T4, veicolo acquisito nel 1997 con specifiche caratteristiche adatte all’utilizzo per esigenze di scorta convogli.

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Un team della Marina Militare offrirà invece la possibilità di vivere l’esperienza di operare con un simulatore di plancia della nave Bergamini, Fregata impiegata per compiti di tutela degli interessi generali dello Stato Italiano nell’ambito della sicurezza entro i confini marittimi (controllo del traffico mercantile, attività anti pirateria, ….).

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L’Aeronautica Militare garantirà emozioni sicure grazie al simulatore Typhoon, capace di offrire 5 minuti di volo virtuale per due persone, a partire dal decollo fino alle manovre classiche del velivolo Eurofighter per terminare con un atterraggio in sicurezza. Dai due monitor collocati esternamente sarà contestualmente possibile seguire le evoluzioni del velivolo ed anche le emozioni vissute dagli ospiti all’interno del simulatore.

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Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria illustreranno ai visitatori le principali tecniche attualmente utilizzate per combattere la falsificazione, anche grazie ad un verificatore ad ultravioletti ed infrarossi per la verifica di banconote e documenti contraffatti. Sarà inoltre possibile visionare direttamente alcuni campioni di monete falsificate.

Il festival “Bergamo Scienza 2018” è un’occasione per entrare direttamente in contatto con Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e conoscere le molteplici attività svolte quotidianamente al servizio della collettività. L’esposizione dei mezzi e materiali favorirà la conoscenza della cultura scientifica e dell’innovazione tecnologica di un’organizzazione proiettata verso il futuro. Un insieme di risorse umane, materiali e ricerca che nascendo per scopi militari ha un utilizzo ed una ricaduta positiva anche nel mondo civile. Un approccio duale capace di integrare le capacità dello Strumento militare con le componenti civili al servizio della Paese.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Celebrato il 75° anniversario della deportazione dei Carabinieri da Roma

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Roma, 5 ottobre 2018 – Nella mattinata odierna, presso la Legione Allievi, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 75° anniversario della deportazione dei Carabinieri da Roma del 7 ottobre 1943. Alla presenza di autorità cittadine e della comunità ebraica, dei presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Caduti, il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri ha deposto una corona d’alloro alla lapide dei Caduti in guerra.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine, i combattimenti di Porta San Paolo, il sacrificio del vice brigadiere Salvo D’Acquisto avevano fatto ben comprendere ai nazisti e agli aderenti alla Repubblica Sociale Italiana che i Carabinieri difficilmente sarebbero venuti meno al giuramento di fedeltà prestato e ancor meno si sarebbero resi partecipi o soltanto spettatori di atti di barbarie contro la popolazione, di cui per mandato dovevano essere i difensori.

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I tedeschi che, come da ordini ricevuti da Berlino, si apprestavano a rastrellare il ghetto ebraico di Roma per deportarne gli abitanti, avevano bisogno di avere mano libera per condurre in porto l’operazione senza particolari impedimenti. Per questo, come confermato da autorevoli studi storici (un ruolo importante per far tornare alla luce la vicenda l’ha avuto il libro di Annamaria Casavola “7 ottobre 1943. La deportazione dei carabinieri nei lager nazisti” ed. Studium, 2008), il comandante della Gestapo romana, Herbert Kappler, si pose il problema di neutralizzare i Carabinieri, ancora armati e, a Roma, in gran numero al loro posto, per garantire la sicurezza pubblica.

Il 7 ottobre 1943, di primo mattino, paracadutisti tedeschi e SS circondarono le principali caserme dell’Arma della Capitale, bloccando all’interno i Carabinieri che, ignari, attendevano alle loro occupazioni quotidiane, quasi sempre senza l’immediata disponibilità delle armi. Molti militari in forza alle stazioni riuscirono fortunatamente a dileguarsi, magari portando con sé il proprio armamento, grazie a tempestive segnalazioni di amici che, pur consapevoli dei rischi che correvano, in molti casi li aiutarono a trovare un momentaneo nascondiglio. Dei Carabinieri in servizio nella Capitale oltre 2 mila, forse 2.500 (il numero è incerto dal momento che i tedeschi bruciarono tutti gli archivi delle caserme dell’Arma occupate), furono catturati e rinchiusi per tutta la notte nelle caserme Pastrengo, Podgora, Acqua, Lamarmora (tuttora in uso all’Arma quali sedi rispettivamente del Comando Generale, dell’Interregionale di Roma, della Legione Carabinieri Lazio e, in parte, del Comando Tutela Patrimonio Culturale e dei Corazzieri) e in quella in cui si è svolta la commemorazione (Legione Allievi), all’epoca intitolata a Vittorio Emanuele II.

Il giorno dopo i militari trattenuti vennero avviati alle stazioni ferroviarie Ostiense e Trastevere e fatti salire su treni merci diretti a Nord, con la falsa notizia – fatta circolare ad arte per tranquillizzarli – che sarebbero scesi a Fidenza per essere impiegati nei territori del Nord Italia. In realtà tutti i Carabinieri catturati furono deportati in campi di lavoro o di internamento in Austria e in Germania, allora unite nel Terzo Reich nazista, o in Polonia, da dove oltre 600 non tornarono più e gli altri riuscirono a fare ritorno soltanto dopo circa due anni di fatiche, sofferenze e stenti, nemmeno riconosciuti come prigionieri di guerra.

Il 16 ottobre, otto giorni dopo, messi fuori gioco i militari dell’Arma, centinaia di ebrei italiani furono catturati in tutta Roma e in particolare nel ghetto, in via Portico d’Ottavia.

1023 di loro furono avviati a Auschwitz: sappiamo che tornarono in 16, 15 uomini e una donna.

Quelle appena descritte sono solo alcune delle pagine di valore e di coraggio che i Carabinieri hanno scritto nella storia della Resistenza e della Guerra di Liberazione.

Quel 7 ottobre di 75 anni fa i Carabinieri rifiutarono l’adesione alla R.S.I., scegliendo la strada dell’onore e il supplizio dei campi di internamento nazisti. Una scelta consapevole, estrema e coraggiosa, coerente con quella fatta all’atto dell’arruolamento: servire la propria gente e difendere la Patria.

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L’eroismo dei Carabinieri e il contributo dell’Arma alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione si sono concretizzati in 2.735 caduti, 6.521 feriti, oltre 5 mila deportati, 723 ricompense individuali al Valor Militare e innumerevoli ricompense al Valore e al Merito Civile, nonché nella concessione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera di Guerra che, nascosta in quei drammatici giorni negli scantinati del Museo Storico dell’Arma per non farla finire in mani nemiche, fu poi restituita, all’atto della Liberazione di Roma, alla ricostituita Legione Allievi, dove da allora, sostituita nel 1947 da quella repubblicana, continua a essere gelosamente custodita.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Palestina: Carabinieri della MIADIT 9 iniziano corsi formativi a favore delle tre forze di sicurezza locali

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Gerico (Palestina), 30 settembre 2018 –   Nei giorni scorsi sono stati ufficialmente avviati dagli istruttori dell’Arma dei Carabinieri della missione in Palestina MIADIT 9 i primi cinque corsi formativi in favore di 93 allievi appartenenti alle tre diverse forze di sicurezza palestinesi. Le attività della durata di tre settimane, hanno riguardato in particolare:                                                                                  

  • la guida in sicurezza;
  • le operazioni speciali di polizia;
  • servizi di protezione ai VIP.      

Le attività intraprese hanno accresciuto la motivazione dei partecipanti, con positive ricadute sulla futura efficienza delle unità di provenienza.

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Nella base che ospita la missione, sono presenti istruttori delle Forze Speciali e della Guardia Reale del Regno di Giordania. 

Gli stessi, assistendo dall’esterno alle attività addestrative, hanno molto apprezzato la dedizione e la professionalità dei Carabinieri istruttori effettivi alle organizzazioni speciale, mobile territoriale dell’Arma, che caratterizzano la struttura della MIADIT.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Somalia, avviata la decima missione addestrativa italiana

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Gibuti, 20 settembre 2018 – Con l’arrivo a Gibuti di 208 componenti, di cui 4 donne delle Somaly Police Forces (SPF), è partita ufficialmente la missione addestrativa italiana bilaterale, la MIADIT Somalia, ormai giunta alla sua decima edizione.

La missione  nata da accordi bilaterali Italia-Somalia, Italia-Gibuti, affidata ad un team di militari specializzai dell’Arma dei Carabinieri, al comando del colonnello Giglio Vincenzo, si prefigge l’obiettivo di creare le condizioni per la stabilizzazione della Somalia e dell’intera regione del Corno d’Africa, mediante l’accrescimento delle capacità operative delle SPF ed il miglioramento dei rapporti bilaterali con la Repubblica di Gibuti, mediante l’addestramento delle Forze di Polizia gibutiane.

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Il ciclo formativo viene svolto presso le strutture dell’Accademia di Polizia e della gendarmeria gibutiana, in prossimità della base militare italiana di supporto, e prevede lezioni sia teoriche che pratiche in diversi settori, come nelle tecniche investigative, nella tutela ambientale, nell’antiterrorismo, con istruttori provenienti da Reparti altamente specializzati dell’Arma dei Carabinieri quali GIS (Gruppo Intervento Speciale) il 1° RGT Paracadutisti “Tuscania”, il RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche) il ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) ed il TPC (Tutela Patrimonio Artistico). Ad oggi sono state addestrati circa 1500 poliziotti somali e 850 gibutiani.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Istituito lo squadrone eliportato Carabinieri “Cacciatori Puglia”

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Vico del Gargano (Foggia), 5 settembre 2018 – Si è svolta nei giorni scorsi (5 settembre) la cerimonia per l’istituzione dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Puglia”, a Vico del Gargano (FG), presso il distaccamento dell’Aeronautica Militare di contrada “Jacotenente”.

La cerimonia è si è tenuta alla presenza del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

Il nuovo reparto viene istituito, su autorizzazione del Ministero della Difesa, dal comando generale dell’Arma, con lo scopo di integrare l’azione sul territorio dei Carabinieri dell’organizzazione territoriale della Puglia, forti dell’esperienza maturata in Sardegna, Calabria e, dal 13 maggio 2017, in Sicilia.

Lo squadrone istituito in Puglia renderà più efficace il dispositivo dell’Arma nelle aree più impervie della regione, esercitando una capillare azione di controllo del territorio mediante perlustrazioni e appiattamenti, battute e rastrellamenti, posti di blocco, posti di ascolto e controllo, vigilanza e pattugliamenti eliportati, ricerca di catturandi.

Potrà essere impiegato in attività di contrasto al traffico e alla produzione di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento alle coltivazioni di piantagioni in aree isolate, e di supporto ai reparti speciali che operano in materia ambientale.

Inoltre, per particolari esigenze operative o particolari situazioni di emergenza, lo Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Puglia” potrà concorrere ad integrare temporaneamente il dispositivo dell’Arma in altre Regioni e a rafforzare i servizi svolti dai Comandi territoriali, con aliquote di forza di entità variabile.

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Ulteriore concorso potrà essere dato nelle operazioni di soccorso in caso di pubbliche calamità, come primo e tempestivo intervento, e nelle attività di ricerca e soccorso di persone disperse in zone impervie.

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Fonte: Comando generale dell'Arma
Immagini: Stato Maggiore Difesa
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