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Mondiali di calcio del Qatar, una task force di 560 militari delle Forze Armate e dei Carabinieri a tutela della sicurezza negli stadi

I militari italiani partecipano alla missione bilaterale di supporto alle forze armate del Qatar per garantire la sicurezza del campionato mondiale di calcio.

Roma, 11 ottobre 2022 – Un contingente militare interforze, a guida Esercito Italiano, ha iniziato a schierarsi in Qatar in vista della FIFA World Cup 2022, che si disputerà nell’emirato del Golfo Persico tra il 21 novembre e il 18 dicembre 2022.

Compito dei militari italiani è di supportare, insieme ai contingenti di Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Pakistan e Turchia, le Forze Armate qatariote nell’implementazione del sistema di difesa e sicurezza del campionato mondiale.

Il comando sul terreno dell’operazione, denominata “Orice” (l’Orice d’Arabia è l’animale nazionale del Qatar), sarà affidato al generale di brigata Giuseppe Bossa, comandante della brigata “Sassari”.

La Task Force italiana comprende circa 560 militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri con 46 mezzi terrestri, una nave e due aeromobili.

Le competenze saranno così suddivise:

  • Esercito:
    schiererà unità specialistiche EOD (Explosive Ordnance Disposal), per la difesa CBRN (da minaccia chimica, biologica, radiologica e nucleare) e unità cinofile.
  • Marina Militare:
    contribuirà alla sicurezza delle acque internazionali al largo di Doha, con il pattugliatore polivalente d’Altura Thaon di Revel, e dello spazio subacqueo, in prossimità della costa, con un Autonomous Underwater Vehicle del tipo REMUS.
  • Aeronautica Militare:
    concorrerà al controllo dello spazio aereo per contrastare l’eventuale impiego non autorizzato di mini e micro droni. Sarà infatti schierato un Counter-Unmanned Aerial Anti-drone System (C-UAS) costituito da dispositivi jammer portatili e dal sistema anti-drone stanziale ACUS (AMI Counter UAS).                                                                

Il dispositivo nazionale interforze avrà il compito di concorrere e assistere le Forze Armate dell’Emirato nella loro opera di vigilanza sul sicuro e regolare svolgimento della manifestazione sportiva. I militari italiani saranno pronti a intervenire, in supporto e su richiesta delle autorità dello Stato ospitante, in situazioni di emergenza o in caso di atti ostili che possano minacciare infrastrutture critiche quali stadi, porti, aeroporti, complessi industriali, centri commerciali e luoghi affollati.

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Tutte le attività della joint task force italiana, nell’ambito del campionato mondiale di calcio in Qatar, saranno svolte sotto il coordinamento del Comando Operativo di Vertice Interforze della Difesa, guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il Comando di Vertice dell’Area Operativa Interforze (COVI) assolve alle funzioni di organismo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa per la pianificazione, la coordinazione e la direzione delle operazioni e delle esercitazioni militari in ambito nazionale e internazionale condotte nei cinque domini: terra, mare, cielo, spazio e cyber.

Fornisce un contributo all’elaborazione della dottrina NATO e delle Organizzazioni Internazionali di cui l’Italia fa parte. Sviluppa le metodologie per la simulazione degli scenari strategici ed operativi. Inoltre, rappresenta il punto di ingresso per tutte le richieste di concorsi operativi forniti dalle Forze Armate ad altre Autorità Istituzionali sul territorio nazionale, come la Protezione Civile e/o altri Dicasteri in occasione di calamità naturali o emergenziali di straordinaria necessità e urgenza.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa – Foto dal sito della Difesa


La linea mobile dell’Arma dei Carabinieri conclude l’Esercitazione “SHOOTEX 2022” (video)

Circa 150 unità degli assetti antiterroristici dei Carabinieri si sono addestrate per affinare l’abilità nel tiro e migliorare le proprie capacità operative

Bracciano, 29 settembre 2022 – L’esercitazione “Shootex 2022”, che si è tenuta nei giorni scorsi nel campo di tiro ATF di Bracciano si è conclusa. L’attività addestrativa, organizzata dalla Divisione Unità Mobili dell’Arma dei Carabinieri, ha visto impegnate le Squadre Operative di Supporto (SOS) dei vari reggimenti e battaglioni dislocati su tutto il territorio nazionale.

Le SOS sono state istituite nel 2016 per fronteggiare situazioni critiche ed eventi complessi di matrice criminale – in particolar modo quelle ad alto rischio terroristico – ed operano quotidianamente nelle principali città italiane e durante gli eventi di maggiore rilevanza nazionale ed internazionale.

Circa 150 unità degli assetti antiterroristici dei Carabinieri, per affinare l’abilità nel tiro e migliorare le proprie capacità operative, hanno affrontato diversi percorsi ad ostacoli in ambienti compartimentati, sotto il peso dell’equipaggiamento completo di armi in dotazione individuale e di reparto, tutto dopo una serie intensa di esercizi fisici finalizzati a produrre un carico iniziale di affaticamento, paragonabile a quello di una reale situazione di impiego.

L’ingaggio di bersagli parzialmente coperti da sagome “non ostili” è servito per simulare azioni in contesti urbani affollati, ove il tiro selettivo è fondamentale per la buona riuscita degli interventi.

I vari esercizi sui quali si sono confrontati i carabinieri in addestramento, sono stati svolti con il previsto equipaggiamento completo di protezioni balistiche, con le armi in dotazione individuale (pistola Beretta 92FS cal. 9PB) e con quelle di ultima generazione (fucile Beretta ARX 160 cal. 5,56mmX45 NATO), dotate di dispositivi optronici di puntamento ed illuminazione del bersaglio, utilizzabili anche in abbinamento ai sistemi di visione ad intensificazione di luminosità.

Tra i militari in addestramento erano presenti anche Tiratori Esperti, Carabinieri appartenenti alle SOS, selezionati per le loro abilità nel tiro che, oltre al corso di formazione base – i cui programmi sono soggetti a periodica rielaborazione in ragione dell’evolversi della minaccia e delle tecniche operative di risposta – vengono addestrati presso la Scuola Carabinieri di Perfezionamento al Tiro di Roma. Tali figure garantiscono il supporto di fuoco a copertura degli operatori e l’ingaggio di elementi ostili alle medie distanze.

L’attività è stata supportata dal Centro Addestramento della 2^ brigata mobile, dal 1° reggimento paracadutisti “Tuscania” e si è svolta sotto la supervisione degli istruttori di tiro operativo avanzato delle due brigate mobili dei Carabinieri.

Al termine dell’attività addestrativa, il comandante delle unità mobili e specializzate, generale di corpo d’armata Gianfranco Cavallo, in rappresentanza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Teo Luzi, ha premiato le squadre ed i singoli militari meglio classificati nei vari esercizi.

I tre tiratori esperti meglio classificati durante la prima settimana di attività sono stati: il carabiniere scelto Luca Simonetti, il carabiniere scelto Riccardo Mattarelli e l’appuntato scelto Giovanni Paparcone, in servizio rispettivamente presso i reggimenti 13° “Friuli Venezia Giulia”, 3° “Lombardia” ed il 6° battaglione “Toscana”.

Durante la seconda settimana addestrativa, i primi tre classificati sono stati il maresciallo capo Andrea di Bianca, il maresciallo capo Alessandro Guerrini ed il carabiniere Giulio Urbani, tutti effettivi all’8° Reggimento “Lazio”.

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Fonte e immagini/video: Arma dei Carabinieri


Ricorre oggi il 40° anniversario eccidio del generale c.a. Carlo Alberto dalla Chiesa

Quarantennale dell’eccidio del generale di corpo d’armata Carlo Alberto dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente scelto della polizia di stato Domenico Russo

Roma, 3 settembre 2022 – Ricorre oggi il 40° anniversario dell’eccidio in cui persero la vita il generale di corpo d’armata Carlo Alberto dalla Chiesa, prefetto di Palermo, la consorte Emanuela Setti Carraro e l’agente scelto Domenico Russo.

Alle ore 09:00, nella sede del Comando Legione Carabinieri ‘Sicilia’, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Teo Luzi, ha deposto un cuscino di fiori al busto dedicato all’Eroe.

Successivamente, in via Isidoro Carini, luogo dell’eccidio, sono state deposte delle corone d’alloro alla presenza del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del sottosegretario di Stato alla Difesa on. Giorgio Mulè, del capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del comandante generale dell’Arma, del prefetto di Palermo, dott. Giuseppe Forlani, del prof. Nando dalla Chiesa, figlio dell’eroe, e di altre alte cariche civili e militari.

Le autorità hanno poi presenziato alle ore 10:00, presso la Cattedrale di Palermo, alla celebrazione eucaristica, officiata dall’arcivescovo mons. Corrado Lorefice, che nella sua omelia ha più volte ricordato la “fede” del Generale dalla Chiesa, citando una sua annotazione su un diario privato “Sono sempre stato un credente (…) Oggi voglio avere quella fede; voglio avere più fede!”. Il monsignore ha poi aggiunto che proprio “la fede del Generale Carlo Albero Dalla Chiesa ci illumina e ci guida ancora oggi: la fede negli uomini e nelle donne che sanno ciò che fanno, e la fede in Dio che ci vuole consapevoli e liberi da ogni condizionamento; liberi da ogni potere che limita e opprime la dignità umana e che impedisce la convivenza giusta, solidale, inclusiva e pacifica delle nostre città; soprattutto una convivenza libera dalle organizzazioni mafiose e terroristiche, dall’illegalità a dalle connivenze subdole e pervasive”

Al termine della Messa hanno preso la parola il Prefetto di Palermo, che ha anche dato lettura del messaggio del signor presidente della Camera dei Deputati, il comandante generale dell’Arma ed il Ministro dell’Interno.

Il prefetto di Palermo, dopo i saluti di rito, ha manifestato la vicinanza della cittadinanza palermitana ai familiari del generale di corpo d’armata Carlo Alberto dalla Chiesa, prefetto di Palermo, della consorte Emanuela Setti Carraro e dell’agente scelto Domenico Russo. Ha ricordato quell’epoca come una stagione di stragi sanguinarie, dove figure come il generale dalla Chiesa rappresentassero una speranza non solo per Palermo ma per l’Italia intera. Il Prefetto ha poi dato lettura della lettera del signor presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, nella quale ricorda come il sacrificio del gen. dalla Chiesa – di cui va onorata la memoria sempre – deve rappresentare anche un monito a “non abbassare la guardia” nei confronti della mafia. Un particolare riferimento è stato aggiunto alla straordinaria opportunità di crescita per il Paese offerta dal PNRR, che va difeso da qualsiasi rischio di ingerenze mafiose.

Il comandante generale – dopo i saluti alle autorità e aver rivolto un affettuoso pensiero ai familiari presenti – ha sottolineato come fare memoria significhi indicare alle nuove generazioni il “giusto sentiero da percorrere”. Il gen. C.A. Luzi ha raccontato del suo incontro con il generale dalla Chiesa – avvenuto a Roma, il 5 maggio 1982 – allorquando, poco dopo aver ricevuto l’incarico di Prefetto di Palermo decise di passare a salutare i giovani Sottotenenti alla Scuola Ufficiali Carabinieri. In quella circostanza il giovane ”S.Ten” Luzi ricevette in dono (insieme ai suoi colleghi di corso) dal  generale dalla Chiesa una statuetta con gli alamari, simbolo dei Carabinieri. Statuetta che ancora oggi custodisce gelosamente.

L’attenzione per i giovani, che dimostrò anche in quell’occasione, è stato un segno distintivo di tutta la sua vita, contraddistinta, in poche parole, da un grande “amore per l’Italia”. Il comandante generale ha citato alcuni articoli della Costituzione, dai quali si evince come il generale dalla Chiesa abbia saputo con “coraggio, libertà, sensibilità e carisma” rappresentare un fulgido esempio di servitore dello Stato anche a costo della vita. Il generale c.a. Luzi ha ricordato come in questi 40 anni il lavoro quotidiano dell’Arma sia stato influenzato dal suo luminoso esempio morale del generale dalla Chiesa. Ne è testimonianza la diffusa presenza nelle caserme dell’Arma di sue fotografie appese spontaneamente sui muri. Il Comandante Generale ha infine parlato della suo innovativa visione investigativa, nel percepire il filo conduttore tra tutti gli attentati sia di matrice terroristica che mafiosa, dal quale scaturì non solo un rinnovamento delle tecniche investigative ma anche un nuovo approccio culturale che permise di ottenere fondamentali successi investigativi. Un esempio su tutti le indagini sull’omicidio a Corleone del sindacalista Placido Rizzotto.

La sua innovativa visione investigativa, l’attenzione nell’educazione dei giovani alla legalità fanno sì che il generale dalla Chiesa – assieme a colleghi di altre Forze di Polizia, magistrati, giornalisti, uomini delle Istituzioni e della sana società civile – sia stato pioniere e icona della lotta alla criminalità organizzata. “Partendo dal suo esempio, abbiamo il dovere di restituire ai giovani un’Italia migliore” ha concluso il Comandante Generale.

Il Ministro dell’Interno ha raccontato di quel periodo difficile per Palermo e per la Sicilia e di come il generale, poi prefetto, dalla Chiesa, sembrò la risposta più energica che lo Stato potesse opporre alla protervia di Cosa Nostra. Era l’uomo giusto per quell’incarico anche in virtù della sua grandissima esperienza, era un uomo dotato di un forte carisma, indiscusso prestigio, lunga esperienza investigativa alle spalle, un percorso anche in Sicilia di eccellenza che aveva avuto agli inizi degli anni 40 al Comando Repressione Banditismo. Il Ministro, dopo aver raccontato di alcune fasi della storia professionale e personale del Generale dalla Chiesa, si è soffermata non solo sul suo ruolo investigativo ma anche morale. “Ha gettato il seme profondo nella lotta alla mafia e della cultura della legalità” e ha permesso di capire quanto fosse importante “insegnare le linee di una corretta e onesta azione istituzionale, con particolare attenzione ai giovani, futura classe dirigente del Paese”.

Alle ore 11:30, in via Vittorio Emanuele, è stata deposto un omaggio floreale (donato dall’Associazione Cassaro Alto) da parte del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e dei bambini dell’Istituto Sperone Pertini di Palermo, particolarmente un’area difficile del capoluogo siciliano dove è maggiormente importante investire sulla cultura della legalità.

A seguire, sono stati esposti, sempre in via Vittorio Emanuele (presso l’ingresso della caserma “Generale C.A. dalla Chiesa”), dei dipinti su pannelli amovibili, realizzati a cura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, con successivo intervento del curatore del progetto per una breve presentazione dell’opera.

Alle ore 12:00, infine, si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione, nei pressi della Sala della Memoria all’interno della caserma “Generale C.A. dalla Chiesa”, di un altorilievo celebrativo dedicato al Generale, realizzato e donato dal maestro ceramista Nicolò Giuliano.

Al fine di rendere ulteriore omaggio alla memoria del generale dalla Chiesa, per l’occasione è stato organizzato anche un annullo filatelico.    

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Fonte e video
: Comando Generale Arma dei Carabinieri


Carabinieri, trentennale della Fondazione del ROS, giornata di studi presso la Scuola Ufficiali “Trent’anni di promozione dei valori della Costituzione”

Roma, 21 ottobre 2021 – Una giornata di studio dal titolo “Trent’anni di promozione dei valori della Costituzione” si è tenuta presso la Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma, per il trentennale della fondazione del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri.

Il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri è stato istituito il 3 dicembre 1990, in attuazione del decreto legge n. 324 del 13.11.1990, emanato dal governo per il contrasto della criminalità organizzata e che portò alla costituzione dei servizi centrali ed interprovinciali di polizia giudiziaria.

All’atto della sua costituzione il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri assorbì la preesistente struttura Anticrimine dell’Arma, nata a Torino nel maggio del 1974 con un “Nucleo Speciale di Polizia Giudiziaria”, costituito da unità appositamente prescelte dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, per l’espletamento di complesse indagini nel contrasto al terrorismo.

I lavori sono stati aperti dall’intervento del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Teo Luzi, e sono stati articolati su tre panel corrispondenti ad altrettante aree tematiche.

Generale di corpo d’armata Teo Luzi

Primo panel

Il primo panel, “ Terrorismo interno e internazionaleDagli anni di piombo alla minaccia jihadista globale”, oltre a ripercorrere gli eventi che hanno portato alla costituzione della struttura Anticrimine e alla sua progressiva evoluzione quale principale strumento di contrasto alla minaccia terroristica dell’Arma dei Carabinieri, si è concentrato sulla tematica dell’eversione di estrema destra per poi affrontare le problematiche legate al terrorismo internazionale nel più ampio scenario delle guerre asimmetriche che caratterizzano la conflittualità internazionale. Particolare spazio è stato riservato al terrorismo di matrice confessionale e agli strumenti per contrastare, in una prospettiva necessariamente di respiro europeo e internazionale, il complesso fenomeno della radicalizzazione. In tale quadro, nell’articolato sistema di prevenzione e repressione del fenomeno terroristico, ampio rilievo assume il lavoro svolto nell’ambito Europol e più in generale la cooperazione internazionale che ha l’effetto di ampliare e rendere operativo il dispositivo antiterrorismo oltre i confini nazionali.

Il panel, che è stato moderato da Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera, ha visto la partecipazione del dr. Giovanni Salvi, procuratore generale presso la Corte di Cassazione, del generale di divisione Giampaolo Ganzer, già comandante del ROS, del dr. Andrea Margelletti, presidente Centro Studi Internazionali, della prof.ssa Maria Anna Cossiga, della “Fondazione Leonardo Med-Or” e Senior Analyst della “European Foundation for Democrazy”, del dr. Claudio Galzerano, capo dell’European Counter Terrorism Centre di Europol e del dr. Josh Cavinato, magistrato di collegamento presso l’ambasciata Usa in Roma.

Secondo panel

Il secondo panel, “La criminalità mafiosa – Dalle vessazioni sul territorio alle attività transnazionali”, muove le mosse dalla figura del Gen. dalla Chiesa e dalla sua esperienza in Sicilia che ha contribuito a delineare il “metodo” che ha contraddistinto l’impiego della prima struttura Anticrimine e che, ancora oggi, è alla base del modello operativo del ROS. Sarà ripercorso il processo evolutivo delle mafie storiche che oggi rappresentano l’agire criminale più evoluto e sofisticato a livello internazionale. Tali organizzazioni, hanno accumulato enormi ricchezze principalmente grazie al narcotraffico, sviluppato una propria dimensione imprenditoriale e acquisito capacità di operare anche nei mercati finanziari, assumendo i tratti di holding criminali, con diversificati interessi leciti e illeciti.

Il panel, moderato da Salvo Palazzolo, inviato speciale del quotidiano “La Repubblica”, ha avuto come relatori il dr. Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, il generale di brigata Alessandro Barbera, comandante dello SCICO della Guardia di Finanza, il prof. avv. Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna, il prof. Enzo Ciconte, docente di storia delle mafie italiane all’Università di Pavia, il generale di brigata Cinzia Gagliardi, comandante Regione Carabinieri Forestale Lazio, e il dr. Scott Hacker, capo della US DEA nel Sud Europa.

Terzo panel

Il terzo e ultimo panel è stato dedicato a “Le nuove tecnologie e procedure applicate alle indagini – Dalle ricostruzioni giudiziarie alla digital forensic”. Dagli strabilianti progressi tecnologici che hanno radicalmente modificato, perfezionandole, le metodologie di approccio al mondo delle indagini e alla scena del crimine, sono stati approfonditi, anche sotto il profilo della cooperazione giudiziaria e di polizia, i temi dell’intelligenza artificiale applicata all’investigazione, del difficile equilibrio tra l’investigazione tecnica e la tutela dei diritti di difesa, nonché quello della cripto-fonia.

Il panel è stato moderato da Gianluigi Nuzzi, giornalista e conduttore del programma televisivo “Quarto Grado”, ed ha avuto come relatori la dott.ssa Lucia Lotti, procuratore aggiunto della Repubblica di Roma, del dr. Fausto Lamparelli, direttore dello SCO della Polizia di Stato, dell’avv. Nicodemo Gentile, penalista cassazionista, scrittore e Presidente di “Penelope Italia”, dell’avv. Stefano Aterno, docente di informatica giuridica presso l’Università di Foggia, del generale di brigata Riccardo Sciuto, comandante del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, e del colonnello Gregory Goumain della Gendarmerie Nationale francese, addetto alla cooperazione di sicurezza presso l’ambasciata di Francia in Roma.

I tre panel sono stati introdotti da un documentario storico-cronistico sul ROS, di Fabrizio Feo, giornalista Rai – TG 3. La giornata di studi è stata conclusa dall’intervento del Dr. Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2-RAI.

La registrazione del convegno può essere vista al seguente link https://youtu.be/KZfCtymCDN4 .

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Fonte
: Arma dei Carabinieri – Immagini estratte dal video
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Tromba d’aria a Pantelleria, Carabinieri in piena attività di soccorso

PANTELLERIA:ATTIVITA’ DI SOCCORSO E CONTA DEI DANNI DA PARTE DEI CARABINIERI DELL’ISOLA

Trapani, 11 settembre 2021 – Continua senza sosta l’attività dei Carabinieri della Stazione di Pantelleria che da ieri sono impegnati a fronteggiare un’emergenza straordinaria che ha causato morti e feriti gravi.

Erano circa le 19.00 quando il telefono del Comando Stazione ha iniziato a squillare, in una serata tempestosa che mai poteva far pensare accadesse l’irreparabile.

Alle prime richieste di aiuto e di soccorso tutti i militari dell’Arma presenti sull’isola si sono precipitati nella zona dove  la tromba  d’aria aveva abbattuto case e spazzato via tutto ciò che incontrava sbalzando le auto a metri di altezza.

I primi soccorsi ovviamente sono andati alle persone ferite che necessitavano di essere trasportate al presidio medico dell’isola e all’accertamento che non vi fosse nessuno all’interno delle autovetture coinvolte o sotto le macerie delle case abbattute.

Questa mattina, unitamente a personale dei Vigili del Fuoco in possesso di un drone termico e della Protezione Civile, avendo avuto la certezza che non vi fosse nessun disperso, è iniziata l’ispezione per cercare di quantificare i danni.

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Fonte
: Arma dei Carabinieri
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CARABINIERI, NEONATO SALVATO DA MILITARI DELL’ARMA NON IN SERVIZIO

Nuoro, 18 luglio 2021 – Due coniugi urlano per strada, in cerca di aiuto, nei pressi della Stazione CC di Gavo nel primo pomeriggio di venerdi 16.

Militari dell’Arma lì vicino, non in servizio, sentite le grida, raggiungono immediatamente la coppia, che racconta che il loro neonato di sei mesi circa, in braccio al padre, aveva improvvisamente smesso di respirare.

Il piccolo era in stato di incoscienza e senza respiro. Uno dei militari allora immediatamente gli ha praticato un massaggio cardiaco per dieci minuti circa, fino all’arrivo del personale del 118 e di un locale medico di base, che erano stati allertati nel frattempo.

Il neonato, appena ripreso conoscenza è stato trasportato con ambulanza medicalizzata presso l’ospedale “San Francesco” di Nuoro per gli accertamenti del caso, non risultando più in pericolo di vita.

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Fonte
: Arma dei Carabinieri
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CARABINIERI RITROVANO SANO E SALVO NICOLA, IL BAMBINO DISPERSO NEL MUGELLO, GRAZIE ALLA SEGNALAZIONE DI UN GIORNALISTA DELLA RAI

Palazzuolo sul Senio loc. Quadalto (FI), 23 giugno 2021 – La segnalazione di un giornalista della RAI, , che ha sentito un flebile guaito provenire da scarpata sottostante, ha consentito ai militari dell’Arma di ritrovare sano e salvo Nicola Tanturli, scomparso il 21 giugno dalla sua abitazione dell’Alto Mugello. E’ stato ritrovato a 2,5 km di distanza da casa.

Il Lgt CS Danilo Ciccarelli, comandante della Stazione CC Scarperia, impegnato nelle ricerche, si è calato a 25 metri individuando il piccolo, che ha chiesto subito della mamma. Lo stesso luogotenente lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo alla mamma.

Il piccolo Nicola, sarà portato all’ospedale di Borgo San Lorenzo per gli accertamenti del caso.

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Fonte
: Arma dei Carabinieri
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Il generale Carlo Cerrina dell’Arma dei carabinieri in visita di commiato al Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”

da sx colonnello Marco Iovinelli e il gen. b. Carlo Cerrina

L’Aquila, 16 giugno 2021 – Il colonnello Marco Iovinelli, comandante del Comando Militare Esercito Abruzzo Molise, ha ricevuto oggi in visita di commiato il generale di brigata Carlo Cerrina, comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”,  che nei prossimi giorni, lascerà la Regione per assumere l’incarico di comandante della Legione Allievi Carabinieri di Roma.

Nell’incontro svoltosi in un clima di viva cordialità, è stata evidenziata la fattiva e proficua collaborazione tra le amministrazioni regionali e le varie Forze Armate presenti nella Regione.

Nel corso dell’incontro il generale Cerrina ha tracciato un bilancio dell’attività svolta durante il suo mandato, esaltandone i risultati resi ancor più difficoltosi dalla grave pandemia che ha colpito il Paese e che ha visto la Forza Armata in prima linea su molteplici fronti.  Ha quindi ringraziato tutti i militari del Comando per l’elevato impegno e la grande abnegazione con cui assicurano la presenza dello Stato nella Regione.

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Fonte
: Stato Maggiore Esercito – CME Abruzzo Molise
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Carabinieri, il generale di corpo d’armata Carmelo Burgio visita il comando provinciale di Frosinone

Frosinone, 14 aprile 2021 – Questa mattina, il comandante interregionale Carabinieri “Podgora”, generale di corpo d’armata Carmelo Burgio, ricevuto dal colonnello Alfonso Pannone, ha fatto visita al comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone per porgere il suo personale saluto alle varie componenti dell’Arma provinciale, dell’A.N.C. ed ai delegati CO.BA.R. della rappresentanza militare.

Nel corso dell’incontro il comandante Interregionale, oltre a soffermarsi sull’importante funzione svolta dai Carabinieri nella costante presenza e visibilità sul territorio, ha espresso ai militari il proprio apprezzamento per l’impegno e la dedizione profusi nello svolgimento della loro quotidiana attività istituzionale finalizzata alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, complimentandosi altresì per le capacità professionali, l’alto senso del dovere e l’altruismo, attestati dai concreti risultati operativi conseguiti in termini di attività di contrasto e di prevenzione, anche in questo periodo pandemico. L’alto Ufficiale, inoltre, ha sottolineato a tutti i Carabinieri del Comando Provinciale l’importanza della funzione da loro quotidianamente svolta, specie dalle Stazioni Carabinieri, autentica espressione di prossimità delle Istituzioni al cittadino, espressa attraverso la costante azione di sostegno e vicinanza alla collettività anche e soprattutto nelle piccole comunità.

Dopo un breve e cordiale incontro con il Prefetto di Frosinone dott. Ignazio Portelli, il Presidente del Tribunale di Frosinone dott. Paolo Sordi e con il procuratore capo dott. Antonio Guerriero, il generale ha lasciato il capoluogo ciociaro per far visita ai Comandi Stazione dell’Arma di Arce, Ripi e Ferentino.

Il generale di corpo d’armata Carmelo Burgio ha assunto il comando interregionale “Podgora” di Roma nel gennaio 2021 dopo aver retto l’Interregionale “Culqualber” di Messina, aver ricoperto il ruolo di vice comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri e quello di Ispettore degli Istituti di Specializzazione dell’Arma. Oltre ai Comandi Provinciali di Caserta e Trapani ha altresì comandato il Reggimento Paracadutisti “Tuscania”, una sezione del GIS ed ha svolto numerose missioni all’estero fra cui:

  • la Nato Training Mission-Afghanistan a Kabul per lo sviluppo, la formazione e la consulenza alla polizia nazionale afghana;
  • la MSU in Bosnia ed Iraq per funzioni di peacekeeping ed assistenza umanitaria;
  • la Enduring Freedom a Tampa avviata a seguito dell’attentato dell’11 settembre 2001.
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Carabinieri, il generale di corpo d’armata Gianfranco Cavallo in visita ai reparti di Gioia Tauro


Gioia Tauro (RC), 20 marzo 2021 –
Il generale di corpo d’armata Gianfranco Cavallo, comandante interregionale Carabinieri “Culqualber”, organo di alta direzione territoriale dell’Arma di Calabria e Sicilia, ieri si è recato in visita per la prima volta, presso il Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro.

La visita si è svolta nel pieno rispetto delle prescrizioni in tema di Covid 19.

Il generale si è recato prima presso la nuova struttura che da poco ospita la Tenenza di Rosarno. Accolto dal comandante, sottotenente Vincenzo Acampora, l’ufficiale Generale, a 3 giorni dalla giornata dedicata al ricordo delle vittime di mafia, ha voluto rivolgere, un indirizzo di saluto a tutti i militari presenti, esprimendo il proprio apprezzamento e ringraziamento ai Carabinieri rosarnesi, per l’incessante opera di contrasto alla criminalità, impegnati quotidianamente in un territorio particolarmente difficile sul piano operativo, per la presenza di consorterie criminali di elevato spessore.

Il comandante interregionale Gianfranco Cavallo, si è poi diretto verso la sede del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro dove è stato accolto dal comandante, tenente colonnello Gianluca Migliozzi, il comandante della compagnia, capitano Andrea Barbieri e il comandante della stazione capoluogo, luogotenente Davide Micale.

Un caloroso saluto è stato riservato, in questa circostanza, a una rappresentanza di militari del gruppo, delle compagnie e stazioni dipendenti, agli organismi della rappresentanza militare e della locale Associazione Nazionale Carabinieri.
Il generale ha infine rivolto parole di ringraziamento e stima a tutti i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro per il lavoro compiuto nel contrasto a ogni forma criminale, rammentando l’importanza dell’etica del Carabiniere nonché i profondi valori su cui si basa il suo credo, evidenziando l’importanza rivestita dalla conoscenza del territorio al fine di poter ben interpretare le diverse dinamiche sociali e criminali, impresa in cui rimane centrale la Stazione Carabinieri, primo presidio di legalità sul territorio.

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