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Archivi categoria: Carabinieri

A Venezia esercitazione interforze “Joint Small Operation 2018” (video)

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Venezia, 27 marzo 2018 – Forze Armate e Croce Rossa Italiana simulano un’evacuazione di civili da un territorio estero, caratterizzato da crisi e violenze sociali. Presenti all’esercitazione alla presenza il capo di Stato Maggiore della Difesa italiano Claudio Graziano e del suo omologo austriaco, generale Othmar Commenda

Nella suggestiva cornice della laguna di Venezia, ha avuto luogo oggi pomeriggio l’esercitazione interforze e interagenzia “Joint Small Operation 2018” (JSO2018), con cui assetti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Croce Rossa Italiana si sono addestrati per simulare una evacuazione di civili dal territorio di un fittizio stato estero, caratterizzato da una situazione di profonda crisi e violenze sociali, tali da minacciare la sicurezza e l’incolumità di nostri connazionali presenti. Si è trattato, peraltro, di riprodurre uno scenario che, purtroppo, si è già realmente verificato nel passato.

L’esercitazione era infatti finalizzata a verificare il mantenimento della capacità d’intervento in simili situazioni, nonché della piena interoperabilità delle unità delle quattro Forze Armate con la Croce Rossa Italiana. Tra i principali assetti impiegati, alcune eccellenze militari, quali i Lagunari dell’Esercito, i fucilieri della Brigata Marina San Marco della Marina Militare, i fucilieri dell’Aria e i piloti del 51° stormo di Istrana dell’Aeronautica, tiratori scelti dell’Arma dei Carabinieri, squadre cinofile dell’Esercito e dell’Aeronautica, elicotteri delle Forze Armate e velivoli a pilotaggio remoto.

La trasformazione in chiave interforze è un passaggio irrinunciabile per garantire una maggiore efficienza ed efficacia delle nostre Forze Armate. In questo contesto abbiamo anche verificato la capacità di proiezione dal mare che, negli attuali scenari di minacce multiformi provenienti da sud e da est – dal terrorismo ai traffici illeciti – è sempre più di fondamentale importanza, per garantire la tutela degli interessi nazionali e la sicurezza del nostro Paese”, così ha commentato l’evento il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, che ha assistito, insieme al suo omologo austriaco, generale Othmar Commenda, all’esercitazione. Per la più alta carica militare italiana le capacità anfibie di Esercito e Marina, rappresentate dalla Brigata Marina San Marco e dal reggimento Lagunari, insieme al supporto aereo dell’Aeronautica Militare e al contributo dell’Arma dei Carabinieri, sono elementi essenziali e di pregio per disporre di una brigata anfibia che possa esprimere al meglio le capacità militari italiane in contesti internazionali importanti per la sicurezza collettiva.

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E proprio di sicurezza e difesa comune europea aveva già parlato in mattinata il generale Claudio Graziano, che, insieme al generale Othmar Commenda aveva partecipato ad un simposio sul tema organizzato dall’Istituto di Studi Militari Marittimi presso l’arsenale.

Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha precisato il generale Graziano nel corso del suo intervento – la consapevolezza di dover affrontare le crisi con un approccio globale e inclusivo. Nessun Paese sarà mai in grado di affrontare da solo, in maniera efficace, le imprevedibili crisi dei nostri tempi. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare ed affrontare con successo tali sfide”.

In questo contesto, in ambito europeo assume particolare importanza anche il ruolo dei rapporti bilaterali e di cooperazione tra Paesi, specie nell’ambito della difesa e sicurezza. Questi incontri sono finalizzati appunto a sostenere e valorizzare l’impegno che riveste l’Italia a livello internazionale e, ha concluso il generale Graziano, “le Forze Armate costituiscono un essenziale ingranaggio di un più complesso meccanismo istituzionale volto a proiettare, in contesti multinazionali interoperabili, stabilità e sicurezza sugli scenari internazionali.”

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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L’arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per il decesso dell’appuntato scelto Alessandro Borlengo

 stemma-arma-carabinieriRoma, 23 marzo 2018 – L’Arma dei Carabinieri si stringe compatta intorno ai familiari dell’Appuntato Scelto Alessandro Borlengo, deceduto oggi in servizio a Borgo San Martino di Bra (CN) in un incidente stradale, esprimendo la propria vicinanza e il proprio cordoglio per la sua tragica scomparsa.

Nel contempo formula i migliori auguri di pronta e piena guarigione agli altri Carabinieri rimasti feriti nell’incidente. 

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Cordoglio del generale Graziano per il decesso dell’appuntato scelto Alessandro Borlengo

Foto_Ufficiale_Capo_di_SMD_10x15_GenRoma, 23 marzo 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del gravissimo incidente stradale avvenuto nei pressi del Comune di Bra  (CN), in cui ha perso la vita l’appuntato scelto dei Carabinieri, Alessandro Borlengo, ed altri due colleghi sono rimasti feriti, di cui uno in gravi condizioni, ha espresso ai familiari dei militari e al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Ai militari rimasti feriti nell’incidente, il generale Graziano ha augurato pronta e piena guarigione.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Il generale di corpo d’armata Riccardo Amato è il nuovo vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 22 marzo 2018 – Cerimonia di avvicendamento nella carica di vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri fra il generale di corpo d’armata Vincenzo Coppola, cedente, e il generale di corpo d’armata Riccardo Amato, subentrante, ieri, presso la sala di rappresentanza del comando generale dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del comandante generale Giovanni Nistri e dei vertici dell’istituzione.

Nel corso della cerimonia il generale Nistri, a nome di tutti i Carabinieri, ha espresso al generale Coppola, che lascia il servizio attivo dopo 48 anni di carriera militare, il ringraziamento per quanto fatto per l’Arma e per l’Italia, in Patria e all’estero, con l’augurio “di riuscire a ottenere tutto quanto auspicato” per il  proprio futuro.

La carica di Vice Comandante Generale, che per legge viene conferita per la durata di un anno al generale di corpo d’armata più anziano dei Carabinieri, sarà rivestita, a partire da oggi, dal generale di corpo d’armata Riccardo Amato, a cui il generale Nistri ha formulato le vivissime felicitazioni per l’alto traguardo raggiunto ringraziandolo anticipatamente “per tutto quello che farà per sostenerlo” nella delicata azione di comando. 

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Fonte e immagine: Arma dei Carabinieri
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Carabinieri recuperano 37 opere d’arte rubate da chiese della provincia de L’Aquila

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Roma, 14 marzo 2018 – Conferenza stampa ieri presso il  comando dei Carabinieri del reparto operativo del comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC), che ha illustrato come sono arrivati a sequestrare 37 opere d’arte di epoca compresa tra il XVI e XX sec., tra cui spiccano, per importanza, 5 pale d’altare sottratte da due chiese della provincia de L’Aquila, chiuse al culto perché dichiarate inagibili, a seguito del sisma del 2009 ed un dipinto attribuito al Maestro Guido Reni.

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Il generale di brigata Fabrizio Parrulli

Relatori della conferenza il dottor Luigi Cannavale, procuratore aggiunto della procura della Repubblica di Salerno; la dottoressa Catia Cardillo, pubblico ministero presso la procura della Repubblica di Salerno; la dottoressa Tiziana Coccoluto, vice capo di Gabinetto vicario del MiBACT; il generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante del comando CC TPC; il tenente colonnello Nicola Candido, comandante del reparto operativo CC TPC.

Il gruppo criminale, effettuava furti di pregevoli opere d’arte che poi andavano ad arricchire l’arredo di alcune ville di lusso della costiera amalfitana, accrescendo il loro fascino per i turisti stranieri, che ne beneficiavano nei loro soggiorni di vacanza.

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L’operazione, avviata a settembre 2017, s’inquadra nelle attività preventive e repressive attuate dal comando TPC e, in particolare, in quelle info-operative svolte sul mercato clandestino di beni d’arte, che hanno permesso di acquisire elementi su imprenditori che avevano, nella loro disponibilità, numerosi beni di natura antiquariale di probabile provenienza furtiva. Gli ulteriori approfondimenti investigativi, coordinati della procura della Repubblica di Salerno, hanno consentito di identificare sia personaggi dediti alla ricettazione di opere d’arte antica, sia collezionisti, pronti ad acquistare beni culturali senza verificarne, pur di ampliare la loro raccolta, la lecita provenienza. Le successive perquisizioni e la comparazione delle immagini dei beni rinvenuti con quelli censiti nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal comando TPC, hanno confermato la corrispondenza di 37 opere, permettendo di risalire a 16 furti effettuati negli ultimi 20 anni, in varie province italiane e di denunciare a piede libero 3 persone.

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Questo importante recupero consentirà, a breve, di rendere nuovamente fruibile al pubblico opere d’arte di inestimabile valore storico, artistico e devozionale, tra cui si evidenziano, per importanza, le cinque pale d’altare risalenti al XVII-XVIII sec., sottratte in data antecedente al dicembre 2012, dalle chiese di San Nicola a Capestrano (AQ) e San Giacomo Apostolo a Scoppito (AQ), due tavole del XVI sec., parte del polittico della Chiesa di “San Rocco” di Formia (LT) dell’artista Gerolamo Stabile e il dipinto, raffigurante “Cristo che prega nell’orto” attribuito al pittore bolognese Guido Reni, sottratto nell’agosto del 2012 a una famiglia nobiliare napoletana.

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Conferenza stampa per comunicare il ritrovamento delle opere

 

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Fonte: Arma dei Carabinieri - Immagini: Ph. Monica Palermo
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Condoglianze dell’Arma dei carabinieri per la morte del generale Riccardo Bisogniero

74607_bisogniero_bigRoma, 13 marzo 2018 – Il generale di corpo d’armata in congedo Riccardo Bisogniero è deceduto all’età di 95 anni durante la notte, nella propria abitazione a Roma. Ha ricoperto la carica di comandante generale dell’Arma dei Carabinieri tra il 1984 e il 1986. Nella circostanza l’istituzione si unisce al cordoglio dei familiari con sentita partecipazione.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
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Il generale Graziano esprime il cordoglio delle Forze Armate per la scomparsa del generale Bisogniero

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Il generale di corpo d’armata Riccardo Bisogniero

Roma, 13 marzo 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del decesso del generale di corpo d’armata dell’Esercito Riccardo Bisogniero, esemplare figura di comandante, esprime ai familiari dell’alto ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Nel 1943, al termine del corso dell’Accademia militare venne nominato Sottotenente dei bersaglieri e prese parte al secondo conflitto mondiale. In particolare, si distinse nella Guerra di Liberazione, dove meritò la decorazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

Nel corso della sua brillante carriera, ricoprì incarichi prestigiosi, tanto di comando, quanto di staff. Infatti, dopo la fine del conflitto, Bisogniero frequentò la Scuola di Guerra e il corso di Stato Maggiore Interforze. Dopo aver ricoperto l’incarico di addetto militare presso l’ambasciata d’Italia a Belgrado, comandò l’8° reggimento bersaglieri e, quindi, nominato generale, diresse dal 1974 al 1977, il III reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito. Successivamente, comandò la divisione corazzata “Ariete” fino al 1979, anno in cui venne designato consigliere militare del Presidente del Consiglio dei Ministri. Dal 1981 al 1984 fu comandante del III Corpo d’Armata.

L’alta professionalità, la guida illuminata e l’incondizionato spirito di servizio portarono il generale Bisogniero a ricoprire l’incarico di comandante generale dell’Arma dei Carabinieri dal 1984 al 1986 e, successivamente, fu nominato capo di Stato Maggiore della Difesa, carica che ricoprì fino ad aprile del 1988.

Nel ricordarne la figura, il generale Claudio Graziano ha affermato che “il Generale Bisogniero si dimostrò un Comandante di caratura eccezionale, che fece della fedeltà e dell’attaccamento alle Istituzioni la sua ragione di vita. Una straordinaria figura di Uomo e di Soldato, che seppe gestire le crisi complesse dell’epoca, dal punto di vista militare, strategico e della sicurezza interna in maniera brillante e avveduta, non solo in momenti di particolare gravità per il Paese, come, ad esempio, il terrorismo interno e la grande criminalità organizzata, ma anche nelle grandi questioni internazionali, come la crisi di Sigonella e il mutamento dello scenario geopolitico che portò poi allo sfaldamento del Patto di Varsavia”. Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi voluto concludere con un pensiero di particolare vicinanza al figlio, ambasciatore Claudio Bisogniero, rappresentante permanente italiano presso la NATO.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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