Archivi categoria: Carabinieri

Paracadutisti 1° btg Carabinieri Tuscania e del 2° btg Tarquinia ricordano le loro origini con una cerimonia a porte chiuse

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Livorno, 3 luglio 2020 – I paracadutisti del 1° Battaglione Carabinieri Tuscania e del 2° Battaglione Tarquinia il 1 luglio hanno ricordato le loro origini con una celebrazione a porte chiuse presso la caserma “P. Vannucci” di Livorno. Con una cerimonia congiunta è stato celebrato l’80° anniversario della costituzione del 2° btg. paracadutisti “Tarquinia” e del 1° btg. Carabinieri paracadutisti, pedine di manovra tuttora inquadrate rispettivamente nel 187° rgt. paracadutisti “Folgore”, al comando del colonnello Mauro Zandonadi, e nel 1° rgt. CC. par. “Tuscania”, al comando del colonnello Salvatore De Montis.

La cerimonia si è svolta a porte chiuse, nel rispetto delle limitazioni imposte dall’attuale situazione per l’esigenza COVID-19, alla presenza del comandante della brigata paracadutisti “Folgore”, generale di brigata Beniamino Vergori, e del comandante della 2^ brigata mobile dei Carabinieri, generale di brigata Stefano Iasson, oltre ad una rappresentanza di ufficiali e sottufficiali di entrambi i reggimenti e del 9° rgt. ass. “Col Moschin”, avente sede anch’esso all’interno della caserma Vannucci.

Entrambi i battaglioni vennero costituiti nel luglio 1940 presso la regia scuola di paracadutismo militare, istituita presso l’aeroporto “Amerigo Sostegni” di Tarquinia (VT), in data 15 ottobre 1939.

Il compito della Regia Scuola era quello di addestrare i futuri paracadutisti delle Forze Armate italiane sul suolo nazionale, facendo leva sulle esperienze maturate in seno al Campo Scuola paracadutisti libici creato a Castel Benito (Libia) nel 1938.

Nel volgere di pochi mesi, le attività sempre più intense all’interno della Regia Scuola di Paracadutismo condussero alla creazione di un corpo istruttori formato da una cinquantina di ufficiali e sottufficiali.

Successivamente, il 1° luglio 1940, un gruppo di volontari provenienti da varie Armi e Specialità delle Forze Armate Italiane, dette vita al I° battaglione volontari paracadutisti, al comando del tenente colonnello Camillo Benzi, prima di 3 unità paritetiche create in pari data nell’ambito della Scuola di Tarquinia per dare sistemazione organica ai numerosi aspiranti ed allievi paracadutisti che affluivano da tutti i reparti d’Italia.

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Contemporaneamente, su ordine del generale di corpo d’armata Riccardo Moizo, comandante generale del corpo dei Carabinieri Reali si radunavano in Roma presso la Caserma “Podgora” i Carabinieri Reali aspiranti allievi paracadutisti agli ordini del Maggiore Bruto Bixio Bersanetti.

Il 12 luglio 1940 lo Stato Maggiore del Regio Esercito sanciva ufficialmente l’avvenuta costituzione del Battaglione Carabinieri paracadutisti, il quale – trasferitosi a Tarquinia per iniziare l’addestramento aviolancistico – in ragione dell’anzianità d’Arma assumeva, a far data dal successivo 15 luglio, la denominazione di 1° battaglione Carabinieri paracadutisti, mentre il già 1° battaglione trasformava il suo nome in quello di 2° battaglione paracadutisti.

Da quei pochi eventi del luglio 1940 si svilupparono, nei mesi e negli anni successivi, le vicende che hanno fatto la storia del paracadutismo militare italiano sui campi di battaglia all’estero e in Patria, e che videro protagonisti, nel volgere di soli 2 anni, il 2° battaglione paracadutisti con il lancio su Cefalonia (30 aprile 1941), il 1° battaglione Carabinieri paracadutisti che si coprì di gloria nella battaglia di Eluet El Asel (Libia) il 19 dicembre 1941, e di nuovo il 2° battaglione paracadutisti che insieme all’intera Divisione “Folgore” scrisse pagine di assoluto valore ad El Alamein.

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Fonte:
187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”
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Carabinieri ritrovano dipinto dell’artista Banksy trafugato dal teatro Bataclan di Parigi nel 2019

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Sant’Omero (TE), 11 giugno 2020 – Conclusa ieri mattina una operazione di polizia coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di L’Aquila in collaborazione con la magistratura e la Polizia Criminale francese.

I Carabinieri della compagnia di Alba Adriatica, insieme ai colleghi del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Ancona e alla Polizia Giudiziaria di Parigi, hanno recuperato un dipinto realizzato dall’artista inglese Banksy (pseudonimo), un maestro della “street art” di fama mondiale. L’opera era situata su una porta di sicurezza del Teatro “Bataclan” di Parigi, in omaggio alle 130 vittime degli attacchi terroristici del 2015, 90 delle quali mietute proprio in quel locale il 13 novembre. Il dipinto, raffigurante una ragazza dolente, è diventato un simbolo del tragico evento e fu trafugato il 26 gennaio 2019.

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Il recupero dell’icona è stato possibile soprattutto grazie alla preziosa collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e francesi, in ottemperanza ai protocolli propri della cooperazione internazionale.

L’eccezionale rinvenimento è avvenuto alle prime ore dell’alba di ieri durante l’esecuzione, da parte dei Carabinieri operanti, di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura Distrettuale di L’Aquila. L’opera era ben nascosta nel sottotetto di un’abitazione che si trovava nella disponibilità di un cittadino italiano residente a Tortoreto.  

Proseguono le indagini volte a chiarire le modalità con le quali l’opera è giunta in Italia ed il ruolo giocato dagli italiani coinvolti.

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L’Arma dei Carabinieri celebra il 206° annuale della fondazione (video)

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Roma, 05 giugno 2020 – Ricorre oggi il 206° annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che quest’anno assume un significato ancora più profondo in quanto coincide con il centenario della concessione della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera di Guerra dell’Istituzione, per il valore dimostrato e il sangue versato durante il primo conflitto mondiale. Era il 5 giugno 1920 e da allora in questa data si celebra la Festa dell’Arma, nata come “Corpo dei Carabinieri reali” il 13 luglio del 1814.

La celebrazione della ricorrenza è avvenuta con la deposizione di una corona d’alloro ai caduti, nel Sacrario del Museo Storico dell’Arma. Presenti per rendere omaggio il ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, il comandante generale, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, e i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale di Assistenza per Orfani dei Militari dell’Arma.

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Le misure di contenimento della pandemia non hanno consentito di prevedere la tradizionale cerimonia militare, ma come ha ricordato il Comandante Generale nel messaggio rivolto a tutti i carabinieri “la solennità ideale della ricorrenza è interamente riposta nella confermata adesione di tutti ai valori fondanti dell’Istituzione. Tali principi sono emblematicamente sottesi nella concessione, esattamente cento anni fa da oggi, della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla nostra gloriosa Bandiera e hanno ricevuto rinnovata attestazione nelle attività condotte durante l’emergenza sanitaria. Sin dal suo insorgere l’Arma tutta, dai minori livelli ordinativi in su e ovunque sul territorio nazionale, ha rappresentato la più immediata espressione della prossimità dello Stato ai cittadini, dimostrandosi ancora una volta concreta interprete di quel ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione che è patrimonio unanimemente riconosciuto della Sua storia”.

Un contributo prezioso quello offerto dai Carabinieri in questi difficili frangenti, al pari di quello nell’ordinario contrasto a ogni forma di criminalità, reso con abnegazione silenziosa, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. Un pericolo reale, testimoniato dai tanti Caduti di ogni tempo, basti ricordare l’eroismo del vice brigadiere Salvo d’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, di cui il prossimo 17 ottobre ricorre il centenario della nascita, e l’esempio del mar. magg. Vincenzo Carlo Di Gennaro, ai cui famigliari ieri il generale Nistri ha personalmente consegnato la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, e ultimi, in ordine di tempo, i Caduti appuntato scelto Emanuele Anzini e vice brigadiere Mario Cerciello Rega.

Fin dalla sua nascita l’Arma dei Carabinieri è al fianco degli italiani per garantire loro sicurezza e prossimità attraverso la capillare diffusione sul territorio delle oltre 4500 Stazioni e Tenenze territoriali, alle quali si aggiungono le circa 1.000 Stazioni forestali, e contribuisce alla tutela di interessi collettivi attraverso l’impegno dei reparti specializzati. Per far ciò, ha spesso adeguato la propria struttura organizzativa, mantenendosi saldamente ancorata ai propri valori. In quest’opera di continuo rinnovamento cento anni fa nascevano la scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, i Battaglioni Mobili e la Banda musicale dell’Arma.

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La professionalità degli uomini e delle donne dell’Arma presenti in numerose aree del mondo, inquadrati in contingenti multinazionali e interforze a fianco dei colleghi di Esercito, Marina e Aeronautica” è stata sottolineata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa nel suo messaggio augurale per la ricorrenza, evidenziando tra l’altro “lo straordinario impegno per favorire la pacifica convivenza tra i popoli e dare sostegno e migliori prospettive di vita in luoghi e terre remote”.

Il ministro della Difesa ha invece posto l’attenzione sull’innata capacità dei carabinieri di essere, con garbo e discrezione, sempre vicini ai cittadini, che sanno di poter trovare in ciascun di loro un riferimento sicuro e una mano tesa nelle difficoltà. L’on. Guerini ha pertanto invitato le donne e gli uomini dell’Arma ad essere “fieri ed orgogliosi di questo rapporto privilegiato con gli italiani costruito in più di due secoli di vita, alimentato quotidianamente per garantire sicurezza, legalità e ordine.

Anche il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio indirizzato al generale Nistri, ha rivolto l’augurio più fervido degli italiani a tutti i carabinieri, sottolineando la dedizione dimostrata in questo periodo particolarmente difficile che “ha confermato quel rapporto di naturale relazione e fiducia con la gente, garantendo la prossimità rassicurante dello Stato, solidarietà e concreta assistenza”. Lo spirito di sacrificio dei militari dell’Arma in favore delle comunità loro affidate è testimoniato anche dall’elevato numero di contagiati e di deceduti, ha proseguito il Capo dello Stato, che ha voluto esprimere la vicinanza e la riconoscenza della Repubblica ai Caduti di ogni tempo e ai loro familiari.

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I Carabinieri nella presentazione del concorso fotografico Siena Awards 2020

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Siena, 27 aprile 2020 – Presentata oggi la 6^ edizione di Siena Awards, evento fotografico in programma a Siena dal 23 ottobre al 29 novembre 2020, dal titolo “L’immaginazione non si ferma”. La manifestazione è stata presentata da Luca Venturi che, insieme al colonnello Stefano Di Pace, comandante provinciale dei Carabinieri di Siena, ha voluto commentare la copertina della manifestazione.

La foto è dedicata alla speranza e ritrae la spontaneità di una bambina, che indossa una mascherina nell’epoca del corona-virus, nel momento in cui dona un fiore ad un carabiniere, quasi a volerlo ringraziare per il servizio che svolge.

Il Siena Awards, tra i 5 più importanti concorsi fotografici al mondo, vede la partecipazione di 160 paesi ed ha visto, tra l’altro, l’adesione di Ami Vitale, Randy Olson, Brendt Stirton, Mary Calvert, Paula Bronstein, Greg Lecoeur, Alain Schroeder, Timothy Allen, nonché la presenza in giuria di rappresentanti delle più importanti testate internazionali, tra cui New York Times, The Guardian, National Geographic, Bloomberg, Lonely Planet, The Times, Daily Mirror, El Pais.

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La foto scelta per la presentazione, scattata da un carabiniere, Giuseppe Ulizio, ritrae la dolcezza del gesto della bambina, verso la quale protende il militare, condividendo il gesto di positività e di fiducia, in una azzeccata sovrapposizione cromatica che vede sovrapporsi i colori dell’abitino e dell’uniforme.

Si tratta di un semplice ma importante riconoscimento a tutti i carabinieri che, anche in questo momento di difficoltà, in ogni parte d’Italia, accanto a medici, infermieri e agli altri operatori della sicurezza, hanno continuato a svolgere il loro servizio nelle Comunità e per le Comunità” ha detto il colonnello Di Pace, ringraziando Luca Venturi della bella iniziativa e del riconoscimento dato all’Arma.

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Locride, Carabinieri e Cacciatori di Calabria sequestrano bunker nascondiglio di latitanti

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Reggio Calabria, 18 aprile 2020 – Rinvenuto un altro bunker nella Locride dai Carabinieri della stazione locale in sinergia con lo squadrone eliportato “Cacciatori Calabria”, durante una serie di perquisizioni e rastrellamenti su diversi terreni. Il bunker,  probabilmente destinato a nascondere latitanti locali, composto da una camera con letto munita di batteria per allaccio elettrico, è stato sequestrato.

L’accesso era abilmente occultato da un grosso blocco di cemento, ricavato in un muretto a secco, scorrevole su dei binari in ferro grazie ad un meccanismo azionabile manualmente.

Analoghi rinvenimenti erano stati effettuati negli ultimi mesi dai militari del Gruppo Carabinieri di Locri nei territori di competenza della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio, della Stazione di Locri e della Stazione di Platì, dove i militari sempre supportati dai militari dei “Cacciatori” hanno scoperto diversi bunker.

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Pochi mesi fà, proprio a Platì ne fu scoperto uno molto simile, anch’esso ricavato in un muretto a secco, quando, nella circostanza vennero rinvenuti, in un tubo in plastica, circa 50 mila euro in banconote da diverso taglio all’interno di un sacchetto.

Questo il bilancio di un servizio di controllo straordinario del territorio disposto dal Gruppo Carabinieri di Locri. I servizi svolti dall’Arma della Locride si inseriscono in una mirata strategia operativa, tesa principalmente alla cattura dei latitanti, al contrasto alla criminalità organizzata e all’aggressione dei patrimoni illeciti delle cosche, adottata anche a seguito di un attento monitoraggio dei delitti commessi nell’area. Lo scopo dei Carabinieri è sempre lo stesso, e cioè il contrasto ai traffici illeciti e ai centri decisionali della ‘ndrangheta scoraggiando chi cerca di sottrarsi alla giustizia, ostentando la latitanza per affermare il proprio potere mafioso.

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Carabinieri, il generale Gaetano Angelo Antonio Maruccia è il nuovo vice comandante generale dell’Arma

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Roma, 24 marzo 2020 – Avvicendamento nella carica di vice comandante generale dell’Arma, ieri mattina, tra il generale di corpo d’armata Ilio Ciceri, cedente, e il generale di corpo d’armata Gaetano Angelo Antonio Maruccia, che al momento sta rivestendo anche l’incarico di comandante interregionale dei Carabinieri “Pastrengo”.

In linea con l’emergenza coronavirus il cambio è avvenuto tramite collegamento in videoconferenza, su una piattaforma informatica, a cui hanno partecipato i vertici dell’Arma.

Il mandato di Vice Comandante Generale per legge viene conferito per la durata di un anno al Generale di Corpo d’Armata più anziano dei Carabinieri.

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Bergamo, emergenza ossigeno, in campo i Carabinieri che recuperano 250 bombole (video)

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Bergamo, 23 marzo 2020 – Rilevante carenza di ossigeno per i pazienti in quarantena domiciliare affetti da Covid-19 a Bergamo. Per ovviare la situazione i Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo, in accordo con la prefettura locale e l’Agenzia di Tutela della Salute, hanno recuperato oltre 250 bombole di ossigeno vuote, che stavano nelle abitazioni delle persone decedute  o presso le farmacie. I militari dell’Arma le hanno quindi consegnate alle aziende produttrici di gas tecnici per la tempestiva rigenerazione ed immissione nel territorio provinciale a favore di nuovi 250 ammalati.

Grosse difficoltà erano state segnalate nel reperire i presidi medici ad ATS di Bergamo, de alcuni farmacisti e da numerosi pazienti presenti nelle loro abitazioni.

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L’operazione, che ha visto coinvolte tutte le Tenenze e le Stazioni dell’Arma di Bergamo, ha permesso di fronteggiare tempestivamente la carenza di ossigeno più volte lamentata da l’Arma di Bergamo. Come già accaduto nei giorni scorsi, anche oggi i Carabinieri continueranno a garantire il trasporto dei medicinali e delle apparecchiature sanitarie in favore dei nosocomi della provincia, in particolare l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’ospedale Bolognini di Seriate e l’ospedale di Treviglio, tutti in prima linea contro l’epidemia in atto.

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Carabinieri, monitoraggio in Sardegna nelle aziende produttrici di Dispositivi Protezione Individuale

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Cagliari, 16 marzo 2020 – I militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. e del Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari, a seguito delle disposizioni nazionali sulla gestione dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”, hanno avviato un’attività di monitoraggio  sulle aziende in Sardegna in grado di produrre i Dispositivi Protezione Individuale (DPI), indispensabili per consentire il prosieguo in sicurezza delle attività finalizzate al contenimento del fenomeno epidemiologico.

In tale contesto, i carabinieri hanno individuato presso l’area di stoccaggio del “porto canale” di Cagliari un container contenente un considerevole quantitativo di D.P.I. destinati per la rivendita ad una farmacia all’ingrosso di Genova.

Il prefetto di Cagliari, dr. Bruno Corda, su istanza della Regione Sardegna, ieri ha preso atto delle risultanze degli accertamenti svolti dai Carabinieri del N.A.S. di Cagliari e dell’indispensabilità del suddetto materiale per le strutture sanitarie della Regione nella gestione dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”, disponeva di acquisire il predetto materiale mettendolo nell’immediata disponibilità dell’autorità regionale.

Il provvedimento è scaturito da “indifferibili ed urgenti necessità di sicurezza pubblica connesse alla salvaguardia della vita e della salute, considerata altresì la condizione di insularità del territorio sardo che ne aggrava ulteriormente il reperimento”.

Tale sinergia tra la Prefettura, la Regione Autonoma della Sardegna e l’Arma dei Carabinieri ha permesso quindi di acquisire i predetti dispositivi sanitari, consentendo alle strutture preposte di implementare il materiale di consumo in uso presso le strutture di protezione civile ed ospedaliere impegnate per far fronte all’emergenza epidemiologica in Sardegna.

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‘ndrangheta, Carabinieri dei Cacciatori di Calabria arrestano esponente di spicco supportati dai Carabinieri di Locri

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Reggio Calabria, 13 marzo 2020 – “La lotta alla criminalità organizzata continua senza tregua anche in condizioni di grave emergenza come quelle che stiamo vivendo in queste ore. La notte scorsa infatti i Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto dell’Arma territoriale di Locri, hanno arrestato Cesare Antonio Cordì, esponente di spicco della ‘ndrangheta. Il latitante è stato individuato a seguito delle violazioni delle prescrizioni decise dal governo per l’emergenza coronavirus. Ringrazio tutto il personale dell’Arma dei Carabinieri e di ciascuna Forza armata che, continuando ad operare con il massimo dell’impegno, fanno sentire sempre più forte la presenza dello Stato a salvaguardia della legalità e della sicurezza collettiva”, questo ciò che ha scritto in una nota il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ringraziando i militari dell’Arma per il lavoro svolto.

Ma come sono riusciti i Carabinieri a incastrare il latitante? L’intraprendenza nel violare le prescrizioni delle norme di emergenza coronavirus dettate in questi giorni dal Governo, ha fornito l’ultimo tassello agli investigatori dell’Arma: quell’abitazione non poteva essere solo il buen-retiro di un onesto cittadino.

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Nella tarda serata di ieri, sono risultate quindi fatali a Cesare Antonio Cordì, classe 1978, le condizioni ambientali generate dall’emergenza sanitaria in atto, impedendogli di celare la propria presenza in una casa tra le tante che, in questi giorni, vedono la sola fugace uscita per gli acquisti quotidiani di derrate alimentari.

È bastata poi il flebile bagliore di una sigaretta – carpito dalla fessura di una tapparella – per dare la certezza ai Carabinieri che, in quella casa in Contrada Monica di Bruzzano Zeffirio, ci fosse il ricercato sulle cui tracce erano ormai da giorni.

Ancora una volta i Carabinieri della provincia aspromontana si sono confermati inesorabili cacciatori di latitanti, pronti a imporre l’osservanza della giustizia a chi, dopo la commissione dei reati, prova a sottrarsi ulteriormente alle proprie responsabilità.  

Un’azione fulminea, quella dei militari delle Compagnie di Bianco e Locri, dei Carabinieri dello squadrone eliportato “Cacciatori d’Aspromonte”, che non ha concesso la minima possibilità alla  fuga già orchestrata da un ingresso secondario al figlio di Antonio “u ragiuneri”, il quale si era reso irreperibile in occasione dell’esecuzione dell’operazione “Riscatto” della Compagnia di Locri.

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Una manovra investigativa che, nell’agosto del 2019, aveva consentito ai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, di assestare un durissimo colpo alla storica cosca locrese dei “Cordì”, ai cui partecipi furono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta.

In particolare, a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti Procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo, a carico di Cesare Antonio Cordì è stato emesso un provvedimento di custodia carceraria poiché indagato per trasferimento fraudolento di valori – aggravato perché commesso al fine di agevolare l’associazione mafiosa – in quanto, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, attribuiva fittiziamente alla moglie Teresa Giorgi la titolarità formale dell’esercizio commerciale “Dolcemente di Giorgi Teresa” ad Ardore.

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Sono in corso le indagini per ricostruire la rete che di persone che ha favorito la latitanza del 42enne esponente di spicco della ‘ndrangheta di Locri.

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Scuola Ufficiali Carabinieri, inaugurato l’anno accademico 2019-2020

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Roma, 25 gennaio 2020 – Nella mattinata, presso l’aula magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dei Ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, della Giustizia, Alfonso Bonafede, della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019 – 2020.

Fra le tante personalità presenti, autorità parlamentari, di governo e diplomatiche, esponenti delle magistrature, delle Forze armate, delle Forze di polizia, delle agenzie di informazione e sicurezza, il presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M., i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Riccardo Galletta, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

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Ha quindi preso la parola il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri. Tra i temi trattati, la necessità, nonostante il 2019 abbia segnato il più basso tasso di reati degli ultimi 10 anni, di accrescere la sicurezza percepita anche attraverso la rassicurazione dei singoli, minacciati dall’ansia, acuita dalle crescenti fragilità sociali. Il modello di prossimità dell’Arma, capillarmente diffuso sul territorio, che coniuga efficienza operativa e qualità delle relazioni umane risponde a questa esigenza. Tenenze e Stazioni rappresentano infatti per 7.416 Comuni d’Italia l’unico presidio di polizia e a questo presidio nel 2019 sono stati destinati oltre 2.600 carabinieri. I reparti dell’Arma nel loro complesso hanno perseguito il 73% di tutti i reati denunciati, scoprendo il 63% dei casi risolti da tutte le Forze dell’Ordine.

Un impegno, ha ricordato il generale Nistri, che sovente mette a repentaglio l’incolumità dei Carabinieri, come dimostrano i tre morti e 2.033 feriti e contusi, vittime di resistenze e aggressioni, oltre il 28% in più rispetto al 2018. Un dato che preoccupa perché frutto di un clima che vede l’autorità costituita comunque espressa associata a riferimenti negativi. Da qui la riflessione sul bisogno di misura anche nella formazione dell’opinione pubblica.

Il modello di prossimità è “l’anima” che l’Arma apporta al sistema della sicurezza interna. Un sistema equilibrato nel quale l’espressione formale della pubblica sicurezza procede “verticalmente” dalle autorità provinciali – prefetti e questori – a quella nazionale del Ministro dell’Interno, ma trova il suo completamento nella responsabilità “orizzontale”, propria nella maggior parte dei casi dei Reparti Carabinieri, unici presidi sul territorio. 

La cerimonia è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio della riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma: a 3 anni dall’adozione dei provvedimenti i risultati operativi si sono moltiplicati, con controlli che hanno registrato un incremento progressivo, del 31% nei primi due anni e di un ulteriore 6% nel 2019, anche grazie all’assegnazione di 790 militari ai reparti forestali e all’acquisizione di mezzi ed equipaggiamenti. Le misure organizzative adottate hanno inoltre consentito di conseguire economie di esercizio per 35 milioni di euro, superando l’obiettivo di 32 milioni fissato per legge.

Si è parlato inoltre di innovazione tecnologica, con importanti investimenti sia nell’area operativa che in quella concorsuale, e di benessere del personale. Il generale Nistri ha auspicato tra l’altro provvedimenti che possano compensare la riduzione del trattamento pensionistico a seguito dell’introduzione del sistema contributivo

Parlando di diritti del personale il comandante generale ha affrontato il tema dell’associazionismo militare di natura sindacale. Un argomento a cui l’Istituzione guarda con estremo interesse e con il vivo auspicio che una legge sia approvata a breve, nella convinzione che “l’innesto delle relazioni sindacali non è un aspetto neutro nella regolazione della vita di un’Istituzione, talché risulterebbero assai semplicistiche soluzioni che, aderenti a realtà organizzative affatto differenti, non tengano nella dovuta considerazione le necessità operative e di impiego di migliaia di presidi diffusi sul territorio nazionale”.

Infine, rivolgendosi ai giovani ufficiali allievi, il generale Nistri ha ricordato che la militarità, requisito irrinunciabile per l’Arma, è condizione particolare, riconosciuta dalla Costituzione a presidio delle Istituzione democratiche e comporta dei limiti di continenza. Ha citato Giuseppe Mazzini che scriveva: “La questione vitale che si agita nel nostro secolo è una questione di educazione. Educazione ad un principio: il dovere. Attraverso l’educazione al dovere si può arrivare a comprendere che lo scopo della vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori. Questo non vuol dire rinunciare ai diritti, bensì arrivare al loro raggiungimento attraverso la pratica dei doveri”. “La pratica dei doveri – ha proseguito il Comandante Generale – è la grammatica etica della nostra formazione e la pietra d’angolo della nostra funzione. Una funzione da esercitare con «disciplina ed onore», come recita la Costituzione. E non ci può essere onore senza servizio. Servire la Patria e i cittadini. Servire i Carabinieri che vi verranno affidati. Servirli con la competenza delle conoscenze, l’umiltà dell’ascolto, la responsabilità delle decisioni, il coraggio delle rinunce”.

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Ha preso dunque la parola il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini il quale, dopo aver ribadito ai giovani ufficiali allievi “che se l’arma dei carabinieri, da oltre due secoli, è un pilastro insostituibile per la nostra collettività, lo deve anche e soprattutto alla capacità che ha dimostrato di saper trasmettere alle sue nuove generazioni tutto il suo inestimabile patrimonio di tradizioni, di identità, di valori, di conoscenza, di procedure, di tecnologia”, ha dichiarato aperto l’anno accademico 2019 – 2020.

Inaugurazione anno accademico - Giuseppe Conte

In chiusura ha preso la parola il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte che ha fatto una attenta disamina delle innumerevoli attività che vedono impegnati i carabinieri sul territorio nazionale e all’estero. “Siete una risorsa del Paese” –  ha detto il massimo esponente del Governo – “che sa ispirarsi alle regole democratiche, divenendo veicolo di promozione di quell’umanesimo che deve porre l’individuo al centro della società. Una forza sana, che sa affrontare anche le vicende più dolorose, andando ben oltre le normali mansioni d’istituto e rinunciando, talvolta, anche al calore degli affetti più cari, ricompensati tuttavia, da attestazioni di riconoscenza e piena umanità da parte del cittadino. Ed è così che il sistema della pubblica sicurezza trova il suo necessario completamento nella responsabilità, aderente e concreta, dell’azione di polizia delle comunità, risalente, nella maggior parte dei casi, proprio ai Reparti dei Carabinieri”.

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