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Accademia militare di Modena, giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana per gli allievi ufficiali del 201° corso “Esempio”

Modena, 31 ottobre 2020Giuramento solenne per i 211 allievi 201° corso “Esempio” ieri mattina all’interno del cortile d’onore dell’Accademia Militare e alla presenza del comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale.

Il corso annovera 211 allievi ufficiali, dei quali 197 italiani e 14 stranieri, provenienti da tredici diversi paesi diversi. La presenza femminile è di 39 allievi.

A premessa dell’evento, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, sono intervenuti in video collegamento da Roma per sottolineare l’importanza del giuramento solenne.

Il generale Farina, nel portare il saluto del ministro della Difesa, onorevole Lorenzo Guerini, e del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, ha esortato i futuri quadri dirigenziali della Forza Armata: “Siate consapevoli dell’importantissima fase di formazione che state vivendo oggi come Allievi per prepararvi al domani di Comandanti di uomini e donne. Essere Comandanti vuol dire servire il vostro personale con l’impegno continuo, la competenza e l’altruismo, promuovendo la partecipazione e la coesione del Reparto in cui opererete. Per essere all’altezza di questi compiti dovrete, oggi e sempre, dedicare tutte le vostre energie fisiche, intellettuali e valoriali. Per far questo, dovrete credere fermamente nei valori fondanti dell’Esercito Italiano, tra cui l’impegno, il sacrificio, il coraggio, la generosità e l’ESEMPIO che è anche il nome del vostro corso. La promessa solenne di fedeltà alla Repubblica e l’osservanza della Costituzione”, ha concluso il capo di SME, “sarà la strada maestra per il vostro cammino, l’impegno a credere in questi valori che hanno da sempre contraddistinto gli appartenenti all’Esercito”

Nel corso della cerimonia, il generale di brigata Rodolfo Sganga, comandante dell’Accademia, ha letto la formula del giuramento, alla quale gli allievi hanno risposto all’unisono “lo giuro!”. Quest’impegno solenne, assunto al cospetto della Bandiera d’Istituto, ha sancito l’ingresso dei cadetti a pieno titolo nell’Esercito Italiano, per servire l’Italia, le Istituzioni e i cittadini da Soldati.

Il generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale rivolgendosi agli allievi ufficiali del 201° Corso ha detto: “L’Accademia militare vi sta formando al severo culto del dovere, unica via per forgiare intere generazioni di cittadini e comandanti di prim’ordine. Un’antica e gloriosa tradizione di impegno e dedizione che voi siete oggi chiamati a perpetuare, servendo in due Istituzioni, l’Esercito e l’Arma dei Carabinieri, che nei secoli sono sempre state in grado di confermarsi quale saldo e insostituibile punto di riferimento per la nazione.

“Comandare significa servire nel senso più alto del termine. Noi siamo un’unica schiera, come recita il motto dell’Accademia: Una Acies”

Alla cerimonia, condotta in forma ridotta, e nel pieno rispetto delle norme vigenti per il contrasto ed il contenimento da COVID-19, hanno inoltre presenziato alcune autorità civili locali. L’evento è stata trasmesso in diretta streaming, sulle piattaforme social dell’Esercito Italiano, per consentire a parenti e amici, impossibilitati a partecipare, di condividere con i propri cari un atto così importante nella vita di un soldato.

L’Istituto Militare di Modena è l’Accademia più antica d’Europa ed è collocato all’interno del palazzo Ducale, dove numerose generazioni di Ufficiali e di illustri esponenti della società Italiana, sono stati formati secondo i profondi valori alla base delle Istituzioni dello Stato: esempio, abnegazione, dignità, fedeltà, fermezza, onore.

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Fonte
: Stato Maggiore Esercito
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Artificieri dell’Esercito e della Marina Militare fanno brillare 9 residuati bellici

Molfetta (BA), 23 ottobre 2020 – Distrutti residuati bellici nel porto di Molfetta dagli artificieri dell’Esercito e della Marina Militare che hanno fatto brillare ben 3 bombe di aereo e 6 ordigni di piccolo calibro.

Gli artificieri dell’Esercito dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia, Unità alle dipendenze delle Brigata Pinerolo, in collaborazione con il nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto, appartenente al Raggruppamento Subacquei e Incursori Teseo Tesei della Marina Militare, hanno recuperato e fatto brillare i 9 residuati bellici:

  • 3 bombe di aereo da 30 libbre di nazionalità inglese
  • 6 ordigni di piccolo calibro a caricamento speciale.

La complessa attività, che rientra tra quelle previste nell’accordo di programma della bonifica delle aree portuali, sottoscritto tra Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, ARPA Puglia e ICRAM (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), ha visto la cooperazione tra tutte le istituzioni presenti sul territorio.

Le operazioni si sono svolte in una cornice di sicurezza e si sono concluse con successo senza arrecare disagi alla popolazione.

Queste attività a supporto della popolazione rientrano tra le competenze istituzionali dell’Esercito e della Marina Militare che, per la bonifica del territorio da residuati bellici, cooperano con le autorità civili locali.

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La Folgore ricorda il 78 anniversario della battaglia di El Alamein

Livorno, 23 ottobre 2020 – La brigata paracadutisti “Folgore” ha ricordato oggi il 78° anniversario della battaglia di El Alamein con la deposizione di una corona d’alloro presso i monumenti dedicati al ricordo dei caduti nelle proprie unità. La commemorazione si è svolta in forma ridotta e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e contenimento del contagio dal COVID-19.

Settantotto anni fa i paracadutisti, schierati a difesa a El Alamein, lungo un fronte di 15 chilometri con un rapporto di forze impari, seppero resistere oltre l’immaginabile, con incredibile determinazione ed energia, ai ripetuti attacchi avversari, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite. Al prezzo di grandi sacrifici, circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi, l’inaspettata resistenza, protrattasi per una settimana, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte.

Il comandante della “Folgore”, generale di brigata Beniamino Vergori, ha sottolineato come, nonostante il distanziamento fisico imposto dalle misure di contrasto all’emergenza pandemica, i paracadutisti dell’Esercito restano indissolubilmente uniti nel ricordo del sacrificio dei caduti. Si legge nel suo messaggio alle unità della Brigata: “Per la nostra Patria, i Paracadutisti hanno dato tantissimo e continuano a dare ancora oggi con la stessa forza, intensità e tenacia, con lo stesso coraggio e per gli stessi valori caratteristici del soldato di sempre che ci ha indicato la “Via del Dovere”. Tutto ciò è ancora oggi la Folgore, ovvero ciò che è stato, ciò che rappresenta ai nostri giorni e ciò che sarà sempre”.

La brigata paracadutisti “Folgore” è una grande unità dell’Esercito Italiano che, manovrando nella terza dimensione, è in grado, anche con breve preavviso, di pianificare, preparare e condurre ogni tipo di operazione militare schierando, con aviotrasporto o aviolancio, le proprie unità anche a distanze strategiche.

Il personale della Brigata Paracadutisti “Folgore” è costantemente impegnato, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in quasi tutte le operazioni nazionali e internazionali dove sono impiegate le Forze Armate Italiane.

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Esercito, cinque positivi al Covid al corso di Stato Maggiore a Torino, situazione sotto controllo e monitorata

Torino, 22 ottobre 2020 – In aderenza a tutte le disposizioni e protocolli per il contrasto alla diffusione del virus SARS-CoV-2, l’Esercito ha sottoposto tutti i frequentatori di corso, presso il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione di Torino, ai test di controllo all’avvio dell’attività formativa.

A seguito di periodiche verifiche, cinque frequentatori sono risultati positivi.

I casi interessati, nel rispetto delle procedure dettate dal Ministero della Salute e dall’Ispettorato Generale della Sanità Militare, sono monitorati e assistiti da personale sanitario dell’Esercito.

Tutti i corsisti sono stati posti in precauzionale autoisolamento nei propri alloggiamenti, all’interno della Scuola di Applicazione, da dove continuano a seguire le attività didattiche in videoconferenza e vengono sottoposti a un costante monitoraggio sanitario.

Presso gli istituti di studi militari sono sempre stati in atto e rispettate tutte le ultime disposizioni afferenti al distanziamento, igienizzazione e tutela del personale, previste da legge, finalizzate alla gestione e contenimento della emergenza epidemiologica da COVID-19.

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Folgore, paracadutisti del 183 rgt Nembo concludono esercitazione Steel Forge 2-2020

Il comandante del Nembo col. Vincenzo Zampella parla ai paracadutisti

Carpegna (PU), 9 ottobre 2020 – Oltre 200 paracadutisti del 183° Nembo hanno condotto la seconda di una serie di esercitazioni denominate Steel Forge, nei giorni scorsi, presso il poligono militare di Carpegna (PU).

Con questa esercitazione il reggimento ha voluto addestrare unità di manovra del battaglione verificando l’efficacia delle procedure tecnico-tattiche. Tema principale è stata la fase esercitativa che ha interessato  il plotone mortai pesanti “Pegaso” della 12^ compagnia “Leopardi” che ha sparato con mortai Thomson da 120 millimetri.

Questa serie di eventi addestrativi si prefigge lo scopo di consolidare le capacità del reparto e di portare a termine  l’approntamento dell’unità in previsione dell’impiego quale LRF (Land Reserve Force). La Steel Forge 2^-2020 è stata inserita nell’esercitazione federata “Dagger Resolve 2020” al fine di addestrare il personale nel più ampio ambito del Battlespace Management (BSM), perché addestrarsi in un contesto realistico permette di consolidare competenza, flessibilità, rapidità decisionale e spirito d’iniziativa.

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Fonte e immagini
: 183 rgt paracadutisti Nembo
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Esercito, avvicendamento al Centro Militare Veterinario, il colonnello Mario Piero Marchisio è il nuovo comandante

Roma, 9 ottobre 2020 – Con una cerimonia in pieno rispetto delle norme vigenti per il contenimento del Covid-19, si è svolto questa mattina l’avvicendamento al comando del Centro Militare Veterinario (CEMIVET) tra il colonnello Simone Siena ed il parigrado Mario Piero Marchisio, alla presenza del Capo Reparto Veterinaria del Comando Sanità e Veterinaria dell’Esercito, colonnello Giovanni Rucco, presso la Caserma “Villy Pasquali” di Grosseto.

Colonnello Mario Piero Marchisio

La cerimonia, ha visto schierato un picchetto d’onore, una rappresentanza del Gruppo Cinofilo e del Reparto Ippico oltre ad ufficiali, sottufficiali e graduati del CEMIVET. Presenti all’evento le più alte autorità civili, militari e religiose del capoluogo, a dimostrazione del forte legame tra la comunità locale e l’Esercito.

Il colonnello Simone Siena lascia la guida del Centro dopo quasi cinque anni di intense attività addestrative ed operative. Il CEMIVET sotto il suo comando ha garantito gli avvicendamenti in operazioni all’estero di Ufficiali Veterinari e di binomi cinofili, in Afghanistan, Libia, Iraq e Kosovo, oltre a fornire un prezioso concorso a numerosi Reparti della Forza Armata in attività addestrative nazionali e internazionali.

Significativi risultati sono stati raggiunti anche dal dipendente Reparto Ippico che cura il settore dell’allevamento equestre per tutta la Forza Armata. Infatti, negli ultimi tre anni l’Esercito è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo come miglior “Allevamento di cavalli di razza Sella Italiano”. Il titolo è stato conferito per gli eccellenti risultati sportivi raggiunti dai puledri nati presso l’Ente.

Non ultimo lo sviluppo della capacità cinofila per il comparto operazioni speciali dell’Esercito e il progetto in collaborazione con l’Istituto “Humanitas” per la diagnostica del tumore prostatico attraverso le urine, con l’utilizzo dei cani, che ha suscitato notevole interesse da parte della comunità scientifica mondiale portando rappresentanti del CEMIVET a presentare il progetto al Parlamento Europeo.

Il colonnello Giovanni Rucco, nel suo intervento, ha espresso il proprio compiacimento per gli eccellenti risultati raggiunti dal Centro. Il Colonnello Siena, che andrà a ricoprire l’incarico di Capo Reparto Veterinaria presso il Comando Sanità e Veterinaria dell’Esercito in Roma, ha ringraziato, nel suo discorso di commiato, gli uomini e le donne del reparto che con professionalità e passione si sono spesi nelle molteplici attività affrontate durante il suo periodo di comando.

Il Centro Militare Veterinario, ente dipendente dal Comando Logistico dell’Esercito, è responsabile della definizione, del coordinamento e del controllo delle misure volte a garantire la tutela della salute degli animali in tutti i contesti di impiego. Pertanto, è una realtà articolata che unisce componenti specialistiche come il Gruppo cinofilo, che forma i binomi “cane–conduttore” impiegati in contesti operativi sul territorio nazionale e all’estero, le componenti allevatoriali e addestrative del cavallo e l’Infermeria veterinaria, a supporto di attività cliniche, diagnostiche e chirurgiche dei suddetti animali.

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Il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito compie 40 anni (video)

Roma, 9 ottobre 2020 – Il Corpo degli Ingegneri compie oggi 40 anni. Venne costituito il 9 ottobre 1980 a seguito dell’unificazione dei preesistenti Servizi Tecnici delle diverse Armi e ora è impegnato più che mai sui progetti ad alta valenza tecnologica e sulle sfide che è chiamato ad affrontare per omologare e fornire mezzi, materiali e sistemi d’arma che rispondano appieno alle attuali esigenze operative della Forza Armata.

Il Corpo ora ricopre un ruolo fondamentale nel processo di miglioramento costante dell’Esercito effettuando studi scientifici e tecnici, sviluppando regolamentazioni per la manutenzione, l’uso e la riparazione di mezzi e materiali, nonché progettando e collaudando immobili e infrastrutture, rappresentando una risorsa insostituibile.

Orgogliosi eredi delle tradizioni e dei servizi tecnici dell’Esercito, gli ufficiali ingegneri contribuiscono in maniera decisiva al costante rinnovamento della Forza Armata generando innovativi e virtuosi processi di sviluppo in stretta sinergia con il mondo accademico e dell’industria.

Il loro prezioso lavoro è stato particolarmente apprezzato anche durante l’emergenza Covid-19, quando alcuni ufficiali ingegneri sono stati impiegati in una azienda italiana per potenziare la produzione di respiratori polmonari, destinati ai reparti di terapia intensiva nel momento di maggior bisogno.

Il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito comprende ufficiali laureati in un’ampia gamma di discipline tecnico – scientifiche provenienti da corsi di laurea di durata quadriennale e quinquennale, impiegati in diverse articolazioni della Difesa, essi assolvono ai propri compiti istituzionali presso le Direzioni Tecniche (TERRARM, GENIODIFE, ARMAEREO, TELEDIFE e NAVARM), gli organi centrali, i Poli di Mantenimento (Roma, Terni, Piacenza e Nola), gli Stabilimenti, il Centro Polifunzionale di Sperimentazione (CEPOLISPE), il Centro Logistico Interforze NBC (CETLI NBC), gli Uffici Tecnici Territoriali (Torino e Nettuno), gli Stabilimenti dell’Agenzia Industrie Difesa.

Ufficiali brillanti e sempre pronti a mettere al servizio del Paese la loro competenza e professionalità, in qualsiasi circostanza, gli Ufficiali del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito, contraddistinti dall’elmo di Minerva sulle loro mostreggiature, rappresentano una preziosa risorsa per tutto il nostro Paese.

Nel video augurale agli Ufficiali del Corpo, il tenente generale ing. Paolo Giovannini, direttore degli armamenti terrestri e capo del corpo degli ingegneri dell’Esercito ricorda i programmi di sviluppo e potenziamento quali “l’ammodernamento del carro Ariete, la sperimentazione delle nuove piattaforme VTLM2 e VBM, l’acquisizione di sistemi ed equipaggiamenti con il programma Soldato Sicuro, lo sviluppo e l’ammodernamento di munizionamento di vario calibro”

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Cambio al vertice delle Forze Operative Sud, prende il comando il generale Giuseppenicola Tota (video)

Napoli, 02 ottobre 2020 – Cerimonia di avvicendamento al vertice delle Forze Operative Sud tra il generale di corpo d’armata Rosario Castellano e il parigrado Giuseppenicola Tota questa mattina nel cortile di Palazzo Salerno, sede del Comando Forze Operative Sud. Cambio avvenuto alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

Il passaggio di consegne è stato ufficializzato alla presenza del sindaco della città partenopea, dott. Luigi De Magistris unitamente al gonfalone della città di Napoli, decorato di medaglia d’Oro al Valor Militare, del prefetto di Napoli, dott. Marco Valentini, dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, della dott.ssa Valeria Fascione, assessore all’innovazione e internalizzazione della Regione Campania e  di altre autorità civili e militari, nonché dei comandanti alle dirette dipendenze del COMFOPSUD collegati in videoconferenza dalle sedi stanziali.

La cerimonia è avvenuta nel pieno rispetto delle misure di distanziamento sociale previste dalle normative in vigore e delle più recenti ordinanze regionali.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale Salvatore Farina

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel suo intervento, rimarcando i risultati ottenuti dal COMFOP SUD nel periodo di comando del generale Rosario Castellano, dandogliene pienamente merito, ha sottolineato quanto “l’Esercito rappresenta un’organizzazione forte, solida e coesa che non dimentica le radici del passato guardando al futuro, condividendo gli sforzi comuni con le altre Forze Armate e Istituzioni per il bene della Patria e del Paese intero”. Ul generale ha inoltre salutato la città di Napoli  nella quale “l’Esercito c’è stato, c’è e ci sarà sempre in prima linea, con impegno e operando DI PiÙ INSIEME”. 

Il generale Rosario Castellano nel suo discorso ha fatto un bilancio del suo periodo di comando, attraverso la proiezione di un video che ha mostrato le attività operative e addestrative, oltre a quelle promozionali e sociali che hanno consolidato il legame con la città di Napoli. A proposito di questo legame il generale uscente ha inoltre sottolineato che “La presenza dei militari del COMFOP SUD al fianco delle Istituzioni locali, nelle occasioni importanti e in tutti i momenti critici, è stata costante e sempre tangibile” ed evidenziando che “è stato dato particolare impulso alle attività che hanno interessato la cooperazione civile e militare, nell’ottica di sviluppare una sinergia tra istituzioni, fondamentale per dare un contributo concreto alla società, mediante la stipula di protocolli e accordi su diversi settori, dalla sicurezza stradale, allo sport, all’educazione civica, all’integrazione sociale, al soccorso ai senzatetto”.

Il generale Rosario Castellano ha poi augurato al generale Giuseppenicola Tota di raggiungere, durante il suo periodo di comando, i più importanti e prestigiosi traguardi.

Il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota

Il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, comandante subentrante, proviene da Verona dove è stato comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto. Tra i principali incarichi: è stato il comandante del 1° reggimento bersaglieri, della brigata Garibaldi e dell’Accademia Militare, nonchè vice capo e capo del III reparto, capo del V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell’Esercito e, in ambito interforze, Capo  Ufficio di Stato Maggiore dell’Ufficio Generale del capo di Stato Maggiore della Difesa.

Nel suo indirizzo di saluto il Generale Tota, rivolgendosi ai comandanti dei reparti dipendenti, ha evidenziato come questo momento rappresenti una tappa particolarmente significativa della sua carriera, consapevole di assumere il comando di un complesso molto articolato e unico, invidiabile per capacità e tradizioni, ma con la certezza di avere a disposizione personale di grande esperienza e alto livello di professionalità.

L’Esercito: un’organizzazione forte, solida e coesa che non dimentica le radici del passato guardando al futuro

(gen. Salvatore Farina)

Il COMFOP SUD, che ha la responsabilità dell’operazione “Strade Sicure” e “Terra dei Fuochi” nella sua area di competenza, analizzando il numero degli arresti, delle denunce, dei fermi, dei mezzi controllati, delle armi e degli stupefacenti sequestrati, ha raggiunto, in questi anni, risultati certamente di grosso rilievo. Tra questi, dal punto di vista operativo è stato significativo l’impiego di personale dell’Esercito in occasione della 30a Summer Universiade a Napoli, di uomini e donne dell’operazione Strade Sicure che hanno partecipato alla gestione dell’emergenza epidemiologica intervenendo nei campi della sicurezza e incrementando il controllo e la vigilanza delle zone rosse; di medici e infermieri militari per il supporto sanitario, nonché di militari specializzati intervenuti nella bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici.

Per quanto riguarda le attività addestrative delle dipendenti unità, si evidenziano la “Joint Stars “, condotta dalla Divisione Acqui, le Esercitazioni “NASR” in Qatar dalla Brigata “Garibaldi” e “TORO” in Spagna dalla Brigata “Pinerolo” che ha, inoltre, continuato il lavoro di sviluppo della Campagna di Sperimentazione del progetto Forza NEC (Network Enabled Capability), che si prefigge lo scopo di abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni nelle operazioni militari per mezzo di nuove tecnologie informatiche, conducendo varie Sessioni di Integrazione Operativa (SIO). A latere, tra gli obiettivi raggiunti in questo periodo vi è anche il completamento del trasferimento della Divisione “Acqui” dalla storica sede di S. Giorgio a Cremano a quella di Capua, dove è ora pienamente operativa.

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Esercito e riabilitazione equestre per recupero psicofisico dei militari che hanno subito eventi traumatici o stressogeni

Roma, 1 ottobre 2020 – Iniziata la fase pratica del progetto sperimentale per i militari dell’Esercito presso l’Ippodromo Militare del reggimento “Lancieri di Montebello” del percorso riabilitativo, basato sugli Interventi Assistiti con gli Animali (I.A.A.), indirizzato ai militari dell’Esercito per il recupero psicofisico correlato sia agli Eventi Potenzialmente Traumatici (E.P.T.) che stressogeni.

L’inizio della prima fase pratica del progetto sanitario è stato presieduto dal sottosegretario di Stato alla Difesa – dott. Giulio Calvisi, alla presenza della Medaglia d’Oro al Valor Militare – tenente colonnello Gianfranco Paglia, il sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito – generale di corpo d’armata Giovanni Fungo ed il presidente del Centro di Riabilitazione Equestre “Girolamo De Marco” – dott. Patrizio Amore.

Il sottosegretario ha voluto fortemente essere presente per l’avvio di questa nuova e importante iniziativa. Queste le sue parole: “Ringrazio il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Salvatore Farina, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Giovanni Fungo e tutto il personale militare che ha lavorato intensamente in questi mesi per dare vita a questo progetto, la cui importanza e i cui benefici sono ampiamente riconosciuti anche dalla scienza. Al fine di garantire l’opportunità di partecipazione a un più ampio numero di militari, la Difesa ha intenzione di replicare questo progetto in tutti gli altri Centri Ippici Militari dell’Esercito, attraverso protocolli d’Intesa con ulteriori associazioni di settore, a dimostrazione di quanto l’attenzione al benessere psicofisico del personale rappresenti un valore importante e centrale per la Difesa.”

Il progetto è frutto di un protocollo di intesa siglato lo scorso 16 luglio tra lo Stato Maggiore dell’Esercito e il Centro di Riabilitazione Equestre “Girolamo De Marco” (C.R.E.).

In tale contesto, è previsto un intervento di riabilitazione avanzato mediante l’utilizzo del cavallo, anch’esso militare, come ausilio terapeutico-riabilitativo, per affrontare e superare difficoltà fisiche, psichiche, relazionali e comportamentali, a similitudine di quanto già attuato da nazioni quali, Stati Uniti e Gran Bretagna, con programmi basati sulla cosiddetta Equine-Assisted Therapy (ETA), sempre in favore dei propri militari.

Il progetto sanitario prevede il coinvolgimento di militari partecipanti alle attività di terapia assistita con il cavallo e nello specifico, l’attività in maneggio avrà una durata di circa venti settimane e si svilupperà in cooperazione con la ONLUS – C.R.E. “Girolamo De Marco”, operante presso il Centro Ippico Militare dei Lancieri di Montebello da circa trent’anni, già accreditato nello specifico settore in base alle linee guida dettate dal Ministero della Salute e di comprovata esperienza e affidabilità, il quale esprime in seno alla propria organizzazione tutte le figure sanitarie e professionali. Inoltre il progetto sarà presieduto da un ufficiale del Corpo di Sanità nominato dallo Stato Maggiore dell’Esercito che ne garantirà il monitoraggio e la supervisione.

Terminata la prima fase sperimentale e valutati gli esiti in termini di efficacia, lo Stato Maggiore dell’Esercito potrà considerare la possibilità di svolgere una successiva fase, dando l’opportunità di partecipazione ad un più ampio numero di militari partecipanti, con modalità e tempi da definirsi e coinvolgendo, eventualmente gli altri Centri Ippici Militari della Forza Armata dislocati su tutto il territorio nazionale, attraverso protocolli d’intesa con ulteriori associazioni accreditate nel settore della riabilitazione equestre. Inoltre, attraverso l’analisi dei risultati del progetto verranno valutate e approfondite le singole competenze dei partecipanti per divenire una nuova opportunità di inserimento nella compagine sociale, militare, attraverso percorsi di sport e/o impiego in centri ippici.

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Esercito, rinvenuto ordigno bellico a Roma vicino Campo de’ Fiori, gli artificieri del Genio lo disinnescano

Roma, 1 ottobre 2020 – Un ordigno della prima guerra mondiale nei giorni scorsi è stato ritrovato a Roma centro, vicino campo de’ Fiori, esattamente in via dei Cappellari.
Su richiesta e coordinamento della Questura di Roma, ieri mattina, sono intervenuti gli artificieri del 6° reggimento Genio dell’Esercito italiano per disinnescarlo e mettere la zona in sicurezza.

Le operazioni di bonifica hanno comportato lo sgombero in un raggio di cento metri dal luogo del ritrovamento. Gli specialisti dell’Esercito hanno messo in sicurezza l’area e disattivato la spoletta a tempo, prima di preparare l’ordigno per il trasporto nel luogo dove verrà fatto brillare.

L’ordigno, risalente al primo conflitto mondiale, è una bomba da 81mm dal peso di 2,8 kg di fabbricazione italiana ed è stato rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione della pavimentazione al piano terra di un fabbricato.

Gli artificieri dell’Esercito sono impiegati giornalmente negli interventi di bonifica occasionale del territorio da ordigni bellici. Questa capacità esclusiva dell’Esercito Italiano è il frutto di costante ed accurato addestramento e viene messa a disposizione del Paese in sinergia con le Istituzioni competenti sul territorio.

Nel corso del 2019, sono stati effettuati 2.166 interventi per un totale di oltre 34 mila ordigni bonificati (di cui 19 bombe d’aereo di grande capacità). Tali interventi si aggiungono alle attività addestrative e alle operazioni che l’Esercito svolge sul territorio nazionale e all’estero.

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