Archivi categoria: Esercito

Libano, familiarizzazione tra le truppe, militari italiani, ganesi e malesi si sono confrontati

2- fase della familiarizzazione con armi, mezzi e materiali

Shama, 21 febbraio 2020 – Caratteristica peculiare della missione UNIFIL è la pluralità di Paesi contribuenti. In quest’ottica vengono svolte periodicamente attività di familiarization (familiarizzazione) tra le truppe dei vari eserciti.

Nei primi quindici giorni di febbraio, protagonisti di questa attività, sono stati la Sector Mobile Reserve del Sector West composta da una compagnia dei “Lancieri di Montebello” (8°), la Battalion Mobile Reserve composta dall’Armoured Recce Regiment ganese e la Battalion Mobile Reserve malese.

Addestramento ed esercitazioni congiunte si sono svolte all’interno di varie United Nations Position, le basi di UNIFIL. Oltre all’addestramento sono state condotte pattuglie coordinate tra i diversi assetti all’interno di tutta l’area d’operazione del settore a guida italiana di oltre 650 chilometri quadrati.

Scopo di questi momenti addestrativi è accrescere le capacità di collaborazione, coordinamento e impiego delle unità che costituiscono la riserva del settore aumentando le potenzialità di manovra e rendendo il lavoro svolto dai peacekeeper più efficiente ed efficace.

I militari italiani, ganesi e malesi si sono confrontati sull’applicazione delle STIR (Standardised Tactical Incident Reactions) le linee guida con le quali UNIFIL determina i comportamenti da adottare in caso di intervento. In particolare l’attenzione si è focalizzata su azioni di controllo della folla e trattamento ed evacuazione di feriti.

4- fase di familiarizzazione con armi,mezzi e materiali

All’interno della Joint Task Force – Lebanon Sector West, alla guida del generale Diego Filippo Fulco, collaborano militari di 15 nazioni, è chiaro quindi, quanto sia importante questo genere di confronto. Un confronto sano e leale, da soldato a soldato, una “familiarizzazione” che non riguarda solo il lato professionale: armi, mezzi, materiali, tecniche e procedure, ma investe anche il lato umano di ogni casco blu e gli ricorda lo scopo più alto che UNIFIL si prefigge: assicurare la pace e la sicurezza.

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L’Aquila, open day dell’Esercito per gli aspiranti VFP1

FOTO 6 PARETE ARRAMPICATA

L’Aquila, 20 febbraio 2020 – Gli abruzzesi aspiranti Volontari in Ferma Prefissata di un anno del 1° blocco 2020 sono stati invitati oggi all’Open Day dell’Esercito italiano presso la caserma Pasquali de l’Aquila.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo e per il Molise, colonnello Marco Iovinelli ed è stata organizzata dal Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise” con la collaborazione del 9° reggimento Alpini. La forza motrice della manifestazione è stata quella di consentire ai candidati di toccare con mano la realtà della Forza Armata in maniera concreta, anche attraverso le testimonianze dirette del personale in servizio, prima della presentazione alle prove selettive.

Le attività hanno avuto inizio con l’Alzabandiera e con il saluto da parte del Comandante del 9° Reggimento Alpini, colonnello Paolo Sandri.

Subito dopo i giovani aspiranti hanno assistito a un breve briefing sull’unità, sulle prove concorsuali che saranno chiamati a sostenere e alla proiezione di alcuni video riguardanti la Forza Armata.

E’ stato illustrato inoltre il Progetto Sbocchi Occupazionali, al quale i candidati potranno accedere all’atto del congedo senza demerito, per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro.

Infine hanno potuto visitare una mostra statica di armi, mezzi e materiali in dotazione nonché assistere ad alcune attività teoriche e pratiche condotte dal 9° Reggimento Alpini.

FOTO 4 TECNICA DI MASCHERAMENTO

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Frosinone, inizia il rischieramento degli elicotteri RH-206C dell’Esercito presso il 72° stormo

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Frosinone, 15 febbraio 2020 – E’ iniziata la fase operativa dell’accordo firmato lo scorso 29 novembre tra il Comando delle Scuole dell’AM/3ª regione aerea ed il Comando Aviazione dell’Esercito (AVES). I primi due elicotteri RH-206C dell’AVES sono atterrati martedì 11 febbraio presso l’aeroporto militare “Girolamo Moscardini” di Frosinone, velivoli con i quali i piloti istruttori dell’Aeronautica Militare, responsabile del rilascio del Brevetto Militare di Pilota di Elicottero, e gli istruttori di specialità dell’AVES opereranno congiuntamente per addestrare undici nuovi piloti dell’Esercito.

Il completamento del rischieramento avverrà nel mese di marzo, quando la componente dell’Esercito presso il 72° Stormo sarà composta da un’aliquota di dodici militari tra tecnici, specialisti ed istruttori di specialità e quattro elicotteri.

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La sinergia tra le due Forze Armate permetterà di ottimizzare le capacità e le tempistiche necessarie per il conseguimento del Brevetto Militare di Pilota di Elicottero (BMPE) a favore dei frequentatori dell’AVES che già hanno completato le lezioni teoriche propedeutiche all’addestramento in volo presso la Scuola elicotteri di Frosinone.

72 stormo Il 72° Stormo, unica scuola nel settore dell’ala rotante in Italia, è il Reparto dipendente dal Comando Scuole Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, che forma i piloti di elicottero dell’Arma Azzurra, delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, nonché frequentatori stranieri. La sinergia collaborativa sviluppata nel campo dell’addestramento presso la Scuola elicotteri di Frosinone, si inserisce tra le linee programmatiche della Difesa nell’ottica di un continuo miglioramento della formazione e di una contestuale ottimizzazione delle risorse.

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Avvicendamento del comandante tecnico dell’Esercito, il generale Angelo Gervasio subentra al generale Paolo Giovannini

un momento della cerimonia

Montelibretti, 15 febbraio 2020 – Cerimonia di avvicendamento per l’incarico di comandante tecnico tra il tenente generale Paolo Giovannini, cedente, e il maggiore generale Angelo Gervasio, subentrante, si è svolta ieri presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito di Montelibretti (Roma), presieduta dal comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Nel suo discorso il generale Figliuolo ha espresso gratitudine al generale Giovannini, capo del corpo degli ingegneri dell’Esercito e prossimo direttore degli armamenti terrestri, rimarcando le altissime qualità morali che, accompagnate alla competenza tecnica e alla forte volontà realizzatrice, hanno caratterizzato il suo operato durante tutto il mandato.

Numerosi sono stati i frutti dell’intenso lavoro svolto dal generale Giovannini in qualità di comandante tecnico, tra cui il coordinamento delle attività di ripristino e di reintroduzione in servizio  dell’obice 105/14, lo sviluppo di un software in grado di fornire in tempo reale la fattibilità logistica di una missione operativa, la stipula di accordi di collaborazione scientifica con l’Università “Sapienza” di Roma e il contributo per l’implementazione dei nuovi orientamenti di Forza Armata nell’ambito dei controlli di efficienza del munizionamento dell’Esercito.

Il comandante logistico ha poi rivolto gli auguri per il nuovo incarico al generale Gervasio che ha appena lasciato la direzione del Polo di Mantenimento dei Mezzi di Telecomunicazione, Elettronici e Optoelettronici (POLMANTEO) di Roma.

Alla cerimonia sono intervenuti i comandanti intermedi del Comando Logistico dell’Esercito insieme ad alcune autorità civili e militari e rappresentanti dell’Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell’Esercito e dell’Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito.

Il comando tecnico è comando intermedio dell’area logistica, con alle dipendenze gli enti esecutivi dello specifico settore deputati alla sperimentazione e valutazione tecnica ai fini dell’idoneità all’impiego di tutti i mezzi, materiali, sistemi d’arma, equipaggiamenti della Forza Armata, nonché su problematiche connesse con le attività nel settore nucleare, biologico e chimico.

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L’impegno delle Forze Armate per il rientro dei connazionali dalla Cina

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Roma, 13 febbraio 2020 – In stretto coordinamento con la protezione civile e con gli altri dicasteri per il tramite del COI sono stati  organizzati nei giorni scorsi i voli dedicati al rientro dei cittadini italiani bloccati a Wuhan, la città cinese maggiormente colpita dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus. A bordo dei velivoli militari è stato impiegato personale medico, infermieri e adeguato equipaggiamento sanitario per fronteggiare possibili casi di infezione e per garantire un trasporto sicuro.

Il primo volo, avvenuto il 2 febbraio  scorso con un KC767A in dotazione al 14º Stormo dell’Aeronautica Militare, ha riportato in patria i primi 56 italiani che si trovavano nella citta di Wuhan. Una volta giunti in Italia, dopo i primi screening medici da parte del team sanitario, composto da medici e infermieri dell’Aeronautica Militare e personale specializzato dell’ospedale Spallanzani, sono stati trasportati e sottoposti ad un periodo di osservazione presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito presso la città militare della Cecchignola.

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Il 9 febbraio scorso, sempre un KC767A dell’Aeronautica Militare è decollato da Brize Norton (Inghilterra) con otto italiani, rientrati da Wuhan (CINA), ed è poi atterrato a Pratica di Mare. I connazionali, dopo i primi controlli medici, sono stati trasportati con mezzo militare presso l’ospedale militare del Celio, dove trascorreranno un periodo di sorveglianza sanitaria a cura del personale medico dell’Esercito, come previsto da protocollo sanitario.

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Al momento  è pianificato il prossimo rientro di un ulteriore connazionale dalla Cina su di un velivolo KC-767A dell’Aeronautica Militare, allestito per garantire il trasporto in bio-contenimento con a bordo personale sanitario specializzato, medici e infermieri dell’Esercito e dell’Aeronautica, coordinati da un team dell’ospedale Spallanzani.

Esercito ha predisposto i seguenti allestimenti

Presso il Centro Olimpico Sportivo dell’Esercito:

  • 18 camere Singole
  • 4 camere doppie
  • 5 camere triple
  • 3 camere quintuple per i connazionali rimpatriati;
  • 1 presidio sanitario composto da 1 ufficiale medico, 2 sottufficiali infermieri e 1 operatore sanitario

Presso l’ospedale militare del Celio:  

  • 1 camera singola
  • 2 camere doppie
  • 1 camera tripla
  • 1 presidio sanitario composto da 1 ufficiale medico, 2 sottufficiali infermieri e 1 operatore sanitario

Due ambulanze, messe a disposizione dall’esercito, sono sempre presenti presso le due strutture militari.

Vengono inoltre assicurati i servizi essenziali quali catering anche per intolleranti, servizio di sanificazione, lavatrici ed asciugatrici oltre a tutto il materiale per l’igiene personale.

“Il mio ringraziamento va agli uomini e alle donne delle Forze Armate che senza alcun risparmio, notte e giorno, hanno operato al servizio dei connazionali rientrati e che stanno ancora rientrando dalla Cina in una situazione di emergenza sanitaria a livello mondiale. In particolare ho apprezzato la collaborazione con altre articolazioni dello stato, con cui sono state condotte le operazioni di trasporto aereo, comprese le necessarie predisposizioni di assistenza attuate in volo sul KC767 dell’Aeronautica Militare e in Italia presso le strutture della Cecchignola e del Policlinico Celio dell’Esercito”,  ha affermato il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. 

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Esercito, ora al policlinico militare Celio esami diagnostici anche per la cittadinanza

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Roma, 13 febbraio 2020 – Si amplia la collaborazione tra il policlinico militare di Roma “Celio” e l’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata. L’intesa, che prevede per gli utenti la fruizione di esami radiologici con apparecchiature di ultima generazione, ha già consentito, dopo le prime tre settimane di attività, di supportare il Sistema Sanitario Regionale con 107 esami svolti a favore dei pazienti. In particolare sono stati effettuati 41 esami di mammografia, 24 di tomografia computerizzata e 42 di risonanze magnetiche nucleari.

La collaborazione viene effettuata nella fascia oraria pomeridiana dal lunedì al venerdì consentendo così di ampliare gli slots dedicati alle prestazioni erogate in regime ordinario.

Il servizio reso dall’unità di diagnostica del Policlinico Militare di Roma si aggiunge all’accordo in essere relativo ai 40 posti letto resi disponibili al Sistema Sanitario Regionale (nelle branche chirurgiche e mediche). L’intento, infatti, è quello di ridurre le liste di attesa relative alla diagnostica per immagini per i cittadini della città di Roma.

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Oltre 800 volontari del 17° rgt “Acqui” hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana

 

Capua (CE), 08 febbraio 2020 – Oltre 800 volontari in ferma prefissata di un anno (VFP-1) dell’Esercito Italiano, appartenenti al 3° blocco del 2019, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana ieri mattina sul piazzale d’onore della Caserma “Oreste Salomone”, sede del Comando Divisione “Acqui” e del 17° reggimento Addestramento Volontari (RAV) “Acqui”

Alla cerimonia, presieduta dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, hanno preso parte numerose autorità militari, civili e religiose, tra cui il vice prefetto di Caserta, dott. Michele Lastella, il sindaco di Capua, arch. Luca Branco ed il vescovo di Capua, monsignor Salvatore Visco. Presenti alla cerimonia anche il comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, i gonfaloni di Bellona (CE) e Mignano Monte Lungo (CE), i labari ed i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma del territorio, oltre alle migliaia di parenti ed amici giunti a Capua da ogni parte d’Italia per condividere, con i giovani Volontari, la solennità di questo giorno indelebile per ogni soldato.

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«Quella che oggi vi apprestate a sostenere, è una promessa solenne», ha ricordato il comandante del 17° RAV, colonnello Giuseppe Zizzari, «che vi impegna di fronte agli altri, ma soprattutto di fronte a voi stessi. Una promessa fatta sul proprio onore! Con la vostra promessa vi impegnate ad essere cittadini esemplari, perché oggi, ancora di più, il nostro paese ha la voglia e la speranza di credere in una gioventù pulita, integra e animata da nobili sentimenti». Così, al cospetto della gloriosissima Bandiera di Guerra del Reggimento, gli uomini e le donne del 3° blocco 2019 hanno suggellato l’atto solenne di giuramento con la tradizionale formula del “Lo giuro!”, cantando all’unisono l’Inno di Mameli, eseguito dalla Fanfara della Brigata Garibaldi.

Il generale Farina, rivolgendosi ai giurandi, ha sottolineato l’importanza dei valori cardine dell’Esercito nella vita di ogni militare, tra cui il dovere, la fedeltà, la disciplina, l’onore, l’esempio e la lealtà, ma primo su tutti il giuramento, la cui formula, pronunciata in modo solenne, contiene tutti i principi e i valori dell’individuo che diventa Soldato, rappresentando il suo Paese e la sua Bandiera ed impegnando tutte le sue energie in difesa della Patria.

CAPUA7Nelle parole rivolte ai militari, il generale Farina ha evidenziato il loro ingresso pieno ed ufficiale nella famiglia dell’Esercito, una famiglia con una storia secolare e tradizioni patriottiche, impegnata in Italia e all’Estero per assolvere i compiti a cui è chiamata.

Il capo di SME ha ricordato inoltre che l’Esercito, è oggi un’istituzione efficiente e pronta, composta da uomini e donne capaci e proiettata verso una urgente innovazione tecnologica, che opera costantemente per la difesa e la sicurezza interna ed esterna dell’Italia alla quale ogni componente deve essere fiero di appartenere.

Gli 848 giovani soldati hanno gridato all’unisono «Presente!» nel ricordo dei 7 militari che hanno iniziato il loro percorso nei ranghi dell’Esercito Italiano, proprio nella Caserma “O. Salomone”, caduti nell’adempimento del dovere, nelle missioni internazionali; così i VFP-1 del 3° blocco 2019 hanno commemorato ed impresso nella loro memoria i nomi di chi, prima di loro, ha promesso solennemente fedeltà per servire il nostro Paese fino al sacrificio massimo.

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A premessa della cerimonia, ha assunto particolare rilevanza la consegna ai giovani volontari del diario “Io sono un Soldato”. Questa pubblicazione nasce come riferimento per guidare nella crescita professionale ogni militare, aiutandolo a riflettere sull’importanza della tutela e della salvaguardia dei Valori fondanti dell’Esercito e sulla responsabilità di cui ognuno di loro è rivestito verso la Comunità militare a cui appartiene e verso tutta la collettività. In tale occasione, i Comandanti e gli Istruttori, primi formatori dei VFP-1 dell’Esercito Italiano, hanno distribuito alle nuove generazioni di soldati questo diario, simbolo di valori e di identità militari.

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