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Il Museo storico dei Bersaglieri di Roma riapre al pubblico

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Roma, 17 giugno 2019 – Il Museo storico dei Bersaglieri di Roma, situato a Porta Pia, riapre al pubblico, domani 18 giugno, una data significativa, giorno in cui ricorre l’anniversario della fondazione del corpo dei Bersaglieri, arrivato al 183 compleanno.

La cerimonia ufficiale inizierà alle ore 11.30 e si svolgerà alla presenza di autorità civili e militari all’interno della Porta, nel cortile dell’edificio michelangiolesco.

Per coronare l’evento alle 19.30 la Fanfara Bersaglieri “Nulli Secundus” di Roma Capitale terrà un concerto aperto al pubblico, ingresso gratuito.

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Foto di repertorio Ph. Monica Palermo

Il museo, un gioiello della storia e della memoria risorgimentale e splendido edificio architettonico cinquecentesco, è nuovamente fruibile ai visitatori.
Per i Bersaglieri la riapertura del loro Museo Storico è un altro tassello importante nel mosaico delle celebrazioni che hanno in programma per il prossimo anno per la ricorrenza dei 150 anni della “Breccia di Porta Pia”.

Allestito, in un luogo simbolo quale è Porta Pia, il museo è rimasto chiuso a lungo per problemi connessi con la messa a norma della struttura, oggi finalmente risolti, grazie all’impegno collaborativo tra lo Stato Maggiore dell’Esercito, il Comando Militare della Capitale e l’Associazione Nazionale Bersaglieri, in prima fila la Sezione di Roma.

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Il museo, situato in una delle antiche porte di Roma nelle storiche Mura Aureliane, è un edificio di proprietà del Comune, ceduto in uso perenne ai Bersaglieri attraverso una permuta del lontano 1932 proprio per tale finalità di Museo.

Porta Pia, da sempre luogo simbolo del nostro Risorgimento e dei romani, suggellerà per sempre, grazie ai fatti d’arme del 20 settembre 1870, il ritorno di Roma all’italianità con il suo indiscusso e riconosciuto ruolo di Capitale d’Italia. 

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Cambio al vertice del comando militare Esercito Abruzzo, il colonnello Marco Iovinelli prende il comando

FOTO 1 da dx Gen.B. Vitale, Gen.B. Di Giovanni e Col. Iovinelli

L’Aquila, 15giugno 2019 – Avvicendamento al vertice del Comando Militare Esercito “Abruzzo” tra il generale di brigata Giuseppe Di Giovanni (uscente) e il colonnello Marco Iovinelli (subentrante), con una cerimonia che si è tenuta ieri nella caserma “Pasquali-Campomizzi” di L’Aquila, alla presenza del vice comandante per il territorio del Comando Forze Operative Nord, generale di brigata Tommaso Vitale e di numerose autorità militari, civili e religiose della città e della regione.

Il generale di brigata Di Giovanni, nel corso della sua carriera, ha prestato servizio in attività di comando e di staff presso numerosi reparti operativi e di vertice della Forza Armata ed è stato a capo della rappresentanza militare italiana di Stoccolma in Svezia. Dopo circa due anni di permanenza a L’Aquila lascia il comando regionale per l’Esercito per assumere il comando del Raggruppamento Autonomo del Ministero della Difesa a Roma alle dirette dipendenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

FOTO 2 da dx Gen.B. Vitale, Col. Iovinelli e Gen.B. Di Giovanni

Nel suo discorso di commiato il generale Di Giovanni ha voluto sottolineare l’intensa attività svolta nell’ambito della ricostruzione e riqualificazione delle aree e delle infrastrutture dell’Esercito nella città di L’Aquila che ha portato alla firma di un accordo attuativo inter-istituzionale tra comune, regione, agenzia del demanio, provveditorato alle opere pubbliche e Difesa.

Il colonnello Iovinelli, aquilano, che subentra al comando del CME “Abruzzo”, ha anch’egli prestato servizio in attività di comando e di staff presso numerose unità operative e organi centrali e prima di essere a capo dello Stato Maggiore del CME “Abruzzo” è stato comandante del 9° reggimento alpini di L’Aquila.

FOTO 3 Autorità, personale e invitati

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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito “Abruzzo”
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Il comandante logistico dell’Esercito generale Francesco Paolo Figliuolo in visita istituzionale in Sicilia

visita CERICO

Roma, 6 giugno 2019 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha concluso nei giorni scorsi due giornate di visite istituzionali in Sicilia.

Il primo giorno si è recato a Palermo dove, oltre a incontrare le autorità militari dell’isola, tra cui il generale di corpo d’armata Carmine Lopez, comandante interregionale Italia Sud-occidentale della Guardia di Finanza, ha avuto un colloquio con il sindaco Leoluca Orlando.

Comandante Logistico con Sindaco di Palermo

Successivamente il generale Figliuolo si è recato presso il Centro Rifornimenti di Commissariato (CERICO) dove è stato ricevuto dal direttore, colonnello Roberto Vadalà. Il CERICO è un ente logistico che si occupa di assicurare, per tutte le unità dell’Esercito presenti in Sicilia, il rifornimento del vestiario, dell’equipaggiamento e del casermaggio nonché il mantenimento dei mezzi mobili campali.

L’attività di visita è proseguita presso la Sezione Rifornimenti e Mantenimento (SERIMANT) dove l’alto ufficiale è stato accolto dal direttore, colonnello Francesco Velardi. L’ente si occupa di mantenimento, rifornimenti e alienazione di mezzi e materiali dei reparti presenti in Sicilia e Calabria ma anche di unità dislocate all’estero. Gestisce, inoltre, le armi e munizioni costituenti “ex corpi di reato” e la loro distruzione. Il Comandante Logistico ha poi visitato il dipendente deposito munizioni di Scalilli, dove è stato ricevuto dal Vice Direttore della SERIMANT, tenente colonnello Emanuele Modica, e dal consegnatario dell’ente, luogotenente Vincenzo Pamelia.

Briefing DMML Messsina

Il secondo giorno il Comandante Logistico si è recato a Messina in visita al Dipartimento Militare di Medicina Legale dove è stato accolto dal direttore, colonnello Francesco Rizzo. Il dipartimento svolge varie attività, dalla sorveglianza sanitaria pre e post impiego del personale nei teatri operativi alle attività medico – legali per l’idoneità al servizio e il riconoscimento da causa di servizio, dalla consulenza specialistica e diagnostica al rifornimento dei materiali sanitari per gli enti dislocati in Sicilia e Calabria. Compiti che vengono svolti non solo a favore del personale della Difesa ma anche a favore del personale di altre importanti amministrazioni pubbliche come ad esempio la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco.

Ad ulteriore testimonianza dell’integrazione del DMML con le altre istituzioni, le parole di elogio ricevute sull’ente da parte del generale di corpo d’armata Luigi Robusto, comandante interregionale dei Carabinieri.

In tutte le visite agli enti dipendenti il Comandante Logistico ha assistito ai briefing sui compiti istituzionali, sui risultati conseguiti nelle precipue e molteplici attività e sugli obiettivi futuri; ha visitato le infrastrutture e ha incontrato il personale, militare e civile, rivolgendogli parole di ringraziamento e plauso per l’impegno, la dedizione professionale e la passione finora mostrati da tutto il personale militare e civile.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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L’Esercito ha sempre condannato e mai tollerato atteggiamenti di prevaricazione a sfondo razziale

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Bologna, 9 giugno 2019 – L’ufficio pubblica informazione e comunicazione dell’Esercito italiano in un comunicato stampa ha tenuto a sottolineare che: “In merito alla pubblicazione su alcuni organi di informazione  relativamente a quanto accaduto ieri notte a Bologna, l’Esercito ha avviato tutti i necessari approfondimenti, mettendosi, da subito, a disposizione degli agenti intervenuti affinché vengano chiarite le posizioni di tutto il personale coinvolto.                        

Per quanto attiene  ai “riferiti insulti razzisti”, la Forza Armata si dissocia totalmente da tali atteggiamenti condannandone ogni azione ad essi riconducibile, come ha sempre fatto, agendo in ogni circostanza in piena trasparenza e partecipazione. L’Esercito annovera tra i suoi soldati numerosi italiani di seconda generazione, figli di stranieri presenti in Italia che, quotidianamente operano insieme ai propri colleghi per la sicurezza e la difesa del Paese sia in Italia che all’estero”.

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Fonte: Stato Maggiore Esercito
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L’Aquila celebra il 73° anniversario della Repubblica italiana

FOTO1 AUTORITA'

L’Aquila, 4 giugno 2019 – Il 73° anniversario della Repubblica è stato celebrato a L’Aquila  con una cerimonia presso il monumento ai Caduti, situato all’interno della Villa Comunale, dove era schierata una compagnia in armi costituita da personale dell’Esercito (9° reggimento Alpini “L’Aquila”), dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e dei Vigili del Fuoco.

Presenti alla cerimonia anche i gonfaloni della Regione Abruzzo, della provincia dell’Aquila e del Capoluogo nonché i labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma che hanno contribuito a conferire solennità alla cerimonia.

FOTO 2 Deposizione Corona

Le più alte cariche civili, militari e religiose della Regione hanno presenziato l’evento, tra le quali il Prefetto di L’Aquila, dott. Giuseppe Linardi, il sindaco di L’Aquila, dott. Pierluigi Biondi e il comandante del Presidio Militare Regionale, generale di brigata Giuseppe Di Giovanni.

La cerimonia ha avuto inizio con l’alzabandiera, ed è proseguita con la resa degli onori ai Caduti con la deposizione di una corona d’alloro e la lettura dei messaggi augurali del Presidente della Repubblica e del ministro della Difesa da parte rispettivamente del prefetto Linardi e del generale Di Giovanni.

A concludere la cerimonia la consegna, da parte del prefetto, di cinque medaglie d’onore della Repubblica Italiana conferite a cittadini italiani che furono deportati e internati nei lager nazisti nonché il conferimento delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana.

FOTO 4 SCHIERANTE

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Fonte e immagini: comando militare Esercito "Abruzzo"
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Festa del 2 giugno anche per i militari italiani in Afghanistan

Un momento della cerimonia. Da destra l’ambasciatore Cantone con la signora Tania, il generale Camporeale, il dott. Claudi, il generale Panizzi

Kabul (Afghanistan), 4 giugno 2019 – Nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, tra allenamento fisico, cibo della nostra cucina e tanta solidarietà: ecco come si festeggia il 2 giugno tra i soldati italiani in missione a Kabul.

I militari del contingente italiano domenica 2 giugno hanno celebrato la Festa della Repubblica Italiana insieme ai soldati dei 41 diversi Paesi che compongono la coalizione internazionale a guida NATO. La celebrazione si è svolta nella base militare di Camp RS, quartier generale della Missione Resolute Support (RS) nella missione in Afghanistan, sotto la guida dal generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, vicecomandante di RS e Italian Senior National Representative. 

L’alzabandiera

Nel cortile dell’alzabandiera, l’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone, accompagnato dal generale Camporeale e alla presenza del comandante di RS e delle Forze Statunitensi in Afghanistan, generale USA Austin Scott Miller, ha deposto una corona al monumento ai caduti. Alla cerimonia hanno preso parte anche il Senior Civilian Representative della NATO, l’ambasciatore inglese Sir Nicholas Kay, il personale dell’ambasciata d’Italia a Kabul e gli uomini e le donne del comando di Resolute Support.

Il generale Camporeale, nel suo discorso introduttivo, ha spiegato ai presenti il significato delle celebrazioni odierne, illustrando storicamente il percorso politico e sociale che, il 2 giugno del 1946, portò il popolo italiano e esprimere, con un referendum istituzionale, la propria scelta tra la forma di Stato monarchica o repubblicana.

 

 

“In questo 2 giugno” – ha detto invece l’ambasciatore Cantone – “voglio rivolgere la mia profonda gratitudine alle Forze Armate italiane, che sono impiegate in Afghanistan sin dal 2001 e che, con dedizione e sacrificio, lavorano ogni giorno per il progresso e lo sviluppo di questo Paese”.

Prima della cerimonia militare, la giornata di celebrazioni è iniziata con il consueto allenamento fisico domenicale. Il personale della base infatti, ogni domenica, si riunisce per svolgere quello che i soldati americani chiamano physical training (o più semplicemente “PT”), un circuito di corsa intervallato da diversi esercizi di resistenza e potenza muscolare: piegamenti sulle braccia, arrampicate alla fune, trazioni alla sbarra, parallele, pull-up con bilanciere e via dicendo. Per l’occasione – generale Miller in testa – i partecipanti hanno indossato una maglietta commemorativa commissionata ad hoc dal contingente italiano. La maglia, naturalmente di colore azzurro e “graffiata” su una spalla con i colori della bandiera italiana, reca sul petto la scritta “2 June 2019, Italian National Day, Kabul”.

 

Al termine della cerimonia militare, nel giardino intitolato a Nancy Dupree – la storica americana che per mezzo secolo si è impegnata a preservare il patrimonio afghano dai danni causati dall’invasione sovietica, dalla guerra civile e dall’era talebana – il generale Camporeale e il contingente italiano hanno invitato gli ospiti e i residenti della base a una degustazione di prodotti tipici della nostra cucina.

 

In questa occasione non è mancata la solidarietà benefica, anch’essa tipicamente italiana. Il contingente ha infatti esteso l’invito alle suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta e all’Associazione Pro Bambini di Kabul, una realtà intercongregazionale, gestita da una Onlus italiana, presente nella capitale afghana dal 2004. Le prime si dedicano all’assistenza delle famiglie disagiate e accolgono nella loro sede una quindicina di bambine abbandonate, disabili e/o vittime di abusi. L’Associazione, invece, ha aperto a Kabul una scuola per ragazzi affetti dalla sindrome di Down, che vengono gradualmente preparati a inserirsi nella scuola pubblica. 

La Festa della Repubblica è il giorno in cui tutti gli italiani esprimono un sentimento di appartenenza all’Italia, orgogliosi della storia del nostro Paese e di quanto chi ci ha preceduto ha saputo costruire negli anni: una storia che trova oggi solide fondamenta nei principi e nei doveri della nostra Carta Costituzionale.

Le suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta a Camp RS

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al temine dell’operazione ISAF. La Coalizione, alla quale aderiscono 41 Paesi alleati e partner della NATO, è oggi guidata dal Generale USA Austin Scott Miller e il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri cittadini.

1. Foto del Physical Training del 2 giugno 2019

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Conclusa “Combined Impact Plus 2019” esercitazione della brigata Granatieri di Sardegna

2. Convoglio Blindo a cura del Reggimento Lancieri di Montebello (8°)

Roma, 24 maggio 2019 – Conclusa l’esercitazione “Combined Impact Plus 2019” condotta da unità della brigata “Granatieri di Sardegna”, una serie di attività addestrative ed esercitazioni a fuoco condotte contemporaneamente in varie aree addestrative del Lazio, della Campania e del Trentino Alto Adige. 

In particolare, nei Poligoni di Pian di Spille e di Monte Romano il 1° reggimento Granatieri di Sardegna ed il reggimento “Lancieri di Montebello” (8°) sono stati impegnati in esercitazioni a fuoco di squadra, plotone e di complesso minore, oltre a gare blindo e scuola tiro mortai pesanti da 120mm Thomson. 

Le performance espresse nei poligoni laziali sono state apprezzate dal generale Fabio Polli, comandante della Divisione “Acqui”, che ha assistito alle esercitazioni di complesso minore a guida Lancieri di Montebello nei giorni 16 e 17 maggio scorsi. 

In Campania, all’interno del comprensorio di Persano, il 2° battaglione “Cengio” ed il reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), con il supporto degli assetti in concorso del 21° reggimento Genio Guastatori, dell’8° reggimento artiglieria “Pasubio” e del 232° reggimento Trasmissioni, hanno condotto un’esercitazione a fuoco di plotone e complesso minore. 

Nelle località trentine di Brunico e San Candido, infine, il 1° reggimento Granatieri di Sardegna ha condotto attività di addestramento montano, squadra a fuoco e guida off-road. Tutti i momenti addestrativi sono stati disposti dal Comando Divisione “Acqui”, finalizzati alla condotta di una serie di attività, reali e simulate, per implementare e rafforzare la preparazione tecnica e specifica di ogni militare. 

Le quattro settimane di addestramento, condotte da circa 600 militari, hanno consentito ai reparti della Brigata Granatieri di Sardegna di simulare le procedure tecnico tattiche e consolidare la capacità di Comando e Controllo, la tempestività e l’adeguatezza della risposta alle minacce e rischi multiformi che caratterizzano i moderni scenari operativi in cui l’Esercito è impiegato. 

9. Guida off-road con VTLM Lince

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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Antonella Lallo

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