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Roma, basilica di San Giovanni, ordinazione di tre nuovi cappellani militari

Conoscere, amare e condurre per essere una cosa sola con il Padre: don Luigi, don Valerio e don Giuseppe sono presbiteri della Chiesa di Dio

Roma, 17 maggio 2022 – (di Christian Massaro) La Chiesa Militare, nei primi vespri della IV domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, ha accolto come presbiteri don Luigi Benemerito, don Valerio Carluccio e don Giuseppe Massaro, giovani che, attratti dall’amore del Signore, hanno deciso di seguirlo per diventare suoi annunciatori dedicandosi in particolare agli uomini e alle donne con le stellette. La celebrazione è stata presieduta dall’Ordinario Militare, mons. Santo Marcianò e concelebrata da mons. Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma e da un centinaio di sacerdoti, cappellani militari e amici dei tre eletti. Ha assistito alla messa mons. Luca Brandolini, vicario dell’arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano che ha ospitato la liturgia di ordinazione.

La liturgia, curata nei particolari, ha potuto godere della direzione musicale di mons. Marco Frisina, direttore del coro della diocesi di Roma, e nell’insieme si è distinta per il clima di famigliarità e di aderenza con la vita quotidiana, senza la quale sarebbe vuoto formalismo: dopo la proclamazione del Vangelo, seguendo il rito di ordinazione, il vescovo ha chiesto al rettore del Seminario-Scuola Allievi Cappellani di attestare che Luigi, Valerio e Giuseppe sono degni di ricevere l’ordine sacro.

Il Rettore don Maurizio alla risposta rituale ha fatto precedere una lunga premessa, di cui riportiamo una breve parte: “nel formulare questa risposta sono andato a rivedere gli appunti dei colloqui, quelle frasi dove la loro voce si fa forte, gli occhi diventano lucidi e brillano, perché ci sono dentro le cose che dicono, e allora questa risposta attiene veramente al loro cammino, a quei momenti e alle cose che hanno detto. Hanno capito che il Signore li chiamava perché stessero con lui, per annunciare il Vangelo ai militari, sostenendo così il cammino di tanti fratelli e sorelle con le stellette e non solo, consapevoli che nella loro piccolezza abita la grandezza di Dio. È assieme alle famiglie, al presbiterio, ai formatori, ai militari conosciuti nelle caserme, ai parroci, alla comunità del seminario, assieme a tutta questa assemblea posso dire che dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano e secondo il giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione, posso attestare che ne sono degni.

All’omelia don Santo ha delineato tre dimensioni che qualificano il pastore: trasmettere la luce restando umili servitori davanti alla parola; condurre verso la luce, conoscendo il Padre e le pecore affidate, amandole, essendo una cosa sola con loro; farsi canali della luce stando davanti a Dio. Così il vescovo ai tre eletti: “Il sacerdozio non è un fare ma un essere che scaturisce dallo stare. Stare davanti a Dio soprattutto nella tribolazione, nostra e di coloro che ci sono affidati, e davanti alle grandi tribolazioni della storia: voi diventate cappellani militari in un tempo in cui gli uomini e le donne delle nostre forze armate sono tribolati dalla pandemia e dalla minaccia di una terribile guerra.

La celebrazione è proseguita con l’interrogazione dei candidati, che si sono liberamente assunti gli impegni del presbiterato e, nelle mani dell’Arcivescovo, hanno promesso a lui ed ai suoi successori filiale rispetto e obbedienza. Il canto delle litanie con la prostrazione dei tre diaconi ha preceduto l’imposizione delle mani da parte del vescovo e dei presbiteri presenti e la grande preghiera consacratoria per la quale Luigi Valerio e Giuseppe sono diventati sacerdoti della Chiesa di Dio.

Con questo nuovo ed eterno carattere sacramentale, ai novelli sacerdoti sono state unte le mani con il sacro crisma, mani pronte a ricevere il pane ed il vino per la celebrazione della Messa che caratterizzerà ogni giorno della loro vita, dopo avere indossato la casula aiutati dai sacerdoti che hanno curato la loro formazione. In seguito, per la prima volta attorno all’altare papale della Cattedrale di Roma hanno concelebrato l’eucaristia assieme al vescovo e a tutti i presbiteri presenti.

Prima della benedizione don Giuseppe, in rappresentanza dei tre novelli sacerdoti, ha voluto ringraziare i presenti per il momento di grazia vissuto che apre ad una vita di annuncio e di servizio: “qualsiasi parola sarebbe insufficiente per esprimere la nostra gratitudine davanti ad una meraviglia del genere non possiamo sentirci che piccoli, non la conclusione ma l’inizio del nostro sogno più grande, seguire Gesù che riempie la vita”.

A don Giuseppe, don Luigi, don Valerio, fratelli amati e da oggi sacerdoti della Chiesa di Dio, l’augurio di essere sempre profumo di Cristo nella nostra bella Chiesa Ordinariato Militare, conoscendo, amando e conducendo la porzione di popolo di Dio che vi sarà affidata, con la gratitudine al Signore per questo vero momento di grazia vissuto in comunione con la Chiesa Universale.

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Articolo: Christian Massaro
Fotografie: Monica Palermo


NATO: la Difesa partecipa alla Swifts Response 2022 con oltre 500 paracadutisti della Folgore

Macedonia del Nord , 17 maggio 2022 – Dal 6 al 20 maggio oltre 500 paracadutisti della Brigata “Folgore”  dell’Esercito Italiano, oltre ad assetti aerei della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, sono impiegati in Macedonia del Nord nell’esercitazione multinazionale “SWIFT RESPONSE 2022” (SR22).

La brigata “Folgore” partecipa annualmente, di norma con unità del livello complesso minore (circa 200 unità), alla pianificazione e condotta di operazioni di Ingresso Forzato (c.d. Joint Forcible Entry Operations – JFEOs), congiuntamente alle aviotruppe dei principali Paesi dell’Alleanza Atlantica e dei paesi partner (c.d. “Airborne Community”), quali forze ad elevatissima prontezza e rapidità di schieramento, capaci di operare non solo nei tre ambienti operativi classici (air, land, maritime), ma anche nei due emergenti ambiti di confronto (cyber e spazio). 

Le JFEO, in particolare, sono operazioni eseguite in territorio potenzialmente ostile, sfruttando la terza dimensione e proiettando forze, con brevissimo preavviso, per la conquista e successiva occupazione di una posizione solida e sicura, allo scopo di condurre una o più operazioni successive.

Quest’anno la SR22 ha previsto l’esecuzione di cinque JFEO in 4 nazioni diverse, in un’area che va dal Circolo Polare Artico, ai Paesi Baltici fino ai Balcani. 

La brigata “Folgore” ha partecipato con un gruppo tattico pluriarma, interamente aviolanciato e costituito da tutte le componenti della Grande Unità da combattimento (combat, combat support e combat service support), del 187° reggimento Folgore, 183° reggimento Nembo, 186° reggimento Folgore, 185° reggimento artiglieria paracadutista Folgore, 8° reggimento genio guastatoriparacadutisti Folgore e trasmettitori del reparto comando.

Lo sviluppo della manovra assegnata al Gruppo Tattico italiano è stato sostenuto dagli assetti del Reggimento Logistico e dalla compagnia avio rifornimenti della “Folgore”, che ha effettuato il lancio di materiali, armamento e viveri per assicurare le risorse operative necessarie per la condotta di un’ampia gamma di attività tattiche offensive e abilitanti, incluso il superamento di un corso d’acqua (“river crossing operation”).

Dopo una fase concettuale e di pianificazione sviluppata congiuntamente ai paracadutisti dei Paesi Alleati, le unità esploranti della “Folgore” hanno eseguito un aviolancio con la tecnica della caduta libera ad alta quota e la navigazione “a paracadute aperto” nell’area dell’esercitazione, per assolvere compiti di ricerca e ricognizione delle zone di lancio e delle aree obiettivo ed assicurare un flusso informativo costante e puntuale per aggiornare la situazione operativa. 

Successivamente, imbarcate su un C130J della 46ª brigata aerea dell’Aeronautica Militare e tre C130J della US Air Force decollati dall’aeroporto militare di Pisa e dalla stazione aeromobili della Marina Militare di Grottaglie (Taranto), tutte le forze sono state aviolanciate con il compito di occupare, espandere e consolidare la testa di aviosbarco, quale condizione indispensabile per l’afflusso delle follow-on forces

Nelle diverse fasi dell’azione, i paracadutisti italiani hanno effettuato “attività di scavalcamento” del 2nd para battalion dell’Esercito britannico e hanno impiegato gli elicotteri della Royal Air Force britannica per l’azione sugli obiettivi in profondità.

Durante la fase di trasporto aereo dall’Italia e di aviolancio in Macedonia, i velivoli sono stati scortati da due caccia Eurofighter del 37° stormo dell’Aeronautica Militare e da due AV-8B II plus della Marina Militare, decollati dalla portaerei Cavour. 

Gli stessi aerei d’attacco hanno garantito la sicurezza dell’area effettuando Close Air Support (CAS), tramite la guida dei nuclei Joint Terminal Attack Controller (JTAC) in organico alla Brigata paracadutisti “Folgore”.

La “Folgore” è la grande unità da combattimento con capacità specialistica dell’Esercito Italiano, in grado di esprime capacità operative efficaci, versatili e full spectrum, secondo il principio della massima integrazione inter-arma, interforze e interoperabilità multinazionale.


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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore


L’Esercito Italiano, organizzazione moderna e all’avanguardia, celebra il 161 anniversario (photoreportage)

Dal video Esercito

Roma, 5 maggio 2022 – L’Esercito Italiano, divenuto ora una organizzazione moderna e tecnologicamente all’avanguardia pienamente integrata in ambito interforze multinazionale, ha celebrato ieri 4 maggio il suo 161° anniversario della sua costituzione, decretata il 4 maggio 1861 a Torino dall’allora ministro Manfredo Fanti. L’anniversario è stato celebrato nella presigiosa cornice dell’Ippodromo militare di Tor di Quinto, dove la Forza Armata, ricordando il suo glorioso retaggio forte di un passato ricco di storia e di tradizioni, ha mostrato la sua attualità e vicinanza alle esigenze del Paese e alla sua cittdinanza.

La cerimonia è iniziata con l’entrata della banda dell’Esercito in uniforme storica, che ha preceduto lo schieramento della brigata di formazione, costituita da due reggimenti in armi per un totale di oltre 500 uomini e donne che simboleggiano tutte le armi le specialità ai corpi della Forza Armata.

Il primo reggimento agli ordini del colonnello Pasquale Spanò comandante del reggimento allievi dell’accademia militare è costituito da:

  • una compagnia di allievi delle scuole militari Nunziatella e Teulié,
  • una compagnia di allievi dell’accademia militare e della Scuola Sottufficiali dell’Esercito,
  • una compagnia secondo battaglione Granatieri di Sardegna,
  • uno squadrone del Reggimento Lancieri di Montebello, (8°).

Il secondo reggimento agli ordini del colonnello Elio Manes comandante dell’8° reggimento bersaglieri nonché comandante dell’operazione Terra dei Fuochi è costituito da:

  • una compagnia dell’8° reggimento bersaglieri;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del 9° reggimento Alpini,
    • un plotone del 185° reggimento paracadutisti,
    • e un plotone del reggimento lagunari Serenissima;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del IV reggimento carri,
    • un plotone del comando aviazione dell’esercito,
    • un plotone del comando artiglieria;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del 6° reggimento genio,
    • un plotone a cura della scuola trasmissioni e Informatica,
    • un plotone dell’8° reggimento trasporti Casilina.

Il comandante della brigata formazione il generale di brigata Liberato Amadio ha poi preso il comando.

A seguire sono entrati i medaglieri nazionali e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Subito dopo sono stati resi gli onori alla Bandiera di guerra dell’Esercito

Sono poi stati resi gli onori al Ministro della Difesa Lorenzo Guerino che, acccompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Pietro Serino, ha passato in rassegna gli schieramenti.

Il ministro Guerini una volta sul palco ha preso la parola evidenziando che:

“Siamo davvero orgogliosi del nostro Esercito, perché dal suo quotidiano operare traspare l’immagine di una realtà sempre pronta, efficace ed efficiente, disponibile ad agire con generosità e assoluta professionalità.

Oggi è anche grazie all’Esercito che l’Italia può affermare il proprio ruolo di alleato credibile e membro responsabile della Comunità internazionale, che non si sottrae ai suoi compiti di difesa collettiva: compiti che si prospettano ancor più necessari per il futuro, in ragione dell’impegno sempre maggiore che NATO e Unione Europea, pilastri di riferimento dell’architettura di sicurezza alla quale aderisce l’Italia, stanno attuando, in risposta alle mutate esigenze del quadro internazionale; ed in particolare a seguito della sanguinosa e ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina. L’Esercito è una Istituzione quanto mai viva, in continua trasformazione e proiettata verso il futuro.

Voglio sottolineare la lungimiranza con cui l’Esercito rivolge lo sguardo al domani, con un’innata propensione all’integrazione interforze, forte di una continua evoluzione dottrinale e tecnologica.

Per completare la modernizzazione dell’Esercito mancano tuttavia altri passi importanti riguardanti la connettività delle forze, le capacità cibernetiche e lo sviluppo dei sistemi autonomi in grado gestire le moderne operazioni multi-dominio in perfetta sincronia con le altre componenti dello strumento militare.”

Nella Storia del nostro paese, l’Esercito italiano è sempre stato in prima linea nella difesa della Patria, della Costituzione e dei valori democratici, cardine della nostra Nazione e delle nostre Alleanze di riferimento. In occasione delle emergenze e delle catastrofi naturali, la Forza Armata è sempre stata pronta, reattiva e generosa, fino al limite del sacrificio personale, intervenendo con umanità,riscuotendo sempre apprezzamento incondizionato, in Italia e all’estero. 

Queste vostre virtù sono un patrimonio chiaramente condiviso anche dalle collettività dei paesi dove operano le missioni di pace italiane, di cui l’Esercito Italiano è la spina dorsale“, ha detto il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Durante il suo intervento, il generale Serino ha sottolineato che “in questo periodo, caratterizzato da due eventi inattesi e drammatici, il rapporto tra l’Esercito e gli italiani si è fatto più forte e più consapevole. I nostri concittadini sanno di poter contare su una compagine capace e determinata, in grado di adattarsi rapidamente alle minacce da affrontare.

Proprio questo consolidato rapporto rende importante celebrare in forma pubblica il trascorrere dei 161 anni che ci hanno visto chiamare Esercito Italiano, l’Esercito degli italiani. Siamo felici di essere oggi schierati davanti all’Italia in tutte le nostre articolazioni, con i tratti distintivi dei nostri Corpi e delle nostre Armi, che raccontano una storia di assoluta fedeltà alla Patria e alle sue Istituzioni… Il nostro patrimonio di valore e di sacrificio è unico e indivisibile. Esso ci accomuna tutti e ci rende forti. L’Esercito è quello che vedete davanti a voi. È un’unica schiera: Una Acies”. –

Successivamente il Ministro della Difesa, dinanzi alla Banda dell’Esercito e a tutti i reparti schierati, ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito alla Bandiera di Guerra del 7° Reggimento CBRN “Cremona”, nonché 4 Medaglie d’Argento e 2 Medaglie di Bronzo al Valore dell’Esercito al personale distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all’estero. 

A seguire, lo sfilamento di assetti di sanità impegnati nel contrasto alla pandemia, la tradizionale carica a cavallo dei “Lancieri di Montebello” (8°) comandata dal capitano Antonio Corso e del reggimento artiglieria terrestre a cavallo nel carosello storico rievocativo delle battaglie del primo conflitto mondiale.

Al termine della cerimonia c’è stato il passaggio di 3 elicotteri dell’Aviazione Esercito:

  • due NH 90, elicotteri da trasporto tattico, aeromobili di nuova generazione prodotti dal consorzio industriale NHI (NATO HELICOPTER INDUSTRIES), nati da requisiti operativi comunemente espressi in ambito NATO da Italia, Francia, Germania, Olanda, e Belgio;
  • un AB 412, un elicottero quadripala con due turbine. Il velivolo è in dotazione alle Forze Armate Italiane, in particolare all’Aviazione dell’Esercito, ma anche a Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia Costeria, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

I velivoli hanno concluso la manifestazione prima degli onori finali al Ministro Guerini, scanditi dalla musica d’ordinanza del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna diretto dal Maestro Domenico Morlungo.

Ultima immagine dedicata a questo cane che dopo aver svolto parecchie missioni all’estero, ora sta in “pensione” .

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Esercito, Open Day a L’Aquila per gli aspiranti volontari in ferma prefissata (VFP1)

Svolto l’Open Day a favore dei VFP1

Saluto del comandante Marco Iovinelli

L’Aquila, 22 aprile 2022 – Grande interesse all’Open Day de L’Aquila, per gli aspiranti abruzzesi interessati a essere reclutati nell’Esercito in qualità di Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) del 1° blocco 2022, che si è svolto ieri presso il complesso caserme “Pasquali – Campomizzi”.

L’iniziativa, fortemente voluta dal colonnello Marco Iovinelli, è stata organizzata dal Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise” con la collaborazione del 9° reggimento Alpini, per consentire ai candidati di vivere in prima persona, prima della presentazione alle prove selettive, la realtà della Forza Armata, anche attraverso le testimonianze dirette del personale in servizio.

La giornata ha avuto inizio con il saluto da parte del comandante del Comando Militare dell’Esercito per l’Abruzzo e per il Molise, colonnello Marco Iovinelli, subito dopo i giovani aspiranti hanno assistito alla proiezione di alcuni video sulle specialità della Forza Armata ed a un breve briefing sull’unità e sulle opportunità di carriera offerte dall’Esercito.

Sono state inoltre illustrate loro le prove concorsuali che saranno chiamati a sostenere e il Progetto Sbocchi Occupazionali, al quale i candidati potranno accedere, all’atto del congedo senza demerito, per l’inserimento nel mondo del lavoro.

I ragazzi hanno poi potuto visitare una mostra statica di armi, mezzi e materiali in dotazione all’Esercito nonché assistere ad alcune attività teoriche e pratiche.


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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”


363° anniversario della costituzione dei “Granatieri di Sardegna”

Fedeltà e dedizione alle istituzioni per i Granatieri che oggi festeggiano l’anniversario della propria costituzione 

Roma, 18 aprile 2022 – I “Bianchi Alamari” sono nati nel 1659. In più di tre secoli di vita, hanno percorso tutte le fasi della storia d’Italia, partecipando alle battaglie pre-risorgimentali e arrivando fino ai più recenti impegni internazionali in cui, il tricolore, si è reso protagonista.

I “Granatieri di Sardegna” derivano dall’antico reggimento delle Guardie Reali del Regno di Sardegna creato nel 1659 dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia che, proseguendo e affermando le riforme militari iniziate da Emanuele Filiberto, volle la costituzione di un esercito permanente di pace. Il primo reggimento di tale esercito fu quello di “Guardia” o delle “Guardie”, costituito il 18 aprile 1659, al quale risalgono storicamente le origini dei “Granatieri di Sardegna”.

L’appellativo “Granatieri” nasce nel 1685. In quell’epoca, infatti, si decise di addestrare un gruppo di soldati, i più forti e di statura elevata, nel lancio individuale a breve distanza di piccole “granate” a mano di grande effetto distruttivo, a imitazione di quanto già in atto nell’esercito francese. Venne istituita quindi la specialità dei soldati “Granatieri”, che in battaglia precedevano le colonne d’attacco e, ad ogni compagnia del reggimento “Guardie”, furono assegnati sei di questi soldati incaricati di lanciare allo scoperto la nuova tipologia di ordigni esplosivi. Il requisito dell’altezza all’interno della specialità “Granatieri” è giunto fino ai nostri tempi, rispettando una tradizione tri-secolare.

Numerose sono le battaglie che hanno visto i “Granatieri di Sardegna” combattere con coraggio e orgoglio, ma è con lo scoppio della prima guerra mondiale che i Granatieri hanno tuttavia pagato il loro più grande tributo di sangue: sul Monte Cengio, in particolare, l’intera Brigata fu quasi completamente annientata in una difesa tanto eroica quanto dispendiosa in termini di morti, feriti e dispersi: la Brigata contò circa 4.500 caduti a fronte di un organico di 6.000 uomini.

I Granatieri di oggi, come del passato, sono formati e addestrati per svolgere incarichi sia operativi – sul territorio nazionale e lontano dalla madrepatria – sia di rappresentanza. Infatti, alle molteplici attività operative-addestrative, si aggiungono i delicati servizi presidiari della Capitale e di Alta Rappresentanza presso le più importanti Istituzioni repubblicane. Unitamente ai verdi “Lancieri di Montebello (8°), unità di cavalleria della Brigata “Granatieri di Sardegna”, i Granatieri garantiscono una presenza di elite nella Capitale coniugando efficacemente e orgogliosamente operatività e formalità.

I Granatieri di Sardegna, guidati dal tradizionale motto «A me le guardie!», in oltre tre secoli di storia hanno combattuto con coraggio, orgoglio e sacrificio.

Nel 1° semestre del 2022, gli uomini e le donne del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna” e del 2° Battaglione Granatieri “Cengio” di Spoleto sono impegnati con il comando del Raggruppamento “Lazio-Abruzzo” dell’Operazione “Strade Sicure”, a guida dello stesso Comando Brigata, a fianco delle Forze dell’Ordine e contribuiscono, grazie a una quotidiana presenza sul territorio, a elevare la percezione di sicurezza da parte della popolazione.

A tutti i Granatieri d’Italia in servizio e in congedo formuliamo, oggi, i più fervidi auguri di sempre maggiori fortune!

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Esercito


L’Aquila, celebrata la Santa Messa in preparazione alla Santa Pasqua per le Forze Armate e corpi armati dello Stato

Precetto Pasquale presso la basilica di San Berardino

L’Aquila, 7 aprile 2022 – L’arcivescovo metropolita S.E. rev.ma, cardinale Giuseppe Petrocchi, ha celebrato questa mattina, presso la Basilica di San Berardino da Siena sita in L’Aquila, la Santa Messa di preparazione alla Santa Pasqua per il personale delle Forze Armate, delle Forze di Polizia ad ordinamento militare e civile e altri corpi dello Stato nel cammino del sinodo, concelebrata dai cappellani militari dell’XI zona pastorale interforze Abruzzo Molise.

La funzione religiosa è stata organizzata dal Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise” e si è svolta nel pieno rispetto delle norme di contenimento della pandemia.

Associazioni combattentistiche e personale non più in servizio e massime autorità militari e civili hanno preso parte alla celebrazione religiosa, tra cui il prefetto di L’Aquila, dott.ssa Cinzia Teresa Torraco, a conferma dell’indissolubile legame creatosi ormai tra la comunità militare e la regione. 

Il comandante del Comando Militare Esercito Abruzzo Molise, colonnello Marco Iovinelli, al termine della celebrazione, ha ringraziato l’arcivescovo per le parole di apprezzamento rivolte a tutti gli uomini e le donne in uniforme, per il loro quotidiano impegno e sacrificio al servizio di tutti i cittadini. Il comandante ha poi augurato una serena Santa Pasqua a tutti i presenti con la speranza che, visto il delicato momento storico che stiamo vivendo, diventi per tutti un’importantissima occasione di rinnovamento e di profonda riflessione, nella quale trovare la speranza per il ritorno alla normalità.

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Fonte e immagini:
Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”
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UNIFIL: caschi blu italiani formano alimentaristi del Libano del Sud

I Caschi Blu Italiani hanno tenuto un corso in scienze alimentari per 27 donne dell’Associazione Martire

Tiro, 31 marzo 2022 – I Caschi Blu Italiani hanno organizzato nei giorni scorsi, presso la sede della Croce Rossa Internazionale di Tiro, un corso di formazione per alimentaristi in favore di 27 donne dell’Associazione Martire tenente colonnello Sobhi Al Akoury.

Il corso è stato condotto dall’ufficiale medico veterinario del contingente italiano, con l’obbiettivo di fornire un quadro generale di tutti i principali rischi di contaminazione degli alimenti e di realizzare una formazione concreta sulle norme igienico sanitarie.

Ogni partecipante ha conseguito la formazione professionale che le consentirà di operare nel campo alimentare. Nel corso sono statti trattati argomenti inerenti: la manipolazione degli alimenti, le metodologie di conservazione, tempi di cottura, principali batteri e virus pericolosi nel campo alimentare e relativi metodi da utilizzare per controllarne lo sviluppo, nonché l’aggiornamento relativo alla normativa per la prevenzione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e del contingente italiano, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha voluto personalmente dare l’avvio ai lavori, sottolineando come questo tipo di iniziative siano fondamentali nel fornire strumenti e conoscenze utili alle partecipanti per sviluppi professionali e aggiornamento nello specifico settore.

L’evento, organizzato dalla consulente di genere del comandante del Settore Ovest, rientra tra i progetti della più ampia campagna orientata all’integrazione della prospettiva di genere delle Nazioni Unite, finalizzata all’abbattimento delle differenze e all’uguaglianza di genere.

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La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale, anche attraverso numerosi corsi di formazione a favore delle realtà pubbliche e associazionistiche del Libano del Sud.

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Fonte e immagini:
Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Libano: il comandante di UNIFIL, generale Aroldo Lazaro, in visita al Settore Ovest

Il comandante di UNIFIL maggior generale Aroldo Lazaro ha visitato la base Millevoi, sede del comando del Sector West e del Contingente Italiano in Libano

Shama, 30 marzo 2022 – Il maggior generale spagnolo Aroldo Lazaro, a un mese dalla sua nomina quale capo della missione e Force Commander di UNIFIL, ha visitato oggi per la prima volta la base “Millevoi”, sede del comando del Sector West e del Contingente Italiano in Libano.

Il comandante di UNIFIL è stato accolto dal generale di brigata Massimiliano Stecca, comandante del Settore Ovest, che ha illustrato al generale Lazaro, in un briefing tutte le attività in corso, aggiornandolo sulla situazione operativa e logistica del settore a guida italiana.

Durante il saluto ai Caschi Blu del Sector West, il comandante di UNIFIL ha voluto esprimere la sua soddisfazione ed il ringraziamento per il lavoro svolto con particolare riferimento all’implementazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il generale Aroldo Lazaro ha avvicendato, lo scorso febbraio, il generale di divisione Stefano Del Col, dopo oltre tre anni e mezzo di mandato.

Anche per l’Ufficiale Generale spagnolo è un ritorno in Libano dopo aver partecipato alle precedenti missioni nel 2011, 2013 e comandato il Sector East di UNIFIL nel 2016.

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La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, al suo sesto mandato nella “Terra dei Cedri” con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale anche attraverso numerosi progetti CIMIC.

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Foto e immagini:
Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Esercito, la FAI scopre i tesori culturali del Ce.Si.Va.

Nel trentesimo anno di vita, le giornate FAI di Primavere 2022 fanno tappa al Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito per scoprire i suoi tesori storico-culturali

Visita al museo e sacrario

Civitavecchia, 29 marzo 2022 – Il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.), nel pieno rispetto delle norme anticovid 19, questo fine settimana ha aperto le porte al Fondo Ambiente Italia (FAI) per far conoscere ai propri soci, ed ai molti cittadini intervenuti, i tesori storico-culturali custoditi presso la caserma “Giorgi” di Civitavecchia.

Il FAI, fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975 con il fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, e rinsaldare i valori del vivere civile, nel celebrare il trentesimo anniversario delle giornate FAI di primavera, sabato 26 e domenica 27 marzo, ha coinvolto oltre 400 città italiane e circa 7000 siti di particolare rilevanza culturale.

Tra questi, il comando del Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito di Civitavecchia, grazie alla sinergia messa in campo con il capo gruppo FAI locale, sig. Daniele Di Giulio, ha giocato un ruolo di primissimo piano nella promozione sul territorio del suo patrimonio artistico.

Tre, infatti, i siti del Centro che lo scorso week end stati oggetto di questa importante iniziativa: il museo storico e Sacrario, depositario di oltre 140 anni di storia; la biblioteca, custode di oltre 130.000 volumi d’inestimabile valore; le cisterna romane, imponente opera architettonica risalente all’epoca dell’imperatore Traiano scoperte nel 1987 dall’archeologo locale Ennio Brunori.

Il Centro Simulazione e Validazione dell’eccellenza
è un polo d’eccellenza non solo nel campo della simulazione e del “virtual training”, ma anche in quello afferente la storia e la cultura.

Il dispositivo messo in atto da un nutrito gruppo di volontari del FAI e da personale militare e civile del Ce.Si.Va. ha consentito agli oltre 160 visitatori provenienti da tutto il Lazio, di trascorrere una meravigliosa giornata all’insegna della cultura.

L’incontro odierno, nel suo insieme, è stato pienamente apprezzato dai tanti visitatori intervenuti e dal rappresentante locale del FAI, sig. Daniele Di Giulio, il quale, a termine attività, ha colto l’occasione per ringraziare il comandante del Ce.SI.Va., il generale Claudio Minghetti per la piena disponibilità nell’aprire le porte del Centro alla cittadinanza, auspicando per il futuro, l’organizzazione di altri nuovi incontri.

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Fonte e immagini
: Ce.SI.Va.
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Modena, accademia militare, 230 allievi ufficiali del 203° corso “Lealtà” giurano fedeltà alla Repubblica Italiana

Gli allievi ufficiali dell’Accademia Militare di Modena hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana

Modena, 25 marzo 2022 – Gli allievi ufficiali del 203° corso “Lealtà” hanno prestato solenne giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, questa mattina nella storica cornice del Cortile d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia Militare.

La cerimonia si è svolta alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino e del padrino del corso, generale di corpo d’armata Rosario Aiosa, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Presenti al giuramento autorità civili e religiose modenesi, tra le quali il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, il vicario del prefetto, Pinuccia Niglio, e il presidente della Provincia, Gian Domenico Tomei.

Comandante dell’Accademia militare, generale di divisione Davide Scalabrin

L’atto solenne, avvenuto dinanzi la Bandiera d’Istituto e suggellato con la lettura della tradizionale formula del giuramento, pronunciata dal comandante dell’Accademia militare, generale di divisione Davide Scalabrin, sancisce l’ingresso a pieno titolo degli Allievi Ufficiali nei ranghi dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, per servire l’Italia e le sue istituzioni.

Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone

Il capo di Stato Maggiore della Difesa si è rivolto ai giovani Allievi Ufficiali dicendo: “Da qui, come da tutte le accademie ci si aspetta dei leader militari che devono essere capaci di confrontarsi con le sfide che si presenteranno nel vostro percorso. Tutto sta cambiando in maniera molto veloce e mi aspetto che anche voi saprete essere pronti e capaci a effettuare idonei cambiamenti oramai ineludibili in modo tempestivo ed efficace per la nostra Difesa e per il nostro Paese”.

Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nel ringraziare i genitori per la presenza e la vicinanza – tornati in Accademia Militare dopo il periodo di restrizioni dovute alla pandemia – rivolgendosi agli Allievi Ufficiali, ha sottolineato: “L’impegno che oggi avete preso con il Giuramento affonda le sue radici nell’ordinamento democratico di cui avete assunto la responsabilità di diventare custodi… Da oggi siate sempre orgogliosi della scelta che avete fatto, una scelta che vi rende Cittadini a pieno titolo di questa nostra Repubblica”.

 Il 203° corso “Lealtà” è frequentato da 230 Allievi Ufficiali, di cui 35 donne e 195 uomini.

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L’Accademia Militare di Modena, istituita il 1° gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia, è oggi l’Istituto di formazione militare a carattere universitario responsabile della formazione iniziale dei futuri Ufficiali del ruolo normale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, in un percorso di studi che porterà al conseguimento della laurea in scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e Giurisprudenza.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore dell’Esercito
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