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Esercito: lancio della Bandiera di Guerra del 183° rgt paracadutisti“Nembo”

Pistoia, 19 aprile 2021 – In occasione del 76° anniversario della battaglia di Case Grizzano, il 183° reggimento paracadutisti “Nembo” ha ricordato l’evento storico con l’aviolancio della Bandiera di Guerra del Reparto.

Nel rispetto delle disposizioni sanitarie attualmente in vigore, l’ufficiale paracadutista più giovane dell’unità, avendo saldamente vincolato a sé la Bandiera di Guerra, insieme ad alcuni paracadutisti del “Nembo,” è salito a bordo di un aereo C130J della 46^ Brigata Aerea, schierato presso l’aeroporto di Pisa. Dopo il decollo e qualche minuto di volo è avvenuto l’aviolancio sulla zona di Altopascio (PI).

Il comandante del 183° Nembo, col. Vincenzo Zampella, rende gli onori alla Bandiera

Una volta a terra, il colonnello Vincenzo Zampella, comandante del 183° Nembo, ha reso i massimi onori alla Bandiera con un profondo e sentito saluto che ha ricordato ai presenti l’importanza e il valore di questa ricorrenza.

Case Grizzano, piccolo borgo dell’appennino emiliano, rappresentava la chiave di volta di tutto il sistema di difesa tedesco per la protezione di Bologna e della “Linea Gotica”. Il 19 aprile 1945 il II battaglione del reggimento “Nembo”, inquadrato nel gruppo di combattimento “Folgore”, riuscì a strappare la posizione alla I Divisione di paracadutisti tedeschi. I paracadutisti dell’Esercito Italiano riuscirono a mantenere il controllo di questo punto strategico nonostante i contro attacchi delle forze tedesche, aprendo così la strada alle Forze Alleate verso Bologna.

Per quelle eroiche gesta la Bandiera di Guerra del 183° Nembo fu insignita di medaglia d’argento al valor militare.

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Fonte e immagini: Brigata Paracadutisti Folgore
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Anniversario Granatieri di Sardegna, 362 anni di storia per il corpo più antico dell’Esercito Italiano

Roma, 18 aprile 2021 – Con una lettera di auguri il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino ricorda oggi l’anniversario della costituzione dei Granatieri di Sardegna, 362 anni di storia iniziati dal duca Carlo Emanuele di Savoia.

Nessuna cerimonia in ottemperanza delle normative vigenti per il contenimento della diffusione del contagio da SARS-Cov-2.

Grande partecipazione però sui social tra gli appartenenti all’Associazione Granatieri di Sardegna per celebrare questo importante giorno, come questa grafica di Max il Granatiere.

Come nascono i Granatieri di Sardegna

FESTA DELLA PIÙ ANTICA SPECIALITÀ DELLA FANTERIA ITALIANA

Alla metà del sec. XVII la Dinastia dei Savoia aveva signoria nel Paese da circa sette secoli e Carlo Emanuele II era quattordicesimo nella serie dei Duchi che si erano susseguiti dopo che nel 1416 l’antica Contea era stata innalzata a Ducato.
Venuto a trovarsi in un’epoca nella quale nell’intero contesto internazionale si andavano già avvertendo manovre determinate proprio dalla politica dinastica di ampliamento che tutti i principali Stati europei andavano impostando palesemente o occultamente; epoca nella quale le stesse guerre non erano più combattute dalle Chiese o dalle Nazioni come era avvenuto in passato ma dai Re.
Si imponeva quindi più che mai ai sovrani d’ogni specie e, in particolare, a quelli regnanti sugli Stati più piccoli, se non volevano rassegnarsi al destino del vaso di coccio tra i vasi di ferro, quanto meno di costituire forti ed organizzate milizie: tanto più, per quanto concerne il Ducato di Savoia, che in esso si era sempre preferito avvalersi di proprie milizie e non far uso, se non per estremo bisogno, di quelle mercenarie.
Il Duca Carlo Emanuele II, secondogenito dì Vittorio Amedeo I e di Cristina di Borbone, era nato a TORINO il 20 giugno 1634 ed era succeduto al fratello Francesco Giacinto il 14 ottobre 1638.
Era rimasto tuttavia, durante la minore età fino al 1649, sotto la reggenza della madre, per cui al momento in cui lo coglie la nostra storia governava direttamente lo Stato esattamente da dieci anni.

La fondazione dei primi Reggimenti e del “Reggimento delle Guardie” in particolare non costituirono, ad ogni modo, eventi meramente occasionali e contingenti bensì si inquadrarono nel contesto della riforma militare che Carlo Emanuele II e poi suo figlio Vittorio Amedeo II attuarono, spinti dalle necessità del Ducato determinate dal particolare assetto internazionale dell’epoca e aggravate dalla situazione nella quale il Ducato stesso era venuto a trovarsi dopo le appena trascorse gravi vicende politiche interne.
La riforma organica dell’esercito sabaudo si presentò quindi al Duca Carlo Emanuele II come primo compito da assolvere. A quell’epoca vigeva il sistema dei Reggimenti di proprietà dei Comandanti, tutti di nobili origini e di consistenti disponibilità economiche. Tali Reggimenti venivano assoldati al momento delle necessità relative ai conflitti.

Nel Ducato di Savoia – dove, come si è già accennato, si era sempre evitato di far ricorso a truppe straniere mercenarie assunte solo eccezionalmente come ausiliarie, e dove si era fatto divieto ai sudditi di arruolarsi a loro volta al soldo straniero – Emanuele Filiberto, che tale divieto aveva posto, aveva provveduto a instaurare l’obbligo del servizio militare, dicendosi certo che i suoi sudditi sarebbero stati fieri di non servire come mercenari “mais comme en leur cas propre pour la deffense et conservation de leur prince nature! et de leur propre patrie”.
La storia ha quindi inizio nell’anno 1559 con la prima grande riforma militare piemontese iniziata appunto dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia.

Il Duca, infatti, modificò “per gradi gli ordini, e per gradi intese ridare loro la perfezione cui fosse. Principiando neppur sapeva ancora con sicurezza quale dovesse essere”.

Per prima cosa dispose che era “Vietato ai sudditi suoi di militare a soldo straniero” (Duboin, Raccolta…delle leggi….emanate…sino all’8 dicembre dai Sovrani della Real Casa di Savoia). Instaurò l’obbligo del servizio, e “perché fosse universalmente adempiuto, lo rese gradevole con privilegi che concesse ai descritti nei ruoli della milizia”. Costituì, quindi, non un esercito permanente, ma una milizia “solo diversa dalle antiche perché destinata anche alla guerra in campo, e a questa apparecchiata con giusto addestramento e buon ordine di comandanti”. Tale milizia viveva in guarnigioni e prestava servizio agli ordini di Capitani, Castellani o Governatori nominati dal Sovrano, che aveva affidato tutta l’organizzazione ad un certo Giovanni Antonio Levo, detto Sergente Maggiore Generale della fanteria piemontese.

In periodo successivo detta milizia fu divisa in Colonnellati. Il Colonnellato era una Unità militare simile al Reggimento. Il suo ordinamento prevedeva una forza pari a quattro/sei Compagnie – di circa 400 uomini ciascuna -, divise in quattro Centurie, a loro volta suddivise in quattro Squadre. Il personale, non volontario, in tempo di pace, era radunato per Squadre per svolgere addestramento nei villaggi di residenza nei giorni festivi, e nella pienezza di organico, dai Colonnelli almeno due volte l’anno. Si ritiene che con il nome di Colonnello venisse indicato solo il capo territoriale di più Compagnie, il comandate “tattico” di un Reggimento si chiamava invece Maestro di Campo.

La sostituzione del nome di Colonnello a quello di Maestro di Campo è del 1661 in Francia (Daniel, Histoire de la Milice Francoise) ed all’incirca nello stesso periodo in Piemonte, prova ne sia che il Millet de Challes, Comandante del Reggimento Savoia, fu chiamato sia “maestro de champ,” in una patente del 1 settembre 1659, sia Colonnello nel calcolo della paga per la soldatesca nell’anno 1660 (Camussi, Dizionario analitico delle circolari dell’azienda generale della guerra, sotto Savoia).

L’opera del Duca Emanuele Filiberto fu continuata da suo figlio Carlo Emanuele I, il quale mantenne la milizia istituita dal padre chiamandola Milizia Generale e stabilì che non potesse essere impiegata fuori della Provincia di residenza.Contemporaneamente istituì una Milizia Reale di 18.000 uomini, tratta dalla Milizia Generale e “disponibile al Principe dovunque occorresse per far guerra”.

Si ebbe così una specie di Milizia Mobile distinta dalla Milizia Territoriale.

Vittorio Amedeo I, succeduto al padre Carlo Emanuele I, conservò gli ordini militari lasciatigli dal padre. Alla sua prematura morte, successe Francesco Giacinto.
La reggenza di Madama Reale (madre di Vittorio), che gli succedette a causa dell’immatura morte, fu funestata dalle discordie e dalle lotte interne, e si vide “discogliersi” la Milizia, scissa tra le fazioni opposte, che si combattevano.
Ma fu il Duca Carlo Emanuele II, una volta salito al trono, che ripristinò le Milizie ricostituendo la Milizia Reale e la Milizia Generale.

Una sequenza di immagini che racconta un po' la storia dei Granatieri

Inizialmente furono scelti i migliori Comandanti e i migliori gregari e fu fondato il Battaglione di Piemonte, forte di 6.180 uomini, divisi in 12 Reggimenti, di otto Compagnie ciascuno. Detta milizia era chiamata alle armi soltanto per esigenze di guerra.
In tempo di pace occorrendo truppe necessarie per mantenere l’ordine interno e per vigilare e presidiare le fortezze, il Duca stipendiò un certo numero di Reggimenti, della cui “levata” e del relativo “mantenimento” assunsero l’onere alcuni nobili piemontesi o ricchi stranieri, di gradimento del Sovrano.
Stando al Dizionario Analitico di Eugenio Camussi, i primi Reggimenti di Fanteria o Colonnellati che esistevano all’epoca della rivista passata il 30 luglio 1659, erano: Marolles, Servantes, Livorno, Nasino, Gumittieres, Catalano, Lobella, Lullino, San Damiano, Malabaila, Bellino.
La riforma iniziata nel 1659, fu ultimata soltanto nel 1664. Il Reggimento delle Guardie fu “levato” il 18 aprile del 1659.

(testo del Granatiere Generale Ernesto Bonelli)

Spigolatura

Il 18 aprile 1923, 264° anniversario della costituzione del Corpo, i Granatieri festeggiarono l’evento con la “festa del tetto” raggiunto durante la costruzione del nostro Museo. Due compagnie di Granatieri vi salirono sopra e brindarono al compleanno.

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Gli allievi della Scuola Militare “Teulié” giurano fedeltà alla Repubblica Italiana

Milano, 17 aprile 2021 – Cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana per i 52 allievi del corso “BUFFA DI PERRERO III” della scuola militare “Teulié”, ieri mattina nel piazzale 1° Tricolore dell’Istituto, alla presenza del Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino.

L’atto solenne, avvenuto dinanzi la Bandiera dell’Istituto e suggellato con la tradizionale formula del giuramento, pronunciata dal comandante della acuola, colonnello Daniele Pepe, ha sancito l’ingresso a pieno titolo degli allievi nei ranghi dell’Esercito.

Nel rivolgersi ai giovanissimi studenti, il ministro Lorenzo Guerini ha richiamato l’importanza della formazione e dei valori del mondo della Difesa, sottolineando che: “Dalle aule di questo Istituto sono usciti non solo comandanti valorosi, ma uomini di cultura, politici, professionisti, diplomatici, figure diverse ma tutte accomunate da una visione della vita incentrata sul dovere, sul senso della responsabilità e sull’onore. La Teulié ha tutte le potenzialità per garantirvi una formazione che possa costituire la base per il raggiungimento dei più prestigiosi obiettivi personali. Una formazione globale, in cui i valori morali sono le fondamenta su cui realizzare la vostra preparazione culturale, fisica e caratteriale”.

Il generale Pietro Serino, nel corso del suo intervento ha dato il benvenuto ai giurandi nella famiglia dell’Esercito: “Una famiglia della quale farete parte tutta la vita, anche se le vostre scelte vi porteranno a indossare un’altra uniforme, oppure un abito civile. Le amicizie che stringerete tra queste mura, i legami che vi accomuneranno a tutti coloro che hanno frequentato la “Teulié” prima di voi e che la frequenteranno dopo di voi e, soprattutto, i valori che apprenderete qui vi accompagneranno nel vostro percorso umano e professionale, non vi abbandoneranno mai e vi faranno sempre sentire legati all’Esercito”.

Presenti alla cerimonia il vice sindaco di Milano, dott.ssa Anna Scavuzzo,il vice prefetto, dott. Natalino Manno, il vescovo Ausiliare della diocesi di Milano, mons. Erminio De Scalzi, l’assessore allo Sviluppo della Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, dott. Stefano Bolognini, unitamente ad altre autorità civili e militari e a una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dell’Associazione ex allievi della Teulié.

Un ringraziamento particolare alle famiglie degli allievi che, seguendo in streaming la cerimonia, nel pieno rispetto delle disposizioni emanate in materia di contrasto e contenimento dell’epidemia da COVID-19, hanno affidato alla Scuola e all’Esercito le loro figlie e i loro figli.

L’Esercito Italiano, mediante un concorso pubblico bandito annualmente, offre la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi presso i licei militari. È proprio di questi giorni la pubblicazione sul sito dell’Esercito (www.esercito.difesa.it) del bando per l’ammissione di giovani ai licei annessi alle Scuole Militari “Teulié” di Milano e “Nunziatella” di Napoli.

L’Istituto milanese garantisce una vasta e profonda preparazione, particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR, includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisico degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari. La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto.

Negli oltre 200 anni di vita, la Scuola Militare “Teulié” si è confermata un’indiscussa eccellenza nazionale, che ha formato e continua a formare centinaia di giovani che annualmente vanno a integrare i quadri del mondo sia militare sia civile in qualità di uomini di cultura, industriali, diplomatici, politici ma, sempre e comunque, cittadini esemplari.

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Afghanistan, 300 ore di volo per l’elicottero Mangusta che termina il suo ciclo operativo

Herat, 8 aprile 2021 – E’ terminato il ciclo operativo per l’elicottero A129 Mangusta in teatro afgano, ed è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare. I tecnici della manutenzione del Task Group Fenice di TAAC-W hanno portato a termine con successo la delicata operazione di avvicendamento di un A129 “Mangusta” che, al termine del suo ciclo operativo, pari a circa 300 ore volate in Teatro afgano, è stato ricondizionato e imbarcato a bordo di un aereo C-130J dell’Aeronautica Militare.

Al suo posto, dallo stesso aereo, è stato sbarcato un nuovo A129 proveniente dal 3° reggimento di Sostegno Aviazione dell’Esercito “Aquila”, che rappresenta il Polo Tecnico Logistico (P.T.L) di riferimento per la componente A129.

Nei prossimi giorni, i tecnici della manutenzione del TG Fenice saranno assiduamente impegnati nel ricondizionamento dell’elicottero appena giunto in Teatro.

Un’operazione di estrema precisione che prevede il riassemblaggio dei numerosi componenti che erano stati precedentemente smontati per permettere all’elicottero di raggiungere le sue dimensioni minime al fine di permettere il caricamento a bordo dell’aereo.

Al termine di questo delicato ricondizionamento, verrà condotto un apposito volo di collaudo, che sancirà l’operatività dell’aeromobile e con essa il ripristino della piena efficienza della flotta in Teatro.

L’intera operazione di avvicendamento tra i due elicotteri si è resa possibile grazie all’ottima cooperazione tra i tecnici del TG Fenice e il personale della JATF dell’Aeronautica Militare, la cui collaborazione, avviata già diversi giorni prima rispetto al caricamento, è stata fondamentale per la corretta gestione logistica e documentale dell’intero processo, nonché per la movimentazione di tutti i materiali coinvolti.

Tale sinergia ha così permesso lo svolgimento dell’intera operazione di sostituzione elicotteri in maniera rapida, sicura e nel rispetto delle normative legate all’emergenza Covid-19.

L’A129 rappresenta un assetto fondamentale di TAAC-W HQ come misura di Force Protection, in grado di contribuire alla sicurezza del contingente, ed è costantemente impiegato sia come scorta all’NH90 durante le missioni di evacuazione medica di personale ferito (MED-EVAC) sia nelle complesse operazioni di ricerca e salvataggio di personale isolato (Personnel Recovery) a favore delle forze della coalizione.

Il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) è, nell’ambito della missione Resolute Support della NATO, un’unità multinazionale a guida italiana, su base Brigata Paracadutisti Folgore al comando del generale di brigata Beniamino Vergori e opera con l’obiettivo di contribuire alla formazione, assistenza e consulenza a favore delle forze di sicurezza afgane nella regione occidentale del Paese.

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Afghanistan, esercitazione Personnel Recovery, su base bgt paracadutisi Folgore

​Herat, 1 aprile 2021 – Presso il Comando di TAAC-W (Train Advise Assist Command West) ad Herat, in Afghanistan, è stata condotta un’esercitazione complessa volta a testare le capacità di ricerca e di recupero di personale disperso (Personnel Recovery) in ambiente operativo in condizioni non permissive.

L’esercitazione ha previsto l’impiego di due elicotteri da esplorazione e scorta AH-129D, due elicotteri multiruolo UH-90 del Task Group Fenice, una squadra elitrasportata specializzata nel Personnel Recovery e un nucleo JTAC (Joint Terminal Attack Controller).

L’esercitazione si è svolta attraverso una prima fase di pianificazione e una seconda fase “live” finalizzata al recupero del personale, un’attività che è stata concepita dal comando di TAAC-W, su base Brigata Paracadutisi Folgore, e condotta tramite il proprio CJOC (Combined Joint Operations Center) che ha coordinato i diversi assetti impiegati. Ogni particolare è stato curato:

  • ricezione del corretto flusso di informazioni,
  • condivisione a livello Teatro Operativo con Resolute Support HQ per garantire la corretta Common Operational Picture (COP) al comando sovraordinato,
  • procedure radio,
  • aspetti legali,
  • aspetti legati alla pubblica informazione,

integrando nella complessa architettura di Comando e Controllo (C2) la gestione delle varie fasi dell’attività tattica.

Gli assetti specialistici di Personnel Recovery costituiscono, soprattutto nei Teatri Operativi ad alta intensità, un assetto essenziale per la protezione delle forze impiegate sul terreno, poiché sono in grado di garantire, anche in condizioni estreme o in ambienti ostili, il recupero di personale che dovesse rimanere isolato.

Il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) è, nell’ambito della Resolute Support della NATO, un’unita’ multinazionale a guida italiana, al comando del generale di brigata Beniamino Vergori e opera con l’obiettivo di contribuire alla formazione, assistenza e consulenza a favore delle forze di sicurezza afghane nella regione occidentale del Paese.

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Il 185° artiglieria paracadutisti in approntamento, i “diavoli gialli” si addestrano per l’impiego in operazioni internazionali

Allestimento mortaio per il trasporto

Monte Romano (VT), 25 marzo 2021 – Il 185° reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore” ha avviato, a partire da gennaio scorso, le attività connesse all’approntamento dell’unità per l’impiego nelle operazioni internazionali all’estero.

Una prima fase addestrativa è stata svolta presso il Centro Addestramento Tattico (CAT) di Monte Romano, con attività dinamiche a fuoco e simulazioni di attività tattiche offensive, difensive, abilitanti e di stabilizzazione. Nello stesso poligono militare di Monte Romano, alla presenza del comandante della divisione Vittorio Veneto, generale di divisione Angelo Michele Ristuccia, i “diavoli gialli” – tra questi anche i volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) neo assegnati al reggimento –  hanno svolto addestramento al tiro con mortai pesanti Thomson-Brandt da 120mm.

Successivamente il personale di staff dell’unità ha partecipato all’esercitazione Orione 1/2021. Una Command Post Exercise/Computer Assisted Exercise (CPX/CAX) coordinata dal personale del Centro di Simulazione e Validazione (CeSiVa) di Civitavecchia.

Il comando del 185° Folgore in circa dieci giorni è stato messo alla prova nel processo decisionale e di pianificazione, nel coordinamento tra le branche funzionali, nella capacità gestionale in momenti di crisi, nel flusso di comunicazioni, nell’applicazione delle procedure. Gli artiglieri paracadutisti, rispondendo ad attivazioni generate dal sistema di simulazione, hanno così testato, mediante scenari addestrativi realistici, la capacità di operare nel contesto di missioni a guida NATO.

Tiro mortai

La delicata situazione emergenziale che il Paese sta vivendo ha imposto che ogni attività fosse condotta nel pieno rispetto delle normative vigenti per il contenimento della diffusione del contagio da SARS-Cov-2.  Le lezioni teoriche sono state quindi svolte utilizzando piattaforme di videoconferenza in uso all’Esercito e le attività pratiche sono state condotte garantendo il distanziamento fisico e la protezione individuale.

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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore
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Esercitazione Steel Forge 1/2021, paracadutisti del 183° Nembo si sono addestrati su uno scenario warfighting

Un momento del tiro con mortaio da 81mm

Pesaro/Urbino, 25 marzo 2021 – Si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione Steel Forge 1/2021, dove circa 120 paracadutisti del 183° Nembo si sono addestrati su uno scenario warfighting presso il poligono militare di Carpegna (PU).

L’esercitazione ha avuto lo scopo di mantenere e implementare la capacità operativa dell’unità addestrata quale pedina della LRF (Land Reserve Force): una task force capace di essere operativa con brevissimi tempi di preavviso. Nella prima parte dell’esercitazione sono state testate le conoscenze e le capacità del plotone di supporto alla manovra che ha impiegato il mortaio di tipo Expal da 81mm.

Successivamente i plotoni del battaglione “Grizzano” hanno condotto attività tattiche offensive contro un nemico organizzato a difesa utilizzando il sistema di simulazione MILES (Multiple Integrated Laser Engagement System).



Il sistema di simulazione MILES si compone di un laser montato sulla canna dell’arma e da sensori che vengono indossati su uniforme ed elmetto. Ciò permette di contrapporre tra loro le unità in addestramento che riescono così a confrontarsi in uno scenario realistico e dinamico. 

Inoltre il MILES consente di addestrare in modo efficace la capacità decisionale dei comandanti che si trovano a fronteggiare l’indeterminatezza dell’avversario, peculiarità questa dei moderni scenari operativi caratterizzati da minacce di tipo asimmetrico.

L’attività è stata condotta in condizioni sfavorevoli, i militari hanno operato con temperature rigide e neve.

Fuoco con mortaio da 81mm

L’evento esercitativo si è svolto nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti adottando tutte le misure previste per il contenimento dell’epidemia da COVID-19. 

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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore
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L’Esercito avvia indagine interna sull’incidente avvenuto durante un’esercitazione notturna di tiro

“Erano state fatte preventive comunicazioni di sgombero area”

Immagine di repertorio

Pordenone, 18 marzo 2021 – L’Esercito con un comunicato evidenzia che è stata aperta un’inchiesta in merito alla notizia diffusa dagli organi di stampa, relativa ad alcuni danni arrecati ad un allevamento in località Vivaro (PN), come conseguenza di un’esercitazione notturna di tiro. L’attività, regolarmente programmata era stata preceduta dalle previste comunicazioni riguardanti lo sgombero dell’area interessata.

La Forza Armata, oltre all’inchiesta aperta dalla Procura di Pordenone, ha prontamente avviato un’indagine interna per determinare con esattezza la dinamica dei fatti e garantire la massima collaborazione e trasparenza agli organi inquirenti.

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I rgt della brigata Pinerolo pronti per il corso Close Protection Team, scorta e tutela vip, tenuto da personale del 9° rgt d’assalto paracadutisti Col Moschin

Bari, 18 marzo 2021 – I reggimenti della brigata Pinerolo sono pronti per il Close Protecion Team, un addestramento alle procedure di scorta e tutela vip per la sicurezza nei diversi scenari d’impiego dell’Esercito, dopo aver terminato un addestramento propedeutico alla  frequenza del corso.

Il pre-corso “Close Protection Team” (CPT) organizzato dalla brigata meccanizzata “Pinerolo” per il personale selezionato dei dipendenti 82° reggimento fanteria “Torino”, 9° reggimento fanteria “Bari”, reggimento cavalleggeri di Lodi (15°) e 7° reggimento bersaglieri, si è concluso nei giorni scorsi.

Gli ammaestramenti tratti dall’impiego fuori area dei militari dell’Esercito hanno evidenziato una crescente necessità di disporre di personale altamente addestrato, in grado di fornire sicurezza alle figure di spicco presenti nei vari scenari operativi. In tale contesto, nell’ambito delle attività addestrative programmate per l’approntamento delle Unità per i teatri operativi internazionali, si inseriscono i cosiddetti corsi “scorta e tutela vip” tenuti dal personale del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”.
L’elevata specializzazione del personale interessato a tale incarico comporta attività propedeutiche che preparino e selezionino i militari per la frequenza di corsi appositamente programmati dalla Forza Armata. In tale quadro il pre-corso “Close Protection Team” svoltosi, presso l’82° Reggimento fanteria “Torino”, ha avuto la finalità di verificare il possesso dei requisiti standard previsti e di valutare la preparazione del personale prescelto.

Nello specifico, il team istruttori ha intensamente impegnato i militari con attività sia teoriche sia pratiche per valutare il loro grado di preparazione a 360°. Sono state condotte lezioni di tiro mirato con pistola Beretta 92 FS e fucile Beretta ARX 160, affinate le tecniche di tiro di precisione e di maneggio delle armi, di acquisizione obiettivi e riporto informativo; sono stati svolti esercizi di stima delle distanze e topografici unitamente ad una intensa attività ginnico-sportiva per verificare le capacità di reazione sotto stress psico-fisico.

La preparazione, svoltasi nel pieno rispetto delle norme vigenti per il contrasto e contenimento da COVID 19, ha consentito al personale partecipante di potenziare il livello addestrativo, confrontarsi sulle esperienze maturate nel settore specifico e confermare la concreta professionalità degli uomini della Brigata “Pinerolo”.

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Esercito, nuovo comandante per Sanità e Veterinaria, mag generale Massimo Barozzi subentra al ten generale Antonio Battistini

Roma, 12 marzo 2021 – Il tenente generale Antonio Battistini ieri ha ceduto l’incarico di comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito al maggior generale Massimo Barozzi, alla presenza del comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo. Cerimonia che ha avuto luogo presso la Caserma ‘E. Bianchi’ di Roma.

Il generale Figliuolo nel corso del passaggio di consegne ha espresso gratitudine al generale Battistini, destinato a un prestigioso incarico all’interno della struttura commissariale per l’emergenza Covid-19, rimarcando le altissime qualità morali che, accompagnate alla competenza e alla capacità professionale, hanno caratterizzato il suo operato durante il mandato.

In particolare, il Comandante Logistico ha voluto evidenziare come grazie al generale Battistini l’organizzazione della Sanità dell’Esercito si sia fortemente evoluta in senso dinamico: sia seguendo un modello di revisione areale che, attraverso la realizzazione delle Infermerie Presidiarie, ha di fatto contribuito a rendere efficiente ed efficace il concorso fornito dalla Forza Armata nell’ambito dell’emergenza pandemica, sia per l’ampliamento delle collaborazioni con le Aziende Sanitarie e il mondo accademico.

Il generale Francesco Paolo Figliuolo ha poi rivolto gli auguri per il nuovo incarico al maggior generale Massimo Barozzi che ha appena lasciato quello di direttore ospedaliero del Policlinico Militare di Roma Celio.

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Comando Sanità è Veterinaria - Esercito Italiano

Il Comando di Sanità e Veterinaria, posto alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito, sovrintende all’implementazione della policy del sostegno sanitario di Forza Armata negli ambiti della medicina preventiva, legale e del lavoro, protezione sanitaria delle forze, igiene ambientale e servizi veterinari. È oggi articolato nel Reparto di Sanità e nel Reparto di Veterinaria ed  ha alle dipendenze il Centro Ospedaliero Militare di Milano e 4 Dipartimenti Militari di Medicina Legale (Roma, Padova, Messina e Cagliari), la Commissione Medica Interforze di II Istanza, il Centro Militare Veterinario di Grosseto e l’Ospedale Veterinario.

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