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Difesa, elicotteri delle Forze Armate a supporto per l’emergenza alluvione nelle Marche

Pesaro, 18 settembre 2022 – Le Forze Armate sono prontamente intervenute in supporto per la tutela della collettività colpita dal forte alluvione che si è abbattuto sulle Marche.

Su richiesta della Prefettura di Pesaro e previo allertamento del Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare, un elicottero HH-139 dell’83° gruppo SAR (Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare di Cervia, ha condotto attività di ricognizione delle aree alluvionate nel comune di Cantiano, riuscendo a recuperare con il verricello e a salvare un agricoltore rimasto isolato a causa delle inondazioni.

Il mio pensiero e quello della Difesa è rivolto ai cittadini delle Marche, fortemente colpiti questa notte dall’alluvione. Le Forze Armate sono intervenute da subito per supportare la Protezione Civile e le autorità competenti, che stanno assistendo gli abitanti in questo momento di particolare difficoltà”. Così il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha commentato gli sviluppi dell’alluvione della scorsa notte nelle Marche.

Successivamente, su richiesta della prefettura di Ancona, un elicottero UH-90 del 7° reggimento Aviazione dell’Esercito “VEGA” di Rimini, ha concorso alle attività di ricerca di eventuali dispersi nella zona del comune di Barbara in provincia di Ancona, permettendo il recupero di alcuni autoveicoli ribaltati per il maltempo.

Vicino ai cittadini delle Marche.
Le Forze Armate supportano la Protezione Civile e le autorità competenti

Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini

Le Forze Armate garantiscono ognitempo le proprie capacità operative ad ampio spettro e nell’ambito di domini di intervento fortemente diversificati, in soccorso e in assistenza alla popolazione nei casi di pubblica calamità, in coordinamento con il Servizio Nazionale della Protezione Civile.

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa


Esercito, concluso corso esploratore paracadutista, 26 nuovi esploratori per la Brigata Paracadutisti “Folgore”

Ventisei paracadutisti, tra sottufficiali, graduati e volontari, hanno concluso il 6° corso per “Esploratore Paracadutista” presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa.

Attività con battello pneumatico

Pisa, 10 settembre 2022 – I 26 partecipanti al corso per Esploratori Paracadutisti hanno superato fasi formative a difficoltà crescente nell’arco di otto settimane, che sono state precedute da una severa selezione degli aspiranti. Il massimo realismo, è stato il fattore predominante del corso, per riprodurre gli scenari di complessità e difficoltà d’impiego operativo, nei quali i dispositivi operatori della “Folgore” sono chiamati a pianificare, preparare e condurre le attività tattiche tipiche della funzione Reconnaissance, Surveillance and Target Acquisition (RSTA), nell’ambito di un’Operazione di Ingresso Forzato (Joint Forcible Entry Operation).

La componente da ricognizione svolge un ruolo imprescindibile, quale parte integrante della “Forza Avanzata”, nell’ambito di operazioni avioportate eseguite in territori morfologicamente difficoltosi o negati da forze ostili (Anti Access Area Denial – A2/AD) per la conquista e successiva occupazione di una posizione solida e sicura al fine di costituire una testa di aviosbarco e condurre una o più operazioni successive.

Il corso per Esploratori Paracadutisti, è solo uno dei primi passi formativi per il raggiungimento di una capacità specialistica “di nicchia”, da sviluppare con il conseguimento di altre qualifiche e abilitazioni presso il CAPAR (come il corso di paracadutismo ad apertura comandata con la tecnica HALO/HAHO con e senza ossigeno) e presso altri enti di formazione specialistici (sopravvivenza e resistenza agli interrogatori, riconoscimento mezzi, corsi ambientali, ecc.)

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La brigata paracadutisti “Folgore” è tra gli strumenti a disposizione dell’Esercito per assicurare la capacità di risposta e intervento immediato a situazioni di crisi ed emergenza, che richiedono di proiettare, in tempi ridotti, importanti dispositivi in grado di operare in tutti gli ambiti di confronto.

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Fonte e immagini: Brigata Paracadutisti Folgore


Ricostituzione del 2° reggimento “Granatieri di Sardegna”, la straordinaria “famiglia” dei granatieri di Spoleto si allarga

Il colonnello Pier Giorgio Giordano subentra al tenente colonnello Andrea Pagliaroli al comando dei “Bianchi Alamari” nel neo costituito 2° reggimento “Granatieri di Sardegna”.

Spoleto, 1° Settembre 2022 – Questa mattina presso la caserma “Giuseppe Garibaldi” di Spoleto (PG), a distanza di venti anni dalla soppressione, avvenuta il 29 ottobre 2002, si è tenuta la cerimonia di ricostituzione del 2° reggimento “Granatieri di Sardegna”, con l’avvicendamento nell’incarico di comandante tra il cedente, tenente colonnello Andrea Pagliaroli, ed il subentrante, colonnello Pier Giorgio Giordano, sancito con il passaggio della Bandiera di Guerra del 2° reggimento Granatieri di Sardegna.

Alla cerimonia erano presenti il sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Giorgio Mulè, il comandante delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, la presidente della Regione Umbria, avv. Donatella Tesei, il prefetto di Perugia, dott. Armando Gradone, il sindaco di Spoleto, dott. Andrea Sisti e il comandante della Brigata Granatieri di Sardegna generale di brigata Giovanni Brafa Musicoro, oltre alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, ex militari del reggimento ed altre istituzioni locali.

La straordinaria “famiglia” dei granatieri di Spoleto si allarga. La ricostituzione del 2º Reggimento che dopo 20 anni, al grido “A me le guardie!”, torna nella sua città, ha un’importanza speciale per l’Umbria e per l’intera comunità spoletina”, ha detto il sottosegretario Mulè nel suo intervento evidenziando che “L’Umbria è strategica per la Difesa. E la Difesa è strategica per l’Umbria. L’attenzione del governo è stata e continuerà ad essere alta. In questa Regione abbiamo rilanciato alcune tra le più preziose realtà militari che rischiavano il collasso, assicurando 164 assunzioni al Polo armi leggere di Terni e rinnovando i contratti dei dipendenti civili assunti dal deposito munizioni di Spoleto”.

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Il reggimento ha origine dal Reggimento delle “Guardie”, costituito in Torino il 18 aprile 1659 ed è posto alle dirette dipendenze della Brigata meccanizzata “Granatieri di Sardegna”

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Comando Brigata “Granatieri di Sardegna”


Esercito, partito il primo contingente della missione in Bulgaria

L’82° reggimento fanteria “Torino”, impiegato nella enhanced Vigilance Activity – eVA

La Bandiera di guerra in partenza

Roma, 13 agosto 2022 – Con la partenza della Bandiera di Guerra del 82° reggimento fanteria “Torino”, gli uomini e le donne dell’Esercito italiano assumono la guida del Battle Group impiegato nella enhanced Vigilance Activity – eVA in Bulgaria, in linea con le decisioni del Patto Atlantico.

Sale quindi a quasi 3.500 militari in 14 Paesi l’impegno dell’Esercito oltre i confini nazionali in missioni a egida ONU, NATO, UE e/o attraverso accordi bilaterali, unitamente ai 9.000 militari in prontezza operativa per le esigenze nazionali e internazionali.

Circa 4.900 i soldati dispiegati sul territorio nazionale sia con l’operazione “Strade Sicure” sia con l’operazione “Terra dei Fuochi” in favore dei cittadini e delle Istituzioni locali.

I reparti del Genio sono in prontezza per eseguire bonifiche su ordigni esplosivi e residuati bellici (la maggior parte dei quali risalenti al secondo conflitto mondiale), alcuni del peso di centinaia di libbre, spesso in condizioni di notevole complessità.

Anche per il periodo estivo 2022 si è rinnovato l’impegno dell’Esercito a sostegno della campagna AIB (antincendio boschivo) che durerà fino al 30 settembre e che vede operare congiuntamente personale e mezzi della Difesa, del Dipartimento di Protezione Civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nelle attività di spegnimento di roghi su tutto il territorio nazionale. L’Esercito vi partecipa con un totale di 5 elicotteri di diversi reggimenti dell’Aviazione dell’Esercito: un HH-412A ed un HH-205A a Viterbo, 2 HH-412A a Cagliari e Lamezia Terme, un UH-90A a Rimini, tutti pronti al decollo con relativo equipaggio di volo.

Nuclei specializzati al soccorso montano, così come team orientati al soccorso per le pubbliche calamità restano disponibili sul tutto il territorio nazionale a supporto delle Istituzioni locali.

Anche la funzionalità delle infrastrutture TLC (telecomunicazioni) e della rete informatica di Forza Armata, necessaria a mantenere il flusso delle comunicazioni viene garantita senza soluzione di continuità dal lavoro degli specialisti delle Trasmissioni dell’Esercito, come il supporto logistico a tutte le unità.

Un impegno a 360 gradi quello profuso dall’#EsercitodegliItaliani, caratterizzato da dinamismo e da una spiccata versatilità professionale, che permette alla componente terrestre delle Forze Armate di essere rispondente alle esigenze del Paese in ogni circostanza. Elevata preparazione e alta professionalità, risultanti del continuo addestramento e dello sviluppo di nuove tecnologie proiettano la storia secolare dell’Esercito nel futuro, ancora una volta, nel ruolo di protagonista.

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: Stato Maggiore Esercito


Difesa, si è concluso il dispiegamento del contingente italiano in Ungheria

Roma, 02 agosto 2022 – Si è concluso il dispiegamento di oltre 250 tra uomini e donne delle truppe alpine dell’Esercito Italiano, che contribuiranno alla costituzione di uno dei nuovi quattro battlegroup della NATO, schierati sul fianco sud-est dell’Alleanza Atlantica nell’ambito dell’operazione denominata Enhanced Vigilance Activity (eVA).

Il contingente italiano, che opererà sotto comando ungherese, è su Brigata Alpina Taurinense con personale del 3° reggimento Alpini, del 1° reggimento Artiglieria Terrestre, del reggimento Nizza Cavalleria (1°) e del 32° reggimento Genio Guastatori.

Tutti i reparti coinvolti nell’operazione eVA provengono da un intenso ciclo addestrativo che li ha visti partecipare, solo nell’ultimo semestre, alle esercitazioni “Volpe Bianca 22” nell’alta Val di Susa nel mese di marzo, “Cold Response 22”  in Norvegia nel mese di aprile, “Maurin 22” nell’alta Valle Maira nel mese di maggio e “Candelo 22” nella baraggia biellese nel mese di giugno, senza contare il continuo addestramento di specialità a vivere, muovere e combattere in montagna.

Con l’adesione all’iniziativa eVA dopo il previsto iter autorizzativo parlamentare, l’Italia si conferma tra le principali contributrici al rafforzamento della postura di deterrenza e difesa della NATO sul fianco Est.

Tutte le attività operative e addestrative condotte dalle Forze Armate italiane sul fianco sud-orientale della NATO sono disposte dal capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone,  e svolte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comado Operativo di Vertice Interforze (COVI).

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: Stato Maggiore Della difesa


Il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè visita il Polo di mantenimento delle armi leggere di Terni

Alle assunzioni a Terni e Spoleto si aggiunge la trasformazione del battaglione di stanza a Spoleto in reggimento con l’arrivo di altri duecento militari

da sx: Direttore del Polo armi leggere Brigadier Generale Francesco Nasca, sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, com. TRAMAT e vice com. logistico Maggior Generale Sergio Santamaria

“Il Polo armi leggere di Terni è un’eccellenza della Difesa nel settore della logistica. Storica realtà produttiva dell’Umbria fra le più importanti per l’economia ternana” ha detto il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè che il 13 luglio ha visitato l’ente dell’Esercito. 

Il sottosegretario ha poi evidenziato che “Le maestranze svolgono un lavoro insostituibile perché mettono le Forze armate e gli altri Corpi dello Stato nelle condizioni di assolvere i propri compiti. Qui infatti viene eseguita la manutenzione e la revisione delle armi e degli equipaggiamenti in dotazione ai reparti impegnati sul territorio nazionale e all’estero”.

Nel suo incontro con le rappresentanze sindacali e il personale militare e civile dell’ente, il sottosegretario ha poi evidenziato che: “È tanto necessario quanto doveroso continuare a dare un’anima a questo Polo altamente specializzato dove l’Esercito ha investito in termini di tecnologie e strumenti. È evidente che ci sono criticità legate principalmente al blocco del turn over del personale. A queste problematiche la Difesa risponde in modo concreto con un programma di assunzioni che garantisce un opportuno ricambio generazionale e la salvaguardia del know how”. Nel breve termine sono infatti previste 164 assunzioni sulla base di più atti normativi. Prima della fine dell’anno ci sarà il primo bando straordinario di 13 assunzioni. Ne seguiranno altri due per la fine del 2023, rispettivamente di 90 e 61 posizioni.

“Ma non è tutto”, ha concluso Mulè, “Abbiamo risolto anche il problema del personale civile precario al deposito munizione di Spoleto. Il direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa ha firmato i decreti e così, a partire dal 18 luglio, i lavoratori avranno un nuovo contratto di 18 mesi che successivamente potrà essere rinnovato in base alle esigenze. Queste buone notizie testimoniano l’impegno costante e incessante in favore dell’Umbria. Alle assunzioni a Terni e Spoleto si aggiunge infatti la trasformazione del Battaglione di stanza a Spoleto in Reggimento con l’arrivo di altri duecento militari”.

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: Ministero della Difesa


Roma, basilica di San Giovanni, ordinazione di tre nuovi cappellani militari

Conoscere, amare e condurre per essere una cosa sola con il Padre: don Luigi, don Valerio e don Giuseppe sono presbiteri della Chiesa di Dio

Roma, 17 maggio 2022 – (di Christian Massaro) La Chiesa Militare, nei primi vespri della IV domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, ha accolto come presbiteri don Luigi Benemerito, don Valerio Carluccio e don Giuseppe Massaro, giovani che, attratti dall’amore del Signore, hanno deciso di seguirlo per diventare suoi annunciatori dedicandosi in particolare agli uomini e alle donne con le stellette. La celebrazione è stata presieduta dall’Ordinario Militare, mons. Santo Marcianò e concelebrata da mons. Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma e da un centinaio di sacerdoti, cappellani militari e amici dei tre eletti. Ha assistito alla messa mons. Luca Brandolini, vicario dell’arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano che ha ospitato la liturgia di ordinazione.

La liturgia, curata nei particolari, ha potuto godere della direzione musicale di mons. Marco Frisina, direttore del coro della diocesi di Roma, e nell’insieme si è distinta per il clima di famigliarità e di aderenza con la vita quotidiana, senza la quale sarebbe vuoto formalismo: dopo la proclamazione del Vangelo, seguendo il rito di ordinazione, il vescovo ha chiesto al rettore del Seminario-Scuola Allievi Cappellani di attestare che Luigi, Valerio e Giuseppe sono degni di ricevere l’ordine sacro.

Il Rettore don Maurizio alla risposta rituale ha fatto precedere una lunga premessa, di cui riportiamo una breve parte: “nel formulare questa risposta sono andato a rivedere gli appunti dei colloqui, quelle frasi dove la loro voce si fa forte, gli occhi diventano lucidi e brillano, perché ci sono dentro le cose che dicono, e allora questa risposta attiene veramente al loro cammino, a quei momenti e alle cose che hanno detto. Hanno capito che il Signore li chiamava perché stessero con lui, per annunciare il Vangelo ai militari, sostenendo così il cammino di tanti fratelli e sorelle con le stellette e non solo, consapevoli che nella loro piccolezza abita la grandezza di Dio. È assieme alle famiglie, al presbiterio, ai formatori, ai militari conosciuti nelle caserme, ai parroci, alla comunità del seminario, assieme a tutta questa assemblea posso dire che dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano e secondo il giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione, posso attestare che ne sono degni.

All’omelia don Santo ha delineato tre dimensioni che qualificano il pastore: trasmettere la luce restando umili servitori davanti alla parola; condurre verso la luce, conoscendo il Padre e le pecore affidate, amandole, essendo una cosa sola con loro; farsi canali della luce stando davanti a Dio. Così il vescovo ai tre eletti: “Il sacerdozio non è un fare ma un essere che scaturisce dallo stare. Stare davanti a Dio soprattutto nella tribolazione, nostra e di coloro che ci sono affidati, e davanti alle grandi tribolazioni della storia: voi diventate cappellani militari in un tempo in cui gli uomini e le donne delle nostre forze armate sono tribolati dalla pandemia e dalla minaccia di una terribile guerra.

La celebrazione è proseguita con l’interrogazione dei candidati, che si sono liberamente assunti gli impegni del presbiterato e, nelle mani dell’Arcivescovo, hanno promesso a lui ed ai suoi successori filiale rispetto e obbedienza. Il canto delle litanie con la prostrazione dei tre diaconi ha preceduto l’imposizione delle mani da parte del vescovo e dei presbiteri presenti e la grande preghiera consacratoria per la quale Luigi Valerio e Giuseppe sono diventati sacerdoti della Chiesa di Dio.

Con questo nuovo ed eterno carattere sacramentale, ai novelli sacerdoti sono state unte le mani con il sacro crisma, mani pronte a ricevere il pane ed il vino per la celebrazione della Messa che caratterizzerà ogni giorno della loro vita, dopo avere indossato la casula aiutati dai sacerdoti che hanno curato la loro formazione. In seguito, per la prima volta attorno all’altare papale della Cattedrale di Roma hanno concelebrato l’eucaristia assieme al vescovo e a tutti i presbiteri presenti.

Prima della benedizione don Giuseppe, in rappresentanza dei tre novelli sacerdoti, ha voluto ringraziare i presenti per il momento di grazia vissuto che apre ad una vita di annuncio e di servizio: “qualsiasi parola sarebbe insufficiente per esprimere la nostra gratitudine davanti ad una meraviglia del genere non possiamo sentirci che piccoli, non la conclusione ma l’inizio del nostro sogno più grande, seguire Gesù che riempie la vita”.

A don Giuseppe, don Luigi, don Valerio, fratelli amati e da oggi sacerdoti della Chiesa di Dio, l’augurio di essere sempre profumo di Cristo nella nostra bella Chiesa Ordinariato Militare, conoscendo, amando e conducendo la porzione di popolo di Dio che vi sarà affidata, con la gratitudine al Signore per questo vero momento di grazia vissuto in comunione con la Chiesa Universale.

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Articolo: Christian Massaro
Fotografie: Monica Palermo


NATO: la Difesa partecipa alla Swifts Response 2022 con oltre 500 paracadutisti della Folgore

Macedonia del Nord , 17 maggio 2022 – Dal 6 al 20 maggio oltre 500 paracadutisti della Brigata “Folgore”  dell’Esercito Italiano, oltre ad assetti aerei della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, sono impiegati in Macedonia del Nord nell’esercitazione multinazionale “SWIFT RESPONSE 2022” (SR22).

La brigata “Folgore” partecipa annualmente, di norma con unità del livello complesso minore (circa 200 unità), alla pianificazione e condotta di operazioni di Ingresso Forzato (c.d. Joint Forcible Entry Operations – JFEOs), congiuntamente alle aviotruppe dei principali Paesi dell’Alleanza Atlantica e dei paesi partner (c.d. “Airborne Community”), quali forze ad elevatissima prontezza e rapidità di schieramento, capaci di operare non solo nei tre ambienti operativi classici (air, land, maritime), ma anche nei due emergenti ambiti di confronto (cyber e spazio). 

Le JFEO, in particolare, sono operazioni eseguite in territorio potenzialmente ostile, sfruttando la terza dimensione e proiettando forze, con brevissimo preavviso, per la conquista e successiva occupazione di una posizione solida e sicura, allo scopo di condurre una o più operazioni successive.

Quest’anno la SR22 ha previsto l’esecuzione di cinque JFEO in 4 nazioni diverse, in un’area che va dal Circolo Polare Artico, ai Paesi Baltici fino ai Balcani. 

La brigata “Folgore” ha partecipato con un gruppo tattico pluriarma, interamente aviolanciato e costituito da tutte le componenti della Grande Unità da combattimento (combat, combat support e combat service support), del 187° reggimento Folgore, 183° reggimento Nembo, 186° reggimento Folgore, 185° reggimento artiglieria paracadutista Folgore, 8° reggimento genio guastatoriparacadutisti Folgore e trasmettitori del reparto comando.

Lo sviluppo della manovra assegnata al Gruppo Tattico italiano è stato sostenuto dagli assetti del Reggimento Logistico e dalla compagnia avio rifornimenti della “Folgore”, che ha effettuato il lancio di materiali, armamento e viveri per assicurare le risorse operative necessarie per la condotta di un’ampia gamma di attività tattiche offensive e abilitanti, incluso il superamento di un corso d’acqua (“river crossing operation”).

Dopo una fase concettuale e di pianificazione sviluppata congiuntamente ai paracadutisti dei Paesi Alleati, le unità esploranti della “Folgore” hanno eseguito un aviolancio con la tecnica della caduta libera ad alta quota e la navigazione “a paracadute aperto” nell’area dell’esercitazione, per assolvere compiti di ricerca e ricognizione delle zone di lancio e delle aree obiettivo ed assicurare un flusso informativo costante e puntuale per aggiornare la situazione operativa. 

Successivamente, imbarcate su un C130J della 46ª brigata aerea dell’Aeronautica Militare e tre C130J della US Air Force decollati dall’aeroporto militare di Pisa e dalla stazione aeromobili della Marina Militare di Grottaglie (Taranto), tutte le forze sono state aviolanciate con il compito di occupare, espandere e consolidare la testa di aviosbarco, quale condizione indispensabile per l’afflusso delle follow-on forces

Nelle diverse fasi dell’azione, i paracadutisti italiani hanno effettuato “attività di scavalcamento” del 2nd para battalion dell’Esercito britannico e hanno impiegato gli elicotteri della Royal Air Force britannica per l’azione sugli obiettivi in profondità.

Durante la fase di trasporto aereo dall’Italia e di aviolancio in Macedonia, i velivoli sono stati scortati da due caccia Eurofighter del 37° stormo dell’Aeronautica Militare e da due AV-8B II plus della Marina Militare, decollati dalla portaerei Cavour. 

Gli stessi aerei d’attacco hanno garantito la sicurezza dell’area effettuando Close Air Support (CAS), tramite la guida dei nuclei Joint Terminal Attack Controller (JTAC) in organico alla Brigata paracadutisti “Folgore”.

La “Folgore” è la grande unità da combattimento con capacità specialistica dell’Esercito Italiano, in grado di esprime capacità operative efficaci, versatili e full spectrum, secondo il principio della massima integrazione inter-arma, interforze e interoperabilità multinazionale.


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: Brigata Paracadutisti Folgore


L’Esercito Italiano, organizzazione moderna e all’avanguardia, celebra il 161 anniversario (photoreportage)

Dal video Esercito

Roma, 5 maggio 2022 – L’Esercito Italiano, divenuto ora una organizzazione moderna e tecnologicamente all’avanguardia pienamente integrata in ambito interforze multinazionale, ha celebrato ieri 4 maggio il suo 161° anniversario della sua costituzione, decretata il 4 maggio 1861 a Torino dall’allora ministro Manfredo Fanti. L’anniversario è stato celebrato nella presigiosa cornice dell’Ippodromo militare di Tor di Quinto, dove la Forza Armata, ricordando il suo glorioso retaggio forte di un passato ricco di storia e di tradizioni, ha mostrato la sua attualità e vicinanza alle esigenze del Paese e alla sua cittdinanza.

La cerimonia è iniziata con l’entrata della banda dell’Esercito in uniforme storica, che ha preceduto lo schieramento della brigata di formazione, costituita da due reggimenti in armi per un totale di oltre 500 uomini e donne che simboleggiano tutte le armi le specialità ai corpi della Forza Armata.

Il primo reggimento agli ordini del colonnello Pasquale Spanò comandante del reggimento allievi dell’accademia militare è costituito da:

  • una compagnia di allievi delle scuole militari Nunziatella e Teulié,
  • una compagnia di allievi dell’accademia militare e della Scuola Sottufficiali dell’Esercito,
  • una compagnia secondo battaglione Granatieri di Sardegna,
  • uno squadrone del Reggimento Lancieri di Montebello, (8°).

Il secondo reggimento agli ordini del colonnello Elio Manes comandante dell’8° reggimento bersaglieri nonché comandante dell’operazione Terra dei Fuochi è costituito da:

  • una compagnia dell’8° reggimento bersaglieri;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del 9° reggimento Alpini,
    • un plotone del 185° reggimento paracadutisti,
    • e un plotone del reggimento lagunari Serenissima;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del IV reggimento carri,
    • un plotone del comando aviazione dell’esercito,
    • un plotone del comando artiglieria;
  • una compagnia di formazione composta da:
    • un plotone del 6° reggimento genio,
    • un plotone a cura della scuola trasmissioni e Informatica,
    • un plotone dell’8° reggimento trasporti Casilina.

Il comandante della brigata formazione il generale di brigata Liberato Amadio ha poi preso il comando.

A seguire sono entrati i medaglieri nazionali e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Subito dopo sono stati resi gli onori alla Bandiera di guerra dell’Esercito

Sono poi stati resi gli onori al Ministro della Difesa Lorenzo Guerino che, acccompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Pietro Serino, ha passato in rassegna gli schieramenti.

Il ministro Guerini una volta sul palco ha preso la parola evidenziando che:

“Siamo davvero orgogliosi del nostro Esercito, perché dal suo quotidiano operare traspare l’immagine di una realtà sempre pronta, efficace ed efficiente, disponibile ad agire con generosità e assoluta professionalità.

Oggi è anche grazie all’Esercito che l’Italia può affermare il proprio ruolo di alleato credibile e membro responsabile della Comunità internazionale, che non si sottrae ai suoi compiti di difesa collettiva: compiti che si prospettano ancor più necessari per il futuro, in ragione dell’impegno sempre maggiore che NATO e Unione Europea, pilastri di riferimento dell’architettura di sicurezza alla quale aderisce l’Italia, stanno attuando, in risposta alle mutate esigenze del quadro internazionale; ed in particolare a seguito della sanguinosa e ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina. L’Esercito è una Istituzione quanto mai viva, in continua trasformazione e proiettata verso il futuro.

Voglio sottolineare la lungimiranza con cui l’Esercito rivolge lo sguardo al domani, con un’innata propensione all’integrazione interforze, forte di una continua evoluzione dottrinale e tecnologica.

Per completare la modernizzazione dell’Esercito mancano tuttavia altri passi importanti riguardanti la connettività delle forze, le capacità cibernetiche e lo sviluppo dei sistemi autonomi in grado gestire le moderne operazioni multi-dominio in perfetta sincronia con le altre componenti dello strumento militare.”

Nella Storia del nostro paese, l’Esercito italiano è sempre stato in prima linea nella difesa della Patria, della Costituzione e dei valori democratici, cardine della nostra Nazione e delle nostre Alleanze di riferimento. In occasione delle emergenze e delle catastrofi naturali, la Forza Armata è sempre stata pronta, reattiva e generosa, fino al limite del sacrificio personale, intervenendo con umanità,riscuotendo sempre apprezzamento incondizionato, in Italia e all’estero. 

Queste vostre virtù sono un patrimonio chiaramente condiviso anche dalle collettività dei paesi dove operano le missioni di pace italiane, di cui l’Esercito Italiano è la spina dorsale“, ha detto il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Durante il suo intervento, il generale Serino ha sottolineato che “in questo periodo, caratterizzato da due eventi inattesi e drammatici, il rapporto tra l’Esercito e gli italiani si è fatto più forte e più consapevole. I nostri concittadini sanno di poter contare su una compagine capace e determinata, in grado di adattarsi rapidamente alle minacce da affrontare.

Proprio questo consolidato rapporto rende importante celebrare in forma pubblica il trascorrere dei 161 anni che ci hanno visto chiamare Esercito Italiano, l’Esercito degli italiani. Siamo felici di essere oggi schierati davanti all’Italia in tutte le nostre articolazioni, con i tratti distintivi dei nostri Corpi e delle nostre Armi, che raccontano una storia di assoluta fedeltà alla Patria e alle sue Istituzioni… Il nostro patrimonio di valore e di sacrificio è unico e indivisibile. Esso ci accomuna tutti e ci rende forti. L’Esercito è quello che vedete davanti a voi. È un’unica schiera: Una Acies”. –

Successivamente il Ministro della Difesa, dinanzi alla Banda dell’Esercito e a tutti i reparti schierati, ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito alla Bandiera di Guerra del 7° Reggimento CBRN “Cremona”, nonché 4 Medaglie d’Argento e 2 Medaglie di Bronzo al Valore dell’Esercito al personale distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all’estero. 

A seguire, lo sfilamento di assetti di sanità impegnati nel contrasto alla pandemia, la tradizionale carica a cavallo dei “Lancieri di Montebello” (8°) comandata dal capitano Antonio Corso e del reggimento artiglieria terrestre a cavallo nel carosello storico rievocativo delle battaglie del primo conflitto mondiale.

Al termine della cerimonia c’è stato il passaggio di 3 elicotteri dell’Aviazione Esercito:

  • due NH 90, elicotteri da trasporto tattico, aeromobili di nuova generazione prodotti dal consorzio industriale NHI (NATO HELICOPTER INDUSTRIES), nati da requisiti operativi comunemente espressi in ambito NATO da Italia, Francia, Germania, Olanda, e Belgio;
  • un AB 412, un elicottero quadripala con due turbine. Il velivolo è in dotazione alle Forze Armate Italiane, in particolare all’Aviazione dell’Esercito, ma anche a Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia Costeria, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

I velivoli hanno concluso la manifestazione prima degli onori finali al Ministro Guerini, scanditi dalla musica d’ordinanza del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna diretto dal Maestro Domenico Morlungo.

Ultima immagine dedicata a questo cane che dopo aver svolto parecchie missioni all’estero, ora sta in “pensione” .

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Esercito, Open Day a L’Aquila per gli aspiranti volontari in ferma prefissata (VFP1)

Svolto l’Open Day a favore dei VFP1

Saluto del comandante Marco Iovinelli

L’Aquila, 22 aprile 2022 – Grande interesse all’Open Day de L’Aquila, per gli aspiranti abruzzesi interessati a essere reclutati nell’Esercito in qualità di Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) del 1° blocco 2022, che si è svolto ieri presso il complesso caserme “Pasquali – Campomizzi”.

L’iniziativa, fortemente voluta dal colonnello Marco Iovinelli, è stata organizzata dal Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise” con la collaborazione del 9° reggimento Alpini, per consentire ai candidati di vivere in prima persona, prima della presentazione alle prove selettive, la realtà della Forza Armata, anche attraverso le testimonianze dirette del personale in servizio.

La giornata ha avuto inizio con il saluto da parte del comandante del Comando Militare dell’Esercito per l’Abruzzo e per il Molise, colonnello Marco Iovinelli, subito dopo i giovani aspiranti hanno assistito alla proiezione di alcuni video sulle specialità della Forza Armata ed a un breve briefing sull’unità e sulle opportunità di carriera offerte dall’Esercito.

Sono state inoltre illustrate loro le prove concorsuali che saranno chiamati a sostenere e il Progetto Sbocchi Occupazionali, al quale i candidati potranno accedere, all’atto del congedo senza demerito, per l’inserimento nel mondo del lavoro.

I ragazzi hanno poi potuto visitare una mostra statica di armi, mezzi e materiali in dotazione all’Esercito nonché assistere ad alcune attività teoriche e pratiche.


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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”


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