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Roma: seconda edizione convegno di analisi criminale nella scuola di polizia interforze

di Monica Palermo

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Roma, 7 febbraio 2017 – Si è concluso oggi il convegno di analisi criminale sul tema “I nuovi scenari geopolitici e i riverberi sul territorio nazionale: l’analisi criminale quale fattore competitivo nella sicurezza”, che si è tenuto presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia.

Nella prima giornata di ieri i rappresentanti dei diversi ambiti operativi di polizia, esponenti della cultura, delle università e dei centri studi si sono riuniti nell’ambito di tre panel per affrontare i temi più significativi della sicurezza. Nella giornata di oggi esperti di settore e analisti hanno inquadrato le tematiche esaminate e hanno presentato gli esiti delle elaborazioni con eventuali proposte.

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I lavori della seconda giornata sono iniziati con il saluto del direttore della scuola dott. Michele Rocchegiani e si sono aperti con l’intervento del procuratore generale della Repubblica presso la corte di appello di Roma Giovanni Salvi, che ha ribadito l’importanza dell’informazione e dell’analisi rispetto alla minaccia integrate e interdipendente quale quella moderna.

Hanno poi preso la parola il direttore della rivista Limes, Lucio Caracciolo e la professoressa Anna Maria Cossiga, docente di geografia politica e geopolitica presso la Link Campus University, che hanno approfondito la tematica del mondo in movimento, di come i flussi migratori spingano verso un cambiamento forzoso, con nuove sfide integrate alla sicurezza pubblica, come sistema, e in cosa consiste la funzione multisciplinare dell’analisi.

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La sessione si è conclusa con l’intervento del prof. Mario Caligiuri, associato di pedagogia della comunicazione dell’Università della Calabria, che ha spiegato come si è evoluta la leadership e di come sia mutato il controllo competitivo del territorio, nella policy di sicurezza e nelle organizzazioni criminali, sottolineando l’importanza dell’analisi come momento aggregante di conoscenza e competenza.

L’iniziativa, tesa a promuovere “l’analisi del futuro e il futuro dell’analisi”, secondo la vocazione della Scuola, diretta a favorire ampi confronti ed innovative sperimentazioni, ha consentito di riflettere sulle profonde trasformazioni degli scenari criminogeni, sempre più fluidi e interdipendenti, individuando possibili nuovi approcci analitici che potranno garantire un più utile orientamento sia all’azione preventiva e repressiva sia ai complessi processi decisionali della moderna policy.

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Immagini: Ph. Monica Palermo
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Carabinieri e Guardia di Finanza, operazione Gambling: sei persone arrestate a Malta

Reggio Calabria, 1 agosto 2015 – Il 31 luglio 2015, personale dell’INTERPOL ha curato il trasferimento dei 6 soggetti catturati a MALTA il 22 luglio scorso in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso nei loro confronti, in quanto coinvolti nell’operazione GAMBLING.

In particolare, a seguito di concessione della autorità maltesi, i sei soggetti italiani sono stati traferiti, a bordo di velivolo dell’Aeronautica Militare, dall’aeroporto di Malta a quello di Reggio Calabria, dove sono stati presi in consegna dai Carabinieri e dai Finanzieri dei Comandi Provinciali di Reggio Calabria, che hanno provveduto alla notifica ai seguenti indagati dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 7497/14 RGNR DDA – n. 1690/15 RGGIP DDA – n. 26/2015 ROCCC, emessa in data 13.07.2015 dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria.

L’operazione “GAMBLING”, eseguita lo scorso 22 luglio, aveva dato un duro colpo al gioco illecito on line controllato dalla ’ndrangheta. In particolare, erano state eseguite 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 13 misure cautelari degli arresti domiciliari e 6 misure cautelari non detentive (divieto di dimora ed obbligo di presentazione alla P.G.), nonché il sequestro di 11 società estere, 45 imprese operanti sul territorio nazionale, 1500 punti commerciali, 82 siti nazionali e internazionali e innumerevoli immobili, il tutto per un valore stimato pari a circa 2 miliardi di euro.

Al termine delle formalità di rito, i Carabinieri e i Finanzieri dei Comandi Provinciali di Reggio Calabria hanno associato 5 arrestati presso la Casa Circondariale “Panzera” di Reggio Calabria, mentre il sesto è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza in provincia di Messina.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
(Comando Provinciale di Reggio Calabria)

Polizia di stato e guardia di finanza arrestano 28 narcotrafficanti internazionali. Sequestrati beni per 2 milioni di euro

 

Frosinone, 28 gennaio 2015 – Scacco matto alla Dama Bianca. Dalle prime ore di questa mattina gli uomini del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Frosinone e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno proceduto all’esecuzione di 28 provvedimenti restrittivi e 32 decreti di sequestro di beni nei confronti di un’associazione criminale transnazionale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Due i filoni di indagine tra loro correlati che hanno visto impegnati da un lato la Polizia di Stato di Frosinone e dall’altro la Guardia di Finanza di Napoli sotto il coordinamento della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, per i profili internazionali dell’inchiesta, che hanno consentito di smantellare una pericolosa organizzazione criminale di narcotrafficanti con base operativa nella provincia di Napoli e solide ramificazioni anche in altre province d’Italia (Roma, Salerno, Monza, Macerata e Vicenza) e all’estero (Spagna, Olanda, Venezuela e Colombia).

Attraverso l’attività investigativa avviata nel 2010 è stato possibile ricostruire la struttura organizzativa e le dinamiche criminali dell’organizzazione che riusciva ad assicurarsi l’introduzione indisturbata in Italia di ingenti quantitativi di cocaina ed hashish dal Sud America e dall’Olanda avvalendosi anche della complicità di personale addetto ad alcuni scali portuali (Civitavecchia e Salerno) ed aeroportuali, in particolare Fiumicino.

La strategia operativa per il trasporto della preziosa merce prevedeva il ricorso a mezzi aerei, navali o terrestri sulla base di precise scelte conseguenti ad un’attenta analisi dei rischi.

Capo dell’organizzazione criminale il latitante campano Pasquale Fiorente il quale, in collaborazione con il fratello minore, si è rivelato un vero e proprio broker del narcotraffico coordinando dal Venezuela e da altri Paesi del Sud America il trasferimento in Italia delle partite di droga destinate soprattutto ad alimentare il mercato campano.

Il boss, noto alle forze di Polizia del suo territorio di origine, per operare indisturbato, aveva allestito nella capitale la sua rete logistica dove stoccare la droga da trasferire successivamente sulle piazze di spaccio campane.

Si era inoltre assicurato una fitta rete di collaborazione che gli consentiva di nascondere temporaneamente la droga in case e depositi che riceveva in uso per lo più da parte di insospettabili personaggi come due fratelli di Fiumicino ed il gestore di un bed & breakfast di Roma.

Aveva messo a punto anche un colpo miliardario che gli avrebbe cambiato la vita acquistando un imponente imbarcazione insieme a due fratelli esponenti di spicco della criminalità organizzata campana sulla quale imbarcare 1000 kg di cocaina.

L’operazione, però, non va in “porto” a causa di un forte uragano che nel 2012 provoca durante la navigazione da Santo Domingo importanti danni all’imbarcazione costretta a riparare in un porto panamense.

L’organizzazione però non si arrende e decide di proseguire la sua attività utilizzando il vettore aereo, ma questa volta a bloccarla è l’uragano giudiziario.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati 100 kg di cocaina e 1000 kg di hashish che, se immessi sul mercato, avrebbero fruttato all’organizzazione oltre 20 milioni di euro.

Sequestrati, inoltre, 16 immobili, 6 veicoli, un’imbarcazione, un’impresa e quote societarie nonché 10 conti correnti bancari per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

Tra i destinatari delle misure cautelari in carcere anche la Dama Bianca già arrestata nel marzo 2013 all’Aeroporto di Fiumicino perché trovata in possesso di circa 24 kg di cocaina.

Determinante il ruolo della donna all’interno dell’organizzazione abile a tessere una rete di contatti tali da garantire in Italia l’ingresso indisturbato dei quantitativi di droga.

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Fonte: Polizia di Stato

 

 


Cosenza: falsi invalidi, truffa da due milioni di euro

Cosenza, 22 gennaio 2015 – La Polizia di Stato di Cosenza e la Guardia di Finanza hanno eseguito, questa mattina, 7 provvedimenti cautelari in un’operazione per truffa da due milioni di euro, nella quale sono indagate circa 144 persone tra cui: medici, tecnici di laboratorio, avvocati e beneficiari degli indennizzi di falsi incidenti stradali.

Vari i capi di imputazione: dall’omicidio volontario al falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato.

In particolare, nel corso dell’attività investigativa, condotta dalla Polizia Stradale e dalla Guardia di Finanza – Comando Provinciale, è emerso che le persone coinvolte, attraverso studi legali situati in Corigliano e Mesoraca, ottenevano, con la complicità di alcuni medici, certificazione medica attestante patologie invalidanti senza essere stati sottoposti alle visite mediche o radiografie.

L’organizzazione criminale è stata individuata con base operativa nell’ospedale civile di Corigliano Calabro, ove alcuni medici compiacenti rilasciavano certificazioni mediche in tutto o in parte viziate da falsità al fine di trarre in inganno i medici legali di compagnie assicurative e, quindi, conseguire illeciti profitti.

Agli arresti domiciliari 4 persone indiziate del delitto di infanticidio, tra questi un medico e una donna che, trovandosi in avanzato stato di gravidanza, nello specifico tra la 24esima e la 28esima settimana di gestazione, ha simulato un incidente stradale perdendo il  neonato per ottenere il risarcimento del danno. Infatti, nonostante la partoriente fosse indotta al parto prematuro, il feto nasceva vivo e poi soppresso da personale medico dell’ospedale di Corigliano Calabro.

L’inchiesta è stata sviluppata su due filoni investigativi, relativi alle truffe ai danni delle assicurazioni e ai “falsi invalidi”.

Riguardo alle truffe assicurative, gli investigatori hanno rilevato numerosi falsi incidenti stradali per lucrare sui rimborsi assicurativi. Tutte le pratiche erano istruite da un avvocato di Corigliano Calabro, anch’esso coinvolto negli illeciti.

Indagando sui “falsi invalidi”, le indagini hanno portato all’individuazione di una vera e propria associazione di circa 45 persone, tra cui impiegati del patronato di Corigliano Calabro e un avvocato patrocinatore di cause previdenziali e assistenziali finalizzate al perseguimento di truffe ai danni dell’INPS conseguenti  all’indebito riconoscimento giudiziario delle indennità di invalidità civile e/o di accompagnamento.

Nei confronti del medico dell’ospedale di Corigliano Calabro inoltre sono stati verificati casi di falsa attestazione di presenza in servizio, in particolare, il sanitario,  nonostante facesse risultare la presenza in servizio avendo timbrato il cartellino, spesso si allontanava dalla struttura ospedaliera.

Nel complesso, tra indebite indennità percepite e rimborsi assicurativi erogati sulla base di documentazione falsa si stima un danno economico di circa due milioni di euro.

Infatti, a seguito di normali visite specialistiche che i medici tenevano anche presso strutture pubbliche e che venivano pagate dai 50 ai 300 euro, erano concordati e perfezionati certificati in grado di poter garantire, al termine dell’iter peritale con l’ente assicurativo o previdenziale, rimborsi consistenti anche in decine di migliaia di euro nonché pensioni di invalidità in danno degli enti previdenziali e assistenziali dello Stato.

La posizione dei soggetti destinatari di pensioni di invalidità e accompagnamento è stata segnalata ai competenti enti previdenziali per l’avvio di opportune procedure di revisione, allo stesso modo analogo indirizzo è stato adottato per gli enti assicurativi.

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Fonte: Polizia di Stato


Un altro calcio è possibile: la squadra dell’Esercito sale sul secondo gradino del podio

Roma, 17 novembre 2014 – L’Esercito Italiano ha conquistato il secondo posto al 5° trofeo “Un altro calcio è possibile, il torneo quadrangolare di calcio a 11 tra le Forze Armate e la TOP CUP, squadra rappresentativa di seminaristi e sacerdoti dei collegi e delle università pontificie. La manifestazione calcistica, giunta alla sua quinta edizione, ha visto la partecipazione di squadre appartenenti alle Forze e ai Corpi Armati dello Stato e ai seminaristi pontifici.

La quadra dell’Esercito ha superato di misura la TOP CUP nel match d’esordio, piazzandosi al secondo posto nella finalissima disputata l’altro ieri a Roma al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito.

Il match decisivo ha visto contrapposti Esercito e Guardia di Finanza, due squadre che hanno dimostrato di possedere tutte le credenziali per vincere il torneo. Il trofeo è stato conquistato dal coriaceo team allenato da Vincent Candela, al suo esordio in panchina.

Terzo e quarto posto guadagnati rispettivamente da TOP CUP e Aeronautica Militare. Le squadre si sono affrontate amichevolmente in una sfida calcistica volta a promuovere lo sport come scuola di vita, incoraggiando tutti al rispetto per le regole, per i compagni di squadra, per gli avversari e per il proprio corpo, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sui valori etico-sportivi insiti nel calcio.

Testimonial di questi valori i celebri allenatori impegnati da sempre nella crescita tecnica e umana dei giocatori: Delio Rossi per l’Esercito Italiano, Emiliano Mondonico per l’Aeronautica Militare, Vincent Candela per la Guardia di Finanza e Felice Pulici per la Top C.U.P.

Ad accogliere le squadre, la benedizione di monsignor Giorgio Corbellini, presidente dell’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica e presidente ad interim dell’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede, il quale, nel corso della conferenza stampa, ha rimarcato come “mediante la loro partecipazione al torneo, i giocatori e gli allenatori riconoscono che di certi valori etici c’è bisogno non solo nel mondo del calcio, ma nello sport in genere. Qui – ha concluso monsignor Corbellini – siamo tutti testimoni in favore di uno sport che non è ‘solo spettacolo’ o ‘solo passatempo’, ma si configura come capace di educare bravi uomini e buoni cittadini”.

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Al via il quadrangolare di calcio per lo sport etico. Sfida al centro sportivo olimpico dell’Esercito Italiano di Roma

Roma, 12 novembre 2014 – È previsto alle 14.00 di sabato 15 novembre il fischio di inizio della V edizione di Un altro calcio è possibile, il torneo quadrangolare di calcio a 11 tra le forze armate e una rappresentativa di seminaristi e sacerdoti dei collegi e delle università pontifici.

Sul campo del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito Italiano di Roma (Via degli Arditi, 1) l’esercito italiano, la guardia di finanza, l’aeronautica militare e la Top C.U.P. si affronteranno amichevolmente in una sfida calcistica volta a promuovere lo sport come scuola di vita, incoraggiando tutti al rispetto per le regole, per i compagni di squadra, per gli avversari, per il proprio corpo, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sui valori etico-sportivi insiti nel calcio, sport spesso macchiato da scandali, episodi di violenza e disprezzo delle regole.

Mister delle squadre, celebri allenatori impegnati da sempre nella crescita tecnica e umana dei giocatori: Delio Rossi per l’esercito italiano, Emiliano Mondonico per la guardia di finanza, Fabio Liverani per l’aeronautica militare, Felice Pulici per la Top C.U.P.

 

Programma

Alle 14.00 avrà inizio il torneo, che prevede quattro partite con incontri di due tempi di gioco da 20 minuti ciascuno. In caso di parità, al termine dei minuti regolamentari si procederà ai calci di rigore.

Prime a sfidarsi, esercito italiano e Top C.U.P; alle 14.45 l’aeronautica militare si confronterà con la guardia di finanza. Alle 16.00 si disputerà la finale per il 3° e 4° posto e infine, alle 16.45, si giocherà la partita finale. Alle 18.00 si terrà la cerimonia di premiazione.

L’evento, patrocinato dalla fondazione Giovanni Paolo II per lo sport e dall’associazione Effemeridi, si realizza con il contributo di Unipol Sai, Finanza Italia e ANCoS.

Sponsor tecnico è Zeus.

Gli allenatori

Delio Rossi (Esercito Italiano)

Romagnolo, 54 anni, si è fatto conoscere al grande pubblico portando in Serie A la Salernitana nella stagione 1997-‘98. Ha guidato la Lazio dal 2005 al 2009 fino alla vittoria della Coppa Italia contro la Sampdoria. Bravo a lavorare con i giovani, continua ad ottenere buoni risultati sulle panchine di Palermo e Fiorentina. Ultima esperienza nel 2013 alla guida della Sampdoria, salvata dalla retrocessione.

“Il calcio nasce come un gioco, ma più si eleva di livello, più è inquinato dal discorso economico; diventa uno spettacolo e, come tutti gli spettacoli, ha delle storture. Noi scendiamo in campo per ricordare che il calcio è una passione, soprattutto per i giovani che si avvicinano. In Italia, per esempio, non serve la fedina penale pulita per essere dirigente di una squadra di calcio, e questo secondo me non ha senso. Se non rivediamo il nostro modo di fare calcio, un cambiamento è difficile, ma noi crediamo che sia possibile. Non è tutto oro quello che luccica, lo sport è sacrificio, voglia di migliorarsi ogni giorno e, come nella vita, devono andare avanti i più bravi”.

Emiliano Mondonico (Guardia di Finanza)

Tecnico di grande esperienza, nato a Rivolta d’Adda nel 1947, ha esordito in panchina alla guida della Cremonese portandola in Serie A nel 1984. Dal 1990 al 1994, alla guida del Torino, ha conquistato i migliori risultati della carriera, con un terzo posto in campionato e la vittoria in Coppa Italia nel 1993. Dopo aver sconfitto un tumore, nel 2012 è tornato ad allenare in Serie A con il Novara.

“Scendiamo in campo anche quest’anno perché dobbiamo insistere. A volte andiamo contro dei muri di gomma ma non dobbiamo fermarci affinché un cambiamento nel mondo dello sport diventi realtà. Quando si corre dietro a un pallone occorrono la giusta aggressività, voglia di far bene e portare a casa il risultato, perché non è vero che si deve giocare tanto per partecipare. In campo bisogna dare il meglio di sé, poi alla fine basta che nessuno abbia di che rimproverarsi”.

Fabio Liverani (Aeronautica Militare)

Romano, classe 1976. È stato il primo giocatore di colore a indossare la maglia azzurra. Dopo il debutto in A nel Perugia di Cosmi, viene ceduto alla Lazio dove ha vestito la maglia biancoceleste per cinque stagioni vincendo la Coppa Italia nel 2004. Poi le esperienze con Palermo e Fiorentina, allenato da Delio Rossi, e Lugano. Nel 2011 intraprende la carriera da allenatore nel settore giovanile del Genoa.

“Questa manifestazione è bella e pura. È un momento di incontro di sport, rappresenta la possibilità di divertirsi con il classico sogno che ciascun bambino nutre. Le problematiche e isterismi del calcio qui sono assenti, questo è un momento di gioco, passione e divertimento. Le soluzioni ai problemi esistono: se l’Inghilterra, dopo aver toccato il fondo, è ripartita da zero e ce l’ha fatta, anche noi ce la possiamo fare”.

Felice Pulici (Top C.U.P.)

Storico portiere della Lazio dal 1972 al 1977, contribuì alla vittoria dello scudetto sotto la guida di Tommaso Maestrelli nel 1974. In totale ha difeso la porta biancoceleste per 202 partite, diventando una bandiera del club. Nella Lazio è stato anche allenatore nel settore giovanile e ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali. 

“Non si tratta solo di 22 persone che scendono in campo, ma di un contesto che si muove, vuole assistere a un confronto e a un momento di gioia, non di violenza come spesso si vede ultimamente. È fondamentale nel calcio, ma nello sport in genere, creare dei presupposti di fraternità e condivisione. Anche il fatto di poter stare insieme pur essendo sotto bandiere diverse fa capire come lo sport sia una competizione giusta, sana e corretta ma deve rimanere nei suoi limiti. Si vince o si perde, comunque gioiosi per aver partecipato”.

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Fonte: Esercito Italiano

Conclusa oggi l’esercitazione di soccorso aereo Grifone 2014

Rivolto (UD), 12 settembre 2014 – Si è conclusa oggi, venerdì 12 settembre, presso il 2° Stormo di Rivolto (UD), con l’evento dedicato alla stampa e alle autorità, l’esercitazione internazionale S.A.R. (Search and Rescue) Grifone 2014, organizzata dall’Aeronautica Militare nel quadro dell’accordo di cooperazione tra Paesi del Mediterraneo Occidentale (Italia, Francia e Spagna) nel settore della ricerca e soccorso aereo (S.A.R MED/OCC).

Lo scopo principale dell’esercitazione è stato quello di addestrare il personale dei reparti di volo italiani e stranieri del Soccorso Aereo, dei centri di coordinamento e delle squadre di terra alla pianificazione, direzione e gestione delle operazioni di ricerca e soccorso nel difficile ambiente montano, sia di giorno che di notte, anche in condizioni meteorologiche difficili, favorendo la reciproca conoscenza e lo sviluppo di procedure comuni.
 
L’esercitazione, svolta dall’8 al 12 settembre, ha avuto come scenario i monti della regione alpina della Carnia, sorvolati senza soluzione di continuità dagli elicotteri dell’Aeronautica Militare, dell’Esercito, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia di Stato. Decine le squadre di ricerca e soccorso, coordinate dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), che hanno operato nell’impervio territorio alla ricerca dei dispersi.
 
Iniziate martedì 9 settembre, le operazioni si sono succedute a ritmo sostenuto, impegnando circa 320 persone, tra militari e civili, e 12 assetti aerei che hanno effettuato oltre 100 sortite per un totale di circa 60 ore di volo in missioni dall’alto profilo addestrativo, consentendo di chiudere l’esercitazione con un bilancio più che positivo. “Durante le fasi dell’esercitazione siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Gli equipaggi di volo e le squadre di soccorso a terra hanno operato in perfetta sinergia” – ha dichiarato il direttore dell’esercitazione, il colonnello dell’AM Alfonso Cipriano – “Nonostante le difficili condizioni meteo in cui abbiamo operato, siamo riusciti ad addestrarci al meglio e, in completa sicurezza, a far lavorare bene tutti gli ingranaggi di quella complessa macchina che è il soccorso aereo in ambiente montano“.

L’Aeronautica Militare ha fornito la propria esperienza in termini di Comando e Controllo delle operazioni aeree, che sono state dirette da un team del Centro Coordinamento Soccorso del Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare (RCC-COA) dislocato presso il P.B.A..
 
L’intera e complessa pianificazione logistica, invece, è stata affidata al Comando Logistico dell’A.M. che, grazie alle diverse articolazioni dipendenti coinvolte attivamente nell’esercitazione, ha testato la propria capacità di schierare rapidamente personale, mezzi e infrastrutture in una zona isolata dalla quale condurre operazioni di supporto per soccorrere la popolazione colpita da gravi calamità naturali o incidente aereo.
 
In questo ambito, il 3° Stormo di Villafranca (Vr), con il contributo del 4° Reparto Tecnico Manutentivo della 3^ Divisione del Comando Logistico, ha realizzato sul campo volo Nido delle Fate di Cercivento (Ud) un Posto di Base Avanzato (PBA) dotato di tutti i servizi necessari per l’assistenza al volo e la gestione delle operazioni, avvalendosi di strutture campali di comando e controllo, sistemi mobili di comunicazione, una stazione meteo mobile, servizi di rifornimento e di sicurezza del sedime.
 
Presso il PBA, sono stati attivati un Posto Medico Avanzato (PMA), in cui ha operato personale sanitario dell’Infermeria Principale A.M. di Villafranca, del Corpo Ausiliario delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana e del 118, con funzioni sia di postazione medica avanzata nell’ambito dello scenario esercitativo, sia di presidio di primo soccorso in caso di reali esigenze per il personale partecipante.
 
Alla Grifone 2014 ha partecipato anche una Squadra di Valutazione Ambientale (SVA) del Servizio dei Supporti del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare che, in accordo alla normativa vigente, si è occupata di tutti gli aspetti relativi alla tutela dell’ambiente dai rischi derivanti da eventuali incidenti, effettuando sia attività di prevenzione che eventi simulati. La SVA è costituita da personale tecnico appositamente addestrato ed equipaggiato con strumentazione tecnologicamente avanzata cui è affidato il compito di individuare e valutare la presenza di eventuali contaminanti.
 
Per l’Aeronautica Militare hanno partecipato: un HH139A e un TH-500 del 15° Stormo di Cervia, un HH-212 del 9° Stormo di Grazzanise (Ce), due TH-500 del 72° Stormo di Frosinone. Inoltre hanno preso parte alla Grifone 2014 un AB 205 del 4° ALTAIR dell’Esercito Italiano di Bolzano, un AB 412 dell’Elinucleo Carabinieri di Pisa, un PH 139  Centro Aviazione della Guardia di Finanza di Pratica di Mare (Rm), un AB 212 del 3° Reparto Volo della Polizia di Stato di Bologna e un AB 412 del Corpo Forestale dello Stato di Belluno. L’Armée de l’Air (aeronautica militare francese) ha partecipato con un elicottero AS 555 Fennec mentre l’Ejército del Aire (aeronautica militare spagnola) ha operato con Super Puma A332.
 
Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha coordinato tutte le attività terrestri, assicurando, con 13 squadre, di ricerca e medicalizzate, del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, affiancate da quelle dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il recupero del personale disperso nell’impervio scenario montano.

La partecipazione di equipaggi e di elicotteri provenienti da Spagna e Francia nonché la presenza di osservatori provenienti da Giordania, Montenegro e Stati Uniti, hanno conferito maggiore rilevanza all’evento consentendo un proficuo confronto e scambio di esperienze.

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Fonte: Stato Maggiore Aeronautica

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