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Archivi categoria: Marina Militare

Accademia Militare di Modena, 187 allievi ufficiali hanno prestato giuramento

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Modena, 18 febbraio 2017 – Oggi, nel Palazzo Ducale di Modena sede dell’Accademia Militare, 187 allievi ufficiali, 136 dell’Esercito e 51 dell’Arma dei Carabinieri, del 198° corso “SALDEZZA” hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.

Tra le autorità militari presenti alla cerimonia, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Tullio Del Sette, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, il comandante generale della Guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Giorgio Toschi, il comandante per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, il comandante dell’Accademia Militare, generale di divisione Salvatore Camporeale e il padrino del 198 corso Saldezza, il generale di corpo d’armata Rosario Aiosa, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Intervenute anche molte autorità civili, tra cui il senatore Carlo Giovanardi, cadetto “ad honorem“, il sindaco di Modena, dott. Giancarlo Muzzarelli e il prefetto di Modena, dottoressa Maria Pia Paba.

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Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito rivolgendosi ai cadetti del 198 corso ha sottolineato l’importanza del giuramento prestato “un atto solenne con cui vi siete impegnati ad agire sempre animati da un elevato senso del dovere, con spirito di abnegazione e di sacrificio….per adempiere con disciplina e onore tutti gli obblighi che il nostro status di militare impone“.

Il generale Danilo Enrico ha, poi, richiamato i valori fondanti di una scelta basata su una cosciente adesione a quei principi, tra i quali coraggio, fedeltà, lealtà alle Istituzioni, senso del dovere, tenacia, che rappresentano la base valoriale di tutto il personale delle Forze Armate, esortando, in conclusione, gli allievi ufficiali del 198 corso ad affrontare con Saldezza morale e materiale tutte le sfide e le difficoltà che si incontreranno lungo il percorso appena intrapreso.

Il generale Graziano, nel suo discorso ha sottolineato che “le sfide che vi attendono sono sicuramente importanti ed è necessario che voi viviate gli anni della formazione con impegno e dedizione con la consapevolezza che ai Comandanti di oggi è richiesta una preparazione sempre più a 360 gradi per interagire con tutti gli attori che operano accanto alla componente militare nelle aree di crisi e nelle situazioni di emergenza“.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi concluso ricordando agli allievi che “tra pochi anni sarete chiamati ad operare sia in Patria sia all’estero per garantire la sicurezza nazionale ed internazionale sempre più intimamente connesse: siate sempre esempio per i vostri uomini e tenete alto il nome delle nostre Forze Armate, che grazie alla professionalità di chi vi ha preceduto sono sicuramente tra le migliori al mondo

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Gli allievi del 198 corso Saldezza sono giunti a questo importante traguardo dopo un duro tirocinio che li ha visti impegnati di recente nella campagna tattica invernale, durante la quale hanno svolto una intensa attività addestrativa.

Il 198 corso conta 136 allievi ufficiali dell’Esercito, di cui il 16% donne. Il 21% degli allievi proviene dal nord Italia, il 19% dal centro, il 60% dal sud e dalle isole. Le donne, invece sono rappresentate per oltre il 26% rispettivamente dal nord e centro Italia, per il restante 48% dalle regioni meridionali, isole comprese. Presenti, anche, 17 allievi stranieri.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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La Difesa rafforza la propria presenza nelle zone del sisma e del maltempo

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Roma, 21 gennaio 2017 – Il dispositivo della Difesa si è ulteriormente rafforzato in queste ultime ore, portando il contributo di donne e uomini delle Forze Armate a oltre 3.300 unità, con 1370 mezzi – tra speciali del genio, cingolati e ruotati – e ben 36 elicotteri. Si incrementa anche il contributo della Marina Militare, che nella notte ha fatto giungere in zona circa 60 fucilieri di Marina della Brigata San Marco, per dare maggior impulso alle attività di sgombero della neve dai centri abitati.

Procede quindi l’attività di concorso delle Forze Armate alla Protezione Civile nel tentativo di portare soccorso alla popolazione e alleviare i disagi causati dall’eccezionale concomitanza dello sciame sismico e del maltempo in Italia Centrale. Unità militari continuano ad operare nell’area del cratere – e lo stanno facendo ininterrottamente dal 24 agosto scorso – ed altre se ne sono aggiunte, tra Teramo e Chieti, per eseguire gli interventi più diversificati, come da richiesta della Protezione Civile.

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Il personale delle Forze Armate sta operando, fianco a fianco con i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, i volontari e la Protezione Civile, in condizioni di estrema difficoltà e senza sosta: nel teramano è stato effettuato un intervento di recupero e evacuazione di una persona disabile rimasta isolata e sono state raggiunte alcune frazioni dove si è provveduto ad assistere la popolazione per le esigenze immediate.

In particolare, una squadra di Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti ha raggiunto l’abitato di Coronella, nella Valle Castellana, completamente isolato da giorni. È stato necessario utilizzare gli elicotteri e, vista l’impossibilità di atterrare, il personale è stato sbarcato con la tecnica del fast rope, cioè calandosi con una fune dall’elicottero in volo stazionario. Sono così stati presi i contatti con gli abitanti e si sta organizzando la consegna di generi di prima necessità e medicinali. La squadra di soccorso è quindi rimasta tutta la notte in zona, per cercare di raggiungere altre abitazioni isolate. Analoga attività è condotta, in queste ore, nelle frazione di Vallefara e Ceraso, sempre nella Valle Castellana, con l’obiettivo di raggiungere un centinaio di persone che risultano totalmente isolate.

Continua, inoltre, l’attività delle squadre di ricerca e soccorso del 9° reggimento alpini presso l’hotel Rigopiano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

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L’ammiraglio Valter Girardelli è il nuovo capo di Stato Maggiore della Marina

Cambio al vertice della Marina: questa mattina, alla presenza di ministro della Difesa, Roberta Pinotti, si è svolta la cerimonia di avvicendamento.

Roma, 22 giugno 2016 – Cambio al vertice della Marina Militare tra gli ammiragli Giuseppe De Giorgi e Valter Girardelli.

L’avvicendamento, sancito simbolicamente dal passaggio della Bandiera di Guerra della Marina, questa mattina a Palazzo Marina alla presenza del ministro Pinotti. L’ammiraglio Girardelli assume l’incarico dopo aver ricoperto, dal 10 marzo 2015, quello di capo di Gabinetto del ministro della Difesa.
 
Questi passaggi di testimone e di responsabilità sono dovuti all’inevitabile scorrere del tempo, ma ritengo anche che siano proficui, a tutti i livelli, per la vita e la crescita delle organizzazioni” ha detto il ministro Pinotti nel suo discorso, in quanto permettono “alle energie e alle potenzialità di nuovi leader militari di esprimersi compiutamente, fino al livello dei massimi vertici”.

Alla cerimonia erano presenti anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, i sottosegretari di Stato alla Difesa, Domenico Rossi e Gioacchino Alfano, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano,  oltre a numerose altre autorità delle Forze Armate e civili.  

Questo il discorso del nuovo capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli: 

Signor Ministro della Difesa, Onorevoli Rappresentanti del Parlamento, autorità di Governo, signor capo di Stato Maggiore della Difesa, autorità civili, religiose e militari, signore e signori, ma, soprattutto, ufficiali, sottufficiali, graduati, marinai e personale civile della Marina, mi risuonano alla mente, alte nella loro semplicità e nel loro valore perenne, le parole del giuramento, fatto oltre quaranta anni fa nel Piazzale dell’Accademia navale, parole di dovere e disciplina, di Patria e onore.

Sento fortissima, in questo momento, la presenza, persistente, radicata e ispiratrice, di questi valori, nell’assumere il Comando della Marina Militare. In questi valori, ho sempre creduto, credo e in essi continuerò a trovare vocazione.

 Esprimo, con la solennità del caso, questo mio impegno, indirizzandolo a tutti gli appartenenti alla Marina, alle altre Forze Armate ai Corpi Armati e non armati dello Stato , al vertice militare della Difesa, al Ministro della Difesa, al Governo e a tutte le istituzioni repubblicane, autorevolmente rappresentate in questo piazzale e alle quali la Forza Armata è da sempre al servizio.

Mi sento onorato di questa presenza che mi conferisce testimonianza di fiducia e sostegno. Il mio primo pensiero deferente va alle istituzioni repubblicane, innanzitutto al capo dello Stato, comandante supremo delle Forze Armate.

Esprimo la mia gratitudine al Governo, che ha deliberato la mia nomina a questo incarico, in particolare al Presidente del Consiglio e, soprattutto, per la fiducia accordatami e la stima manifestatami, al Ministro della Difesa, al cui fianco ho avuto il privilegio di vivere una straordinaria esperienza professionale e umana, non ultimo nel periodo in cui ho ricoperto l’incarico di Capo di Gabinetto.

Al capo di Stato Maggiore della Difesa assicuro piena condivisione di intenti, con a mente comunque il superiore bene della Marina, componente fondamentale di uno strumento nazionale di difesa e sicurezza sempre più integrato, efficace, interoperabile, interforze, multidisciplinare, sempre più proteso verso impieghi ben oltre la dimensione prettamente militare delle capacità operative possedute.

Ho visto la nostra Forza Armata, nel corso della mia, quasi quindicennale esperienza interforze, progressivamente trasformarsi in una ottica di sempre maggiore competenza e professionalità, ho seguito lo sviluppo delle principali tematiche ad essa afferenti, sino ad avere la certezza che quella di oggi è una Marina di qualità, di primo livello, nei mezzi ma soprattutto nel personale, in tutte le componenti operative, di supporto, di formazione, di sostegno e di esecuzione amministrativa.

Le esigenze fondamentali di difesa e di sicurezza della Nazione, così come le essenziali necessità di presenza, di sorveglianza, di proiezione, di intervento, di flessibilità operativa, di incisione capacitiva, non solo conseguenti a obblighi internazionali, ma, soprattutto, a supporto di una “robusta” e ambiziosa agenda italiana di salvaguardia degli interessi nazionali, laddove gli stessi debbono essere protetti e consolidati, poggiano e debbono essere soddisfatte da questa Marina.

Una Marina che si colloca fra le migliori istituzioni del Paese, molto stimata e apprezzata fra le Marine del mondo: una grande Marina. Ad essa sono stati riservati e sono in corso interventi, di ampia portata, tesi al fine di continuare a rendere disponibile allo Stato assetti e capacità, in tutte e tre (e non tralascio di evocare la quarta, quella cibernetica) le dimensioni di impiego, sotto, sulla e sopra la superficie dei mari.

Lo sforzo e l’attenzione che il Governo, sotto le indicazioni e certo anche la direzione del Ministro della Difesa – a cui rivolgo il sentito apprezzamento e ringraziamento di tutta la Forza Armata -, ha riservato alla Marina, trovano tangibile segno nel programma di rinnovamento della linea delle fregate, nel programma di sostituzione delle linee più obsolete, nell’ammodernamento delle linee subacquee e di quelle elicotteristiche, nel mantenimento e rinnovo di quelle aeree, negli interventi per ripristinare l’efficienza lavorativa degli arsenali e degli stabilimenti di lavoro e in altri molteplici settori.

Non va sottaciuto che gli auspici sono superiori alle aspettative, che le aspettative sono superiori alle concrete possibilità e percorribilità nell’attuale contesto nazionale di riferimento.

Certo vi sono tematiche generali di sistema da superare, compressioni finanziarie da contenere, criticità da governare, ma credo che con pragmatismo, serietà, chiarezza di intenti, consapevolezza, umiltà e consapevole determinazione, si sapranno affrontare, in forma collegiale e condivisa, secondo un percorso coerente e proiettato in una ottica di risultato di medio-lungo termine.

Quello di oggi è un patrimonio di una Marina in evoluzione verso il futuro, basato sui saldi e sui migliori principi del passato, di cui siamo, di cui sarò, di cui saremo custodi fedeli e gelosi.

 Mi sento di rendere omaggio:

  •  a questa Marina;
  •  alla sua bandiera, simbolo delle più elette virtù militari e dei principi su cui si fonda la realtà comunità nazionale.
  • ai suoi caduti nell’adempimento del dovere, che guidano con il loro luminoso esempio di eroismo il nostro senso di emulazione, dando forza e certezza al nostro presente;
  • alle Associazioni d’Arma, che preservano tradizioni marinare intergenerazionali e risaldano legami e sentimenti tra personale in servizio e in congedo, oltre il grado e l’età;
  • a tutti coloro che sono stati per me “precettori emeriti”, colleghi, collaboratori, essi con i loro esempi, insegnamenti, consigli, incitamenti e impegni, mi hanno accompagnato e incoraggiato nel corso del mio lungo cammino professionale.

Tra i collaboratori desidero ricordare tutto il personale, militare e civile, con cui sono entrato in relazione nel corso degli anni. Riguardo il più recente passato, desidero esprimere un cenno specifico al personale dello Stato Maggiore della Difesa, del segretariato generale della Difesa e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa, nonché al personale dirigenziale e di vertice della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio e degli altri Dicasteri che ringrazio per l’attenzione e perché no, anche, per la pazienza che ci hanno riservato.

Tra i colleghi desidero ricordare i compagni di accademia del corso Eleutheros e della 53^ Sessione Ordinaria/1^ sessione speciale  dell’Istituto Alti Studi Difesa, oggi presenti e ai quali va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza.

Tra i “precettori emeriti”, meglio sarebbe chiamarli “maestri”, i miei predecessori che considero preziosi riferimenti e guide esperte.

Tra di loro l’Ammiraglio De Giorgi, che lascia oggi il servizio attivo a conclusione di una lunga e prestigiosa carriera e al quale porgo il saluto di tutta la Forza Armata e l’augurio per un futuro luminoso e ricco di ogni soddisfazione, bene e serenità. Ogni bene a te e alle persone a cui tieni, caro Giuseppe.

 Rivolgo ora il mio pensiero direttamente al “grande equipaggio della Marina Militare”:

  • agli ufficiali, ai sottufficiali, ai marinai, di bordo e di terra, a quanti di loro sono ora in mare, in cielo, o operano nell’ambito delle missioni loro assegnate, in patria e all’estero, con specifico cenno anche al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto;
  • al personale civile, parte integrante e irrinunciabile della grande comunità marinara,
  • alle nostre famiglie e ai nostri affetti – che con noi condividono disagi e difficoltà, pronti a sacrificarsi giornalmente per consentirci di assolvere i nostri compiti, la nostra missione,
  • alle rappresentanze militari, che esercitano una funzione essenziale per migliorare la condizione militare,
  • alle organizzazioni sindacali, elementi di puntuale riflessione e stimolo verso l’arricchimento organizzativo, 

per stringerli tutti in un unico simbolico, caloroso, forte, grato e fraterno saluto.

Saluto, con l’occasione, il mondo dell’informazione e quello dell’industria per la vicinanza dimostrata e il sostegno che ci riservano.

Il tempo sarà galantuomo per tracciare e definire programmi, dare attuazione concreta al pensiero, realizzare gli intendimenti. Affronteremo le tematiche del presente nel segno della linearità con grande propensione alla innovazione.

Dobbiamo, infatti, volgere lo sguardo al futuro con fiducia, ottimismo, disponibilità al cambiamento, recependo appieno le esigenze dettate dal contesto che ci circonda: il futuro va governato, anticipato, trasformato in fattore di miglioramento e di progresso. Consolidamento, linearità e cambiamento, per assicurare alla Marina un domani  basato sul coraggio e sulla coerenza.

In ciò ci sosterranno e rappresenteranno guida e riferimento i contenuti del “Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”, laddove espone e rimarca l’ineludibile funzione abilitante, a livello interforze, intergovernativo e internazionale dello strumento marittimo, in tutte le sue componenti ed evidenzia l’importante ufficio delle relative capacità operative interforze, a cui lo stesso è chiamato a contribuire.

Con spirito innovativo e scevro da pregiudizi, soprattutto ideologici e settoriali, tracceremo il percorso di un programma di Forza Armata perfettamente innestato nel più ampio disegno della Difesa, apportando a quest’ultimo il nostro irrinunciabile bagaglio di cultura, di identità, di intelligenza e di buon senso marinaro.

Sarà posta la massima attenzione alle aspettative del personale, che so essere preparato, disponibile, serio, competente, pronto ad ogni sacrificio e applicazione, purché abbia e sia ben chiaro e definito il disegno strategico a cui tendere.

Perseguiremo l’efficienza e il rinnovamento dello strumento aeronavale, certi che una flotta moderna e addestrata, non è solo una esigenza di difesa e sicurezza, ma un forte fattore propulsivo nel campo tecnologico, delle capacità industriali, di posizionamento competitivo del sistema nazionale, di lavoro qualificato e di sostegno alla creazione e consolidamento di forti e amichevoli relazioni internazionali. Tale azione nel rispetto dei superiori indirizzi.

Dedicheremo pari e altrettanta attenzione, sempre ricercando la massima sinergia a livello integrato, interforze, interagenzia e con le realtà socio-economiche locali, alle strutture di supporto, alle aree in cui insistono basi aeronavali, logistiche, enti tecnici, centri di formazione.

 Desidero sintetizzare in una frase chiave i profili della mia futura azione di comando, richiamando un detto che proviene da lontano e che mi ha sempre ispirato “Solo chi non ha idee non le cambia”.

Sarà mia cura coinvolgere Voi, uomini e donne della Marina Militare, nelle scelte più importanti e strategiche per la Forza Armata, ascoltare i vostri contributi che so, già da ora, saranno propositivi e disinteressati, farvi partecipi delle decisioni di vertice e percorrere, insieme, il difficile, e non scevro di ostacoli, percorso per attuarle, con sempre a mente il detto che ho appena richiamato, che, in altra chiave di lettura, sottende autorevolezza e non autoritarismo.

(L’autorevolezza è anche contraddistinta dal silenzio, dalla riflessione, dalla mancanza di clamori, dalla consapevole appartenenza, dalla difesa dei diritti dei più deboli, dalla fedeltà agli impegni e alla parola data, da tutti gli altri valori che da sempre sono bagaglio incorruttibile dei Marinai).

E non lo faremo in una aurea e perfetta solitudine, ma insieme, sinergicamente e sistemicamente con il  capo di Stato Maggiore della Difesa, con i comandanti dell’Esercito, dell’Aeronautica, dei Carabinieri, con i comandanti di tutti i corpi armati e non dello Stato, con segretario generale della difesa/DNA, sotto l’attenta e lungimirante azione di indirizzo del Ministro della Difesa, certo che ci riserverà, Signor Ministro, la benevolenza e l’accompagno che voi, personale militare e civile della Marina, meritate per quanto avete sempre dimostrato i poter, di saper e di voler fare con totale dedizione e spiccato senso di servizio.

Sono certo che la Marina è in grado di raccogliere tutte queste impegnative sfide e, soprattutto di vincerle, per la grande tensione morale, lo spirito di attaccamento al dovere, l’abnegazione e perché no il soffio vitale “di genialità corsara”, l’iniziativa, lo spirito di indipendente applicazione, che da sempre contraddistingue chi va per mare.

Chi va per mare deve essere capace di guardare oltre l’orizzonte, di immaginare quanto accadrà, di premunirsi per assicurare risultati di primo livello, di avere doti quasi propiziatorie, queste le qualità e capacità che avrò modo in Voi di sollecitare, indirizzare e consolidare, e che vi chiedo di riservarmi. Ci attende un lavoro duro, impegnativo, coinvolgente.

Non ci dobbiamo nascondere le avversità e le difficoltà: per chi va per mare, non rappresentano una sorpresa.

Le affronteremo con animo sereno, sicuri di svolgere il nostro dovere, fiduciosi perché tutti noi possiamo contare, con certezza e rigore, sugli uomini e sulle donne della Marina, sulle loro menti, ma soprattutto sui loro cuori, cuori leali, incondizionati, tenaci, perseveranti, di onore, in Patria e sui mari del mondo.

Ho piena fiducia e come comandante sono fiero di voi. Non vi farò mancare il mio sostegno, la assidua presenza e la costante attenzione alle vostre esigenze. Dedicherò tutto me stesso con l’orgoglio, la determinazione, la passione di chi continuerà, ogni giorno, a prendere il mare con voi per il superiore interesse dell’Italia.

Viva la Marina. Viva l’Italia.

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Fonte: Ministero della Difesa, Marina Militare - Immagini: Ministero della Difesa

 

 

 

 

 


Fotoreportage della parata militare del 2 giugno 2016 a Roma

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Roma, 13 giugno 2016 – Il 2 giugno per la festa della Repubblica si è svolta a Roma la tradizionale parata militare, ma questa volta, invece dei mezzi militari e forze speciali, hanno sfilato 400 sindaci italiani. La domanda sorge spontanea… che hanno di militare i sindaci? In quanto festa della Repubblica giusto che le rendano omaggio, ma perché proprio in una rivista che finora è stata prettamente militare?

Di seguito il reportage della parata della nostra fotografa Monica Palermo.

@ All rights reserved
Immagini: Ph. Monica Palermo
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Morto il comandante Andrea Ianoli, cordoglio del capo di SMD

Roma, 3 giugno 2016 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia della scomparsa del comandante Andrea Gianoli, Medaglia d’Argento al Valor Militare, altissimo esempio di eroico coraggio, profondo senso del dovere e dedizione alla Patria, ha espresso a nome delle Forze Armate e suo personale i sensi del più profondo e partecipato cordoglio.

Il comandante Gianoli è stato un incursore della leggendaria decima Flottiglia Mas, prestigiosa Unità della Marina Militare che con le sue azioni eroiche ha contribuito alla difesa della Patria e scrivendo  pagine indelebili nella storia del Paese.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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Salvatore Girone finalmente è rientrato in Italia


 

Roma, 28 maggio 2016 – Il fuciliere di Marina, Salvatore Girone, è finalmente rientrato in Italia dopo 4 anni di fermo in India. E’ atterrato a Ciampino nel pomeriggio con un Falcon 900 dell’Aeronautica Militare.

Al suo arrivo Girone – che scendendo dalla scaletta del velivolo ha sorriso e fatto il saluto militare – è stato accolto da un lungo applauso.

Ad accoglierlo erano il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, con il quale ha scambiato una stretta di mano e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti con cui c’è stato un lungo abbraccio. Ad attenderlo tra gli altri, anche i presidenti della commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto, e del Senato, Pier Ferdinando Casini.

Ad aspettarlo fin dalle prime ore del pomeriggio, la moglie Giovanna, i figli Michele e Martina, il padre Michele e la madre che la mattina avevano incontrato nello scalo romano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel suo viaggio di rientro, Girone è stato accompagnato dall’Ambasciatore a New Delhi, Lorenzo Angeloni, e dal consigliere militare di Palazzo Chigi, generale Carmine Masiello.

All’arrivo del fuciliere di Marina erano presenti anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, il direttore generale della Farnesina ambasciatrice Isabella Belloni.

Bentornato a Salvatore Girone da MNFI!

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Immagini: in esclusiva per MNFI
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Il ministro della Difesa Roberta Pinotti: Salvatore Girone presto a casa

Roma, 3 maggio 2016 – “Salvatore Girone tornerà in Italia tra qualche settimana, ci sono ancora delle pratiche burocratiche da espletare“.

Lo ha detto il ministro della difesa, Roberta Pinotti, a margine della celebrazione per i 155 anni dell’Esercito. “Quella di ieri – ha spiegato Pinotti – “è stata una bella notizia nella quale speravamo e per cui abbiamo lavorato silenziosamente a stretto contatto con il team di avvocati che ha gestito il contenzioso internazionale sui due marò”.

“Il tribunale dell’Aja – ha sottolineato – ha riconosciuto quello che chiedevamo e cioè che Girone potesse tornare in Italia e vivere con la sua famiglia“. Ma il percorso, ha sottolineato il ministro, “non è finito: bisogna attendere la conclusione dell’arbitrato, ma sono sicura che avremo il giusto riscontro“. La titolare della Difesa ha poi riferito di aver sentito ieri i due marò ed in particolare Girone che è apparso “sollevato e contento per la notizia di ieri. Sapeva che era un passaggio cruciale“. (fonte ANSA).

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Fonte: ANSA
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