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Archivi categoria: Marina Militare

Marina Militare: 113 allievi dell’accademia di Livorno giurano fedeltà alla Patria (video)

Livorno, 2 dicembre 2017 – Hanno giurato fedeltà alla Patria 113 allievi della 1^ classe del corso normale, 86 del 17° corso a ferma prefissata e 4 del 16° corso piloti di complemento e da oggi fanno parte ufficialmente della grande famiglia della Marina Militare.

Il video della Marina Militare

Il giuramento che oggi prestate, in questo prestigioso Istituto che assolve le sue funzioni da più di 130 anni, è la promessa solenne di impegnare tutte le vostre capacità per proseguire lungo la strada del dovere tracciata da generazioni di Ufficiali che, prima di voi, hanno avuto l’onore e la responsabilità di servire la Patria nei ranghi della Marina Militare e nella grande famiglia delle Forze Armate”. Così il capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, ai 203 allievi dell’accademia navale di Livorno che oggi hanno prestato solenne Giuramento di fedeltà alla Repubblica, alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e del capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli.

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Negli attuali scenari internazionali, che si presentano estremamente dinamici, complessi ed in continua evoluzione – ha continuato il capo di Stato Maggiore della Difesa –   il nostro strumento militare si caratterizza per la capacità di operare trasformandosi al fine di rispondere in maniera adeguata ed efficace alle sfide che minacciano la nostra sicurezza. La vostra generazione avrà l’onere di continuare a portare avanti questo cambiamento, in una dimensione sempre più marcatamente interforze, internazionale e anche interagenzia”.

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Fate tesoro degli insegnamenti che riceverete qui in accademia – ha aggiunto il generale Graziano – poiché vi forniranno gli strumenti, culturali e professionali, per operare nel dominio marittimo e per portare avanti le tradizioni di Forza Armata. Per questo, vi esorto già da ora a guardare più in alto, ad una dimensione più ampia, quella interforze e internazionale, che sarà la costante dei vostri impieghi operativi futuri, al fianco dei colleghi di altre Forze Armate e di altri Paesi, nell’ambito delle principali Organizzazioni Internazionali”. In particolare, tra le più recenti iniziative, il generale Graziano ha ricordato l’accordo siglato da 23 Paesi dell’UE sulla cooperazione strutturata permanenti (Pesco), il cui avvio consentirà una graduale transizione militare in ambito europeo da mere cooperazione a concrete integrazioni capacitive.

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Il generale Graziano ha così concluso il suo discorso “Voi siete il nostro futuro! Il Giuramento è il solenne momento che accomuna gli allievi di tutte le Accademie e di tutti i tempi, siate orgogliosi di essere la parte migliore della nostra società e di camminare con affianco tutte le altre Forze Armate”.

Al termine della cerimonia, per la prima volta, ci sarà il defilamento degli allievi lungo il viale Italia, per un abbraccio simbolico a tutta la cittadinanza livornese fortemente colpita dall’alluvione del 10 settembre scorso, quando, per il soccorso alla popolazione, anche gli allievi che oggi hanno giurato, erano intervenuti fianco a fianco con i paracadutisti della brigata Folgore, con gli operatori delle altre Istituzioni e della Protezione Civile, nonché con i volontari. 

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Fonte: Marina Militare / Stato Maggiore Difesa
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Nave Virginio Fasan ferma sei sospettati di pirateria 350 miglia a est delle coste somale

Operazione atalanta: sei sospettati di pirateria fermati da nave virginio fasan 350 miglia nautiche ad est delle coste della somalia

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Roma, 20 novembre 2017 – Il 19 novembre, nave Virginio Fasan ha intercettato e sottoposto a fermo un gruppo di sei persone sospettate di atti di pirateria. I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer e di un peschereccio d’altura, battenti rispettivamente bandiera Panamense e delle Seychelles. Gli eventi si sono svolti tra il 17 e 19 Novembre a circa 320 miglia nautiche a SE dalle coste somale all’altezza della città di Mogadiscio, in Oceano Indiano.

L’azione, diretta dal comandante in mare dell’operazione EU NAVFOR Somalia – Atalanta, Contrammiraglio Fabio Gregori imbarcato su Nave Virginio Fasan, ha visto l’intervento congiunto della fregata italiana, con l’elicottero di bordo ed il team della Brigata Marina San Marco, nonché di un aereo da pattugliamento marittimo spagnolo (MPRA), appartenente anch’esso alle Forze Europee dell’Operazione Atalanta.

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In particolare, Nave Fasan si trovava il giorno 17 Novembre in pattugliamento a circa 60 miglia nautiche dalla costa sud della Somalia, quando ha ricevuto informazioni su un attacco di pirateria al portacontainer. L’Unità militare si è diretta quindi alla massima velocità verso la posizione dell’evento, mentre veniva ordinato all’aereo da pattugliamento spagnolo di sorvolare la stessa zona di mare per effettuare una ricerca approfondita in area.

Lo stesso velivolo, durante la mattina del 18 Novembre, ha acquisito notizia che un peschereccio era stato anch’esso attaccato da un gruppo di pirati armati. Intensificando le ricerche in area, la sera del 18 Novembre, l’elicottero di bordo di Nave Fasan è riuscito ad identificare due piccole imbarcazioni in una posizione coerente e correlabile con quella degli avvenuti attacchi.

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Ieri mattina nave Fasan ha abbordato alcuni barchini per effettuare l’ispezione del personale e del carico. Gli elementi caratteristici riscontrati durante l’ispezione delle imbarcazioni hanno permesso di riconoscere quest’ultime come le imbarcazioni responsabili degli attacchi alle unità mercantili. Ciò è stato possibile anche grazie alle informazioni fotografiche e alle testimonianze fornite dagli equipaggi delle stesse.

Queste evidenze, unite all’infondatezza e alla incoerenza di alcune informazioni fornite dai sei sospettati durante l’ispezione, ha portato il comandante di fave Fasan, c.f. Sebastiano Rossitto, a procedere al fermo degli equipaggi.

In seguito al fermo, i sospetti pirati sono stati portati a bordo della fregata Virginio Fasan in attesa che si concludano ulteriori accertamenti allo scopo di confermare la possibilità di perseguirli legalmente in virtù degli accordi internazionali esistenti in materia tra l’Unione Europea e gli Stati costieri maggiormente attivi nel contrasto al fenomeno della pirateria.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Forze Armate: due giorni intesi di supporto alla popolazione italiana

Forze armate all’opera: supporti d’emergenza alla popolazione italiana con impianti iperbarici, trasporti d’organi e trasporti sanitari, tutto in 48 ore

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Roma, 16 novembre 2017 – Tra il 13 e il 15 novembre diversi assetti delle Forze Armate sono stati impegnati in una notevole attività in supporto alla popolazione italiana mettendo in campo  professionalità ed efficienza operativa a favore di un caso di avvelenamento da monossido di carbonio, di un trasporto di cuore per un trapianto immediato e di un trasporto sanitario d’urgenza per salvare la vita di una neonata sarda.

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In particolare, nella notte tra il 13 ed il 14 novembre, il Centro di Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) del Comando Subacqueo Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare è stato attivato dai medici di un ospedale di La Spezia per trattare in emergenza una mamma con i suoi due figli, vittime di un’intossicazione da monossido di carbonio. I pazienti sono stati visitati dal capo servizio sanitario del raggruppamento per poi essere sottoposti al trattamento di ossigeno terapia iperbarica conclusosi con esito positivo. Grazie alla convenzione tra la l’Agenzia Sanitaria Locale della Spezia e la Marina Militare, COMSUBIN rende disponibile l’unico l’impianto iperbarico della provincia per effettuare i trattamenti di Ossigeno Terapia Iperbarica, capaci di garantire la risoluzione positiva di numerose patologie cliniche. La Marina Militare è in prima linea anche nella provincia di Taranto, al fianco dell’Azienda Sanitaria Locale, nella gestione delle emergenze iperbariche a seguito di avvelenamento da monossido di carbonio.

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A questo caso si aggiunge, nella notte del 15 novembre, l’intervento di un elicottero NH90 del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” decollato dall’aeroporto di Rimini per effettuare un trasporto d’urgenza di un cuore nella città di Padova. L’equipaggio di volo in prontezza, attivato dalla Prefettura di Padova, ha imbarcato personale sanitario che trasportava il cuore appena espiantato e destinato a salvare la vita di un’altra persona in attesa in sala chirurgica. L’elicottero, nonostante le cattive condizioni meteorologiche notturne, è atterrato dopo 50 minuti di volo all’aeroporto militare di Padova ove il prezioso carico è stato consegnato a un’equipe medica che attendeva sul posto.

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A conclusione delle 48 ore di interventi, ieri è stato realizzato un volo sanitario di emergenza da Alghero a Genova per una neonata in pericolo di vita trasportata da un Falcon 50 dell’Aeronautica Militare per essere ricoverata all’ospedale genovese. La richiesta di supporto è arrivata dalla prefettura di Sassari alla sala operativa dell’Aeronautica che, tra i propri compiti, ha anche quello di organizzare e gestire i trasporti d’emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale. Sono migliaia, infatti, ogni anno le ore di volo effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare sempre in prima linea in caso di urgenza.

Queste missioni condotte da equipaggi e squadre addestrate delle Forze Armate rientrano nella rosa dei concorsi che la Difesa fornisce alla collettività in caso di necessità e urgenza, garantendo un supporto immediato per fronteggiare eventi che altrimenti comporterebbero la perdita della vita umana o gravi danni a beni o persone.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Joint Stars 2017: si conclude la più grande esercitazione interforze delle Forze Armate (photoreportage)

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Roma, 27 ottobre 2017 – “Le nuove esigenze operative impongono una piena capacità interforze che deve essere necessariamente acquisita con attività addestrative che coinvolgano sempre  tutte le componenti dello Strumento Militare Nazionale, così come è stato per la Joint Stars” ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, a conclusione della Joint Stars, la più grande esercitazione Interforze nazionale dell’anno, che ha visto impegnate forze di Esercito, Marina e Aeronautica su tutto il territorio nazionale. 

La Joint Stars 2017 (JS17)  è un’attività addestrativa organizzata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI)  ed è costituita da una rete di esercitazioni, federate tra loro e condotte  tra il mese di giugno e ottobre in Sicilia, Sardegna e Italia del centro sud, che fanno riferimento a un unico scenario fittizio di un contesto di crisi.

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All’esercitazione ha preso parte  anche una componente NATO con assetti dedicati all’addestramento alla guerra elettronica, tra cui quelli  per il disturbo ai sensori Radar e alle comunicazioni. L’interoperabilità e il coordinamento delle procedure delle diverse componenti di ciascuna Forza Armata sono stati i principali obiettivi della JS17, ma quello certamente più rilevante è stato quello di testare e validare l’operatività iniziale della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare, cioè le forze militari anfibie italiane. 

L’Esercito Italiano, la Marina Militare e l’Aeronautica Militare si sono addestrate congiuntamente, schierando complessivamente più di 3.600 militari con lo scopo di perseguire sinergie ed economie, condividere risorse e massimizzare interoperabilità, affinando le proprie capacità all’interno di missioni simulate che potrebbero verificarsi nell’ambito di crisi internazionali o emergenze nazionali. Sono state pianificate e condotte operazioni per l’evacuazione di personale civile presente nelle zone di operazioni militari, nonché la conduzione di operazioni che prevedano l’inserimento in ambiente ostile di una componente terrestre dal mare. Il cuore di questa componente terrestre è rappresentato dal reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano e il reggimento “San Marco” della Marina Militare, i quali sono in grado di attivare tutte le funzioni Combat, Combat Support e Combat Service Support, grazie all’integrazione delle capacità esistenti in seno allo Strumento Militare nazionale. L’Aeronautica Militare, che per la prima volta ha impiegato anche i velivoli F35A, ha garantito invece il supporto aereo con operazioni di Close Air Support (CAS), Suppression of Enemy Air Defense (SEAD), Combat Search and Rescue (CSAR), trasporto tattico di personale operativo ed evacuazione di civili feriti.

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Tra i reparti dell’Esercito partecipanti all’esercitazione, il Comando Artiglieria Contraerei, la brigata Pozzuolo del Friuli, il reggimento Lagunari “Serenissima”, il 3° reggimento Genio Guastatori, il 17° reggimento artiglieria contraerei “Sforzesca”, il reggimento artiglieria a cavallo”, il 4° reggimento “Genova Cavalleria” e il 5° reggimento Aviazione dell’Esercito “Rigel”. Per la Marina Militare sono state coinvolte la Portaerei Garibaldi, due navi da sbarco, la San Marco e la San Giorgio, i cacciamine Viareggio e Milazzo, il sommergibile Longobardo, la rifornitrice di squadra Vesuvio, il cacciatorpediniere Duilio, la fregata Alpino e il moto trasporto costiero (MTC) Lipari. Per l’Aeronautica Militare hanno preso parte la 46^ brigata aerea di Pisa con i velivoli C-130 e C-27J, la 4^ brigata telecomunicazioni e sistemi per la Difesa Aerea, il 6° stormo di Ghedi con i Tornado IDS e ECR, il 4° stormo di Grosseto e il 37° stormo con gli Eurofighter, il 51° stormo di Istrana con gli AMX, il 61° stormo di Galatina con i T-346, il 14° stormo di Pratica di Mare con l’aereo cisterna KC-767 e con il CAEW, il 32° stormo di Amendola con l’aeromobile a pilotaggio remoto MQ-9 Predator B, il 15° stormo di Cervia con gli elicotteri HH-101, HH-139 e gli HH-212. Saranno inoltre coinvolti, 16° stormo fucilieri dell’aria di Martina Franca, il reparto mobile di comando e controllo di Bari Palese, il ReGISCC di Pratica di Mare, il 22° GRAM di Licola e le basi del 41° stormo di Sigonella e del R.S.S.T.A. di Decimomannu.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Capo di SMD, generale Graziano: necessaria una risposta globale e coordinata per contrastare il terrorismo

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Venezia, 20 ottobre 2017 – “Occasioni come questo simposio indicano chiaramente una significativa volontà di scambio in un mondo globalizzato in cui le singole organizzazioni, da sole,  non possono risolvere i problemi.” Il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha così introdotto il proprio intervento alla chiusura del simposio delle Marine Militari all’arsenale di Venezia. “I problemi internazionali – ha proseguito – sono evidentemente globali, basti pensare al terrorismo, e si rende quindi necessaria una maggior cooperazione e un più efficace sistema di relazioni“.

Tra le nostre principali aree di interesse strategico  – ha sottolineato il generale  Graziano – c’è la regione Mediterranea dove confluiscono fattori destabilizzanti per l’Europa e per gli altri continenti”.

“Uno di questi fenomeni – ha continuato il capo di SMD – è certamente quello dell’immigrazione clandestina che ha registrato una diminuzione proprio grazie alla risposta collettiva e coordinata del sistema Paese, alla cooperazione tra i Ministeri e all’addestramento e alla formazione della guardia costiera libica.

Parlando dell’attuale quadro geostrategico interazione “caratterizzato da una minaccia multiforme” il generale Graziano ha evidenziato quanto sia “fondamentale una sempre migliore coordinazione e una risposta generale che superi l’approccio single service e porti ad un approccio interforze veramente efficace per contrastare il terrorismo”.

Nell’intervento conclusivo il generale ha evidenziato che “Negli ultimi anni c’è stata sicuramente una crescita e un miglioramento ma ora è necessario costruire un sistema di risposta credibile che risulti efficace per i prossimi anni.” 

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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A un anno dal terremoto le Forze Armate sempre vicine alle popolazioni del centro Italia

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Ascoli Piceno, 23 agosto 2017 – Ad un anno di distanza dal terremoto del 24 agosto 2016 che interessò il centro Italia, le Forze Armate rinnovano la loro vicinanza alle popolazioni così duramente colpite e lo fanno anche attraverso un nuovo concreto impegno operativo nell’area, con l’invio, nei giorni scorsi, di un’unità del genio dell’Esercito per demolizioni e rimozione macerie.

Nell’immediatezza del sisma, le Forze Armate intervennero tempestivamente, mettendo a disposizione, nell’ambito del sistema di Protezione Civile, le capacità e la professionalità delle proprie unità specialistiche. Un intervento che, per il protrarsi degli eventi sismici, vide impegnate unità di tutte le Forze Armate – Esercito, Marina e Aeronautica – e dei Carabinieri, inquadrate nel “Raggruppamento Sabina”, diretto dal brigadier generale Sergio Santamaria e operante ininterrottamente per circa nove mesi, fino a maggio di quest’anno, fianco a fianco con il personale della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Croce Rossa e di tutti gli Enti e le Istituzioni preposti agli interventi emergenziali.

Nel momento di massimo impegno, a gennaio 2017, coincidente con il ripetersi di importanti fenomeni sismici associati a un’eccezionale ondata di maltempo, il dispiegamento delle Forze Armate raggiunse un’entità pari a circa 3.500 militari e oltre 1.200 mezzi. Nell’occasione, vennero impiegati anche reparti delle Forze Speciali per raggiungere e portare soccorso alla popolazione di frazioni e abitazioni isolate in aree particolarmente impervie.

Le Forze Armate sono state presenti in modo continuativo, operando a 360 gradi con attività diversificate: ripristino della viabilità e delle infrastrutture essenziali, interventi di soccorso, confezionamento e distribuzione del vitto per la popolazione, trasporti a favore della popolazione e dei soccorritori, rimozione delle macerie, urbanizzazione di aree e realizzazione di alcune Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE), recupero di opere d’arte, verifica della stabilità di edifici pubblici, nonché vigilanza e presidio di paesi e borghi disabitati al fine di prevenire atti di sciacallaggio. Non da ultimo, il trasporto dei mezzi agricoli necessari ai coltivatori di Castelluccio di Norcia, al fine di rendere possibile la semina e la raccolta delle famose lenticchie.

Dal 10 agosto scorso, poi, su richiesta della presidenza del Consiglio dei Ministri, le Forze Armate hanno costituito un apposito task group del genio dell’Esercito per intervenire, in concorso al dipartimento della Protezione Civile e in coordinamento con le altre amministrazioni dello Stato, nelle attività di demolizione, di rimozione e di trasporto delle macerie. Questo task group disporrà di 300 militari e 190 mezzi, ripartiti in tre unità che opereranno, rispettivamente, nella provincia di Ascoli Piceno (un’aliquota sta già lavorando nel territorio comunale di Arquata del Tronto), di Macerata e nelle zone tra Lazio e Abruzzo.

In tal senso, come parte di un più ampio “Sistema Paese”, le Forze Armate vogliono testimoniare, attraverso le loro attività, la concreta solidarietà e la vicinanza alla popolazione del centro Italia, la cui vita è stata drammaticamente sconvolta da un evento naturale tanto devastante quanto esteso.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Concerto per la vita della Banda Centrale della Marina Militare

“Un donatore moltiplica la vita”. Conferenza congiunta ASL NA 1 centro e Concerto per la vita della banda centrale della Marina Militare

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Napoli, 2 luglio 2017 – Mercoledì prossimo 5 luglio presso la ” Sala dei Baroni” del Maschio Angioino, dalle 16 alle 20, si terrà, organizzato dall’ASL Na 1 Centro e dalla Marina Militare, una conferenza sulle donazioni ed i trapianti di organi che si concluderà con un concerto della Banda d’Onore della Marina Militare.

Questo evento, fortemente voluto dal direttore generale della ASL Na 1 Centro, Mario Forlenza e dal comandante logistico della Marina Militare ammiraglio, Raffaele Caruso rientra nell’ambito del programma divulgativo dell’ASL Na 1 Centro “Un Donatore Moltiplica La Vita” coordinato da Mariarosaria Focaccio, responsabile della divulgazione organi e tessuti dell’Asl Na 1. Interverranno in qualità di relatori: Antonio Corcione responsabile centro regionale trapianti; Pio Zannetti, direttore anestesia e rianimazione ospedale del Mare; Walter Santaniello, direttore centro trapianti di fegato A.O.R.N. Cardarelli; Ciro Maiello, responsabile centro trapianti di cuore A.O.R.N. Monaldi e Paride de Rosa, direttore centro trapianti di rene San Giovanni e Ruggi d’Aragona esperti di trapianti e di donazioni d’organo. Saranno presenti autorità civili, militari e religiose.

La manifestazione si concluderà con il concerto della Banda della Marina Militare e una esibizione degli sbandieratori e trombettisti poi, sulle note di Libertango balleranno i tangheri Paola Perez e Luca Caruso.

Al termine della conferenza tecnico scientifica un aereo sorvolerà il Maschio Angioino con un banner su cui si evincerà la scritta dello spot dell’Asl Na 1 Centro “Un Donatore Moltiplica La Vita”. In Campania circa 1800 pazienti sono in lista di attesa per un trapianto di cuore, fegato o rene e nonostante l’aumento del numero dei donatori dell’ultimo anno, ancora troppi pazienti campani sono costretti a viaggi della speranza fuori regione per ricevere risposte alle loro domande di salute. Aumentare il numero dei donatori è l’obbiettivo che da sempre la ASL Na 1 Centro ha nella sua mission e le partnership istituzionali come quella attuale con l’ammiragliato e la Marina Militare va in questa direzione perché la scelta in vita di donare gli organi dopo la morte, rappresenta la forma più alta di amore per gli altri che soffrono e che possono da questo atto d’amore ritrovare la vita. 

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Fonte: Comando Forze Operative Sud
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