Roma, 4 aprile 2024 – Un momento di profonda riflessione e comunione si terrà nella Basilica di Santa Marina in Trastevere il prossimo giovedì 11 aprile alle ore 17:30 per commemorare due uomini il cui impegno per la pace e la fratellanza tra i popoli ha lasciato un segno indelebile nella storia.

Uniranno le loro preghiere e i loro pensieri molti militari e diplomatici per ricordare due figure straordinarie: il diplomatico Giandomenico Picco, già sottosegretario generale dell’ONU, e il capitano lagunare Massimo Ficuciello, nel trigesimo dalla morte di Picco e nella ricorrenza della nascita di Ficuciello, tragicamente scomparso a Nassirya nel novembre 2003. Il rito sarà guidato da Padre Mariano Asunis, cappellano emerito della Brigata Sassari.

Giandomenico Picco, friulano, ci ha lasciato a metà marzo negli Stati Uniti, all’età di 75 anni. La sua vita è stata segnata da gesta straordinarie nell’ambito della diplomazia internazionale. Picco è diventato noto per aver affrontato sfide impossibili per conto dell’ONU, come la mediazione per porre fine alla guerra tra Iran e Iraq e per la liberazione degli ostaggi occidentali in Libano. Il suo impegno ha reso la sede delle Nazioni Unite un protagonista non solo nel mantenere la sicurezza internazionale attraverso il peacekeeping, ma anche nel promuovere attivamente la pace. Inoltre, ha svolto un ruolo significativo in Afghanistan, facilitando il ritiro delle forze sovietiche nel 1989 dopo l’invasione avvenuta nel 1979. Durante queste missioni complesse, Picco ha rischiato la propria vita più volte per salvare ostaggi innocenti, pur preoccupandosi per la sicurezza della sua famiglia che lasciava a casa. Il segretario generale dell’ONU Javier Pérez de Cuéllar lo definì giustamente il “soldato disarmato della diplomazia”. La sua dedizione e il suo coraggio rimarranno un esempio per tutti noi.

Il capitano Massimo Ficuciello, figlio del generale Alberto, ha perso la vita tragicamente a Nassirya nel novembre 2003. Il suo sacrificio è stato segnato dalla sua volontà di servire e proteggere. Abbandonando una promettente carriera in banca, si unì all’Esercito italiano per partecipare attivamente alla missione di pace in Iraq. La sua conoscenza delle lingue e il suo impegno gli hanno conferito un ruolo essenziale nella diffusione dell’informazione e nella documentazione della missione italiana in Iraq.

Questa cerimonia commemorativa è stata organizzata da Simone Pallotta, presidente della sezione di Roma dell’Associazione Lagunari Truppe Anfibie (ALTA).

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