Gli artificieri delle Truppe Alpine dell’Esercito saranno impegnati nella neutralizzazione dell’ordigno.

Chivasso (TO), 21 luglio 2023 – Domenica prossima, una delicata operazione coinvolgerà gli artificieri dell’Esercito, che saranno impegnati nella bonifica di una bomba d’aereo risalente al periodo della Seconda Guerra Mondiale. Questo ordigno storico, con un peso stimato di circa 450 Kg, è stato rinvenuto durante i lavori di manutenzione delle sponde del torrente Orco, grazie all’attenta sorveglianza dell’Agenzia Interregionale per il Fiume Po.
La scoperta di questa bomba ha richiesto un’immediata sinergia tra la Prefettura di Torino e l’Esercito, che stanno lavorando insieme con grande dedizione per coordinare tutte le procedure necessarie per la sicura neutralizzazione del residuato bellico. La priorità assoluta è garantire la sicurezza della popolazione e dell’ambiente circostante durante l’intero processo.
L’operazione di bonifica è programmata per iniziare alle 05:30 del mattino e proseguire fino al primo pomeriggio. Le attività prevedono la rimozione delle spolette dell’ordigno per renderlo inerte, permettendone così un sicuro trasporto in una cava appositamente designata per la distruzione controllata.



Il lavoro degli artificieri dell’Esercito riveste un ruolo fondamentale in questa delicata operazione, poiché la loro esperienza e professionalità sono essenziali per garantire la sicurezza pubblica durante ogni fase della bonifica.
La collaborazione tra le autorità civili e militari rappresenta un esempio di come le istituzioni possono lavorare insieme per affrontare sfide complesse e garantire la protezione della comunità.
Una volta completata la bonifica e la distruzione controllata dell’ordigno, l’area sarà finalmente resa sicura, consentendo il ritorno alla normalità delle attività quotidiane e restituendo alla comunità un ambiente libero da potenziali pericoli.
È fondamentale sottolineare l’importanza del lavoro svolto dagli artificieri e dalle agenzie coinvolte nella bonifica di ordigni bellici. Nonostante siano trascorsi molti anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, il ritrovamento di questi oggetti pericolosi sottolinea la necessità di una gestione professionale e attenta per garantire la sicurezza delle aree colpite dalla guerra, anche a distanza di decenni.
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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito




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