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A Roma la commemorazione del centenario della legione cecoslovacca


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Roma, 24 maggio 2018 – Il ministro della Difesa slovacco, Peter Gajdos, è giunto a Roma per ricordare l’anniversario di costituzione della legione cecoslovacca, il 24 maggio 1918.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha ricevuto, su delega del ministro della Difesa, la visita ufficiale a Roma del ministro della Difesa slovacco, Peter Gajdos. L’avvio dei lavori è stato preceduto dalla cerimonia solenne di deposizione di due corone d’alloro al sacello del Milite Ignoto, presso l’altare della Patria, da parte del Ministro Gajdos, del Capo di Stato Maggiore della Difesa slovacca, generale Zmeko, e dell’ambasciatrice della Repubblica Ceca in Italia, Hana Hubácková, accompagnati dal Generale Graziano, con l’intento di ricordare il sacrificio dei militari di tutti i conflitti e, in particolare, di quelli cecoslovacchi che combatterono tra le fila dell’Esercito Italiano durante la Grande Guerra.

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A seguire, la delegazione delle autorità straniere si è portata presso Palazzo Esercito, dove un picchetto interforze ha reso gli onori militari, a premessa dei colloqui tra il generale Graziano, il ministro Gajdos e il generale Zmeko. In apertura, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha tenuto a rimarcare che “le relazioni bilaterali tra Italia e Slovacchia sono eccellenti e costantemente corroborate dalle frequenti attività congiunte, svolte anche ai più alti livelli”. Proprio la cooperazione bilaterale in ambito militare e l’impegno comune in missioni internazionali – come, ad esempio, la missione NATO Resolute Support in Afghanistan e la coalizione anti Daesh in Iraq – sono stati al centro dei colloqui, oltre allo scambio di vedute sulla Difesa europea e sui rapporti tra UE e NATO.

Il generale Graziano ha voluto anche ricordare che “il significato di questa visita assume un’importanza particolare in questo giorno, in cui ricorre per la Repubblica Ceca e per quella Slovacca l’anniversario del centenario della costituzione della divisione della legione Cecoslovacchia. E proprio Roma ebbe il merito di riconoscere ai disertori e ai prigionieri cecoslovacchi, che desideravano combattere per l’indipendenza del proprio paese dal giogo austro-ungarico, dignità di combattenti, inquadrandoli dapprima in reparti italiani e, successivamente, in una vera e propria Divisione cecoslovacca, poi innalzata a rango di Legione”. Il 21 aprile del 1918 il governo italiano riconobbe ufficialmente il corpo cecoslovacco con una convenzione tra le parti, firmata dal presidente del consiglio dei ministri del Regno d’Italia, Vittorio Emanuele Orlando, dal ministro della Guerra Vittorio Zuppelli, dal vice-presidente del Consiglio Nazionale dei Paesi Cecoslovacchi accreditato in Italia, generale Stefanik, e dal membro del Consiglio Nazionale Cecoslovacco, Sychrava. Il 24 maggio 1918 il generale Stefanik veniva posto al comando della divisione cecoslovacca. “L’Italia fu il primo paese dell’Intesa a riconoscere il consiglio nazionale cecoslovacco come futuro governo di quella che sarebbe divenuta una nuova nazione” ha poi chiosato il capo di Stato Maggiore della Difesa.

La divisione cecoslovacca, agli ordini del generale Andrea Graziani, venne immediatamente impiegata sul Piave e nel settore ad est del Garda.  I volontari cecoslovacchi indossarono l’uniforme grigioverde del Regio Esercito, portando sul bavero della giubba una coppia di mostrine bianco-rosse bordate di azzurro – i colori della bandiera cecoslovacca – sormontate da due fucili incrociati, mentre al braccio sinistro era posto uno scudetto omerale riportante il monogramma intrecciato CS e bordato di filo rosso. Come copricapo, venne adottato il cappello alpino, inizialmente senza penna, recante nel fregio un’aquila ricamata con al centro un tondino bipartito nei colori bianco e rosso.

Nel corso dei combattimenti, oltre ai caduti ed ai feriti, alcuni volontari cecoslovacchi furono catturati dagli austriaci e, giudicati con l’aggravante del tradimento e della diserzione a favore del nemico, vennero tutti sommariamente passati per le armi. “È doveroso oggi commemorare tutti i caduti cecoslovacchi che corsero rischi maggiori di tutti gli altri soldati e che, con il loro contributo, permisero all’Italia di giungere alla vittoria finale. Onoriamo, quindi, con profonda commozione e riconoscenza il loro spirito di sacrificio, ancor più encomiabile alla luce del fatto che fossero pienamente consapevoli che, in caso di cattura, non avrebbero avuto alcuna possibilità di salvezza” ha così concluso il generale Graziano.

Il ministro Gajdos e il generale Zmeko hanno ringraziato per la calorosa accoglienza e per il ricordo che le autorità militari italiane hanno voluto tributare ai soldati cecoslovacchi che combatterono sul fronte italiano durante la Grande Guerra.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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