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Orvieto: “ritorno” al CAR alla caserma Piave per oltre cinquanta granatieri dell’ANGS


di Alessandro Menenti

Orvieto, 18 ottobre 2015 – Ieri la ex caserma Piave di Orvieto è tornata in vita accogliendo di nuovo i suoi Granatieri. Questo raduno è nato dal popolo granatieresco, da ex militari di tutt’Italia che, animati dalla gioia di ritrovarsi con spirito di fratellanza, si sono dati appuntamento per una tre giorni nella storica sede del 3° Reggimento Guardie nonché CAR dei Granatieri.

Un lavoro organizzativo impegnativo svolto sui social network ha creato grande aspettativa tra questi ex ragazzi che non si sono mai tolti davvero gli Alamari, anche dopo tornati alla vita civile. Alcuni di loro sono tornati al CAR dopo decine di anni con grande emozione nel cuore. Come si è visto nei momenti centrali della giornata, l’alzabandiera e gli onori ai Caduti, quando inquadrati nei ranghi al comando del colonnello Massimo Meinero, e accompagnati dalla banda locale, sono usciti dalla caserma per deporre una corona ai piedi della stele che ricorda i Granatieri che hanno dato la vita per il loro Paese. Al suono dell’Inno di Mameli si è vista luccicare più di una lacrima.

L’ANGS (Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna) è stata rappresentata dal suo presidente generale di corpo d’armata Mario Buscemi, e da diverse sezioni provenienti da tutta Italia. Il comando di brigata ha inviato il tenente colonnello Patrizio Di Tursi, comandante del 1° battaglione Granatieri “Assietta” inquadrato nel 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”. Grande l’emozione e il vigore espresso dall’anziano granatiere Paolo Rossi, presidente dell’ANGS per l’Umbria, che, come hanno riferito i partecipanti al raduno, è stato determinante per la riuscita dell’evento. Ha collaborato alla manifestazione il comune di Orvieto, rappresentato da un proprio assessore.

Per l’occasione questi Granatieri hanno allestito una mostra fotografica, materiale fornito dalla Sez. ANGS di Pesaro, dedicata alla carriera militare del generale granatiere Padre Gianfranco Chiti poi divenuto Frate che sarà beatificato nel prossimo mese di novembre nalla cattedrale orvietana.

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2 responses to “Orvieto: “ritorno” al CAR alla caserma Piave per oltre cinquanta granatieri dell’ANGS

  • MARIO BUSCEMI

    Deve essere chiarito che il raduno non è stato organizzato da nessun “popolo granatieresco” ma dal presidente dell centro regionale Umbria dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna!.BASTA CON QUESTI INTERVENTI ALTERNATIVI CHE PORTERANNO ALLA DISGREGAZIONE!

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    • Redazione

      Gentile Generale,
      replico volentieri al Suo commento apposto in calce all’articolo qui sopra pubblicato. E Le dico subito che anche sforzandomi non mi riesce di reperire, in alcuna parte dello stesso, la prima affermazione da Lei stigmatizzata in merito all’organizzazione del raduno di granatieri.

      Di contro nello scritto, al penultimo capoverso, viene dato atto al Presidente dell’ANGS per l’Umbria dell’importante ruolo svolto per la riuscita dell’evento, informazione largamente condivisa visto che i partecipanti stessi ne sono indicati come fonte.

      Di regola un giornalista scrive quello che vede e sente, cosa avvenuta anche in questo caso, essendo tenuto deontologicamente a rappresentare la verità sostanziale dei fatti.

      E non è confutabile che tra quello che ho visto e sentito vi sia stato un importante lavoro organizzativo svolto da singoli granatieri attraverso i social networks – il popolo granatieresco – per condividere emozioni e aspettative che l’appuntamento di Orvieto stava generando, le più salienti informazioni sullo svolgimento dell’evento e, al contempo, gestire gli aspetti organizzativi connessi con la partecipazione di ciascuno.

      Ho visto anche crescere la gioia e la trepidazione dei granatieri con l’approssimarsi dell’appuntamento e quanto abbiano, nel profondo, fermamente voluto rincontrarsi nella loro ex caserma e sostenuto spese per realizzare il loro desiderio unitamente alle famiglie.

      E questo mi sembra il senso del raduno di Orvieto che ho in sintesi raccontato e che, a mio parere, dovrebbe essere unanimemente celebrato.

      Inoltre non mi è stato possibile comprendere il fondamento della seconda obiezione e cioè quali siano, in relazione all’articolo, gli interventi alternativi che Lei ha ritenuto di richiamare tanto energicamente.

      Alessandro Menenti

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