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Afghanistan: cambio tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia


Cerimonia di avvicendamento tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia

Herat, 18 marzo 2015 – Presso la base di Camp Arena, a Herat, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia alla guida del Train Advise Assist Command West, il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support.

Il generale di brigata Maurizio Angelo Scardino ha ceduto il comando al parigrado Michele Risi alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del comandante delle forze NATO in Afghanistan, il generale statunitense John F. Campbell, dell’ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e delle massime autorità civili e militari afghane della provincia di Herat.

Gli ultimi anni sono stati centrali per questo Paese – ha sottolineato nel suo intervento il generale Graziano – con importanti miglioramenti in tutti i settori, politico economico e sociale”. Il capo di SMD ha inoltre aggiunto che “il fatto che la nuova missione Resolute Support sia definita non combat non significa che non vi siano più rischi specialmente in considerazione del fatto che la minaccia del terrorismo e l’estremismo è cresciuta a livello globale”.

Nel corso del proprio mandato la brigata Garibaldi è stata impegnata nel delicato compito di transitare dalla missione ISAF (International Security Assistance Force), terminata il 31 dicembre 2014, alla missione Resolute Support. Dal 1° gennaio 2015 il nuovo impegno della NATO in Afghanistan, infatti, non è più connesso a compiti diretti di partecipazione alle operazioni ma si estrinseca attraverso attività di addestramento, consulenza e assistenza condotte da team di specialisti a favore dei vertici operativi delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF). In tale ambito il contingente militare si è notevolmente ridotto in funzione dei nuovi compiti assegnati dalla NATO e della leadership nel controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza afgane. “La transizione non si compie con un singolo evento ma è un processo evolutivo che si realizza per passi successivi” ha affermato il generale Scardino rivolgendosi ai colleghi afgani, “le ANDSF hanno assunto la responsabilità della sicurezza e noi siamo qui, tutti insieme, per attuare una strategia condivisa che porti ad un Afghanistan stabile e sovrano; questo è un segnale di successo”.

Gli Advisors del TAAC W hanno condotto attività di addestramento (Training) a favore delle ANDSF perseguendo un duplice obiettivo: rendere le Forze di Sicurezza afghane autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale, con la formazione di nuovi istruttori (processo denominato Train the Trainers); formare ed addestrare “specialisti” in materia di intelligence, di contrasto agli ordigni improvvisati, di impiego di mortai ed artiglierie, di controllo dello spazio aereo ed altro ancora, con corsi mirati, seminari e simposi. I corsi completati sono stati 85 per un totale di circa 1500 istruttori e specialisti certificati.

Le attività di consulenza (Advising), focalizzate sulla funzionalità, sui sistemi, sui processi interni nonché sullo sviluppo organizzativo delle forze e mirate al raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità delle stesse, sono state oltre 7000 per un totale di circa 22.000 ore.

Contestualmente alla riconfigurazione del Contingente per l’assolvimento dei compiti della Missione Resolute Support, gli uomini e le donne alle dipendenze del generale Scardino hanno proseguito il piano di rientro in patria di mezzi e materiali, denominato Itaca 2, che ha rappresentato uno sforzo logistico senza precedenti dal termine della seconda guerra mondiale.

La “Garibaldi” ha inoltre profuso un notevole sforzo anche in attività di cooperazione civile e militare con la realizzazione di 17 opere infrastrutturali e di 47 progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di ricostruzione del paese proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia.

Prima di ogni altro atto protocollare il generale Graziano, accompagnato dal generale Campbell e dal generale Scardino, ha deposto una corona in omaggio ai 54 caduti italiani ed a quanti, afghani ed appartenenti alle forze della coalizione, hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della libertà e della prosperità dell’Afghanistan. 

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
(contingente italiano in Afghanistan)
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