
2 luglio 2014 – Commemorazioni da Mogadiscio all’Italia per i tre militari che 21 anni fa hanno perso la vita per la Patria, nella “giornata più difficile dell’operazione Ibis”, la battaglia del Checkpoint Pasta di Mogadiscio (la battaglia del pastificio), durante l’operazione Canguro del 2 luglio 1993. Il sottotenente Andrea Millevoi del reggimento Lancieri di Montebello, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il caporale Pasquale Baccaro, 186º Reggimento paracadutisti Folgore, tre eroi a cui è stata data la medaglia d’oro al valor militare (MOVM) alla memoria. Altri 36 militari italiani rimasero feriti.

La ricorrenza è stata celebrata con la deposizione di una corona d’alloro a Mogadiscio, alla presenza dei militari del 186 Reggimento Paracadutisti Folgore e del personale EUTM Somalia internazionale. Tra i militari presenti il 1 maresciallo Lgt Giampiero Monti, con riconoscimento di medaglia d’argento al valor militare, perché rimasto gravemente ferito durante la battaglia. A proposito di quei tragici momenti il Maresciallo sottolinea “Nessun commento, solo ricordi indelebili. Siete e sarete sempre con me. Non vi conoscevo ma da quel giorno siamo Fratelli.”
Nella caserma Ugo Mara è stato inaugurato un monumento in memoria ai caduti, donato dall’ANPdI Lombardia, alla presenza del tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, rimasto gravemente ferito durante la battaglia, facendo da scudo ad alcuni dei suoi uomini. Ora sta su una sedia a rotelle, ma non ha rinunciato alla divisa, è rimasto fedele al suo giuramento continuando a servire la Patria.

I militari della caserma del reggimento dei Lancieri di Montebello di Roma hanno ricordato il sottotenente Andrea Millevoi, con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla targa commemorativa del militare caduto durante la missione di pace a Mogadiscio. Il sottotenente, di soli 21 anni, era capo equipaggio di un autoblindo B1 Centauro dei Lancieri di Montebello e venne colpito a morte da una raffica di kalashnikov.
Hanno combattuto con Onore, Lealtà e amor di Patria. Rispetto a loro e alle loro famiglie, e a tutti i caduti.
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