Pesaro, 25 giugno 2014 – Si celebra oggi la commemorazione del 47° anniversario della strage di Cima Vallona, l’attentato terroristico perpetrato da membri del comitato per la liberazione del Sudtirolo, contro una pattuglia interforze di militari italiani, comandata dal capitano dei carabinieri Francesco Gentile, a cui erano state affidate le indagini di un precedente attentato in quelle stesse zone. La celebrazione rientra nell’ambito delle giornate commemorative dei decorati di medaglia d’oro al valore, connesse alle celebrazioni per il bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Il Capitano Francesco Gentile

Il comportamento eroico dell’ufficiale dell’Arma, nel difficile contesto storico ed ambientale dell’epoca, è ben riassunto nella motivazione della medaglia d’oro al valore militare (alla memoria) che gli venne conferita immediatamente dopo i tragici fatti:

«Comandante di Reparto Speciale, da lui stesso meravigliosamente forgiato nello spirito e nella tecnica, per la lotta contro il terrorismo in Alto Adige, dava ripetute prove di capacità e di ardimento in numerosissime azioni condotte con esemplare cosciente sprezzo del pericolo in zone impervie di alta montagna, insidiate da dinamitardi. In occasione di un attentato terroristico – in cui dopo l’abbattimento di un traliccio aveva perso la vita, per lo scoppio di una mina, un alpino – essendo stato richiesto l’invio in zona di elementi specializzati del suo reparto, egli intuiti i rischi e la gravità della situazione, si metteva volontariamente alla testa di alcuni dei suoi migliori uomini e si portava sul luogo dell’attentato dove fermo e sereno di fronte al pericolo sempre incombente dirigeva con perizia le operazioni. Mentre si accingeva a portare a compimento la rischiosa missione, l’esplosione di un ordigno – subdolamente predisposto – lo investiva in pieno troncando la sua esistenza tutta dedicata al servizio ed alla Patria. Bellissima figura di soldato, fulgido esempio di virtù militari e di spirito di sacrificio

Cima Vallona (Alto Comelico), 25 giugno 1967 Trentino-Alto Adige Repubblica Italiana.

La cerimonia è iniziata, alle ore 11,00, presso la lapide del decorato al cimitero centrale di Fano, dove è stata deposta una corona di fiori, a seguire c’è stata la S. Messa presso il duomo, officiata dal vescovo mons. Armando Trasarti, con la partecipazione del gruppo vocale “Il Coro” di Senigallia (AN), a cui hanno partecipato le massime autorità locali, in rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri il comandante della legione “Marche” di Ancona, generale di brigata Claudio Cogliano e il comandante provinciale di Pesaro e Urbino, col. t.SFP Giuseppe Donnarumma.

Al termine, dopo un breve intervento da parte dell’alto ufficiale e dell’ispettore regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, generale Tito Baldi Honorati, è stato consegnato l’attestato di riconoscenza al figlio del decorato, Massimo Gentile, firmato dal comandante generale dell’Arma.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Nucleo Informativo Cdo Prov. Pesaro e Urbino)

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