Operazione GameOver Zeus: polizia di stato e FBI smantellano una rete di pc “zombie”


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Roma, 3 giugno 2014 – La Polizia Postale e delle Comunicazioni – Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – C.N.A.I.P.I.C. – congiuntamente all’FBI statunitense e con il coordinamento dell’European Cyber Crime Centre (EC3) di Europol, hanno condotto una complessa operazione internazionale che ha portato allo smantellamento di una Botnet, ossia una rete di pc “zombie”.

Il nome dato all’operazione è GameOver Zeus dal virus informatico utilizzato per infettare i computer delle vittime. Il suddetto malware, che rientra nella categoria dei cosiddetti trojan bancari, permetteva il totale controllo da remoto della macchina infetta permettendo all’attaccante di carpire informazioni sensibili quali ad esempio le credenziali per l’autenticazione a servizi di banking online o per lanciare attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service).

Zeus era anche utilizzato per installare il ransomware denominato Cryptolocker, ovvero un programma malevolo in grado di criptare i dati presenti sui PC delle vittime alle quali veniva poi richiesto il pagamento di un riscatto per la decrittazione (dall’inglese ransom=riscatto, estorsione). In Italia sono stati individuati oltre 160 nodi trust della rete Game Over Zeus mentre il numero di Pc infettati si stima intorno alle 10.000 unità. L’attività svolta dal personale del C.N.A.I.P.I.C., coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha permesso, attraverso particolari attività di indagine e innovativi sistemi tecnici, di inibire a livello DNS la risoluzione dei domini utilizzati dal trojan per le comunicazioni dei comandi inviati dai Bootmaster, veri e propri amministratori occulti della rete, ai computer zombie dall’analisi dei dati raccolti sarà possibile identificare le vittime italiane.

Oltre a Italia e Stati Uniti, l’operazione ha visto coinvolte le polizie di Ucraina, Regno Unito, Germania, Giappone, Francia, Olanda e Canada. In questi ultimi due paesi, in particolare, è stato eseguito il sequestro di alcuni server dell’infrastruttura creata per la diffusione di zeus e cryptolocker.

Si stima che il numero dei computer infetti a livello globale sia compreso tra 500.000 e 1 milione di unità mentre il danno economico si aggira intorno ai 100 milioni di euro.

Il CNAIPIC

Nel quadro delle strategie di protezione delle infrastrutture critiche informatizzate, l’istituzione, all’interno del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) si propone come modello operativo di assoluto carattere innovativo, anche in relazione al contesto internazionale.

Ai sensi dell’art. 7 bis della legge 31 luglio 2005 n. 155 (che ha convertito con modificazioni il decreto legge 27 luglio 2005 n. 144, recante “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) il CNAIPIC è incaricato, in via esclusiva, dello svolgimento di attività di prevenzione e contrasto dei crimini informatici, di matrice criminale comune, organizzata o terroristica, che hanno per obiettivo i sistemi informatici o le reti telematiche a supporto delle funzioni delle istituzioni e delle aziende che erogano o gestiscono servizi o processi vitali per il Sistema Paese, convenzionalmente definite infrastrutture critiche informatizzate e che, sempre ai sensi della citata norma di legge, sono state individuate come tali con il decreto del Ministro dell’Interno del 09 gennaio 2008.

Il CNAIPIC interviene, quindi, in favore della sicurezza di una gamma di infrastrutture connotate da una criticità intersettoriale (in virtù dei sempre più stretti vincoli di interconnessione ed interdipendenza tra i differenti settori infrastrutturali) e su una tipologia di minaccia che può avere tanto un’origine extraterritoriale quanto una proiezione ad “effetto domino” e transnazionale delle sue conseguenze.

Il modello operativo si fonda, inoltre, sul principio delle partnership “pubblico-privato”: il CNAIPIC, infatti, assume (mediante un Sala operativa disponibile h24 e 7 giorni su 7) una collocazione centrale all’interno di un network di realtà infrastrutturali critiche (istituzionali ed aziendali), ed opera in stretto collegamento con organismi di varia natura (nazionali ed esteri), impegnati tanto nello specifico settore quanto sul tema della sicurezza informatica, con i quali intrattiene costanti rapporti di interscambio informativo e provvede (attraverso Unità di intelligence e di analisi) alla raccolta ed all’elaborazione dei dati utili ai fini di prevenzione e contrasto della minaccia.

Il suddetto rapporto di partenariato trova il proprio momento di formalizzazione nella stipula di specifiche convenzioni; dal 2008 ad oggi sono state stipulate convenzioni, tra le altre, con i seguenti enti ed aziende: ENAV, Terna, ACI, Telecom, Vodafone, FFSS, Unicredit, RAI, Consob, Ansa, ATM – Azienda Trasporti Milanesi, ABI, Banca d’Italia, SIA SSB, Intesa Sanpaolo, Enel, Finmeccanica, H3G, Atac,

All’interno del CNAIPIC è inoltre operativo l’ufficio del punto di contatto italiano per le emergenze tecnico-operative connesse al verificarsi di episodi di criminalità informatica transnazionale, secondo quanto stabilito dalla Convenzione sul Cybercrime sottoscritta a Budapest il 23 novembre 2001.

Il punto di contatto opera 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, all’interno della rete High Tech Crime costituita in ambito G8, e successivamente estesa al Consiglio d’Europa.

La rete ha quale scopo primario la pronta risposta alle richieste di c.d. freezing dei dati all’omologa struttura, in attesa della formalizzazione tramite rogatoria o MLAT.

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Fonte: Polizia di Stato


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