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Contro i crimini d’odio un master per le Forze di Polizia


Workshop su progetto TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement) a cura dell’OSCE/ODIHR e OSCAD

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Roma, 10 febbraio 2014 – I reati ispirati dall’odio – hate crimes – costituiscono un aspetto recente, ma assai importante, dei rapporti tra tutela dei diritti umani e sicurezza (interna ed internazionale) essi, infatti, non sono solo una grave violazione delle libertà individuali ma rappresentano una minaccia al diritto di sicurezza del singolo e della società tutta.

I fenomeni di violenza non emergono dal nulla. Essi sono spesso il tragico atto finale di un processo che comincia con la deviazione e l’intolleranza sociale, passa attraverso la discriminazione e si conclude con la violenza.

La violenza motivata dall’odio produce un impatto devastante sulle vittime, incrementando un clima di paura, un senso di sfiducia e il fenomeno della mancata denuncia da parte della vittima. L’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha promosso un importante progetto formativo, realizzato con l’OSCEODIHR su “La prevenzione e il contrasto dei crimini d’odio” – un ciclo di seminari specificamente dedicati alla realtà italiana, arricchiti da una preziosa componente europea del progetto.

A partire da questa mattina, presso la Scuola Superiore di Polizia e presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, gli allievi approfondiranno i diversi aspetti della questione grazie alle competenze e all’autorevolezza dei docenti dell’ODIHR. Il progetto formativo, denominato “Training Against Hate Crimes for Law Enforcement” (TAHCLE) consentirà lo sviluppo delle conoscenze e dell’expertise degli operatori attraverso l’apprendimento dei metodi più efficaci per far fronte ai crimini d’odio.

Si tratta di un programma che mira ad approfondire ogni aspetto dei crimini ispirati dall’odio, ad aumentare le competenze di Polizia e Carabinieri, ad incrementare le capacità di interazione con le comunità delle vittime e a creare fiducia reciproca tra i diversi attori.

Un ruolo cruciale, in questo contesto, è quello delle Forze dell’Ordine che devono possedere una formazione specifica e approfondita.

Il Prefetto Francesco Cirillo

Il Prefetto Francesco Cirillo

È questa la strada intrapresa dall’Osservatorio quando, il 29 maggio 2013, il Prefetto Francesco Cirillo – Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, in qualità di presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) – ha siglato, con l’Ambasciatore Janez LENARČIČ, Direttore dell’ufficio ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights) dell’OSCE, un protocollo di intesa per la partecipazione del Dipartimento della P.S. al programma formativo, finanziato dall’OSCE, denominato TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement).

Il Prefetto Cirillo ha dichiarato: “Le discriminazioni non hanno confini e dovunque impediscono alle vittime di vivere! Un’efficace attività di prevenzione e di contrasto di ogni forma di discriminazione e di incitamento alla violenza necessita di  un approccio globale e di forme di cooperazione che consentano lo scambio di buone prassi e la condivisione di esperienze e competenze delle principali organizzazioni internazionali “di settore” come l’OSCE e, in particolare, l’ODIHR.”.

Secondo una logica formativa del tutto innovativa, sono stati organizzati incontri, preparatori e propedeutici all’avvio dell’attività formativa, tra i docenti dell’ODIHR e gli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nonché organizzazioni della società civile, necessari per acquisire maggiori elementi di conoscenza in merito ai vari casi concreti, alle  “buone prassi” adottate e alle criticità riscontrate.

Ciò è stato indispensabile per valutare la portata dei fenomeni di violenza motivati dall’odio, conoscere più approfonditamente le attività poste in essere per far fronte al fenomeno , individuare i possibili margini di miglioramento e, in tal modo, “personalizzare” il modulo formativo.

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Fonte: Polizia di Stato
Foto: © Monica Palermo

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