Difesa collettiva, scenari complessi e interoperabilità: anche l’Esercito Italiano in campo con tutte le sue specialità

Cagliari, 20 maggio 2025 – La Joint Stars 2025 (JOST25), la più importante esercitazione interforze a livello nazionale, è entrata nella fase “Defense”. L’attività è pianificata e condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).
Le forze armate, nella prima fase denominata “Deterrence”, hanno svolto attività addestrative congiunte in contesti inter-agenzia e inter-dicastero, insieme a Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Corpo Militare della Croce Rossa. L’obiettivo era testare procedure comuni e rafforzare l’interoperabilità in situazioni di emergenza, crisi e minacce ibride, come escalation di violenza, disastri naturali e attacchi informatici.
La JOST25 è ora entrata nella fase “Defense”, con attività addestrative nelle quali viene simulato uno scenario di guerra, che prevede l’attivazione dell’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico e la conseguente applicazione del principio di “difesa collettiva” della NATO.






L’Esercito Italiano partecipa con un ampio ventaglio di capacità operative. La Fanteria è presente con i veicoli VBM “Freccia” e VTLM “Lince”; la Cavalleria schiera le blindo “Centauro 2” e i carri “Ariete”; l’Aviazione dell’Esercito opera con elicotteri CH-47 e A129 “Mangusta”; l’Artiglieria terrestre impiega i sistemi PzH 2000 e FH70, mentre la Componente Controaerea utilizza il sistema missilistico SAMP-T a corto raggio.


La Joint Stars 2025 rappresenta un banco di prova fondamentale per valutare e consolidare l’integrazione tra le forze armate e le diverse componenti del Sistema Paese, tutte chiamate a contribuire alla difesa dello Stato e della sicurezza collettiva.
L’esercitazione ha lo scopo di verificare la capacità di risposta a un conflitto moderno, caratterizzato dalla sovrapposizione di minacce convenzionali e ibride. Le nuove tecnologie, come missili ipersonici e sciami di droni, si affiancano alla guerra tradizionale, con artiglieria, mezzi corazzati e soldati in trincea, secondo quanto dimostrano i più recenti teatri di conflitto.
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Fonte e immagini: COVI




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