Le Forze Armate sul fronte maltempo e sisma

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Penne (PE), 22 gennaio 2017 –  L’aeronautica militare ha installato a Penne una torre di controllo per gestire e coordinare tutte le attività aeree nell’area. Ieri unità dell’Esercito, con il supporto dell’Aeronautica, hanno avviato una operazione di evacuazione eliportata, portando in salvo circa una trentina di persone prelevate dalle frazioni più isolate della Valle Castellana.

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Prosegue quindi l’importante contributo che le Forze Armate stanno fornendo alla Protezione Civile per lo sforzo corale di lenire i disagi causati dall’eccezionale ondata di maltempo, unita ad uno sciame sismico senza precedenti, e per portare i soccorsi in quei centri abitati montani ormai isolati da giorni e con la popolazione fortemente provata. I numeri complessivi dell’impegno sono di circa 3.300 militari, oltre un migliaio di veicoli (tra mezzi speciali del genio, cingolati e ruotati) e 36 elicotteri.

In particolare, il deciso peggioramento delle condizioni meteorologiche ha imposto, poi, di procedere solo via terra, con veicoli cingolati, per l’impossibilità degli elicotteri di alzarsi in volo a causa di forti nevicate e banchi di nebbia.

Nella giornata di oggi, i Ranger del reggimento “Monte Cervino” hanno cercato nuovamente di riprendere l’evacuazione via cielo. Si è anche organizzando, laddove necessario e su richiesta della Protezione Civile, il lancio di medicinali e generi di prima necessità su quegli abitati isolati da più lungo tempo, mentre si sta già pianificando di raggiungere la località Pietralta per valutare se tra gli abitanti ve ne fosse qualcuno bisognoso di immediata evacuazione. Nel frattempo, alcune squadre di soccorso degli alpini paracadutisti, già inserite ieri nell’area sfruttando la tecnica del Fast rope, hanno pernottato sul posto, cercando di portare anche conforto alla popolazione così duramente colpita. Durante la notte si è reso necessario evacuare una persona anziana diabetica e i militari sono stati costretti a portarla a valle con una barella trainata su sci.

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Questi soldati, avvezzi ad addestramenti duri e impieghi operativi ad alto rischio in aree di crisi, mai avrebbero pensato di dover mettere in pratica a casa loro procedure e tecniche che normalmente utilizzano in operazioni all’estero. Pianificazione della missione, briefing di volo con i piloti degli elicotteri, inserzione in un ambiente ostile – questa volta reso ostile non per la presenza di avversari ma per le proibitive condizioni naturali – raggiungimento di obiettivi sul terreno, predisposizione di zone di atterraggio speditive per elicotteri, evacuazione di civili da aree a rischio: sono queste attività patrimonio di ogni militare che oggi, purtroppo, per la concomitanza di eventi eccezionali, devono essere messe in pratica per soccorrere la popolazione.

Proseguono, inoltre, le attività di sgombero neve per il ripristino della viabilità in tutta l’area del cratere da parte delle unità di Esercito, Marina e Aeronautica.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa
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