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Archivi categoria: Esercito

Rientra dall’Afghanistan la squadra a contatto del 184° TLC “Cansiglio” di Treviso

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Treviso, 13 marzo 2019 – E’ rientrata ieri dal teatro operativo afghano la squadra a contatto composta da personale del 184° battaglione di sostegno TLC “Cansiglio” di Treviso.

In particolare, la squadra  di tecnici è intervenuta per ripristinare la piena efficienza di alcuni apparati delle telecomunicazioni in uso alla forza multinazionale di stanza in Afghanistan nell’ambito dell’operazione “Resolute Support”. 

Il 184° battaglione di sostegno TLC “Cansiglio” è un organo esecutivo di sostegno per le unità della Forza Armata dislocate nell’area Centro – Nord, alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito, e provvede al mantenimento e rifornimento dei complessi delle trasmissioni sia in Patria che nelle operazioni  all’estero.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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L’Esercito alla LUMSA di Roma per un convegno internazionale su Balcani, NATO, KFOR e ruolo dell’Italia

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Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo

Roma, 7 marzo 2019 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo e il generale corpo d’armata Giovanni Fungo, rispettivamente comandante logistico dell’Esercito e comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, sono intervenuti questa mattina al convegno “I Balcani occidentali al bivio. La NATO, KFOR e il ruolo dell’Italia” che ha avuto luogo presso l’Università LUMSA di Roma.

L’evento, organizzato dall’Osservatorio per la Stabilità e la Sicurezza del Mediterraneo Allargato (OSSMED) della LUMSA, è stato presentato dal rettore dell’ateneo, Francesco Bonini. Tra gli intervenuti l’ambasciatrice del Kosovo, Alma Lama, e il direttore dell’OSSMED, Matteo Bressan, curatore del libro edito da “Informazioni della Difesa” con lo stesso titolo del convegno.

Generale C.A. Luigi Francesco De Leverano, Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa

Generale di corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano

Il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, generale di corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano, nel salutare le personalità intervenute, ha evidenziato il delicato compito svolto dalla Forza Armata in Kosovo per la sicurezza dei Balcani: “Non c’è infatti pericolo peggiore della propagazione dell’incendio che ha interessato il campo del vicino.” Ha concluso l’intervento sottolineando che “Le Forze Armate Italiane sin dall’inizio della crisi balcanica assicurano una qualificata presenza nelle operazioni NATO in corso e, nei Balcani, in particolare, hanno assicurato i vertici di KFOR in maniera costante. Dei 23 comandanti di KFOR, dall’inizio della missione, 10 sono stati italiani e dal 6 settembre 2013 ad oggi, a pristina “si parla ininterrottamente italiano”.

Il generale Figliuolo, diciannovesimo comandante del KFOR (settembre 2014 – agosto 2015), ha sottolineato che proprio la missione della NATO nel Kosovo rappresenta un sensore privilegiato sulle questioni di sicurezza dell’area balcanica, di straordinaria importanza per l’Italia e l’Unione Europea. Il generale ha poi affermato poi che “il KFOR ha segnato una profonda evoluzione, con un riduzione graduale della forza sul terreno, inserendo e potenziando nella propria organizzazione assetti idonei a penetrare nel tessuto sociale, per coglierne i segnali deboli da cui possono concretizzarsi i rischi alla sicurezza del Paese.”

Un’azione di imprescindibile importanza che consente di prevenire escalation di possibili tensioni e modificare la missione sulla base dell’evoluzione delle condizioni in atto. Per assicurare la sicurezza e la stabilità del Kosovo, KFOR opera secondo una efficiente trama di relazioni con gli attori istituzionali locali, con le Organizzazioni Internazionali presenti e le missioni diplomatiche accreditate, secondo un approccio olistico ed omnicomprensivo necessario per affrontare le complesse dinamiche della sicurezza.

Il generale ha infine enfatizzato il ruolo leader che l’Italia recita in seno alla missione, con la sua lunga tradizione di comandanti e il suo primissimo contributo di forze. Ha poi preso la parola il Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), generale di corpo d’armata Giovanni Fungo che tra il 2016 e il 2017 ha guidato la missione NATO KFOR in Kosovo. 

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Generale di corpo d’armata Giovanni Fungo

Profondo conoscitore dell’area balcanica, il generale Fungo ha posto l’attenzione sulla natura strategica e di lungo termine dell’impegno della NATO con i balcani occidentali: “contribuendo alla sicurezza, promuovendo riforme, modernizzando e incoraggiando l’integrazione, l’Alleanza aiuta tutti i paesi della regione ad affrontare le sfide individuali e collettive”. L’alto ufficiale ha infine sottolineato quanto “la NATO, partner affidabile per tutte le nazioni e le comunità nei balcani occidentali, ha come obiettivo principale quello di aiutare l’intera regione a svilupparsi in termini di sicurezza, stabilità e cooperazione, rispettando le scelte politiche dei singoli paesi, sulla base di un dialogo fondato su valori democratici fondamentali e di diritto internazionale”. KFOR è iniziata all’alba del 12 giugno 1999. Il contingente italiano entrava in Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiungeva Pec il mattino del 14 giugno. In relazione agli sviluppi di situazione connessi con la dichiarazione di indipendenza del Kosovo, proclamata unilateralmente il 17 febbraio 2008, e la successiva entrata in vigore della relativa Costituzione il 15 giugno 2008, la presenza delle forze NATO è stata incrementata.

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Dallo scorso 6 settembre 2013 il nostro Paese ha assunto il comando dell’intera missione KFOR. Alle dipendenze dell’attuale Comandante operano 30 nazioni delle quali 22 appartenenti alla NATO e 8 partner, con un impegno complessivo di forze che oggi ammonta a circa 4000 unità. In particolare, le forze che compongono KFOR permanentemente schierate in Kosovo sono: due Multinational Battle Group (di cui uno a comando italiano), un reggimento Carabinieri MSU (composto esclusivamente da militari dell’Arma dei Carabinieri), un reggimento con funzioni di Riserva Tattica (multinazionale) e tre unità multinazionali denominate JRD (Joint Regional Detachment) di cui uno a leadership italiana.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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Conclusa Outdoor 2019 di Bologna, grande interesse per gli stand della Difesa

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Bologna, 05 marzo 2019 – Il Ministero della Difesa ha partecipato per la prima volta alla manifestazione “Outdoor Expo.EU 2019”, l’appuntamento per gli appassionati di sport, turismo e attività all’aria aperta, svoltosi in Fiera a Bologna dal 1 al 3 marzo 2019, concluso ieri con un grande favore di pubblico.

Notevole, infatti, è stato l’interesse dei tanti visitatori verso lo stand organizzato dalla Difesa, che aveva come filo conduttore i quattro elementi naturali: terra, aria, acqua e fuoco, e sono proprio gli elementi in cui giornalmente operano i militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, in questo accomunati ai tanti appassionati di sport, turismo e attività all’aria aperta.

I giovani e meno giovani che hanno visitato l’area espositiva della Difesa hanno avuto la possibilità di cimentarsi nelle tante “attrazioni militari” offerte al pubblico, tra cui il circuìto di “Military Fitness” dell’Esercito Italiano, che presenta con una serie di ostacoli l’addestramento di base del soldato italiano, il simulatore di vela della Marina Militare in grado di riprodurre fedelmente le manovre necessarie a sfruttare al meglio la direzione e la velocità del vento e il simulatore di volo dell’aereo Typhoon dell’Aeronautica Militare. 

Moltissimi visitatori, inoltre, hanno interagito con i Carabinieri forestali nel cui stand, dedicato alla biodiversità e alla difesa dell’ambiente, era possibile confrontarsi sui temi della tutela della fauna, del territorio e delle ricchezze naturali da tutelare.

La manifestazione “Outdoor Expo.EU 2019” ha centrato anche quest’anno l’obiettivo di riunire tutte le realtà del mondo Outdoor in un’unica, grande manifestazione, confermando la sua centralità nel particolare segmento commerciale.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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I comuni terremotati del Lazio ringraziano l’Esercito

I militari del Genio hanno demolito oltre 300 edifici pericolanti e verificato 1.200 strutture

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Rieti, 2 marzo 2019 – Una cerimonia di ringraziamento nei confronti dell’Esercito per il supporto fornito ai comuni del reatino, colpiti dagli eventi sismici del 2016, si è svolta ieri mattina presso la sede regionale della Protezione Civile della Regione Lazio.

Alla cerimonia hanno partecipato il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, l’assessore regionale delegato al sisma e alla ricostruzione, dott. Claudio Di Berardino, il responsabile del Coi Unico, dottor Fabrizio Cola, e i sindaci dei comuni di Amatrice, Accumoli e Cittareale. Erano presenti in rappresentanza dell’Esercito il comandante del Genio, generale di brigata Francesco Bindi, e il comandante della Task Force Genio per la rimozione delle macerie, colonnello Stefano Messina.

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Presente alla cerimonia il consigliere regionale ed ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che nel suo intervento ha affermato “Ringrazio l’Esercito italiano e le loro famiglie per il lavoro svolto anche a temperature impossibili, per la concretezza e soprattutto per il supporto psicologico che hanno regalato con passione e dedizione alle nostre popolazioni duramente colpite dal sisma. Grazie a voi oggi posso dire di essere orgoglioso di essere italiano …vi porterò sempre nel mio cuore”.

La cerimonia vuole sancire il forte legame di stima e affetto che si è instaurato tra i genieri dell’Esercito e istituzioni locali fin dai primi giorni dell’emergenza. Una testimonianza tangibile di questo apprezzamento sono le parole espresse da tutte le autorità presenti.

Nella Regione Lazio la fase emergenziale di gestione delle macerie è iniziata a partire dal mese di novembre del 2017 e si è protratta fino al mese corrente. I militari hanno demolito 314 fabbricati inagibili e verificato circa 1.200 edifici colpiti dal sisma, operando, con l’intero complesso di macchine movimento terra, per 7.200 ore di attività.

L’Esercito, durante la prima fase emergenziale immediatamente successiva al 24 agosto 2016, aveva già operato in favore dei comuni di Amatrice, Accumoli e Cittareale, ripristinando la viabilità e realizzando strutture d’emergenza. Nello specifico ad Amatrice sono stati costruiti due by – pass speditivi, per il collegamento del comune alla S.S. 4 Salaria, e realizzate le urbanizzazioni per la posa delle soluzioni abitative d’emergenza. Inoltre sia ad Amatrice che ad Accumoli si è provveduto alla rimozione delle macerie dalla “zona rossa”.

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Nel corso di questi mesi sono stati innumerevoli e quotidiani i gesti di stima nei confronti dei genieri dell’Esercito, che quotidianamente hanno operato in supporto ai cittadini per le demolizioni di fabbricati pericolanti. Durante le operazioni, dove possibile e in rispetto delle normative di sicurezza, i militari hanno contribuito al recupero degli effetti personali di valore economico, ma soprattutto affettivo, rimasti sotto le macerie dei cittadini, come nel caso della borsa piena di gioielli rinvenuta presso la frazione di Saletta di Amatrice.

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Fonte e Immagini: Stato Maggiore Esercito
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Difesa: Marina Militare ed Esercito Italiano per rimuovere ordigni esplosivi dal lago di Garda

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Isola del Trimelone (lago di Garda), 2 marzo 2019 – Per circa 10 giorni,  dal 18 febbraio all’1 marzo, i palombari del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin) della Marina Militare e gli artificieri dell’8° reggimento Genio Guastatori di Legnago della brigata paracadutisti Folgore dell’Esercito hanno condotto una delicata operazione intorno all’isola del Trimelone, per la rimozione subacquea e successiva distruzione in cava di 130 ordigni esplosivi rivenuti nelle acque del lago di Garda.

Su richiesta del comune di Brenzone, la prefettura di Verona ha disposto e coordinato un intervento di bonifica d’urgenza durante il quale i palombari della Marina, distaccati presso il Nucleo SDAI di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), si sono immersi per ricercare ed effettuare il riconoscimento delle anomalie ferro magnetiche, segnalate da una ditta specializzata in tale settore. Le immersioni pianificate e condotte intorno all’isola, durante questa missione, hanno permesso di bonificare la fascia di fondale compresa tra i 40 e 50 metri di profondità, grazie al supporto degli assetti iperbarici in dotazione al Gruppo Operativo Subaquei (GOS), come la camera di decompressione carrellabile in dotazione a tutti i Nuclei SDAI.

Tra i 130 ordigni esplosivi rimossi dagli artificieri della Marina si contano, tra l’altro, 14 bombe da fucile, 8 bombe a mano, 48 proiettili di medio calibro, 8 di grosso calibro e 2 fusti di balestite. Tutto il materiale è stato consegnato agli artificieri del 8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago della brigata Folgore dell’Esercito Italiano che provvederà alla loro distruzione in cava.

Gli specialisti dell’Esercito costituiscono i nuclei EOD (acronimo inglese per Explosive Ordnance Disposal, cioè bonifica ordigni esplosivi) e hanno la competenza per questo tipo di interventi in ambito nazionale, oltre a vantare una lunga esperienza nelle missioni operative svolte all’estero in Kosovo, Libano e Afghanistan. Tale esperienza all’estero, unitamente al costante addestramento, conferisce agli specialisti dell’Esercito la connotazione dual-use (doppio utilizzo), ovvero la capacità di intervenire, a supporto della comunità nazionale, su tutto il territorio italiano.

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Con questa operazione abbiamo completato i recuperi subacquei sui punti che ci erano stati segnalati da una ditta specializzata nelle ricerche di ordigni esplosivi alla quale il Comune di Brezone aveva assegnato tale mandato. Sono molto orgoglioso e soddisfatto delle attività che abbiamo condotto nel lago di Garda negli ultimi anni”, ha dichiarato il comandante del Nucleo SDAI, capitano di corvetta Marco Cassetta, “Gli interventi che abbiamo svolto su richiesta della Prefettura di Verona hanno permesso di rimuovere 7.669 ordigni che, nel 1954, erano stati proiettati in queste acque a seguito di un esplosione avvenuta all’interno di un deposito presente sull’isola del Trimelone.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Missione in Iraq: i militari italiani lasciano la diga di Mosul

1. Missione in Iraq, da sx il Cap. stautinitense Joseph A. Kinsey (subentrante) i il Ten. Col. Vincenzo Leone (cedente).

Mosul (Iraq), 1 marzo 2019 – Nell’ambito della Missione in Iraq, si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne tra le Forze Armate italiane e quelle statunitensi alla guida della Task Force Praesidium.

Il tenente colonnello Vincenzo Leone, comandante di battaglione del 187° reggimento Paracadutisti “Folgore”, ha ceduto le consegne al capitano Joseph A. Kinsey, comandante della batteria Charlie del 1° battaglione del 161° reggimento dell’Esercito degli Stati Uniti, scambiandosi una calorosa stretta di mano.

All’evento hanno partecipato l’ambasciatore d’Italia in Iraq Bruno Antonio Pasquino e il generale di brigata Nicola Terzano, comandante del contingente nazionale e direttore dell’addestramento della coalizione in Iraq.

Durante gli interventi delle autorità italiane è emerso il ringraziamento per lo straordinario lavoro di integrazione con le forze di sicurezza irachene conseguendo risultati eccellenti sotto il profilo della sicurezza, della stabilizzazione dell’area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori di consolidamento della diga di Mosul.

A seguito dell’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza della diga di Mosul da parte di una ditta italiana, il governo decise di schierare una task force a protezione della diga e del personale della ditta. Tale contributo avvenne in accordo con le autorità irachene.

La diga è una infrastruttura di rilievo strategico per l’Iraq, serve ad approvvigionare di acqua centinaia di migliaia di persone che abitano nelle regioni circostanti. Un cedimento della diga avrebbe messo in grave pericolo le vite di queste persone, e avrebbe compromesso lo sviluppo e l’economia di tutta l’area, oltre a causare un grave danno ambientale. La diga è estremamente importante per l’economia e l’assetto politico dell’area. Da ciò si può facilmente intuire come sia elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio nonché strategico nel processo di normalizzazione dell’Iraq.

La Task Force Praesidium in missione in Iraq, è nata nel 2016 dopo l’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza della diga di Mosul da parte di una società italiana, la Trevi S.p.A.
Negli anni diversi sono stati i contingenti, reparti e comandanti che si sono alternati nell’alimentazione della Task Force: 

  • 6° reggimento bersaglieri – colonnello Piccirillo
    dal 21 settembre 2016 al 24 febbraio 2017
  • 1° reggimento bersaglieri – colonnello Iorio
    dal 25 febbraio 2017 al 13 agosto 2017
  • 3° reggimento alpini – colonnello Piasente
    dal 14 agosto 2017 al 14 febbraio 2018
  • 151° reggimento fanteria – colonnello Settesoldi
    dal 15 febbraio 2018 al 22 luglio 2018
  • 82° Reggimento fanteria – tenente colonnello Carbonetti
    dal 23 luglio 2018 al 25 dicembre 2018
  • 187° reggimento paracadutisti – tenente colonnelloLeone
    dal 26 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Iraq
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La Difesa partecipa per la prima volta a Outdoor Expo di Bologna

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Bologna, 28 febbraio 2019 – Il Ministero della Difesa partecipa per la prima volta alla manifestazione “Outdoor Expo.EU 2019”, l’appuntamento per gli appassionati di sport, turismo e attività all’aria aperta.

Terra, aria, fuoco e acqua, sono gli elementi che gli uomini, le donne e i mezzi delle Forze Armate italiane attraversano tutti i giorni e che li accomunano alla fiera degli sport e del turismo en plein air.

Dal 1° al 3 marzo sarà possibile incontrare i militari dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri, per conoscere le loro esperienze a contatto con i quattro elementi e sperimentare alcuni dei loro allenamenti, attraverso percorsi ginnici e simulatori. Un importante momento per conoscere le capacità duali del personale, dei mezzi e dell’organizzazione militare di operare in qualsiasi condizione ed in ogni elemento, sia in caso di operazioni militari che in attività di supporto alla popolazione.

Presso il Padiglione 21 della Fiera di Bologna, i visitatori potranno familiarizzare con il Military fitness dell’Esercito, un percorso ginnico-sportivo che simula l’addestramento di base del soldato dove, mediante un circuito con ostacoli e sotto l’attenta supervisione di istruttori, sarà possibile effettuare esercizi con vari ostacoli per mettere alla prova resistenza, agilità e forza fisica.

Oppure cimentarsi con l’affascinante simulatore di barca a vela della Marina Militare che consentirà a giovani e meno giovani di provare il meraviglioso sport della vela, riproducendo le manovre necessarie a sfruttare al meglio la direzione e la velocità del vento con istruttori militari al loro fianco.

L’aria sarà sperimentabile attraverso il simulatore di volo interattivo Typhoon dell’Aeronautica Militare che, riproducendo alcune sensazioni e la visuale soggettiva del pilota, darà la possibilità di sperimentare in pochi minuti l’ebbrezza di volare.

Infine, con i Carabinieri Forestali, che hanno anche il compito di tutela della fauna e del territorio, si potrà visitare il villaggio natura, una rappresentazione del mondo delle biodiversità e delle ricchezze naturali da tutelare. Sarà inoltre esposto il motociclo Aprilia CapoNord, mezzo di trasporto enduro stradale usato dall’Arma in ambiente misto e accidentato.

Outdoor Expo si pone l’obiettivo di riunire tutte le realtà del mondo Outdoor in un’unica, grande manifestazione.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Antonella Lallo

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