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Deceduto il 1° maresciallo Gioacchino Verde, dopo incidente su nave Bergamini, cordoglio del capo di SMD

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Taranto, 17 gennaio 2019 – Il primo maresciallo Gioacchino Verde, sottufficiale della Marina Militare è deceduto ieri pomeriggio nell’ospedale civile di Taranto a causa di complicazione delle condizioni cliniche generali.

Il maresciallo Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un incidente occorso sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo durante la fase di ormeggio dell’unità navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, per il quale sono attualmente in corso gli accertamenti sulle cause.

Prontamente soccorso dal personale medico di bordo, il sottufficiale era stato successivamente trasportato in condizioni molto gravi presso la struttura SS. Annunziata di Taranto dove i sanitari si sono prodigati per tenerlo in vita.

Il primo maresciallo Verde, al suo 36esimo anno di servizio, aveva una encomiabile carriera militare alle spalle ed era stimato da tutti, come testimoniano i numerosi messaggi di vicinanza pervenuti in questi giorni alla Forza Armata.

Lascia la moglie Anna, il figlio Giuseppe e la figlia Giada.

Il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, esprime alla famiglia del primo maresciallo Gioacchino Verde il cordoglio suo personale e del grande equipaggio della Marina Militare.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, appena appresa la triste notizia del decesso del primo maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, ha espresso ai familiari del militare e al capo di Stato Maggiore della Marina Militare, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

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Fonte e immagini: Marina Militare/SMD
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Iraq: conclusi i corsi per la protezione dei beni culturali da parte dei Carabinieri alla polizia locale

foto 4 - missione in iraq - momento di cerimonia di fine corso

Baghdad (Iraq), 15 gennaio, 2019 – Conclusi alcuni corsi di Cultural Heritage Protection (CHP) condotti dal personale dell’Arma dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force Iraq, inquadrati  nel contingente militare italiano dell’operazione Prima Parthica, nell’ambito della missione in Iraq, tra la capitale irachena ed Erbil.

Personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale è giunto dall’Italia, presente in Iraq dal 2003 (Baghdad – Nassyria). Il reparto è noto per le specifiche attività di protezione e recupero di beni culturali sia in Italia che all’estero.

foto 2 - missione in iraq - lezione teorico-pratica

Nel 2018 il personale della Task Force Unite for Heritage  – U4H, meglio conosciuta come Caschi Blu della Cultura, ha condotto in Iraq 15 corsi addestrativi formando oltre 400 unità provenienti dalle forze di polizia e di sicurezza locali e da uffici e dipartimenti civili che si occupano della specifica materia.

In Erbil dal 2016 sono stati svolti 7 corsi di protezione del patrimonio culturale, ospitati da vari dipartimenti del Ministero degli Interni, della Polizia regionale e di altre istituzioni pubbliche, quali l’Università Saladdhin o l’Istituto iracheno per la Conservazione delle Antichità e del Patrimonio Culturale.

Alle attività addestrative, articolate su due settimane per un totale di 10 giornate di lezione, hanno partecipato, tra l’altro, oltre 25 donne alcune delle quali già impiegate nelle strutture pubbliche dedicate al patrimonio culturale ovvero presso i dipartimenti universitari interessati.

Come dimostrato in occasione delle cerimonie di fine corso, nelle quali sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai partecipanti, le personalità locali ed internazionali intervenute hanno manifestato un grandissimo interesse a queste importanti attività addestrative, manifestando i più sentiti ringraziamenti all’Italia e alle sue diverse  componenti schierate nell’ambito di questa missione.

Nel corso delle lezioni sono stati illustrati e discussi temi quali le norme sulla circolazione internazionale dei beni culturali (esportazione illegale e contrabbando), le convenzioni e gli accordi transnazionali che sanciscono le modalità di restituzione al Paese di origine, le normative nazionali circa il divieto di scavi archeologici senza autorizzazione, l’obbligo di denuncia di rinvenimento, i princìpi fondanti del concetto di patrimonio culturale nazionale e mondiale e le modalità di assistenza investigativa.

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Fonte e immagini: SMD/Arma dei Carabinieri
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Carabinieri Forestali sequestrano tonnellate di sacchetti per la spesa contraffatti

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L’Aquila, 15 gennaio 2019 – Carabinieri Forestali hanno sequestrato tonnellate di sacchetti per la spesa in polietilene (shoppers) che riportavano falsamente la dicitura di “Sacco biodegradabile e compostabile”. Denunciati a piede libero 18 egiziani ed un’italiana che vendevano gli shoppers contraffatti. 

Circa 90 Carabinieri Forestali del gruppo di L’Aquila e Roma, unitamente a 12 Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di L’Aquila hanno eseguito perquisizioni e sequestri già dalle prime ore della mattinata di ieri 14 gennaio. Misure cautelari disposte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila (Pubblico Ministero, dr. Fabio Picuti) e dal Tribunale di L’Aquila (Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Guendalina Buccella), presso 30 esercizi commerciali e sedi di aziende, quasi tutti riconducibili a soggetti di nazionalità egiziana, dislocati in diverse località delle province di L’Aquila e Roma.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare Forestale Carabinieri (NIPAAF) di L’Aquila ha individuato dei sacchetti per la spesa (shoppers) che avevano una insolita consistenza nonostante riportassero diverse scritte che attestavano essere “100% biodegradabile compostabile”. Le analisi chimiche, infatti, hanno rivelato che i sacchetti erano fatti di un polimero non biodegradabile né compostabile, rendendoli così non idonei all’utilizzo né alla commercializzazione, ed erano importati da un’unica ditta il cui proprietario è di nazionalità egiziana e commercializzati da attività di rivendita di frutta i cui proprietari hanno la stessa nazionalità.

Le indagini si sono svolte nell’ambito di una campagna di controlli che ha interessato l’intero territorio nazionale, coordinata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e promossa da INTERPOL, inerente attività di contrasto allo sversamento di rifiuti in mare.

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L’Autorità Giudiziaria ha emesso decreti di perquisizione e sequestri contestando a 18 egiziani ed un’italiana i reati previsti dall’art. 517 del Codice Penale (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) e dall’art. 256 del D. Legislativo 152/2006 (gestione illecita di rifiuti). I Carabinieri Forestali, coordinati dal responsabile dell’operazione, tenente colonnello Antonio Renato Rampini, comandante del NIPAAF di L’Aquila, hanno individuato l’importatore e sono risaliti alla documentazione doganale che già li indicava come “sacchetti in polietilene per frutta e verdura” e che, quindi, non erano da immettere sul mercato poiché riportavano, falsamente, la scritta “biodegradabile” e avrebbero causato inquinamento ambientale poiché l’ignaro consumatore, indotto in errore dalla scritta, li avrebbe riutilizzati per l’avvio al compostaggio di rifiuti umidi.

Nel corso delle perquisizioni, avvenute contemporaneamente in trenta attività commerciali e ditte, sono state sequestrate 8 tonnellate di sacchetti corrispondenti a diversi milioni di pezzi che vengono, così, sottratti alla dispersione in ambiente. Da luglio 2018 ad oggi, risultano essere stati importati oltre 10 milioni di sacchetti.

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Fonte e immaginiComando provinciale Carabinieri Caserta
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L’ex terrorista Cesare Battisti arrestato in Bolivia filmato mentre passeggia camuffato per le strade di Santa Cruz (video)

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Bolivia, 13 gennaio 2019 – Arrestato l’ex terrorista Cesare Battisti da un team di poliziotti italiani con la polizia boliviana. Polizia di Stato, Criminalpol, Antiterrorismo e Digos di Milano con la collaborazione dell’intelligence italiana lo hanno pedinato fino all’arresto. Fondamentale l’attività dei poliziotti Antiterrorismo italiano e del Servizio Cooperazione Internazionale Polizia. L’ex terrorista era già condannato in Italia per quattro omicidi, commessi tra il 1977 e il 1979.

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Durante la latitanza Battisti ha utilizzato la rete e i social e i suoi spostamenti sono stati controllati tramite il monitoraggio di 15 dispositivi digitali (tablet, pc e telefoni).

Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo l’arresto in Bolivia dell’ex terrorista latitante ha sottolineato “L’arresto di Cesare Battisti è un’ottima notizia che tutti aspettiamo da troppo tempo e che conferma oltre tutto come, quando c’è la volontà, la giustizia faccia sempre il suo corso e come l’attività di chi lavora per la legalità, caparbiamente e instancabilmente, come la nostra straordinaria intelligence, produca sempre i suoi risultati. Ora l’ottimismo c’è, ma cauto. Vogliamo credere in tutti i modi che non si verifichino problemi o lungaggini di sorta con l’estradizione. E’ chiaro che aspettiamo il prossimo determinante passo di vedere questo criminale arrivare in Italia ad occupare il posto che gli spetta in una cella dove dovrà restare fino all’ultimo dei suoi giorni. Nel passato abbiamo visto accadere in questa dolorosa vicenda delle cose indegne del rispetto dovuto a un Paese civile e democratico come l’Italia, e soprattutto delle tante famiglie che Battisti ha distrutto con la propria violenza. Un orrore che non ha proprio nulla di ‘politico’, ma che identifica semplicemente un crudele assassino che deve saldare il proprio debito senza sconti, senza ulteriori ritardi, e senza alcuna ulteriore possibile copertura. Nulla potrà attenuare la frustrazione di aver visto per tanto tempo un pluriomicida vivere in libertà, mentre le famiglie che ha devastato hanno subito la condanna del lutto e della sofferenza a vita, e mentre le Istituzioni che hanno tanto lavorato per far luce sui suoi crimini hanno subito la beffa dell’attesa. Ma adesso non è più tempo di vedere sfumare ciò che un intero Paese attende. Adesso deve arrivare inesorabile il momento di mettere questo criminale senza scrupoli davanti alle proprie responsabilità, al proprio vergognoso passato nel quale ha seminato orrore e lutto, per pagare finalmente il conto alla giustizia italiana”.

Nel video l’ex terrorista, poco prima di essere arrestato, mentre passeggia per Santa Cruz. 

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Il comandante logistico dell’Esercito visita il dipartimento militare di medicina legale di Roma

picchetto d'onore 

Roma, 12 gennaio 2019 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo  d’armata Francesco Paolo Figliuolo, si è recato giovedi mattina in visita al Dipartimento militare di medicina legale (DMML) di Roma.

Il comandante logistico, dopo essere stato accolto dal direttore del Dipartimento militare di medicina legale, colonnello medico Maurizio Lupardini, ha assistito al briefing sui compiti e sulla situazione dell’ente. Successivamente il generale Figliuolo ha visitato alcuni laboratori e ha rivolto un indirizzo di saluto a tutto il personale evidenziando il proprio apprezzamento per il livello di professionalità e di efficienza.

saluto al personale (4) 

Il Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma è un organo sanitario preposto all’espletamento delle funzioni medico-legali; fornisce altresì consulenza specialistica ai vari enti della Difesa in merito alla tutela sanitaria dei lavoratori esposti ad agenti nocivi professionali e assicura inoltre le attività medico-legali per l’impiego all’estero, l’idoneità al servizio militare incondizionato, le prove di efficienza operativa e gli accertamenti riguardanti la medicina del lavoro.

firma albo d'onore (1)

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Cambio comando al Commissariato dell’Esercito, il generale Rodolfo Pascali subentra al generale Marco Aiuti

onori al comandante logistico dell'esercito

Roma, 11 gennaio 2019 – Il maggior generale Marco Aiuti lascia il servizio attivo dopo 44 anni, gli subentra il brigadier generale Rodolfo Pascali.

Questa mattina, il comandante Logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, alla presenza della Bandiera del Corpo di Commissariato dell’Esercito, ha presieduto la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di comandante di Commissariato tra il maggior generale Marco Aiuti, cedente, e il brigadier generale Rodolfo Pascali, subentrante.

un momento della cerimonia (1)

La cerimonia, si è svolta presso la Caserma “Emilio Bianchi”, sede del Comando Logistico dell’Esercito. A dare il benvenuto al nuovo comandante, brigadier generale Rodolfo Pascali e a commiatarsi con l’uscente, maggior generale Marco Aiuti, sono intervenuti il comandante dei Trasporti e Materiali, il comandante di Sanità e Veterinaria, il comandante Tecnico, il direttore del Policlinico Militare di Roma e il capo Nucleo Ispettivo Centrale unitamente ad alcune autorità civili e militari e rappresentanti dell’Associazione Nazionale Commissariato Militare con il rispettivo medagliere.

Nel suo discorso il generale Figliuolo ha espresso gratitudine al generale Aiuti, rimarcando le altissime qualità morali che, accompagnate alla competenza e alla capacità professionale, hanno caratterizzato il suo operato durante il mandato.

L’autorità ha poi rivolto gli auguri per il nuovo incarico al generale Pascali esortandolo a continuare, con condotta fervida e determinata, a potenziare l’azione del Comando di Commissariato affinché sia sempre più un’organizzazione solida e coesa, efficiente e innovativa, in quell’indispensabile e vitale funzione di sostegno alla Forza Armata.

Il Comando di Commissariato è un comando intermedio dell’area del Comando Logistico dell’Esercito, con alle dipendenze gli Enti esecutivi dello specifico settore deputati alla gestione dei rifornimenti e del mantenimento; concorre, inoltre, all’elaborazione delle esigenze di approvvigionamento, allo sviluppo delle attività di ricerca e sperimentazione, di certificazione e controllo di qualità nei processi di acquisizione dei materiali di Forza Armata.

momento della cerimonia

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell’Esercito
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Piloti dell’Aeronautica Militare volano all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

Incontro con la presidente Enoc e con i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico nella ludoteca della sede Roma-Gianicolo. Nel 2018 trentadue bambini sono stati trasferiti a Roma con voli sanitari d’urgenza effettuati dall’Aeronautica Militare.

delegazione aeronautica militare al bambino gesù

Roma, 9 gennaio 2019 – Piloti e specialisti della 46ª brigata aerea dell’Aeronautica Militare sono “atterrati” questa mattina all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, sede di Roma-Gianicolo. La delegazione, composta dal comandante, generale di brigata aerea Girolamo Iadicicco, e da un equipaggio del reparto, ha visitato l’Area Rossa (terapia intensiva) insieme al responsabile Corrado Cecchetti e all’anestesista-rianimatore Matteo Di Nardo. Il gruppo è stato poi ricevuto dalla presidente dell’ospedale pediatrico della Santa Sede, Mariella Enoc. Al termine dell’incontro, tutti in ludoteca per giocare con i bambini: un appuntamento di festa per i piccoli pazienti dell’ospedale che hanno accolto gli “eroi dell’aria” sulle note di ‘Nel blu, dipinto di blu’.

L’equipaggio che ha visitato i piccoli ospiti del Bambino Gesù è tra quelli che nel 2018 ha effettuato uno dei numerosi trasporti di ambulanze. Proprio la frequente attività congiunta tra personale sanitario dell’Ospedale Pediatrico e dell’Aeronautica Militare, ha fatto nascere l’idea della visita, segno tangibile di una catena della solidarietà che ha come unico scopo quello di salvare vite umane, in questo caso, di piccoli pazienti.

delegazione am in ludoteca opbg

In ludoteca, i piloti hanno distribuito doni e gadget: poster, foto e cappellini. Da parte dei bambini tanta curiosità e la promessa di realizzare il sogno di volare tra le nuvole una volta diventati grandi. 

ensign_of_the_46ª_brigata_aerera_of_the_italian_air_forceLa 46ª brigata aerea di Pisa è uno dei reparti dell’Aeronautica Militare deputati al trasporto sanitario d’urgenza. In coordinamento con prefetture e ospedali, i velivoli della Forza Armata assicurano il trasporto su tutto il territorio nazionale (quando richiesto anche dall’estero), pronti al decollo giorno e notte, anche in condizioni meteorologiche avverse. Nel 2018 sono state trasportate 110 persone in imminente pericolo di vita, 65 dei quali in età pediatrica. 32 di questi bambini sono stati assistiti al Bambino Gesù.

La 46ª brigata aerea, in particolare, è l’unico reparto dell’Aeronautica Militare dotato di velivoli C130J in grado imbarcare direttamente le ambulanze con i pazienti a bordo. Questa modalità di trasporto si rende necessaria quando la persona malata ha bisogno del supporto costante di particolari apparecchiature mediche. È il caso dei voli in modalità ECMO, spesso realizzati in collaborazione con le équipe mediche specializzate dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

L’ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation) è una complessa tecnica di circolazione extracorporea che in casi molto gravi di insufficienza cardiaca e/o respiratoria, sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni. Per la gestione di questi pazienti, l’Ospedale ha creato (dal 2011) un apposito team composto da anestesisti-rianimatori, cardiochirurghi, perfusionisti e infermieri.

delegazione am con presidente enoc

Oggi il Bambino Gesù è l’unico centro pediatrico di riferimento per il Centro e Sud Italia abilitato al trasporto ECMO sia su gomma che aereo. Nel 2018 i voli sanitari d’urgenza dell’Aeronautica Militare con a bordo l’équipe ECMO dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede sono stati 3.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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