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Archivi del mese: maggio 2014

Francia: conclusa la campagna lanci dal 4° reggimento artiglieria controaerei Peschiera

Biscarrosse (Francia), 27 maggio 2014 – Si è conclusa venerdì scorso, presso il poligono internazionale di Biscarrosse (Francia), la campagna lanci effettuata dal 4° reggimento artiglieria controaerei “Peschiera” dotato del sistema controaerei SAMP/T (Sol Air Moyenne Portèe / Terrestre).

A presenziare l’attività, il comandante dell’artiglieria controaerei, generale di brigata Cesare Alimenti. L’importante attività ha permesso di testare il livello di integrazione dei sistemi controaerei italiani interoperabili in ambito NATO e nello specifico con le forze aeree francesi, attraverso l’utilizzo del “link 11 B”.

Nella giornata clou del 20 maggio, le batterie del 4° reggimento “Peschiera” hanno eseguito un esercizio a fuoco in coordinazione con gli assetti francesi su un radiobersaglio Jet Bashee.

L’esercizio è stato portato a termine con successo ed il velivolo è stato ingaggiato a 30 Km di distanza e ad una quota di 2000 metri. Oggi, grazie alle capacità del sistema missilistico SAMP/T, l’artiglieria controaerei italiana è in grado di assicurare una difesa da missili balistici e rappresenta una pietra miliare in Europa nel contesto della difesa aerea integrata.

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Fonte: Comando delle Forze Operative Terrestri

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Una rappresentanza del 28° reggimento comunicazioni operative “Pavia” di Pesaro ha incontrato Papa Francesco

Roma, 28 maggio 2014 – Oggi, durante la tradizionale udienza del mercoledì in piazza San Pietro, una rappresentanza di personale del 28° reggimento comunicazioni operative “Pavia” di Pesaro ha incontrato Papa Francesco.

I militari, insieme alle proprie famiglie e accompagnati dal comandante di reggimento, il colonnello Giovanni Gagliano, hanno ascoltato le parole del Pontefice in un’atmosfera carica di fede. Al termine dell’udienza, il colonnello Gagliano ha donato al Santo Padre un crocifisso realizzato da un artigiano marchigiano.

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Fonte: Stato Maggiore dell’Esercito


Il generale Bernardini in visita al 1° reggimento artiglieria da montagna

Fossano (CN), 28 maggio 2014 – Il comandante delle forze operative terrestri, il generale di corpo d’armata Roberto Bernardini, ha visitato oggi il 1° reggimento artiglieria da montagna nella caserma Perotti.

Il generale dopo essere stato accolto dal comandante della brigata alpina taurinense, il generale di brigata Massimo Panizzi, e dal comandante del reggimento colonnello Davide Scalabrin, ha reso omaggio alla bandiera di guerra del reparto decorata di medaglia d’oro al valor militare,  medaglia d’argento al valor civile e della medaglia di bronzo al merito della Croce Rossa.

La visita è proseguita con un briefing illustrativo sulle attività del reparto ed un sopralluogo alle infrastrutture.

Il generale Bernardini, a conclusione della sua visita, si è complimentato con i militari del reggimento per l’elevato livello di professionalità che caratterizza il reparto, impegnato in Patria anche nell’operazione Strade Sicure, spronando a operare con sempre maggiore impegno, serietà e determinazione al fine di perseguire gli obiettivi delle Forze Operative Terrestri.

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Fonte: Forze Operative Terrestri
Foto: © Forze Operative Terrestri


Una vita da social, la polizia postale sul palco del teatro Brancaccio di Roma

Roma, 28 maggio 2014 – Grande il successo di oggi per la Polizia Postale e delle Comunicazioni a conclusione della campagna itinerante Una vita da social che a bordo di un truck hanno incontrato circa 500.000 studenti in 40 città italiane. Uno spettacolo al Brancaccio, alla presenza di 900 ragazzi delle scuole romane, che ha visto salire sul palco personaggi del mondo dello spettacolo e poliziotti, argomento affrontato da tutti è stato il cyberbullsimo, che come conferma una studentessa romana “il bullismo online è molto diffuso sui social network e giornate come queste in compagnia della polizia postale, ci aiutano ad affrontare e risolvere i problemi che ci possono coinvolgere”.

Il giornalista Luca Pagliari ha presentato il suo format teatrale Like, storie di vita online, ispirato alla storia di Andrea Spezzacatena, schernito sul web come il ragazzo “dai pantaloni rosa”, un ragazzo di soli 15 anni suicidatosi nel 2012. Nel suo format Luca Pagliari affronta proprio il cyberbullismo. Presente in sala la madre di Andrea, che, invitata dal giornalista a dare la sua testimonianza, con la commozione negli occhi è salita sul palco, sensibilizzando i giovani, nati nell’era del web, su quanto possano ferire le parole di derisione, nel silenzio di chi le legge.

E proprio sul drammatico tema cyberbullismo sono stati gli interventi di Maurizio Battista, Roberto Ciufoli, Tiziana Foschi.

Sul palco Maurizio Battista, tra una battuta e l’altra, ha ribadito l’importanza della presenza della Polizia Postale sul web a tutela dei giovani, di quanto è importante combattere il cyber bullismo magari, come ha suggerito dopo scherzando in un’intervista, con degli “Cyber schiaffoni”. “Una vita da suocera”, cosi lo chiama scherzosamente il comico Maurizio Battista, che, con fierezza, si definisce padre di un poliziotto. Grande acclamazione dei ragazzi in sala quando, a chiusura dello spettacolo, sono saliti sul palco i protagonisti della famosa fiction Braccialetti rossi.

Più di 250 sono state le segnalazioni arrivate alla Polizia di Stato, dall’inizio del 2013 ad oggi da parte di minori. Denunce a danno di minori per stalking, diffamazione online, ingiurie, minacce, molestie attraverso social network,  email e telefono. È proprio a salvaguardia dei minori, e delle persone piu facilmente plagiabili, che la Polizia Postale è presente nel web con il progetto Una vita da social, con un account su twitter e una pagina su facebook che, in soli 4 mesi, ha raggiunto circa 18.000 likers.

A conclusione gli studenti romani hanno gridato il consueto… Una vita da social

 Monica Palermo

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Foto: Ph. Monica Palermo


Il comandante delle forze operative terrestri visita i reparti di supporto al combattimento del Trentino Alto Adige

Trentino Alto Adige, 27 maggio 2014 – Il comandante delle Forze Operative Terrestri, generale di corpo d’armata Roberto Bernardini, ha reso visita oggi al 2° reggimento genio alpino ed al 2° reggimento trasmissioni alpino.

Il comandante ha visitato prima il 2° reggimento trasmissioni alpino a Bolzano. Dopo la resa degli onori da parte di un picchetto in armi del reparto, l’alto ufficiale ha reso omaggio alla bandiera di guerra del reggimento, decorata di medaglia d’argento e di bronzo al valor militare e di croce d’oro al merito dell’esercito.

La visita è proseguita con un briefing illustrativo sulle attività del reparto da parte del comandante di reggimento colonnello Vincenzo Valerio Carnicella alla presenza del comandante della brigata trasmissioni, generale di brigata Alfonso Miro.

Successivamente, presso il 2° reggimento genio alpino a Trento, il generale Bernardini è stato accolto dal comandante della brigata Julia, il generale Ignazio Gamba e dal comandante del reggimento, colonnello Giovanni Fioretto.

L’alto ufficiale, ha reso omaggio alla bandiera di guerra del reparto decorata di due medaglie d’argento al valor militare (fronte russo 1942 – 1943), due medaglie di bronzo al valor militare (assedio di Gaeta 1861), una medaglia d’argento al valor civile (Vajont 1963), una medaglia di bronzo al valor dell’esercito (Friuli 1976). Nel successivo briefing è stata illustrata in particolare l’operazione OLD LADY, il recente eccezionale disinnesco a Vicenza di una bomba d’aereo di 4000 lb, ad opera dei genieri alpini di Trento. Il generale Bernardini ha colto l’occasione di questa sua visita per consegnare alcuni riconoscimenti al personale che si è particolarmente distinto nell’operazione.

In entrambi i reparti il comandante delle forze terrestri, ha visitato le principali strutture, le aree funzionali e operative ed ha incontrato il personale militare e civile, nei confronti del quale si è espresso con parole di grande soddisfazione per la professionalità ed i lusinghieri risultati conseguiti nel corso delle numerose attività svolte sul territorio nazionale e all’estero.

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Fonte: Forze Operative Terrestri
Foto: © Forze Operative Terrestri


La Casa Bianca per errore svela il nome di un funzionario della CIA

Washington, 27 maggio 2014 – Per errore nei giorni scorsi a 6000 giornalisti viene inviato un comunicato stampa che svela il nome di un alto ufficiale della CIA (sottocopertura), indentificato come “capo stazione” a Kabul. Il suo nome era stato erroneamente incluso, dallo staff dell’ambasciata americana, in un comunicato dove erano indicati i nomi dei 15 funzionari che si erano incontrati con il presidente Obama, durante la sua visita a sorpresa a Bagram Airfield in Afghanistan, per il Memorial Day.

Il comunicato dell’evento viene quindi spedito a un giornalista del Washington Post, in rappresentanza dei media, che a sua volta, dopo averlo inoltrato alla Casa Bianca per una verifica, lo invia ai giornalisti presenti nella mailing list della Casa Bianca, ben 6.000 contatti. La Casa Bianca accorgendosi dell’errore dirama immediatamente una nuova lista senza indicare il nome del “capo stazione”.

L’Associated Press, su richiesta dell’amministrazione Obama, non ha diffuso il nome del funzionario dell’agenzia di intelligence, in quanto potrebbe mettere a repentaglio la sua vita e quella della sua famiglia. Anche numerose testate importanti, tra cui il Post, hanno deciso, di comune accordo, di non diffondere l’informazione.

La divulgazione intenzionale del nome di un agente “sottocopertura” negli Stati Uniti è un reato ai sensi della legge dell’Intelligence sulla protezione dell’identità (U.S. Intelligence Identities Protection Act).

Il capo stazione, è un funzionario che gestisce tutte le operazioni della CIA nel paese, spesso è un alto ufficiale il cui vero nome è noto alla nazione ospitante e ad altre agenzie di intelligence. Il termine “capo stazione” è abbastanza sensibile, tuttavia, gli ex ufficiali di solito non sono autorizzati ad utilizzarlo nei loro curriculum in relazione a determinati paesi, anche dopo che la loro copertura è terminata.

Fortunatamente il “capo stazione” dovrebbe essere in grado di continuare a svolgere il proprio lavoro, in quanto già conosciuto dagli ufficiali afghani e opera in un compound altamente protetto.

Monica Palermo

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Fonte: Stars and Stripes / www.stripes.com

 


I caschi blu italiani in addestramento congiunto con le forze armate libanesi

 

Libano, 26 maggio 2014 – Intenso addestramento per 20 militari delle Forze Armate Libanesi (LAF) che, la settimana scorsa, hanno preso parte al Crowd and Riot Control Techniques, un’esercitazione congiunta, condotta dal personale del contingente italiano di UNIFIL, attualmente su base Brigata Ariete.

Obiettivo principale dell’attività è stato l’insegnamento delle tecniche e delle procedure da adottare per il controllo della folla, in situazioni di pericolo e di minaccia per l’ordine pubblico.

Oltre ai militari delle LAF hanno partecipato al training anche venti appartenenti alla Task Force di ITALBATT, unità di manovra italiana a guida del Reggimento Lancieri di Novara.
Lezioni teoriche e pratiche hanno consentito al personale in addestramento di acquisire le conoscenze di base e le capacità di intervento anti-riot.
Dopo l’impegnativa settimana di lavoro, conclusa con un’esercitazione, il colonnello Elio Babbo, comandante di ITALBATT, ha consegnato ai partecipanti il meritato attestato di frequenza. 

Ulteriori attività addestrative congiunte verranno effettuate prossimamente, a partire dai corsi di Basic Life Support (BLS), UXO and Mine Awareness e poi nuovamente Crowd and Riot Control Techniques, già programmati nelle prossime settimane. 
Il supporto alle Forze Armate Libanesi è uno dei compiti più importanti assegnati al contingente UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all’assistenza alla popolazione locale, compiti per i quali il personale della Brigata Ariete sta operando con assoluta professionalità, trasparenza ed imparzialità.

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Fonte: contingente italiano in Libano


Antonella Lallo

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