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Marina Militare: al COMSUBIN la cerimonia di consegna dei brevetti ai nuovi incursori

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La Spezia, 17 gennaio 2018 –  Cerimonia di conferimento dei brevetti da incursore agli allievi del corso ordinario 2018, domani 18 gennaio presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia. La cerimonia si terrà alla presenza del capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno – caratterizzato da quattro fasi distinte,durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri – che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori.

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I neo incursori riceveranno in occasione della cerimonia l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle forze speciali della Marina Militare.

Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori, il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo.

Si può diventare un incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando di concorso – e delle scuole sottufficiali, oppure partecipando ad un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.  

Per maggiori informazioni basta consultare il sito www.marina.difesa.it alla sezione “Concorsi”.

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 CHI SONO GLI INCURSORI

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalla operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la prima guerra mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” – utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1 novembre 1918) – sia dai Mezzi d’Assalto della seconda guerra mondiale. In particolare questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.

Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elisabeth, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 Dicembre 1941.

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Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche e tattiche operative.

Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI).   Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica. 

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili. Tra questi:

  • operazioni di Contro-Terrorismo navale per la liberazioni di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • attacco da sotto la superfice del mare a unità navale e mercantili in porto o alla fonda con l’impiego di diversi sistemi d’arma;
  • raids contro obiettivi lungo la costa o in profondità entro la fascia dei 40 Km dalla costa con proiezione dal mare;
  • condotta di missioni di raccolta informativa e/o di supporto al fuoco aereo e navale in territorio ostile con metodi di avvicinamento occulti;
  • attività di assistenza militare a favore di forze armate di paesi terzi;
  • concorso con le unità di sicurezza nazionali nelle operazioni di Contro-Terrorismo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo ed approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi.  Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli anni di piombo con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale.

Dall’11 Settembre 2001 ad oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la primavera araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence. 

Con la creazione del Comando Interforze per le operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

  • Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU
  • Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali 
  • Timor Est (1999), missione umanitaria ONU
  • Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia
  • Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)
  • Iraq (2015), Operazione Inherent Resolve
  • Libano (in corso), operazione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano)
  • Antartide (in corso), a supporto della XXXIV Spedizione Italiana organizzata dall’Enea

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Fonte e immagini: Marina Militare
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Deceduto il 1° maresciallo Gioacchino Verde, dopo incidente su nave Bergamini, cordoglio del capo di SMD

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Taranto, 17 gennaio 2019 – Il primo maresciallo Gioacchino Verde, sottufficiale della Marina Militare è deceduto ieri pomeriggio nell’ospedale civile di Taranto a causa di complicazione delle condizioni cliniche generali.

Il maresciallo Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un incidente occorso sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo durante la fase di ormeggio dell’unità navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, per il quale sono attualmente in corso gli accertamenti sulle cause.

Prontamente soccorso dal personale medico di bordo, il sottufficiale era stato successivamente trasportato in condizioni molto gravi presso la struttura SS. Annunziata di Taranto dove i sanitari si sono prodigati per tenerlo in vita.

Il primo maresciallo Verde, al suo 36esimo anno di servizio, aveva una encomiabile carriera militare alle spalle ed era stimato da tutti, come testimoniano i numerosi messaggi di vicinanza pervenuti in questi giorni alla Forza Armata.

Lascia la moglie Anna, il figlio Giuseppe e la figlia Giada.

Il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, esprime alla famiglia del primo maresciallo Gioacchino Verde il cordoglio suo personale e del grande equipaggio della Marina Militare.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, appena appresa la triste notizia del decesso del primo maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, ha espresso ai familiari del militare e al capo di Stato Maggiore della Marina Militare, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

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Fonte e immagini: Marina Militare/SMD
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Iraq: conclusi i corsi per la protezione dei beni culturali da parte dei Carabinieri alla polizia locale

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Baghdad (Iraq), 15 gennaio, 2019 – Conclusi alcuni corsi di Cultural Heritage Protection (CHP) condotti dal personale dell’Arma dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force Iraq, inquadrati  nel contingente militare italiano dell’operazione Prima Parthica, nell’ambito della missione in Iraq, tra la capitale irachena ed Erbil.

Personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale è giunto dall’Italia, presente in Iraq dal 2003 (Baghdad – Nassyria). Il reparto è noto per le specifiche attività di protezione e recupero di beni culturali sia in Italia che all’estero.

foto 2 - missione in iraq - lezione teorico-pratica

Nel 2018 il personale della Task Force Unite for Heritage  – U4H, meglio conosciuta come Caschi Blu della Cultura, ha condotto in Iraq 15 corsi addestrativi formando oltre 400 unità provenienti dalle forze di polizia e di sicurezza locali e da uffici e dipartimenti civili che si occupano della specifica materia.

In Erbil dal 2016 sono stati svolti 7 corsi di protezione del patrimonio culturale, ospitati da vari dipartimenti del Ministero degli Interni, della Polizia regionale e di altre istituzioni pubbliche, quali l’Università Saladdhin o l’Istituto iracheno per la Conservazione delle Antichità e del Patrimonio Culturale.

Alle attività addestrative, articolate su due settimane per un totale di 10 giornate di lezione, hanno partecipato, tra l’altro, oltre 25 donne alcune delle quali già impiegate nelle strutture pubbliche dedicate al patrimonio culturale ovvero presso i dipartimenti universitari interessati.

Come dimostrato in occasione delle cerimonie di fine corso, nelle quali sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai partecipanti, le personalità locali ed internazionali intervenute hanno manifestato un grandissimo interesse a queste importanti attività addestrative, manifestando i più sentiti ringraziamenti all’Italia e alle sue diverse  componenti schierate nell’ambito di questa missione.

Nel corso delle lezioni sono stati illustrati e discussi temi quali le norme sulla circolazione internazionale dei beni culturali (esportazione illegale e contrabbando), le convenzioni e gli accordi transnazionali che sanciscono le modalità di restituzione al Paese di origine, le normative nazionali circa il divieto di scavi archeologici senza autorizzazione, l’obbligo di denuncia di rinvenimento, i princìpi fondanti del concetto di patrimonio culturale nazionale e mondiale e le modalità di assistenza investigativa.

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Fonte e immagini: SMD/Arma dei Carabinieri
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Carabinieri Forestali sequestrano tonnellate di sacchetti per la spesa contraffatti

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L’Aquila, 15 gennaio 2019 – Carabinieri Forestali hanno sequestrato tonnellate di sacchetti per la spesa in polietilene (shoppers) che riportavano falsamente la dicitura di “Sacco biodegradabile e compostabile”. Denunciati a piede libero 18 egiziani ed un’italiana che vendevano gli shoppers contraffatti. 

Circa 90 Carabinieri Forestali del gruppo di L’Aquila e Roma, unitamente a 12 Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di L’Aquila hanno eseguito perquisizioni e sequestri già dalle prime ore della mattinata di ieri 14 gennaio. Misure cautelari disposte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila (Pubblico Ministero, dr. Fabio Picuti) e dal Tribunale di L’Aquila (Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Guendalina Buccella), presso 30 esercizi commerciali e sedi di aziende, quasi tutti riconducibili a soggetti di nazionalità egiziana, dislocati in diverse località delle province di L’Aquila e Roma.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare Forestale Carabinieri (NIPAAF) di L’Aquila ha individuato dei sacchetti per la spesa (shoppers) che avevano una insolita consistenza nonostante riportassero diverse scritte che attestavano essere “100% biodegradabile compostabile”. Le analisi chimiche, infatti, hanno rivelato che i sacchetti erano fatti di un polimero non biodegradabile né compostabile, rendendoli così non idonei all’utilizzo né alla commercializzazione, ed erano importati da un’unica ditta il cui proprietario è di nazionalità egiziana e commercializzati da attività di rivendita di frutta i cui proprietari hanno la stessa nazionalità.

Le indagini si sono svolte nell’ambito di una campagna di controlli che ha interessato l’intero territorio nazionale, coordinata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e promossa da INTERPOL, inerente attività di contrasto allo sversamento di rifiuti in mare.

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L’Autorità Giudiziaria ha emesso decreti di perquisizione e sequestri contestando a 18 egiziani ed un’italiana i reati previsti dall’art. 517 del Codice Penale (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) e dall’art. 256 del D. Legislativo 152/2006 (gestione illecita di rifiuti). I Carabinieri Forestali, coordinati dal responsabile dell’operazione, tenente colonnello Antonio Renato Rampini, comandante del NIPAAF di L’Aquila, hanno individuato l’importatore e sono risaliti alla documentazione doganale che già li indicava come “sacchetti in polietilene per frutta e verdura” e che, quindi, non erano da immettere sul mercato poiché riportavano, falsamente, la scritta “biodegradabile” e avrebbero causato inquinamento ambientale poiché l’ignaro consumatore, indotto in errore dalla scritta, li avrebbe riutilizzati per l’avvio al compostaggio di rifiuti umidi.

Nel corso delle perquisizioni, avvenute contemporaneamente in trenta attività commerciali e ditte, sono state sequestrate 8 tonnellate di sacchetti corrispondenti a diversi milioni di pezzi che vengono, così, sottratti alla dispersione in ambiente. Da luglio 2018 ad oggi, risultano essere stati importati oltre 10 milioni di sacchetti.

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Fonte e immaginiComando provinciale Carabinieri Caserta
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Omaggio al tricolore con la Banda Musicale della Polizia di Stato a Montecitorio, interviene on. Carfagna (video)

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Roma, 14 gennaio 2019 – Per rendere omaggio al Tricolore quest’anno il presidente dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) Tommaso Bove e il prefetto Francesco Tagliente, nella veste di delegato ai rapporti istituzionali del sodalizio, hanno puntato a un alto profilo istituzionale.

Nell’ambito dell’evento “Montecitorio a porte aperte”, in Aula Montecitorio, la Banda Musicale della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Maurizio Billi, lo storico del Risorgimento Michele D’Andrea nella veste di narratore ed il tenore Francesco Grollo, che ha accompagnato  gli orchestrali nella esecuzione del Canto degli Italiani e di altri brani, hanno intrattenuto i molti cittadini presenti con un concerto dedicato alla Bandiera Italiana.

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Tantissimi i rappresentanti delle istituzioni presenti al concerto celebrativo nell’Aula della Camera. Oltre alla vice presidente della Camera on. Mara Carfagna, sono intervenuti tra gli altri il prefetto Luigi Savina, vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, in rappresentanza del capo della Polizia Franco Gabrielli; il generale Ilio Ciceri in rappresentanza del comandante generale dei Carabinieri; il generale Salvatore Tatta delegato dal comandante generale della Guardia di Finanza; il generale Antonio Bettelli delegato dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito; il contrammiraglio Massimo Martucci in rappresentanza del capo di Stato Maggiore della Marina; il generale Basilio Di Martino delegato dal capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica; il generale Domenico Rossi ex sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa; il prefetto Maria Teresa Sempreviva; il generale Francesco Gargano comandante provinciale Carabinieri Roma;  i generali dell’Aeronautica Settimo Caputo, Achille Cazzaniga e Leonardo Tricarico; i questori Roberto Massucci e Lorenzo Suraci; il vicario del questore di Roma Giovanni Scali e gli ex responsabili del cerimoniale di Palazzo Chigi Ilva Sapora ed Eugenio Ficorilli.

Consistente anche la partecipazione del mondo accademico come il neuro scienziato Pietro Pietrini direttore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca, il prof. Guido Melis, l’ing. Paolo Ghezzi e prof. Salvatore Sfrecola cosi come la delegazione dei Rotariani e Lyons laziali e Toscani con Patrizia Cardone, Franco Angotti, Arrigo Rispoli, Antonio Nicotra, Sandro Addario, Patrizio Giaconi, Eugenio Ficorilli e tanti altri.

Presenti moltissimi ragazzi di scuole romane e di altre regioni accompagnati da insegnanti, genitori e nonni. E ancora, personaggi dello spettacolo e della comunicazione come Osvaldo Bevilacqua e Rino Barillari.

Tra i rappresentanti dell’ANCRI, oltre al presidente onorario Antonio Alderisio erano presenti circa 200 associati provenienti da 16 Regioni in rappresentanza delle 75 strutture territoriali. Presente anche il responsabile della delegazione di Cipro, in rappresentanza delle 12 delegazioni estere dell’ANCRI.

Nel suo intervento l’on. Carfagna elogia l’operato delle Forze dell’Ordine.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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L’ex terrorista Cesare Battisti arrestato in Bolivia filmato mentre passeggia camuffato per le strade di Santa Cruz (video)

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Bolivia, 13 gennaio 2019 – Arrestato l’ex terrorista Cesare Battisti da un team di poliziotti italiani con la polizia boliviana. Polizia di Stato, Criminalpol, Antiterrorismo e Digos di Milano con la collaborazione dell’intelligence italiana lo hanno pedinato fino all’arresto. Fondamentale l’attività dei poliziotti Antiterrorismo italiano e del Servizio Cooperazione Internazionale Polizia. L’ex terrorista era già condannato in Italia per quattro omicidi, commessi tra il 1977 e il 1979.

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Durante la latitanza Battisti ha utilizzato la rete e i social e i suoi spostamenti sono stati controllati tramite il monitoraggio di 15 dispositivi digitali (tablet, pc e telefoni).

Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo l’arresto in Bolivia dell’ex terrorista latitante ha sottolineato “L’arresto di Cesare Battisti è un’ottima notizia che tutti aspettiamo da troppo tempo e che conferma oltre tutto come, quando c’è la volontà, la giustizia faccia sempre il suo corso e come l’attività di chi lavora per la legalità, caparbiamente e instancabilmente, come la nostra straordinaria intelligence, produca sempre i suoi risultati. Ora l’ottimismo c’è, ma cauto. Vogliamo credere in tutti i modi che non si verifichino problemi o lungaggini di sorta con l’estradizione. E’ chiaro che aspettiamo il prossimo determinante passo di vedere questo criminale arrivare in Italia ad occupare il posto che gli spetta in una cella dove dovrà restare fino all’ultimo dei suoi giorni. Nel passato abbiamo visto accadere in questa dolorosa vicenda delle cose indegne del rispetto dovuto a un Paese civile e democratico come l’Italia, e soprattutto delle tante famiglie che Battisti ha distrutto con la propria violenza. Un orrore che non ha proprio nulla di ‘politico’, ma che identifica semplicemente un crudele assassino che deve saldare il proprio debito senza sconti, senza ulteriori ritardi, e senza alcuna ulteriore possibile copertura. Nulla potrà attenuare la frustrazione di aver visto per tanto tempo un pluriomicida vivere in libertà, mentre le famiglie che ha devastato hanno subito la condanna del lutto e della sofferenza a vita, e mentre le Istituzioni che hanno tanto lavorato per far luce sui suoi crimini hanno subito la beffa dell’attesa. Ma adesso non è più tempo di vedere sfumare ciò che un intero Paese attende. Adesso deve arrivare inesorabile il momento di mettere questo criminale senza scrupoli davanti alle proprie responsabilità, al proprio vergognoso passato nel quale ha seminato orrore e lutto, per pagare finalmente il conto alla giustizia italiana”.

Nel video l’ex terrorista, poco prima di essere arrestato, mentre passeggia per Santa Cruz. 

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Il comandante logistico dell’Esercito visita il dipartimento militare di medicina legale di Roma

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Roma, 12 gennaio 2019 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo  d’armata Francesco Paolo Figliuolo, si è recato giovedi mattina in visita al Dipartimento militare di medicina legale (DMML) di Roma.

Il comandante logistico, dopo essere stato accolto dal direttore del Dipartimento militare di medicina legale, colonnello medico Maurizio Lupardini, ha assistito al briefing sui compiti e sulla situazione dell’ente. Successivamente il generale Figliuolo ha visitato alcuni laboratori e ha rivolto un indirizzo di saluto a tutto il personale evidenziando il proprio apprezzamento per il livello di professionalità e di efficienza.

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Il Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma è un organo sanitario preposto all’espletamento delle funzioni medico-legali; fornisce altresì consulenza specialistica ai vari enti della Difesa in merito alla tutela sanitaria dei lavoratori esposti ad agenti nocivi professionali e assicura inoltre le attività medico-legali per l’impiego all’estero, l’idoneità al servizio militare incondizionato, le prove di efficienza operativa e gli accertamenti riguardanti la medicina del lavoro.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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