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Archivi del mese: marzo 2016

Congratulazioni del generale Graziano al nuovo capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica

Roma, 21 marzo 2016 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, si congratula tramite un tweet dello Stato Maggiore, con il generale Enzo Vecciarelli nuovo Capo Stato Maggiore dell’Aeronautica per il prestigioso incarico.

Il generale di squadra aerea Vecciarelli è attualmente sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, incarico che ricopre dal 28 febbraio 2015 e che lo colloca come il più stretto collaboratore del generale Graziano.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore della Difesa
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Somalia: un altro generale italiano alla guida della missione dell’Unione Europea

 

Mogadiscio, 21 marzo 2016 – Oggi, presso l’International Campus situato all’interno dell’aeroporto internazionale di Mogadiscio, ha avuto la cerimonia del cambio del comandante dell’European Union Training Mission Somalia (EUTM-S) tra il generale di brigata Antonio Maggi ed il generale di brigata Maurizio Morena.

L’Italia mantiene la guida dell’importante missione dell’Unione Europea che ha il compito di sviluppare il settore della sicurezza in Somalia in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM). Il generale Morena, infatti è il terzo ufficiale generale italiano alla guida di questa missione sin dal 2014, a conferma della qualità e della professionalità della leadership militare italiana apprezzata internazionalmente per quanto fatto dalle nostre Forze Armate in molti teatri operativi.

Alla cerimonia erano presenti numerose autorità somale ed internazionali, tra le quali, Mr. Abdalla Hussein Ali, vice ministro della Difesa, generale Abdirahman Sheikh Issa Mohamed, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente della Somalia, ambasciatore Michele Cervone d’Urso, inviato speciale dell’Unione Europea in Somalia, il generale Mikhail Kostarakos, Chairman del Comitato Militare dell’Unione Europea e il generale Marco Bertolini, comandante del Comando Operativo Interforze dello Stato Maggiore della Difesa italiana.

Le autorità che si sono succedute sul podio, a fattor comune, hanno avuto parole di elogio per EUTM Somalia, per l’impegno profuso nel condurre le proprie attività e per i progressi conseguiti nella formazione delle Forze di Sicurezza somale.

Durante la cerimonia, l’ambasciatore Michele Cervone d’Urso, Mr. Abdalla Hussein Ali e il generale Antonio Maggi, hanno siglato il Memorandum of Understanding quale protocollo d’intesa per il finanziamento, da parte dell’Unione Europea, di alcuni progetti che contribuiranno alla ricostruzione delle capacità del Ministero della Difesa del Governo Federale della Somalia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa
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Esercitazione Red Flag. Svolte 115 missioni aeree da 8 Eurofighter per un totale di 180 ore di volo

Integrazione e cooperazione tra le diverse forze aeree sono state le parole d’ordine dell’esercitazione

Nevada, 12 marzo 2016 – Ieri si è conclusa, presso la base aerea di Nellis – Nevada (Stati Uniti), l’esercitazione Red Flag 16-2, che ha visto per la prima volta la partecipazione di 8 velivoli Eurofighter dell’Aeronautica Militare. I velivoli italiani hanno eseguito 115 missioni aeree sia diurne che notturne per un totale di circa 180 ore di volo. Per la gestione dell’intera esercitazione è stato costituito un Reparto Autonomo di Volo (RAV), composto da 190 elementi dell’Aeronautica Militare provenienti prevalentemente dai Reparti operativi del Comando Forze di Combattimento di Milano, e precisamente dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle (BA) e dal 37° Stormo di Trapani.

Il colonnello Marco Bertoli, comandante del RAV a Nellis, ha evidenziato come “la Red Flag si configura come uno degli scenari più realistici al mondo nello sviluppare l’integrazione e la sinergia degli assetti aerei presenti per la condotta di operazioni complesse. Tale addestramento è stato, inoltre, un’occasione importante per sviluppare la capacità di rischierare a notevoli distanze dall’Italia (circa 9.600 chilometri), in condizioni ambientali spesso molto diverse da quelle presenti sul territorio nazionale, non solo gli 8 velivoli ma tutto ciò che serve per il loro funzionamento per renderli capaci di inserirsi velocemente ed efficacemente all’interno di moderni contesti operativi”. Sempre Bertoli ha aggiunto che “l’Aeronautica Militare ha puntato sulla formazione e l’addestramento di giovani piloti già qualificati Combat Ready per questa Flag. Si prevede, infatti, che questi ragazzi e ragazze rimangano per lungo tempo presso i rispettivi Reparti Operativi e potranno, quindi, essere in grado di trasferire questa loro fondamentale esperienza per gli anni a venire”.

La Red Flag è un’esercitazione aerea nella quale i piloti consolidano le capacità d’impiego dei sistemi d’arma in dotazione e la validità delle rispettive tattiche, mediante l’organizzazione ed il coordinamento di “pacchetti aerei” costituiti da un elevato numero di velivoli, consolidando nel contempo la capacità di operare congiuntamente con altri reparti in operazioni, prevalentemente di Difesa Aerea e, secondariamente, in modalità aria/suolo.

La parte ‘nemica’ è stata svolta dai velivoli F-15, F-16, AT-38 e A4 che hanno svolto il ruolo dei cosiddetti aggressor e che hanno simulato le tattiche nemiche più avanzate e quindi più impegnative da contrastare. Questa “minaccia” aerea è stata corredata, in ogni missione, da quella di superficie/aria in modo da garantire uno scenario il più realistico possibile.

Il 414° Combat Training Squadron dell’Air Force americana è stato il responsabile dell’intera esercitazione che ha visto l’impegno giornaliero di circa 80 velivoli di diverse tipologie operative in operazioni aeree sia diurne che notturne per offrire ai piloti un addestramento dedicato e che ha compreso una grande varietà di tipologie di missioni aeree. Oltre agli 8 Eurofighter italiani erano presenti alla Red Flag anche velivoli turchi (F16 e KC-135R) ed una serie di velivoli americani quali F16, F15, C130H, MQ9, AT-38C, B-1B, B-52, KC-135, elicotteri dei Marines per compiti Combat-SAR (Search And Rescue) e truppe speciali di terra.

La base di Nellis si trova vicino a Las Vegas e come cita il suo motto è ‘Home of the fighter pilot’ (La casa dei piloti da combattimento). La base ospita il US Air Warfare Centre, dal quale dipendono, oltre alla pattuglia acrobatica americana (i Thunderbirds) ed altri enti, il 57° Wing, la cui missione è quella di formare equipaggi di volo in grado di effettuare operazioni da combattimento integrate, sia multinazionali che congiunte.

L’addestramento organizzato dal 57° Wing, infatti, integra una moltitudine di unità aree e terrestri sia americane che dei paesi alleati, allo scopo di insegnare agli equipaggi partecipanti le tecniche da combattimento più avanzate. Il 57° Wing ha fra i propri compiti istituzionali la pianificazione, l’organizzazione ed il controllo di due delle esercitazioni congiunte più avanzate a livello mondiale: la ‘Green Flag e la Red Flag.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Roma, Carabinieri: portata a termine l’operazione antiterroristica Akhi nei confronti di militanti jihadisti affiliati all’ISIS

Roma, sabato 12 marzo 2016 – La scorsa notte, nella capitale, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Roma, nell’ambito di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica della Capitale, hanno portato a termine un’operazione antiterrorismo nei confronti di militanti jihadisti affiliati all’ISIS.

In particolare, all’esito delle indagini dei Carabinieri, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Roma, il GIP dello stesso Tribunale ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino macedone quarantunenne, Maqelara Vulnet alias Brigande Carlito e di un cittadino tunisino ventinovenne, Barhoumi Firas, ai quali viene contestato il delitto di appartenenza ad un’associazione con finalità di terrorismo, con l’aggravante della transnazionalità del reato.

All’origine dell’operazione di oggi c’è un’intuizione investigativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, in occasione dell’arresto, lo scorso novembre, di B.C., operato nell’ambito di un ordinario servizio di controllo del territorio. L’uomo era ricercato in forza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria macedone, per reati contro la persona ed il patrimonio commessi in quel Paese.

I Carabinieri, in quella circostanza, oltre ad arrestare il latitante, riuscirono ad individuare e perquisire l’abitazione in cui trovava rifugio. Nel corso della perquisizione, l’attenzione dei carabinieri fu richiamata da alcune lettere manoscritte contenenti frasi in arabo e da fotografie con indizi di una adesione di B.C. al radicalismo islamista.

Per tali motivi, è intervenuto il ROS, organo specializzato per l’Arma dei Carabinieri nelle indagini antiterrorismo.

Gli accertamenti del ROS consistiti in analisi di materiale documentale ed informatico, di tabulati telefonici e telematici, pedinamenti ed intercettazioni, hanno fornito chiari elementi da cui è emerso che:

  • nei giorni antecedenti al suo arresto, Brigande Carlito era in contatto attraverso vari sistemi di chat, con Barhoumi Firas, che già in quel periodo si trovava in Iraq, quale “foreign fighter”, a combattere in seno alle milizie terroristiche del “Daesh”;
  • i due indagati si erano conosciuti tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, durante un periodo di comune detenzione in carcere, dove Barhoumi aveva intrapreso l’opera di proselitismo jihadista nei confronti di Brigante Carlito;
  • Brigande Carlito, avendo aderito alle sollecitazioni di Barhoumi Firas, era in procinto di partire per l’Iraq, ove si sarebbe unito alle milizie jihadiste dell’ISIS;
  • Barhoumi Firas si era offerto quale volontario per il compimento, in Iraq, di una missione suicida contro “gli infedeli” mediante l’uso di un’autobomba.

Una terza persona è stata arrestata dai Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale, la scorsa notte, in Roma, nell’ambito della stessa operazione. Si tratta di Kurtishi Abdula, ventiseienne macedone, ricercato in campo internazionale perché evaso da un carcere macedone ove stava scontando una condanna ad anni 8 di reclusione per rapina.

Kurtishi è inizialmente emerso nell’ambito delle indagini, per i suoi stretti legami con BRIGANDE Carlito.

Gli approfondimenti investigativi sul suo conto hanno poi consentito di scoprire che egli, dopo essere transitato in diversi Paesi europei, aveva fatto ingresso in Italia nel mese di ottobre scorso, e nel nostro Paese si avvaleva di documenti falsi e identità fittizie.

Kurtishi è stato quindi arrestato sia per l’evasione da lui compiuta nel suo Paese, che in flagranza di reato, perché trovato in possesso di documenti falsi.

Su ordine della procura di Roma, i Carabinieri hanno infine eseguito ulteriori perquisizioni, nei confronti di altre persone risultate in contatto con i soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi italiani e macedoni.

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Fonte e video: Arma dei Carabinieri
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Napoli e Caserta: controllo dei NAS nel settore agroalimentare, sequestrate numerose aziende. MNFI

Napoli, 12 marzo 2016 – Nei mesi di febbraio e marzo 2016, i Carabinieri del NAS di Napoli e Caserta, collaborati da personale medico delle rispettive Aziende Sanitarie Provinciali, nell’ambito delle attività di controllo predisposte dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute volte al contrasto degli illeciti nel settore agroalimentare e a garantire la salubrità degli alimenti, nell’area geografica compresa tra i comuni dell’area nord di Napoli e del casertano, hanno svolto una serie di verifiche presso aziende dello specifico settore, elencate qui sotto.

Frattaminore (NA): è stata individuata e posto sotto sequestro un’industria di lavorazioni carni avicole che operava senza le previste autorizzazioni ambientali (scarichi delle acque reflue di lavorazione ed emissioni in atmosfera). Nel corso della verifica, estesa al processo industriale di lavorazione e trasformazione delle carni, i militari del N.A.S. hanno inoltre sequestrato circa una tonnellata di carni avicole prive di qualsivoglia indicazioni utili a garantirne la tracciabilità e, quindi, la provenienza. Il giorno successivo i medesimi militari, nel verificare ulteriori attività, sono dovuti intervenire nuovamente presso la citata industria che, nonostante il sequestro, violando i sigilli apposti alla linea produttiva ed agli scarichi, continuava la propria illecita attività. In tale circostanza veniva operato nuovamente il sequestro dell’intera struttura nonché di 400 Kg di carni avicole rinvenute in fase avanzata di lavorazione;

Cancello ed Arnone (CE): presso un allevamento, si è proceduto al sequestro sanitario di 61 capi bufalini sprovvisti di marche auricolari con il contestuale divieto di conferimento del latte prodotto in ragione delle gravi carenze igienico sanitarie rilevate nella sala mungitura;

Baia e Latina (CE): presso un allevamento bufalino, è stato accertato lo smaltimento dei liquami in maniera incontrollata e direttamente sui terreni circostanti con potenziale pericolo di contaminazione delle falde acquifere. E’ stata sottoposta a sequestro l’azienda e 318 capi bufalini con il contestuale divieto di conferimento del latte prodotto;

Alife (CE): presso un allevamento bovino, è stato accertato:

  • lo smaltimento dei liquami in maniera incontrollata e direttamente sui terreni circostanti con potenziale pericolo di contaminazione delle falde acquifere;
  • la numerosa presenza di materiali ferrosi e plastici abbandonati (carcasse di auto, mezzi agricoli, pneumatici) e carcasse di animali;
  • il maltrattamento degli animali, per l’evidente stato di malnutrizione in cui gli stessi versavano, per cui si è proceduto al sequestro sanitario dell’intera struttura e di 25 capi bovini privi peraltro di marche auricolari.

Il valore immobiliare delle strutture e delle carni avicole sottoposte a sequestro ammonta ad oltre 7.000.000,00 di euro. Deferiti alle autorità giudiziarie ed amministrative i rispettivi titolari.    

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Fonte e immagine: Arma dei Carabinieri 
(Gruppo CC per la tutela della salute di Napoli)
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Il generale Graziano interviene a Modena in occasione del giuramento del 197° corso

Modena, 11 marzo 2016 – Il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, rispondendo ai giornalisti a margine del giuramento degli allievi del 197° corso dell’accademia militare, ha ribadito che una eventuale missione in supporto alla Libia, come indicato chiaramente dal nostro governo, avverrà solo sulla base di una richiesta del nuovo governo libico e nel quadro di una legittimazione internazionale. Per quanto attiene al ruolo delle Forze Armate, va ricordato che hanno maturato una grande esperienza nella formazione e addestramento: lo fanno da 30 anni e lo continuano a fare oggi in Iraq, in Libano e in Afghanistan con le forze di sicurezza locali. In tutti questi anni di missioni abbiamo imparato che la strada per arrivare alla sicurezza di un Paese in crisi (come la Libia) passa attraverso forze locali addestrate e preparate.

Noi dobbiamo essere orientati, sulla base delle richieste che arriveranno dalle autorità  libiche, a supportare questo processo fondamentale che porterà a stabilizzare questa area così importante del Mediterraneo. Per le Forze Armate Italiane è un dovere essere addestrate e preparate in base alle direttive nazionali, e quindi predisporre diverse opzioni che dovranno ovviamente tenere conto delle richieste del governo libico.
Le attuali missioni evolvono continuamente, sono dinamiche, e richiedono quindi costante preparazione e addestramento delle nostre forze. Ciò è particolarmente vero nel fianco sud dell’Europa, laddove il contesto operativo è caratterizzato da un elevato numero di rischi e minacce diversificati”.

Interpellato poi sulla scelta di entrare in Accademia, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato che “I giovani Ufficiali che affrontano la carriera militare lo fanno in un momento completamente diverso dagli anni in cui io decisi di entrare in Accademia. Erano anni difficili, poco dopo il 68, in piena Guerra Fredda, e le Forze Armate stavano recuperando la fiducia del Paese.
Oggi lo scenario è completamente diverso. Minacce e rischi sono di tutt’altro genere.
Ritengo che la formazione garantita nelle accademie di tutte le Forze Armate sia estremamente valida e prepari comandanti perfettamente all’altezza dei tempi. Basti pensare che numerose missioni internazionali sono guidate da Generali/Ammiragli italiani.
Il consenso del Paese verso le Forze Armate è fortemente aumentato e ciò anche grazie ai nostri giovani che sono garanzia del nostro futuro”.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
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Modena: il ministro Pinotti al giuramento degli allievi del 197° corso dell’accademia militare

 

Intervento del ministro Pinotti

Intervento del ministro Pinotti

Modena, 11 marzo 2016 – Questa mattina, presso il cortile d’onore dell’Accademia Militare di Modena, gli allievi ufficiali del 197° Corso “Tenacia” hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana dinnanzi al ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e ai massimi vertici militari dello Stato.

Tra i presenti il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Tullio del Sette e il comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Giorgio Battisti.

Padrino del corso è il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare per le ferite riportate a Mogadiscio (Somalia) il 2 luglio 1993, nel corso della battaglia del “Checkpoint Pasta”, in cui le truppe italiane ebbero uno scontro a fuoco con i ribelli Somali.

Dopo la lettura della formula del giuramento da parte del comandante dell’Accademia Militare, generale di divisione Salvatore Camporeale, il ministro Pinotti ha detto “oggi davanti alle vostre famiglie avete prestato giuramento allo Stato, al Paese. Mi emoziona sempre vedere tanti giovani compiere una scelta cosi importante. La parola “tenacia”, scelta per identificare il vostro Corso mi piace molto, perché non tutti nasciamo con le stesse caratteristiche ma quello che ci consente di diventare eccellenti è proprio la tenacia, la determinazione che ognuno di noi mette nelle cose che fa. Oggi – ha continuato il Ministro – si parla poco ai giovani della fatica e del valore del sacrificio. Voi, invece, la praticate quotidianamente nello studio, nelle esercitazioni e nello sforzo fisico. Il mio augurio è quello di unire la tenacia alle caratteristiche del vostro essere.

Intervento del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Graziano

Intervento del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Graziano

Sottolineando l’alto valore simbolico dell’atto del giuramento, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha aggiunto “l’Accademia Militare rappresenta il luogo in cui si sono forgiate generazioni di ufficiali dell’esercito e dell’arma dei carabinieri. Quando frequentavo l’accademia ci trovavamo in piena guerra fredda, erano anni difficili, le Forze Armate stavano recuperando la fiducia del Paese. Ora è tutto molto diverso: le minacce e i rischi multiformi ci pongono quotidianamente di fronte a sfide sempre nuove e la formazione che inizia proprio nelle accademie è fondamentale per consentire a voi futuri comandanti di affrontarle al meglio. Il Paese crede sempre di più nelle Forze Armate e voi dovete lavorare con tenacia, il nome scelto per il vostro Corso, per non deludere la fiducia che gli italiani ripongono in noi”.

Intervento del capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Errico

Intervento del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Errico

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, dopo aver salutato e ringraziato le autorità intervenute e gli ospiti, rivolgendosi agli Allievi Ufficiali del 197° Corso, ha ricordato la storia del prestigioso Istituto e i valori che hanno costituito la guida degli ufficiali formatisi presso l’Accademia Militare. “Con l’odierna cerimonia di giuramento siete diventati a pieno titolo membri di quell’ ”unica schiera” di uomini e donne che hanno servito la Patria, con valore ed onore, ovunque siano stati chiamati dal dovere” – ha infine concluso il Generale Errico.

La cerimonia ha visto, inoltre, la partecipazione delle locali autorità civili e religiose, tra cui il sindaco Giorgio Muzzarelli, la cui presenza testimonia l’affetto e la vicinanza dei cittadini modenesi all’Accademia Militare ed all’Istituzione che essa rappresenta, evidenziando il delicato compito affidato agli uomini e alle donne in uniforme, quali servitori fedeli dell’Italia e della Costituzione. Nell’occasione è stato conferito il titolo onorifico di “cadetto ad honorem” alla senatrice Pinotti.

Conferimento del titolo cadetto ad honorem al Ministro

Conferimento del titolo cadetto ad honorem al Ministro

Sono 182 gli allievi ufficiali del 197° Corso “Tenacia”, tra cui 16 donne e 6 frequentatori stranieri provenienti da Afghanistan, Perù e Somalia. Istituita il 1° gennaio 1678, l’Accademia Militare di Modena è l’istituto militare di formazione più antico del mondo. Oggi è responsabile della formazione per gli ufficiali in servizio permanente dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri, attraverso un percorso di studi a carattere militare e universitario finalizzato al conseguimento di una laurea in scienze strategiche, giurisprudenza, ingegneria, medicina e chirurgia, chimica e tecnologie farmaceutiche o medicina veterinaria.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito
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Antonella Lallo

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