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Basco grigio verde per gli incursori del 9° Col Moschin

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Livorno, 23 aprile 2019 – Il 9° Col Moschin: sintesi di eccellenza, valori e tradizione indosseranno il basco che appartenne alle prime unità speciali.

La cerimonia di consegna del basco grigio-verde al 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” si è svolta nei giorni scorsi presso la Caserma Vannucci di Livorno, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina. 

Schierati nel piazzale erano presenti tutti i reparti del Comando Forze Speciali dell’Esercito di Pisa: il 4° reggimento Alpini Paracadutisti, il 185° reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi e il 28° reggimento “Pavia”. Era inoltre presente la banda ed una rappresentanza della brigata Paracadutisti “Folgore”, a simboleggiare lo storico legame con il reggimento. 

La cerimonia, semplice ma ricca di tradizioni, ha avuto inizio con il lancio di alcuni incursori istruttori di paracadutismo che hanno portato al suolo la bandiera italiana, dell’Esercito e del 9° reggimento “Col Moschin”. Dopo un breve discorso, con il quale il comandante di reggimento ha rimarcato il legame imprescindibile sia con i reparti Arditi operanti nei due conflitti mondiali sia con la Brigata Folgore, il generale Farina ha personalmente calzato il nuovo basco sul capo del comandante di reggimento, il quale, successivamente, ha dato l’ordine agli incursori di indossarlo.

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Il capo di SME nel suo discorso ha ripercorso le imprese che hanno caratterizzato la storia dei reparti d’assalto sino a giungere alle recenti operazioni condotte dagli incursori, richiamando le gesta di alcuni di loro che nel corso di poco più di un secolo dalla loro costituzione, anche sacrificando loro stessi, hanno scritto pagine importanti della storia dell’Esercito. Nell’evidenziare come il “9°” rappresenti la punta di diamante delle Forze Speciali sia in ambito nazionale che internazionale, il generale Farina si è soffermato sull’importanza dei valori intrinseci degli operatori del reggimento: sacrificio, coraggio, temerarietà; ed ha evidenziato come questi valori, parimenti alle tradizioni ed alla storia del reparto, debbano essere tramandati verso il personale più giovane affinché sulle basi di un glorioso passato, possa costruirsi un grandioso futuro.    

A suggellare l’importanza del momento, tra le autorità, erano anche presenti molti ex comandanti del reparto, tra cui il generale Franco Angioni e il generale Marco Bertolini, il comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER COE), generale di corpo d’armata Federico Bonato e il comandante del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), generale di divisione Nicola Zanelli, di Roma, il sig. prefetto di Livorno dott. Gianfranco Tomao e una rappresentanza delle autorità locali e dell’Associazione Nazionale Incursori Esercito. Portare il basco grigio-verde per gli incursori dell’Esercito è dare nuovo valore ad una parte delle proprie origini allorquando, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, il plotone speciale e la successiva Compagnia Speciale, embrione delle Forze Speciali dell’Esercito, indossava proprio i colori di questo basco.

Successivamente la cerimonia ha visto la consegna dei brevetti da incursore all’ultima sezione di allievi che ha terminato i due anni di iter e che, successivamente, si sono uniti ai ranghi del battaglione d’assalto.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Competizione per tiratori scelti in USA, l’Esercito partecipa con due militari del 3°rgt della brigata Sassari

3. Immagine del team italiano durante una delle prove di tiro di precisione

Arkansas (USA), 16 aprile 2019 – Si è appena conclusa, presso il Fort Chaffee Joint Maneuver Training Center nello stato dell’Arkansas (USA), la 48ª edizione della Winton P. Wilson (WPW) Sniper Champioship (National Guard) competition, una manifestazione sportiva militare per tiratori scelti, alla quale hanno partecipato team di diverse nazioni, tra i quali era presente il team dell’Esercito Italiano, composto da due tiratori scelti del 3° reggimento bersaglieri della Brigata Sassari.

La competizione, nata inizialmente per testare e valutare l’efficacia dei programmi di addestramento delle unità sniper americane, ha assunto successivamente carattere internazionale, diventando un momento importante nell’addestramento dei tiratori scelti, accrescendo le loro conoscenze e le capacità tecniche e migliorandole grazie al confronto con altre unità straniere.

La coppia di bersaglieri, oltre ad avere sostenuto diverse prove di tiro di precisione, ha superato con successo sia i test di forza e resistenza, come una marcia “zavorrata” di venti chilometri, effettuata con uno zaino affardellato, sia le attività di orienteering.

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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La divisione Friuli ripercorre l’operazione “Herring” e commemora i caduti

Mantova, 5 apile 2019 – Si è conclusa nei giorni scorsi l’attività denominata Staff Ride “Golden Tour 2019”, volta all’addestramento di alcune figure chiave del Comando Divisione Friuli di Firenze e delle sue brigate dipendenti con la visita di luoghi storici che videro gli uomini dello “Squadrone F” e della “Centuria Nembo” – unità paracadutiste sotto il comando inglese individuate dagli alleati per portare a termine l’azione di infiltrazione e sabotaggio dietro le linee nemiche – concludere con successo quella che venne chiamata “Operazione Herring”.

Lo scopo dell’attività è stato sostanzialmente quello di analizzare i presupposti, le dinamiche e i risultati dell’attività svolta dai paracadutisti italiani nell’aprile del 1945 e culminata nello sfondamento della Linea Gotica a sud del fiume Po, per preparare il personale del Comando Divisione “Friuli” e delle Unità dipendenti alla pianificazione ed esecuzione di operazioni di livello divisionale.

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L’attività iniziata, presso la sede dell’ 8° reggimento genio guastatori paracadutisti “Folgore” di Legnago (VR), con una conferenza storica del dott. Carlo Benfatti, noto ricercatore dell’Istituto mantovano di storia contemporanea, è proseguita con la visita al Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po di Felonica (MN), dove il personale della divisione e delle brigate è stato ricevuto dal dott. Simone Guidorzi, suo direttore e curatore e dal caporal maggiore capo Nicola Ferrari, responsabile della sala museale dedicata all’ 8 Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”.

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La visita al sito di Ca’ Brusada, località che fu teatro di un cruento scontro in cui persero la vita 14 paracadutisti italiani, 16 soldati tedeschi e due civili, è poi continuata in località Dragoncello con la resa degli onori al monumento che commemora i caduti dell’operazione. Alla presenza dei rappresentanti locali dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, il comandante della divisione Friuli, generale di divisione Carlo Lamanna, ha deposto con il sindaco di Poggio Rusco, dott. Fabio Zacchi, una corona d’alloro.

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La conclusione dell’evento è stata poi condivisa con alcuni istituti scolastici presso il campo sportivo di Poggio Rusco (MN), dove il 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” e l’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore” hanno allestito stand espositivi di specialità e il sindaco Zacchi ed il generale di divisione Carlo Lamanna hanno rivolto un indirizzo di saluto e di ringraziamento ai presenti. Annullato, a causa del forte vento, il lancio dei paracadutisti del Centro Sportivo Esercito che hanno comunque raggiunto l’area a bordo di un elicottero AB205 e dimostrato al suolo, agli studenti, l’apertura del paracadute in dotazione.

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Fonte e immagini: COMFOP nord
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Esercitazione pluriarma Famagosta 2019, concluse quattro intense settimane di addestramento

10 Un momento della panificazione

Monteromano (VT), 5 aprile 2019 – La brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, grande unità dell’Esercito che fornisce gli assetti per la Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM), ha concluso, con l’esercitazione pluriarma “Famagosta 2019”, quattro intense settimane addestrative nel Lazio.

Dopo una fase svoltasi al Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia, dove il comando della “Pozzuolo” è stato protagonista di un’articolata esercitazione sulle procedure da adottare nella gestione di complesse situazioni di crisi, lo staff ha raggiunto le proprie unità operative dipendenti, il reggimento lagunari “Serenissima”, il reggimento logistico Pozzuolo del Friuli” e il 3° reggimento genio guastatori presso il poligono militare di Monte Romano, dove è stato allestito il posto comando tattico della brigata. 

Le attività esercitative, diurne e notturne successivamente svolte, sono state finalizzate ad addestrare il personale della Brigata alla concezione, pianificazione e condotta di eventi in scenari di crisi. Inoltre, sono state approfondite le procedure per la consulenza, l’addestramento e l’assistenza in favore di Forze Armate di un paese ospitante al fine di conseguire il progressivo miglioramento del loro livello di operatività e autonomia.

Nel corso delle incessanti attività, sono state eseguite lezioni di tiro con armi individuali, di reparto e mortai, marce tattiche in assetto da combattimento, prove notturne di soccorso e autosoccorso sanitario con l’impiego di presidi medici individuali, attività operative con mezzi tattici, combattimenti in aree ristrette e in campo aperto. Inoltre, sono state consolidate le procedure di integrazione degli assetti interarma della Brigata, assicurandone la piena interoperabilità in ogni tipologia di scenario, condizione per affrontare con successo tutte le moderne sfide.

Nel corso dell’esercitazione, il generale di brigata Giovanni Parmiggiani, comandante della brigata, ha esercitato il comando tattico delle unità sul terreno nei differenti scenari addestrativi utilizzando moderni sistemi di comando e controllo. Alla “Famagosta 2019” ha assistito il comandante della divisione “Friuli”, generale di divisione Carlo Lamanna, che ha espresso apprezzamento per la qualità delle attività svolte, complimentandosi per l’eccellente raggiungimento degli obiettivi operativi. L’esercitazione, oltre ad inquadrarsi nei regolari cicli periodici di preparazione, ha rivestito una particolare importanza poiché i militari della Brigata hanno realizzato un addestramento ispirato al massimo realismo attraverso il perfezionamento delle tecniche di combattimento individuali e collettive. 

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Fonte e immagini: COMFOP nord
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Difesa: pari opportunità e l’integrazione di genere

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Roma, 5 aprile 2019 – Dopo aver seguito una settimana di lezioni on line, oltre 50 ufficiali, uomini e donne di tutte le Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, insieme a un gruppo di funzionari civili della Difesa, hanno concluso un modulo comune di lezioni frontali che si è tenuto dal 1 al 5 aprile, nel corso del quale hanno acquisito conoscenze su argomenti come le discriminazioni e le pari opportunità di genere, l’immagine e la diffusione di pregiudizi e stereotipi, le devianze comportamentali che si configurano come molestie, mobbing, stalking e gli strumenti normativi e comunicativi da acquisire per fronteggiarle.

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Al termine di questo primo modulo, i frequentatori della componente civile della Difesa hanno ricevuto l’attestato di focal point per “Pari opportunità, integrazione di genere e divieto di discriminazione” alla presenza del sottocapo di Stato Maggiore della Difesa generale di corpo di armata Luigi Francesco De Leverano che ha sottolineato: “dire che le donne militari hanno favorito la comunicazione delle Forze Armate con la società civile e integrato il loro modo di essere nella struttura e nella cultura militare. Modo di essere che è risultato vincente anche nel corso delle missioni di pace, dove il personale militare femminile ha supportato il conseguimento dell’obiettivo fissato stabilendo rapporti positivi con la popolazione civile locale, soprattutto con donne e bambini”.

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Il personale militare continuerà il corso con un secondo modulo, che si svolgerà da lunedì 8 a venerdì 12 aprile, incentrato sulle attività da svolgere nella pianificazione e nella condotta di un’operazione militare secondo una prospettiva di genere.

Esperti militari e civili, docenti universitari e referenti di Istituzioni come il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e la consigliera nazionale di Parità del Ministero del Lavoro hanno accettato di intervenire nelle due settimane di corso con lezioni, esperienze e testimonianze utili a fornire ai frequentatori le informazioni necessarie allo svolgimento del delicato compito a cui sono destinati.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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In diretta su facebook il giuramento solenne del corso MUSSO III – Scuola Militare Teulié

Milano, 23 marzo 2019 – A Piazza del Duomo si sta svolgendo il giuramento degli allievi del primo anno della Scuola Militare Teulié. Alla presenza delle più alte cariche dello Stato, il corso MUSSO III giurerà fedeltà alla Repubblica Italiana. Suona la fanfare dell’11° bersaglieri.
In una diretta facebook l’Esercito lo trasmette in diretta

Alcune immagini estrapolate dal video.

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Conclusa l’esercitazione “Dynamic Front 19” in Germania

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Grafenwöhr (Germania), 13 marzo 2019 – Conclusa l’esercitazione Dynamic Front 19 presso l’area addestrativa del 7th Army Training Command dell’Esercito degli Stati Uniti a Grafenwöhr in Germania.

Circa 3.200 militari provenienti da 27 nazioni sono stati impiegati nell’Esercitazione “Dynamic Front 19” che ha avuto luogo presso l’area addestrativa del 7th Army Training Command dell’Esercito degli Stati Uniti a Grafenwöhr in Germania.

L’Italia ha partecipato schierando una batteria obici (6 pezzi) PzH 2000 I, tre Lince (adottati come posto di osservazione e comando) e due shelter dell’8° reggimento artiglieria terrestre “Pasubio” (impiegati come direzione dell’esercitazione), con il supporto del 132° reggimento artiglieria corazzata “Ariete” e del comando Artiglieria. In tutto sono state utilizzate 360 granate di cui 60 illuminati.

Obiettivo dell’esercitazione: incrementare il livello di prontezza operativa e di interoperabilità tra unità di artiglieria di diversi calibri e di diverse nazionalità e integrare il supporto di fuoco congiunto in un ambiente multinazionale sia a livello operativo che tattico. In particolare, l’esercitazione ha visto impiegati 62 obici, 24 piattaforme di lancio e 9 radars provenienti dai diversi paesi partecipanti.

I mezzi hanno erogato fuoco congiuntamente per testare in un ambiente “live” l’interoperabilità a livello tattico del sistema di Comando e Controllo integrato Artillery Systems Cooperation Activities (ASCA), al fine di individuare eventuali limiti operativi e ricercare soluzioni tecniche e procedurali condivise.

La particolarità del comprensorio di Grafenwöhr è quella di offrire una vasta area addestrativa in cui vengono riprodotti scenari operativi realistici, con un terreno difficile e con particolari condizioni climatiche, che mettono alla prova la capacità di resistenza di uomini e mezzi. La complessa e minuziosa fase di pianificazione dell’operazione di intervento in area di crisi, ha consentito di conseguire gli obiettivi addestrativi. Un traguardo importante raggiunto grazie all’intenso periodo di amalgama durante il quale, i partecipanti hanno avuto la possibilità di condividere le rispettive esperienze e di incrementare l’integrazione fra il personale delle varie nazioni fino ai livelli ordinativi più bassi.

La ricerca dei massimi livelli di interoperabilità consente di individuare soluzioni idonee alle sfide contemporanee, contribuisce ad elevare il livello di prontezza delle forze ed a creare uno strumento militare flessibile ed idoneo ad operare in ogni contesto.

Alla Dynamic Front 19 hanno partecipato unità e/o osservatori provenienti da: Azerbaigian, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ucraina e Regno Unito. 

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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Antonella Lallo

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