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Gli allievi della Scuola Militare “Teulié” giurano fedeltà alla Repubblica Italiana

Milano, 17 aprile 2021 – Cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana per i 52 allievi del corso “BUFFA DI PERRERO III” della scuola militare “Teulié”, ieri mattina nel piazzale 1° Tricolore dell’Istituto, alla presenza del Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino.

L’atto solenne, avvenuto dinanzi la Bandiera dell’Istituto e suggellato con la tradizionale formula del giuramento, pronunciata dal comandante della acuola, colonnello Daniele Pepe, ha sancito l’ingresso a pieno titolo degli allievi nei ranghi dell’Esercito.

Nel rivolgersi ai giovanissimi studenti, il ministro Lorenzo Guerini ha richiamato l’importanza della formazione e dei valori del mondo della Difesa, sottolineando che: “Dalle aule di questo Istituto sono usciti non solo comandanti valorosi, ma uomini di cultura, politici, professionisti, diplomatici, figure diverse ma tutte accomunate da una visione della vita incentrata sul dovere, sul senso della responsabilità e sull’onore. La Teulié ha tutte le potenzialità per garantirvi una formazione che possa costituire la base per il raggiungimento dei più prestigiosi obiettivi personali. Una formazione globale, in cui i valori morali sono le fondamenta su cui realizzare la vostra preparazione culturale, fisica e caratteriale”.

Il generale Pietro Serino, nel corso del suo intervento ha dato il benvenuto ai giurandi nella famiglia dell’Esercito: “Una famiglia della quale farete parte tutta la vita, anche se le vostre scelte vi porteranno a indossare un’altra uniforme, oppure un abito civile. Le amicizie che stringerete tra queste mura, i legami che vi accomuneranno a tutti coloro che hanno frequentato la “Teulié” prima di voi e che la frequenteranno dopo di voi e, soprattutto, i valori che apprenderete qui vi accompagneranno nel vostro percorso umano e professionale, non vi abbandoneranno mai e vi faranno sempre sentire legati all’Esercito”.

Presenti alla cerimonia il vice sindaco di Milano, dott.ssa Anna Scavuzzo,il vice prefetto, dott. Natalino Manno, il vescovo Ausiliare della diocesi di Milano, mons. Erminio De Scalzi, l’assessore allo Sviluppo della Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, dott. Stefano Bolognini, unitamente ad altre autorità civili e militari e a una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dell’Associazione ex allievi della Teulié.

Un ringraziamento particolare alle famiglie degli allievi che, seguendo in streaming la cerimonia, nel pieno rispetto delle disposizioni emanate in materia di contrasto e contenimento dell’epidemia da COVID-19, hanno affidato alla Scuola e all’Esercito le loro figlie e i loro figli.

L’Esercito Italiano, mediante un concorso pubblico bandito annualmente, offre la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi presso i licei militari. È proprio di questi giorni la pubblicazione sul sito dell’Esercito (www.esercito.difesa.it) del bando per l’ammissione di giovani ai licei annessi alle Scuole Militari “Teulié” di Milano e “Nunziatella” di Napoli.

L’Istituto milanese garantisce una vasta e profonda preparazione, particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR, includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisico degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari. La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto.

Negli oltre 200 anni di vita, la Scuola Militare “Teulié” si è confermata un’indiscussa eccellenza nazionale, che ha formato e continua a formare centinaia di giovani che annualmente vanno a integrare i quadri del mondo sia militare sia civile in qualità di uomini di cultura, industriali, diplomatici, politici ma, sempre e comunque, cittadini esemplari.

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Esercitazione Steel Forge 1/2021, paracadutisti del 183° Nembo si sono addestrati su uno scenario warfighting

Un momento del tiro con mortaio da 81mm

Pesaro/Urbino, 25 marzo 2021 – Si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione Steel Forge 1/2021, dove circa 120 paracadutisti del 183° Nembo si sono addestrati su uno scenario warfighting presso il poligono militare di Carpegna (PU).

L’esercitazione ha avuto lo scopo di mantenere e implementare la capacità operativa dell’unità addestrata quale pedina della LRF (Land Reserve Force): una task force capace di essere operativa con brevissimi tempi di preavviso. Nella prima parte dell’esercitazione sono state testate le conoscenze e le capacità del plotone di supporto alla manovra che ha impiegato il mortaio di tipo Expal da 81mm.

Successivamente i plotoni del battaglione “Grizzano” hanno condotto attività tattiche offensive contro un nemico organizzato a difesa utilizzando il sistema di simulazione MILES (Multiple Integrated Laser Engagement System).



Il sistema di simulazione MILES si compone di un laser montato sulla canna dell’arma e da sensori che vengono indossati su uniforme ed elmetto. Ciò permette di contrapporre tra loro le unità in addestramento che riescono così a confrontarsi in uno scenario realistico e dinamico. 

Inoltre il MILES consente di addestrare in modo efficace la capacità decisionale dei comandanti che si trovano a fronteggiare l’indeterminatezza dell’avversario, peculiarità questa dei moderni scenari operativi caratterizzati da minacce di tipo asimmetrico.

L’attività è stata condotta in condizioni sfavorevoli, i militari hanno operato con temperature rigide e neve.

Fuoco con mortaio da 81mm

L’evento esercitativo si è svolto nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti adottando tutte le misure previste per il contenimento dell’epidemia da COVID-19. 

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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore
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L’Esercito avvia indagine interna sull’incidente avvenuto durante un’esercitazione notturna di tiro

“Erano state fatte preventive comunicazioni di sgombero area”

Immagine di repertorio

Pordenone, 18 marzo 2021 – L’Esercito con un comunicato evidenzia che è stata aperta un’inchiesta in merito alla notizia diffusa dagli organi di stampa, relativa ad alcuni danni arrecati ad un allevamento in località Vivaro (PN), come conseguenza di un’esercitazione notturna di tiro. L’attività, regolarmente programmata era stata preceduta dalle previste comunicazioni riguardanti lo sgombero dell’area interessata.

La Forza Armata, oltre all’inchiesta aperta dalla Procura di Pordenone, ha prontamente avviato un’indagine interna per determinare con esattezza la dinamica dei fatti e garantire la massima collaborazione e trasparenza agli organi inquirenti.

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Esercito, i cavalleggeri di Lodi (15°) in esercitazione in bianco e a fuoco, per essere impiegati anche in operazioni militari all’estero

Lecce, 3 marzo 2021 – Il reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°) ha portato a termine una serie di attività ed esercitazioni volte al mantenimento e al miglioramento delle capacità operative di specialità, con attività tattiche di guard and screen e di recce in force, peculiari delle unità di Cavalleria dell’Esercito. L’addestramento si è svolto presso il poligono di Torre Veneri (LE) per il mantenimento delle capacità operative dell’unità.

Il reggimento, unità dell’Esercito alle dipendenze della brigata “Pinerolo”, ha condotto attività a fuoco con armi di reparto da bordo di mezzi da combattimento, tiri con Blindo Armate “Centauro” e un’esercitazione che ha visto l’impiego di un plotone blindo esplorante con attivazioni da parte di aliquote di opposing forces (OPFOR).

L’unità esplorante ha pianificato, diramato ordini e condotto attività tattiche di guard and screen e di recce in force (peculiari delle unità di Cavalleria dell’Esercito) in uno scenario operativo di warfighting simulato.

L’addestramento è stato condotto per favorire il continuo esercizio pratico del personale specializzato e per dare i primi fondamenti teorici ai volontari in ferma prefissata del reparto, a premessa delle prossime attività esercitative pianificate per l’anno in corso. In aggiunta, sono stati svolti esercizi a fuoco mirati al consolidamento delle procedure di tiro e di amalgama di squadra ed equipaggio.

Al termine dell’intenso ciclo addestrativo il Reggimento Cavalleggeri di Lodi (15°) raggiungerà la Full Operational Capability (FOC) e potrà essere impiegato anche in operazioni militari all’estero.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Esercito
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I militari dell’82° rgt fanteria incontrano giovani studenti per info sull’arruolamento nell’Esercito Italiano

Barletta-Andria-Trani, 24 febbraio 2021 – I militari dell’82° reggimento fanteria “Torino”, unità alle dipendenze della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, hanno svolto nei giorni scorsi una serie di videoconferenze di orientamento e informazione per l’arruolamento nell’Esercito Italiano.

Il personale degli Infoteam, ovvero militari specializzati nella comunicazione e nel reclutamento, in aderenza alle disposizioni in materia di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha incontrato gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Sen. Onofrio Jannuzzi” e dell’Istituto Tecnico Economico Statale “Ettore Carafa” di Andria, attraverso le piattaforme informatiche per la didattica digitale integrata (DDI) utilizzate dal Ministero dell’Istruzione durante questo particolare periodo.

Le conferenze d’informazione e orientamento, promosse dallo Stato Maggiore dell’Esercito per l’anno scolastico 2020/2021 e destinate agli Istituti Scolastici che hanno aderito al programma, sono finalizzate alla diffusione di tutto quel complesso di diritti e doveri di ogni cittadino che permetta una vita serena al singolo individuo all’interno di una società; ad informare gli studenti che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro, dell’offerta formativa e professionale proposta dalla Forza Armata e dei suoi sbocchi occupazionali.

Ciclo di incontri in videoconferenza dei militari
con gli studenti degli istituti superiori
della provincia Barletta-Andria-Trani

L’Infoteam dopo i saluti di benvenuto tra il comandante del reggimento colonnello Sandro Iervolino e i dirigenti scolastici, ha raccontato la propria esperienza nell’Esercito, illustrando le articolazioni delle varie componenti della Forza Armata e le prospettive di carriera dei volontari in ferma prefissata.
Precise informazioni sono state date sui concorsi per accedere ai diversi ruoli del servizio permanente e sulla frequenza di Accademia Militare e Scuole per la formazione di Ufficiali e Sottufficiali. L’Esercito sostiene con grande attenzione il reclutamento dei giovani motivati e potenzialmente in grado di assicurare standard di professionalità elevati, affinché le nuove generazioni possano essere parte integrante di un’Istituzione sana e coesa supportata da una tecnologia in continua evoluzione.

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Open Day della Brigata Folgore, aspiranti VFP1 hanno incontrato i paracadutisti

Pisa, 10 febbraio 2021 – Nei giorni scorsi, i giovani toscani che hanno presentato domanda di partecipazione al concorso per Volontari in Ferma Prefissata di 1 anno (VFP1), hanno avuto la possibilità di incontrare i paracadutisti della Brigata Folgore presso le caserme dislocate nelle città di Pistoia, Pisa, Livorno, Siena e Grosseto.

L’attività, denominata “Open Day”, fa parte di un più ampio disegno di carattere nazionale con cui l’Esercito Italiano si pone l’obiettivo di fornire ai giovani che hanno espresso la volontà di entrare nella Forza Armata una maggiore consapevolezza della propria scelta.

I partecipanti, debitamente informati di tutte le procedure sanitarie da adottare durante l’attività e nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti, sono stati accolti con una breve presentazione introduttiva che ha chiarito il ruolo e il profilo di carriera del VFP1 considerando le possibilità formative e lavorative dei volontari in ferma prefissata ed evidenziando le opportunità concorsuali previste per questa categoria.

Giovani candidati VFP1
hanno incontrato i paracadutisti
della Brigata Folgore

Al termine i partecipanti hanno assistito a una esposizione di mezzi e materiali da parte di soldati di diverse categorie, età e specializzazioni.

Gli aspiranti VFP1 hanno potuto ascoltare le esperienze del personale militare che opera nel settore operativo come in quello logistico: esploratori, tiratori scelti, comandanti di squadra, ma anche trasmettitori, conduttori di VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo), armaioli.

Gli aspiranti hanno rivolto le proprie domande ed espresso le proprie curiosità su ogni ambito della vita di un soldato, cercando di sfruttare nel miglior modo possibile l’opportunità di avere un’idea più completa del cammino che stanno per intraprendere.


Esercito sempre attivo anche durante le festività, oltre 11.000 i militari impegnati in operazioni estere e in Italia a supporto dei cittadini

Roma, 31 dicembre 2020 – Il 2020 ormai è giunto al termine, ma continua senza sosta il lavoro degli uomini e delle donne dell’Esercito, impegnati sia in Italia sia in missioni internazionali all’estero.

Oltre 3.000 soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, sono impiegati in decine di missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea e stanno operando in diversi teatri di crisi. Più di 7.000 invece sono i militari che in questo momento stanno operando sul territorio nazionale in supporto a cittadini e istituzioni locali, in attività di concorso a seguito di pubbliche calamità (tra queste le attività volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto) e in supporto alle forze di polizia nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici.

Operazioni all’estero
Con l’impiego all’estero di assetti operativi, specialistici e logistici, nonché tramite i propri advisors militari, deputati a consigliare e addestrare le Forze Armate di Paesi che versano in situazione di crisi, anche quest’anno l’Esercito ha fornito il suo contributo nella costruzione di quelle condizioni di sicurezza e di sviluppo la cui mancanza è causa di instabilità di molte aree e regioni considerate strategiche per l’Italia. 

  • AFGHANISTAN – In Afghanistan, il comando del contingente schierato a Herat è affidato alla Brigata Alpina “Julia” mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l’Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support.
  • LIBANO – La Brigata “Sassari” è invece responsabile del settore ovest della missione UNIFIL, nel sud del Libano e nella capitale Beirut, nell’agosto scorso, è stata condotta l’Operazione “CEDRI”, con la quale si è intervenuti con un ospedale da campo dell’Esercito e diversi assetti specialistici in soccorso alla popolazione libanese in seguito alla deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, che ha devastato la città.
  • IRAQ – In Iraq, i militari dell’Esercito, insieme a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde (Peshmerga) e irachene nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, mentre attività analoga viene condotta in Somalia, Niger e Mali (con le European Union Training Missions).
  • LIBIA – In Libia, il personale che opera presso l’ospedale militare da campo di Misurata, nell’ambito della missione MIASIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione.
  • KOSOVO – In Kosovo, dove dal 2013 l’Italia detiene la leadership della missione NATO, il contingente KFOR è attualmente su base 5° reggimento artiglieria terrestre “Superga”.
  • LETTONIA – In Lettonia 200 soldati sono impiegati nella missione NATO Enhanced Forward Presence
  • RESTO DEL MONDO – Ulteriori contingenti sono dislocati in altri Paesi e aree del mondo.

Per garantire una rotazione tra i reparti e una presenza costante all’estero, per tutto il 2020 l’Esercito ha addestrato e approntato le proprie unità, fornendo personale specialistico per numerosi altri impegni internazionali e mantenendo operativa un’aliquota di forze facenti parte delle Forze di Reazione Rapida della NATO.

L’impegno dell’Esercito nel 2020: più di 11.000 militari durante le festività in operazioni all’estero e sul territorio nazionale, tra emergenza COVID e supporto ai cittadini

Operazione “Strade Sicure”
Contestualmente, i militari dell’Esercito, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, sono impegnati in 53 città nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, per la vigilanza di installazioni sensibili e il presidio delle principali aree metropolitane del Paese. Nell’operazione si inseriscono le attività condotte in Campania in risposta all’emergenza “Terra dei Fuochi”, per la prevenzione e il contrasto di crimini ambientali. Dall’inizio dell’operazione a oggi:

  • arrestate complessivamente più di 16.500 persone;
  • oltre 14.000 individui sono stati fermati
  • più di 26.000 sono stati denunciati a piede libero.
  • Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 5 milioni e 300 mila persone
  • sequestrati più di 1 milione e 800 mila mezzi.
    Sequestrati inoltre:
  • 14.000 veicoli,
  • 1352 armi
  • quasi 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti.

Emergenza epidemiologica da Covid-19
L’Esercito, inoltre, in stretto coordinamento con le altre Forze Armate, è intervenuto sin dal mese di marzo, allo scoppio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, mettendo a disposizione tutte le capacità e i mezzi necessari per la gestione e il contenimento del virus: dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto al controllo di aree e città, sino all’allestimento di ospedali da campo.

Attualmente sono circa 1.400 i soldati impiegati nell’ambito dell’Operazione IGEA, avviata nel mese di ottobre su iniziativa del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, volta a incrementare la capacità nazionale di effettuazione di tamponi. Sono stati allestiti Drive-Through-Difesa (DtD) su tutto il territorio e montati ospedali militari da campo ad Aosta, Perugia e Cosenza, mentre medici e infermieri dell’Esercito, presso gli ospedali militari di Milano o del Policlinico “Celio” di Roma, hanno assistito e curato giornalmente i cittadini colpiti dal virus. In questi giorni, l’impegno dell’Esercito, con le altre Forze Armate, prosegue con l’operazione EOS a supporto della campagna di vaccinazione anti-Covid-19. “Voi, amici dell’Esercito Italiano, ci avete dato la lezione di una testimonianza di coraggio che non ha fuggito i pericoli ma spesso è andata a cercare le situazioni più complesse e rischiose, incuranti della fatica e del pericolo”, con queste parole Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha voluto riassumere l’impegno dell’Esercito in questo 2020 di lotta al Coronavirus.

Supporto dell’Esercito alla cittadinanza
Numerosi, inoltre, sono stati gli interventi dell’Esercito a seguito di eventi calamitosi, condotti in sinergia con la Protezione civile per il soccorso della popolazione e il ripristino della viabilità:

  • alluvione che il mese scorso ha colpito il paese di Bitti, nel nuorese,
  • esondazione del fiume Panaro, a Nonantola (MO), in seguito alla quale reparti del Genio sono intervenuti sin dalle prime ore dell’evento per fornire assistenza e far evacuare le persone rimaste isolate,
  • nell’estate scorsa, l’aviazione dell’Esercito è stata impiegata nella Campagna Antincendi Boschivi e nella tutela del patrimonio naturale, conducendo missioni per 90 ore di volo e oltre 300 lanci di acqua su roghi che hanno interessato Sicilia, Lazio e Piemonte e altre regioni, per un totale di 300 mila litri sversati.
  • Esercito in prima linea anche al Mo.SE. di Venezia: i militari del 7° Reggimento Trasmissioni, stabilmente presenti nella control room della bocca di porto del Lido 3, forniscono supporto costante nelle verifiche di funzionamento e mantenimento della rete di trasporto di dati, consentendo il sollevamento in contemporanea delle 4 barriere mobile protettive dell’importante opera ingegneristica della laguna.
  • In linea con le missioni assegnate alla Forza Armata, nel 2020 gli artificieri dell’Esercito in forza ai reparti del Genio hanno eseguito più di 2.700 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (la maggior parte dei quali risalenti alla Seconda Guerra Mondiale), alcuni di notevole complessità e del peso di centinaia di libbre, come le bombe rinvenute a Mestre, Fiumalbo (MO), Palermo, Bolzano. Negli ultimi 10 anni sono stati oltre 34.000 gli interventi di disinnesco e brillamento portati a termine.
  • L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è il concorso alla Protezione Civile fornito dalla Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto in Croazia.


Un impegno dinamico e poliedrico quello dell’Esercito, capace di rispondere a eventi e situazioni di emergenza con una reattività di intervento tipica di una Forza Armata coesa e disciplinata, che nel 2020 si è confermata “faro di tecnologia e innovazione”, tanto per l’introduzione in servizio di nuovi sistemi, quanto per le molte campagne di sperimentazione volte allo sviluppo capacitivo di piattaforme ed equipaggiamenti (tra queste la campagna nel campo della Robotica e dei Sistemi Autonomi, lanciata lo scorso ottobre).

Gli uomini e le donne dell’Esercito continueranno a operare, come hanno sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, consapevoli dei principi e dei valori peculiari di chi ha scelto di indossare l’uniforme e servire il Paese in armi. Nel ricordare i sui motti, “Noi ci siamo sempre” e “Di più insieme”, l’Esercito augura all’Italia e agli italiani un 2021 di rilancio per tutti.

La redazione augura Buon Anno all’Esercito Italiano.

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Esercito, programma Blindo Centauro, DAT sigla contratto con Iveco-Oto Melara per approvigionare i reggimenti di cavalleria di linea

Le due versioni di Blindo Centauro

Roma, 30 dicembre 2020 – È stato siglato dalla Direzione degli Armamenti Terrestri (DAT) e dalla società consortile Iveco – Oto Melara il contratto per la fornitura di 86 sistemi Blindo Centauro 2, con una possibile opzione per ulteriori 10 piattaforme.

L’acquisizione in argomento, naturale proseguimento di un processo già avviato nel 2018 e che mira a far fronte a un’esigenza totale dell’Esercito Italiano di 150 mezzi, si inquadra nell’ambito delle attività programmate dallo Stato Maggiore dell’Esercito finalizzate a dotare i Reggimenti di Cavalleria di Linea di una piattaforma che, recependo le più recenti innovazioni tecnologiche, possa essere impiegata, con la massima sicurezza, anche nei Teatri Operativi caratterizzati da un elevato livello di minaccia.

Blindo Centauro 2, prove di superamento del gradino presso CEPOLISPE

La Centauro 2 rappresenta un eccezionale passo in avanti rispetto alla precedente Centauro I in termini di potenza, osservazione, mobilità, ergonomia, condotta di tiro, comunicazione oltre, naturalmente, alla massima protezione dell’equipaggio. Dotata di un moderno powerpack da oltre 700HP e della trasmissione ad H, tipica dei blindati 8×8.

La blindo Centauro 2 si avvale di un’architettura interamente digitale e di una torre di nuova generazione con cannone da 120mm e sistemi di Comunicazione Comando e Controllo che la rendono tra i più moderni dei mezzi in dotazione all’Esercito. Il risultato è un veicolo blindato innovativo in grado di operare in ogni scenario: dalle missioni a difesa della sicurezza nazionale, alle operazioni di supporto e mantenimento della pace ad ogni altro teatro operativo in cui l’Esercito è chiamato a intervenire.

L’impresa rappresenta un esempio di virtuosa attività di collaborazione mediante la quale la Direzione Armamenti Terrestri ha espresso le sue alte competenze tecnico-amministrative. Il lavoro della DAT ha permesso di giungere alla stipula del contratto che consentirà alla Forza Armata di impiegare un veicolo che garantisce elevati livelli di protezione per il personale, tecnologicamente avanzato e dalle prestazioni all’avanguardia.

L’Esercito Italiano si conferma faro di tecnologia e innovazione e prosegue nel suo più ampio progetto di razionalizzazione e sviluppo capacitivo di lungo termine, un processo di trasformazione tecnologica che continua a coinvolgere il sistema produttivo nazionale. 

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Continua senza sosta l’attività di sperimentazione della bgt Pinerolo nel processo di digitalizzazione dello strumento militare, conclusi i test del sistema C2D/N EVO

Barletta, 20 dicembre 2020

Personale specialistico dell’Esercito e tecnici dell’Industria della Difesa hanno svolto, presso l’82° reggimento fanteria “Torino”, l’attività di sperimentazione del sistema, in corso di realizzazione, denominato C2D/N EVO, per valutare la rispondenza del prototipo a tutti i requisiti attesi. L’attività si è svolta nell’ambito del processo di miglioramento dell’efficienza dei sistemi di Comando e Controllo.

L’obiettivo da conseguire è quello di disporre, con tempistiche ridotte, di un sistema di Comando Controllo e Navigazione (C2N) idoneo a sostituire quello attualmente in uso sulle piattaforme VBM “FRECCIA”, ovvero il C2D del SICCONA (Sistema di Comando, Controllo e Navigazione) e che risulti, al tempo stesso, performante per le piattaforme combat EVOlute di prossima acquisizione.

L’attività, svoltasi in bianco in un contesto simulato di warfighiting, è il risultato di un percorso innovativo di sviluppo basato su un confronto continuo tra Esercito e Industria Difesa durato circa sette mesi sotto la supervisione del VI Reparto Sistemi C5I dello Stato Maggiore dell’Esercito.

“Prosegue l’ammodernamento delle unità dell’Esercito
che saranno impegnate sempre più spesso
in scenari imprevedibili”

L’attività di verifica funzionale del C2D/N EVO è stata condotta mediante l’esecuzione di test tecnici disciplinati da una direzione d’esercitazione guidata dal Ce.Si.Va. (Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito) e costituita da personale specialistico della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, del Comando Trasmissioni-RTE e con la partecipazione di personale del III, IV e VI Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito oltre a personale delle aziende LEONARDO e LARIMART.

Sono stati schierati simultaneamente all’interno della caserma “R. Stella” e presso il poligono di Foce Ofanto rispettivamente il Posto Comando Digitalizzato su Shelter (PCD nodo T5) e un’unità di manovra basata su 13 VBM “FRECCIA”, che hanno consentito di testare il sistema in divenire congiuntamente ad altri sistemi di nuova generazione, tra cui il TC2 (Tactical Command and Control) del soldato sicuro, integrati con il SIACCON ADV.

Il comandante della brigata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano, al termine dell’attività, ha ringraziato tutto il personale militare e civile per l’impegno e la professionalità messa in campo sottolineando l’importanza di proseguire con determinazione nell’azione di ammodernamento delle unità dell’Esercito che saranno impegnate sempre più spesso in scenari imprevedibili e che necessiteranno di capacità tecnologiche sempre più fondamentali per la sicurezza del personale.
Tutte le attività sono state condotte nel pieno rispetto delle misure di sicurezza relative al contenimento della diffusione epidemiologica da COVID-19.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Esercito
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Esercito: presentato il progetto “Caserme Verdi” in Puglia in videoconferenza

Bari, 17 dicembre 2020 – Si è tenuta ieri pomeriggio la presentazione del progetto dell’Esercito Italiano “Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi”, dedicato allo studio e alla realizzazione di infrastrutture militari di nuova generazione, efficienti, funzionali, ispirate a criteri costruttivi innovativi con basso impatto ambientale e ridotti costi di manutenzione.

L’appuntamento, organizzato presso il Palazzo della Regione Puglia, nel pieno rispetto delle limitazioni per il contenimento della diffusione del Covid-19, è stato condotto in video – collegamento tra Bari, Roma, Lecce e Foggia e moderato dalla conduttrice televisiva Carla De Girolamo.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, promotore dell’iniziativa a livello nazionale, ha partecipato in collegamento da Roma nella sede di Palazzo Esercito.

A Bari, la conferenza è stata seguita, in presenza, dal presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano, dalla presidente del consiglio regionale pugliese, dott.ssa Loredana Capone, dall’on. Davide Galatino, membro della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, dal comandante della brigata meccanizzata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano, dal comandante Militare Esercito “Puglia”, colonnello Donato Ninivaggi, dal sindaco di Bari e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Antonio Decaro, e dall’assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture Giuseppe Galasso. Inoltre sono intervenuti dalle loro sedi il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e il prorettore vicario, Loredana Ficarelli.

Il sindaco di Bari e presidente dell’ANCI Antonio Decaro

In collegamento da Lecce hanno partecipato il Sindaco del capoluogo salentino, Carlo Salvemini, intervenuto in collegamento dalla propria sede, e il Magnifico Rettore dell’Università del Salento, prof. Fabio Pollice, ospite per l’occasione del Comandante della Scuola di Cavalleria, Generale di Brigata Claudio Dei. 

Da Foggia, dalla caserma Sernia-Pedone, hanno preso parte alla conferenza il comandante del 21° reggimento artiglieria “Trieste”, colonnello Andrea Gallieni, e il sindaco di Foggia, Franco Landella.

Nel suo intervento il generale Farina ha ricordato che il progetto “Caserme Verdi” è nato circa due anni fa e rientra nelle priorità della Forza Armata, in quanto lo sviluppo dell’area infrastrutturale dell’Esercito contribuisce, oltre che al benessere del personale, anche all’operatività stessa dei reparti militari. “Lo stato delle nostre infrastrutture non era, e non è ancora, adeguato a quelli che sono gli standard moderni. Alcune caserme sono state costruite un secolo fa, mentre quasi tutte hanno più di cinquant’anni. Per questo motivo abbiamo voluto avviare, iniziando da 28 basi dislocate in tutta Italia, il progetto Caserme Verdi con il quale ci siamo posti l’obiettivo di ammodernare le nostre infrastrutture, renderle più rispettose dell’ambiente ed efficaci dal punto di vista energetico, fare in modo che possano ospitare sia i soldati che le loro famiglie, costruire nelle adiacenze impianti sportivi e strutture ricreative e sanitarie, fruibili anche da parte della cittadinanza.”

Il Capo di SME ha menzionato, tra i tanti, l’esempio di Camp Derby (vicino Pisa), struttura destinata a ospitare i reparti speciali dell’Esercito (in particolare il 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”), dove sono già state installate tutte le principali componenti logistiche e ricreative (dalle palestre agli asili). Un altro esempio recente si inquadra nella regione siciliana, a Palermo, dove è stata costruita “Città Esercito”, comprendente impianti sportivi e strutture di fisioterapia destinati alla collettività e costruiti in sinergia con il Comune e con l’Università di Palermo. Parlando, nello specifico, della Regione Puglia, il Generale Farina ha detto che “l’Esercito, polo di tecnologia ed innovazione, anche qui avvierà un processo di trasformazione e di digitalizzazione delle strutture presenti nelle principali sedi di Foggia, Bari e Lecce. La realizzazione di queste opere non sarà merito del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito o dei capi progettisti, ma dovrà essere il frutto di un lavoro di squadra tra la Forza Armata, gli enti locali, le Università e tutti coloro che possono contribuire sia con le idee che con strumenti finanziari”.

Il Presidente Emiliano nel suo messaggio di saluto ha evidenziato il fortissimo legame tra Esercito e istituzioni regionali, ricordando di aver toccato con mano il lavoro svolto dai militari, in Italia, impegnati nell’operazione “Strade Sicure” per il controllo del territorio e, di recente, nell’operazione “Igea” per il contrasto alla Pandemia Covid 19, nonché nei vari teatri operativi dove, personalmente, si è recato. “Il progetto “Caserme Verdi” rafforza l’interazione tra l’Esercito Italiano, le Istituzioni e la società civile, in un gioco di squadra che dà forza e speranza al nostro popolo”. 

“Quello presentato è un progetto ambizioso e lungimirante, che parte dalla riconversione funzionale di 28 grandi complessi di edilizia militare, risalenti in media alla metà del secolo scorso, per proiettarli nel futuro partendo da alcuni principi chiave di efficienza e sostenibilità e dal dato fondamentale di una necessaria apertura di questi immensi spazi agli usi civili”, ha dichiarato il Sindaco di Bari e Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), evidenziando come il  programma rappresenti un atto dovuto agli uomini e alle donne dell’Esercito Italiano che meritano luoghi di lavori sicuri, salubri e adeguati ai nuovi obiettivi della politica nazionale.

In Puglia il progetto coinvolgerà le caserme “Briscese” di Bari, “Sernia Pedone” di Foggia e le caserme “Nacci” e “Floriani” di Lecce.


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