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Esercito sempre attivo anche durante le festività, oltre 11.000 i militari impegnati in operazioni estere e in Italia a supporto dei cittadini

Roma, 31 dicembre 2020 – Il 2020 ormai è giunto al termine, ma continua senza sosta il lavoro degli uomini e delle donne dell’Esercito, impegnati sia in Italia sia in missioni internazionali all’estero.

Oltre 3.000 soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, sono impiegati in decine di missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea e stanno operando in diversi teatri di crisi. Più di 7.000 invece sono i militari che in questo momento stanno operando sul territorio nazionale in supporto a cittadini e istituzioni locali, in attività di concorso a seguito di pubbliche calamità (tra queste le attività volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto) e in supporto alle forze di polizia nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici.

Operazioni all’estero
Con l’impiego all’estero di assetti operativi, specialistici e logistici, nonché tramite i propri advisors militari, deputati a consigliare e addestrare le Forze Armate di Paesi che versano in situazione di crisi, anche quest’anno l’Esercito ha fornito il suo contributo nella costruzione di quelle condizioni di sicurezza e di sviluppo la cui mancanza è causa di instabilità di molte aree e regioni considerate strategiche per l’Italia. 

  • AFGHANISTAN – In Afghanistan, il comando del contingente schierato a Herat è affidato alla Brigata Alpina “Julia” mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l’Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support.
  • LIBANO – La Brigata “Sassari” è invece responsabile del settore ovest della missione UNIFIL, nel sud del Libano e nella capitale Beirut, nell’agosto scorso, è stata condotta l’Operazione “CEDRI”, con la quale si è intervenuti con un ospedale da campo dell’Esercito e diversi assetti specialistici in soccorso alla popolazione libanese in seguito alla deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, che ha devastato la città.
  • IRAQ – In Iraq, i militari dell’Esercito, insieme a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde (Peshmerga) e irachene nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, mentre attività analoga viene condotta in Somalia, Niger e Mali (con le European Union Training Missions).
  • LIBIA – In Libia, il personale che opera presso l’ospedale militare da campo di Misurata, nell’ambito della missione MIASIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione.
  • KOSOVO – In Kosovo, dove dal 2013 l’Italia detiene la leadership della missione NATO, il contingente KFOR è attualmente su base 5° reggimento artiglieria terrestre “Superga”.
  • LETTONIA – In Lettonia 200 soldati sono impiegati nella missione NATO Enhanced Forward Presence
  • RESTO DEL MONDO – Ulteriori contingenti sono dislocati in altri Paesi e aree del mondo.

Per garantire una rotazione tra i reparti e una presenza costante all’estero, per tutto il 2020 l’Esercito ha addestrato e approntato le proprie unità, fornendo personale specialistico per numerosi altri impegni internazionali e mantenendo operativa un’aliquota di forze facenti parte delle Forze di Reazione Rapida della NATO.

L’impegno dell’Esercito nel 2020: più di 11.000 militari durante le festività in operazioni all’estero e sul territorio nazionale, tra emergenza COVID e supporto ai cittadini

Operazione “Strade Sicure”
Contestualmente, i militari dell’Esercito, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, sono impegnati in 53 città nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, per la vigilanza di installazioni sensibili e il presidio delle principali aree metropolitane del Paese. Nell’operazione si inseriscono le attività condotte in Campania in risposta all’emergenza “Terra dei Fuochi”, per la prevenzione e il contrasto di crimini ambientali. Dall’inizio dell’operazione a oggi:

  • arrestate complessivamente più di 16.500 persone;
  • oltre 14.000 individui sono stati fermati
  • più di 26.000 sono stati denunciati a piede libero.
  • Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 5 milioni e 300 mila persone
  • sequestrati più di 1 milione e 800 mila mezzi.
    Sequestrati inoltre:
  • 14.000 veicoli,
  • 1352 armi
  • quasi 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti.

Emergenza epidemiologica da Covid-19
L’Esercito, inoltre, in stretto coordinamento con le altre Forze Armate, è intervenuto sin dal mese di marzo, allo scoppio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, mettendo a disposizione tutte le capacità e i mezzi necessari per la gestione e il contenimento del virus: dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto al controllo di aree e città, sino all’allestimento di ospedali da campo.

Attualmente sono circa 1.400 i soldati impiegati nell’ambito dell’Operazione IGEA, avviata nel mese di ottobre su iniziativa del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, volta a incrementare la capacità nazionale di effettuazione di tamponi. Sono stati allestiti Drive-Through-Difesa (DtD) su tutto il territorio e montati ospedali militari da campo ad Aosta, Perugia e Cosenza, mentre medici e infermieri dell’Esercito, presso gli ospedali militari di Milano o del Policlinico “Celio” di Roma, hanno assistito e curato giornalmente i cittadini colpiti dal virus. In questi giorni, l’impegno dell’Esercito, con le altre Forze Armate, prosegue con l’operazione EOS a supporto della campagna di vaccinazione anti-Covid-19. “Voi, amici dell’Esercito Italiano, ci avete dato la lezione di una testimonianza di coraggio che non ha fuggito i pericoli ma spesso è andata a cercare le situazioni più complesse e rischiose, incuranti della fatica e del pericolo”, con queste parole Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, ha voluto riassumere l’impegno dell’Esercito in questo 2020 di lotta al Coronavirus.

Supporto dell’Esercito alla cittadinanza
Numerosi, inoltre, sono stati gli interventi dell’Esercito a seguito di eventi calamitosi, condotti in sinergia con la Protezione civile per il soccorso della popolazione e il ripristino della viabilità:

  • alluvione che il mese scorso ha colpito il paese di Bitti, nel nuorese,
  • esondazione del fiume Panaro, a Nonantola (MO), in seguito alla quale reparti del Genio sono intervenuti sin dalle prime ore dell’evento per fornire assistenza e far evacuare le persone rimaste isolate,
  • nell’estate scorsa, l’aviazione dell’Esercito è stata impiegata nella Campagna Antincendi Boschivi e nella tutela del patrimonio naturale, conducendo missioni per 90 ore di volo e oltre 300 lanci di acqua su roghi che hanno interessato Sicilia, Lazio e Piemonte e altre regioni, per un totale di 300 mila litri sversati.
  • Esercito in prima linea anche al Mo.SE. di Venezia: i militari del 7° Reggimento Trasmissioni, stabilmente presenti nella control room della bocca di porto del Lido 3, forniscono supporto costante nelle verifiche di funzionamento e mantenimento della rete di trasporto di dati, consentendo il sollevamento in contemporanea delle 4 barriere mobile protettive dell’importante opera ingegneristica della laguna.
  • In linea con le missioni assegnate alla Forza Armata, nel 2020 gli artificieri dell’Esercito in forza ai reparti del Genio hanno eseguito più di 2.700 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (la maggior parte dei quali risalenti alla Seconda Guerra Mondiale), alcuni di notevole complessità e del peso di centinaia di libbre, come le bombe rinvenute a Mestre, Fiumalbo (MO), Palermo, Bolzano. Negli ultimi 10 anni sono stati oltre 34.000 gli interventi di disinnesco e brillamento portati a termine.
  • L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è il concorso alla Protezione Civile fornito dalla Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto in Croazia.


Un impegno dinamico e poliedrico quello dell’Esercito, capace di rispondere a eventi e situazioni di emergenza con una reattività di intervento tipica di una Forza Armata coesa e disciplinata, che nel 2020 si è confermata “faro di tecnologia e innovazione”, tanto per l’introduzione in servizio di nuovi sistemi, quanto per le molte campagne di sperimentazione volte allo sviluppo capacitivo di piattaforme ed equipaggiamenti (tra queste la campagna nel campo della Robotica e dei Sistemi Autonomi, lanciata lo scorso ottobre).

Gli uomini e le donne dell’Esercito continueranno a operare, come hanno sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini, consapevoli dei principi e dei valori peculiari di chi ha scelto di indossare l’uniforme e servire il Paese in armi. Nel ricordare i sui motti, “Noi ci siamo sempre” e “Di più insieme”, l’Esercito augura all’Italia e agli italiani un 2021 di rilancio per tutti.

La redazione augura Buon Anno all’Esercito Italiano.

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Esercito, programma Blindo Centauro, DAT sigla contratto con Iveco-Oto Melara per approvigionare i reggimenti di cavalleria di linea

Le due versioni di Blindo Centauro

Roma, 30 dicembre 2020 – È stato siglato dalla Direzione degli Armamenti Terrestri (DAT) e dalla società consortile Iveco – Oto Melara il contratto per la fornitura di 86 sistemi Blindo Centauro 2, con una possibile opzione per ulteriori 10 piattaforme.

L’acquisizione in argomento, naturale proseguimento di un processo già avviato nel 2018 e che mira a far fronte a un’esigenza totale dell’Esercito Italiano di 150 mezzi, si inquadra nell’ambito delle attività programmate dallo Stato Maggiore dell’Esercito finalizzate a dotare i Reggimenti di Cavalleria di Linea di una piattaforma che, recependo le più recenti innovazioni tecnologiche, possa essere impiegata, con la massima sicurezza, anche nei Teatri Operativi caratterizzati da un elevato livello di minaccia.

Blindo Centauro 2, prove di superamento del gradino presso CEPOLISPE

La Centauro 2 rappresenta un eccezionale passo in avanti rispetto alla precedente Centauro I in termini di potenza, osservazione, mobilità, ergonomia, condotta di tiro, comunicazione oltre, naturalmente, alla massima protezione dell’equipaggio. Dotata di un moderno powerpack da oltre 700HP e della trasmissione ad H, tipica dei blindati 8×8.

La blindo Centauro 2 si avvale di un’architettura interamente digitale e di una torre di nuova generazione con cannone da 120mm e sistemi di Comunicazione Comando e Controllo che la rendono tra i più moderni dei mezzi in dotazione all’Esercito. Il risultato è un veicolo blindato innovativo in grado di operare in ogni scenario: dalle missioni a difesa della sicurezza nazionale, alle operazioni di supporto e mantenimento della pace ad ogni altro teatro operativo in cui l’Esercito è chiamato a intervenire.

L’impresa rappresenta un esempio di virtuosa attività di collaborazione mediante la quale la Direzione Armamenti Terrestri ha espresso le sue alte competenze tecnico-amministrative. Il lavoro della DAT ha permesso di giungere alla stipula del contratto che consentirà alla Forza Armata di impiegare un veicolo che garantisce elevati livelli di protezione per il personale, tecnologicamente avanzato e dalle prestazioni all’avanguardia.

L’Esercito Italiano si conferma faro di tecnologia e innovazione e prosegue nel suo più ampio progetto di razionalizzazione e sviluppo capacitivo di lungo termine, un processo di trasformazione tecnologica che continua a coinvolgere il sistema produttivo nazionale. 

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Continua senza sosta l’attività di sperimentazione della bgt Pinerolo nel processo di digitalizzazione dello strumento militare, conclusi i test del sistema C2D/N EVO

Barletta, 20 dicembre 2020

Personale specialistico dell’Esercito e tecnici dell’Industria della Difesa hanno svolto, presso l’82° reggimento fanteria “Torino”, l’attività di sperimentazione del sistema, in corso di realizzazione, denominato C2D/N EVO, per valutare la rispondenza del prototipo a tutti i requisiti attesi. L’attività si è svolta nell’ambito del processo di miglioramento dell’efficienza dei sistemi di Comando e Controllo.

L’obiettivo da conseguire è quello di disporre, con tempistiche ridotte, di un sistema di Comando Controllo e Navigazione (C2N) idoneo a sostituire quello attualmente in uso sulle piattaforme VBM “FRECCIA”, ovvero il C2D del SICCONA (Sistema di Comando, Controllo e Navigazione) e che risulti, al tempo stesso, performante per le piattaforme combat EVOlute di prossima acquisizione.

L’attività, svoltasi in bianco in un contesto simulato di warfighiting, è il risultato di un percorso innovativo di sviluppo basato su un confronto continuo tra Esercito e Industria Difesa durato circa sette mesi sotto la supervisione del VI Reparto Sistemi C5I dello Stato Maggiore dell’Esercito.

“Prosegue l’ammodernamento delle unità dell’Esercito
che saranno impegnate sempre più spesso
in scenari imprevedibili”

L’attività di verifica funzionale del C2D/N EVO è stata condotta mediante l’esecuzione di test tecnici disciplinati da una direzione d’esercitazione guidata dal Ce.Si.Va. (Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito) e costituita da personale specialistico della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, del Comando Trasmissioni-RTE e con la partecipazione di personale del III, IV e VI Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito oltre a personale delle aziende LEONARDO e LARIMART.

Sono stati schierati simultaneamente all’interno della caserma “R. Stella” e presso il poligono di Foce Ofanto rispettivamente il Posto Comando Digitalizzato su Shelter (PCD nodo T5) e un’unità di manovra basata su 13 VBM “FRECCIA”, che hanno consentito di testare il sistema in divenire congiuntamente ad altri sistemi di nuova generazione, tra cui il TC2 (Tactical Command and Control) del soldato sicuro, integrati con il SIACCON ADV.

Il comandante della brigata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano, al termine dell’attività, ha ringraziato tutto il personale militare e civile per l’impegno e la professionalità messa in campo sottolineando l’importanza di proseguire con determinazione nell’azione di ammodernamento delle unità dell’Esercito che saranno impegnate sempre più spesso in scenari imprevedibili e che necessiteranno di capacità tecnologiche sempre più fondamentali per la sicurezza del personale.
Tutte le attività sono state condotte nel pieno rispetto delle misure di sicurezza relative al contenimento della diffusione epidemiologica da COVID-19.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Esercito
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Esercito: presentato il progetto “Caserme Verdi” in Puglia in videoconferenza

Bari, 17 dicembre 2020 – Si è tenuta ieri pomeriggio la presentazione del progetto dell’Esercito Italiano “Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi”, dedicato allo studio e alla realizzazione di infrastrutture militari di nuova generazione, efficienti, funzionali, ispirate a criteri costruttivi innovativi con basso impatto ambientale e ridotti costi di manutenzione.

L’appuntamento, organizzato presso il Palazzo della Regione Puglia, nel pieno rispetto delle limitazioni per il contenimento della diffusione del Covid-19, è stato condotto in video – collegamento tra Bari, Roma, Lecce e Foggia e moderato dalla conduttrice televisiva Carla De Girolamo.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, promotore dell’iniziativa a livello nazionale, ha partecipato in collegamento da Roma nella sede di Palazzo Esercito.

A Bari, la conferenza è stata seguita, in presenza, dal presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano, dalla presidente del consiglio regionale pugliese, dott.ssa Loredana Capone, dall’on. Davide Galatino, membro della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, dal comandante della brigata meccanizzata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano, dal comandante Militare Esercito “Puglia”, colonnello Donato Ninivaggi, dal sindaco di Bari e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Antonio Decaro, e dall’assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture Giuseppe Galasso. Inoltre sono intervenuti dalle loro sedi il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e il prorettore vicario, Loredana Ficarelli.

Il sindaco di Bari e presidente dell’ANCI Antonio Decaro

In collegamento da Lecce hanno partecipato il Sindaco del capoluogo salentino, Carlo Salvemini, intervenuto in collegamento dalla propria sede, e il Magnifico Rettore dell’Università del Salento, prof. Fabio Pollice, ospite per l’occasione del Comandante della Scuola di Cavalleria, Generale di Brigata Claudio Dei. 

Da Foggia, dalla caserma Sernia-Pedone, hanno preso parte alla conferenza il comandante del 21° reggimento artiglieria “Trieste”, colonnello Andrea Gallieni, e il sindaco di Foggia, Franco Landella.

Nel suo intervento il generale Farina ha ricordato che il progetto “Caserme Verdi” è nato circa due anni fa e rientra nelle priorità della Forza Armata, in quanto lo sviluppo dell’area infrastrutturale dell’Esercito contribuisce, oltre che al benessere del personale, anche all’operatività stessa dei reparti militari. “Lo stato delle nostre infrastrutture non era, e non è ancora, adeguato a quelli che sono gli standard moderni. Alcune caserme sono state costruite un secolo fa, mentre quasi tutte hanno più di cinquant’anni. Per questo motivo abbiamo voluto avviare, iniziando da 28 basi dislocate in tutta Italia, il progetto Caserme Verdi con il quale ci siamo posti l’obiettivo di ammodernare le nostre infrastrutture, renderle più rispettose dell’ambiente ed efficaci dal punto di vista energetico, fare in modo che possano ospitare sia i soldati che le loro famiglie, costruire nelle adiacenze impianti sportivi e strutture ricreative e sanitarie, fruibili anche da parte della cittadinanza.”

Il Capo di SME ha menzionato, tra i tanti, l’esempio di Camp Derby (vicino Pisa), struttura destinata a ospitare i reparti speciali dell’Esercito (in particolare il 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”), dove sono già state installate tutte le principali componenti logistiche e ricreative (dalle palestre agli asili). Un altro esempio recente si inquadra nella regione siciliana, a Palermo, dove è stata costruita “Città Esercito”, comprendente impianti sportivi e strutture di fisioterapia destinati alla collettività e costruiti in sinergia con il Comune e con l’Università di Palermo. Parlando, nello specifico, della Regione Puglia, il Generale Farina ha detto che “l’Esercito, polo di tecnologia ed innovazione, anche qui avvierà un processo di trasformazione e di digitalizzazione delle strutture presenti nelle principali sedi di Foggia, Bari e Lecce. La realizzazione di queste opere non sarà merito del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito o dei capi progettisti, ma dovrà essere il frutto di un lavoro di squadra tra la Forza Armata, gli enti locali, le Università e tutti coloro che possono contribuire sia con le idee che con strumenti finanziari”.

Il Presidente Emiliano nel suo messaggio di saluto ha evidenziato il fortissimo legame tra Esercito e istituzioni regionali, ricordando di aver toccato con mano il lavoro svolto dai militari, in Italia, impegnati nell’operazione “Strade Sicure” per il controllo del territorio e, di recente, nell’operazione “Igea” per il contrasto alla Pandemia Covid 19, nonché nei vari teatri operativi dove, personalmente, si è recato. “Il progetto “Caserme Verdi” rafforza l’interazione tra l’Esercito Italiano, le Istituzioni e la società civile, in un gioco di squadra che dà forza e speranza al nostro popolo”. 

“Quello presentato è un progetto ambizioso e lungimirante, che parte dalla riconversione funzionale di 28 grandi complessi di edilizia militare, risalenti in media alla metà del secolo scorso, per proiettarli nel futuro partendo da alcuni principi chiave di efficienza e sostenibilità e dal dato fondamentale di una necessaria apertura di questi immensi spazi agli usi civili”, ha dichiarato il Sindaco di Bari e Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), evidenziando come il  programma rappresenti un atto dovuto agli uomini e alle donne dell’Esercito Italiano che meritano luoghi di lavori sicuri, salubri e adeguati ai nuovi obiettivi della politica nazionale.

In Puglia il progetto coinvolgerà le caserme “Briscese” di Bari, “Sernia Pedone” di Foggia e le caserme “Nacci” e “Floriani” di Lecce.


Wild Bull 20, addestramento in ambiente warfighting per l’82° rgt fanteria ”Torino” al poligono di Torre di Nebbia

Torre di Nebbia (BA), 5 dicembre 2020 – L’82° reggimento fanteria “Torino”, unità dell’Esercito Italiano alle dipendenze della brigata meccanizzata “Pinerolo”, ha concluso l’esercitazione “Wild Bull 20” presso il poligono di Torre di Nebbia, esercitazione che rientra nelle attività di mantenimento della JRRF (Joint Rapid Response Force) e NRI (Nato Readiness Initiative) per l’anno 2020.

Il bacino di assetti a guida 82° della “NATO Readiness Initiative”, capaci di “intervenire con ristrettissimi tempi di attivazione per far fronte a qualunque esigenza operativa non pianificata sia a livello nazionale che internazionale”, dopo un intenso ciclo di addestramento, ha verificato la piena maturità nelle capacità di Comando e Controllo dei Comandanti nella gestione degli assetti pluriarma in un’attività tattica in ambiente warfighting.

La leadership messa in campo dai comandanti, ispirata ai principi del Mission Command e del Manoeuvrist approach, ha consentito ai militari della “Pinerolo” di consolidare le procedure tecnico tattiche di specialità e al contempo di incrementare l’amalgama degli equipaggi che operano sui Veicoli Blindati Medi “Freccia” e quelli di supporto alla manovra con il mortaio medio ed il sistema Contro Carro Spike terrestre.


Il complesso minore di fanteria media, svolto nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di contrasto al Covid-19, ha dato prova del livello addestrativo raggiunto nell’impiego delle forze medie nonché della grande sinergia raggiunta sia con una sezione del 21° reggimento Artiglieria Terrestre, sia con differenti assetti specialistici provenienti da altri reparti dell’Esercito Italiano che hanno preso parte all’attività addestrativa.

L’attività conclusiva si è svolta alla presenza del comandante della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano che ha manifestato grande soddisfazione per il livello di professionalità raggiunto e ha espresso un plauso per gli eccellenti risultati conseguiti in tutte le attività operative/addestrative svolte dalle donne e dagli uomini del reggimento.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Esercito
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Il 7° Bersaglieri in addestramento al poligono Torre di Nebbia

Torre di Nebbia (BA), 1 dicembre 2020 – Continuano presso il poligono di Torre di Nebbia le attività addestrative delle unità della brigata meccanizzata “Pinerolo” per il mantenimento delle capacità/assetti ad alta e altissima prontezza operativa. Le esercitazioni sono finalizzate a garantire una risposta immediata dei reparti dell’Esercito alle esigenze nazionali e multinazionali (NATO/UE).

In tale contesto, nei giorni scorsi, il 7° Reggimento Bersaglieri, che rientra nel bacino JRRF (Joint Rapid Response Force), ha concluso un ciclo addestrativo finalizzato al mantenimento della piena capacità operativa (Full Operation Capability).

 “Attività finalizzate a garantire
una risposta immediata
dei reparti dell’Esercito
alle esigenze nazionali
e multinazionali (NATO/UE)”.

L’attività, svolta nel pieno rispetto delle misure per il contrasto alla diffusione del contagio da CoViD-19, ha consentito di addestrare lo staff e le unità da combattimento a operare in uno scenario warfighting attraverso attività LIVEX/FIREX di livello complesso minore e utilizzare tutti i sistemi d’arma in dotazione al Reggimento, in particolare i VBM “Freccia” nelle configurazioni combat, porta mortaio da 120 mm e contro carro con sistema d’arma “Spike”.

I bersaglieri, grazie a questo intenso addestramento, hanno potuto perfezionare l’applicazione delle procedure tecnico-tattiche di specialità e, allo stesso tempo, hanno incrementato l’amalgama tra gli equipaggi che operano sui Veicoli Blindati Medi (VBM 8X8) “Freccia”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Esercito, il 9° reggimento fanteria Bari pronto per l’impiego nell’ambito delle forze di reazione rapida

Bari, 23 novembre 2020 – Il 9° reggimento fanteria “Bari”, unità alle dipendenze della Brigata “Pinerolo”, ha concluso nei giorni scorsi, presso il poligono occasionale di Torre di Nebbia, l’esercitazione finale che ha decretato la piena capacità d’impiego, dal prossimo anno, di una propria compagnia nel bacino JRRF (Joint Rapid Response Force).

L’attività si è svolta alla presenza del comandante del Comando Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, accompagnato dal comandante della brigata “Pinerolo”, generale di brigata Giovanni Gagliano.

La JRRF è un bacino di capacità e assetti interforze, già esistenti, ad alta e altissima prontezza operativa, da cui attingere risorse per garantire una risposta rapida alle esigenze nazionali (ad esclusione delle Operazioni in corso e dei compiti discendenti da disposti di Legge) e multinazionali (NATO/UE).

Le moderne operazioni militari richiedono sempre più spesso alle Forze Armate di operare in combinazione tra loro ed in modo integrato, in qualsiasi tipo di scenario, per questo, l’intenso ciclo addestrativo delle forze è incentrato sull’incremento delle capacità di operare in ambienti congiunti; in particolare la conclusione dell’esercitazione a fuoco ha visto un complesso minore addestrarsi in sinergia con assetti aerei, tra i più avanzati in ambito europeo.

L’addestramento ha consentito ai soldati della “Pinerolo” di perfezionare le corrette procedure tecnico-pratiche di specialità e allo stesso tempo di incrementare l’amalgama degli equipaggi che operano sui Veicoli Blindati Medi (VBM 8X8) “Freccia”.

Il generale Giuseppenicola Tota, al termine dell’esercitazione, nel salutare gli uomini e le donne del 9°, ha espresso il proprio apprezzamento sia per l’impegno profuso sia per i risultati addestrativi conseguiti.

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Esercito, raccolta donazioni di sangue il 24 e 25 novembre al Comando Militare della Capitale e al Centro Trasfusionale del Celio

Roma, 23 novembre 2020 – Due giorni per donare il sangue presso il Comando Militare della Capitale e presso il Centro Trasfusionale del Policlinico Militare del Celio.

Oggi scade il tempo utile per prenotarsi.

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Esercito, la brigata meccanizzata Pinerolo compie 199 anni

Bari, 13 novembre 2020 – La brigata “Pinerolo” compie 199 anni, venne costituita il 13 novembre 1821 quando, con decreto reale, da reggimento “Saluzzo” fu trasformato in Brigata “Pinerolo”. Da allora ad oggi la brigata ha contribuito a scrivere la storia dell’Esercito e dell’Italia partecipando a tutti gli eventi bellici, dalle guerre d’indipendenza ai conflitti mondiali.
Attualmente la Grande Unità è direttamente impiegata nell’ambito dell’Operazione Igea, attività disposta dal Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, per il contrasto della diffusione del COVID-19, e sotto la guida del Comando Operativo di Vertice Interforze, gestisce tre drive-through sul territorio pugliese.

Uno sforzo importante al quale, oltre l’Esercito Italiano, partecipa tutto il comparto della Difesa. La brigata è inoltre costantemente impegnata nell’operazione “Strade Sicure”, operando al fianco delle Forze dell’ordine per incrementare il livello di sicurezza, contrastare la criminalità organizzata e prevenire i reati ambientali.
La “Pinerolo” in questo particolare momento storico è chiamata, assieme a tutti militari italiani, a supportare la popolazione contro un nemicoinvisibile e subdolo.

Oggi, più che mai, ogni singolo soldato è conscio di dover continuare a rimanere aderente alle necessità di sicurezza che il nostro Paese ci chiede.
Il 2020 traghetta la “Pinerolo” verso il suo bicentenario ma nonostante la sua “età”, la Grande Unità è oggi tecnologicamente all’avanguardia. Infatti ha proseguito implementazione del programma di digitalizzazione di Forza Armata che la vede quale Brigata designata a sviluppare sul campo l’ambizioso ed innovativo progetto Forza NEC, acronimo di Network Enabled Capabilities, che costituisce la punta di diamante dell’intero programma di modernizzazione della componente terrestre della
Difesa.

Gli uomini e le donne della Pinerolo celebrano con il loro lavoro, caratterizzato da altruismo e pragmatica operosità, questa data, spinti da quei sentimenti che sono il motore della loro professionalità e perfettamente riassunti nel motto della Grande Unità da Combattimento dell’Esercito Italiano: “Sempre più Avanti, Sempre più in Alto”.

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Cambio al vertice dei Granatieri di Sardegna, il generale Diego Filippo Fulco lascia il comando al parigrado Liberato Amadio

​Roma, 13 novembre 2020 – Avvicendamento nella carica di comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna” con una cerimonia in piena osservanza Covid, questa mattina, presso la caserma “Generale Antonio Gandin” di Roma, alla presenza del comandante della divisione “Aqui” generale di divisione Nicola Terzano, il generale di brigata Diego Filippo Fulco ha lasciato il comando al parigrado Liberato Amadio.

Generale di brigata Nicola Terzano



Il comandante della Divisione “Aqui”, durante il suo intervento ha espresso gratitudine ed apprezzamento, in primis a tutto il personale della Brigata per l’esemplare lavoro svolto, sottolineando, in particolare, i traguardi raggiunti durante la gestione dei momenti più complicati del lockdown garantendo il supporto alla popolazione sia in Patria sia all’estero, poi ai comandanti, cedente e subentrante, evidenziando come la professionalità e la passione siano i requisiti fondamentali per operare con successo.

Generale di brigata Diego Filippo Fulco

Il comandante cedente, generale di brigata Diego Filippo Fulco, ringraziando tutto il personale dipendente, ha salutato tutti gli uomini e le donne della Brigata, sottolineando le attività svolte dalla Brigata, dall’operazione “Strade Sicure” all’addestramento warfighting, dall’approntamento alla missione in Libano, dall’emergenza Covid19 all’operazione “Igea”, ritenendosi alla fine di quest’esperienza di comando biennale “un uomo ed un soldato più ricco” sia dal punto di vista professionale sia umano.

Una Messa è stata celebrata prima del passaggio comando, nella cappella di San Martino dei Granatieri di Sardegna, un segno di ringraziamento del comandante cedente per il suo periodo di comando e l’affidamento al Signore del nuovo periodo di comando da parte del comandante subentrante.

Generale di brigata Liberato Amadio

 Brigata “Granatieri di Sardegna”: professionalità e passione 

La cerimonia si è svolta in aderenza alle vigenti disposizioni, in piena osservanza delle misure di prevenzione anti Covid-19, restringendo il personale presente ad una piccola rappresentanza dei Reparti dipendenti. “Un piccolo sacrificio incomparabile rispetto a quello che tutti gli italiani sono in questo momento chiamati a sostenere”, queste le parole del Comandante cedente durante i saluti finali.
La cerimonia è stata preceduta dalla deposizione della Corona al monumento dedicato ai Caduti e dalla messa presso la Chiesa all’interno della caserma.

La Brigata “Granatieri di Sardegna” che si compone di un reggimento granatieri, un reggimento di Cavalleria (Lancieri di Montebello), un reparto Comando e di un battaglione di Granatieri di stanza a Spoleto, è rientrata recentemente dal teatro operativo libanese ed è attualmente in procinto di approntarsi per essere impiegata sul territorio nazionale nell’operazione “Strade Sicure”.

Curriculum del generale di brigata Liberato Amodio

Il generale Liberato Amadio è nato a Padova il 4 Agosto 1969.  Ha frequentato nel biennio 1989 – 1991 l’Accademia Militare di Modena (171° corso “Fede”) e nel Settembre del 1991 è stato nominato Sottotenente di fanteria.

E’ stato assegnato, con il grado di Tenente, al 1° reggimento “Granatieri di Sardegna” in Roma dove ha svolto, dal 1994 a 2001, i periodi di comando di plotone fucilieri, di Vice Comandante di Compagnia e di Comandante di Compagnia fucilieri e Spt. L., ricoprendo negli ultimi due anni di permanenza l’incarico di Capo Ufficio O.A.I.. Nell’ambito del 1° rgt. Granatieri, è stato impegnato nelle missioni fuori area in Bosnia (1997) e in Albania (2001).

Ha frequentato, negli anni 2002-2003, il 128° Corso di Stato Maggiore e il successivo 4° Corso Pluritematico, al termine dei quali ha conseguito il Master in “Scienze Strategiche”.

Nel 2007-2008 ha frequentato l’Istituto Superiore di Stato Maggiore presso la “Escuela de las Fuerzas Armadas” delle Forze Armate spagnole, conseguendo il titolo di “Diplomado de Estato Major”. L’ufficiale ha inoltre frequentato il Corso di Fotointerprete Militare presso la Scuola di Aerocooperazione di Guidonia (1999).

Quale Ufficiale Addetto presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, ha prestato servizio presso l’Ufficio Impiego Ufficiali del Dipartimento Impiego del Personale (dal 2003 al 2007) e presso l’Ufficio Pianificazione del Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria (dal 2008 al 2011). Nel 2010 ha operato, nell’ambito dell’Operazione ISAF (Afghanistan), presso il Comando di RC-West nella Cellula J5.

Ha svolto il periodo di comando di battaglione nella sede di Spoleto presso il 2° battaglione Granatieri “Cengio” del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”, dal settembre 2011 al settembre 2012. Da ottobre 2012 a luglio 2015 ha ricoperto l’incarico di Capo Sezione “Ammodernamento dello Strumento”  presso l’Ufficio Pianificazione di SME-RPGF. Dal luglio 2015 al luglio 2016 ha comandato il Multinational CIMIC Group (MNCG) nella sede Motta di Livenza. Successivamente è stato impiegato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito dove ha diretto, per un anno, l’Ufficio Pianificazione (2016-2017) presso il III Reparto Pianificazione Generale e per 3 anni e 3 mesi (2017-2020) l’Ufficio del Sottocapo di SME.

Il generale di brigata Liberato Amadio è laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico-economico) e in Scienze Internazionali e Diplomatiche. E’ altresì insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.  

E’ sposato con la signora Raffaella ed è padre di Lorenzo (12 anni).

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