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Afghanistan: terminati i corsi a favore delle Forze di Sicurezza afghane

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Herat, 23 agosto 2019 – Conclusi due corsi nel settore “operativo” e di “staff”, a cura degli istruttori militari italiani della missione in Afghanistan a favore delle Forze di Sicurezza afghane. I corsi a favore delle Afghan National Defence e Security Forces (ANDSF) si sono conclusi in questa settimana al Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat.

Le attività di specializzazione svolte, “Photo e Video Editing” e “Mountain Warfare”, caratterizzano la capacità del TAAC-W di proporre un’ampia gamma formativa di corsi in grado di incrementare la preparazione, in molteplici settori, delle Forze di Sicurezza afghane.

Il corso di “Photo e Video Editing” è stato rivolto agli addetti alla pubblica informazione (P.I.) e comunicazione operativa del 207° corpo d’armata dell’Afghan National Army (A.N.A.) e dell’Afghan National Police (A.N.P.) di Herat. Organizzato e condotto dalla Cellula P.I. del TAAC-W, è stato aperto anche ad alcune giornaliste locali per incentivare i progetti mirati all’integrazione delle donne afghane nelle Istituzioni e nella società, e per agevolare e consolidare il network fra addetti al settore della comunicazione.

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Il “Mountain Warfare Course”, alla sua seconda edizione annuale, entra a pieno titolo fra i corsi di eccellenza che il contingente italiano sviluppa a favore del personale militare afghano. Si tratta di un corso intensivo di quattro settimane, tenuto da istruttori dell’Esercito Italiano provenienti dal Centro Addestramento Alpino e dalle Brigate alpine “Julia” e “Taurinense”. Lo scopo è quello di specializzare i militari afghani nel muoversi, sopravvivere e combattere in ambiente montano. Tale capacità è fondamentale per chi opera in Afghanistan, area geografica caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso con vette che, nella parte orientale, sfiorano i 5000 metri e altopiani, come quello di Herat, a circa 1000 metri di altitudine.

Il Contingente italiano a guida Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” – ha creato un sistema addestrativo molto apprezzato, ottimizzando capacità, tempo e spazi a disposizione, attraverso la riqualifica e l’impiego di strutture già esistenti e svolgendo attività di altissima valenza operativa.

La missione in Afghanistan Resolute Support, è composta da militari di 41 nazioni, con lo scopo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e soprattutto, Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate. Questo percorso sta portando le Forze di Sicurezza afghane ad assumere il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri connazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: Ferragosto di lavoro per oltre ventimila soldati impegnati in Italia e all’estero, gli auguri del capo di SME

Esercizio di controllo della folla a favore della polizia Kosovara

Roma, 15 agosto 2019 – L’Esercito, con circa 20.000 soldati, è impegnato a Ferragosto in numerose attività operative, in Italia e all’estero.

Quasi 3.300 soldati sono impegnati all’estero, in 16 Paesi, in missioni sotto egida ONU, UE e NATO, in attività di assistenza alle Forze Armate e di sicurezza locali volte alla stabilizzazione di aree di crisi internazionali e che contribuiscono in modo sostanziale alla difesa collettiva e alla sicurezza della Patria.

Circa 7.000 militari presidiano il territorio in 53 province distribuite su tutto il territorio nazionale, in concorso alle Forze dell’Ordine, nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, contribuendo direttamente alla sicurezza della popolazione.

Ad oggi, il costante impegno dei soldati dell’Esercito ha consentito

  • l’arresto di oltre 16.000 persone di cui 260 dall’inizio dell’anno;
  • il controllo e l’identificazione di quasi 3.500.000, (120.000 solo quest’anno);
  • il sequestro quasi 2,4 tonnellate di sostanze stupefacenti.

Già dallo scorso anno, è stata riconfigurata la modalità di svolgimento dei servizi di vigilanza da statici a maggiormente dinamici, valorizzando le peculiarità del personale e assicurando risultati ancor più evidenti nella deterrenza, prevenzione e controllo delle città.

Agli oltre 10.000 soldati impegnati nelle operazioni in corso, si aggiungono altri 10.000 che si trovano in stato di prontezza per esigenze nazionali e di coalizioni internazionali, per un totale di circa 20.000 militari.

Tra questi, particolarmente attivi nel periodo estivo sono gli assetti dell’Aviazione dell’Esercito che, in concorso alla Protezione Civile, sono impegnati nella campagna antincendio boschiva e gli assetti Counter-UAV per la difesa anti-drone durante grandi eventi, già impiegati in varie occasioni come ad esempio la visita del Santo Padre a Camerino, quella del Presidente della Federazione Russa a Roma o la cerimonia di chiusura delle Universiadi a Napoli.

Il livello addestrativo del personale delle unità in prontezza operativa e dei reparti ad alta connotazione specialistica è costantemente sollecitato e migliorato con numerose esercitazioni nazionali e internazionali con i Paesi alleati e amici in scenari sempre più realistici, e in taluni casi implementato grazie all’impiego di sistemi di simulazione a vantaggio dell’addestramento nonché della tutela dell’ambiente e della sicurezza del personale.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, nel rivolgersi ai soldati, alle loro famiglie e in particolare ai colleghi in servizio “a quanti tra voi trascorreranno questi giorni fuori dai confini, sulle nostre strade, nelle nostre caserme, lontano dagli affetti familiari, giunga, mio tramite, la riconoscenza dell’intera Forza Armata. Noi, l’Esercito, c’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre, ancor di più, per la gente e tra la gente, insieme alle altre Istituzioni per la difesa, la sicurezza, il bene e il progresso dell’Italia”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Le Forze Armate italiane impegnate a spegnere gli incendi in Calabria e Sicilia

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Palermo, 6 agosto 2019 – Numerosi gli interventi delle Forze Armate per spegnere gli incendi boschivi in Calabria e Sicilia durante lo scorso fine settimana.

  • Calabria in località Caulonia (RC) e S. Elia – Monte San Biagio (RC) – Il  2 e 3 agosto un elicottero AB412 appartenente al 2° reggimento “SIRIO”  dell’Esercito Italiano è stato impegnato nelle attività di spegnimento durata oltre 4  ore di volo con 25 sganci  rilasciando circa 25 tonnellate di acqua. 

In Sicilia gli elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri sono intervenuti in diverse zone dell’isola colpiti da vasti incendi.

  • Centuripe (EN) – Domenica 3 agosto, nel pomeriggio  un elicottero AB 212 della Marina Militare, appartenente alla Stazione Elicotteri di Catania Maristaeli Catania, è intervenuto con due diverse sortite per un totale di circa 2 ore di volo  effettuando  complessivamente 10 lanci a mezzo “Bambi Bucket”, un’apparecchiatura in dotazione per il trasporto e il rilascio di acqua nelle zone colpite da incendi.
  • Borghetto e Giardinello (PA), Termini Imerese (PA) – L’Aeronautica Militare è intervenuta nella giornata del 3 agosto con l’impiego di un elicottero HH-139A, appartenente all’82° centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi. L’intervento è durato circa 4 ore di volo durante i quali sono stati effettuati 19 sganci per un totale di 13.5 tonnellate di acqua.
  • Altofunte e Baia Chiaranda (PA) – Un elicottero NH500 del raggruppamento mobile dell’Arma dei Carabinieri è intervenuto il 01 e 02 agosto effettuando 6 ore di volo e 68 sganci per un totale di 34 tonnellate di acqua.

9da660ad-972f-4272-aa62-80e851a75b77img_20190805_173016MediumGli elicotteri intervenuti fanno parte degli assetti delle Forze Armate che il Ministero della Difesa ha messo a disposizione per la campagna Antincendi Boschivi (AIB) di quest’anno, iniziata lo scorso 15 giugno, che consolida la collaborazione, in atto già da diversi anni, tra Forze Armate, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco  e Protezione Civile  (PROCIV) per rendere più efficace ed incisiva la lotta agli incendi boschivi.

Per la stagione estiva 2019, la flotta nazionale nel periodo di massimo impegno potrà contare su 31 mezzi aerei, di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e 9 delle Forze Armate.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

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Calabria e Sicilia, incendi boschivi sotto controllo grazie all’intervento immediato delle Forze Armate

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Roma, 13 luglio 2019 – Attività senza sosta per i militari dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri, dell’Esercito e della Marina Militare impegnati in questi giorni a spegnere incendi boschivi tra la Calabria e la Sicilia. Le attività di spegnimento nella località di Torano Castello (CS) hanno visto un elicottero AB412 appartenente al  2° Reggimento “SIRIO” dell’Esercito Italiano effettuare in oltre due ore di volo 22 sganci e rilasciando  circa 14 tonnellate di acqua.

In Sicilia sono intervenuti elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri in oltre 5 zone dell’isola colpiti da incendi di vaste dimensioni.

Nel pomeriggio di ieri  un elicottero AB 212 della Marina Militare, appartenente al Secondo Gruppo della Stazione Elicotteri di Catania (Maristaeli Catania), è intervenuto nella zona di Catania, per un incendio propagatosi nei lidi della Playa. L’elicottero ha effettuato due diverse sortite per un totale di circa tre ore di volo  effettuando  complessivamente 60 lanci a mezzo “Bambi Bucket”, apparecchiatura in dotazione per il trasporto e il rilascio di acqua nelle zone colpite da incendi.

Gli interventi dell’Aeronautica Militare con l’impiego di un elicottero HH-139A, appartenente all’82° Centro C.S.A.R.  (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi hanno interessato il 9 e 10 luglio quattro aree: il Parco delle Madonie (PA), la Riserva dello Zingaro (TP), Boccadifalco (PA) e la zona di Castronovo di Sicilia (PA). In oltre 12 ore di volo sono stati effettuati 65 sganci per un totale di 44 tonnellate di acqua.

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Un elicottero NH500 del raggruppamento mobile dell’Arma dei Carabinieri è intervenuto nelle zone colpite della provincia di Palermo nelle giornate del 9 e 10 luglio effettuando 3 ore di volo e 31 sganci per un totale di 15 tonnellate di acqua.

Gli elicotteri intervenuti fanno parte degli assetti delle Forze Armate che il Ministero della Difesa ha messo a disposizione per la campagna antincendi boschivi (AIB) di quest’anno, iniziata lo scorso 15 giugno, che consolida la collaborazione, in atto già da diversi anni, tra Forze Armate, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile (PROCIV) per rendere più efficace ed incisiva la lotta agli incendi boschivi.

Per la stagione estiva 2019, la flotta nazionale nel periodo di massimo impegno potrà contare su 31 mezzi aerei, di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e 9 delle Forze Armate.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Convegno Caserme Verdi: per un Esercito all’avanguardia le caserme hanno bisogno di essere ammodernate e rinnovate

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Roma, 9 luglio 2019 –  Tre sono i punti cardini per avviare i processi di ammodernamento delle strutture dell’Esercito, evidenziati dal generale di divisione Vasco Angelotti, capo dipartimento infrastrutture dello Stato Maggiore Esercito, al convegno “Caserme Verdi  per un Esercito all’avanguardia in un Paese moderno” che si è svolto nei giorni scorsi presso l’auditorium “Andreatta” del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD):

  • Arrestare lo stato di degrado incrementando le risorse per il mantenimento 
  • Ripristinare lo stato di efficienza con interventi di ammodernamento e rinnovamento
  • Realizzazione di basi militari di nuova generazione per ammodernare il parco alloggiativo.

Il convegno è stato evento tecnico-informativo promosso dallo Stato Maggiore dell’Esercito, con il sostegno del capo di Stato Maggiore della Difesa e il pieno supporto del Ministro della Difesa, per illustrare, come già esposto durante l’audizione presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato, lo studio e i progetti di realizzazione di Grandi infrastrutture moderne su tutto il territorio nazionale.

Gli interventi iniziali del Ministro della Difesa la dott.ssa Elisabetta Trenta e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, hanno anticipato le relazioni di esperti e tecnici di settore provenienti sia dal mondo accademico che dalle istituzioni tra cui il direttore della direzione dei lavori e del demanio, il generale di divisione Massimo Scala e il dott. Antonio Caponetto direttore dell’Agenzia di Coesione Territoriale, moderati dal dott. Marco Ludovico, giornalista de ”IlSole24Ore”, con la regia del generale di divisione Vasco Angelotti, capo dipartimento infrastrutture dell’Esercito e con la presenza dei sottosegretari di Stato alla Difesa.

DSC_6152_CsermeVerdiIl ministro della Difesa, dott.ssa Elisabetta Trenta ha espresso il proprio apprezzamento per un progetto che rispecchia in pieno le linee d’indirizzo dei vertici del suo dicastero: “Oggi il nostro obiettivo fondamentale è quello di dare centralità al personale della Difesa, di garantire le legittime aspettative dei nostri uomini e delle nostre donne, militari e civili, su temi che riguardano la loro vita quotidiana. E’ questo uno dei punti qualificanti del Contratto di Governo che abbiamo voluto menzionare espressamente per migliorare e rendere più efficiente il settore della Difesa”.

DSC_6138_CsermeVerdiNel proprio intervento, il generale Farina ha voluto sottolineare come la situazione del parco infrastrutturale dell’Esercito impone l’adozione di misure straordinarie nel cui ambito il progetto “Caserme Verdi” costituisce un obiettivo strategico irrinunciabile. Le caserme designate per ricevere importanti e innovativi interventi di riqualificazione sono situate in prossimità di aree addestrative tali da minimizzare di costi per l’addestramento, e garantiranno a tutto il personale della base ambienti di lavoro più sicuri; inoltre consentiranno di accelerare la razionalizzazione del parco infrastrutturale dell’Esercito, con la conseguente riduzione delle caserme attive, e di aumentare l’integrazione sociale attraverso l’apertura delle aree dedicate ad asili, impianti sportivi e spazi per il tempo libero alla popolazione civile residente nelle zone contermini.

Il capo di Stato Maggiore ha poi concluso: “questo non è un sogno, ma un’opportunità già pronta e viva che deriva dalla criticità dello stato in cui versano le infrastrutture,  purtroppo una condizione assai diffusa,  più volte richiamata anche da parte dei miei predecessori e che impatta direttamente sul benessere dei nostri uomini e donne.”

L’Esercito ha tra le priorità l’ammodernamento del proprio parco infrastrutturale attraverso la realizzazione di basi militari di nuova generazione, che risultino efficienti, funzionali, pienamente rispondenti alle normative vigenti e ispirate a nuovi standard e secondo criteri costruttivi innovativi e antisismici di modularità, rapidità costruttiva, basso impatto ambientale e ridotti costi di manutenzione. E’ un piano che ha già preso il via e avrà un respiro ventennale.

Ventisei sono le caserme finora individuate dislocate su tutto il territorio nazionale, con particolare potenziamento delle basi ubicate nel meridione del Paese, su cui replicare il progetto standardizzato di una grande infrastruttura “Caserma Verde”, che prevedrà cinque diverse aree funzionali: area comando, addestrativa, logistica, sportiva ricreativa, alloggiativa.

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Alla fine dei lavori della conferenza, tutti i relatori hanno convenuto sull’efficacia e lungimiranza di “Caserme Verdi”, sottolineando ognuno nei propri interventi come il progetto, partendo da inderogabili necessità di sicurezza e benessere del personale  – inteso sia come persona sia come soldato che rappresenta un’importante risorsa operativa da addestrare e rendere efficiente – nei luoghi di lavoro e in sinergia con le altre Istituzioni, sia stato sviluppato su direttrici quali rispetto dell’ambiente, bassi consumi energetici, e basso impatto finanziario con indiscutibili ricadute sul tessuto economico e sociale delle aree interessate prossime alle caserme.

 

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Immagini: Ph. Monica Palermo
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Col Moschin, forze speciali dell’Esercito, concorrono alla demolizione definitiva del ponte Morandi di Genova

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Genova, 28 giugno 2019 – Un team di incursori, esperti demolitori, del 9° reggimento d’assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’Esercito ha concluso con successo l’attività di concorso per la demolizione del Ponte Morandi.

Gli incursori sono stati richiesti dal commissario straordinario per l’emergenza di Genova per garantire il taglio degli stralli vincolanti il Ponte Morandi alla struttura dell’Autostrada A7, non interessata dalla demolizione, con una procedura peculiare che, nel conseguire gli effetti di taglio, ha minimizzato i danni collaterali.

Le Forze Speciali dell’Esercito hanno impiegato una tipologia di esplosivo appositamente sviluppato per il taglio di manufatti in ferro, utilizzando tecniche militari classificate. L’attività preparatoria è iniziata da febbraio con i primi incontri presso la Prefettura di Genova.

Al fine di garantire la riuscita della demolizione, sono state effettuate due giornate di prove, con diverse tecniche e tipologie di esplosivi, presso una cava nei pressi di Genova. L’intervento è stato particolarmente impegnativo in quanto gli stralli erano costituiti da diversi trefoli, ognuno inguainato, ed ogni strallo ricoperto da una spessa protezione. Per mitigare gli effetti delle onde di sovrappressione e eventuali schegge, sono state predisposte delle sacche d’acqua a copertura delle cariche, mentre l’area è stata circoscritta da un “muro” costituito da sacchetti di sabbia alto quattro metri.

download (1)Il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” è il reparto di forze speciali dell’Esercito il cui personale operativo è brevettato “Incursore” ed è abilitato al maneggio ed impiego degli esplosivi al fine di neutralizzare specifici obiettivi.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Il servizio veterinario dell’Esercito compie 158 anni

Intervento del Comandante Logistico dell'Esercito

Grosseto, 26 giugno 2019 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha presenziato oggi a Grosseto alla cerimonia di commemorazione del 158° anniversario del Servizio Veterinario dell’Esercito, costituitosi il 27 giugno 1861 quando, all’indomani dell’Unità d’Italia, vennero riuniti sotto un unico comando tutti i veterinari militari dei diversi Eserciti preunitari.

Alla cerimonia, svoltasi nella caserma “M.O.V.M. tenente Villi Pasquali”, sede del Centro Militare Veterinario, alla presenza del gonfalone della città e della provincia di Grosseto e delle autorità militari, civili e religiose cittadine, è intervenuto anche il capo reparto Veterinaria del Comando Logistico dell’Esercito, colonnello Giovanni Rucco.

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Nel corso dell’evento, che ha avuto inizio con la deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti, il comandante logistico dell’Esercito ha evidenziato quanto l’operato degli appartenenti al Servizio Veterinario sia fondamentale, sotto il profilo igienico sanitario, per la logistica della Forza Armata, in patria e all’estero. La passione, l’amore nelle pratiche mediche per la cura e l’addestramento degli animali e le grandi conoscenze professionali costituiscono sicuramente un bagaglio che porterà il servizio a traguardi sempre più importanti per il raggiungimento degli obiettivi della sanità militare, della logistica e della Forza Armata.

All’evento erano presenti circa 20 studenti frequentatori del 37° Campus militare di studi veterinari provenienti da tutti i Dipartimenti di Medicina Veterinaria d’Italia.

La cerimonia di oggi ha segnato il termine di due intense settimane trascorse dagli studenti presso il Centro Militare Veterinario, caratterizzate da eventi formativi che hanno arricchito il loro bagaglio culturale e di esperienze in un contesto militare. La formula didattica utilizzata prevedeva l’alternanza di attività teorico – pratiche, a cura di professori universitari e ufficiali veterinari operanti in settori d’eccellenza, quali la clinica, la chirurgia, la ginecologia e l’alimentazione dei cani e dei cavalli, a testimoniare le sinergie esistenti tra la Veterinaria Militare e la Veterinaria Accademica.

foto di gruppo

Il Centro Militare Veterinario è una realtà articolata che unisce componenti specialistiche come il gruppo cinofilo, che forma i binomi “cane – conduttori” impiegati in contesti operativi sul territorio nazionale e all’estero, le componenti allevatoriali e addestrative del cavallo e l’Infermeria veterinaria, a supporto di attività cliniche, diagnostiche e chirurgiche del  cane e del cavallo.

Il Servizio veterinario della Forza Armata, tra l’altro, è responsabile della definizione, del coordinamento e del controllo delle misure volte a garantire la tutela della salute degli animali in tutti  i contesti di impiego.

In questo quadro, si inseriscono anche le attività di studio e ricerca di metodologie, materiali e attrezzature che possono migliorare l’igiene e il benessere dei quadrupedi, nonché le tecniche di allevamento e di governo quotidiano.

Il progetto di collaborazione con ECOPNEUS è espressione di un’importante sinergia stabilita dal CEMIVET con il mondo della ricerca che ha consentito di disporre di locali nei quali potrà essere meglio valutato l’impatto sulla salute e benessere animale in relazione all’utilizzo di gomma riciclata da pneumatici fuori uso (PFU), anche attraverso valutazioni scientifiche effettuate in cooperazione con il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Perugia.

Le superfici in gomma a Grosseto coprono sette box per i cavalli, il locale di visita ostetrico-ginecologica del Centro, l’area per la riproduzione dei cani.

Nelle scuderie e nei maneggi per cavalli la tipologia di pavimentazione rappresenta un fattore cruciale per la salute, il comfort e il benessere complessivo dell’animale. Da essa dipendono, infatti, il possibile insorgere di gran parte dei problemi alle articolazioni e ai legamenti, di patologie respiratorie, ma anche le generali condizioni igienico sanitarie della scuderia.

Tali superfici garantiscono, inoltre, durata, resistenza all’usura e alle intemperie, isolamento acustico con attenuamento del rumore da calpestio in scuderia.

seminario organizzato da ECOPNEUS

Giovanni Corbetta, direttore generale del consorzio ECOPNEUS, ha tracciato un bilancio delle cose fatte ed esprime un auspicio per il futuro: “Stiamo utilizzando ormai da qualche anno i pavimenti antiscivolo e altri manufatti in gomma riciclata in tutte le situazioni dov’è necessario proteggere gli animali da rischi di scivolamento. Siamo orgogliosi che anche un centro altamente specializzato e prestigioso come il CEMIVET abbia adottato questa tecnologia e ci auguriamo che in futuro molte altre realtà possano seguire questo esempio”

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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