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Centro simulazione e validazione dell’Esercito e l’università di Perugia insieme per la formazione degli studenti

Briefing Col. Alfieri

Perugia, 16 aprile 2019 – Ancora un incontro tra i vertici del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito e docenti dell’università di Perugia per creare sinergie nel campo della formazione degli studenti del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali

Nel quadro delle azioni dirette a finalizzare possibili future collaborazioni con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, nei giorni scorsi il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito ha ospitato una folta rappresentanza di docenti e studenti del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali.

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La delegazione, accompagnata dal prof. Alessandro Campi, coordinatore del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, e dalla dottoressa Barbara Faccenda, docente e consulente di politica internazionale e terrorismo internazionale, è stata accolta dal vice comandante del Ce.Si.Va., il generale di brigata Manlio Scopigno, il quale, dopo aver fatto una panoramica sulla mission, i compiti e le prospettive future del Centro, ha portato all’attenzione degli ospiti come il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito praticamente opera nel campo della simulazione addestrativa e del “virtual training”. 

Per conoscere meglio le modalità di validazione dei posti comando delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale, al termine del briefing docenti e studenti hanno potuto assistere ad alcune fasi dell’esercitazione “ORIONE 2019/1”, attività alla quale è interessata il 24° reggimento di artiglieria “Peloritani”, reparto della Forza Armata di prossimo impiego in Kosovo, nel contesto della forza internazionale di peacekeeping KFOR della NATO.

Al termine del tour ai locali che ospitano il reggimento in addestramento, la delegazione dell’università di Perugia si è intrattenuta nelle infrastrutture destinate all’Integration Test Bed (ITB), per assistere ad una dimostrazione del Sistema Automatizzato di Comando Controllo di Forza Armata (SIACCON), nonchè all’illustrazione delle funzionalità dell’ambiente sintetico di base (ASB), lo scenario virtuale che permette, alle unità addestrate, di vivere un coinvolgimento fisico e psicologico molto simile a quello reale.

Ultima tappa della visita è stata la biblioteca del Centro, sito di immenso valore storico-culturale all’interno del quale sono custoditi oltre 100.000 volumi tra cui 8 Incunaboli del 1400, 53 volumi del 1500 e 271 del 1600, 48 manoscritti e circa 7000 settecentini.

Briefing Gen. b. Manlio Scopigno

La giornata trascorsa insieme alla delegazione universitaria perugina, oltre a porre le basi per costruire future sinergie nel campo della formazione degli studenti iscritti al corso di laurea magistrale in relazioni internazionali, ha messo in evidenza il ruolo fondamentale che il Ce.Si.Va. ricopre nell’ambito dell’Esercito Italiano, un ruolo che lo porta ad essere il principale riferimento, sia nell’applicazione della simulazione addestrativa, che nelle attività di sviluppo e sperimentazione connessa con il programma di simulazione denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability).

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Fonte e immagini: Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito
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La battaglia di Ortona e tecniche di combattimento urbano attuali alla conferenza di oggi dell’ANUTEI

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Roma, 12 aprile 2019 – Conferenza su La Battaglia di Ortona si terrà oggi pomeriggio alle 17.00 alla Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales 5, Roma. L’evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell’Esercito Italiano (ANUTEI) in collaborazione con Zetema. Ingresso libero.

Attraverso il racconto dei testimoni si ricostruiranno le fasi dei combattimenti e delle distruzioni e si esamineranno le tecniche di combattimento urbano attuali, come abbiamo purtroppo recentemente visto ad Aleppo e a Mosul in Siria.

Interverranno il generale Antonio Gucciardino (presidente nazionale dell’ANUTEI), il dottor Francesco di Cintio, l’avvocato Andrea Di Marco, il  tenente colonnello Livio Cavallaro e il signor Tommaso Cespa, testimone degli avvenimenti, il professor Giovanni Cespa e altri relatori.image

Ortona, nel dicembre del 1943, fu teatro di sanguinosi scontri in ambiente urbano da essere completamente distrutta, tanto da essere soprannominata “la Stalingrado d’Italia”.

Questa cittadina che dista pochi chilometri da Pescara, 75 anni fa rappresentava il fulcro della Linea Gustav sull’Adriatico, omologo di Cassino per il fronte del Tirreno. Il maresciallo Montgomery, comandante delle truppe alleate, vedeva nella sua conquista la possibilità di arrivare in tempi brevi a Roma percorrendo la via Tiburtina, creando così un’alternativa al fronte di Cassino.

A Ortona si svolsero aspri combattimenti fra i paracadutisti tedeschi della 1ª divisione “Fallschirmjager”, insieme alla 90ª divisione Panzergrenadier, e gli alleati in prevalenza canadesi e indiani dell’8ª armata.  Nel corso degli scontri furono coinvolti una parte degli abitanti, non tutti evacuati, al punto che oltre mille di essi persero la vita, oltre a quanti, circa cinquecento, che rimasero vittime dello scoppio di residuati bellici per diverso tempo a guerra conclusa.

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Fonte: ANUTEI
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I Granatieri di Sardegna si addestrano in montagna

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San Candido (BZ), 9 aprile 2019 – Il 1° reggimento Granatieri di Sardegna ha condotto una serie di attività addestrative per conseguire piene e complete capacità di combattimento tali da poter condurre tutte le operazioni dello spettro dei conflitti, dalle attività militari in tempo di pace fino al warfighting.

I militari dell’Esercito a San Candido sono stati ospiti del battaglione alpini “Bassano”, sotto la guida degli istruttori del 6° reggimento alpini e si sono addestrati alle procedure tecnico – tattiche tipiche dell’ambiente montano, guida fuori strada road su terreno misto ed in presenza di neve e ghiaccio, capacità di muovere ed operare nei boschi ed in aree urbanizzate e marcia di reparto in quota con dislivelli e carichi progressivi.

Queste alcune della attività che hanno rappresentato il quotidiano impegno delle compagnie che si sono alternate in Val Pusteria nell’ambito di un intenso e impegnativo ciclo addestrativo.

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Il 1° reggimento Granatieri di Sardegna è un reggimento di fanteria leggera, impiegato sia nei vari teatri d’operazione, Kosovo, Afghanistan e Libano sia in operazioni di homeland security. Alla veste operativa abbina quella cerimoniale assicurando lo svolgimento di servizi di alta  rappresentanza tra i quali i picchetti in onore dei Capi di Stato e di governo in visita agli organi costituzionali italiani, cerimonie di commemorazione, deposizione di corone, la guardia d’onore al Palazzo del Quirinale, al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati e al Sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

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Inoltre, importante è stato il contributo fornito dai granatieri sin dalle prime ore nelle zone del centro Italia colpite dal sisma del 2016, nelle attività di primo soccorso in supporto della popolazione locale.

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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Nuove frontiere dell’esercito digitalizzato, i simulatori per il soldato del futuro

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Civitavecchia, 4 aprile 2019 – Simulatori addestrativi e sviluppo della digitalizzazione sono stati presentati alla stampa con il media day “I simulatori per il soldato del futuro” è il titolo del media day che si è svolto ieri ieri presso il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia (Ce.Si.Va.) 

Obiettivo dell’incontro con la stampa specializzata nel settore del virtual training, è stato quello di far conoscere la realtà addestrativa del Ce.Si.Va., presentare le innovazioni legate allo sviluppo e alla sperimentazione dei sistemi di comando e controllo e focalizzare l’attenzione sulla progressiva digitalizzazione dell’Esercito nel contesto del programma della Difesa, denominato Forza NEC (Network Enabled Capability), un progetto in grado di velocizzare lo scambio di dati e informazioni provenienti dalla zona di operazioni, e fornire al comandante di un’unità la possibilità di decidere più velocemente. 

Il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito, costituisce il principale riferimento per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale, focalizza le proprie attività sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative “fondamentali” per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo.

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Ma al Ce.Si.Va. è stata anche assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione del campo di battaglia nel contesto del più ampio programma della Difesa denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability). 

I lavori del “Media day” si sono aperti con il saluto di benvenuto da parte del comandante del centro, il generale di divisione Roberto D’Alessandro, a cui ha fatto seguito l’intervento del generale di brigata Manlio Scopigno finalizzato ad evidenziare mission, compiti e prospettive future del Ce.Si.Va..

L’incontro con la stampa è quindi proseguito con le presentazioni del Capo Ufficio Sperimentazione, colonnello Raffaele Schena e del Capo Sezione Sperimentazione, il tenente colonnello Roberto Mozzicato. Il col. Schena, per linee generali, ha illustrato il programma Forza NEC, mentre il ten. col. Mozzicato si è soffermato sull’ITB di Forza Armata e sullo sviluppo della 1^ Sessione d’Integrazione Operativa (S.I.O.) del 2019 in corso di svolgimento al Ce.Si.Va..

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La giornata si è infine conclusa con la visita ai locali dell’Integration Test Bed (I.T.B.), dove vengono studiati e testati i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo.

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Fonte e immagini: Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito
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Esercito: gridano “lo giuro” gli allievi della scuola militare Teuliè

schieramento reggimento allievi

Milano, 23 marzo 2019 – Si è svolta ieri mattina, in piazza Duomo, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli 86 allievi del 1° anno della Scuola Militare “Teuliè”.

L’atto solenne, suggellato con la tradizionale formula del “Lo giuro”, è stato rimarcato dalla  presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, del comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito generale di corpo d’armata Giovanni Fungo e del comandante di NRDC-IT generale di corpo d’armata Roberto Perretti, ma soprattutto dai tanti familiari e amici dei giovani cadetti accorsi per questo significativo evento.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose nonché i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i gonfaloni della città metropolitana di Milano e della regione Lombardia. Presente anche il sergente Andrea Adorno, decorato di medaglia d’oro al valore militare ed esempio prezioso di elevate virtù militari e umane che ha formulato un indirizzo di saluto agli allievi.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Farina, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi del corso MUSSO III ha sottolineato “è stata grande l’emozione che ho provato al vostro grido con cui avete appena prestato il giuramento al cospetto del tricolore, il vessillo che racchiude tutti i valori fondanti della nostra identità. Con questo gesto avete suggellato la vostra fedeltà alla Patria, divenendo servitori dello Stato, delle sue Istituzioni e del Popolo Italiano. Nel rivolgersi ai genitori ha poi aggiunto “la strada intrapresa dai vostri figli è sicuramente non comune e comporta il sacrificio della vicinanza fisica, a volte dell’apprensione, che da genitore ben conosco, e che si concretizza nell’impossibilità di condividere la quotidianità cui eravamo abituati fino a ieri”.

Gli allievi del 1 anno mentre pronunciano la formula del giuramento

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento bersaglieri,  il comandante della Scuola Militare Teulié, colonnello Daniele Pepe ha riconsegnato al sindaco del comune di Milano, dottor Sala, il primo tricolore simbolo delle “Cinque Giornate” di Milano che quest’anno celebra il 171° anniversario.

La scuola militare “Teuliè”, liceo d’elite dell’Esercito, offre mediante un concorso pubblico la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. Peraltro, è di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all’anno scolastico 2019 – 2020.

L’istituto garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisica degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari. La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto. Negli oltre 200 anni di vita si è confermata un’indiscussa eccellenza che ha formato e continua a formare centinaia di giovani sia nell’ambito militare sia nel mondo civile quali politici, uomini di cultura, industriali, diplomatici, ma, sempre e comunque, cittadini esemplari.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Il comandante logistico dell’Esercito in visita in Lombardia

Il Comandante Logistico con il Direttore del 3° CERIMANT

Roma, 20 marzo 2019 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha concluso nei giorni scorsi due giornate di visita in Lombardia recandosi presso il 3° Centro Rifornimenti e Mantenimento (CERIMANT) e il Centro Ospedaliero Militare a Milano e presso il deposito munizioni ed esplosivi di Remondò (PV).

Il generale il primo giorno è stato ricevuto presso la caserma “Arturo Mercanti”, sede del 3° CERIMANT di Milano, dal direttore del centro, colonnello Roberto Cernuzzi che, dopo la resa degli onori, ha illustrato con un briefing i variegati compiti istituzionali dell’ente.

Il comandante logistico ha poi visitato l’infrastruttura soffermandosi in particolar modo sulle attività relative all’immagazzinamento del materiale d’armamento leggero di nuova introduzione in Forza Armata  e alla ricezione delle armi e materiali costituenti ex corpo di reato che i vari organi di polizia consegnano al 3°CERIMANT per la successiva distruzione o custodia giudiziaria.

3° CERIMANT

La visita del generale è poi proseguita presso il dipendente deposito munizioni ed esplosivi di Remondò di Mortara (PV), dove è stato ricevuto dal comandante dell’Ente, tenente colonnello Paolo Monti.

Il secondo giorno il comandante logistico si è recato in visita presso il Centro Ospedaliero Militare di Milano  dove è stato ricevuto dal direttore, brigadier generale Corrado Maria Durante, che, dopo la resa degli onori,  ha illustrato le attività e l’organizzazione dell’Ente nel corso di un briefing a cui hanno partecipato i responsabili delle aree sanitaria, amministrativa e logistica-infrastrutturale sia del Comando Logistico sia dell’Ente.

Centro Ospedaliero Militare di Milano

In tutte le visite il comandante logistico ha incontrato il personale militare e civile, rivolgendo parole di ringraziamento e plauso per l’impegno e la dedizione professionale finora mostrati e d’incitamento affinché tutti continuino a operare con determinazione ed energia per l’ottimale assolvimento dei compiti istituzionali.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Convegno sulla Difesa collettiva: l’Esercito Italiano

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Roma, 16 marzo 2019 – Difesa Collettiva: l’Esercito Italiano, il secondo di una serie di eventi divulgativi, tesi a spiegare fino in fondo i ruoli e le funzioni di tutte le personalità che compongono il comparto Difesa in Italia, si è tenuto ieri presso la Biblioteca Nazionale centrale di Roma.

Quali sono i compiti dell’Esercito Italiano? Come è cambiato l’approccio tecnologico in relazione alla sostanziale mutazione delle principali minacce? Che poteri ha il capo di Stato Maggiore e quali sono le nuove sfide dell’Esercito Italiano?

A queste e a tante altre domande ha risposto chi ogni giorno lavora per raggiungere un obiettivo ormai considerato indispensabile: far aderire maggiormente i compiti delle nostre Forze Armate alle esigenze dei cittadini italiani.

Relatori dell’incontro sono stati:

  • Dott.sa Elisabetta Trenta 
    Ministro della Difesa
  • Generale Enzo Vecciarelli
    Capo di Stato Maggiore della Difesa
  • Generale Salvatore Farina 
    Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano
  • Generale di brigata Fulvio Poli 
    Vice Capo V Reparto SME
  • On. Raffaele Volpi 
    Sottosegretario di Stato alla Difesa 
  • Dott.sa Barbara Schiavulli 
    Giornalista e corrispondente di guerra

Ha moderato l’on. Angelo Tofalo, sottosegretario di Stato alla Difesa.

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Durante il suo intervento il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha sottolineato che “Non si può fare a meno della professionalità e della forza del nostro Esercito, che ha dimostrato innumerevoli volte le migliori qualità dei militari italiani”, aggiungendo che che “ad oggi vi è una consapevolezza diffusa di quanto l’Esercito sia necessario per garantire la nostra difesa e la sicurezza internazionale. Questo grazie alla capacità di rinnovamento che le Forze Armate, in continua trasformazione e proiettate verso il futuro, hanno dimostrato nel corso degli anni”. Il ministro ha poi evidenziato che la formazione degli ufficiali e dei soldati è costantemente adeguata ai tempi, alle nuove tecnologie, con un addestramento sempre più aderente agli scenari emergenti che fornisce un contributo enorme al rafforzamento delle capacità e delle competenze che vengono sempre poi riversate sul personale più giovane.

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Il capo di SMD, generale Enzo Vecciarelli ha evidenziato l’importanza dell’elemento umano, evidenziando come “i nostri soldati rappresentano il sistema d’arma fondamentale – il fulcro, il cuore e l’anima dell’organizzazione” e pertanto “deve essere sempre valorizzato, sostenuto e continuamente preparato per essere pronto ad assolvere i compiti presenti e futuri”.

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L’on. Angelo Tofalo, promotore del seminario ha voluto enfatizzare come “Difesa Collettiva è un percorso condiviso con i cittadini per spiegare a ogni livello quali sono i principali compiti delle Forze Armate in relazione alle attuali esigenze e agli scenari globali in continua evoluzione. Il convegno di oggi è stato dedicato all’Esercito, uno dei pilastri essenziali su cui regge il Sistema Paese. Le nostre donne e uomini con le stellette che hanno giurato di difendere le Istituzioni anche al costo della propria vita, sono la risorsa più preziosa e specializzata, sempre presenti in Italia e all’estero vicina ai cittadini”.

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Il sottosegretario Raffaele Volpi ha rimarcato la necessità di “capire il nostro ruolo e il nostro spazio come Paese all’interno delle organizzazioni internazionali, sapendo due cose: che noi abbiamo una grande storia, che rappresenta all’interno della comunità internazionale, un esempio di come si opera, non solo dal punto di vista militare e della qualità dell’intervento che noi svolgiamo, ma anche della qualità umana delle nostre Forze Armate; e di individuare una forma di condivisione che rappresenti la nostra di essere nelle organizzazioni internazionali non unicamente legati ad un fatto finanziario. Penso che la strategicità dell’Italia, anche come posizione geografica, non possa essere derubricata in una posizione di secondo piano in quanto noi continuiamo ad essere strategici a livello geografico. Le grandi politiche si fanno con la capacità degli uomini e delle donne e si fanno anche con la capacità di essere presenti geograficamente e geo-politicamente all’interno di un contesto”.

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La dott.ssa Schiavulli, forte della esperienza maturata nelle aree di crisi come inviata di guerra, ha evidenziato lo sviluppo tecnologico osservato nei venti anni a seguito dell’Esercito nelle missioni internazionali, che costituisce sicurezza e garanzia per il personale impegnato nei vari teatri, e la necessità di continuare a incrementare capacità e sistemi all’avanguardia.

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Il capo di SME, generale Salvatore Farina, nel suo intervento ha posto in evidenza come il contributo italiano alla pace, alla sicurezza e alla stabilità internazionale è notevolissimo. I soldati italiani hanno sempre mostrato vicinanza e comprensione nei confronti della popolazione, andando oltre quelli che sono gli obiettivi primari della loro missione e dimostrando nelle operazioni in cui sono impegnati quali Libano, Kosovo, Somalia e Afghanistan, il coraggio, l’umanità e l’altruismo delle nostre Forze Armate. Successivamente ha aggiunto: “Per continuare ad essere rilevanti, abbiamo bisogno di uno strumento militare che sia flessibile e dinamico, in grado di condurre operazioni ad alta intensità. Vogliamo investire sempre di più sul nostro personale, in modo da arrivare ad essere più preparati per assolvere quei compiti di difesa collettiva che sono tanto importanti a livello internazionale”. 

Concludendo, nell’evidenziare il contributo dell’Esercito negli interventi a favore della popolazione a seguito di eventi calamitosi il capo di SME ha voluto salutare i sindaci, o i loro delegati, delle diverse municipalità colpite negli ultimi anni da vari eventi tra cui, il consigliere regionale Pirozzi, ex sindaco di Amatrice, il dott. Terrani, delegato del comune di Palermo, avv. De Antoniis, sindaco di Castel Castagna, dott. Petraccia, sindaco di Pietra Camela, dott. Marinelli delegato del comune di Castel Sant’Angelo sul Nera ed infine la dott.ssa Gatta, delegata del sindaco di Roma dove è impegnata una numerosa componente dell’operazione Strade Sicure.  

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In chiusura del suo intervento, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha delineato le nuove sfide che l’Esercito si trova ad affrontare anche in funzione della mutazione delle principali minacce. Sfide che richiedono una Forza Armata snella, flessibile e in grado di agire anche in conflitti ad alta intensità, con soldati sempre più preparati e sempre meglio equipaggiati con componenti leggere, medie, reparti carri e corazzati integrati a livello interforze e internazionale. Una Forza Armata che vede la sua istantanea ben delineata nel Rapporto Esercito 2018 di recente pubblicazione.  

Numeroso il pubblico che è venuto ad assistere al convegno: politici, parlamentari, industriali, rappresentanti della difesa, militari e due scolaresche.

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Antonella Lallo

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