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Artificieri dell’Esercito e della Marina Militare fanno brillare 9 residuati bellici

Molfetta (BA), 23 ottobre 2020 – Distrutti residuati bellici nel porto di Molfetta dagli artificieri dell’Esercito e della Marina Militare che hanno fatto brillare ben 3 bombe di aereo e 6 ordigni di piccolo calibro.

Gli artificieri dell’Esercito dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia, Unità alle dipendenze delle Brigata Pinerolo, in collaborazione con il nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto, appartenente al Raggruppamento Subacquei e Incursori Teseo Tesei della Marina Militare, hanno recuperato e fatto brillare i 9 residuati bellici:

  • 3 bombe di aereo da 30 libbre di nazionalità inglese
  • 6 ordigni di piccolo calibro a caricamento speciale.

La complessa attività, che rientra tra quelle previste nell’accordo di programma della bonifica delle aree portuali, sottoscritto tra Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, ARPA Puglia e ICRAM (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), ha visto la cooperazione tra tutte le istituzioni presenti sul territorio.

Le operazioni si sono svolte in una cornice di sicurezza e si sono concluse con successo senza arrecare disagi alla popolazione.

Queste attività a supporto della popolazione rientrano tra le competenze istituzionali dell’Esercito e della Marina Militare che, per la bonifica del territorio da residuati bellici, cooperano con le autorità civili locali.

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Esercito, cinque positivi al Covid al corso di Stato Maggiore a Torino, situazione sotto controllo e monitorata

Torino, 22 ottobre 2020 – In aderenza a tutte le disposizioni e protocolli per il contrasto alla diffusione del virus SARS-CoV-2, l’Esercito ha sottoposto tutti i frequentatori di corso, presso il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione di Torino, ai test di controllo all’avvio dell’attività formativa.

A seguito di periodiche verifiche, cinque frequentatori sono risultati positivi.

I casi interessati, nel rispetto delle procedure dettate dal Ministero della Salute e dall’Ispettorato Generale della Sanità Militare, sono monitorati e assistiti da personale sanitario dell’Esercito.

Tutti i corsisti sono stati posti in precauzionale autoisolamento nei propri alloggiamenti, all’interno della Scuola di Applicazione, da dove continuano a seguire le attività didattiche in videoconferenza e vengono sottoposti a un costante monitoraggio sanitario.

Presso gli istituti di studi militari sono sempre stati in atto e rispettate tutte le ultime disposizioni afferenti al distanziamento, igienizzazione e tutela del personale, previste da legge, finalizzate alla gestione e contenimento della emergenza epidemiologica da COVID-19.

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Esercito, avvicendamento al Centro Militare Veterinario, il colonnello Mario Piero Marchisio è il nuovo comandante

Roma, 9 ottobre 2020 – Con una cerimonia in pieno rispetto delle norme vigenti per il contenimento del Covid-19, si è svolto questa mattina l’avvicendamento al comando del Centro Militare Veterinario (CEMIVET) tra il colonnello Simone Siena ed il parigrado Mario Piero Marchisio, alla presenza del Capo Reparto Veterinaria del Comando Sanità e Veterinaria dell’Esercito, colonnello Giovanni Rucco, presso la Caserma “Villy Pasquali” di Grosseto.

Colonnello Mario Piero Marchisio

La cerimonia, ha visto schierato un picchetto d’onore, una rappresentanza del Gruppo Cinofilo e del Reparto Ippico oltre ad ufficiali, sottufficiali e graduati del CEMIVET. Presenti all’evento le più alte autorità civili, militari e religiose del capoluogo, a dimostrazione del forte legame tra la comunità locale e l’Esercito.

Il colonnello Simone Siena lascia la guida del Centro dopo quasi cinque anni di intense attività addestrative ed operative. Il CEMIVET sotto il suo comando ha garantito gli avvicendamenti in operazioni all’estero di Ufficiali Veterinari e di binomi cinofili, in Afghanistan, Libia, Iraq e Kosovo, oltre a fornire un prezioso concorso a numerosi Reparti della Forza Armata in attività addestrative nazionali e internazionali.

Significativi risultati sono stati raggiunti anche dal dipendente Reparto Ippico che cura il settore dell’allevamento equestre per tutta la Forza Armata. Infatti, negli ultimi tre anni l’Esercito è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo come miglior “Allevamento di cavalli di razza Sella Italiano”. Il titolo è stato conferito per gli eccellenti risultati sportivi raggiunti dai puledri nati presso l’Ente.

Non ultimo lo sviluppo della capacità cinofila per il comparto operazioni speciali dell’Esercito e il progetto in collaborazione con l’Istituto “Humanitas” per la diagnostica del tumore prostatico attraverso le urine, con l’utilizzo dei cani, che ha suscitato notevole interesse da parte della comunità scientifica mondiale portando rappresentanti del CEMIVET a presentare il progetto al Parlamento Europeo.

Il colonnello Giovanni Rucco, nel suo intervento, ha espresso il proprio compiacimento per gli eccellenti risultati raggiunti dal Centro. Il Colonnello Siena, che andrà a ricoprire l’incarico di Capo Reparto Veterinaria presso il Comando Sanità e Veterinaria dell’Esercito in Roma, ha ringraziato, nel suo discorso di commiato, gli uomini e le donne del reparto che con professionalità e passione si sono spesi nelle molteplici attività affrontate durante il suo periodo di comando.

Il Centro Militare Veterinario, ente dipendente dal Comando Logistico dell’Esercito, è responsabile della definizione, del coordinamento e del controllo delle misure volte a garantire la tutela della salute degli animali in tutti i contesti di impiego. Pertanto, è una realtà articolata che unisce componenti specialistiche come il Gruppo cinofilo, che forma i binomi “cane–conduttore” impiegati in contesti operativi sul territorio nazionale e all’estero, le componenti allevatoriali e addestrative del cavallo e l’Infermeria veterinaria, a supporto di attività cliniche, diagnostiche e chirurgiche dei suddetti animali.

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Esercito e riabilitazione equestre per recupero psicofisico dei militari che hanno subito eventi traumatici o stressogeni

Roma, 1 ottobre 2020 – Iniziata la fase pratica del progetto sperimentale per i militari dell’Esercito presso l’Ippodromo Militare del reggimento “Lancieri di Montebello” del percorso riabilitativo, basato sugli Interventi Assistiti con gli Animali (I.A.A.), indirizzato ai militari dell’Esercito per il recupero psicofisico correlato sia agli Eventi Potenzialmente Traumatici (E.P.T.) che stressogeni.

L’inizio della prima fase pratica del progetto sanitario è stato presieduto dal sottosegretario di Stato alla Difesa – dott. Giulio Calvisi, alla presenza della Medaglia d’Oro al Valor Militare – tenente colonnello Gianfranco Paglia, il sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito – generale di corpo d’armata Giovanni Fungo ed il presidente del Centro di Riabilitazione Equestre “Girolamo De Marco” – dott. Patrizio Amore.

Il sottosegretario ha voluto fortemente essere presente per l’avvio di questa nuova e importante iniziativa. Queste le sue parole: “Ringrazio il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Salvatore Farina, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Giovanni Fungo e tutto il personale militare che ha lavorato intensamente in questi mesi per dare vita a questo progetto, la cui importanza e i cui benefici sono ampiamente riconosciuti anche dalla scienza. Al fine di garantire l’opportunità di partecipazione a un più ampio numero di militari, la Difesa ha intenzione di replicare questo progetto in tutti gli altri Centri Ippici Militari dell’Esercito, attraverso protocolli d’Intesa con ulteriori associazioni di settore, a dimostrazione di quanto l’attenzione al benessere psicofisico del personale rappresenti un valore importante e centrale per la Difesa.”

Il progetto è frutto di un protocollo di intesa siglato lo scorso 16 luglio tra lo Stato Maggiore dell’Esercito e il Centro di Riabilitazione Equestre “Girolamo De Marco” (C.R.E.).

In tale contesto, è previsto un intervento di riabilitazione avanzato mediante l’utilizzo del cavallo, anch’esso militare, come ausilio terapeutico-riabilitativo, per affrontare e superare difficoltà fisiche, psichiche, relazionali e comportamentali, a similitudine di quanto già attuato da nazioni quali, Stati Uniti e Gran Bretagna, con programmi basati sulla cosiddetta Equine-Assisted Therapy (ETA), sempre in favore dei propri militari.

Il progetto sanitario prevede il coinvolgimento di militari partecipanti alle attività di terapia assistita con il cavallo e nello specifico, l’attività in maneggio avrà una durata di circa venti settimane e si svilupperà in cooperazione con la ONLUS – C.R.E. “Girolamo De Marco”, operante presso il Centro Ippico Militare dei Lancieri di Montebello da circa trent’anni, già accreditato nello specifico settore in base alle linee guida dettate dal Ministero della Salute e di comprovata esperienza e affidabilità, il quale esprime in seno alla propria organizzazione tutte le figure sanitarie e professionali. Inoltre il progetto sarà presieduto da un ufficiale del Corpo di Sanità nominato dallo Stato Maggiore dell’Esercito che ne garantirà il monitoraggio e la supervisione.

Terminata la prima fase sperimentale e valutati gli esiti in termini di efficacia, lo Stato Maggiore dell’Esercito potrà considerare la possibilità di svolgere una successiva fase, dando l’opportunità di partecipazione ad un più ampio numero di militari partecipanti, con modalità e tempi da definirsi e coinvolgendo, eventualmente gli altri Centri Ippici Militari della Forza Armata dislocati su tutto il territorio nazionale, attraverso protocolli d’intesa con ulteriori associazioni accreditate nel settore della riabilitazione equestre. Inoltre, attraverso l’analisi dei risultati del progetto verranno valutate e approfondite le singole competenze dei partecipanti per divenire una nuova opportunità di inserimento nella compagine sociale, militare, attraverso percorsi di sport e/o impiego in centri ippici.

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Esercito, rinvenuto ordigno bellico a Roma vicino Campo de’ Fiori, gli artificieri del Genio lo disinnescano

Roma, 1 ottobre 2020 – Un ordigno della prima guerra mondiale nei giorni scorsi è stato ritrovato a Roma centro, vicino campo de’ Fiori, esattamente in via dei Cappellari.
Su richiesta e coordinamento della Questura di Roma, ieri mattina, sono intervenuti gli artificieri del 6° reggimento Genio dell’Esercito italiano per disinnescarlo e mettere la zona in sicurezza.

Le operazioni di bonifica hanno comportato lo sgombero in un raggio di cento metri dal luogo del ritrovamento. Gli specialisti dell’Esercito hanno messo in sicurezza l’area e disattivato la spoletta a tempo, prima di preparare l’ordigno per il trasporto nel luogo dove verrà fatto brillare.

L’ordigno, risalente al primo conflitto mondiale, è una bomba da 81mm dal peso di 2,8 kg di fabbricazione italiana ed è stato rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione della pavimentazione al piano terra di un fabbricato.

Gli artificieri dell’Esercito sono impiegati giornalmente negli interventi di bonifica occasionale del territorio da ordigni bellici. Questa capacità esclusiva dell’Esercito Italiano è il frutto di costante ed accurato addestramento e viene messa a disposizione del Paese in sinergia con le Istituzioni competenti sul territorio.

Nel corso del 2019, sono stati effettuati 2.166 interventi per un totale di oltre 34 mila ordigni bonificati (di cui 19 bombe d’aereo di grande capacità). Tali interventi si aggiungono alle attività addestrative e alle operazioni che l’Esercito svolge sul territorio nazionale e all’estero.

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Folgore, paracadutisti 183° rgt Nembo abilitati all’uso del sistema Engagement Skill Trainer

Esercizio di tiro con beretta 92 di team

Vicenza, 24 settembre 2020 – Paracadutisti del 183° reggimento Nembo sono stati abilitati all’uso del sistema Engagement Skill Trainer (E.S.T.) dopo aver frequentato un corso a Vicenza dal 14 al 17 settembre, nella caserma Del Din in coordinamento con la 173rd  Airborne Brigade.

Nel suo impiego più semplice l’ E.S.T. appare come un simulatore di tiro computerizzato che sfrutta una tecnologia a raggi laser su bersagli visualizzati su uno schermo. In realtà  le potenzialità del sistema sono molteplici: circa dieci piazzole di tiro, diverse armi impiegabili, diverse le distanze dei bersagli.

Parte interessante è rappresentata dal meccanismo ad aria compressa che riproduce sparo e rinculo rendendo l’azione di fuoco molto realistica e vicina al 90% della sensazione di sparo reale.

La parte più complessa del sistema prevede la proiezione di scenari che immergono la squadra nei vari contesti operativi in cui i militari si sono trovati ad operare. Molteplici le situazioni in cui la squadra viene immersa dal simulatore: imboscate, pattugliamenti, check point, centri abitati.

Questa interazione con lo scenario permette di migliorare le capacità di coordinamento dell’unità e di addestrare le capacità decisionali di ogni paracadutista che si addestra a reagire alla situazione che viene proposta  in tempi rapidi e con efficacia.

Il computer registra colpi e traiettorie e al termine dell’operazione viene proiettato il replay dell’azione evidenziando con precisione le modalità con le quali il personale ha sparato. Questo permette un rapido controllo su procedure, aspetti positivi e punti da migliorare riguardo l’azione appena eseguita.

Gli istruttori del 183° Nembo hanno conseguito la certificazione che li abilita all’utilizzo di questo sistema di simulazione e che entra a far parte delle possibilità addestrative dei paracadutisti della Folgore.

Il Comando Forze Operative Nord, Alto Comando dell’Esercito che ha alle proprie dipendenze la Brigata “Folgore”, favorisce da tempo l’utilizzo di simulatori diventati sempre più importanti nella formazione, nel mantenimento e nel miglioramento delle capacità del personale. Strumenti  tecnologici come l’E.S.T. permettono di istruire velocemente il personale nei vari esercizi da svolgere, portando ad un sostanziale risparmio di risorse economiche, di tempo e salvaguardando l’ambiente.

Il simulatore, utilizzato dai militari statunitensi della 173rd  Airborne Brigade, rappresenta la volontà  da parte delle aviotruppe di eserciti diversi di  creare un legame addestrativo, oltre che operativo, all’interno della più ampia Airborne Community.

Attestato training

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Esercito, siglato nuovo accordo con Ecopneus per realizzazione opere di urbanizzazione a elevate prestazioni e ridotto impatto ambientale

Roma, 24 settembre 2020 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, e il direttore generale di Ecopneus, ingegnere Giovanni Corbetta, hanno siglato nei giorni scorsi, presso il Circolo Ufficiali “Pio IX” in Roma, un accordo quadro per la realizzazione di opere di urbanizzazione a elevate prestazioni e ridotto impatto ambientale.

Grazie alla collaborazione con Ecopneus, la società consortile senza scopo di lucro principale operatore della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia, verranno pavimentate con asfalto modificato con polverino da Pneumatici Fuori Uso-PFU alcune aree della Caserma “Annibaldi” di Milano, sede del Centro Ospedaliero Militare, dove è in costruzione un villaggio in moduli prefabbricati per il personale impegnato nell’Operazione “Strade Sicure”.

L’innovativa pavimentazione stradale, che sarà realizzata con l’aggiunta di gomma riciclata da PFU, presso il COM di Milano, consentirà una maggiore sicurezza e durata rispetto a quelle tradizionali e permetterà di ridurre il rumore generato dal passaggio dei veicoli fino a 5 db.

La realizzazione dell’innovativa pavimentazione stradale, fa seguito ad altri due importanti interventi portati a termine grazie ad Ecopneus: l’installazione di superfici in gomma riciclata per il benessere animale a Grosseto, nei box e nelle scuderie di cavalli e cani del Centro Militare Veterinario, e la realizzazione a Roma di una pavimentazione di ultima generazione in gomma riciclata per la nuova palestra del Comando Logistico dell’Esercito.

La firma di questo accordo è per Ecopneus motivo di orgoglio – ha dichiarato il direttore generale Giovanni Corbetta – Oggi prende il via un nuovo progetto nel quale mettiamo a disposizione del Comando Logistico dell’Esercito la nostra esperienza e le nostre competenze. Siamo onorati di poter collaborare con le strutture ad altissima specializzazione dell’Esercito, che conferma ancora una volta la validità di questa tecnologia innovativa e sostenibile.

Il Comandante Logistico, nel suo intervento, ha espresso grande soddisfazione per la realizzazione di queste opere, evidenziando “l’importanza della sinergia avviata con la società ECOPNEUS per la promozione della cultura del riciclo“. Il generale Figliuolo, inoltre, ha sottolineato come “questo accordo ben si inserisce nel percorso intrapreso dall’Esercito verso l’ammodernamento delle proprie infrastrutture attraverso iniziative che risultino efficienti, funzionali, pienamente rispondenti alle normative vigenti, ispirate ai criteri innovativi a basso impatto ambientale e ridotti costi di manutenzione“.

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Accademia militare di Modena, brevetto di paracadutismo per i frequentatori del 200 corso “Dovere” e del 201 corso “Esempio”

Pisa, 22 settembre 2020 – Concluso a Pisa, presso il centro addestramento di paracadutismo della brigata “Folgore”, il corso per l’abilitazione all’aviolancio con la tecnica dell’apertura automatica svolto in favore degli ufficiali del Corpo Ingegneri del 200° corso“Dovere” e degli allievi ufficiali del 201° corso “Esempio” dell’Accademia Militare di Modena.

Il corso di paracadutismo,orientato in 3 settimane di attività addestrative, prevede lezioni teorico-pratiche, mirate all’apprendimento di tutte le fasi del lancio con il paracadute a calotta semi-sferica. La preparazione, l’utilizzo dei materiali, il comportamento da tenere a bordo del velivolo,la corretta tecnica di uscita dall’aereo, la discesa a paracadute aperto e in ultimo l’atterraggio, sono fasi che permettono ad ogni paracadutista militare di raggiungere il suolo in sicurezza, pronto per compiere la propria missione.

La brigata paracadutisti “Folgore”, unità da combattimento dell’Esercito Italiano, da sempre attenta alla formazione del personale, impiega le proprie migliori risorse per fornire il massimo dell’esperienza e della competenza ai frequentatori.

L’aviolancio, inserito all’interno di un’operazione militare, è un’attività complessa in cui la cooperazione e l’interoperabilità tra diverse unità consentono di condurre l’azione secondo quanto pianificato.

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COMFOTER di Supporto, il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota cede il comando al parigrado Massimo Scala

Verona, 19 settembre 2020 – Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al vertice delle Forze Operative Terrestri di Supporto tra il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota e il parigrado Massimo Scala, nell’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia.

Il passaggio di consegne, avvenuto nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste dalle normative in vigore, è stato ufficializzato alla presenza dei comandanti posti alle dirette dipendenze del COMFOTER di Supporto.

Presenti alla cerimonia le più alte autorità civili, militari e religiose del capoluogo scaligero, tra le quali il sindaco della città, avvocato Federico Sboarina, il prefetto di Verona, dott. Donato Cafagna, il presidente della Provincia di Verona, dott. Manuel Scalzotto, il vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto, Massimo Giorgetti e i generali di corpo d’armata Roberto Perretti ed Enzo Bernardini, rispettivamente comandanti delle Forze Operative NORD dell’Esercito Italiano e del Comando Interregionale Vittorio Veneto dell’Arma dei Carabinieri, che hanno voluto rivolgere un sincero e affettuoso saluto al Generale Tota e dare il benvenuto al Generale Scala.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel corso del suo intervento, ha ringraziato il comandante uscente per la professionalità, l’alto senso del dovere, l’esempio e la motivazione con cui ha svolto l’incarico evidenziando poi come “lo spirito di coesione e di continuità, il gioco di squadra e la disciplina partecipativa abbiano consentito alle Forze Terrestri di Supporto di assolvere appieno i compiti e rispondere con professionalità e immediatezza alle emergenze. Valori che coltiviamo nell’Esercito con l’esempio, il dialogo e il continuo addestramento, nella convinzione di fare “Di più insieme” con le altre Istituzioni del nostro Paese e con tutti i concittadini”.

Il generale GiuseppenicolaTota, ha voluto improntare il suo intervento rimarcando i valori che contraddistinguono un soldato e, in particolare, un comandante, dopo aver salutato le 26 bandiere di guerra e d’istituto dei comandi dipendenti dalle Forze Operative Terrestri di Supporto le cui foto scorrevano sul maxi schermo, insieme ai comandanti delle Unità, ha sottolineato “esse rappresentano i simboli che ci riportano alla mente il sacrificio dei nostri padri e ci incitano a compiere il nostro dovere”. Infine, al collega e amico Massimo Scala ha augurato un periodo di comando pieno di soddisfazioni.

Il generale Giuseppenicola Tota, in poco più di due anni di comando, oltre ad aver instaurato un profondo e intenso legame con la città di Verona, ha coordinato i reparti del Genio impegnati nell’operazione “Sabina”, avviata in seguito al terremoto dell’agosto 2016, l’approntamento e la preparazione delle unità delle Forze Terrestri di Supporto impegnate in operazioni in Kosovo, in Libia e in Libano. Inoltre, sotto la sua guida sono state sviluppate le esercitazioni “Eagle Meteor”, “Atlante” (2018 e 2019) e “Argo 2020”, è stato organizzato il Seminario “Io sono un Soldato – Il Valore dei Valori”. Altro importante successo, la costituzione del Centro di Eccellenza Counter Mini/Micro Aeromobili a Pilotaggio Remoto presso la sede del Comando Artiglieria Controaerei in Sabaudia e del Reparto di Sicurezza Cibernetica presso la sede del Comando Trasmissioni in Roma. Per ultime, ma non per importanza, la sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa con le Regioni Campania, Veneto, Puglia e Friuli Venezia Giulia, finalizzati ad attivare percorsi di formazione professionalizzante per giovani militari da impegnare nelle azioni umanitarie sia in ambito nazionale che internazionale e la stipula di una Convenzione per favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone private della libertà personale, nonché la costituzione dell’Ambasciata dell’Impegno, promossa dal Parlamento della Legalità Internazionale.

Il sindaco di Verona ha ringraziato il generale Tota per quanto fatto in questi due anni e per il profondo e intenso legame instaurato con la città, fornendo il prezioso contributo degli uomini e delle donne dell’Esercito Italiano in ogni circostanza, quando e dove ce ne fosse bisogno e si è compiaciuto con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, sia per aver scelto un altro capacissimo Generale al comando nella città di Verona, sia per quanto l’Esercito Italiano ha fatto per l’Italia e per la città scaligera.

Il generale di corpo d’armata Massimo Scala è stato direttore generale della Direzione dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE) di Roma, un ruolo prestigioso e impegnativo, svolto in un periodo particolarmente delicato che ha richiesto un’azione attenta e lungimirante. Nel suo discorso ha enunciato le linee programmatiche che saranno perseguite durante il suo periodo di comando, improntate alla valorizzazione del personale, dell’addestramento e delle infrastrutture.

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Esercito, pattuglia del raggruppamento Campania soccorre un uomo caduto in mare

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Caserta, 06 settembre 2020 – Una pattuglia del raggruppamento “Campania”, impegnata nel servizio di vigilanza presso l’area del porto “Calata di Massa”, allertata dal personale in attesa d’imbarco, ha prestato soccorso oggi pomeriggio ad un uomo che, sporgendosi dalla banchina, è caduto in mare.

Immediatamente il capo pattuglia e il suo vice, resosi conto delle difficoltà dell’uomo nel rimanere a galla, si tuffavano in mare per trarre in salvo il malcapitato turista. La prontezza dei militari dell’Esercito rendeva possibile il salvataggio.

Tale intervento si inserisce nel più ampio contesto di concorso alle Forze dell’Ordine, che i militari impegnati nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure” assicurano quotidianamente nella provincia di Napoli e su tutto il territorio nazionale.

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