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I Granatieri marciano verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli (ripresa video dall’alto)

Roma, 17 febbraio 2018 – Una lettrice ci ha mandato questo interessante video dei Granatieri di Sardegna che marciano verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma per la santa messa annuale in suffragio del loro antico comandante e benefattore Duca di San Pietro. Commenti entusiasti di chi stava riprendendo.
Lo condividiamo con voi.

Grazie alla lettrice.

 

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Esercito: i Granatieri di Sardegna celebrano il duca di San Pietro

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Roma, 17 febbraio 2018 – I Granatieri di Sardegna, la più antica specialità dell’Esercito italiano, hanno celebrato con una messa l’anniversario della morte  di Don Alberto Genovese, loro comandante e benefattore, ieri mattina nella basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma.

I Granatieri con 359 anni di tradizioni, 157 anni di fedeltà all’Italia, continuano a rispettare l’impegno preso 242 anni fa di onorare il Duca di San Pietro.

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La messa è stata concelebrata da monsignor Angelo Frigerio, vicario generale dell’Ordinariato Militare per l’Italia, insieme ad altri preti, tra cui padre Pier Luca Bancale, cappellano della Granatieri.

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Alla cerimonia hanno preso parte autorità politiche, militari e civili, tra le quali il sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Domenico Rossi, il consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari del consiglio supremo di Difesa, generale Rolando Mosca Moschini, il presidente del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), generale di corpo d’armata Massimiliano Del Casale, il sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Mora, e i rappresentanti dei comuni di Roma e Spoleto.

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Presente il medagliere, i labari e i rappresentanti delle diverse sezioni dell’ANGS, con il presidente nazionale  dell’ANGS Giovanni Garassino.

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Significativa la presenza dei discendenti in linea diretta di Don Alberto Genovese, a dimostrazione di un attaccamento ad una tradizione ultracentenaria che li ha sempre visti partecipi e vicini ai “Giganti con gli Alamari”.

LA STORIA 

Don Bernardino Antonio Genovese, patrizio sardo, padre di Alberto, il 10 luglio 1744, costituì in Cagliari, a sue spese, il reggimento di Sardegna col fine di garantire la sicurezza dei coloni appena approdati sull’isola di San Pietro, prospicente le coste sarde. Nel 1776, suo figlio donò al Reggimento 120.000 lire vecchie di Piemonte fissando l’uso della loro rendita in apposita scritta “testamentaria” per la costituzione e la successiva manutenzione della musica reggimentale, nonché per aiutare le vedove dei soldati caduti. Dispose, altresì, che venisse celebrato: “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

La tradizione è perpetuata dai Granatieri di Sardegna discendenti in linea diretta dell’antico Reggimento di Sardegna.

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I “Granatieri”, oltre ad aver partecipato alle principali missioni internazionali in cui l’Esercito Italiano è impegnato, contribuiscono allo  sviluppo del programma SIAT (Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre), finalizzato all’evoluzione dell’addestramento dei militari in differenti contesti operativi, utilizzando un avanzato sistema di simulazione e moderne tecnologie.

Oggi, gli uomini e le donne dei “Granatieri”, sono impegnati con il comando del raggruppamento “Lazio, Umbria e Abruzzo” nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” fornendo, con il concorso di altri reparti dell’Esercito, oltre 2200 militari in supporto alle Forze dell’Ordine, assicurando quotidianamente una vigile e costante presenza sul territorio della Capitale, nel Lazio e nelle vicine regioni di Umbria e Abruzzo.

Alle molteplici attività operative/addestrative, si aggiungono i più importanti servizi presidiari della Capitale e di alta rappresentanza presso le più importanti istituzioni nazionali.

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© All rights reserved
Immagini: Ph. Monica Palermo
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I Granatieri celebrano la tradizionale messa in suffragio del Duca di San Pietro

di Ernesto Bonelli

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Roma, 18 febbraio 2017 – “Esiste una profonda bellezza nel culto delle memorie, nel culto del passato! Passato che risorge grazie alla forza delle tradizioni che rende perenne quel culto e che imprime alla vita sociale una continuità infrangibile dettando nei singoli quella norma spirituale che ispira le loro azioni, e che si presenta più viva e gagliarda là dove le tradizioni sono sintetizzate nel dovere: nelle Forze Armate” (da “Lo slancio vitale e la forza delle tradizioni”. Ernesto Bonelli).

E nel culto delle memorie e delle proprie tradizioni che ieri, 17 febbraio 2017, in Roma all’interno della Basilica Santa Maria degli Angeli, i Granatieri di Sardegna, in armi (bandiera, banda d’ordinanza e reparto in armi agli ordini del col. Stefano Chironi) ed in congedo, hanno celebrato il rito della Santa Messa in suffragio di don Alberto Genovese duca di San Pietro; tradizione che sin dal 1852 ininterrottamente, anche durante la guerra od in prigionia – come ci ricorda il Contigliozzi: “Ricordi, nei campi di concentramento nazisti, quando la morte ci sorrideva quotidianamente, come riusciste Tu (ten. Guido Cipriani) e Lino Fornale a convincere me bestemmiatore accanito per la fame e le malattie, a servire la Santa Messa in occasione del Duca di San Pietro?” – ha visto i soldati dai bianchi alamari osservare con la fedeltà che li contraddistingue.

1800022Essa nasce il 1 Agosto 1776 allorché don Alberto Genovese Duca di San Pietro e Cervellon, stipulava una convenzione con Gavino Pagliaciu Marchese della Planargia, comandante e proprietario del reggimento di Sardegna – poi Cacciatori di Sardegna – per la creazione di una musica (massa di musica) e di una massa di pietà con capitale, elargito dal duca, di 100.000 lire vecchie di Piemonte, con gli interessi annui di 4.000 lire, da impiegarsi dal Comandante del suddetto Reggimento, per quattro quinti per mantenere in buona efficienza la musica del Reggimento stesso e per una funzione funebre in suffragio dell’anima del padre don Bernardino Antonio Genovese duca di San Pietro e Cervellon (deceduto il 16 o 17 febbraio 1764 ed il cui rito funebre fu celebrato il successivo 18) nel giorno della di lui morte, ed, alla sua morte, per egli stesso da celebrare annualmente davanti al reggimento in armi, e per un quinto in opere di bene a favore di militari del reggimento e delle loro famiglie. Alla somma fu aggiunto dal duca la somma di 4.000 lire vecchie di Piemonte destinate per il vestiario e per le prime provviste della banda. Con “istromento” 25 ottobre 1777 furono dal duca assegnate altre 20.000 lire per la vestizione del tamburino e l’equipaggiamento della Banda.

Nel 1815 il reggimento di Sardegna, per i meriti acquisiti, veniva incorporato nella brigata guardie, che, dopo successivi cambi ordinativi, il 19 marzo 1852, con la soppressione del reggimento “Cacciatori di Sardegna” e la fusione dei suoi soldati nei due Reggimenti Granatieri, assumeva la denominazione di Brigata Granatieri dì Sardegna.

Da allora, come si è detto, i Granatieri di Sardegna, eredi del munifico lascito, fanno celebrare, in forma solenne, il 18 febbraio di ogni anno, od in data immediatamente anteriore o posteriore, una santa messa di suffragio alla presenza dei reparti in armi. In tale funzione, oltre al benefattore, i “Granatieri di Sardegna” intendono onorare tutti gli eroici Granatieri che in oltre tre secoli e mezzo servirono la Patria nei ranghi dei Reggimenti delle Guardie, dei Cacciatori e dei Granatieri.

La cerimonia odierna, alla presenza di numerose autorità civili e militari, tra cui il sottosegretario di Stato alla Difesa on. Domenico Rossi, il consigliere comunale di Roma On. Cristiana Paciocco in rappresentanza del sindaco Raggi, il gen. Rolando Mosca Moschini consigliere del presidente della repubblica per gli affari del consiglio supremo di difesa e segretario del consiglio supremo di difesa, i generali di corpo d’armata Massimiliano Del Casale presidente del centro alti studi per la Difesa, Francesco De Leverano comandante del 2° comando forze operative per la Difesa, Agostino Biancafarina comandante militare della capitale, del gen. d. Antonio Vittiglio, comandante della divisone Acqui e del gen. b. Francesco Olla comandante della brigata Granatieri di Sardegna, e tanti altri ufficiali generali in servizio od in congedo.

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Dopo l’afflusso in sfilata dalla caserma Macao di Castro Pretorio del reggimento Granatieri, ha visto la celebrazione della santa messa da parte di mons. Angelo Friggerio, vicario dell’ordinario militare, concelebranti don Paolo Villa ispettore vicario episcopale per l’Esercito italiano e don Pier Luca Bancale cappellano militare del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”.

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Al termine del rito il Reparto si è schierato in Piazza della Repubblica e, dopo aver reso gli onori alla bandiera del 1° Reggimento Granatieri, è defluito in parata tra ali di folla sorpresa ed entusiasta lungo le strade di Roma verso la caserma Macao in Castro Pretorio.  

Attualmente il reggimento più antico d’Italia ed unico per la sua specialità, è impiegato nell’Operazione “Strade Sicure” nella capitale, al comando della Task Force “Roma 1” con circa 200 tra uomini e donne, nonché contribuisce con diverse unità all’operazione creata a supporto della popolazione del centro Italia, colpita dal sisma.

© All rights reserved
Articolo di: gra. gen. Ernesto Bonelli
Immagini: ph. Monica Palermo
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I Granatieri e il Duca di San Pietro, 240 anni di storia

di Alessandro Menenti / Monica Palermo

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Roma, 19 febbraio 2016 – Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli i Granatieri di Sardegna hanno tenuto ieri a Roma per il 240° anno, la celebrazione in suffragio di don Alberto Genovese onorando l’impegno assunto nel 1776.

Quando Don Bernardino Genovese patrizio sardo, il 10 luglio 1744, costituì a Cagliari a sue spese il Reggimento di Sardegna al fine di garantire la sicurezza dei coloni sardi approdati sull’isola di San Pietro, non sapeva che aveva dato luogo alla più antica specialità del futuro esercito italiano.

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Il figlio di Don bernardino, Alberto Genovese Duca di San Pietro e Cervellon, Ufficiale del Reggimento fondato da suo padre, donò al Reggimento la somma di 120.000 lire vecchie di Piemonte per costituire un fondo di assistenza alle famiglie bisognose dei granatieri caduti, una banda musicale e perchè venisse celebrato in perpetuo il suffragio nel giorno della sua morte.

A questo impegno il Corpo ha tenuto fede nei secoli come dice il Gen. Giovanni Garassino, neo presidente dell’associazione nazionale granatieri (ANGS).

Agli ordini del Col. Raffaele Morello, comandante del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna sono sflilate in armi due compagnie di formazione composte in 7X9 e in 4X9 la banda reggimentale. Al comando delle compagnie di formazione un Capitano comandante e due Tenenti comandanti di plotone.

Al centro dei reparti la pluridecorata bandiera di guerra del Reggimento.

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – “Per essersi distinto alla presa di Perugia”, 14 settembre 1860.

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE “AL CORPO SANITARIO” – “Per essersi lodevolmente portato alla presa di Perugina”, 14 settembre 1860.

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE – “Per bella condotta tenuta alla presa di Mola di Gaeta”, 4 novembre 1860.

CROCE DI CAVALIERE DELL’ORDINE MILITARE DI SAVOIA – “Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ordinamento: audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia”, 1915 – Guerra Italo – Austriaca.

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE – “Con grandi sacrifici di sangue e con insigni atti di valore, scrisse nel grande Trentino fulgide pagine di grande storia, contrastando per più giorni, sul fronte M. Cengio – Cesura, il passo al nemico che tentava di sboccare nella pianura vicentina (22 maggio – 3 giugno 1916). Sanguinosamente conquistò formidabili posizioni nemiche, difendendone con tenacia sovrumana il possesso, pur con forze assottigliate dalla lotta. Ritirato dalla prima linea da meno di un giorno (19 ore) nuovamente vi accorreva per respingere un riuscito minaccioso contrattacco nemico, e gettandosi ancora nella lotta con abnegazione sublime, riconquistava definitivamente, in mischie convulse, le tormentate posizioni. Nella intera campagna rinverdì di novella gloria le fiere tradizioni dei Granatieri di Sardegna”, Carso – Regione Fornaia –  23 maggio/7 giugno 1917.

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – “Durante più di un anno di guerre (giugno 1915 – agosto 1916), segnalandosi a Monfalcone sul Sabotino, ad Oslavia, sull’altopiano Carsico, ha ognora dimostrato di essere degno delle secolari tradizioni”, 1915-1918 – Guerra Italo-Austriaca

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – “Nella difesa di Roma reagì con decisione al proditorio violento attacco tedesco che scatenò nel suo ampio settore prescelto dall’invasore per una redditizia e immediata penetrazione. Per due giorni sostenne tenace lotta e in tre violenti combattimenti oppose alla schiacciante superiorità del nemico la ferrea volontà dei suoi gregari, che pagarono a caro prezzo il volontario sacrificio sempre degni delle secolari tradizioni di gloria dei Granatieri”, Roma 8-10 settembre 1943.

I granatieri si riuniranno ad Asiago il 4 e 5 giugno 2016 per il 31^ Raduno annuale in occasione del centenario delle gloriose giornate del Cengio, di Cesuna e di Magnaboschi, come ci spiega il granatiere generale Ernesto Bonelli.

Alla cerimonia hanno preso parte autorità politiche, militari e civili, tra le quali il sottosegretario di Stato alla Difesa – on. Domenico Rossi, il consigliere per gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa e segretario del Consiglio Supremo di Difesa – generale Rolando Mosca Moschini, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito – generale di corpo d’armata Giovan Battista Borrini. Presente nella chiesa rappresentanze del corpo della Croce Rossa Italiana, dell’aeronautica, una rappresentanza del Lancieri di Montebello con il tenente colonnello Emanuele Patalano e il tenente colonnello Giancarlo Cati, e molti altri.

Alcune immagini della cerimonia:

© All rights reserved
Immagini: Alessandro Menenti / Monica Palermo
Riprese: Alessandro Menenti
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I Granatieri di Sardegna celebrano il Duca di San Pietro: modernità nel rispetto della tradizione

Roma, 19 febbraio 2015 – I Granatieri di Sardegna hanno celebrato ieri il duca di San Pietro. La suggestiva cerimonia si è svolta nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri alla presenza del sottosegretario di stato alla difesa on. Domenico Rossi, del capo di stato maggiore dell’esercito, generale Claudio Graziano.

Presenti numerose autorità civili e militari, tra cui il generale Maurizio Riccò, comandante della brigata Granatieri di Sardegna, il generale Mosca Moschini, già comandante della brigata, il gen. c.a. De Pascale, comandante del 2º FOD, il gen. c.a. Moscatelli, comandante della Regione Militare Centrale, il gen. c.a. Mario Buscemi, presidente dell’ANG e di tantissimi granatieri di ieri e di oggi.

La santa messa, presieduta da mons. Angelo Frigerio, vicario per l’ordinariato militare, è stata concelebrata con don Paolo Villa, cappellano dello S.M.E., padre Flavio Uboldi, cappuccino, vicepostulatore della causa di beatificazione di P. Chiti, mons. Bruno Gagliarducci, già cappellano militare della Brigata, e padre Pier Luca Bancale, cappellano della brigata Granatieri di Sardegna.

Con la cerimonia i granatieri hanno ricordato il loro benefattore che nel 1776 lasciò al reggimento una somma di denaro chiedendo che i fondi fossero impiegati per mantenere il decoro della musica del reggimento e per celebrare una messa in suffragio nell’anniversario della sua morte.

Da allora i Granatieri di Sardegna hanno mantenuto fede a questa promessa e il 18 febbraio di ogni anno, anche in guerra e in prigionia, hanno onorato in armi il proprio impegno di fedeltà ricordando, oltre al generoso duca, anche il sacrificio di tutti coloro che, in oltre tre secoli e mezzo di storia, sono caduti nell’adempimento del loro dovere indossando i “bianchi alamari”, simbolo dell’Unità.

I Granatieri di Sardegna oltre a svolgere i più importanti servizi presidiari e di alta rappresentanza della capitale, hanno partecipato a tutte le operazioni in cui è impegnato l’Esercito Italiano in Patria e all’estero. Dopo numerose esperienze in Afghanistan e Kosovo, nel 2014 la brigata Granatieri ha preso parte, sotto l’insegna delle Nazioni Unite, alla missione UNIFIL in Libano.​

​Sono impegnati da mesi nell’operazione Strade Sicure con oltre 400 uomini e donne, presidiano i punti più sensibili di Roma, ambasciate, istituti scolastici, centri di culto e questa mattina, come ogni anno dal 1776, i Granatieri di Sardegna, specialità più antica dell’Esercito Italiano, hanno celebrato solennemente don Alberto Genovese, duca di San Pietro, sfilando in armi per le vie di Roma.


Calendario febbraio 2015

In omaggio per i nostri lettori il calendario del mese di febbraio. Nella fato i Granatieri di Sardegna durante la celebrazione del Duca di San Pietro.

febbraio 2015

 

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Foto © ph. Monica Palermo

Shama, base Millevoi: i Granatieri di Sardegna celebrano con una messa il Duca di San Pietro

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Shama (Libano), 19 febbraio 2014 – Ieri, 18 febbraio, il contingente italiano su base Brigata Granatieri di Sardegna, ha celebrato, nella cappella della base Millevoi di Shama una messa in suffragio di Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, benefattore del 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”, alla presenza del Comandante del Settore Ovest – Generale di Brigata Maurizio Riccò e del Comandante di ITALBATT – Colonnello Claudio Caruso.

La Messa ha commemorato il patrizio sardo Don Alberto Genovese che donò, nel 1776, al Reggimento di Sardegna 120.000 delle vecchie lire Piemontesi, vincolandone l’uso, tramite testamento, alla costituzione e mantenimento della musica reggimentale, e al sostentamento delle vedove dei soldati Caduti. Dispose, inoltre, che venisse celebrato “perpetuamente… anniversario in suffragio ed in memoria di esso, Sig. Duca Alberto, nel giorno anniversario della di Lui morte”.

Da allora, i Granatieri di Sardegna, fedeli al vincolo testamentario hanno sempre commemorato in armi, anche in tempo di guerra, la figura del generoso Duca e per questo, con la celebrazione della Messa in suffragio, tutti i caschi blu italiani e il Reggimento “più antico” d’Italia – ora inquadrato nel Comando congiunto del Settore Ovest (JTF–L – Joint Task Force Lebanon) – si sono uniti in un abbraccio “simbolico” che ha legato due sponde del Mediterraneo sotto la bandiera tricolore e quella delle Nazioni Unite.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna

 


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