Archivi del mese: aprile 2020

Raccolta fondi per Pasquale Apicella, il poliziotto deceduto per impatto frontale con l’autovettura dei fuggitivi

9178efed-0a6e-4af8-9a7f-f5eddc876690Napoli, 30 aprile 2020 – L’agente scelto di Polizia Pasquale Apicella, deceduto per impatto frontale con l’autovettura dei fuggitivi durante un inseguimento a bordo della sua volante per le strade di Napoli, per mano di cittadini Rom, lascia una moglie, Giuliana e due figli.

Di seguito i dati per poter fare una donazione alla famiglia di Pasquale, la beneficiaria sarà la moglie:

IBAN IT43C0310439950000000823930
beneficiaria Giuliana Ghidotti Apicella (moglie dell’agente Apicella)

o cliccare il pulsante qui sotto e si aprirà una pagina PayPal per la raccolta donazioni a favore della moglie e dei figli di Pasquale Apicella.

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Terminati i lavori di ampliamento del Celio pro Covid, il capo di SMD gen. Enzo Vecciarelli in visita con il ministro Difesa Lorenzo Guerini

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Roma, 29 aprile 2020 – Conclusi i lavori di ampliamento del Policlinico Militare il Celio di Roma in solo 22 giorni – ben una settimana prima del previsto, con interventi infrastrutturali per un rapido incremento delle capacità ricettive e terapeutiche per i malati di Covid 19, al fine di divenire un hub di riferimento nella capitale.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli ha ricevuto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, al Policlinico di Roma “Celio”. Insieme al capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina ed il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Alberto Rosso hanno visitato il nuovo reparto dedicato all’emergenza Covid.

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L’intervento nel suo complesso, progettato in sinergia con la Regione Lazio e il commissario straordinario per l’emergenza, ha aumentato le capacità ricettive per i malati di corona virus fino a 150 posti letto, di cui 50 modulabili tra terapia intensiva e subintensiva.

I lavori di implementazione, sono stati portati a termine dal Genio dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare (6° reggimento pionieri dell’Esercito e 2 reparto genio – 8 Gruppo Genio Campale dell’Aeronautica Militare), sotto la guida del Comandante del Comando Logistico dell’Esercito, ed ha interessato 5 fabbricati preesistenti con il potenziamento della centrale di fornitura di gas e aria medicale.

Tale ampliamento è derivato dallo sforzo profuso dalla Difesa e più in particolare dalla Sanità militare a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale nel contrasto all’emergenza COVID che ha visto, sin dall’ inizio dell’emergenza, l’immediata operatività del Policlinico di Roma “Celio” quale importante elemento di riferimento istituzionale per garantire una risposta immediata alle esigenze sanitarie.

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Nell’ambito della gestione dell’emergenza, il Policlinico è pienamente inserito nella rete del Sistema Sanitario Regionale, grazie ad un accordo quadro siglato nel 2017 e convenzioni attuative del 2019 che hanno comportato un incremento di ospedalizzazione per 40 persone con una riduzione delle liste di attesa e con un ritorno per le Forze Armate in termini di formazione professionale.

Dallo scorso 16 marzo, nell’ambito dell’applicazione del misure di contrasto al COVID 19, il Policlinico di Roma “Celio” in coordinamento con l’Istituto Spallanzani aveva già attivato un’area dedicata all’esigenza con 36 posti letto di cui 6 per la terapia intensiva, ove operano 39 Ufficiali medici e 61 Sottufficiali Infermieri e messo inoltre a disposizione anche dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata, le proprie capacità di ricovero e cura nei settori clinici d’urgenza.

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Italia setacciata dai NAS per contrastare il commercio delle mascherine e test Covid non conformi alle normative vigenti

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Roma, 29 aprile 2020 – Continua ininterrotta l’attività dei NAS (Nuclei Antisofisticazione e Sanità) sul territorio nazionale per contrastare il commercio delle mascherine e dispositivi facciali di protezioni non conformi alle normative.

Soltanto negli ultimi giorni i Carabinieri dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità hanno sequestrato oltre 360.000 mascherine di varia tipologia, dalle chirurgiche alle filtranti tipo FPP 2, per un valore commerciale di oltre 700.000 euro.

Tra le irregolarità riscontrate ci sono la commercializzazione di dispositivi di protezione privi del marchio CE o con falsa dichiarazione di conformità e la commercializzazione di mascherine prive delle informazioni minime sul prodotto o con presenza di informazioni soltanto in lingua straniera in contrasto con le norme del Codice del consumo.

I Carabinieri hanno sequestrato anche 180 test per diagnosi rapida per Covid-19 privi delle informazioni sul prodotto in lingua italiana.

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Lettera dalla figlia di uno “sbirro”

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Rigirata alla redazione da un lettore, è la lettera di una ragazza di 16 anni figlia di un poliziotto.

Scusami. Scusatemi tutti, resterei in silenzio se solo l’ansia non mi divorasse e le mani non mi tremassero, è così da 16 anni ormai, ma oggi tutti i brutti pensieri che mi tormentavano quando ero piccola, sono diventati realtà.

Poche persone in questo momento si sentono come mi sento io, c’è chi è mortificato, chi non fa altro che piangere, c’è chi ha già dimenticato tutto e chi non li dimenticherà mai. Io tremo, come ogni volta che squilla il telefono di casa quando papà è a lavoro, tremo quando non torna in orario, quando parte in anticipo. Tremo per notti intere quando ha il turno serale, e per lunghe mattinate date dalle notti insonni. Voi non lo sapete cosa significhi aspettare due minuti al telefono perché dall’altra parte nessuno risponde, magari era in bagno o a prendere un caffè, ma i figli delle forze dell’ordine non pensano mai a queste cose.

Io sono cresciuta così.

Mio padre era presente a tutti i compleanni, è sempre riuscito a dividere lavoro e famiglia, ma io avrei voluto che a lavoro non ci tornasse mai. I miei amici lo guardavano sempre pietrificati quando veniva a prendermi a scuola in divisa, era l’eroe delle fiabe che tutti ammiravano, per me invece era un pó come la nonna di Cappuccetto Rosso, per quanto cercasse di salvare la nipotina, il lupo ebbe la meglio su di lei. È sempre toccato a me difendere il suo mestiere davanti a quei quattro cretini che mi urlavano: “Stai zitta tuo padre fa lo sbirro.”

Se quella notte avevano dormito tranquilli nel loro letto, era grazie agli sbirri. Se i loro genitori avevano ritrovato il portafoglio rubato, era grazie agli sbirri. Se non erano morti per droga o alcol, o se la zia spaventata era tornata a casa sana e salva, era solo grazie agli sbirri. Scusatemi se ancora parlo, ma se smettessi probabilmente non ricorderei nemmeno il mio nome.

Stanotte è morto un poliziotto, è morto un uomo che lavorava insieme a mio padre. Io non lo conoscevo, non avevo mai sentito parlare di lui. So che aveva 37 anni, che aveva deciso di tornare a Napoli per la sua famiglia, che fino a poco tempo fa lavorava al centralino. So che sua madre non era molto felice quando ha saputo che volesse fare il poliziotto, e che la moglie stanotte non riusciva a dormire. So che il bambino di tre mesi non ricorderà nulla del padre, e quello di sei anni non riuscirà mai a dimenticare i suoi abbracci. So che si chiamava Pasquale, e che ha dato la sua vita al lavoro per un misero stipendio a fine mese. Non voglio parlare di soldi, per noi i soldi sono solo una presa in giro.

Nessuno vuole diventare poliziotto, carabiniere, guardia di finanza o vigile del fuoco per denaro o fama, ma tutti da giovani desideravano di cambiare il mondo, senza rendersi conto che sarebbe stato il mondo a cambiare loro.

Scusami se ancora parlo, ma stanotte Pasquale è morto. I suoi colleghi non trovano le parole adatte e tu nemmeno ti ricordi come si fa a parlare, forse in questa storia sono l’unica che abbia veramente il diritto di dire qualcosa. In quella macchina poteva esserci mio padre, sarebbe sceso ieri sera alle 20:30 e non sarebbe più tornato, io avrei sentito giornalisti, medici, testimoni parlare di lui, ma nessuno sapeva cosa stessi passando io, non so cosa tu stia passando, ma per tutte le volte che ho immaginato succedesse a me, quasi riesco a sentire il tuo dolore.

Non è giusto, perché io ho 16 anni e ho ancora la speranza di credere al lieto fine, perché ho 16 anni ed ho ancora l’ingenuità di credere in questo paese. Sono arrabbiata, ma non so con chi esserlo, quasi odio mio padre. Voglio urlare, ma nessuno capirebbe le mie grida. Non so se riuscirò mai a stare tranquilla quando papà non è a casa, Secondigliano mi mette più paura della Siria, forse perché questa sarà per sempre la mia guerra, stanotte Pasquale l’ha persa.Mi ha ricordato di quanto sia importante abbracciare mio padre prima di scendere, guardarlo per avere sempre i suoi occhi dentro i miei.Sono mortificata, non smetto di piangere, l’ho già dimenticato o non lo dimenticheró mai? Scusami,scusatemi tutti.

Firmato: la figlia di uno “sbirro”


I Carabinieri nella presentazione del concorso fotografico Siena Awards 2020

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Siena, 27 aprile 2020 – Presentata oggi la 6^ edizione di Siena Awards, evento fotografico in programma a Siena dal 23 ottobre al 29 novembre 2020, dal titolo “L’immaginazione non si ferma”. La manifestazione è stata presentata da Luca Venturi che, insieme al colonnello Stefano Di Pace, comandante provinciale dei Carabinieri di Siena, ha voluto commentare la copertina della manifestazione.

La foto è dedicata alla speranza e ritrae la spontaneità di una bambina, che indossa una mascherina nell’epoca del corona-virus, nel momento in cui dona un fiore ad un carabiniere, quasi a volerlo ringraziare per il servizio che svolge.

Il Siena Awards, tra i 5 più importanti concorsi fotografici al mondo, vede la partecipazione di 160 paesi ed ha visto, tra l’altro, l’adesione di Ami Vitale, Randy Olson, Brendt Stirton, Mary Calvert, Paula Bronstein, Greg Lecoeur, Alain Schroeder, Timothy Allen, nonché la presenza in giuria di rappresentanti delle più importanti testate internazionali, tra cui New York Times, The Guardian, National Geographic, Bloomberg, Lonely Planet, The Times, Daily Mirror, El Pais.

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La foto scelta per la presentazione, scattata da un carabiniere, Giuseppe Ulizio, ritrae la dolcezza del gesto della bambina, verso la quale protende il militare, condividendo il gesto di positività e di fiducia, in una azzeccata sovrapposizione cromatica che vede sovrapporsi i colori dell’abitino e dell’uniforme.

Si tratta di un semplice ma importante riconoscimento a tutti i carabinieri che, anche in questo momento di difficoltà, in ogni parte d’Italia, accanto a medici, infermieri e agli altri operatori della sicurezza, hanno continuato a svolgere il loro servizio nelle Comunità e per le Comunità” ha detto il colonnello Di Pace, ringraziando Luca Venturi della bella iniziativa e del riconoscimento dato all’Arma.

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Tentato furto a Napoli, inseguimento, scontro frontale pattuglia della Polizia, poliziotto muore sul colpo (video)

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Napoli, 27 aprile 2020 – Scontro frontale di un auto della Polizia durante un inseguimento dopo il tentato furto in una filiale di banca Credit Agricole in via Abate Minichini zona San Carlo. I rapinatori avevano imboccato calata Capodichino contromano. 

L’agente alla guida neanche il tempo di imboccare Calata Capodichino, che si è trovato la macchina davanti che andava a 150 km con fari spenti. I poliziotti proprio non l’avevano vista. Dopo lo scontro il motore dell’auto della pattuglia è stato trovato a 30mt dall’impatto.

9bbd6e9b-ca41-4097-95a8-c81212f6f863L’agente alla guida, Pasquale Apicella, 37 anni, agente scelto della polizia di Stato è morto sul colpo. Lascia moglie e due figli. Gli altri tre si sono salvati.

I rapinatori sono stati arrestati.

A seguito della tragica notizia il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto  Franco Gabrielli ha espresso profondo cordoglio e sentimenti di commossa vicinanza ai familiari. Il prefetto a inoltre augurato una pronta guarigione all’altro agente della volante, l’assistente capo della Polizia di Stato Salvatore Colucci rimasto ferito.

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I Granatieri di Sardegna celebrano il 361 anniversario dalla fondazione

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Roma, 19 aprile 2020 – In tutto rispetto al momento che si sta vivendo per la battaglia al coronavirus i Granatieri di Sardegna hanno celebrato ieri il loro 361° anniversario senza cerimonie ufficiali, ma solo con un taglio di torta.

Celebrazione iniziata con gli auguri scritti dal capo di SME generale Salvatore Farina che ha sottolineato i grandi valori e ideali degli uomini e donne dei Granatieri “Ideali che, ieri come oggi, continuano a rappresentare l’elemento fondante dell’operato del “bianchi alamari” nelle operazioni all’estero e sul territorio nazionale, sempre al fianco dei nostri concittadini nel fronteggiare le situazioni emergenziali e, ancor di più, in questo difficile momento che l’intero Paese sta attraversando“.

Parte della brigata Granatieri è attualmente in missione in Libano delle Nazioni Unite, ed è comandata dal generale Diego Fulco che ha celebrato l’anniversario con un taglio di torta simbolico.

9e7217cf-c06f-44f5-b741-853a869ee6b6Molte sono state le fotografie e video sui Granatieri condivise sulle pagine social. In particolare le foto del del fotografo britannico Rory Lewis, che ha immortalato militari dell’esercito delle diverse specialità, con una mostra esposta a Milano che dovrà venire anche a Roma.

Di seguito il video dedicato ai Granatieri di Sardegna con il backstage fotografico.

Il granatiere è stato una figura di militare specializzato di fanteria degli eserciti tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XIX secolo, il cui ruolo era di condurre l’attacco nelle operazioni di assedio ed in generale di assalto.

Erano militari selezionati fra i soggetti più alti e robusti perché dovevano lanciare il più lontano possibile la propria arma caratteristica, la granata, antesignana della bomba a mano. Da qui il fregio sul basco.

In Italia i soli reparti di Granatieri sono il 1º Reggimento “Granatieri di Sardegna” e il 2º Battaglione Granatieri “Cengio”, inquadrati nella “Brigata meccanizzata “Granatieri di Sardegna” di cui fanno parte anche i Lancieri di Montebello (8°) e la Musica di Ordinanza del 1 rgt Granatieri di Sardegna (banda musicale).

Fino al 2004, anno in cui venne sospesa la leva militare, l’altezza minima per accedere al corpo dei Granatieri di Sardegna era 190 cm, requisito che è stato ridotto a 180 cm (185 cm per gli Ufficiali) per necessità strettamente connesse all’ergonomia nell’uso dei mezzi militari da combattimento.

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