Archivi del mese: novembre 2017

Il capo di SMD conclude oggi il seminario del gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM)

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Roma, 24 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha concluso oggi il seminario del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM), promosso dalla delegazione italiana dell’assemblea parlamentare della NATO e organizzato presso l’aula della Camera. 

Nel corso del suo intervento, il generale Graziano ha illustrato il contributo delle Forze Armate italiane nel contrasto a Daesh e, partendo da una sintetica analisi del quadro di sicurezza internazionale, ha affermato che “da una prospettiva Euro-centrica, siamo chiamati ad affrontare sfide provenienti da due archi di crisi e instabilità, uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nord-africana e la fascia sub-sahariana, ed uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero ed il Mediterraneo orientale”.

In particolare, focalizzando l’attenzione al fianco a sud, all’interno della regione Nord africana e Mediorientale “il contrasto a Daesh – ha aggiunto il capo di Stato Maggiore della Difesa – riveste una questione di prioritario interesse nazionale, perché riguarda sia la sicurezza interna contro eventuali attacchi terroristici perpetrati dai suoi affiliati, sia la stabilità internazionale in aree di interesse strategico dell’Italia, con connesse ripercussioni sociali, non ultime le migrazioni”. Analizzando lo scenario internazionale nella sua complessità il generale Graziano ha poi illustrato la sussistenza di una “relazione triangolare” tra l’instabilità di alcuni Paesi, il terrorismo internazionale e i traffici illeciti. “Questa tridimensionalità – ha affermato il capo di Stato Maggiore – implica che è necessario giungere rapidamente a una condizione di stabilità, poiché questa rappresenta un requisito essenziale per la prevenzione del terrorismo e del fenomeno dei traffici illegali, compreso quello più odioso di esseri umani”.

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Il contrasto agli attuali fenomeni di instabilità costituisce quindi una complessa questione di sicurezza sia internazionale che nazionale e riguarda tutti gli attori del Sistema Paese, imponendo approccio multi-disciplinare e la consapevolezza che lo strumento militare è solo uno dei mezzi a disposizione della comunità internazionale. Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”.

In questo contesto globale molto complesso, la minaccia di Daesh e la sua rapida espansione ha evidenziato la complessità dei meccanismi decisionali delle Organizzazioni Internazionali nell’articolare una risposta tempestiva in grado di fronteggiare nell’immediato nuovi focali di crisi, richiedendone una meno strutturata ma più efficace, quale quella garantita dalla Coalition of the Willings.L’Italia – ha affermato il capo di Stato Maggiore – rappresenta il secondo contributore in termini di forze terrestri impiegate. Svolgiamo attività di training, advising, and assistance a favore delle forze di sicurezza irachene e dei Peshmerga curdi, abbiamo la leadership della formazione delle forze di polizia destinate a controllare i territori liberati da Daesh con i nostri Carabinieri e svolgiamo attività con una componente di forze speciali a favore delle forze speciali curde e del governo federale di Baghdad. Nell’area di intervento abbiamo 1.500 militari coinvolti nei diversi contingenti ed abbiamo formato, tra forze di sicurezza e di difesa, ben 32.000 unità, che rappresenta oltre un quarto di quelle addestrate dall’intera coalizione.

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Sebbene l’eradicazione territoriale dell’organizzazione terroristica rappresenti un grande successo per la Comunità Internazionale, è forte la consapevolezza che tale fase non determinerà anche il suo smantellamento virtuale e l’annullamento della sua identità, resta fondamentale – ha concluso il generale Graziano – concentrare gli sforzi sul potenziamento del processo di stabilizzazione dell’area siro-irachena per non vanificare i risultati militari conseguiti e ciò potrà avvenire solo mantenendo la presenza nel teatro con interventi omnicomprensivi, che coinvolgano anche le Organizzazioni Internazionali, fino a quando non sarà consolidato il processo di ricostruzione e stabilizzazione del Paese”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: cambio di comando al gruppo supporto d’aderenza, il rgt logistico Folgore subentra al rgt logistico Aosta

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Shama (Libano), 23 novembre 2017 – Si è svolta a Shama la cerimonia per il passaggio di responsabilità del comando al gruppo supporto d’aderenza (Combat Service Support Battalion – CSS BN) fra il reggimento logistico “Aosta” di Palermo e il Reggimento Logistico “Folgore” di Pisa.

Nel corso della cerimonia il generale di brigata Rodolfo Sganga, comandante del Sector West di UNIFIL ha evidenziato come la componente logistica sia quanto mai fondamentale poiché, grazie alle capacità tecniche del proprio personale è in grado di saper garantire l’efficienza di tutti i mezzi e materiali necessari al  successo delle operazioni condotte sul territorio libanese.

Al comando del colonnello Salvatore Pisciotta, gli uomini e le donne del reggimento logistico “Folgore” opereranno nell’ambito della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite ed avranno il compito di assicurare il supporto logistico a favore dei reparti italiani e stranieri presenti nel sud del Libano.

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In particolare, i paracadutisti del reggimento logistico “Folgore” si occuperanno di assicurare lo svolgimento di tutte le attività di trasporto di personale, mezzi e materiali lungo i principali assi di comunicazione stradale del Libano centrale e meridionale e dovranno effettuare i rifornimenti di viveri e carburante per i reparti dell’Esercito schierati a presidio della Blue Line, al confine con Israele.

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Al reggimento logistico sono devoluti altresì i compiti di garantire le manutenzioni e le riparazioni dei veicoli militari italiani e stranieri necessari al pattugliamento del settore di competenza e a garantire tutti i servizi  per il funzionamento della base di Shama, sede del quartier generale del Sector West di UNIFIL dove sono presenti circa mille tra caschi blu italiani e stranieri. Contestualmente gli assetti sanitari del reparto dell’Esercito, tramite la capacità di medical care, assicureranno il trattamento sanitario pre-ospedaliero d’emergenza e avranno il delicato compito di assistere la popolazione libanese.

L’arrivo in Libano del reggimento logistico “Folgore” completa lo schieramento delle unità della brigata paracadutisti “Folgore” e rappresenta, per il reparto, la prima missione di pace all’estero dal 2013, anno in cui il Reggimento è tornato ad essere un’unità della brigata paracadutisti “Folgore”.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Firenze: convegno sulla nuova logistica dell’Esercito Italiano

Un convegno per illustrare competenze, capacità e procedure della nuova logistica dell’Esercito Italiano

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Firenze, 23 novembre 2017 – Si è concluso oggi, presso la storica Sala del ‘Cenacolo’ della direzione di amministrazione dell’Esercito Italiano in Firenze, il convegno “DiapasonLOG 2017”, attività organizzata dal Comando Logistico dell’Esercito, nell’arco di due giornate, per illustrare gli sviluppi delle iniziative intraprese a seguito del seminario “La Logistica 2.0 – Who Does What”, tenutosi a Firenze un anno fa, per definire competenze, criticità e soluzioni relative all’intero settore logistico della Forza Armata.

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Nella giornata odierna, che ha visto la partecipazione del comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Leonardo di Marco, dei comandanti dei vertici d’area e di rappresentanti dello SME, nonché del direttore nazionale degli armamenti terrestri, di rappresentanti della NATO Support and Procurement Agency (NSPA) e dell’Agenzia Industrie Difesa, sono stati resi noti i risultati di tutta l’attività svolta per definire, in maniera condivisa, il nuovo concetto logistico da adottare per il supporto ai moderni scenari operativi, gli obiettivi e le priorità logistiche della Forza Armata, la programmazione e la gestione delle risorse finanziarie, i mezzi e i materiali di nuova acquisizione nonché le novità relative all’infologistica e al supporto interforze.

In sede di conclusioni, il comandante logistico dell’Esercito, dopo aver evidenziato l’importanza di aver individuato in maniera sinergica, innovativa, realistica e propositiva la nuova organizzazione logistica dell’Esercito, la cui validità dottrinale è stata testata lo scorso luglio durante l’esercitazione “Complex Pallets 2017”, ha espresso la piena soddisfazione per gli esiti dell’attività svolta e per la sentita e nutrita partecipazione all’evento dei comandanti e dei responsabili di settore fino ai massimi livelli della Forza Armata.

Il generale Leonardo di Marco si è detto anche fermamente convinto dell’estrema importanza di quel “sentirsi in accordo” (da qui il nome di Diapason Log) che deve esistere tra i vari responsabili di una materia complessa quale la logistica e che trarrà sicuro giovamento da ulteriori momenti d’incontro utili a rafforzare lo spirito di collaborazione già esistente per supportare efficacemente lo strumento operativo terrestre.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell’Esercito
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I Carabinieri celebrano la Virgo Fidelis, loro patrona

Ricorrono oggi la “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma, il 76° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e la “Giornata dell’Orfano”.

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Roma, 21 novembre 2017 – Le celebrazioni della patrona dell’Arma, Maria Virgo Fidelis, sono iniziate questa mattina a Roma, nel Museo Storico di piazza Risorgimento, dove il comandante generale Tullio Del Sette ha deposto una corona d’alloro al Sacrario in onore dei Carabinieri caduti.

Successivamente il generale Del Sette ha partecipato, insieme ai Carabinieri in servizio nei reparti della capitale, alla messa in onore della patrona, presso la Legione Allievi Carabinieri.

Nel pomeriggio, a Incisa Scapaccino (AT), presso la chiesa di San Giovanni Battista, primo Santuario d’Italia dedicato alla “Virgo Fidelis”, alla presenza del sottosegretario di Stato all’interno on. Giampiero Bocci, del generale Del Sette, di rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma e di delegati della rappresentanza militare verrà celebrata la santa messa, che sarà officiata dal presidente della CEI cardinale Gualtiero Bassetti, dall’ordinario militare mons. Santo Marcianò e dal vescovo di Acqui mons. Pier Giorgio Micchiardi.

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La chiesa di San Giovanni Battista ha per l’Arma un alto valore simbolico: il 16 febbraio del 1802 vi fu battezzato il car. Giovanni Battista Scapaccino, originario di Incisa e prima Medaglia d’Oro al Valor Militare dell’Arma dei Carabinieri.

Sarà presente oggi il pronipote dell’eroe, il Maestro Marcello Rota, che dirigerà le musiche della celebrazione liturgica, eseguite dalla Fanfara del 3° reggimento Carabinieri “Lombardia” con un quintetto d’archi e due cantanti lirici, il soprano Federica Neglia e il giovane tenore Matteo Bocelli, figlio di Andrea.    

La messa sarà preceduta dalla celebrazione della “Giornata dell’Orfano”. Il comandante generale premierà alcuni orfani di Carabinieri assistiti dall’O.N.A.O.M.A.C. che si sono particolarmente distinti negli studi.

Nel luogo che ha visto battezzato la prima medaglia d’oro dell’Arma il comandante generale consegnerà inoltre un encomio solenne all’appuntato scelto Riccardo Capeccia, effettivo alla Compagnia Carabinieri di Villanova d’Asti, che il 21 aprile scorso, con grande coraggio, è salito su un autotreno in movimento, fuori controllo a causa di un malore che aveva colpito l’autista, riuscendo ad arrestarne la corsa prima del sopraggiungere di altri veicoli.

Nell’occasione sarà inoltre scoperta una lapide commemorativa del Carabiniere Scapaccino, voluta dal comune di Incisa Scapaccino, in memoria dell’illustre figlio. 

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La celebrazione della Virgo Fidelis risale al 1949, quando Sua Santità Pio XII proclamò ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissandone la ricorrenza al 21 novembre: data in cui la cristianità celebra la presentazione di Maria Vergine al tempio e anniversario della “Battaglia di Culqualber”.

Il 21 novembre del 1941, infatti, ebbe luogo una delle più cruente battaglie in terra d’Africa, nella quale un battaglione di Carabinieri si sacrificò nella difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culqualber. Quei caduti sono andati a far parte della folta schiera di Carabinieri che, in pace ed in guerra, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio. Alla bandiera dell’Arma dei Carabinieri fu conferita, per quel fatto d’arme, la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, dopo quella ottenuta per la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Nave Virginio Fasan ferma sei sospettati di pirateria 350 miglia a est delle coste somale

Operazione atalanta: sei sospettati di pirateria fermati da nave virginio fasan 350 miglia nautiche ad est delle coste della somalia

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Roma, 20 novembre 2017 – Il 19 novembre, nave Virginio Fasan ha intercettato e sottoposto a fermo un gruppo di sei persone sospettate di atti di pirateria. I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer e di un peschereccio d’altura, battenti rispettivamente bandiera Panamense e delle Seychelles. Gli eventi si sono svolti tra il 17 e 19 Novembre a circa 320 miglia nautiche a SE dalle coste somale all’altezza della città di Mogadiscio, in Oceano Indiano.

L’azione, diretta dal comandante in mare dell’operazione EU NAVFOR Somalia – Atalanta, Contrammiraglio Fabio Gregori imbarcato su Nave Virginio Fasan, ha visto l’intervento congiunto della fregata italiana, con l’elicottero di bordo ed il team della Brigata Marina San Marco, nonché di un aereo da pattugliamento marittimo spagnolo (MPRA), appartenente anch’esso alle Forze Europee dell’Operazione Atalanta.

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In particolare, Nave Fasan si trovava il giorno 17 Novembre in pattugliamento a circa 60 miglia nautiche dalla costa sud della Somalia, quando ha ricevuto informazioni su un attacco di pirateria al portacontainer. L’Unità militare si è diretta quindi alla massima velocità verso la posizione dell’evento, mentre veniva ordinato all’aereo da pattugliamento spagnolo di sorvolare la stessa zona di mare per effettuare una ricerca approfondita in area.

Lo stesso velivolo, durante la mattina del 18 Novembre, ha acquisito notizia che un peschereccio era stato anch’esso attaccato da un gruppo di pirati armati. Intensificando le ricerche in area, la sera del 18 Novembre, l’elicottero di bordo di Nave Fasan è riuscito ad identificare due piccole imbarcazioni in una posizione coerente e correlabile con quella degli avvenuti attacchi.

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Ieri mattina nave Fasan ha abbordato alcuni barchini per effettuare l’ispezione del personale e del carico. Gli elementi caratteristici riscontrati durante l’ispezione delle imbarcazioni hanno permesso di riconoscere quest’ultime come le imbarcazioni responsabili degli attacchi alle unità mercantili. Ciò è stato possibile anche grazie alle informazioni fotografiche e alle testimonianze fornite dagli equipaggi delle stesse.

Queste evidenze, unite all’infondatezza e alla incoerenza di alcune informazioni fornite dai sei sospettati durante l’ispezione, ha portato il comandante di fave Fasan, c.f. Sebastiano Rossitto, a procedere al fermo degli equipaggi.

In seguito al fermo, i sospetti pirati sono stati portati a bordo della fregata Virginio Fasan in attesa che si concludano ulteriori accertamenti allo scopo di confermare la possibilità di perseguirli legalmente in virtù degli accordi internazionali esistenti in materia tra l’Unione Europea e gli Stati costieri maggiormente attivi nel contrasto al fenomeno della pirateria.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Carabinieri, operazione Dark Web: scoperta filiera di diffusione di banconote false (video)

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Padova, 20 novembre 2017 – Nella mattinata del 18 novembre 2017 i Carabinieri di Padova  hanno dato corso a ulteriori sequestri di banconote contraffatte del taglio di 50 euro e di altri documenti, smerciate in attività commerciali di quel centro. 

Tale sequestro si inquadra in una complessa ed articolata attività di indagine con la quale i Carabinieri di Padova e di Este stanno contrastando una cellula di distribuzione di banconote false e schede telefoniche anonime, molto attiva nella rete sommersa (il c.d. “Dark Web”).

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L’attività investigativa, coordinata dalla  Procura della Repubblica di Rovigo, nei mesi scorsi ha già permesso di neutralizzare due componenti di una filiera di distribuzione di valuta contraffatta e sim-card intestate a terzi, che operavano nel territorio nazionale e in molti Paesi esteri. Si tratta di due giovani soggetti incensurati di Este, coadiuvati da un fiorentino in corso di identificazione.

L’operazione è nata sia a seguito della continua collaborazione con le forze di polizie estere e con l’agenzia Europol sia grazie all’approfondita analisi del fenomeno che il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria ha prestato, da alcuni anni, in ambienti internet sommersi (il citato “Dark Web”), dove attualmente è possibile commercializzare beni e servizi di qualsiasi tipo, sia leciti ma soprattutto illeciti.

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L’indagine è stata avviata a seguito di una segnalazione proveniente dalla polizia austriaca che, nell’ottobre dello scorso anno, comunicava ai Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria il rinvenimento di 20 banconote false del taglio di 20 euro, risultate spedite dall’ufficio postale di Este.

Le successive attività svolte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Padova, anche attraverso alcuni servizi di pedinamento, consentivano di identificare il soggetto che, sotto falso nome, effettuava spedizioni di banconote contraffate e sim card intestate a terzi ignari, consentendo di rintracciare 5 plichi in Padova, presso il centro meccanizzato postale ed il centro di smistamento di un corriere, spediti da Este e destinati alla Grecia ed alla Svizzera, che contenevano 124 banconote di diverso taglio del valore nominale di euro 6.000, risultate di fattura tale da trarre in inganno la pubblica fede.

L’arresto dell’autore delle spedizioni, appena maggiorenne, ed il sequestro di diverse apparecchiature informatiche ha permesso di accertare come il giovane avesse aperto diversi “negozi virtuali” nel “dark web”, attraverso i quali vendeva banconote contraffatte, reperite attraverso la rete di abilissimi falsari dell’area campana nota con la sigla “Naples Group”, ad acquirenti di diversi Paesi europei, dell’Oriente e del Nord America.

L’attività dei giovani individuati era particolarmente redditizia, atteso che, dall’analisi del portafogli elettronico in Bitcoin sequestrato all’arrestato, è emerso che erano state eseguite circa 640 transazioni per un ammontare di 79,85 Bitcoin, che al cambio attuale valgono circa 500.000 euro.

Questa ulteriore operazione dei Carabinieri nel settore del contrasto alla contraffazione fornisce lo spunto per rinnovare l’allarme sui pericoli che si annidano nella rete (ben noti negli ambienti investigativi), soprattutto nel web sommerso (deep web) e nella rete oscura (dark web), in cui sono attivi siti, raggiungibili solo attraverso specifici software, che offrono i più svariati beni e servizi di natura illecita, quali appunto banconote contraffatte, sostanze stupefacenti, carte di credito e di debito. Tali siti occulti consentono di riciclare i più diversi oggetti proventi di delitti (p. es. in essi hanno un florido mercato i telefoni cellulari oggetto di furto), offrono guide, chiaramente dietro compenso, per hackerare account dei più noti social network.

Ma ciò che è più preoccupante, ancor di più in questo particolare periodo storico in cui molti Paesi sono nel mirino del radicalismo religioso, è la facilità con la quale è possibile procurarsi falsi documenti di identità, quali patenti di guida, carte di identità e passaporti.

Per contrastarne tale crimine, come dimostra l’attività investigativa appena illustrata, l’Arma, con i suoi Reparti Speciali, è impegnata nel monitoraggio della rete e per acquisire elementi di analisi che oltre a contrastare il traffico consentano di fornire elementi utili per conoscere i reati propedeutici al finanziamento e alla copertura di possibili terroristi.      

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Fonte e immagini (tratte dal video): Arma dei Carabinieri
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Libano: i caschi blu celebrano l’International Children Day delle Nazioni Unite e dell’UNICEF

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Shama, 20 novembre 2017 – Il personale del settore ovest di UNIFIL a guida italiana dal 20 al 23 novembre condurrà alcune attività per celebrare l’International Children’s day delle Nazioni Unite e dell’UNICEF.

In particolare, il personale di UNIFIL ha incontrato quasi 400 bambini nelle scuole pubbliche delle località di Siddiqin, Boustan & Ramya e Dibil per dedicare loro un importante momento e per farli sentire una parte importante della vita degli adulti e un aspetto fondamentale per la costruzione di società migliori per il futuro.

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E’ stata un’occasione per sottolineare l’importanza di questa giornata, per promuovere il miglioramento del benessere dei minori e per svolgere un ruolo rilevante nel rendere la Giornata universale dei bambini  sempre più importante all’interno delle nostre società.

La giornata universale dei bambini delle Nazioni Unite fu istituita nel 1954 e il 20 novembre 1959 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione dei diritti dell’infanzia.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Aeronautica: trasporto sanitario d’urgenza per bambino in pericolo di vita

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Sassari, 19 novembre 2017 – Il piccolo paziente insieme ad un genitore ed a una equipe medica del 118 di Sassari una volta atterrato a Genova è stato trasportato all’Ospedale Gaslini.

Ensign_of_the_31º_Stormo_of_the_Italian_Air_Force.svgNel primo pomeriggio di oggi un bambino di circa 6 anni in imminente pericolo di vita è stato trasportato da Alghero a Genova  a bordo di un velivolo Falcon 900 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Il piccolo paziente una volta atterrato a Genova è stato trasportato all’Ospedale Gaslini. 

La missione, richiesta dalla Prefettura di Sassari, è stata disposta dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare da dove vengono coordinati anche questo tipo di interventi. 

Gli aeromobili da trasporto e gli elicotteri dell’Aeronautica Militare sono pronti 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno, ad intervenire per missioni di pubblica utilità quali il trasporto sanitario d’urgenza di persone in imminente pericolo di vita, come avvenuto questa notte, oppure quello di organi ed equipe mediche per trapianti.

Il servizio copre l’intero territorio nazionale, isole comprese, e quando richiesto dalle autorità competenti è svolto anche a favore dei cittadini italiani che si trovano all’estero.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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All’autodromo del Mugello prosegue il corso di guida sicura e veloce per l’Arma dei Carabinieri (video)

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Mugello (FI), 19 novembre 2017 – E’ ancora l’Autodromo del Mugello la location scelta dall’Arma dei Carabinieri per il proprio corso di guida sicura ed aggiornamento di guida veloce.

Un’ importante iniziativa nata nel solco di una feconda collaborazione che da sempre caratterizza i rapporti fra l’impianto sportivo motoristico e l’Arma, come ha precisato l’amministratore delegato del Mugello Paolo Poli. Il corso di guida sicura ed aggiornamento di guida veloce che viene proposto è realizzato sulla base della più moderna didattica relativa alla guida sicura e guida di emergenza, adottata dalla totalità delle strutture che operano nel settore, e che hanno concorso alla formazione di alcuni istruttori di guida veloce dell’Arma dei Carabinieri.

Il corso ha molteplici finalità che insieme concorrono a rendere consapevole l’autista dei limiti fisici che regolano l’utilizzo delle vetture, dei limiti psicofisici individuali e dei limiti che si creano in contesti operativi di emergenza e in situazioni climatiche estreme. Il corso di guida sicura e di emergenza non è un corso di guida sportiva in pista, e da questo differisce in tutto. L’autista al termine delle attività avrà acquisito le giuste tecniche per prevedere e quindi evitare che si creino situazioni di pericolo alla guida (sovrasterzo e sottosterzo, errori in ingresso ed in uscita di curva, errata valutazione degli spazi di arresto ed errata valutazione della velocità adeguata) ed avrà altresì acquisito il corretto metodo per fronteggiare situazioni di pericolo derivanti da comportamenti altrui (evitare ostacoli fissi o mobili). Il corso farà in modo che l’autista avrà ben chiaro il concetto di guida in sicurezza, di assoluta accortezza nell’arrivo a destinazione e di arrivo sul luogo dell’intervento in condizioni psicofisiche ottimali per l’inizio delle attività operative.

Il corso – con una parte pratica presso la sala briefing del Mugello ed una pratica presso il piazzale abitualmente utilizzato per iniziativa di questa natura – è rivolto sia a formare i nuovi Carabinieri che si accingono ad andare a prestare servizio sulle gazzelle, sia ad aggiornare con le nuove tecniche quei militari che già da tempo sono impiegati nel Pronto Intervento.

Il comandante provinciale dei Carabinieri di Firenze ha sottolineato come la collaborazione con l’autodromo del Mugello abbia consentito di raggiungere risultati davvero rilevanti, che accrescono la sicurezza e l’efficacia del servizio di Pronto Intervento 112 dell’Arma di tutta la Toscana.

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Fonte e video: Arma dei Carabinieri
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Cantù: arresto in flagranza di reato per furto presso la piscina “Sporting Club 63” di Mozzate

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Cantù, 18 novembre 2017 – I militari della Stazione Carabinieri di Mozzate, all’esito di attività investigativa, hanno arrestato oggi, A. I. M., quarantottenne di Lomazzo (CO).
L’uomo, incensurato, ha iniziato a dedicarsi ai reati predatori in maniera decisamente artificiosa, riuscendo a racimolare, attraverso l’attività delittuosa iniziata ad ottobre di quest’anno e conclusasi oggi, un discreto bottino. Non colpi eclatanti, ma che se si fossero ripetuti nel tempo (come nelle mire del malvivente) avrebbero fruttato non poco.

foto-mozzate-1.jpgL’uomo, arrestato all’interno degli spogliatoi dell’ex Piscina Comunale ora “Sporting Club 63” di Mozzate, ha proposto, prima dell’episodio odierno, per ben sette volte (due volte andate a segno), il medesimo modus operandi. Perfettamente “mimetizzato” con tanto di accappatoio e asciugamano all’interno della struttura, nelle serrature degli armadietti installava dei distanziatori in gomma di colore bianco, occultati, che avrebbero consentito una chiusura solo apparente del meccanismo che di fatto non andava in chiusura perfetta.
Poi, fingendosi sempre un normale frequentatore della piscina, con il cacciavite nascosto sotto l’asciugamano e facendo attenzione che nessuno lo vedesse, con un semplicissimo “tocco” apriva l’armadietto “predisposto” in precedenza e ne portava via l’intero contenuto. Tutto ciò gli è stato possibile per poco.

Avuta notizia dei furti, i militari dell’Arma di Mozzate hanno iniziato ad indagare mediante prolungati servizi di appostamento e di pedinamento.
Fino a che, questa mattina, sono riusciti a cogliere il ladro seriale in flagranza di reato: con 450 euro di bottino, il cacciavite ed i gommini bianchi recuperati in tasca, l’uomo è stato immediatamente bloccato dai militari ed arrestato. A.I.M. è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Stazione Carabinieri di Mozzate, in attesa di giudizio direttissimo che si svolgerà nella giornata di lunedì.

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Fonte e immagini: Compagna Carabinieri di Cantù
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