Annunci

Archivi tag: Brigata paracadutisti Folgore

Libano: i caschi blu donano sangue alla croce rossa della città di tiro

PIOLIB20171205M-5

Shama (Libano), 05 dicembre 2017 – E’ stata svolta oggi, presso il comando del settore ovest di UNIFIL a guida italiana su base brigata paracadutisti “Folgore”, una giornata dedicata alla donazione del sangue a favore della Croce Rossa della città di Tiro nel sud del Libano.

Il force commander e head of mission generale Bery, con il generale Rodolfo Sganga comandante del settore ovest di UNIFIL, assieme ad oltre 120 peacekeeper di UNIFIL e dei militari delle Forze Armate Libanesi, hanno voluto partecipare all’importante iniziativa, donando il proprio sangue.

PIOLIB20171205M-6

La donazione di sangue, oltre che a rappresentare un dovere civico è un gesto concreto di solidarietà, semplice per chi dona, ma fondamentale per quanti stanno soffrendo e per i quali ricevere una donazione può rappresentare, a volte, l’unica possibilità di sopravvivenza.

La disponibilità di adeguate scorte di sangue è un patrimonio collettivo cui,  donne, uomini, giovani, vecchi, bambini, compresi noi stessi e le persone che ci sono più care può attingere in caso di necessità

PIOLIB20171205M-1

© All rights reserved
Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
___________________________________________________
Annunci

Nuovo comandante per la brigata paracadutisti Folgore

Pisa, 23 febbraio 2015 – Si è svolta questa mattina, nella caserma Gamerra di Pisa sede del centro addestramento paracadutismo, la cerimonia di cambio del comandante della brigata paracadutisti Folgore, tra il generale Lorenzo D’Addario, cedente, e il generale Giovanni Maria Iannucci, subentrante.

Alla cerimonia erano presenti il comandante delle forze operative terrestri, gen. c.a. Alberto Primicerj e le principali autorità civili e militari della città.

Il generale D’Addario lascia l’incarico dopo quasi due anni d’intensa attività che hanno visto gli uomini e le donne della Folgore impegnati, in attività addestrative,  interventi di pubblica calamità e nei principali teatri operativi.

Generale di corpo d'armata Primicerj

Generale di corpo d’armata Primicerj

Il generale Primicerj, nel suo intervento di saluto, si è congratulato con il comandante cedente per l’ottimo lavoro svolto e ha sottolineato come la brigata paracadutisti sia oramai una risorsa pregiata per l’elevatissima tecnologia dei sistemi d’arma in dotazione e per la professionalità del proprio personale.

Il generale Giovanni Maria Iannucci è diventato il 29° comandante della brigata Folgore dopo aver comandato sia il Gruppo Acquisizione Obbiettivi sia il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obbiettivi Folgore (RRAO) e aver svolto prestigiosi incarichi di staff in comandi multinazionali e interforze all’estero.

Consegna Croce di bronzo al Merito dell'Esercito al Colonnello Albamonte

Consegna croce di bronzo al merito dell’esercito al colonnello Albamonte

Durante la cerimonia sono state consegnate una medaglia d’oro al valore dell’esercito, due medaglie d’argento al valore dell’esercito, una croce d’oro al merito dell’Esercito e una croce di bronzo al merito dell’esercito, a paracadutisti che si sono distinti nella missione in Afghanistan del 2009.

© All rights reserved
Fonte: COMFOTER

Genova, emergenza maltempo: in soccorso alla popolazione 200 uomini dell’esercito 

Genova, 13 ottobre 2014 – ​​Su disposizione del Ministero della Difesa 200 militari dell’esercito sono al lavoro a Genova per ripristinare la viabilità. Uomini e donne dell’Esercito Italiano e della Marina Militare sono all’opera a Genova per aiutare la popolazione colpita dall’emergenza maltempo.

In base alle indicazioni ricevute dalla prefettura i militari stanno intervenendo nel capoluogo ligure, nel quartiere Foce, in via Cesarea, Via Diaz e Via Volturno e nei Comuni di Montoggio e Campo Ligure.

Le attività sono coordinate con la prefettura di Genova e la presidenza della regione attraverso un nucleo di collegamento della forza armata schierato nella giornata di sabato.

L’esercito, per questa emergenza, ha reso disponibile un complesso di capacità operative e tra queste: il reggimento genio pontieri di Piacenza, il reggimento di artiglieria da montagna di Fossano, il 32° reggimento genio guastatori di Torino, il 10° reggimento genio guastatori di Cremona, il 1° reggimento trasmissioni di Milano e il reggimento di supporto del comando NRDC di Solbiate Olona, unità della Brigata Paracadutisti Folgore ed elicotteri.

 Di queste unità 430 uomini e tre elicotteri sono prontamente disponibili e in grado di intervenire con breve preavviso.

Anche un team di palombari del Comando Subacquei Incursori della Marina (Comsubin) è attualmente impegnato in zona Brignole/Foce (Genova), per aiutare la popolazione del capoluogo ligure con l’ausilio di attrezzature specialistiche in dotazione, e di alcune motopompe fornite dall’Arsenale Militare della Spezia.

Gli uomini del Gruppo Operativo Subacquei della Marina (G.O.S.), sono stati tra i primi ad accorrere in aiuto della popolazione di Genova, per rimuovere acqua e fango, che hanno messo di nuovo in ginocchio la città della lanterna.

La Marina Militare ha inoltre reso disponibili le navi Caio Duilio e Grecale, pronte per essere dislocate a Genova qualora la Protezione Civile lo ritenesse necessario.

L’Esercito fornirà ogni concorso necessario di uomini e mezzi tenendo informati i competenti organi dello Stato Maggiore della Difesa.

© All rights reserved
Fonte: Stato Maggiore dell'Esercito

Intervista al 1 maresciallo lgt Giampiero Monti. Una vita per la Patria

di Monica Palermo 

Roma, 09 ottobre 2014 – Giampiero Monti, 1° Maresciallo Lgt paracadutista, classe ’66, arruolato a maggio 1984 presso la Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo, quest’anno festeggia i suoi primi trent’anni di carriera militare. Per circa venti anni è stato nella Brigata Paracadutisti Folgore, per poi prestare servizio, dal 2009, presso l’ufficio militare dell’Ambasciata italiana a Washington USA. Ha partecipato a diverse missioni: Ibis in Somalia nel 1993, Enduring Freedom in Kosovo nel 1999 e nel 2001, Decisive Endevour in Kosovo nel 2003, Nilo in Sudan nel 2005. Attualmente in missione EUTM Somalia a Mogadiscio. È un pluridecorato, tra cui ricordiamo la Medaglia Argento al Valor Militare e la Medaglia d’Oro quale Vittima del Terrorismo (per i fatti d’armi del 2 luglio 1993 Check Point PASTA in Mogadiscio).

– Maresciallo, la sua è stata una carriera intensa, cosa l’ha spinta ad entrare nel mondo militare e cosa l’ha spinta a restarci?

Nella mia famiglia sono stato il settimo di dieci figli, sin dall’età di 10 anni ho cominciato a tenere in ordine il mio letto, il mio piccolo spazio all’interno dell’armadio condiviso con i fratelli e sorelle. Ho sempre rispettato le regole. Quando sono arrivato all’età di 16 anni, durante le scuole superiori, all’interno della scuola vidi un manifesto, dove c’era scritto “Arruolati volontario alla scuola allievi sottufficiali”. Sentii subito un’emozione incontrollabile, il mio battito cardiaco accelerò, mi dissi questa sarebbe stata la mia strada. Tornai a casa e ne parlai immediatamente con i miei genitori, che rimasero sbalorditi della mia scelta, in quanto nella mia famiglia nessuno si è mai avvicinato alle F.F.A.A. compresi i nonni. Arruolato a 17 anni, giorno dopo giorno cresceva in me la passione per la divisa, questo mondo è il mio mondo. Disciplina, regole, rispetto, Onore, fratellanza e Lealtà sono i codici del mio DNA. Dopo essere stato ferito in Somalia, mi offrirono la riforma, ovviamente non accettai, per me sarebbe stato come morire.

– Tutti conoscono ciò che accadde durante la battaglia del Check Point Pasta a Mogadiscio nel 1993, pochi forse sanno quali sono state le emozioni vissute in quel momento, fatta eccezione di chi le ha vissute, le va Maresciallo Monti di descriverle?

Quel giorno, per noi si ruppe un incantesimo, eravamo li per aiutare non per invadere. Da mesi portavamo aiuti umanitari, abbiamo costruito scuole, uffici e abbiamo ricevuto il ben servito. Quel giorno per quanto mi riguarda, ho raggiunto l’apice dell’essere soldato, in una frazione di secondi ho dovuto decidere se sparare o gettare l’arma, ho deciso di combattere perché sono un soldato, a offesa ugual difesa e io mi sono difeso. Non si possono descrivere alcune sensazioni perché sono cosi forti ed invasive che non le riesci a controllare.

– Chi è militare sa cosa vuol dire esserlo, ma per chi sta al di fuori di questa realtà, come descriverebbe un uomo/una donna, che indossano una divisa? Vi si immagina come dei Rambo sempre pronti all’azione, e così deve essere in ambito operativo, ma immagino abbiate anche un lato umano, con gioie e tristezze come tutti, come riesce a conciliare entrambi gli aspetti, o uno esclude l’altro?

Essere un soldato vuol dire sacrificare la propria vita incondizionatamente per la Patria. Sappiamo di dover poter mettere a rischio la nostra vita, e sottostiamo a delle regole che spesso potrebbero apparire “eccessive”, ma le rispettiamo, tutti noi amiamo mostrare con orgoglio il nostro tricolore fuori dal territorio italiano, siamo orgogliosi di essere italiani. Svolgiamo nella nostra quotidianità attività addestrative perché dobbiamo essere sempre pronti ad un’eventuale chiamata, oggi le Forze Armate dispongono di mezzi e strumenti altamente tecnologici e essere addestrati è il minimo che possiamo fare.

– Regole e disciplina, cosa significano per lei? Tutti potrebbero esserci portati o è uno stile di vita solo per alcuni privilegiati?

Regole e disciplina sono alla base del rispetto, innanzitutto per sé stessi. Non tutti sono portati al rispetto delle regole ma, come la vita insegna, chi non rispetta, innanzitutto non viene rispettato e non esiste mai lieto fine per costoro.

– Secondo Lei potrebbe essere di giovamento per i giovani il ripristino del servizio di leva? Molte sono ora le caserme che vengono dismesse, gli arruolamenti sono solo volontari, come potrebbe essere reinserito?

Molte caserme sono dismesse non perché abbiamo sospeso la leva, ma perché, come sappiamo, negli anni ‘90 con la fine della Guerra Fredda l’esigenza si è ridimensionata. Nella mia esperienza professionale ho avuto modo di lavorare con la leva, con il sistema misto ed ora con quello professionale. Vi sono dei vantaggi e degli svantaggi in tutte le formule. Certo, con l’aver sospeso la leva, abbiamo tolto la possibilità a generazioni di giovani di conoscere un mondo diverso da quello cui erano abituati, privandoli di una importante esperienza lontano da casa. È grave vedere dei giovani senza ideali, spesso egoisti, totalmente disinteressati al bene comune, attenti solo a tecnologie del tipo play station, cellulari ed altro, mi piace, invece, ascoltare i nostri padri come ricordano con ansia i bellissimi tempi del servizio di leva.

– Maresciallo Monti, lei è un pluridecorato, se la ricorda la sua sensazione quando ha ricevuto la sua prima medaglia, il suo primo riconoscimento? Cosa vuol dire ricevere una medaglia?

Un motivo di orgoglio, fierezza ma nello stesso tempo un peso, rappresentare un’alta decorazione come la mia vuol dire mostrarsi sempre impeccabile, dare l’esempio, essere in ogni momento un punto di riferimento per i più giovani e, perché no anche per gli anziani, non può che essere motivo di orgoglio.

– Viviamo un periodo storico in cui i valori si sono affievoliti, ci sta confusione, il concetto di Patria pare sia diventata astrazione, a meno che non si parli di calcio, diventa sempre più difficile riconoscersi in qualcosa e avere un ideale, lei cosa ne pensa?

Anche a tal proposito, con il servizio di leva, si provava a trasmettere dei valori, quegli stessi valori con i quali i nostri padri resero l‘Italia una nazione.

– Trent’anni di appartenenza non sono pochi, si potrebbe considerare un secondo matrimonio ben riuscito, ha mai avuto ripensamenti? Tornasse indietro farebbe qualcosa di diverso?

Nessun ripensamento, ne farei altri trenta al fine di trasmettere quei Valori di cui stiamo parlando. Rifarei tutto, non farei niente di diverso perché ciò che ho fatto mi viene riconosciuto nel giusto.

– Ci sta un aneddoto della sua carriera a cui è affezionato e le piacerebbe condividere con i nostri lettori?

Il 20 febbraio 1986 il mio primo lancio su CH47, gasatissimo per il primo lancio, appena 18 anni, condividevo i momenti con i miei fratelli di corso, tutta la mattinata a Tassignano (Lucca) a scherzare e raccontare l’emozione tra noi. In particolare c’era un leccese (futuro bersagliere che doveva fare solo tre lanci per abilitazione), a cui ero molto affezionato, diceva che non vedeva l’ora e prendeva in giro chi titubava. Saliti sul CH47, ero il terzo della fila, appena seduti guardavo con ammirazione, attraverso la rampa aperta dell’elicottero, il suolo che si allontanava, dopo circa tre minuti “ritti” mi alzai, il “leccese” davanti a me si gira e mi fa l’occhiolino. Siamo a 500 metri di quota, ci fanno agganciare la fune di vincolo, passano i secondi ed io non vedo l’ora di saltare, danno il via, il primo va via, il secondo (il leccese) non si muove, gli urlo “aoooooo movete” ma niente, era con lo sguardo nel vuoto, proprio lui che sfotteva gli altri, altri due tre secondi ed il lancio veniva annullato, cominciai a spingerlo in avanti fino a farlo giungere dal DL (direttore di lancio) che gli da una pacca alla gamba sinistra, in quel momento si riprende e salta, e io subito dopo di lui. Alla riconsegna del paracadute mi si avvicina e mi dice grazie “senza il tuo aiuto non sarei saltato”, gli rispondo “ora però ti metti davanti a tutti e cominci a pompare cantando… non son degno di Te”.

 

Grazie Maresciallo anche da parte dei nostri lettori. (Monica Palermo)

© All rights reserved 

Repubblica Centrafricana: i genieri italiani bonificano un canale idrico contribuendo alla prevenzione della malaria

Bangui, 15 settembre 2014 – I genieri italiani della missione dell’Unione Europea nella Repubblica Centrafricana EUFOR RCA hanno terminato nei giorni scorsi i lavori di bonifica di un importante tratto della rete idraulica della capitale Bangui, contribuendo alla prevenzione della malaria in quartieri densamente popolati.

Nell’arco di una settimana, una squadra specializzata dell’8° reggimento della Brigata paracadutisti Folgore ha rimosso oltre 1000 metri cubi di detriti che ostruivano il deflusso dell’acqua piovana.

I lavori sono stati svolti su richiesta delle comunità locali a seguito delle forti precipitazioni stagionali che causano notevoli ristagni d’acqua, aumentando il rischio di diffusione della malaria, malattia che in Centrafrica costituisce la principale causa di mortalità per i bambini sotto i 5 anni (dato UNICEF).

Nelle prossime settimane, i genieri dell’Esercito condurranno lavori per il miglioramento della sicurezza dello scalo aereo della capitale centrafricana.

Sono circa cinquanta i militari dell’Esercito Italiano che contribuiscono alla missione multinazionale EUFOR RCA. Missione che vede complessivamente 750 unità operanti nella capitale del Paese africano dallo scorso 15 giugno con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile, facendo da ponte alla missione delle Nazioni Unite MINUSCA che inizierà a schierarsi dalla prossima settimana.

© All rights reserved
Fonte: Ministero della Difesa


Alamari Musicali

Piccolo contributo per diffondere, in Italia e nel mondo, la conoscenza e l'amore per le Bande e le Fanfare delle Forze Armate, dei Corpi di Polizia e delle Associazioni d'Arma della Repubblica Italiana, della Repubblica di San Marino e dello Stato della Città del Vaticano.

Dott.ssa Ilaria Rizzo

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA

PODIO

can che abbaia non morde

WordAds

High quality ads for WordPress

Geopolitica italiana

La politica estera e la geostrategia italiana nei contesti geopolitici in cui l’Italia può dispiegare influenza diplomatica e proiezione militare

Rassegna Stampa Militare

Difesa, Cooperazione Internazionale e scenari europei

Libano

immagini e documentazione raccolta da quotidiani libanesi

effenasca

welcome to my webspace, where you can find the activities I am interested in

-Military News from Italy-

Rispetto e onore al Tricolore!

tuttacronaca

un occhio a quello che accade