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Archivi del mese: luglio 2018

Niger: la Difesa contribuisce alla diffusione di farmaci ed attrezzature a favore della popolazione

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Donazione di farmaci, presidi medici ed attrezzatura per depurazione, raccolta e distribuzione acqua potabile per la popolazione del Niger

Niamey (Niger), 30 luglio 2018 – Si è svolta oggi, presso la base aerea di Niamey in Niger, la cerimonia di consegna alle autorità civili nigerine di circa sette tonnellate di farmaci, presidi medici e di un’attrezzatura per depurazione, raccolta e distribuzione di acqua potabile donati dallo Stato italiano, tramite il ministero degli Affari Esteri e la cooperazione internazionale (approvvigionamento dal deposito UN di Brindisi) e trasportati con un  aereo militare C 130J. Tale materiale è stato donato a seguito di una richiesta di supporto sanitarioespressa dal ministero della Salute Pubblica del Niger al fine di contrastare l’epidemia di colera che sta affliggendo la regione di Maradi. Sono stati, inoltre, donati al ministero della Difesa materiali per uso sanitario.

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Alla cerimonia, organizzata dall’ambasciata d’Italia e dal personale militare della missione bilaterale di supporto nella repubblica del Niger (MISIN), hanno partecipato il ministro della Salute Pubblica, Illiassou Idi Mainassara, ed altre autorità civili e militari nigerine, l’incaricato di Affari dell’ambasciata, Angelo Petruccio, ed il comandante della missione, generale di brigata Antonio Maggi.

Il ministro della Salute Pubblica, Illiassou Idi Mainassara, durante l’intervento in diretta su Tele Sahel ha colto l’occasione per ringraziare il governo italiano per aver contribuito con questa donazione ad assicurare uno specifico trattamento sanitario alla popolazione.

Grazie a tale donazione, coordinata dalla MISIN, sarà possibile assicurare le cure di base per migliaia di persone, oltre ad un trattamento sanitario specifico per le popolazioni colpite dall’epidemia di colera.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Incendi, Sicilia: l’Esercito interviene a Enna, quarto intervento in provincia di Agrigento da parte dell’Aeronautica

HH 139

Sigonella (SI), 30 luglio 2018 – Un elicottero HH 412A del 2° reggimento aviazione dell’Esercito è decollato da Sigonella alle 15 di oggi su richiesta della Sala Operativa Unificata della Regione Siciliana per un incendio che è divampato nel comune di Piazza Armerina, provincia di Enna. L’intervento è durato un’ora e quaranta e sono stati riversati 8 mila litri di acqua.

Ancora in corso invece l’intervento di un elicottero HH-139 dell’82° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi, impegnato da questa mattina nelle operazioni di spegnimento di un vasto incendio che si è sviluppato nella zona di Catena-Sabuca di Sicilia, in provincia di Agrigento. Qui sono stati già effettuati più di 40 sganci, per oltre 30 mila litri di acqua riversati sulle aree colpite dai roghi attraverso la speciale benna di cui è dotato l’elicottero. Dopo il cambio di equipaggio, è da poco partita la quarta missione sul posto. 

Con gli interventi odierni salgono ad oltre 100 le ore di volo complessive già effettuate dagli elicotteri della Difesa in Sicilia per la lotta agli incendi boschivi.

Un contributo che si inquadra nell’ambito dell’accordo siglato lo scorso giugno tra il Ministero della Difesa, la Regione e la Protezione Civile Nazionale, grazie al quale sono stati messi a disposizione – in diverse zone dell’isola – personale ed assetti delle Forze Armate. L’antincendio è una delle capacità duali che la Difesa mette a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasioni di calamità, operando in questo caso in stretto contatto e a supporto delle diverse agenzie e corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: senza sosta l’impegno delle Forze Armate a combattere gli incendi boschivi

AB 212 MM

Roma, 27 luglio 2018 – Un elicottero HH 412 A dell’Esercito e un AB 212 della Marina Militare sono decollati mercoledi 25 luglio, rispettivamente dalla base di Sigonella e dalla base di Catania, per fornire supporto alle operazioni anti incendio in località Molara nel comune di Caltagirone (CT). L’intervento è avvenuto in seguito alla richiesta pervenuta dalla Sala Operativa Unificata Regionale (S.O.U.R.) della Regione Siciliana e dal Centro Operativo del Corpo Forestale della Provincia di Catania.

Gli elicotteri delle tre Forze Armate messi a disposizione dal Ministero della Difesa nella campagna antincendio boschivi hanno svolto fino ad oggi nella sola Sicilia un totale 94 ore di volo. 

HH 412 E I

Il Ministero della Difesa, lo scorso 8 giugno, ha perfezionato l’accordo con la Protezione Nazionale e Regione Siciliana tesa a fornire la disponibilità di 295 ore di volo su tre velivoli rischierati dall’Esercito sulla Base di Sigonella (HH – 412), dalla Marina Militare sulla Base di Catania (AB – 212) e dall’Aeronautica Militare sulla Base di Trapani (HH – 139). Inoltre, nell’ambito della campagna antincendio boschivi nazionale, le Forze Armate assicurano un impiego di ulteriori 5 velivoli nelle sedi di Viterbo, Lamezia terme, Torino, Cagliari, Bolzano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Consegna del veicolo Qooder di Quadro Vehicles all’Arma dei Carabinieri (video)

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Roma, 26 luglio 2018 – All’interno del parco del comando generale dell’Arma dei Carabinieri è stato presentato uno speciale Qooder che entrerà a far parte dei veicoli dell’Arma dei Carabinieri, con il fine di pattugliare le strade costiere delle province di Lucca e di Rimini per l’estate 2018.  

La cerimonia si è svolta alla presenza del capo di Stato Maggiore del comando generale dell’Arma dei carabinieri generale di divisione Enzo Bernardini, del Ceo di Quadro Vehicles Paolo Gagliardo, e dei vertici dello Stato Maggiore dei Carabinieri.

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I mezzi, concessi in comodato d’uso gratuito, sono in grado di operare su terreni difficilmente percorribili da altri veicoli e saranno utilizzati lungo le strade della Riviera Romagnola e della Versilia, dove forte è la presenza turistica nel periodo estivo. Il Qooder, unendo il meglio del mondo dell’auto con quello delle motociclette, garantisce la sicurezza dei cittadini, grazie a interventi tempestivi, ma anche dei carabinieri risultando estremamente stabile su ogni tipo di strada, anche la più dissestata. Infatti il mezzo può vantare il sistema brevettato HTS Hydraulic Tilting SystemTM, che gli consente di inclinarsi come una moto a 2 ruote ma di mantenersi aderente all’asfalto grazie alle sue 4 ruote da 14 pollici.

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Contraddistinto dalla classica livrea dei Carabinieri, tra le dotazioni specifiche si segnalano i dispositivi di emergenza luminosi a LED e sonori, in linea con i motocicli già in linea operativa, parabrezza regolabile, bauletto posteriore, paramani e bull bar.

Queste ulteriori dotazioni consentiranno a Qooder una assoluta tempestività e precisione negli interventi, sia diurni che notturni.

“Desideriamo ringraziare l’Arma dei Carabinieri per averci dato l’opportunità di essere al suo fianco nelle diverse attività di servizio che quotidianamente svolge per la protezione e tutela del Paese. È una partnership rivolta alla sicurezza e alla stabilità su strada, così come nello spirito di Qooder.” Lo ha dichiarato Paolo Gagliardo durante la cerimonia.

 

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Esercito: firmato il contratto per l’acquisizione delle prime 10 unità del nuovo veicolo blindato “Centauro II”

Il modello in scala della nuova blindo Centauro II

Roma, 24 luglio 2018 – Oggi pomeriggio, alla presenza del segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, generale di squadra aerea Carlo Magrassi e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina,  è stato firmato il contratto tra i rappresentanti della Società Consortile Iveco – Oto Melara (CIO) e il direttore degli armamenti terrestri, tenente generale Francesco Castrataro, che prevede la consegna all’Esercito di una prima tranche di 10 blindo “Centauro II”.

Il nuovo mezzo, evoluzione moderna della blindo “Centauro I”, in servizio nei reparti di Cavalleria di linea dell’Esercito, acquisita alla fine degli anni ’80 e molto apprezzata anche dagli eserciti stranieri, rappresenta uno dei più ambiziosi programmi militari della Difesa, che consentirà all’Esercito Italiano di dotarsi di piattaforme con più alti livelli di mobilità, sopravvivenza, oltre ad un elevato indice di digitalizzazione e protezione degli equipaggi. 

5 Firma del contratto

La fornitura completa di 136 veicoli permetterà alla Forza Armata di rispondere alle esigenze operative e di avere mezzi all’avanguardia e più performanti rispetto alla prima versione.

Questo risultato è il frutto di una sinergia di sforzi tra i rappresentanti della Forza Armata, del segretariato generale e del mondo dell’Industria, che consentirà di disporre di un veicolo dalle prestazioni elevate, in grado di operare nei moderni scenari operativi, per l’assolvimento delle missioni a difesa della sicurezza nazionale e nelle operazioni di supporto e mantenimento della pace.

6 I rappresentanti delle Forze armate e della Società Consortile Iveco Oto Melara

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il Policlinico Militare di Roma presente al 4° congresso di Heidelberg sulla rigenerazione tissutale in ortopedia e traumatologia

Il Policlinico Militare di Roma presente al 4° congresso internazionale della società europea di Rigenerazione Tissutale in Ortopedia e Traumatologia

un momento dell'evento

Roma, 23 luglio 2018 – Ha avuto luogo dal 16 al 19 luglio ad Heidelberg (Germania) il  4° Congresso internazionale della Società Europea di Rigenerazione Tissutale in Ortopedia e Traumatologia (ESTROT) che ha visto la partecipazione dei più importanti e qualificati esperti internazionali della medicina e chirurgia rigenerativa.

Per il Policlinico Militare di Roma “Celio” ha partecipato il brigadier generale medico Marco Liccardo (specialista in ortopedia e traumatologia), membro della faculty congressuale, che ha presentato una relazione dal titolo “Regenerative medicine e surgery: PRP management” nella quale ha illustrato le ricerche sulle cellule staminali e sul gel piatrinico (PRP) effettuate presso il nosocomio militare. Ha partecipato inoltre il colonnello medico Vincenzo Piccinni (specialista in ortopedia e traumatologia) che ha presentato un poster scientifico dal titolo “PRP in knee osteoarthritis: preliminary results looking for stadardization in orthopaedic practice”, illustrando i dati relativi al trattamento della artrosi al ginocchio con gel piastrinico e i promettenti sviluppi dei trattamenti di medicina rigenerativa in tale contesto. L’evento ha visto inoltre la partecipazione del tenente colonnello medico Vincenzo Pipitone (specialista in radiologia) che ha presentato un poster illustrando i risultati preliminari relativi a una nuova tecnica ecoguidata di infiltrazione con PRP a livello dell’anca per il trattamento della coxartrosi, tecnica che garantisce una notevole precisione nel raggiungere il sito di patologia con l’uso degli ultrasuoni.

intervento del Brig. Gen. Liccardo

La presenza di tre ufficiali medici del Celio, fra i pochi relatori italiani invitati a un così importante evento scientifico internazionale, conferma ancora una volta che il Policlinico Militare di Roma e la sanità militare dell’Esercito sono una realtà di assoluta eccellenza nel panorama della medicina sperimentale e scientifica internazionale.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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Il generale Claudio Graziano all’esercitazione “Spartan Alliance”, un’operazione di volo interamente simulata

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Roma, 22 luglio 2018 – Dal 18 al 20 luglio, l’Aeronautica Militare ha svolto la Spartan Alliance 18-8, complessa esercitazione condotta in cooperazione con il Warrior Preparation Center del Comando U.S. Air Force in Europa. La straordinarietà di questa attività addestrativa multinazionale è data dal fatto che si è trattato di un’esercitazione interamente simulata al computer: velivoli e sistemi, in volo e da terra, hanno dato vita ad una operazione aerea estremamente complessa ed elaborata, collocata in un ambiente virtuale e fittizio, ma totalmente aderente agli attuali scenari geostrategici. Nella giornata conclusiva odierna, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, accompagnato dal capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, ha assistito in prima persona, dalla sala operativa allestita presso la base di Pratica di Mare, ad alcune fasi delle operazioni, interagendo direttamente con i piloti e con gli operatori impegnati nelle missioni simulate. In tale circostanza, un folta platea di ospiti composta dai rappresentanti della Difesa, dell’industria di settore e della stampa specialistica, ha potuto assistere alla presentazione della Spartan Alliance.

“Queste attività sono opportunità preziosissime per le donne e per gli uomini delle Forze Armate, che possono così addestrarsi a 360°, affrontando minacce sempre più multidimensionali, imprevedibili e transnazionali, in un ambiente totalmente sicuro, a ridotto impatto ambientale ed in economia delle risorse messe in campo” ha così commentato il Generale Graziano che ha poi concluso “la dimensione umana continua a rimanere la più importante ricchezza strategica dello Strumento militare e il contributo e l’impegno di ogni singolo elemento, a prescindere dal grado e dall’incarico ricoperto, è fondamentale per garantire il successo della missione” .

Il generale Vecciarelli ha sottolineato che “Questa esercitazione è una concreta dimostrazione di ciò che si può fare nelle operazioni complesse attraverso una completa integrazione delle capacità del potere aereo come fattore abilitante per tutte le Forze Armate sorelle e delle altre istituzioni dello Stato che si occupano di sicurezza e difesa. Dopo i processi di innovazione già avviati dalla Forza Armata a favore del personale, nel campo della logistica e dell’addestramento avanzato, si chiude così il quarto pilastro che sostiene l’era ‘Aeronautica 4.0’, quella dei sistemi cyber, della capacità di raccolta, elaborazione e distribuzione delle informazioni per affermare, in tutti gli ambienti operativi, la superiorità decisionale”.

10 - Intervento del Gen. Caputo, Sottocapo di Stato Maggiore AM

L’Aeronautica Militare si è esercitata per la prima volta sperimentando una “federazione” di simulatori, connessi in rete, che hanno partecipato a missioni aeree complesse in un ambiente totalmente virtuale, riproducendo uno scenario d’impiego estremamente realistico. Un “campo di battaglia” sintetico, generato da un unico sito e distribuito a tutti gli altri simulatori, che hanno quindi “giocato” all’interno di un unico ambiente virtuale di operazioni, interagendo e operando esattamente come avverrebbe in caso reale.

L’esercitazione ha coinvolto oltre allo USAFE WPC (US Airforce in Europe – Warrior Preparation Center) di Ramstein, diverse basi aeree italiane, presso le quali sono dislocati i simulatori di volo dell’Aeronautica Militare. In particolare, sono stati impiegati i simulatori di assetti pilotati (Tornado, Eurofighter, T-346) e il simulatore del velivolo MALE (Medium Altitude Long Endurance) con controllo da remoto da parte del Centro di Eccellenza Aeromobili a Pilotaggio Remoto di Amendola. Sono stati riprodotti anche sistemi di “Comando e Controllo”, essenziali per la gestione e per il monitoraggio di operazioni aeree complesse, quali il Reparto Mobile di Comando e Controllo (RMCC) ed il sistema di comando e controllo antimissilistico SIRIUS. I Joint Terminal Attack Controller (JTAC), riprodotti virtualmente a terra, hanno invece operato dai simulatori JTAC dislocati presso il WPC (Warrior Preparation Center) e il “Centro Stella” (national HUB) della federazione dei simulatori italiani, collocato presso il Reparto Sperimentale Volo, utilizzando le connessioni protette messe a disposizione dal Reparto Gestione ed Innovazione Sistemi di Comando e Controllo dell’Aeronautica Militare.  All’esercitazione hanno preso parte anche un simulatore AWACS della NATO, dalla base aerea di Geilenkirchen, e simulatori di sistemi di difesa missilistica PATRIOT della German Air Force.

  Gli avanzati sistemi utilizzati dall’Aeronautica Militare hanno consentito alle forze partecipanti di svolgere le proprie missioni in uno scenario virtuale assolutamente fedele e affidabile, garantendo la valenza operativa dell’esercitazione. Un traguardo reso possibile solo dalla stretta collaborazione con l’industria, riaffermando la valenza del “Sistema Paese”: infatti, Leonardo ha implementato la capacità di simulazione distribuita presso i vari siti collegati, grazie all’utilizzo di un proprio generatore di ambiente sintetico denominato RIACE, che consente di integrare la simulazione di numerosi sistemi a diversi livelli di complessità; MBDA Italian, invece, ha contribuito con lo sviluppo e la realizzazione dei software di simulazione e di addestramento dei sistemi missilistici di difesa aerea.

Questa esercitazione ha quindi rappresentato un importante passo in avanti sotto il profilo tecnologico e un cambiamento significativo per quanto riguarda gli aspetti addestrativi. Con la Spartan Alliance, infatti, l’Aeronautica Militare introduce un nuovo concetto di addestramento, basato sull’impiego crescente di componenti simulate, con lo scopo di arrivare in futuro alla piena rappresentatività in termini di performance e di capacità dei sistemi reali in una architettura di rete permanente e sicura. La possibilità di affrontare uno scenario completamente virtuale con le stesse modalità adottate nella realtà, non solo consente di riprodurre efficacemente scenari complessi, impossibili da ricreare in attività addestrative reali, ma permette di creare economie di scala che portano ad un notevole risparmio in termini di budget. L’impiego di simulatori, infatti, non solo consente di contenere l’attività di volo reale a fini addestrativi, ma sviluppa anche equipaggi che andranno in volo già con una solida preparazione che renderà la loro attività più efficiente ed efficace. La simulazione consente inoltre di ottenere una riduzione sostanziale dell’impatto sull’ambiente (riduzione dell’impiego di combustibile, ulteriore diminuzione delle emissioni sonore ed elettromagnetiche connesse all’attività di volo) permettendo la realizzazione di un addestramento sostenibile.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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