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Archivi del mese: maggio 2018

L’ospedale veterinario dell’Esercito a l’86° concorso ippico internazionale di Roma “Piazza di Siena”

un momento del soccorso

Montelibretti, 28 maggio 2018 – Quella appena trascorsa è stata una settimana di grandi impegni per l’Ospedale veterinario militare dell’Esercito di Montelibretti. Conclusa l’esercitazione di una Veterinary Evacuation (VETEVAC) per il soccorso avanzato di cani militari, dal 23 al 27 maggio a Viterbo nell’ambito della Complex Aviation exercise I-2018 , il nosocomio, diretto dal colonnello Alfonso Giordano, è stato protagonista dell’86° Concorso Ippico Internazionale di Roma “Piazza di Siena”.

un intervento durante l'evento

La clinica veterinaria dell’ospedale veterinario dell’Esercito è stata riferimento di pronto intervento per tutta la durata dell’evento e per tutti i cavalli partecipanti alle gare, schierando, nella prestigiosa location di Villa Borghese, il proprio assetto per lo sgombero di quadrupedi. In tale contesto il dispositivo è stato impiegato per un grave infortunio di un cavallo della squadra canadese (EH ALL OR NONE)  che, trasferito a Montelibretti con l’ambulanza al nosocomio veterinario militare, è stato sottoposto d’urgenza a intervento chirurgico.

Nei prossimi giorni la struttura veterinaria e il suo team di sgombero opereranno nel cuore della città di Roma per la tradizionale parata ai Fori Imperiali in occasione del LXXII anniversario della proclamazione della Repubblica italiana.

L’ospedale veterinario militare è un ente alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito ed è deputato all’assistenza, al ricovero e alla cura specialistica di tutti i quadrupedi dell’Esercito impegnati in Patria e all’estero.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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A Roma la commemorazione del centenario della legione cecoslovacca

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Roma, 24 maggio 2018 – Il ministro della Difesa slovacco, Peter Gajdos, è giunto a Roma per ricordare l’anniversario di costituzione della legione cecoslovacca, il 24 maggio 1918.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha ricevuto, su delega del ministro della Difesa, la visita ufficiale a Roma del ministro della Difesa slovacco, Peter Gajdos. L’avvio dei lavori è stato preceduto dalla cerimonia solenne di deposizione di due corone d’alloro al sacello del Milite Ignoto, presso l’altare della Patria, da parte del Ministro Gajdos, del Capo di Stato Maggiore della Difesa slovacca, generale Zmeko, e dell’ambasciatrice della Repubblica Ceca in Italia, Hana Hubácková, accompagnati dal Generale Graziano, con l’intento di ricordare il sacrificio dei militari di tutti i conflitti e, in particolare, di quelli cecoslovacchi che combatterono tra le fila dell’Esercito Italiano durante la Grande Guerra.

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A seguire, la delegazione delle autorità straniere si è portata presso Palazzo Esercito, dove un picchetto interforze ha reso gli onori militari, a premessa dei colloqui tra il generale Graziano, il ministro Gajdos e il generale Zmeko. In apertura, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha tenuto a rimarcare che “le relazioni bilaterali tra Italia e Slovacchia sono eccellenti e costantemente corroborate dalle frequenti attività congiunte, svolte anche ai più alti livelli”. Proprio la cooperazione bilaterale in ambito militare e l’impegno comune in missioni internazionali – come, ad esempio, la missione NATO Resolute Support in Afghanistan e la coalizione anti Daesh in Iraq – sono stati al centro dei colloqui, oltre allo scambio di vedute sulla Difesa europea e sui rapporti tra UE e NATO.

Il generale Graziano ha voluto anche ricordare che “il significato di questa visita assume un’importanza particolare in questo giorno, in cui ricorre per la Repubblica Ceca e per quella Slovacca l’anniversario del centenario della costituzione della divisione della legione Cecoslovacchia. E proprio Roma ebbe il merito di riconoscere ai disertori e ai prigionieri cecoslovacchi, che desideravano combattere per l’indipendenza del proprio paese dal giogo austro-ungarico, dignità di combattenti, inquadrandoli dapprima in reparti italiani e, successivamente, in una vera e propria Divisione cecoslovacca, poi innalzata a rango di Legione”. Il 21 aprile del 1918 il governo italiano riconobbe ufficialmente il corpo cecoslovacco con una convenzione tra le parti, firmata dal presidente del consiglio dei ministri del Regno d’Italia, Vittorio Emanuele Orlando, dal ministro della Guerra Vittorio Zuppelli, dal vice-presidente del Consiglio Nazionale dei Paesi Cecoslovacchi accreditato in Italia, generale Stefanik, e dal membro del Consiglio Nazionale Cecoslovacco, Sychrava. Il 24 maggio 1918 il generale Stefanik veniva posto al comando della divisione cecoslovacca. “L’Italia fu il primo paese dell’Intesa a riconoscere il consiglio nazionale cecoslovacco come futuro governo di quella che sarebbe divenuta una nuova nazione” ha poi chiosato il capo di Stato Maggiore della Difesa.

La divisione cecoslovacca, agli ordini del generale Andrea Graziani, venne immediatamente impiegata sul Piave e nel settore ad est del Garda.  I volontari cecoslovacchi indossarono l’uniforme grigioverde del Regio Esercito, portando sul bavero della giubba una coppia di mostrine bianco-rosse bordate di azzurro – i colori della bandiera cecoslovacca – sormontate da due fucili incrociati, mentre al braccio sinistro era posto uno scudetto omerale riportante il monogramma intrecciato CS e bordato di filo rosso. Come copricapo, venne adottato il cappello alpino, inizialmente senza penna, recante nel fregio un’aquila ricamata con al centro un tondino bipartito nei colori bianco e rosso.

Nel corso dei combattimenti, oltre ai caduti ed ai feriti, alcuni volontari cecoslovacchi furono catturati dagli austriaci e, giudicati con l’aggravante del tradimento e della diserzione a favore del nemico, vennero tutti sommariamente passati per le armi. “È doveroso oggi commemorare tutti i caduti cecoslovacchi che corsero rischi maggiori di tutti gli altri soldati e che, con il loro contributo, permisero all’Italia di giungere alla vittoria finale. Onoriamo, quindi, con profonda commozione e riconoscenza il loro spirito di sacrificio, ancor più encomiabile alla luce del fatto che fossero pienamente consapevoli che, in caso di cattura, non avrebbero avuto alcuna possibilità di salvezza” ha così concluso il generale Graziano.

Il ministro Gajdos e il generale Zmeko hanno ringraziato per la calorosa accoglienza e per il ricordo che le autorità militari italiane hanno voluto tributare ai soldati cecoslovacchi che combatterono sul fronte italiano durante la Grande Guerra.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Al via “Corvus Corax”, l’esercitazione congiunta tra Aeronautica Militare e Guardia di Finanza

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Roma, 23 maggio 2018 – Inizia domani 24 maggio in Puglia la prima parte dell’esercitazione congiunta tra Aeronautica Militare e Guardia di Finanza “Corvus Corax”. Come già avvenuto a dicembre 2016, le due istituzioni agiranno in concomitanza per integrare e migliorare le capacità di coordinamento e cooperazione nelle attività di Difesa degli spazi aerei e marittimi nazionali, con riguardo anche alla lotta ai traffici illeciti.

La prima parte dell’esercitazione prevede l’intercettazione congiunta, da parte di assetti dell’Aeronautica Militare e della Guardia di Finanza, di un velivolo ultraleggero utilizzato per il trasposto clandestino di materiale illecito attraverso lo spazio aereo italiano.

La seconda parte dell’esercitazione, che si terrà lunedì 28 maggio, simulerà invece l’intercettazione di un natante veloce proveniente dal mare internazionale, utilizzato sempre per traffico illecito. In entrambi gli eventi dell’esercitazione, le operazioni si concluderanno con l’arresto dei trafficanti da parte degli uomini della Guardia di Finanza.

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La Corvus Corax nasce dall’esigenza, maturata negli ultimi anni, di fronteggiare minacce di natura asimmetrica, rappresentate anche da vettori dall’impiego non strettamente militare, quali ad esempio velivoli dalle basse prestazioni, bassa velocità e volo condotto a bassa e bassissima quota. Con l’edizione di quest’anno, è stato introdotto quale obiettivo dell’intercettazione anche un natante, allo scopo di estendere e ottimizzare la capacità di intervento contro un’altra tipologia di mezzo di trasporto, usato spesso per attività criminali.

L’esercitazione vuole verificare e dimostrare come l’utilizzo sinergico di diverse componenti militari e corpi armati dello Stato consenta di ampliare le possibilità di impiego del dispositivo di difesa aerea a supporto delle operazioni delle forze dell’ordine, a tutela della comunità e della legalità.

L’Aeronautica Militare impiegherà per l’esercitazione, oltre agli enti adibiti al controllo del Traffico Aereo e della Difesa Aerea, diversi velivoli che attueranno una staffetta alternandosi al controllo dei vettori clandestini. Oltre ai caccia F-2000, impiegati quotidianamente proprio per difendere lo spazio aereo nazionale, saranno utilizzati anche elicotteri HH-139 (uno della GDF e uno dell’AM), particolarmente efficaci nella cosiddetta attività SMI (Slow Movers Interception, ossia intercettazione di vettori lenti). In particolare, l’elicottero della GDF, di tecnologia allo stato dell’arte e recentemente acquisito dal Corpo nell’ambito di un complessivo programma di ammodernamento della propria flotta, è dotato di un innovativo sistema di missione (denominato RW ATOS) costituito da sensori di ricerca e scoperta ad altissime prestazioni che permette di eseguire, anche in tempo di notte, missioni di pattugliamento aeromarittimo per il contrasto dei traffici illeciti perpetrati in danno dell’Italia e dell’Unione Europea, nell’ambito dei compiti in via esclusiva di polizia economico-finanziaria e di polizia unica del mare attribuiti al Corpo.  

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Novità di questa seconda iterazione della Corvus Corax sarà l’impiego di ulteriori assetti dell’Aeronautica Militare. Tra questi, gli F-35 dell’AM, già inseriti nel contesto della difesa aerea nazionale. L’utilizzo degli F-35 per questo tipo di attività è reso possibile dalla flessibilità di impiego che caratterizza il mezzo aereo e consente di trarre vantaggio dai sensori allo stato dell’arte del velivolo e dalla sua elevatissima capacità di raccogliere informazioni senza essere osservato.

Altra novità è l’impiego dell’assetto CAEW (Conformal Airborne Early Warning), vera e propria stazione volante di scoperta, comando e controllo, anch’essa esempio di tecnologia avanzata, in grado di dialogare con tutti gli assetti coinvolti e coordinarne le operazioni.

All’esercitazione parteciperà, inoltre, il pattugliatore marittimo P72-A del 41° stormo di Sigonella.

La Guardia di Finanza, forte delle recente attribuzione della responsabilità operativa esclusiva di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in mare, parteciperà al dispositivo di avvistamento e intercettazione mediante l’impiego dei suoi assetti aeronavali, quotidianamente impegnate nelle attività di contrasto ai traffici illeciti.

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Le operazioni saranno coordinate a livello nazionale dalla centrale operativa del comando generale della Guardia di Finanza, coinvolgendo i comandi provinciali di Bari e Lecce e il reparto operativo aeronavale di Bari.

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Fonte: Stato Maggiore Aeronautica Militare
Immagini: gentile concessione Onnis Gian Luca
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Libano: i paracadusti della “Folgore” cedono il comando del CSSBN alla brigata alpina “Julia”

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Shama, 23 maggio 2018 – I paracadutisti del reggimento logistico “Folgore”, impegnati nell’ambito della missione in Libano UNIFIL, hanno ceduto ieri il comando del Combat Service Support Battalion al reggimento logistico “Julia”.

Il passaggio di consegne è avvenuto con una cerimonia che si è svolta presso la sede del comando del Sector West della missione UNIFIL, nella base UNP 2-3 di Shama, tra il reggimento logistico “Folgore” e il reggimento logistico “Julia“. Alla presenza del generale Paolo Fabbri, comandante del Sector West di UNIFIL e della brigata alpina “Julia” – Multinational Land Force, il colonnello Salvatore Pisciotta ha ceduto il comando al colonnello Michele Losavio.

Il Combat Service Support Battalion, su base reggimento logistico “Folgore”, dal novembre 2017 ad oggi ha garantito il supporto logistico a favore di tutti i reparti militari italiani presenti in Libano ed ha altresì svolto tutte le attività logistiche anche a favore di tutti i contingenti militari stranieri presenti nel Sector West di UNIFIL. In particolare negli ultimi sei mesi i paracadutisti hanno percorso più di 200.000 km lungo le principali vie di comunicazione stradali libanesi per assicurare il trasporto di personale, mezzi e materiali in afflusso e deflusso dall’Italia e le attività logistiche di rifornimento di viveri, acqua e carburante a favore di tutte le principali basi italiane presenti nella parte meridionale del Libano. La componente mantenimento, con più di 15.000 ore di lavorazione prodotte, ha altresì provveduto alla riparazione e manutenzione di tutti veicoli militari italiani impiegati in operazione.

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Grazie alle attività di medical care, che hanno permesso di curare più di 1.400 civili libanesi, il CSSBN ha contribuito notevolmente ad incrementare la percezione positiva e la fiducia nei confronti dei Caschi Blu italiani presenti in Libano nell’ambito della missione in Libano UNIFIL.

Nel corso della cerimonia, il colonnello Pisciotta dopo aver ringraziato i propri uomini e donne, le autorità locali e la popolazione civile libanese, ha sottolineato l’importanza del supporto logistico ricordando il sacrificio degli autieri italiani che proprio nel corso della Battaglia degli Altipiani nel maggio 1916, riuscirono a trasferire in brevissimo tempo migliaia di soldati dal fronte dell’Isonzo a quello degli altipiani assicurando il successo della manovra italiana. Il reggimento logistico “Julia” di Merano è alla prima partecipazione alla missione UNIFIL da quando nel 2014 è passato alle dipendenze della Brigata Alpina “Julia”. Nel 2009, tuttavia, con la vecchia denominazione di 24° reggimento “Dolomiti” aveva già preso parte alla missione in Libano.

Con la cerimonia del cambio al comando del Combat Service Support Battalion si completa il rientro in Italia di tutti i reparti della brigata paracadutisti “Folgore” e lo schieramento di tutti quelli della brigata “Julia” Multinational Land Force.

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Fonte e immagini: UNIFIL / Joint task force Lebanon sector west
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Esercitazione “Global Capacity” alla presenza del capo di SMD e del presidente del comitato dei capi di Stato Maggiore pakistano

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Roma, 22 maggio 2018 – L’alto ufficiale ha assistito, con il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, gen. s.a. Roberto Nordio, all’esercitazione delle specifiche capacità delle forze speciali e per le operazioni speciali 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha ricevuto ieri a Roma presso Palazzo Esercito il presidente del comitato dei capi di Stato Maggiore (CJCSC), generale Zubair Mahmood Hayat.

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Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, la visita è proseguita con l’approfondimento dei temi della cooperazione militare e condividendo alcune riflessioni sulla situazione internazionale, con specifico riferimento alla minaccia terroristica. 

La visita è proseguita presso l’ippodromo militare di Tor di Quinto dove il generale Hayat ha assistito allo storico carosello del gruppo squadroni a cavallo dei Lancieri di Montebello e alla rievocazione della carica.

Oggi il presidente del CJCSC e la delegazione pakistana, accompagnati dal generale s.a. Roberto Nordio, sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, si è recato presso la Base Addestrativa Incursori (BAI) di Marina di Pisa per assistere all’esercitazione “Global Capacity” 2018. L’esercitazione delle Forze Speciali e delle Forze per Operazioni Speciali ha visto impegnati diversi reparti delle Forze speciali e per le operazioni speciali dell’Esercito sotto la guida del Comparto Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE).

In particolare, ad addestrarsi nella base toscana sono stati il 9° reggimento d’assalto paracadutista “Col Moschin” e il 185° reggimento paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO) entrambi con sede a Livorno, il 4° reggimento alpini paracadutisti “Rangers” (Verona), il 28° reggimento “Pavia” (Pesaro) e il 3° reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) “Aldebaran” (Viterbo).

L’esercitazione si è articolata in una successione di atti tattici, svolti congiuntamente da tutte le unità coinvolte e appartenenti a tutti i domini, terrestre, marittimo e aereo. Un team di operatori delle Forze Speciali ha, infatti, raggiunto la terra ferma dopo essere stato aviolanciato da un elicottero CH47 insieme ai battelli commando (Rigid Hull Inflatable Boat – RHIB).

Tra le varie attività addestrative, è stato possibile osservare anche come gli operatori delle Forze Speciali siano in grado di portare in salvo, attraverso la condotta di una cosiddetta “operazione di evacuazione di non combattenti”, quei connazionali che dovessero trovarsi in situazioni di rischio all’estero.

L’assalto ad un edificio in cui erano detenuti cittadini italiani, con il supporto dell’assetto cinofilo e le tecniche di arresto di un veicolo sospetto , hanno infine concretizzato la capacità del Comparto Forze Speciali dell’Esercito di operare efficacemente anche in un contesto di lotta al terrorismo tipico dello scenario di sicurezza internazionale che attualmente siamo chiamati ad affrontare.

“Le Forze Speciali – ha dichiarato il Generale Nordio – sono un assetto strategico per la tipologia degli obiettivi che riescono a conseguire e assumono una connotazione intrinsecamente inter-forze quale massima espressione dell’interoperabilità e dell’integrazione.  Le competenze e le tecniche delle Forze Speciali sono state messe a disposizione anche della collettività come dimostrato dagli interventi avvenuti in occasione delle zone terremotate in cui è stato possibile per esempio raggiungere popolazioni isolate. La capacità “dual use” delle forze speciali è un’ulteriore motivazione per investire in questo settore”.

Il comando delle forze speciali dell’Esercito è un comando a livello di brigata dell’Esercito Italiano che si occupa di gestire tutte le unità di forze speciali, forze per operazioni speciali e di supporto operativo per le operazioni speciali della forza armata. Operativo dal 19 settembre 2014.

Il COMFOSE non ha la responsabilità dell’impiego operativo dei propri reparti, ruolo che resta di competenza del comando interforze per le operazioni delle Forze Speciali (COFS) alle dirette dipendenze del capo di Stato Maggiore della Difesa e la cui attuale articolazione rispecchia appieno l’esigenza sancita dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” di rafforzare e di rendere le capacità esprimibili da parte di forze speciali e di forze per operazioni speciali più integrate e idonee a operare in sinergia con le forze convenzionali, potenziando i sistemi di supporto alle stesse in termini di efficienza, efficacia e numero, anche attraverso l’acquisizione di specifici sistemi tecnologici d’avanguardia, specie nel campo della mobilità.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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I Corazzieri celebrano il 150° anniversario della costituzione ed il quinto raduno nazionale

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Roma, 19 maggio 2018 – A Roma questa mattina sono stati celebrati il 150° anniversario della costituzione dei Corazzieri ed il 5° raduno nazionale Corazzieri, presso la caserma dei Corazzieri intitolata al maggiore Alessandro Negri di Sanfront, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

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Nell’ambito della cerimonia il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri generale di corpo d’armata Libero Lo Sardo ha consegnato il nuovo labaro alla dipendente sezione “Quirinale Gruppo Corazzieri”.

A seguire, nell’ufficio del comandante del reggimento Corazzieri, è stato presentato il francobollo ordinario dedicato al reggimento nel 150° anniversario di istituzione, del valore di “ 0,95”, appartenente alla serie tematica “Il senso Civico”, realizzato da Poste Italiane ed emesso oggi 19 maggio 2018 dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il 1° esemplare è stato consegnato al presidente della Repubblica.

Presenti anche il sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, onorevole Antonello Giacomelli, il presidente della commissione per lo studio delle carte – valori postali, professor Angelo di Stasi, l’amministratore delegato di Poste Italiane, dottor Matteo Del Fante, il presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dottor Domenico Tudini, ed il direttore generale di Poste Italiane, dottor Giuseppe Lasco.

Il francobollo, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, raffigura il cortile d’Onore del Palazzo del Quirinale, con in primo piano un Corazziere a cavallo e sullo sfondo, in formazione, uno schieramento di commilitoni; in alto a sinistra è riprodotto lo stemma araldico del reggimento. Completano il prodotto filatelico la leggenda “Reggimento Corazzieri 150° Anniversario dell’Istituzione”, la scritta “Italia” e il valore “ 0,95”. Bozzettista del francobollo: Maria Carmela Perrini.

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Poste Italiane ha voluto commemorare il momento mediante la realizzazione di un raccoglitore presidenziale con all’interno un folder in formato A4 a due ante, a tiratura limitata, contenente un francobollo del Reggimento Corazzieri, una cartolina annullata e affrancata ed una busta personalizzata con timbro primo giorno.

A commento dell’emissione è stato realizzato un “Bollettino illustrativo”, con articolo a firma del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

IL REGGIMENTO CORAZZIERI

Era il 7 febbraio 1868 quando, per ordine del Ministero della Guerra, vennero concentrati a Firenze 80 Carabinieri a cavallo destinati come scorta d’onore al corteo reale che doveva formarsi allorquando la principessa Margherita di Savoia, andando in sposa al Principe Umberto, sarebbe entrata solennemente in città. I Carabinieri indossarono gli elmi e le corazze già impiegate alle nozze del duca di Savoia. Questa volta, però, lo squadrone non venne subito disciolto ma destinato alla guardia dei reali appartamenti e scorta d’onore alla persona del re. I singoli componenti dello speciale reparto dovevano possedere, oltre a peculiari doti fisiche di statura, particolare robustezza ed abilità nel montare a cavallo, distintissimi requisiti d’onore morale e disciplinare. Il reparto assunse nel tempo varie denominazioni.

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Dopo la Seconda Guerra Mondiale, all’esito del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, Umberto II sciolse i Carabinieri Guardie del re dal giuramento alla sua persona ma non da quello di fedeltà alla Patria. Deposta momentaneamente la tradizionale corazza e sotto il nome di Squadrone Carabinieri a cavallo, il Reparto proseguì nell’attività di guardia al capo provvisorio dello Stato. L’11 maggio 1948, in occasione dell’insediamento del presidente Enaudi, venne deciso che i Carabinieri Guardie riassumessero la loro primitiva veste e denominazione.

Nei decenni successivi vi furono ulteriori modifiche nell’articolazione e lo squadrone diventò prima Gruppo Squadroni e poi Comando Carabinieri Guardie del presidente della Repubblica. Nel 1990 assunse rango reggimentale con il nome di reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica ed il 24 dicembre 1992, con decreto del presidente della Repubblica, venne fissata l’attuale denominazione del reparto in reggimento Corazzieri.

 

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Fonte e immagini: Comando generale Arma dei Carabinieri
Immagini dal sito del Ministero della Difesa
Immagine del francobollo dal  Ministero dello sviluppo economico
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Probabili profili fake del generale Salvatore Farina su Facebook

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Roma, 18 maggio 2018 – Scrive un lettore alla nostra redazione segnalandoci due probabili profili fake del generale Salvatore Farina, capo di SME. Il lettore ha provato a segnalarli al social e ha scritto all’ufficio comunicazione di SME.

I link ai profili sono questi:
https://www.facebook.com/salvatore.farina.1466
https://www.facebook.com/salvatore.farina.18659

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Ci scrive inoltre così il lettore “Essendo io PRO Esercito, mi sembra giusto per la tutela della figura del generale Farina, sottoporre a voi questi profili fake
Grazie di cuore per la considerazione che vorrete accordarmi e porgo cordialissimi saluti”. Tino Scuri. 

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