Archivi del giorno: Mag 27, 2014

Il comandante delle forze operative terrestri visita i reparti di supporto al combattimento del Trentino Alto Adige

Trentino Alto Adige, 27 maggio 2014 – Il comandante delle Forze Operative Terrestri, generale di corpo d’armata Roberto Bernardini, ha reso visita oggi al 2° reggimento genio alpino ed al 2° reggimento trasmissioni alpino.

Il comandante ha visitato prima il 2° reggimento trasmissioni alpino a Bolzano. Dopo la resa degli onori da parte di un picchetto in armi del reparto, l’alto ufficiale ha reso omaggio alla bandiera di guerra del reggimento, decorata di medaglia d’argento e di bronzo al valor militare e di croce d’oro al merito dell’esercito.

La visita è proseguita con un briefing illustrativo sulle attività del reparto da parte del comandante di reggimento colonnello Vincenzo Valerio Carnicella alla presenza del comandante della brigata trasmissioni, generale di brigata Alfonso Miro.

Successivamente, presso il 2° reggimento genio alpino a Trento, il generale Bernardini è stato accolto dal comandante della brigata Julia, il generale Ignazio Gamba e dal comandante del reggimento, colonnello Giovanni Fioretto.

L’alto ufficiale, ha reso omaggio alla bandiera di guerra del reparto decorata di due medaglie d’argento al valor militare (fronte russo 1942 – 1943), due medaglie di bronzo al valor militare (assedio di Gaeta 1861), una medaglia d’argento al valor civile (Vajont 1963), una medaglia di bronzo al valor dell’esercito (Friuli 1976). Nel successivo briefing è stata illustrata in particolare l’operazione OLD LADY, il recente eccezionale disinnesco a Vicenza di una bomba d’aereo di 4000 lb, ad opera dei genieri alpini di Trento. Il generale Bernardini ha colto l’occasione di questa sua visita per consegnare alcuni riconoscimenti al personale che si è particolarmente distinto nell’operazione.

In entrambi i reparti il comandante delle forze terrestri, ha visitato le principali strutture, le aree funzionali e operative ed ha incontrato il personale militare e civile, nei confronti del quale si è espresso con parole di grande soddisfazione per la professionalità ed i lusinghieri risultati conseguiti nel corso delle numerose attività svolte sul territorio nazionale e all’estero.

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Fonte: Forze Operative Terrestri
Foto: © Forze Operative Terrestri


La Casa Bianca per errore svela il nome di un funzionario della CIA

Washington, 27 maggio 2014 – Per errore nei giorni scorsi a 6000 giornalisti viene inviato un comunicato stampa che svela il nome di un alto ufficiale della CIA (sottocopertura), indentificato come “capo stazione” a Kabul. Il suo nome era stato erroneamente incluso, dallo staff dell’ambasciata americana, in un comunicato dove erano indicati i nomi dei 15 funzionari che si erano incontrati con il presidente Obama, durante la sua visita a sorpresa a Bagram Airfield in Afghanistan, per il Memorial Day.

Il comunicato dell’evento viene quindi spedito a un giornalista del Washington Post, in rappresentanza dei media, che a sua volta, dopo averlo inoltrato alla Casa Bianca per una verifica, lo invia ai giornalisti presenti nella mailing list della Casa Bianca, ben 6.000 contatti. La Casa Bianca accorgendosi dell’errore dirama immediatamente una nuova lista senza indicare il nome del “capo stazione”.

L’Associated Press, su richiesta dell’amministrazione Obama, non ha diffuso il nome del funzionario dell’agenzia di intelligence, in quanto potrebbe mettere a repentaglio la sua vita e quella della sua famiglia. Anche numerose testate importanti, tra cui il Post, hanno deciso, di comune accordo, di non diffondere l’informazione.

La divulgazione intenzionale del nome di un agente “sottocopertura” negli Stati Uniti è un reato ai sensi della legge dell’Intelligence sulla protezione dell’identità (U.S. Intelligence Identities Protection Act).

Il capo stazione, è un funzionario che gestisce tutte le operazioni della CIA nel paese, spesso è un alto ufficiale il cui vero nome è noto alla nazione ospitante e ad altre agenzie di intelligence. Il termine “capo stazione” è abbastanza sensibile, tuttavia, gli ex ufficiali di solito non sono autorizzati ad utilizzarlo nei loro curriculum in relazione a determinati paesi, anche dopo che la loro copertura è terminata.

Fortunatamente il “capo stazione” dovrebbe essere in grado di continuare a svolgere il proprio lavoro, in quanto già conosciuto dagli ufficiali afghani e opera in un compound altamente protetto.

Monica Palermo

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Fonte: Stars and Stripes / www.stripes.com

 


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