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Libano: cambio al comando del contingente italiano di UNIFIL

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Shama (Libano), 19 Ottobre 2018 – Ieri si è svolto a Shama, presso il comando del settore ovest della missione UNIFIL, il passaggio di responsabilità del contingente italiano tra la brigata alpina “Julia”/Multinational Land Force (MLF), comandata dal generale di brigata Paolo Fabbri, e la brigata bersaglieri “Garibaldi”, al comando del generale di brigata Diodato Abagnara.

La brigata “JULIA” è stata impiegata per la prima volta nella terra dei Cedri in qualità di Multinational Land Force sotto configurazione Defence Cooperation Initiative (DECI), ovvero su base multinazionale con la partecipazione di soldati provenienti da Austria, Croazia, Slovenia e Ungheria.

La cerimonia, presieduta dal comandante di UNIFIL, generale di divisione  Stefano Del Col, che oltre all’incarico di natura militare riveste anche quello di capo missione, ha visto anche la presenza dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) e delle massime autorità civili, religiose e militari del Libano.

Nel corso del suo intervento, il generale Del Col ha ringraziato “gli alpini della Julia per il lavoro svolto durante gli ultimi sei mesi, in particolare nel tessere una fitta rete di connessioni con  le autorità civili e militari e la popolazione libanese. La loro presenza qui, oggi, è la piena testimonianza di questo affetto e di questo forte legame che si è venuto a creare”.

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Molteplici le attività che la brigata alpina “Julia”/MLF ha svolto durante il suo periodo di missione, finalizzate prioritariamente al supporto della popolazione civile tramite la realizzazione di lavori effettuati insieme alle forze militari e civili libanesi, in osservanza a quanto stabilito dalle risoluzioni 1701 e 2373. Tali attività sono state condotte in aggiunta ai compiti principali previsti per i caschi blu di UNIFIL, che sono: il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate libanesi nella condotta delle attività di controllo nel sud del Paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale con i progetti di cooperazione civile e militare.

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Nel suo discorso di commiato, il generale Fabbri ha voluto ricordare come “l’Italia ha da sempre un impegno di lunga durata con il Libano ed in modo particolare con le sue comunità”  ed ha colto l’occasione per sottolineare come “le relazioni che il contingente italiano ha saputo instaurare con le locali autorità civili, militari e religiose siano forti, solide e profonde”.

La brigata Garibaldi assume per la terza volta la responsabilità del Sector West, comando multinazionale composto complessivamente da circa 3.700 militari (di cui circa 1.000 italiani), a distanza di 8 anni dal suo ultimo impiego in terra libanese.

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Il generale Abagnara ha rimarcato che “la brigata Garibaldi, nel solco della continuità con l’operato delle altre Unità appartenenti al contingente italiano e internazionale presente, opererà al meglio per garantire l’equilibrio in un’area in cui la presenza dei Caschi Blu è sinonimo di imparzialità, trasparenza e unione d’intenti. Tutti insieme per un obiettivo comune: la stabilità e la sicurezza nel sud del Libano e, di riflesso, nell’intera regione medio-orientale”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Beirut: il capo di SMD incontra il comandante delle forze armate libanesi

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Beirut (Libano), 7 agosto 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha incontrato oggi a Beirut il comandante delle Forze Armate della Repubblica del Libano, il generale Joseph Aoun.

Nel corso dei colloqui i due alti ufficiali si sono confrontati sulla situazione della sicurezza nella regione e sui rapporti bilaterali tra le forze armate dei due Paesi.

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“Le Forze armate libanesi – ha sottolineato il generale Graziano -rivestono un ruolo fondamentale per garantire il quadro istituzionale e la stabilità del Libano sia sul fronte interno sia nei confronti di minacce esterne.”

“Per questo motivo – ha continuato il capo di Stato Maggiore della Difesa – oltre alla consistente partecipazione all’operazione UNIFIL, l’Italia schiera la missione bilaterale MIBIL rivolta all’implementazione di programmi di formazione ed addestramento a favore delle “Lebanese Armed Forces”.

Il generale Graziano ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare ad operare con la massima sinergia per conseguire il comune obiettivo di preservare la stabilità nell’area.

Il generale Aoun ha ringraziato il prezioso apporto della Difesa per il Paese ed in particolare ha rimarcato l’elevata professionalità dei militari italiani che svolgono, nell’ambito della missione bilaterale, compiti di formazione ed addestramento a favore delle Forze Armate libanesi con ottimi risultati.

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Il capo di SMD sta accompagnando il ministro Elisabetta Trenta nella sua prima visita ufficiale in Libano durante la quale stanno incontrando i massimi vertici politici del Paese.

Domani la visita proseguirà a Sud dove il ministro Trenta e il generale Graziano assisteranno alla cerimonia di cambio del Force Commander di UNIFIL e saluteranno il contingente italiano.

Il generale Graziano è stato già Force Commander e Head of Mission di UNIFIL per un mandato di tre anni dal 2007 al 2010. Oggi, sono circa 1100 gli uomini e le donne impegnati nel sud del Libano nella missione UNIFIL e 25 quelli che operano nell’ambito della Missione Bilaterale (MIBIL).

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: task force Italair effettua volo sanitario d’urgenza per evacuare un casco blu, non italiano

Equipaggio e team medico dirigono verso elicottero CASEVAC

Naqoura (Libano), 25 giugno 2018 – Nei giorni scorsi i caschi blu italiani della Task Force Italair, unità di volo che opera nella missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon), hanno effettuato un volo sanitario d’urgenza per evacuare un casco blu, non italiano, di UNIFIL affetto da crisi respiratoria.

Ricevuta l’attivazione da parte del Mission Air Operation Center (MAOC), l’elicottero AB-212 in configurazione sanitaria è decollato tempestivamente dall’eliporto di Naqoura ed ha raggiunto in pochi minuti la base delle Nazioni Unite dove era in servizio il peacekeeper in grave emergenza sanitaria.

Ospedale Saint George

Il militare, dopo essere stato stabilizzato dal  personale medico dell’AMET (Air Medical Evacuation Team) che insieme agli equipaggi di Italair costituisce parte integrante dell’assetto di CASEVAC (Casualties Evacuation), è stato imbarcato sull’elicottero e trasferito immediatamente presso l’ospedale Saint George di Beirut per ricevere  le cure necessarie.

Gli equipaggi della Task Force Italair, fondata nel 1979, attualmente agli ordini del colonnello Luca Piperni, è l’unità più antica della missione UNIFIL, nonché l’unico reparto di volo interforze schierato dall’Italia in un teatro operativo estero. Gli equipaggi di Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare con i sei elicotteri AB-212 sono pronti a decollare in meno di 30 minuti per effettuare differenti tipologie di missioni (tra cui anche eventuali evacuazioni sanitarie) e giornalmente voli di ricognizione e di osservazione in tutta l’area di operazione, in particolare lungo la Blue Line la linea di demarcazione esistente tra il Libano e Israele, nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.

Ultime fasi prima della messa in moto

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: i paracadusti della “Folgore” cedono il comando del CSSBN alla brigata alpina “Julia”

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Shama, 23 maggio 2018 – I paracadutisti del reggimento logistico “Folgore”, impegnati nell’ambito della missione in Libano UNIFIL, hanno ceduto ieri il comando del Combat Service Support Battalion al reggimento logistico “Julia”.

Il passaggio di consegne è avvenuto con una cerimonia che si è svolta presso la sede del comando del Sector West della missione UNIFIL, nella base UNP 2-3 di Shama, tra il reggimento logistico “Folgore” e il reggimento logistico “Julia“. Alla presenza del generale Paolo Fabbri, comandante del Sector West di UNIFIL e della brigata alpina “Julia” – Multinational Land Force, il colonnello Salvatore Pisciotta ha ceduto il comando al colonnello Michele Losavio.

Il Combat Service Support Battalion, su base reggimento logistico “Folgore”, dal novembre 2017 ad oggi ha garantito il supporto logistico a favore di tutti i reparti militari italiani presenti in Libano ed ha altresì svolto tutte le attività logistiche anche a favore di tutti i contingenti militari stranieri presenti nel Sector West di UNIFIL. In particolare negli ultimi sei mesi i paracadutisti hanno percorso più di 200.000 km lungo le principali vie di comunicazione stradali libanesi per assicurare il trasporto di personale, mezzi e materiali in afflusso e deflusso dall’Italia e le attività logistiche di rifornimento di viveri, acqua e carburante a favore di tutte le principali basi italiane presenti nella parte meridionale del Libano. La componente mantenimento, con più di 15.000 ore di lavorazione prodotte, ha altresì provveduto alla riparazione e manutenzione di tutti veicoli militari italiani impiegati in operazione.

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Grazie alle attività di medical care, che hanno permesso di curare più di 1.400 civili libanesi, il CSSBN ha contribuito notevolmente ad incrementare la percezione positiva e la fiducia nei confronti dei Caschi Blu italiani presenti in Libano nell’ambito della missione in Libano UNIFIL.

Nel corso della cerimonia, il colonnello Pisciotta dopo aver ringraziato i propri uomini e donne, le autorità locali e la popolazione civile libanese, ha sottolineato l’importanza del supporto logistico ricordando il sacrificio degli autieri italiani che proprio nel corso della Battaglia degli Altipiani nel maggio 1916, riuscirono a trasferire in brevissimo tempo migliaia di soldati dal fronte dell’Isonzo a quello degli altipiani assicurando il successo della manovra italiana. Il reggimento logistico “Julia” di Merano è alla prima partecipazione alla missione UNIFIL da quando nel 2014 è passato alle dipendenze della Brigata Alpina “Julia”. Nel 2009, tuttavia, con la vecchia denominazione di 24° reggimento “Dolomiti” aveva già preso parte alla missione in Libano.

Con la cerimonia del cambio al comando del Combat Service Support Battalion si completa il rientro in Italia di tutti i reparti della brigata paracadutisti “Folgore” e lo schieramento di tutti quelli della brigata “Julia” Multinational Land Force.

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Fonte e immagini: UNIFIL / Joint task force Lebanon sector west
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Libano: muore Jimmy, uno dei cani del nucleo cinofili del contingente italiano

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Shama, 3 aprile, 2018 – Questa mattina, durante un regolare turno di servizio per il controllo antiesplosivo sui veicoli in ingresso presso la base di Shama, sede del comando del settore ovest di UNIFIL, attualmente su base brigata paracadutisti Folgore”, è deceduto Jimmy – detto Gamain – uno dei cani del nucleo cinofili del contingente italiano schierato in Libano. 

Il decesso di Jimmy, pastore belga malinois di 11 anni, sarebbe da ricondurre ad un malore. Jimmy, che era prossimo alla “pensione”, ha svolto il proprio servizio per oltre 10 anni, inquadrato presso il gruppo cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto ed era già stato impiegato, per ben sei volte, in missioni all’estero, in Afghanistan, in Kosovo e in Libano. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo, prima, da parte del suo conducente, un caporal maggiore capo dell’Esercito, e, poi, da parte dell’ufficiale veterinario del contingente, prontamente intervenuto sul posto.

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I cani impiegati nei nuclei cinofili per la ricerca degli esplosivi vengono selezionati da cuccioli, attraverso una valutazione delle loro capacità e della loro indole caratteriale. Affidati ad un militare conducente, con cui condivideranno tutta la loro “carriera” (ma, spesso, anche la pensione, poiché sempre più frequentemente i conducenti chiedono poi l’affido di questi cani al termine del loro servizio), effettuano, insieme al proprio “commilitone umano”, un corso di formazione e addestramento della durata di un anno. Durante il corso, l’animale, oltre ad instaurare un rapporto del tutto speciale con il proprio conducente, attraverso il gioco e le associazioni ad esso correlate impara a ricercare, individuare e segnalare opportunamente la presenza di sostanze esplosive.

Negli anni, l’impiego di unità cinofile all’interno dei contingenti militari nazionali è divenuto fondamentale per contrastare il pericolo degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), una delle minacce più subdole per i nostri militari che operano nei Teatri Operativi di tutto il mondo. Per questo, la scomparsa di uno di questi “militari a quattro zampe” determina sempre costernazione per la loro preziosa e insostituibile opera, volta a garantire la sicurezza e l’incolumità dei propri “commilitoni umani”.  

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: 1° corso di comunicazioni tattiche per il personale della sicurezza di stato libanese

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Shama, 29 marzo 2018 – Si è chiuso a Shama, base del comando del settore ovest di UNIFIL a guida italiana su base brigata paracadutisti Folgore, il primo corso di Comunicazioni Tattiche (Tactical Communication Course) svolto a favore del personale della direzione generale della sicurezza di Stato libanese.

Gli istruttori ed operatori del Combat Support Battalion effettivi al 232° reggimento trasmissioni hanno programmato e condotto l’attività per il personale libanese, addestrandolo all’impiego delle più avanzate procedure necessarie a raggiungere un’efficace comunicazione a livello tattico.

Associando parti teoriche e prove sul campo è stato possibile fornire ai partecipanti importati elementi per instaurare e condurre comunicazioni radio rispettando gli standard di sicurezza.

L’attività rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, allo scopo di incrementare la sicurezza nel sud del Libano come da Risoluzione 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion garantisce quotidianamente alle forze di manovra il supporto necessario a contrastare la minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati (IED – Improvised Explosive Device), il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) nonché le comunicazioni.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: strutture e formazione professionale per le fasce più deboli da parte dei peacekeepers italiani

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Shama, 21 marzo 2018 – La “School for children with special needs”, di Ayta Ash Sha’b, nel sud del Libano ha concluso un progetto a favore delle fasce deboli della popolazione, con la donazione di attrezzature per la lavorazione del legno, per la ristrutturazione del laboratorio di carpenteria 

I paracadutisti dell’ 8° Rgt. g. guastatori della Engineer Company del Combat Support Battalion hanno completato il quick impact project che rientra nell’ambito delle attività di cooperazione Civile Militare (CIMIC).

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Il laboratorio, ristrutturato in soli 3 giorni dai Paracadutisti del Genio Guastatori, risulta fondamentale per i giovani studenti diversamente abili che hanno voluto partecipare in prima persona alla ristrutturazione. Tale struttura consente lo svolgimento di molte attività quali l’educazione fisica e mentale dei bambini disabili e l’insegnamento di un mestiere per l’inserimento nel mondo del lavoro.

I quick impact project sono attività a breve termine che hanno un ritorno eccezionale per la popolazione locale proprio per la velocità di realizzazione e  per il diretto ed immediato beneficio a favore utilizzatori.

La sostenibilità del progetto è garantita dalla donazione dei materiali e dall’organizzazione di un corso svolto da alcuni dei falegnami italiani a favore del responsabile del laboratorio e di alcuni bambini selezionati che potranno incrementare, in prima persona,  gli interventi  di manutenzione degli arredi e delle attrezzature della scuola, creando oggetti e giochi tesi ad aumentare la loro creatività, nonché a migliorare il benessere ed il comfort all’interno delle loro aule.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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