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AVELLINO: TRENTENNE SORPRESO AD APPICCARE UN INCENDIO. ARRESTATO DAI CARABINIERI

incendio 

Avellino, 23 luglio 2017 – Alle prime ore dell’alba, i Carabinieri della compagnia di Avellino hanno tratto in arresto un giovane di Atripalda sorpreso ad appiccare un incendio.

Prosegue l’azione dei Carabinieri del comando provinciale di Avellino per contrastare il fenomeno di incendi boschivi e della pratica dell’abbruciamento dei residui vegetali e forestali. Nel corso della settimana ben otto persone sono state deferite all’autorità giudiziaria irpina (che ha incessantemente coordinato tutte le attività investigative) perché ritenute responsabili di immissione nell’aria di fumi pericolosi nonché combustione illecita di rifiuti: nonostante il divieto decretato con provvedimento regionale, intenzionalmente avevano appiccato il fuoco per lo smaltimento di sterpaglie e residui vegetali derivanti dalla lavorazione di propri terreni. Tale condotta, oltre ad essere particolarmente pericolosa stante il clima torrido di questi giorni, provocava altresì un evidente senso di fastidio e molestie alle persone residenti nel comune per l’alta concentrazione di fumo nell’aria.

A tale risultato si aggiunge l’arresto di un 30enne eseguito ieri mattina dai Carabinieri della stazione di Atripalda che aveva appena appiccato il fuoco a delle sterpaglie sottostante una fitta vegetazione. L’area demaniale interessata dall’incendio costeggia la tratta autostradale e ferroviaria Avellino – Salerno.

Nello specifico, i militari operanti, nel corso di un servizio di pattugliamento del territorio, hanno notato un fastidioso fumo, particolarmente denso, che ammorbava l’aria, rendendola irrespirabile. Grazie all’approfondita conoscenza del territorio, sono riusciti ad individuare l’esatto punto in cui era stato appiccato il fuoco e, successivamente, ad indentificare il responsabile che, alla vista della gazzella, aveva tentato di nascondersi. Prima del maldestro tentativo di fuga il giovane ha lanciato qualcosa tra le fiamme. Bloccato ed identificato, all’esito dell’immediata perquisizione è stato sorpreso in possesso di un accendino, perfettamente funzionante ed ancora caldo.

I militari dell’Arma hanno quindi richiesto l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco che hanno domato le fiamme: le stesse, lambendo l’autostrada, hanno arrecato problemi alla circolazione dei veicoli principalmente per la densa fumosità.

Alla luce delle evidenze emergenti dalla flagranza di reato nonché da quanto emerso in sede dei consequenziali accertamenti, il 30enne è stato dichiarato in stato di arresto, su disposizione  dalla Procura della Repubblica diretta dal procuratore dott. Rosario Cantelmo.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Emergenza incendi, Carabinieri arrestano piromane alle porte di Roma

I Carabinieri sul luogo dell'incendio

Roma, 14 luglio 2017 – Nel corso di mirati servizi attivati a seguito dell’emergenza incendi degli ultimi giorni, i Carabinieri della stazione di Genazzano hanno arrestato, per il reato di incendio, un operaio, 32enne originario della provincia di Lecce ma residente nella capitale.

Intorno alle ore 19,00, notato da un passante, l’uomo aveva dato fuoco ad alcuni pezzi di carta che ha poi abbandonato sulle sterpaglie, a ridosso di un terreno e di un oliveto, nei pressi di un complesso di case popolari e si è dato immediatamente alla fuga salendo a bordo di autobus di linea CO.TRA.L diretto a Roma.

Sul posto è subito intervenuto personale dei Vigili del Fuoco di Palestrina e della Protezione Civile di Genazzano che hanno spento le fiamme che si erano già propagate interessando alberi ad alto fusto, senza causare, per fortuna, feriti e danni alle vicine abitazioni.

I Carabinieri della stazione di Genazzano hanno intercettato l’autobus sulla tangenziale est di Roma, all’altezza dello svincolo Tor Cervara. L’autista, d’accordo con i militari, ha simulato un’avaria al mezzo e si è fermato, consentendo così ai Carabinieri di salire a bordo e bloccare l’uomo che è stato arrestato per il reato di incendio e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Fonte e immagine: Arma dei Carabinieri
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Kosovo: elicotteri KFOR impegnati a spegnere un vasto incendio

Pristina, 30 agosto 2015 – Elicotteri di KFOR sono impegnati da ieri pomeriggio nello spegnimento di un vasto incendio sviluppatosi in una località montana nel sud del Kosovo, nei pressi della città di Prizren.

Gli elicotteri, equipaggiati per raccogliere acqua e scaricarla direttamente sulle fiamme, sono stati richiesti dai vigili del fuoco locali per bloccare le fiamme sviluppatesi in un’area particolarmente impervia impossibile da raggiungere con i mezzi in dotazione alla unità kosovara. Il comandante di KFOR, generale di divisione Guglielmo Luigi Miglietta, dopo aver valutato l’impatto dell’intervento sulla missione ma anche la gravità e l’ampiezza dell’incendio ha dato il via all’operazione.

I piloti di KFOR hanno volato per circa tre ore nel pomeriggio di ieri fin quando quando le operazioni sono state interrotte per il sopraggiungere dalla notte. Questa mattina la richiesta delle autorità kosovare è stata inoltrata di nuovo e cinque velivoli, uno in più rispetto a ieri, stanno operando assiduamente per impedire che l’incendio si propaghi ulteriormente.

KFOR è in Kosovo dal 1999, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento alla popolazione senza distinzione di etnia e credo religioso come stabilito dalla risoluzione 1244 dell’ONU. Attualmente la Forza è di circa 5000 uomini e donne provenienti da 31 nazioni, il generale Miglietta è il 19° comandante e ha assunto il comando il 7 agosto 2015.

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Fonte e immagini: KFOR

Due elicotteri AB 212 della Marina Militare intervengono per estinguere incendi in Calabria e Puglia

 

Catania, 21 luglio 2015 – Questo pomeriggio la Marina Militare ha impiegato due elicotteri AB 212 per estinguere due incendi divampati nel sud Italia. La richiesta di concorso aereo è pervenuta dal Centro Operativo Aereounificato del Dipartimento della Protezione Civile (COAU).

Il primo incendio si è sviluppato nella località di Motta San Giovanni (RC) in cui è intervenuto l’elicottero decollato dalla base aerea di Catania, mentre il secondo incendio  si è propagato nella litorenea Salentina dove è intervenuto l’elicottero decollato da Grottaglie. Entrambi gli incendi sono stati estinti.

Gli interventi sono stati effettuati con acqua raccolta dal mare utilizzando la benna bamby bucket, un recipiente da 500 litri adattato sotto la pancia dell’elicottero.

Gli elicotteri della Marina Militare, inseriti nel programma di intervento della Campagna Antincendio Boschivo 2015, sono rientrati nelle base aeree riprendendo lo stato di prontezza operativa.

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Fonte: Marina Militare


Caserta: deceduto 77enne in seguito a un incendio, sul posto carabinieri e vigili del fuoco

Caserta, 16 aprile 2015 – Questa mattina un incendio ha interessato un appartamento posto all’ultimo piano di una palazzina di 12 abitazioni, sulla via Consolare di Cancello ed Arnone (CE). Le cause sono ancora in corso di accertamento.

Al momento risulta deceduto un anziano. Sul posto vigili del fuoco ed i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe.     

Dai primi accertamenti si è appreso che l’appartamento fosse abitato da una coppia di anziani. All’atto dell’incendio, divampato verosimilmente per cause accidentali, la donna 70enne è riuscita a mettersi in salvo, mentre il coniuge 77enne, con problemi respiratori, è deceduto.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)

Villa Literno: un ghanese appicca il fuoco a rifiuti speciali, arrestato dai carabinieri

carabinieriCaserta, 10 dicembre 2015 – Ieri mattina, un 38enne ghanese è stato bloccato ed arrestato dai carabinieri della stazione di Villa Literno subito dopo aver appiccato il fuoco a dei rifiuti speciali, di varia tipologia, giacenti all’interno di un campo agricolo nel comune di Villa Literno.

L’incendio, di modeste dimensioni, originato dalla combustione di rifiuti di varia natura in precedenza illecitamente sversati, ma che a causa della presenza di sterpaglia poteva assumere proporzioni ben più rilevanti, è stato immediatamente domato dai vigili del fuoco di Caserta intervenuti proprio su input dei militari dell’Arma. L’arrestato dovrà ora rispondere del reato di “combustione illecita di rifiuti”. Lo stesso al momento è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)

Fano: scoperti gli autori e i mandanti dell’incendio del ristorante “Pesce Azzurro”

Fano (PU), 26 luglio 2014 – Quattro anni fa a Fano, un incendio di vaste proporzioni e di difficile spegnimento aveva provocato la completa distruzione del ristorante all’insegna Pesce Azzurro, circa 1.600 mq di superficie, causando danni alla Coomarpesca per almeno 500.000 euro. Una grande perdita per l’attività, in aggiunta pure al mancato guadagno: circa 1.000 pasti al giorno a 10 euro l’uno. Per questo motivo la Coomarpesca ha cercato di riaprire una ventina di giorni dopo, anche se in maniera provvisoria.

Clamore e allarme tra la popolazione, e non solo a Fano, perché il Pesce Azzurro un tipico locale della marineria fanese, frequentatissimo sia dalla popolazione locale che dai numerosissimi forestieri di passaggio per turismo o lavoro. Caratteristica del locale era di servire specialità di pesce fresco, pescato nel mare della zona, dalla marineria fanese e offerto a buon mercato, per questo motivo, negli orari di apertura, si potevano notare all’ingresso del ristorante grandi file di persone.

Sul posto sono intervenuti subito i militari del Nucleo Operativo della Compagnia CC di Fano e di quelli del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Pesaro e Urbino. Facile intuire che l’incendio era di origine dolosa. A protezione dell’attività erano installate delle telecamere, i cui filmati sono stati subito sequestrati. Dalle immagini si potevano notare due figure scavalcare la recinzione per entrare nell’area, e pochi minuti dopo il bagliore dell’incendio e, quasi contemporaneamente, le stesse due figure saltare velocemente la recinzione e allontanarsi per la stessa via dalla quale si erano introdotte.

In quello stesso punto, a ridosso del muro di recinzione, nella parte esterna, è stata trovata una tanica di plastica da 5 litri, contenente circa 4 litri di benzina verde, anch’essa sequestrata. Come già noto agli inquirenti, alcuni ristoranti della zona della Sassonia di Fano non navigavano in buone acque, scarsamente frequentati causa l’elevatissimo numero di persone richiamate dalla concorrenza, costituita dal limitrofo locale “Pesce azzurro”.

Questo è stato senza dubbio un valido movente per l’incendio doloso, la distruzione del locale sarebbe stata certamente risolutiva per le sorti commerciali della concorrenza. Altra considerazione degli inquirenti è stata a proposito della tanica di carburante, che poteva avere un un forte collegamento con un personaggio di origini pugliesi, da tempo residente a Fano e altri personaggi collegati al suo entourage. Gli investigatori hanno quindi avviato, con carattere d’urgenza, una serie di attività info-investigative coordinate dalla Locale Procura della Repubblica riferibili alle persone sottoposte ad indagini.

Le successive complesse e articolate indagini hanno permesso di appurare che i responsabili di tale barbaro gesto facevano parte di un sodalizio criminoso incardinato in Puglia. Per questo motivo per cui, nel mese di febbraio 2011, la locale Procura della Repubblica ha trasmesso gli atti per competenza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Del fascicolo trasmesso a Bari facevano parte anche gli atti e i risultati delle indagini sull’incendio del noto locale ristorante “Pesce azzurro”, la direzione dell’attività quindi veniva assunta dalla suddetta Autorità Giudiziaria.

Nel successivo mese di maggio 2012, a seguito dello stralcio della posizione riguardante l’incendio del ristorante Pesce azzurro, gli atti pertinenti a quell’episodio sono stati restituiti all’Autorità Giudiziaria di Pesaro che ha iscritto il nuovo procedimento penale, delegando i Carabinieri della Compagnia di Fano e quelli del Nucleo Investigativo di Pesaro ad eseguire delle indagini supplementari. Nel corso delle indagini sono state raccolti inconfutabili indizi di colpevolezza, che hanno reso i soggetti sopradescritti responsabili dell’incendio.

In particolare è emerso che una coppia, di origine pugliese e residente a Fano, proprietaria di un ristorante, aveva ideato il piano per eliminare la concorrenza. A tal proposito i coniugi si sono rivolti a un malavitoso della zona di Barletta, affinché li supportasse nel loro intento, individuando soggetti capaci di eseguirlo materialmente. Dalle indagini è emerso che i due erano socialmente pericolosi, grazie anche da indicazioni fornite da persone a conoscenza dei fatti. A finanziare il reato è stato un imprenditore fanese, anche lui intenzionato ad eliminare la concorrenza. Due pluripregiudicati pugliesi si sono adoperati per ingaggiare gli autori materiali dell’incendio, individuati nel territorio di loro influenza, supportandoli e mantenendo contatti con loro per tutta la durata della trasferta, finalizzata ad eseguire l’azione delittuosa. Inoltre due pluripregiudicati, che hanno eseguito materialmente l’azione, con lo scopo di eludere qualsiasi controllo, hanno utilizzato come mezzo di spostamento il treno dalla stazione ferroviaria di Rimini, due ore dopo l’incendio. Località quest’ultima raggiunta in macchina per il tramite dei mandanti.

L’azione, che ha provocato un ingentissimo danno economico alle vittime, e grave pericolo causato dalla vastità dell’incendio prodotto, e che ha distrutto un’area di notevoli dimensioni, ha visto coinvolti soggetti che sono inseriti in un ambiente criminale consolidato, nell’ambito del quale si sono dimostrati profondamente introdotti ed operanti. Il locale imprenditore, che inizialmente sembrava estraneo dell’ambiente, aveva tuttavia dimostrato di sapersi destreggiare bene con certe dinamiche tipiche della malavita pugliese. È quindi emerso il suo coinvolgimento diretto, che, unita alle prove raccolte che lo avevano fatto ritenere un favoreggiatore, lo inseriscono pienamente nel ruolo di concorrente nel reato.

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Font: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Pesaro e Urbino)


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