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Atlante 2018, esercitazione COMFOTER per testare l’operatività dei singoli comandi

di Monica Palermo

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Verona, 9 dicembre 2018 – Termina l’esercitazione Atlante 2018 con un media day organizzato il 7 dicembre dal generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT), presso il Centro Polifunzionale Manuel Fiorito di Verona. L’esercitazione, svolta dal 19 novembre sino al 7 dicembre, ha visto impegnati 1589 donne e uomini dell’Esercito con l’impiego di 665 mezzi. 

Prima del suo genere, come ha sottolineato il generale Tota, l’esercitazione ha avuto luogo in diverse sedi d’Italia. Per la prima volta tutti i comandi delle Forze Terrestri sono stati “collegati in una maglia di trasmissione dei dati, con capacità di comando e controllo.” Esercitazioni a cui hanno partecipato tutti i comandi dipendenti del COMFOTER: il comando artiglieria controaerei a Sabaudia, il comando artiglieria a Bracciano, il comando Genio a Roma, il comando trasmissioni di Roma, il comando brigata Informazioni Tattiche ad Anzio e il comando dei Supporti Logistici a Roma. Esercitazioni militari, con valenza dual use, svolte in ambienti civili a contatto con la popolazione.

Numerosi gli obiettivi addestrativi dell’esercitazione, tra i quali:

  • Gestire attività complesse ottimizzando le risorse (spazio, tempo e materiali) e lo scambio di informazioni.
  • Impiegare le capacità tecnologiche esistenti nella Forza Armata in dotazione ai comandi di supporto, al fine di identificare criticità e relative misure correttive.
  • Svolgere attività di forzamento di corso d’acqua in concorso all’Arma Base.
  • Implementare la viabilità tattico logistica con lavori stradali e realizzazione di una zona di atterraggio elicotteri speditiva.
  • Gestire uno scalo ferroviario a supporto dei movimenti logistici in operazioni.
  • Addestrare i reparti di sanità nello schieramento di un ospedale da campo e nell’evacuazione medica con utilizzo di elicottero.

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Numerosi anche i primati raggiunti durante le esercitazioni di Atlante 2018, come ha spiegato il generale Tota.

Per la prima volta il reparto comando del COMFOTER, con sede a palazzo Carli a Verona, si è schierato sottotenda, con collegamenti a livello mondiale per scambio dati e informazioni in tempo reale, grazie all’impiego del comando trasmissioni di Bolzano. 

Un ospedale da campo è stato realizzato in 18 ore e già dalle prima 5 era operativo per qualsiasi necessità, dalle indagini radiologiche ad interventi chirurgici. Fondamentale la sinergia con la Protezione Civile.

Una strada sul Po è stata realizzata in 9 minuti, utilizzando dei moduli, su cui sono stati fati passare dei mezzi pesanti e gli stessi moduli potevano servire per trasportare materiale da una sponda all’altra. 

Per la prima volta è stato simulato un attacco cybernetico a cui hanno partecipato i tre reggimenti trasmissioni territoriali con sede a Padova, Roma e Palermo, che sono stati attivati per rispondere a un attacco ai tre centri nodali. Sono intervenuti in risposta i militari del Genio, per controllare e bonificare da eventuali ordigni e trappole, per poi ripristinare i ponti radio con i Trasmettitori.

In uno scenario di fantasia è stato simulato un attacco terroristico alle risorse idriche con presa di ostaggi. Esercitazione per testare l’operatività dei comandi.

Altra esercitazione ha avuto come oggetto la difesa dai droni, che possono portare cariche esplosive e offesa in diversi modi. L’artiglieria contraerei, con quattro esercitazioni, per la prima volta a Sabaudia,in questo caso è stata individuata come forza per contrastare tali attacchi, o con un lancio di una rete per arrestare il velivolo, o con un segnale che ne azzera l’utilizzo e o atterra entro un raggio limitato o torna dal mandante.

Tutte questa esercitazioni hanno contribuito a testare l’aspetto dual use, un impiego militare in situazioni civili. Favorevole la popolazione nel vedere dal vivo ciò che l’Esercito può fare e a constatare la professionalità dei nostri militari.

Il generale Tota, a comando del COMFOTER da luglio 2018, si è dimostrato soddisfatto dagli esiti di queste esercitazioni, soprattutto per il risparmio economico essendo svolte in più parti d’Italia, con le comunicazioni in tempo reale.

Al termine della conferenza il generale ha illustrato ai presenti le tende presenti al campo, dal punto sanità al punto tipografico dove vengono stampate mappe in tempo reale, al punto briefing. Breve dimostrazione alla fine di esercitazione antisommossa.

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Immagini di Monica Palermo
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Niger: militari italiani concludono i primi corsi a favore delle forze di difesa e sicurezza locali

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Niger, 26 novembre 2018 – Si sono conclusi in questi giorni i primi corsi di addestramento a favore delle forze di difesa e sicurezza nigerine da parte degli addestratori militari italiani dei Mobile Training Teams (MTT), inseriti nel contingente nazionale della Missione Bilaterale in Niger (MISIN). La MISIN, avviata sulla base di specifica richiesta di supporto avanzata dalle autorità nigerine a quelle italiane, ha potuto iniziare le attività dei primi MTT, rivolte innanzitutto alla formazione di istruttori nigerini, dallo scorso settembre.

I corsi si sono focalizzati, al momento, su tre ambiti: la lotta agli ordigni esplosivi e alle mine, la sicurezza di basi aeree e aeroporti e il mantenimento dell’ordine pubblico e hanno permesso di “diplomare” già 250 militari e gendarmi nigerini. 

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L’Esercito Italiano ha alimentato con il personale dei reparti del Genio l’MTT, che ha fornito  ai militari nigerini selezionati gli strumenti per poter affrontare in sicurezza un campo minato e per attuare le giuste procedure di messa in sicurezza, in caso di rinvenimento di ordigni esplosivi.

All’Aeronautica Militare, invece, è toccato il compito di formare  istruttori nigerini nelle attività di protezione e sicurezza degli aeroporti e di basi aeree militari, permettendo alla controparte di ampliare le competenze e conoscenze professionali in materia di procedure da mettere in atto  per garantire la sicurezza dei velivoli e l’incolumità del  personale presente negli aeroporti civili e militari.

Infine, i Carabinieri hanno svolto un corso a favore della gendarmeria locale focalizzato su procedure e tecniche per le attività di controllo della folla e di mantenimento dell’ordine pubblico.

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A detta dei militari italiani, tutti e tre i corsi svolti hanno conseguito appieno gli obiettivi addestrativi prefissati, grazie anche agli eccellenti livelli di preparazione professionale del personale nigerino ammesso ai corsi. Un giudizio lusinghiero che è stato confermato, all’atto delle relative cerimonie di consegna dei diplomi di partecipazione, dalle autorità di vertice delle Forze di Difesa e di Sicurezza nigerine intervenute, che hanno voluto sottolineare la loro piena soddisfazione per il proficuo rapporto di collaborazione instauratosi con gli addestratori italiani e per gli ottimi livelli addestrativi raggiunti.

La MISIN è pronta anche ad ampliare l’offerta formativo-addestrativa a favore della controparte nigerina, laddove ci fossero specifiche richieste ed esigenze rappresentate dalle autorità locali, con il preciso obiettivo di supportare le forze di difesa e di sicurezza nigerine in un percorso di miglioramento e rafforzamento delle proprie capacità operative, al fine di poter svolgere un più efficace controllo del territorio, volto al contrasto dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: corso fotografia per Associazione Giornaliste di Herat

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Herat (Afghanistan), 23 novembre 2018 – I militari del contingente italiano della missione Afghanistan RS, hanno condotto un corso di fotografia a favore dell’Associazione Giornaliste di Herat, presso la sede del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat, comando multinazionale a guida italiana su base brigata “Pinerolo” della missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan.

Il corso, nato da una specifica richiesta delle giornaliste al fine di migliorare le capacità tecniche necessarie allo svolgimento della propria attività professionale, è stato condotto attraverso l’insegnamento ed approfondimento delle nozioni di base per l’utilizzo delle reflex e mirrorless di ultima generazione nonché delle tecniche di inquadratura e composizione fotografica e di post produzione.

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Il contingente italiano in Afghanistan continua a supportare il presente ed il futuro delle donne afghane grazie a progetti mirati ed eventi volti a favorirne l’integrazione nelle Istituzioni e nella società. In particolare ricordiamo la mostra fotografica dell’Associazione Giornaliste intitolata “The Stranger Look”, le mostre di arte moderna dell’Associazione Visual Art, nonché il seminario volto a favorire l’integrazione del personale femminile nelle Forze di Sicurezza Afgane tenutosi nel mese di settembre.

Inoltre, il personale del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) continua la professionalizzazione delle donne appartenenti alle Afghan National Defence Security Forces(ANDSF) grazie all’impegno del Military Advisory Team dell’Esercito e del Police Advisory Team dell’Arma dei Carabinieri che hanno organizzato e condotto negli ultimi mesi corsi altamente formativi per la condotta delle elezioni parlamentari.

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Il lavoro degli advisors italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza ed assistenza alle Forze di Sicurezza Afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Difesa, nuova donazione di farmaci a favore della sanità del Niger

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Niamey (Niger), 26 novembre 2018 – I militari italiani della Missione Bilaterale di Supporto (MISIN) in Niger hanno provveduto alla consegna di un lotto di circa sette tonnellate di farmaci e di presidi medici al servizio sanitario nigerino, oggi pomeriggio presso la base aerea di Niamey. A presenziare l’evento il ministro della Salute Pubblica del Niger, Illiassou Idi Mainassara. I farmaci e i presidi medici sono stati donati dal Ministero degli Affari Esteri.

Questo pomeriggio, presso la base aerea di Niamey, i militari italiani della Missione Bilaterale di Supporto (MISIN) alla presenza del Ministro della Salute Pubblica del Niger, Illiassou Idi Mainassara, hanno provveduto alla consegna di un lotto di circa sette tonnellate di farmaci e di presidi medici, donati dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Cooperazione Internazionale italiana al servizio sanitario nigerino.

Questa donazione si inserisce nell’ambito di una serie di iniziative di cooperazione tra l’Italia ed il Niger già avviata dal 24 aprile scorso, che comprende un sostegno articolato, in più settori d’intervento, al fine di fornire un contributo concreto alla risoluzione di particolari criticità locali.

Il personale della MISIN ha individuato nel settore della salute pubblica la priorità di intervento, in considerazione della particolare situazione in cui versa la Sanità, sia militare che civile, del Paese.

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Il generale di brigata Antonio Maggi, comandante della MISIN, e l’ambasciatore d’Italia, dottor Marco Prencipe, supportati da personale tecnico e sanitario, hanno individuato una serie di farmaci e presidi sanitari ritenuti essenziali, concordati poi con i sanitari dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, presente nella capitale nigerina. La lista delle esigenze ha portato alla fornitura di un lotto di ulteriori presidi sanitari e farmaci, di circa 7 tonnellate, che si inserisce in una serie di donazioni che permetteranno alle Autorità locali di curare alcune malattie diffuse nella regione (colera, meningite e morbillo).

In particolare, questa donazione, coordinata dalla MISIN, ha permesso di ripristinare le scorte farmaceutiche per il contrasto all’epidemia di meningite in atto e per la lotta delle patologie caratteristiche della stagione secca  con la consegna di farmaci per circa 30 000 pazienti, nonché di incrementare il supporto sanitario alla lotta contro il colera con la fornitura di un ulteriore potabilizzatore d’acqua. 

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Il materiale sanitario donato è stato messo insieme grazie ai continui e proficui contatti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con vari attori internazionali e nazionali, nonché con il coinvolgimento delle Nazioni Unite che hanno reso disponibili materiali stoccati presso la Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi. Le Forze Armate, dal canto loro, hanno consentito il trasporto dei farmaci e dei materiali grazie ai vettori aerei messi a disposizione dall’Aeronautica Militare, nonché la consegna degli stessi alle autorità nigerine per il tramite del personale militare della MISIN.

Anche questa nuova donazione rappresenta un segno tangibile della volontà di supportare fattivamente il Niger a fronteggiare una situazione emergenziale e costituisce, nel contempo, una chiara dimostrazione di come le missioni svolte dalle nostre Forze Armate all’estero si caratterizzino sempre più marcatamente come interministeriali e interagenzia, nonché come espressione dell’impegno dell’intero “sistema Paese” nell’aiuto concreto alle realtà locali dove si interviene e nella tutela degli interessi nazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Presentato il “CalendEsercito 2019” quest’anno in omaggio al Genio Universale

6 Una pagina del Calendesercito 2019

Roma, 23 novembre 2018 – Presentato il CalendEsercito 2019 a Roma presso la suggestiva cornice offerta da Palazzo della Cancelleria. Il calendario di quest’anno è intitolato “Esercito e Tecnologia – omaggio al Genio Universale”.

L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità  tra cui il sottosegretario di Stato alla Difesa on. Raffaele Volpi, il presidente della Commissione Difesa della Camera di Deputati on. Gianluca Rizzo, l’avvocato generale dello Stato avv. Massimo Massella Ducci Teri, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, alla presenza di alcuni membri del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare (COCER) e di numerosi studenti del liceo Salvini di Roma insieme alle più alte autorità militari, civili e religiose.

5 La platea degli intervenuti 

L’edizione 2019 del CalendEsercito, realizzata grazie alla collaborazione con la società Leonardo rappresentata dal presidente Gianni Di Gennaro, è stata illustrata dai giornalisti Flavia Fratello e Roberto Giacobbo. Il CalendEsercito 2019 è dedicato ai fondamentali pilastri dell’Esercito Italiano: l’uomo e la tecnologia, componenti complementari e indissolubili per uno strumento militare che, al passo con i cambiamenti repentini dello scenario globale e delle relazioni internazionali, vuole mantenere alti gli standard di efficacia e flessibilità.

1 Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito

Il generale Farina, nel corso del suo intervento, ha sottolineato  che l’Esercito sente la grande responsabilità di mantenere l’uomo al centro del suo percorso di sviluppo tecnologico necessario per restare al passo coi tempi e superare le sfide che la nazione ci ha affidato. Ha poi continuato ribadendo che  per la Forza Armata la tutela del proprio personale assume un’importanza fondamentale, tale che la ricerca e l’innovazione tecnologica devono essere principalmente finalizzate a migliorare capacità e protezione del singolo e delle unità. A questo contribuisce in maniera decisiva l’eccellenza dei progetti sviluppati e prodotti dal comparto industriale nazionale.

9 Un momento della presentazione di Calendesercito 2019

Il “CalendEsercito 2019” è ispirato alla figura di Leonardo, genio universale che  racchiude in sé tutte le virtù artistiche, scientifiche e di innovazione ma, soprattutto, i valori dell’animo umano. L’uomo, infatti, è messo da Leonardo al centro dell’universo, così come l’Esercito mette il soldato al centro della propria attenzione.

Il calendario, inoltre, presenta un interessante parallelismo tra i disegni del genio  e i sistemi d’arma e gli equipaggiamenti a più alto indice tecnologico in servizio o di imminente acquisizione da parte della Forza Armata, mettendo in evidenza il contributo prezioso dell’industria nazionale della Difesa per la sicurezza degli uomini e le donne con le stellette.

 

Il calendario è prodotto da GEMMAGRAF e può essere acquistato online sul sito www.esercito.difesa.it

 


Afghanistan: il generale Salvatore Camporeale è il nuovo vicecomandante delle forze NATO

 

1. Il Tenente Generale Cripwell saluta il Generale di Corpo d'Armata Camporeale

Kabul, 11 novembre 2018 – Il generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale ha assunto l’incarico di vicecomandante della missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan. La cerimonia si è tenuta ieri 10 novembre nella base militare di “Camp RS”. Il vicecomandante uscente è il tenente generale Richard John Cripwell, del British Army.

La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante della missione RS, il generale dell’U.S. Army Austin Scott Miller, del Senior Civilian Representative della NATO, ambasciatore Cornelius Zimmermann, dell’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone e di altre autorità civili e militari.

2. Da sinistra a destra il Generale Miller (USA), Tenente Generale Cripwell (UK), Generale di Corpo d'Armata (ITA) Camporeale 

Il generale Salvatore Camporeale arriva in Afghanistan in un momento delicato per il Paese: il mese scorso istituzioni, forze militari e di polizia locali sono state impegnate nel garantire la sicurezza nel corso delle recenti elezioni parlamentari, che hanno chiamato al voto più di 4 milioni di persone. E già ci si prepara alla tornata elettorale del 20 aprile 2019, quando la popolazione sarà nuovamente chiamata al voto per eleggere il presidente dell’Afghanistan.

Il generale Miller, nel corso del suo intervento, ha dato il benvenuto al generale Camporeale e ha ringraziato l’Italia per il ruolo di assoluto rilievo avuto nella missione RS in questi anni. “Quando penso al contingente italiano – ha detto – penso alla grande professionalità di questi soldati e al contributo che danno per l’assolvimento del compito della missione”.

5. Un momento della cerimonia, intervento del Generale Austin Scott Miller

Nel suo discorso di commiato, il generale Cripwell ha ringraziato tutti gli uomini e le donne della Coalizione per l’eccellente lavoro svolto, dicendosi onorato di essere stato il loro vicecomandante. 

Nel suo intervento, il generale Camporeale ha sottolineato che “una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato è che una pace durevole non può essere imposta. Ma, al contrario, essa deve essere un processo politico, economico e diplomatico condiviso, che miri a conquistare le anime e i cuori della gente.”

Il vice comandante ha infine ringraziato gli uomini e le donne dei 41 Paesi alleati e partner della coalizione che stanno coraggiosamente lavorando per il successo della missione, e ha ricordato il sacrificio di coloro che sono stati uccisi o feriti per far sì che RS raggiungesse i suoi obiettivi, impedendo che l’Afghanistan diventasse ancora una volta un rifugio sicuro per il terrorismo.

9. Un momento della cerimonia, intervento del Generale di Corpo d'Armata Salvatore Camporeale

Il generale Salvatore Camporeale è nato il 20 agosto 1962 e cresciuto a Margherita di Savoia (BT).  Ha frequentato il 162° corso “Onore” dell’Accademia Militare di Modena. Nel corso della sua carriera ha assolto diversi incarichi di comando, in unità carri, e di staff presso gli organi di vertice dell’Esercito e della Difesa, tra cui:

  • comandante del 235° reggimento Addestramento Volontari di Ascoli Piceno;
  • assistente militare e aiutante di campo del Presidente della Repubblica Italiana, comandante della brigata corazzata “Ariete”;
  • vice capo del V Reparto Affari Generali presso lo Stato Maggiore dell’Esercito;
  • comandante dell’Accademia Militare di Modena.

Torna in Afghanistan dopo una prima esperienza maturata a Kabul nel 2009 nell’ambito della Missione ISAF.

Dal 10 novembre è il numero due della NATO in Afghanistan.

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al termine dell’operazione ISAF. Il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di forze di sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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NATO: conclusa la prima parte dell’esercitazione Trident Juncture 2018

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Norvegia, 9 novembre 2018 – Si è conclusa la fase Live Exercise (LIVEX – con unità schierate sul terreno) dell’esercitazione “Trident Juncture”, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della guerra fredda, che ha visto impiegati circa 50.000 militari di 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri. A chiudere la fase esercitativa la battaglia simulata di Oppdal (Norvegia), a cui hanno preso parte anche gli assetti terrestri e le componenti aeree dello strumento militare nazionale.

Al termine dell’esercitazione, l’ammiraglio James Gordon Foggo, comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli e direttore dell’esercitazione, ha voluto ringraziare calorosamente i militari di tutte le nazioni partecipanti e, in particolare, la Norvegia, che ha ospitato sul suo territorio la complessa attività addestrativa.

L’ammiraglio ha voluto rimarcare che la “Trident Juncture” ha rappresentato, da un lato, lo spirito di solidarietà e di coesione tra i Paesi membri a favore di quelli che maggiormente percepiscono la rinnovata assertività militare ad est, e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza Atlantica nella sua missione primaria di difesa collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna mantenendo un alto livello di preparazione e di reazione.

4. Mezzi italiani in avanzata

L’esercitazione ha previsto la contrapposizione sul campo di due  unità avversarie, a livello Corpo d’Armata, le quali si sono alternate nel condurre operazioni in attacco e in difesa. In particolare, la fase conclusiva, certamente tra quelle più complesse di tutta l’attività, consisteva nella completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie.

L’obiettivo finale della “Trident Juncture” era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia. Nel contempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

3 Bersagliere in azione

La partecipazione nazionale, oltre al citato NRDC, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ Brigata corazzata “Ariete”, costituente la  VJTF Land Brigade (very high readiness joint task force), cioè l’assetto di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate italiane. Per tale esigenza, la brigata “Ariete” (comando brigata e assetti dell’11° reggimento bersaglieri, del 10° reggimento genio guastatori, del reggimento logistico “Ariete”, del reparto Comando e Supporti Tattici “Ariete”) è stata rinforzata con assetti tratti dal 187° reggimento paracadutisti, dal 7° reggimento trasmissioni, dal 1° reggimento artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

Durante la LIVEX, inoltre, la VJTF ha potuto anche contare sul supporto dell’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodo gli Eurofighter (provenienti dal 4° stormo di Grosseto, dal 36° stormo di Gioia del Colle e dal 37° stormo di Trapani) per le attività di difesa aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie, il KC-767 (del 14° stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO, e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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