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Inaugurato anno accademico del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD)

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Roma, 14 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha partecipato questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018 del Centro Alti studi per la Difesa che si è svolta alla presenza del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dell’on. dr. Giovanni Legnini, vice presidente del consiglio superiore della magistratura, dei vertici militari e di numerose autorità civili.

Nel corso del suo intervento il generale Graziano, partendo da una sintetica analisi del quadro di sicurezza internazionale, ha illustrato le quotidiane sfide che le Forze Armate  italiane si trovano ad affrontare: “Da una prospettiva euro-centrica – ha spiegato il generale – siamo chiamati ad affrontare sfide provenienti da due archi di crisi ed instabilità, uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nord-africana e la fascia sub-sahariana, ed uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero ed il Mediterraneo orientale”. Aggiungendo poi che proprio su questi territori si estendono le due aree di interesse strategico nazionale: quella euro-mediterranea e quella euro-atlantica.

Viviamo – ha continuato il capo di Stato Maggiore della Difesa – una situazione estremamente complessa, che richiede un’analisi e una metodologia di approccio multi-disciplinare e la consapevolezza che lo Strumento Militare sia solo uno dei mezzi a disposizione della Comunità Internazionale, talvolta forse il più decisivo ma non certo l’unico. Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale  è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”.

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Il generale Graziano si è quindi soffermato sulle Organizzazioni Internazionali sottolineando come oggi “assumano una rilevanza senza precedenti  ed ha evidenziato la necessità di sviluppare sinergie anche nelle operazioni militari già in atto per ottimizzare  gli strumenti a disposizione di  proiezione della stabilità nelle aree di crisi”.

Parte dell’intervento è stato poi dedicato ad un tema estremamente attuale: la Difesa europea con riferimento alle Cooperazioni Strutturate Permanenti (PESCO) e, in tale ambito, alle iniziative regionali quale, ad esempio,  la  Defence Cooperative Initiative (DECI) a guida italiana volta a promuovere,  su base regionale e tra Nazioni europee,  un progetto di cooperazione  finalizzato ad incrementare la stabilità della Regione e la crescita della cooperazione tra i Paesi aderenti.

Il capo di SMD ha poi ricordato il grande passo avanti fatto ieri a Bruxelles per concretizzare il tema della Difesa europea attraverso la firma di avvio della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO),  fortemente voluta dal  nostro Ministro della Difesa Roberta Pinotti e firmato dal Ministro della Difesa e degli Esteri , cui hanno aderito, al momento, 23 Paesi. “Rappresenta – ha detto – un’opportunità per proporsi in ambito europeo come “Sistema Paese”, contribuendo anche a valorizzare le potenzialità industriali delle singole Nazioni. Questo è un momento storico di cambiamento e di trasformazione dell’Europa della difesa e della sicurezza in un contesto internazionale”.

La PESCO rappresenta un impegno vincolante tra i Paesi che vi aderiscono, teso non solo a rafforzare la politica estera e di sicurezza comune ma, soprattutto, a consentire una graduale transizione dalla cooperazione all’integrazione capacitiva a supporto del livello di ambizione dell’UE. Tale strumento avrà, infatti, una indubbia utilità quale strumento di avanzamento nel processo di integrazione europea, contribuendo in larga misura ad evitare quelle situazioni di stallo che hanno caratterizzato il recente passato. L’obiettivo è quello di creare uno stimolo politico e una architettura istituzionale che renda praticabile una maggiore cooperazione tra gli stati europei in tema di Difesa.

Sarà necessario un impegno dei 27 membri per rafforzare ulteriormente l’autorevolezza del vomitato militare, al fine di contribuire fattivamente al progetto di realizzazione della Difesa europea e per garantire che l’Unione Europea sia pienamente in grado di rispondere a 360º alle nuove sfide alla sicurezza”, ha concluso il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Terremoto di Ischia, l’impegno delle Forze Armate (video)

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Ischia (NA), 22 agosto 2017 – A seguito dello sciame sismico che ha colpito Ischia nella serata di ieri, le Forze Armate hanno messo a disposizione della Protezione Civile, nel corso della notte, personale, mezzi e assetti tecnici per i primi interventi di supporto alla popolazione.

In particolare, dopo una prima ricognizione alle ore 23.00 da parte di personale militare presente sul posto e a seguito della riunione del Comitato Operativo presso la Protezione Civile, già dall’una di questa notte, alcuni elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito sono impiegati per il trasporto sull’isola di personale specialistico dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, nonché di materiali speciali e attrezzature varie. Soccorsi

Nel frattempo, sono stati posti in prontezza anche militari, elicotteri e navi della Marina Militare, nonché personale specialistico del genio dell’Esercito, in grado di intervenire nell’arco di poche ore, laddove fossero richiesti.

Inoltre, nella mattinata di oggi sono previste attività di ricognizione aerea da parte di velivoli AMX e di un Predator dell’Aeronautica Militare per mettere a disposizione della Protezione Civile ulteriori informazioni al fine di elaborare una migliore valutazione dei danni e una mappatura dell’area.

Tecnologie e mezzi delle Forze Armate sono impiegabili sia per scopi militari che civili. Tale capacità di fornire un servizio utile per la collettività nazionale – la cosiddetta dual use – si concretizza in attività in concorso e a supporto degli interventi della Protezione Civile, come dimostra anche l’impegno ininterrotto delle Forze Armate, da agosto dello scorso anno, nelle zone colpite dal terremoto in centro Italia.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa - Immagini e video: Arma dei Carabinieri
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Difesa: nessun problema di sicurezza sulle reti dell’Esercito

Schermata 07-2457964 alle 17.58.10Roma, 13 agosto 2017 –  In merito a quanto riportato oggi da un quotidiano sul tema della sicurezza cibernetica, è opportuno affermare che non corrisponde a realtà e riferisce una situazione ingenerosa nei confronti della Difesa, invece pienamente impegnata in un nuovo dominio, quello cibernetico, in cui molto si sta investendo, in linea con il dettato del Libro Bianco e delle successive direttive ministeriali.

Innanzi tutto, la problematica riguarda il controllo delle reti “aperte” (per capire meglio, quelle con accesso ad internet), che, per quanto attiene alla Difesa, sono fisicamente separate da quei sistemi informatici, dedicati  alla trattazione degli argomenti classificati, i quali sono invece collegati tra loro tramite “reti chiuse”. Pertanto, non esiste alcun rischio di compromissione di dati e informazioni di natura riservata.

Il software obsoleto dall’Esercito citato in un articolo è, di fatto, una sorta di “sentinella” che rileva eventuali anomalie nel traffico dati. Il suo mancato aggiornamento non è un problema, perché si sta già provvedendo alla sua sostituzione nel pieno rispetto dei tempi tecnico-amministrativi necessari, ma soprattutto perché nella sua attività è affiancato da altre “sentinelle” (altri software e applicativi) che svolgono appieno il loro compito in maniera ridondante. Tutti questi sistemi devono essere costantemente rivisti e, quando necessario, cambiati per poter fronteggiare efficacemente una minaccia, quella cibernetica, che è mutevole e in continua evoluzione.

Con le direttive impartite dal Libro Bianco, la Difesa sta realizzando un ambizioso progetto di governance di sicurezza unica delle reti  con il potenziamento del C4 Difesa (il Comando preposto alla gestione e alla sicurezza delle reti informatiche della Difesa) e con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche. Stupisce perciò leggere l’affermazione che tale comando sarà operativo solo nel 2019. La struttura è già in funzione e opera con pienezza già da tempo, come peraltro documentato in numerose attività mediatiche di cui è stato protagonista. Nel 2019, invece, gli saranno affiancate due strutture: il cyber-range, un poligono virtuale in cui addestrare il personale non solo della Difesa ma anche di altre amministrazioni dello Stato, che ne faranno richiesta, e il cyber-lab, un laboratorio in cui studiare le minacce e mettere a punto le relative contromisure. Tale progetto consentirà, infatti, di gestire e controllare unitariamente tutte le reti della Difesa e delle singole Forze Armate, andando ad eliminare proprio quelle possibili problematiche che potrebbero insorgere dall’impiego di sistemi e software differenti.

Peraltro, vale la pena ricordare che il software citato nell’articolo nulla ha a che vedere con le capacità di risposta cibernetica alle minacce in senso stretto, affidata invece al giusto mix di tecnologia – attraverso programmi antivirus costantemente aggiornati e pienamente validi, come testimonia il fatto che ormai da molto tempo pur a fronte di numerosi tentativi, le reti della Difesa non hanno registrato alcuna intrusione – e di professionalità del personale tecnico. In quest’ultimo settore, la Difesa sta investendo particolarmente anche attraverso specifici bandi di concorso, per avere sempre le migliori risorse, umane e materiali, al fine di garantire al meglio la sicurezza delle proprie reti e, con essa, di quelle del Paese.

È anche utile sottolineare che le reti della Difesa non sono in connessione con le altre reti ministeriali e pertanto non esiste alcun rischio di compromissione di dati e di informazioni di natura riservata.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: concluso il supporto alla sicurezza per il G7 a Taormina

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Taormina, 27 maggio 2017 – Termina oggi il G7 a cui gli uomini e mezzi delle Forze Armate hanno fornito il concorso per il potenziamento delle attività di sicurezza, di prevenzione e controllo dei siti e degli obiettivi sensibili in supporto al Ministero dell’Interno, in occasione della riunione dei leader a Taormina, il 26 e 27 maggio.

Per l’evento le Forze Armate hanno messo in campo un contingente militare interforze di circa 3.300 unità per il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza, che resteranno in vigore fino a domenica sera.

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Al summit annuale, che ha visto la partecipazione dei capi di Stato e di Governo delle 7 nazioni maggiormente industrializzate, le Forze Armate hanno fornito un dispositivo interforze articolato su un Comando della Forza, enucleato dal Comando Operativo di vertice Interforze, e tre componenti operative (terrestre, marittima e aerea) per garantire il regolare svolgimento del Vertice, l’incolumità della popolazione e dei partecipanti all’evento. 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha sottolineato che “garantire la sicurezza per il G7 è stata una ulteriore dimostrazione della eccezionale capacità delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine ad operare in maniera integrata. Un successo straordinario reso possibile dalla professionalità e dall’abnegazione dei nostri militari“.

Sin dall’inizio, l’Esercito, su indicazione della prefettura e insieme alle altre Forze dell’Ordine, ha supportato la realizzazione di servizi di vigilanza e sicurezza per circa 100 obiettivi sensibili nell’area di Taormina. Gli uomini e le donne della Brigata Aosta hanno presidiato tutte le stradine di accesso al centro di Taormina e le aree ritenute maggiormente sensibili, mettendo a frutto l’addestramento e la pluriennale esperienza maturata nelle Operazioni sul territorio nazionale e in quelle nei Teatri Operativi all’estero.

La Marina Militare ha schierato un dispositivo di sorveglianza e protezione di carattere polivalente, efficace sia in alto mare, con il cacciatorpediniere Francesco Mimbelli che ha agito da scudo al largo delle acque antistanti Taormina, che lungo la fascia litoranea, grazie all’azione combinata del cacciamine Rimini, incaricato di sorvegliare le acque rivierasche con il sonar ad altissima frequenza. Presenti anche i palombari del Gruppo Operativo Subacquei, che hanno messo in sicurezza tutte le infrastrutture sensibili disseminate lungo la costa.

L’Aeronautica Militare ha contribuito a potenziare la difesa aerea e la gestione dello spazio aereo con l’impiego del Comando di Componente Aerea (Air Control Command), mettendo anche a disposizione aerei per il Combat Air Patrol e per il rifornimento in volo, elicotteri quali Slow Mover Interceptor e il reparto mobile di comando e controllo e radars. Inoltre, ha provveduto alle predisposizioni logistiche per l’atterraggio delle delegazioni, realizzando, nelle settimane antecedenti il summit, le elisuperfici e tutto l’occorrente per garantirne un autonomo funzionamento, mentre l’Aeroporto militare di Sigonella è stato impiegato per l’atterraggio e accoglienza  delle delegazioni.

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Sono stati infine impiegati assetti ad alta connotazione specialistica, come Team Counter Improvised Explosive Device Disposal per la ricerca e la bonifica di ordigni esplosivi in ambiente terrestre, marittimo e subacqueo, unità navali in supporto associato e una componente delle Forze Speciali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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L’Aquila: premiati i dipendenti civili dell’amministrazione della Difesa

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L’Aquila, 26 Maggio 2017 – Celebrata oggi 26 maggio 2017, a L’Aquila, presso il complesso caserme “Pasquali-Campomizzi”, la “Giornata del Personale Civile dell’Amministrazione della Difesa”, istituita nel 1963, inizialmente con il nome di “Festa degli anziani del lavoro degli stabilimenti militari”. Le onorificenze concesse un tempo assegnate esclusivamente agli operai e agli impiegati civili degli arsenali e stabilimenti militari, oggi sono estese a tutti i dipendenti civili della Difesa.

La celebrazione ha avuto inizio con la Santa Messa officiata dal cappellano militare, don Claudio Recchiuti, presso la cappella della caserma. Al termine della funzione religiosa, il comandante militare dell’Esercito per l’Abruzzo, gen. b. Rino De Vito, ha dato lettura del messaggio inviato per l’occasione dalla ministra della Difesa, sen. Roberta Pinotti. Infine, con una sobria cerimonia, è stata consegnata la medaglia di bronzo per il raggiungimento dei 20 anni di servizio a un dipendente del Comando Militare Esercito “Abruzzo”.

Presenti, nella circostanza, alcune rappresentanze di altre Forze Armate, del personale civile di altri reparti con sede in Abruzzo e sindacali. Nel suo intervento conclusivo, il gen. De Vito ha sottolineato come l’anzianità di servizio rappresenti, per il personale civile della Difesa, il riconoscimento delle competenze possedute e delle conoscenze acquisite e ha posto l’accento sulla importanza dell’odierna celebrazione come tangibile testimonianza di stima e fiducia che l’amministrazione della Difesa rivolge nei confronti del proprio personale civile per il lavoro che svolge.

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Fonte e immagine: Comando militare Esercito Abruzzo
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Il museo nazionale storico degli alpini si rifà il look

Il progetto, illustrato al Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso, rappresenta un importante arricchimento per la rete museale trentina della quale il museo entrerà a far parte

 ringraziamenti del Capo di SMD al Presidente dell'ANA

Treviso, 14 maggio 2017 – Il capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano e il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), ingegnere Sebastiano Favero, hanno firmato a Treviso un protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione del museo storico degli alpini di Trento, città che ospiterà l’adunata del prossimo anno.

Il protocollo, elaborato dalla direzione dei lavori e del demanio del ministero della Difesa, definisce e disciplina tutte le attività da finalizzare per concretizzare le opere di ristrutturazione.

Un restyling ambizioso, frutto di una grande e significativa sinergia tra la Difesa e l’ANA – da sempre impegnata nel tenere vive e tramandare le tradizioni degli alpini – supportato anche da comune e provincia di Trento, che tra gli effetti principali vedrà un ampliamento della superficie espositiva ed una migliore razionalizzazione nel posizionamento dei numerosi reperti e cimeli custoditi.

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Il rispetto delle tradizioni, dei nostri caduti e del passato non è solo un dovere, bensì anche una forma per sviluppare il sistema sicurezza del nostro Paese” ha ricordato il generale Graziano, per sottolineare poi che “se oggi le nostre Forze Armate sono tra le migliori del mondo e se la cooperazione con le forze di sicurezza permette all’Italia di essere presente nel mondo meritandone la stima, è proprio perché questo rispetto c’è ed è forte.”

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Open House Roma 2017: palazzo Salviati sede del Centro Alti Studi per la Difesa apre le porte ai cittadini

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Roma, 5 maggio 2017 – Anche quest’anno nelle giornate del 6 e 7 maggio 2017, Palazzo Salviati, sito in piazza della Rovere, n. 83 – Roma – sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), accogliendo la proposta della manifestazione “Open House Roma 2017”, unito ad altri siti significativi di interesse storico-architettonico di Roma, normalmente non visitabili o parzialmente accessibili al pubblico, sarà aperto ai visitatori.

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Palazzo Salviati sarà uno dei 200 siti significativi di interesse storico–architettonico di Roma, normalmente non visitabili o parzialmente accessibili al pubblico che si potranno visitare gratuitamente nel corso del fine settimana, dalle ore 10.00 alle 13.30 e dalle ore 15.00 alle 19.00.

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Le visite sono prenotabili attraverso il sito www.openhouseroma.org o www.facebook.com/openhouserm.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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Open House Roma è un evento annuale che in un solo week end consente l’apertura gratuita di centinaia di edifici della Capitale notevoli per le peculiarità architettoniche – artistiche e che, a differenza di iniziative simili, rivolge particolare attenzione oltre che al patrimonio storico, anche e soprattutto a quello moderno e contemporaneo.


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