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Difesa, sono 15.000 i militari italiani impegnati durante le festività in Italia e all’estero

Roma, 31 dicembre 2020 – Il periodo delle festività natalizie non è un deterrente per gli uomini e donne delle Forze Armate che si impegnano quotidianamente a favore della cittadinanza e di supporto in teatri operativi esteri.

In Patria sono operativi:

  • circa 7800 militari dell’operazione Strade Sicure, che impiegati sul territorio nazionale per il presidio, in concorso alle forze di polizia, di obiettivi sensibili, luoghi di culto, snodi ferroviari e metropolitane delle città italiane.

    All’estero sono in corso:
  • 39 missioni internazionali,
  • con 7500 uomini e donne,
  • operanti in 24 Paesi.

Impegno che si è arricchito di una nuova sfida, quella portata dall’emergenza epidemiologica Covid 19. Difatti, sia nel corso della prima ondata e successivamente nella seconda con l’Operazione IGEA prima e con l’avvento dell’Operazione EOS poi, iniziative volute dal ministro della Difesa Guerini, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) ha pianificato e diretto lo sforzo delle Forze Armate, in sinergia con la struttura commissariale per la gestione e il contrasto dell’epidemia della Presidenza del Consiglio, volto a supportare il Ministero della Salute, in coordinamento con le autorità sanitarie locali e la Protezione Civile.

Dal 23 ottobre 200 Drive Through Difesa (DTD) sono stati resi disponibili per effettuare tamponi, ad oggi oltre 860.000, da parte team interforze di personale sanitario, per un totale di circa 430 tra medici e infermieri, analizzati, poi, negli 8 laboratori sanitari stanziali e 2 mobili delle Forze Armate. A questi, si aggiunge l’operatività dell’Ospedale Militare del Celio di Roma e dei Centri Medici Ospedalieri di Milano e Taranto, con la disponibilità di:

  • 230 posti letti,
  • 54 letti per la terapia intensiva,
  • 18 strutture logistiche impiegabili come “Covid Hotel”,
  • 5 strutture sanitarie campali che contribuiscono ad alleggerire la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale.

Con il Vaccine Day ha avuto inizio, il 26 dicembre, anche l’Operazione EOS, in supporto alla campagna di vaccinazione nazionale, che, a parte la distribuzione iniziale delle prime 9.750 dosi vaccinali, entrerà nel vivo agli inizi del prossimo anno quando le Forze Armate provvederanno allo stoccaggio e vigilanza dei vaccini nell’hub principale di Pratica di Mare da dove verranno trasportati, grazie all’impiego di 11 aerei, 73 elicotteri e 360 mezzi terrestri verso i 21 hub secondari dislocati in tutte le regioni per poi essere distribuiti ai vari siti di somministrazione individuati dalla struttura commissariale.

Nessuna descrizione disponibile.

Altrettanto significativo è il contributo delle Forze Armate nelle Operazioni all’estero, dove sono impegnate con 7.500 uomini e donne nell’ambito di coalizioni multinazionali o sotto l’egida della NATO, Unione Europea e ONU, dall’Africa sub-sahariana all’Afghanistan, attraverso il Mediterraneo, i Balcani, il Libano e il Medio-Oriente, fino alle acque dell’Oceano Indiano, contribuendo attraverso attività di capacity building alla stabilizzazione delle aree di impiego, piuttosto che svolgendo operazioni volte a rafforzare la difesa degli spazi euro atlantici, lungo il fianco est, nei cieli e nei mari dell’Alleanza.

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Aeronautica Militare, Covid-19: rimpatriati due italiani dall’Albania con un trasporto in biocontenimento su un C-130j (video)

Roma, 20 dicembre 2020 – Due uomini affetti da COVID-19 sono stati rimpatriati da Tirana, nella notte tra sabato 19 e domenica 20 dicembre, con un trasporto in biocontenimento, effettuato da un C130J della 46ª brigata aerea di Pisa.

Il volo che ha trasportato i pazienti, all’interno di due speciali barelle isolanti, è decollato da Pisa alla volta di Pratica di Mare. Una volta giunto nell’aeroporto romano ed aver imbarcato le barelle e l’equipe medica specializzata dell’Aeronautica Militare, il velivolo è ripartito per l’aeroporto di Tirana. Da qui il C130J è ridecollato alla volta di Amendola, dove è atterrato dopo circa un’ora di volo, consentendo ai pazienti di essere celermente trasferito dalla Protezione Civile presso la struttura di destinazione.

Il trasporto è stato richiesto dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) della Protezione civile ed è stato coordinato dal Comando delle Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE). Il velivolo a cui è stato assegnato il task è un C130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa, uno dei velivoli che la Forza Armata mantiene in stato di prontezza per esigenze di supporto alla collettività.

Per l’emergenza COVID-19 le Forze Armate hanno messo in campo uno sforzo considerevole, impiegando Dal 23 ottobre (2^ fase) una media giornaliera di 1141 militari per un totale complessivo di giornate/uomo di 65.058 in attività che vanno dal supporto logistico a quello tecnico sanitario, quale ad esempio quello fornito dai team interforze di 366 medici e 700 infermieri che operano nei DTD, in concorso nelle strutture sanitarie militari e civili e negli ospedali da campo.

Forze Armate al servizio del Paese.
Continua senza sosta
l’impegno della Difesa in questa emergenza.

Ministro della Difesa Lorenzo Guerini

“Le Forze Armate, sin dall’inizio dell’emergenza, sono in prima linea al servizio del Paese e continua senza sosta l’impegno di tutta la Difesa, pronta a dare la sua parte anche con la distribuzione dei vaccini con l’operazione Eos” così ha commentato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Il supporto del Ministero della Difesa si esplicita anche tramite altre risorse messe a disposizione della collettività, tramite il Comando Operativo di vertice Interforze, ovvero 73 mezzi aerei per il trasporto anche in bio-contenimento e 322 mezzi per il trasporto di materiale sanitario e dispositivi di protezione individuale.

Oltre questi assetti, la Difesa ha reso disponibili:

  • 18 strutture logistiche delle Forze Armate con funzione “Covid Hotel”,
  • 2.353 posti per pazienti in quarantena/isolamento,
  • 4 ospedali da campo,
  • 152 posti nel nosocomio militare del Celio a Roma e nei Centri Ospedalieri militari di Milano e Taranto.

Infine, per la gestione dell’emergenza, è stato incrementato di oltre 750 unità il dispositivo impiegato nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, per un totale di circa 7.803 militari che concorrono al controllo del territorio, in supporto e stretto coordinamento con le Forze dell’Ordine.

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Covid-19, un paziente in gravi condizioni trasportato in biocontenimento a bordo di un 130j dell’Aeronautica Militare

Chieti, 13 dicembre 2020
<p class="has-drop-cap has-text-align-justify" value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">Un uomo di 56 anni affetto da COVID-19, a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni, sabato sera 12 dicembre, Uè stato trasportato urgentemente dall'ospedale "S. Pio da Pietrelcina" di Vasto al "Mater Domini" di Catanzaro a bordo di un C-130J della 46^ Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare.Un uomo di 56 anni affetto da COVID-19, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni, sabato sera 12 dicembre, Uè stato trasportato urgentemente dall’ospedale “S. Pio da Pietrelcina” di Vasto al “Mater Domini” di Catanzaro a bordo di un C-130J della 46^ Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare.

Il trasporto è stato richiesto dalla prefettura di Chieti ed è stato gestito dal Comando delle Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE), che ha assegnato il task operativo ad un C-130J della 46^ Brigata Aerea, uno dei velivoli che la Forza Armata mantiene in stato di prontezza per esigenze di supporto alla collettività.

Il paziente, in biocontenimento all’interno di una speciale barella isolante ed assistito costantemente da una equipe medica dell’ospedale di provenienza, è stato imbarcato insieme all’ambulanza che lo trasportava a bordo del velivolo militare presso l’aeroporto di Pescara. Da qui il velivolo è decollato alle ore 20:50 circa alla volta di Lamezia Terme, dove è atterrato dopo circa un’ora di volo, consentendo al paziente di essere celermente trasferito presso la struttura di destinazione.

Per l’emergenza COVID-19 le Forze Armate hanno messo in campo uno sforzo considerevole, impiegando oltre 53.400 uomini e donne in attività che vanno dal supporto logistico a quello tecnico sanitario, quale ad esempio quello fornito dai team interforze di 461 medici e 885 infermieri che operano nei DTD, in concorso nelle strutture sanitarie militari e civili e negli ospedali da campo. 

Il supporto della Difesa si esplicita anche tramite altre risorse messe a disposizione della collettività, tramite il Comando Operativo di vertice Interforze, ovvero 73 mezzi aerei per il trasporto anche in bio-contenimento e 322 mezzi per il trasporto di materiale sanitario e dispositivi di protezione individuale.

Oltre questi assetti, la Difesa ha reso disponibili 18 strutture logistiche delle Forze Armate con funzione “Covid Hotel” per un totale di oltre 2.300 posti per pazienti in quarantena/isolamento, 4 ospedali da campo e circa 230 posti nel nosocomio militare del Celio a Roma e nei Centri Ospedalieri militari di Milano e Taranto.

Infine, per la gestione dell’emergenza, è stato incrementato di oltre 750 unità il dispositivo impiegato nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, per un totale di circa 7.800 militari che concorrono al controllo del territorio, in supporto e stretto coordinamento con le Forze dell’Ordine.

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Difesa, operazione Igea, oltre 330.000 i tamponi effettuati dai team sanitari delle Forze Armate

Roma, 29 novembre 2020 – Oltre 330.000 i tamponi che sono stati effettuati dai team sanitari delle Forze Armate, che dal 23 ottobre stanno operando in supporto al Servizio Sanitario Nazionale nel contrasto alla seconda ondata dell’emergenza epidemiologica COVID-19, con una media giornaliera di circa 22.000 test. Supporto che si inquadra nell’ambito dell’Operazione Igea un’iniziativa del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che oggi conta 146 Drive Through della Difesa (DTD) sui 200 resi disponibili, schierati su tutto il territorio nazionale, sulla base delle esigenze rappresentate dalle Istituzioni, attraverso l’attività di pianificazione e coordinamento del Comando operativo di Vertice Interforze (COI), in stretta sinergia con le Autorità Sanitarie locali e la Protezione Civile.

Negli ultimi giorni sono stati schierati 3 DTD, di cui 1 a Catanzaro con il concorso di personale sanitario dell’Esercito e della Marina, 1 a Salerno gestito dall’Esercito e, infine, un altro a Campobasso dell’Arma dei Carabinieri, che contribuiscono a incrementare la capacità di effettuazione e analisi giornaliera dei tamponi, alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere locali. A questi si aggiunge l’assetto sanitario campale della Marina presso l’ospedale civile di Barletta con capacità di ricovero fino a 40 pazienti.

Per l’emergenza COVID-19 le Forze Armate, ad oggi, hanno messo in campo uno sforzo importante con l’impiego di quasi 25.000 uomini e donne coinvolti a vario titolo, dal supporto logistico a quello tecnico sanitario fornito dai team interforze di 334 medici e 625 infermieri che operano nei DTD, in concorso nelle strutture sanitarie militari e civili e negli ospedali da campo.  

Il supporto della Difesa si compone inoltre di altre capacità messe a disposizione della collettività, per tramite del COI, ovvero 73 mezzi aerei per il trasporto in bio-contenimento e 285 mezzi per il trasporto di materiale sanitario e dispositivi di protezione individuale.

Oltre questi assetti, la Difesa ha reso disponibili 18 strutture logistiche delle Forze Armate con funzione “Covid Hotel” per un totale di oltre 2.300 posti per pazienti in quarantena/isolamento, 4 ospedali da campo e circa 230 posti nel nosocomio militare del Celio a Roma e nei Centri Ospedalieri militari di Milano e Taranto.

Infine, per la gestione dell’emergenza, è stato incrementato di oltre 750 unità il dispositivo impiegato nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, per un totale di circa 7.800 militari che concorrono al controllo del territorio, in supporto e stretto coordinamento con le Forze dell’Ordine.

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Difesa, operazione Igea, operative in Brianza le prime postazioni drive-throuh dell’Aeronautica Militare

Milano, 14 novembre 2020 – Le prime tre postazioni Drive Through predisposte dall’Aeronautica Militare nell’ambito dell’Operazione IGEA e fortemente voluta dal Ministero della Difesa sono operative da oggi presso Lecco, Meda e Caponago.  Con personale sanitario specializzato di tutte le Forze Armate, viene incrementata la capacità giornaliera del Servizio Sanitario Nazionale di effettuare tamponi per la ricerca di SARS-COV-2 su tutto il territorio nazionale.

A breve saranno operative altre dieci postazioni a Linate, presso il Centro Logistico Sportivo di Presidio della 1ª regione Aerea di Milano, e presso i centri urbani di Vigevano, Pavia e Voghera. Tutte le strutture campali a supporto delle suddette postazioni di test rapido sono state approntate in tempi brevissimi, su indicazione del Comando Operativo di vertice Interforze,  da personale del 3° Stormo di Villafranca, reparto logistico di proiezione dell’Aeronautica Militare, rapidamente impiegabile per supporto operativo e logistico alle forze schierate sia in territorio nazionale, sia al di fuori dei confini nazionali, e nel supporto alle emergenze in campo nazionale.

Al momento sono oltre cinquanta le unità sanitarie specializzate della Forza Armata – tra medici, infermieri e personale di supporto – inviate in queste zone a sostegno dell’emergenza, che opereranno in coordinamento le autorità sanitarie regionali e locali, molti dei quali arruolati tramite il concorso straordinario bandito in estate per fare fronte all’emergenza Covid-19.  

Tali postazioni Drive Through Difesa (DTD) permetteranno a tutti i cittadini che necessitano di effettuare il tampone rapido di accedere alle postazioni direttamente in auto, per poi essere indirizzati verso altre postazioni dedicate per il tampone molecolare qualora si rendesse necessario.

L’attenzione delle Forze Armate è continua e costante in tutti i settori – addestrativo, operativo e logistico – ed ha permesso di mettere in campo tutti gli assetti richiesti per il contrasto alla diffusione del Coronavirus con un numero importante di uomini, mezzi e strutture. Il Comando Operativo di Vertice Interforze ha continuato a coordinare le attività di supporto alla Sanità nazionale con l’invio di medici e infermieri militari, la predisposizione di strutture sanitarie militari per accogliere i pazienti, i voli sanitari di emergenza ed in bio-contenimento, i trasporti di materiale sanitario e il supporto alle Forze dell’Ordine in attività di Pubblica Sicurezza.

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La Difesa ed emergenza Covid, capo di SMD al Celio per ampliamento lavori

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Roma 08 aprile 2020 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli ha ricevuto il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il ministro della Salute Roberto Speranza, in visita al Policlinico di Roma “Celio”, dove è stato effettuato un sopralluogo alle strutture in occasione del recente avvio di straordinari interventi infrastrutturali  tesi ad un rapido incremento delle capacità attualmente esprimibili.

L’intervento nel suo complesso, progettato in sinergia con la Regione Lazio e il commissario straordinario per l’emergenza, prevede una espansione delle attuali capacità ricettive fino a 120 posti letto, di cui 30 modulabili tra terapia intensiva e subintensiva che successivamente potranno essere incrementati a 150 e 50.

Nell’insieme dell’implementazione è previsto anche il completamento delle dotazioni del Policlinico, specialmente in termini di attrezzature medicali specialistiche per la terapia intensiva e per la subintensiva, l’avvio dei lavori infrastrutturali ed impiantistici su 5 fabbricati preesistenti con il potenziamento della centrale di fornitura di gas e aria medicale che, svolti sotto la supervisione del  comandante del Comando Logistico dell’Esercito, saranno effettuati dagli assetti del Genio militare dell’Esercito e dell’Aeronautica (6° Reggimento Pionieri dell’Esercito e 2° reparto genio – 8° Gruppo Genio Campale dell’Aeronautica Militare).

Tale iniziativa deriva dallo sforzo profuso dalla Difesa e più in particolare dalla Sanità militare a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale nel contrasto all’emergenza COVID che ha visto, sin dall’inizio dell’emergenza, l’immediata operatività del Policlinico di Roma “Celio” quale imprescindibile elemento di riferimento istituzionale come HUB COVID-HOSPITAL teso a garantire una risposta immediata alle esigenze sanitarie dei cittadini.

Nell’ambito della gestione dell’emergenza, il policlinico di Roma “Celio”, è pienamente  inserito nella rete del Sistema Sanitario Regionale, grazie ad un accordo quadro siglato nel 2017 e convenzioni attuative del 2019 che consentono di mettere a disposizione della cittadinanza le proprie capacità di ospedalizzazione con 40 posti letto e di diagnostica per fornire un contributo nell’abbattimento delle liste di attesa e anche con positivi ritorni per lo sviluppo delle competenze del personale sanitario militare.

A partire dallo scorso 16 marzo, sulla base delle direttive emanate dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito e in collaborazione con l’Istituto “Spallanzani”,  è già stata attivata un’area dedicata all’esigenza con 36 posti letto di cui 6 per la terapia intensiva, ove operano 39 ufficiali medici e 61 sottufficiali infermieri. In particolare, il nosocomio militare ha messo a disposizione anche del S. Giovanni Addolorata, le proprie capacità di ricovero e cura nei settori clinici d’urgenza.

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Il personale civile della Azienda Industrie Difesa contribuirà alla produzione di respiratori polmonari

Foto presa da Leggo

Roma, 15 marzo 2020 – La Difesa, nell’ambito del supporto fornito per l’emergenza #Coronavirus, contribuirà alla produzione di dispositivi per le esigenze delle sale di terapia intensiva e sub intensiva a livello nazionale. Industria civile della Difesa produrrà respiratori polmonari destinati in primis alla Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, regioni maggiormente colpite per il numero di pazienti che necessitano di terapie intensive“ ha commentato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

“La Difesa è in campo nell’emergenza con tutte le forze per superare questa situazione, anche il nostro personale civile sta contribuendo al grande sforzo in atto” ha dichiarato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in una nota.

Sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile, un’aliquota di personale di 25 unità dell’Azienda Industrie Difesa verrà messa a disposizione dell’azienda italiana del settore (Siare Enginereering di Valsamoggia in provincia di Bologna), a partire dalla prossima settimana e per un periodo di circa 4 mesi, allo scopo di potenziarne la capacità produttive.

«Da questo lunedì i militari entreranno a far parte del nostro organico», ha dichiarato alla stampa Gianluca Preziosa, direttore generale di Siare Engineering, una fabbrica di di Bologna che da giorni non si ferma mai. È un’azienda di 35 dipendenti, di Valsamoggia, e produce un bene cruciale per la lotta alla Covid-19: i ventilatori polmonari che danno respiro ai pazienti ricoverati nelle terapie intensive d’Italia. 

Per far fronte alla prima fornitura di 300 macchine richieste dal governo l’azienda ha  rinunciato a rifornire clienti in Corea del Sud, Vietnam, Thailandia, India.

La Siare Engineering è una delle quattro aziende uniche in Europa ad essere specializzate in questi dispositivi. Ogni unità ha un valore di mercato di 17.000 euro, ma per la Protezione Civile il prezzo scenderà a 10.000 euro.

L’arrivo dei militari quasi raddoppierà il personale: cominceranno entro breve, il tempo di 3-4 giorni di addestramento, per far sì che si arrivi ad assemblare 125 macchine a settimana.

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Difesa, emergenza coronavirus, sospese le attività didattiche negli Istituti di formazione di tutte le Forze Armate

2. Afflusso della Bandiera della Scuola Militare Nunziatella.jpg

Immagine di repertorio

Roma, 12 marzo 2020 – In piena emergenza Covid-19 la Difesa predispone misure sulle attività formative a tutela del personale.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, in aderenza a quanto contenuto nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha disposto la sospensione delle attività didattiche presso gli Istituti di formazione di tutte le Forze Armate.

L’attenzione della Difesa è quella di mantenere intatta l’operatività nel rispetto della salvaguardia della salute del personale delle Forze Armate.

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Difesa, emergenza Covid-19, Aeronautica Militare, trasporto urgente paziente per isolamento con elicottero HH-101A (video)

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Sondrio, 8 marzo 2020 – Continua l’impegno delle Forze Armate a favore dei connazionali nell’ambito dell’emergenza coronavirus.

Ieri pomeriggio un elicottero HH-101A dell’Aeronautica Militare, è intervenuto, su richiesta dell’Agenzia Regionale Emergenza ed Urgenza Lombardia, per trasportare una paziente di 62 anni, affetta da coronavirus, da Cremona all’ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio).

Il velivolo era in servizio di prontezza da ieri presso la base di Cervia, sede del 15° Stormo “SAR” (Search and Rescue, Ricerca e Soccorso).

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L’elicottero, con a bordo un team medico specializzato per trasporto in biocontenimento, è decollato da Cervia poco dopo aver ricevuto l’ordine di missione e ha raggiunto l’ospedale di Cremona, dove ha caricato la paziente. L’aeromobile è poi decollato nuovamente alla volta di Bormio, per il successivo trasferimento  della paziente all’Ospedale Morelli di Sondalo. 

Per l’emergenza coronavirus, il Ministero della Difesa ha messo a disposizione delle Istituzioni degli elicotteri HH-101A, aeromobili di ultima generazione utilizzati per molte tipologie di missioni, dalla ricerca e soccorso fino al supporto alle operazioni speciali, questi elicotteri sono anche in grado di caricare e trasportare delle speciali barelle isolate, A.T.I. (Aircraft Transit Isolator), progettate specificamente per il trasporto aereo in biocontenimento di pazienti altamente infettivi.

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La forte sinergia tra i Ministeri Difesa, Esteri, Salute e ProCiv continua ininterrottamente ormai da più di un mese. Con i primi casi di contagio verificati nel Nord Italia, le Forze Armate hanno messo a disposizione, per una eventuale sorveglianza sanitaria, infrastrutture militari distribuite lungo tutta la penisola dalla Val D’Aosta alla Sicilia con circa 2200 stanze e circa 6600 posti letto, oltre a fornire una quota del proprio personale medico ed infermieristico dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri, su richiesta della protezione civile, per rispondere alle esigenze dei territori lombardi. Inoltre ha riarticolato il dispositivo nazionale “Operazione Strade Sicure” per garantire l’opportuna cornice di sicurezza in concorso alle Forze dell’Ordine nei presidi dislocati nell’area delle zone rosse.

Comando_operativo_di_vertice_interforzeIl COI (Centro Operativo di vertice Interforze) ha implementato una Sala Operativa (H24/7 su 7) dedicata all’Emergenza che ha coordinato tutti i trasferimenti dei connazionali dall’estero e attualmente gestisce e condivide le informazioni di interesse con gli altri dicasteri; il COI, inoltre, monitora la situazione dei militari italiani in tutti le missioni e operazioni nazionali e internazionali, impartendo, a tutela del personale, specifiche misure precauzionali.

Le Forze Armate svolgono la propria parte nell’ambito del “sistema paese” grazie ad una costante gestione dell’emergenza sanitaria in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, il Ministero Affari Esteri e della Salute.

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Rientrati oggi 19 connazionali dal Giappone con KC-767A dell’Aeronautica Militare, supporto di equipe medica interforze a terra

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Roma, 22 febbraio 2020 – Questa mattina alle ore 06.37 circa presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare è atterrato il velivolo KC-767A del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare, proveniente da Tokio Haneda (Giappone) partito alle 14.34, ora italiana del 21 febbraio.

Il volo ha trasportato 37 passeggeri tra nazionali ed internazionali. Pertanto, prima di atterrare all’aeroporto di Pratica di Mare, il volo dell’Aeronautica Militare ha fatto scalo a Tegel (Berlino) il 22 febbraio alle 02.19 locali, facendo sbarcare 15 passeggeri di altre nazionalità. Successivamente il volo è atterrato in Italia con 19 italiani e 3  cittadini di altra provenienza. Una volta atterrati, i 19 italiani dopo i primi screening medici da parte del team sanitario, composto da medici e infermieri della Marina Militare e della Aeronautica Militare e personale specializzato dell’Ospedale Spallanzani, sono stati trasportati e sottoposti ad un periodo di osservazione presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito presso la città militare della Cecchignola.

Questo volo, come i precedenti tre avvenuti il 02, il 09 e il 14 febbraio, è stato realizzato in coordinamento con la protezione civile e con gli altri dicasteri per il tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze per assicurare il rientro dei cittadini italiani bloccati a Wuhan, la città cinese maggiormente colpita dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus. A bordo dei velivoli militari è stato impiegato personale medico, infermieri e adeguato equipaggiamento sanitario per fronteggiare possibili casi di infezione e per garantire un trasporto sicuro.

Il primo volo, avvenuto il 2 febbraio scorso con un KC767A in dotazione al 14º Stormo dell’Aeronautica Militare, ha riportato in patria i primi 56 italiani che si trovavano nella citta di Wuhan, poi lo scorso 9 febbraio è decollato da Brize Norton (Inghilterra) con 8 italiani ed infine lo scorso 14 febbraio il rientro in Italia da Wuhan si è concluso con l’ultimo dei nostri connazionali.

 

Esercito

Allestito presso il Centro Olimpico Sportivo dell’Esercito:

  • 18 camere singole
  • 4 doppie
  • 5 triple
  • 3 quintuple per i connazionali rimpatriati;

Presidio sanitario composto da  

  • 1 Ufficiale medico,
  • 2 Sottufficiali infermieri
  • 1 operatore sanitario.

Presso l’ospedale militare del Celio sono stati predisposti:  

  • 1 Camera Singola
  • 2 doppie
  • 1 tripla.

Presidio sanitario composto da 

  • 1 Ufficiale medico
  • 2 Sottufficiali infermieri
  • 1 operatore sanitario;

L’Esercito ha messo a disposizione 2 ambulanze sempre presenti  presso le due strutture militari.

Inoltre vengono assicurati i  servizi essenziali quali catering anche per intolleranti, servizio di sanificazione, lavatrici ed asciugatrici oltre a tutto il materiale per l’igiene personale.

 

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