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Difesa: operazione interforze di bonifica sul litorale siracusano

Difesa: effettuata operazione interforze di bonifica delle acque di fronte a Cassibile (SR). Artificieri di Esercito e Marina Militare hanno rimosso e distrutto 12 ordigni risalenti alla seconda guerra mondiale.

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Siracusa, 17 gennaio 2018 – Personale delle Forze Armate appartenenti al Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare in sinergia con gli artificieri  del 4° reggimento guastatori dell’Esercito di Palermo hanno portato a termine, nelle acque antistanti il litorale di Cassibile (SR), la rimozione e messa in sicurezza di  dodici residuati bellici.

Gli ordigni, risalenti alla seconda guerra mondiale e di manifattura inglese, erano stati segnalati nei giorni scorsi da privati cittadini e la prefettura di Siracusa aveva richiesto l’intervento della Difesa. Operatori del GOS della Marina Militare hanno messo in sicurezza la zona, recuperato le bombe situate su un fondale tra 2 e 5 metri e le hanno consegnate sulla riva ai colleghi dell’Esercito, che le hanno fatte brillare in una cava in zona isolata.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività ad alto rischio che le Forze Armate conducono in modo congiunto a salvaguardia della pubblica incolumità, svolgendo delicate operazioni volte a ripristinare le condizioni di sicurezza del territorio, dei porti e dei litorali, in mare o nelle acque interne.

I palombari della Marina Militare, gli artificieri dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività di bonifica ordigni nel rispettivo settore di competenza e sono in grado di condurre operazioni in qualsiasi scenario operativo, in territorio nazionale come all’estero.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Firma accordo “DAI” : sinergia tra Difesa- Accademia-Industria

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Roma, 19 dicembre 2017 – Oggi, presso la sala del consiglio di amministrazione dell’università di Tor Vergata, è stato siglato l’accordo quadro Difesa-Accademia-Industria (DAI) tra lo Stato Maggiore della Difesa, l’università degli studi di Roma “Tor Vergata”, università Link Campus e la società Leonardo, azienda globale ad alta tecnologia nei settori dell’aerospazio, difesa e sicurezza, rappresentati rispettivamente dal gen. brig. Arturo Nitti, dal rettore prof. Giuseppe Novelli, dal dott. Vincenzo Scotti e dall’ing. Giorgio Mosca.

La collaborazione, stretta da tre settori apparentemente così distanti tra loro, si prefigge lo scopo di sviluppare, attraverso uno scambio di informazioni, idee e studi, il concetto sul “duplice uso”, cioè sulla possibilità di impiegare proficuamente a favore della collettività nazionale le capacità della Difesa per scopi non direttamente militari e, nel contempo, di prevedere l’utilizzo di professionalità e competenze civili in supporto alle attività dello strumento militare.

Si tratta di un’esigenza che, maturata a seguito dei ripetuti interventi delle Forze Armate per fronteggiare pubbliche calamità e situazioni di straordinaria urgenza al fine di garantire il soccorso e la sicurezza della popolazione, mira a formalizzare, razionalizzare e ottimizzare tali tipologie d’impiego, nonché a favorire una migliore conoscenza delle capacità e potenzialità militari applicabili proficuamente anche in ambito civile.

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La Difesa – ha evidenziato il generale Nitti – tanto nella sua precipua funzione di sicurezza nazionale e internazionale, quanto come componente del ‘Sistema Paese’, è chiamata sempre più spesso a interventi di natura multidisciplinare e multidimensionale, con una sempre maggiore interazione tra pubblico e privato. Pertanto, è necessario saper mettere a disposizione le proprie capacità nelle maniera più efficace anche per scopi non prettamente militari, così come essere consapevoli di come ricercare e impiegare proficuamente professionalità del campo accademico e industriale per il perseguimento dei propri obiettivi istituzionali”. “Per questi motivi – ha concluso il gen. Nitti – l’accordo ‘DAI’ è di particolare rilevanza e non ha precedenti per portata e finalità”.

L’accordo è un tassello fondamentale del processo di attuazione del Libro Bianco, all’interno del quale è esplicitato che uno dei fattori di successo per la strategia nazionale di sicurezza e difesa è la forte interrelazione tra la Difesa e l’industria, coinvolgendo anche il mondo universitario.

L’ing. Giorgio Mosca, responsabile strategie e tecnologie della divisione Security & Information Systems di Leonardo, ha rimarcato le potenzialità che derivano da questo accordo, affermando che: “La complessità e l’evoluzione del contesto tecnologico globale e la necessità di massimizzare gli investimenti del Paese sulle nuove tecnologie richiedono forme di collaborazione innovative che garantiscano di applicare, in modo interoperabile e sinergico, le migliori soluzioni a problemi simili. Come principale azienda nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza a livello nazionale, Leonardo è fortemente impegnata nello sviluppo di tecnologie e capacità duali, che possano supportare sia lo Strumento Militare che la Sicurezza e la Resilienza nazionali. Questo tavolo istituzionale pubblico-privato può certamente facilitare il raggiungimento dell’obiettivo ed è di notevole valore aggiunto per il Sistema Paese e per tutto il tessuto industriale.

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Al termine della firma degli accordi, il rettore Giuseppe Novelli ha voluto rimarcare quanto sia cruciale la collaborazione tra istituzioni dello Stato “in un’ottica coerente con la spinta alla Terza missione verso cui ‘Tor Vergata’ è fortemente orientata. In maniera analoga a quanto avviene nel dialogo tra Ateneo, aziende e territorio, la firma di oggi legittima e consolida la volontà dell’Università di divenire braccio operativo di altre istituzioni e contribuire all’efficienza dello Stato in tutti i settori. Tra le esperienze di ‘Tor Vergata’, non mancano, ad esempio, collaborazioni con il Quirinale e la prefettura di Roma, dove i nostri studenti svolgono tirocini formativi offrendo le competenze acquisite durante gli studi. Il nostro impegno è volto a far sì che la Ricerca e la didattica non restino confinate nei luoghi in cui hanno origine ma lavorino al fianco di altre realtà per il raggiungimento di obiettivi comuni”.

Infine, il presidente dell’University Link Campus, prof. Vincenzo Scotti, ha sottolineato che “la Link Campus University è particolarmente interessata, non da oggi, a consolidare i suoi rapporti con lo Stato Maggiore della Difesa. L’accordo DAI si colloca nel quadro, sempre più necessario, di una sinergia tra tutti i soggetti istituzionalmente chiamati a costruire una cultura globale della sicurezza. L’alta formazione, soprattutto nel mondo che viviamo, è un tassello fondamentale di una strategia che deve coinvolgere i diversi attori e mettere a fattor comune esperienze, competenze e professionalità“.

L’accordo “DAI” rappresenta un progetto pilota, da cui partire per poter definire i presupposti per un futuro protocollo d’intesa interministeriale, che favorisca una crescente cooperazione, intellettuale e multidimensionale, finalizzata anche ad una maggiore ottimizzazione delle risorse del bilancio pubblico.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Reggio Emilia: le Forze Armate in campo per il maltempo

Reggio Emilia, 12 dicembre 2017 – In queste ore di emergenza, le Forze Armate sono intervenute nei luoghi più colpiti dal maltempo, in concorso alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alle altre Istituzioni preposte, nel territorio della provincia di Reggio Emilia, dove all’alba di stamattina il fiume Enza ha rotto gli argini allagando i centri abitati, così come nel modenese, dove il fiume Secchia ha raggiunto livelli di allarme esondazione.

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In particolare, l’Esercito, con alcune decine di militari del Reparto Supporti dell’Accademia di Modena, un elicottero del 2° reggimento AVES di Bologna e alcuni mezzi ruotati, ha concorso ai lavori per l’innalzamento degli argini del fiume Secchia.

Nel contempo, due elicotteri dell’Aeronautica Militare sono stati tempestivamente impiegati per le attività di soccorso ed evacuazione di persone da case e aziende. In particolare, in località Lentigione (Reggio Emilia) un elicottero dell’83° Centro SAR di Cervia ha recuperato 13 persone rimaste isolate e in difficoltà, mentre un secondo elicottero dell’81° Centro Addestramento Equipaggi di Cervia ha assicurato il trasporto di sacchetti di sabbia.

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Le Forze Armate sono comunque pronte a incrementare il loro concorso, qualora richiesto e se le condizioni meteorologiche dovessero peggiorare ulteriormente. Infatti, al fine di essere in grado di intervenire con tempestività, sono già stati posti in prontezza alcuni ulteriori assetti: la Marina Militare ha reso disponibile un elicottero della base di Luni-Sarzana (SP), mentre il 2° reggimento Genio Pontieri di Piacenza ha già pronti alcuni mezzi natanti e di trasporto. Una disponibilità che dimostra, ancora una volta, la piena validità del concetto del dual use, cioè di quelle capacità che, nate per esigenze strettamente militari, possono essere poste proficuamente al servizio dei cittadini per garantire il soccorso e l’assistenza in caso di emergenze ed esigenze particolari.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Inaugurato anno accademico del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD)

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Roma, 14 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha partecipato questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018 del Centro Alti studi per la Difesa che si è svolta alla presenza del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dell’on. dr. Giovanni Legnini, vice presidente del consiglio superiore della magistratura, dei vertici militari e di numerose autorità civili.

Nel corso del suo intervento il generale Graziano, partendo da una sintetica analisi del quadro di sicurezza internazionale, ha illustrato le quotidiane sfide che le Forze Armate  italiane si trovano ad affrontare: “Da una prospettiva euro-centrica – ha spiegato il generale – siamo chiamati ad affrontare sfide provenienti da due archi di crisi ed instabilità, uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nord-africana e la fascia sub-sahariana, ed uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero ed il Mediterraneo orientale”. Aggiungendo poi che proprio su questi territori si estendono le due aree di interesse strategico nazionale: quella euro-mediterranea e quella euro-atlantica.

Viviamo – ha continuato il capo di Stato Maggiore della Difesa – una situazione estremamente complessa, che richiede un’analisi e una metodologia di approccio multi-disciplinare e la consapevolezza che lo Strumento Militare sia solo uno dei mezzi a disposizione della Comunità Internazionale, talvolta forse il più decisivo ma non certo l’unico. Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale  è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”.

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Il generale Graziano si è quindi soffermato sulle Organizzazioni Internazionali sottolineando come oggi “assumano una rilevanza senza precedenti  ed ha evidenziato la necessità di sviluppare sinergie anche nelle operazioni militari già in atto per ottimizzare  gli strumenti a disposizione di  proiezione della stabilità nelle aree di crisi”.

Parte dell’intervento è stato poi dedicato ad un tema estremamente attuale: la Difesa europea con riferimento alle Cooperazioni Strutturate Permanenti (PESCO) e, in tale ambito, alle iniziative regionali quale, ad esempio,  la  Defence Cooperative Initiative (DECI) a guida italiana volta a promuovere,  su base regionale e tra Nazioni europee,  un progetto di cooperazione  finalizzato ad incrementare la stabilità della Regione e la crescita della cooperazione tra i Paesi aderenti.

Il capo di SMD ha poi ricordato il grande passo avanti fatto ieri a Bruxelles per concretizzare il tema della Difesa europea attraverso la firma di avvio della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO),  fortemente voluta dal  nostro Ministro della Difesa Roberta Pinotti e firmato dal Ministro della Difesa e degli Esteri , cui hanno aderito, al momento, 23 Paesi. “Rappresenta – ha detto – un’opportunità per proporsi in ambito europeo come “Sistema Paese”, contribuendo anche a valorizzare le potenzialità industriali delle singole Nazioni. Questo è un momento storico di cambiamento e di trasformazione dell’Europa della difesa e della sicurezza in un contesto internazionale”.

La PESCO rappresenta un impegno vincolante tra i Paesi che vi aderiscono, teso non solo a rafforzare la politica estera e di sicurezza comune ma, soprattutto, a consentire una graduale transizione dalla cooperazione all’integrazione capacitiva a supporto del livello di ambizione dell’UE. Tale strumento avrà, infatti, una indubbia utilità quale strumento di avanzamento nel processo di integrazione europea, contribuendo in larga misura ad evitare quelle situazioni di stallo che hanno caratterizzato il recente passato. L’obiettivo è quello di creare uno stimolo politico e una architettura istituzionale che renda praticabile una maggiore cooperazione tra gli stati europei in tema di Difesa.

Sarà necessario un impegno dei 27 membri per rafforzare ulteriormente l’autorevolezza del vomitato militare, al fine di contribuire fattivamente al progetto di realizzazione della Difesa europea e per garantire che l’Unione Europea sia pienamente in grado di rispondere a 360º alle nuove sfide alla sicurezza”, ha concluso il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Terremoto di Ischia, l’impegno delle Forze Armate (video)

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Ischia (NA), 22 agosto 2017 – A seguito dello sciame sismico che ha colpito Ischia nella serata di ieri, le Forze Armate hanno messo a disposizione della Protezione Civile, nel corso della notte, personale, mezzi e assetti tecnici per i primi interventi di supporto alla popolazione.

In particolare, dopo una prima ricognizione alle ore 23.00 da parte di personale militare presente sul posto e a seguito della riunione del Comitato Operativo presso la Protezione Civile, già dall’una di questa notte, alcuni elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito sono impiegati per il trasporto sull’isola di personale specialistico dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, nonché di materiali speciali e attrezzature varie. Soccorsi

Nel frattempo, sono stati posti in prontezza anche militari, elicotteri e navi della Marina Militare, nonché personale specialistico del genio dell’Esercito, in grado di intervenire nell’arco di poche ore, laddove fossero richiesti.

Inoltre, nella mattinata di oggi sono previste attività di ricognizione aerea da parte di velivoli AMX e di un Predator dell’Aeronautica Militare per mettere a disposizione della Protezione Civile ulteriori informazioni al fine di elaborare una migliore valutazione dei danni e una mappatura dell’area.

Tecnologie e mezzi delle Forze Armate sono impiegabili sia per scopi militari che civili. Tale capacità di fornire un servizio utile per la collettività nazionale – la cosiddetta dual use – si concretizza in attività in concorso e a supporto degli interventi della Protezione Civile, come dimostra anche l’impegno ininterrotto delle Forze Armate, da agosto dello scorso anno, nelle zone colpite dal terremoto in centro Italia.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa - Immagini e video: Arma dei Carabinieri
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Difesa: nessun problema di sicurezza sulle reti dell’Esercito

Schermata 07-2457964 alle 17.58.10Roma, 13 agosto 2017 –  In merito a quanto riportato oggi da un quotidiano sul tema della sicurezza cibernetica, è opportuno affermare che non corrisponde a realtà e riferisce una situazione ingenerosa nei confronti della Difesa, invece pienamente impegnata in un nuovo dominio, quello cibernetico, in cui molto si sta investendo, in linea con il dettato del Libro Bianco e delle successive direttive ministeriali.

Innanzi tutto, la problematica riguarda il controllo delle reti “aperte” (per capire meglio, quelle con accesso ad internet), che, per quanto attiene alla Difesa, sono fisicamente separate da quei sistemi informatici, dedicati  alla trattazione degli argomenti classificati, i quali sono invece collegati tra loro tramite “reti chiuse”. Pertanto, non esiste alcun rischio di compromissione di dati e informazioni di natura riservata.

Il software obsoleto dall’Esercito citato in un articolo è, di fatto, una sorta di “sentinella” che rileva eventuali anomalie nel traffico dati. Il suo mancato aggiornamento non è un problema, perché si sta già provvedendo alla sua sostituzione nel pieno rispetto dei tempi tecnico-amministrativi necessari, ma soprattutto perché nella sua attività è affiancato da altre “sentinelle” (altri software e applicativi) che svolgono appieno il loro compito in maniera ridondante. Tutti questi sistemi devono essere costantemente rivisti e, quando necessario, cambiati per poter fronteggiare efficacemente una minaccia, quella cibernetica, che è mutevole e in continua evoluzione.

Con le direttive impartite dal Libro Bianco, la Difesa sta realizzando un ambizioso progetto di governance di sicurezza unica delle reti  con il potenziamento del C4 Difesa (il Comando preposto alla gestione e alla sicurezza delle reti informatiche della Difesa) e con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche. Stupisce perciò leggere l’affermazione che tale comando sarà operativo solo nel 2019. La struttura è già in funzione e opera con pienezza già da tempo, come peraltro documentato in numerose attività mediatiche di cui è stato protagonista. Nel 2019, invece, gli saranno affiancate due strutture: il cyber-range, un poligono virtuale in cui addestrare il personale non solo della Difesa ma anche di altre amministrazioni dello Stato, che ne faranno richiesta, e il cyber-lab, un laboratorio in cui studiare le minacce e mettere a punto le relative contromisure. Tale progetto consentirà, infatti, di gestire e controllare unitariamente tutte le reti della Difesa e delle singole Forze Armate, andando ad eliminare proprio quelle possibili problematiche che potrebbero insorgere dall’impiego di sistemi e software differenti.

Peraltro, vale la pena ricordare che il software citato nell’articolo nulla ha a che vedere con le capacità di risposta cibernetica alle minacce in senso stretto, affidata invece al giusto mix di tecnologia – attraverso programmi antivirus costantemente aggiornati e pienamente validi, come testimonia il fatto che ormai da molto tempo pur a fronte di numerosi tentativi, le reti della Difesa non hanno registrato alcuna intrusione – e di professionalità del personale tecnico. In quest’ultimo settore, la Difesa sta investendo particolarmente anche attraverso specifici bandi di concorso, per avere sempre le migliori risorse, umane e materiali, al fine di garantire al meglio la sicurezza delle proprie reti e, con essa, di quelle del Paese.

È anche utile sottolineare che le reti della Difesa non sono in connessione con le altre reti ministeriali e pertanto non esiste alcun rischio di compromissione di dati e di informazioni di natura riservata.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: concluso il supporto alla sicurezza per il G7 a Taormina

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Taormina, 27 maggio 2017 – Termina oggi il G7 a cui gli uomini e mezzi delle Forze Armate hanno fornito il concorso per il potenziamento delle attività di sicurezza, di prevenzione e controllo dei siti e degli obiettivi sensibili in supporto al Ministero dell’Interno, in occasione della riunione dei leader a Taormina, il 26 e 27 maggio.

Per l’evento le Forze Armate hanno messo in campo un contingente militare interforze di circa 3.300 unità per il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza, che resteranno in vigore fino a domenica sera.

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Al summit annuale, che ha visto la partecipazione dei capi di Stato e di Governo delle 7 nazioni maggiormente industrializzate, le Forze Armate hanno fornito un dispositivo interforze articolato su un Comando della Forza, enucleato dal Comando Operativo di vertice Interforze, e tre componenti operative (terrestre, marittima e aerea) per garantire il regolare svolgimento del Vertice, l’incolumità della popolazione e dei partecipanti all’evento. 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha sottolineato che “garantire la sicurezza per il G7 è stata una ulteriore dimostrazione della eccezionale capacità delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine ad operare in maniera integrata. Un successo straordinario reso possibile dalla professionalità e dall’abnegazione dei nostri militari“.

Sin dall’inizio, l’Esercito, su indicazione della prefettura e insieme alle altre Forze dell’Ordine, ha supportato la realizzazione di servizi di vigilanza e sicurezza per circa 100 obiettivi sensibili nell’area di Taormina. Gli uomini e le donne della Brigata Aosta hanno presidiato tutte le stradine di accesso al centro di Taormina e le aree ritenute maggiormente sensibili, mettendo a frutto l’addestramento e la pluriennale esperienza maturata nelle Operazioni sul territorio nazionale e in quelle nei Teatri Operativi all’estero.

La Marina Militare ha schierato un dispositivo di sorveglianza e protezione di carattere polivalente, efficace sia in alto mare, con il cacciatorpediniere Francesco Mimbelli che ha agito da scudo al largo delle acque antistanti Taormina, che lungo la fascia litoranea, grazie all’azione combinata del cacciamine Rimini, incaricato di sorvegliare le acque rivierasche con il sonar ad altissima frequenza. Presenti anche i palombari del Gruppo Operativo Subacquei, che hanno messo in sicurezza tutte le infrastrutture sensibili disseminate lungo la costa.

L’Aeronautica Militare ha contribuito a potenziare la difesa aerea e la gestione dello spazio aereo con l’impiego del Comando di Componente Aerea (Air Control Command), mettendo anche a disposizione aerei per il Combat Air Patrol e per il rifornimento in volo, elicotteri quali Slow Mover Interceptor e il reparto mobile di comando e controllo e radars. Inoltre, ha provveduto alle predisposizioni logistiche per l’atterraggio delle delegazioni, realizzando, nelle settimane antecedenti il summit, le elisuperfici e tutto l’occorrente per garantirne un autonomo funzionamento, mentre l’Aeroporto militare di Sigonella è stato impiegato per l’atterraggio e accoglienza  delle delegazioni.

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Sono stati infine impiegati assetti ad alta connotazione specialistica, come Team Counter Improvised Explosive Device Disposal per la ricerca e la bonifica di ordigni esplosivi in ambiente terrestre, marittimo e subacqueo, unità navali in supporto associato e una componente delle Forze Speciali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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