Archivi del mese: maggio 2021

Addestramento combat dell’82° rgt fanteria “Torino” nell’area addestrativa dell’Alta Murgia

I nuclei tiratori scelti sono inquadrati nelle compagnie di supporto alla manovra dei reggimenti di fanteria

Tiratore scelto dell’82° Rgt.

Barletta-Andria-Trani, maggio 2021 – Si è conclusa nei giorni scorsi l’attività addestrativa finalizzata al mantenimento della capacità combat dei nuclei tiratori scelti dell’82° reggimento Fanteria “Torino”, reparto alle dipendenze della Brigata meccanizzata “Pinerolo”.

L’attività, diurna e notturna, ambientata in uno scenario di guerra (war), è stata condotta nel poligono di Torre di Nebbia, nell’Alta Murgia, dove i tiratori scelti hanno simulato varie attività sul terreno, come localizzare, osservare ed eliminare personale chiave ostile, distruggere equipaggiamento nemico con le armi in dotazione, individuare e neutralizzare tiratori scelti nemici e particolari assetti o sistemi d’arma avversari, impedendone l’utilizzo e restringendo il campo di azione e di movimento.

I nuclei tiratori scelti sono inquadrati nelle compagnie di supporto alla manovra dei reggimenti di fanteria.

Essi rappresentano una delle componenti operativamente più rilevanti per le unità militari, in quanto in grado di colpire obiettivi selezionati da distanze superiori ai 1.000 metri. Inoltre, mediante specifici assetti ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione) di livello tattico, essi sono in grado di raccogliere informazioni dettagliate sull’ambiente in cui operano, acquisendo una migliore consapevolezza della situazione operativa (Situational Awareness).

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Fonte: Stato Maggiore Esercito
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Studio della Polizia di Stato, durante la pandemia emozioni negative per l’80% di bambini e adolescenti

Roma, 9 maggio 2021 – Prosegue la collaborazione della Polizia di Stato e Skuola.net nella realtà “social” dei più giovani che quest’anno si arricchisce del contributo scientifico della Società Italiana di Pediatria.

Effetto pandemia su stili di vita e benessere psico-fisico di bambini e adolescenti.

E’ aumentato a dismisura, soprattutto tra i più piccoli, il tempo trascorso davanti agli schermi, per molti unica “finestra sul mondo”. E, nonostante i device siano stati utilizzati soprattutto per restare in contatto con gli amici e con il mondo esterno, bambini e adolescenti si sono sentiti lo stesso isolati, stressati e tristi.

Questo in estrema sintesi il loro racconto dei mesi passati in ‘isolamento’, così come emerge da un sondaggio condotto da Società Italiana di Pediatria, Polizia di Stato e Skuola.net su un campione di 10 mila studenti – di cui 6.500 ragazzi tra 15 e 18 anni e 3.500 tra 9 e 14 anni – costituito per il 65% da ragazze e per il 35% da ragazzi, rappresentativo di tutto il territorio nazionale. Obiettivo dell’indagine: indagare il rapporto con le nuove tecnologie in tempo di pandemia, ma anche far emergere dalla voce dei diretti interessati le emozioni e le abitudini di vita in questo periodo così particolare e provante.

Stili di vita insostenibili per la salute fisica e psicologica,
ora è importante recuperare abitudini più sane e incentivare
le attività motorie all’aperto

Società Italiana di Pediatria

Il sondaggio è stato condotto a marzo 2021 e i risultati sono stati messi a confronto con una ricerca analoga, condotta sempre da SIP, Polizia di Stato e Skuola.net a ottobre 2019, ossia prima che bambini e adolescenti italiani conoscessero la lunga fase di confinamento dovuta al virus SARS CoV-2, con la chiusura delle scuole, la didattica a distanza, il diradarsi delle relazioni sociali e delle occasioni di socialità. 

I dati emersi consentono, quindi, di valutare quale è stato l’impatto della pandemia nella loro relazione con i media device e costituiscono, in qualche modo, il loro punto di vista dell’emergenza, la loro diretta esperienza.

I PRINCIPALI RISULTATI

Oltre 8 ore al giorno davanti a uno schermo per 1 su 2. 
Il primo importante dato riguarda il tempo trascorso sui dispositivi tecnologici. Ben il 54% del campione dichiara di usare i media device per più di tre ore al giorno, oltre al tempo trascorso in DAD (il 50% nella fascia 9-14 anni, il 57% in quella 15-18 anni). Nel 2019, questa percentuale era pari al 41% ma, a ben vedere l’aumento ha riguardato soprattutto i giovanissimi, ossia i 9-14enni. Passa, infatti, dal 32 al 50% – dunque da una proporzione di 1 su 3 a un rapporto di 1 su 2 – la quota di bambini e preadolescenti che trascorre sui device più di tre ore al giorno oltre alle attività scolastiche. Se a queste ore si sommano quelle impegnate in DAD, circa 5 al giorno, è facile “tirare le somme”: 1 intervistato su 2 passa almeno 8 ore al giorno davanti a un dispositivo. E questo nella migliore delle ipotesi, ossia che le ore extrascolastiche trascorse su smartphone e tablet non siano più di tre. Un tempo che, inoltre, tende a crescere ulteriormente con l’età. 

Ma cosa fanno gli studenti davanti a smartphone, tablet e pc? 
Al di fuori della didattica, i dispositivi vengono usati prevalentemente per comunicare con gli amici (36%), usare i social (24%), guardare video o film (21%), giocare ai videogame (11%), solo marginalmente per fare ricerche (8%). Rispetto ai dati del 2019, passa dal 24 al 36% la quota di coloro che usano la tecnologia per comunicare con gli amici e si riduce dal 19 all’8% la quota di quelli che usano le risorse digitali per fare ricerche o approfondire argomenti di interesse.

Le relazioni nello spazio digitale non bastano: l’80% vive emozioni negative. 
In mancanza della scuola e di altri ritrovi abituali (palestre, piscine, laboratori teatrali, ecc. la tecnologia, come era prevedibile, si afferma come strumento di “sopravvivenza”, unica strada per costruire o mantenere relazioni umane, seppur mediate. Ma gli schermi non bastano a simulare la realtà. Così, il 25% degli intervistati dichiara di sentirsi più isolato e avverte la mancanza di una relazione in presenza, il 24% si sente più stressato, il 18% più triste, il 14% dichiara di aver paura per i propri familiari e per il proprio futuro, appena il 6% afferma che i rapporti interpersonali sono migliorati grazie alla tecnologia. Soltanto il 13% dichiara di non aver sperimentato nessuna delle emozioni appena elencate. E mentre i più grandicelli (15-18 anni) si sentono maggiormente stressati (27% contro 18%) e preoccupati (15% contro 11%), i più piccoli (9-14 anni) si sentono un po’ più isolati (28% contro 24%).

Pochi libri, molte serie tv. 
Solo eccezionalmente la pandemia ha rappresentato l’occasione per consolidare relazioni familiari. Alla domanda “durante questi mesi cosa hai fatto di più?” il 37% risponde di aver visto più serie tv, il 13% di aver giocato in rete con gli amici, il 12% ha giocato ai videogiochi da solo, soltanto l’11% ha letto più libri, solo il 12% ha parlato di più con la sua famiglia e appena il 3% dichiara di aver giocato più del solito a giochi di società con la famiglia.

A fronte di questi dati la Società Italiana di Pediatria sottolinea i possibili risvolti negativi di stili di vita sbagliati sulla salute fisica e mentale di bambini e adolescenti e auspica il recupero al più presto di abitudini più salutari.  Spiega Annamaria Staiano, Vicepresidente SIP: “La brusca sospensione di tutte le attività sociali, incluse le attività scolastiche e le attività all’aperto si è associata, negli ultimi mesi, ad un cambiamento in negativo dello stile di vita. I dati sull’utilizzo dei dispositivi elettronici rappresentano un ulteriore pericoloso campanello d’allarme. Numerosi studi clinici hanno già evidenziato quanto, rispetto al periodo precedente la pandemia, negli ultimi mesi si sia verificato un importante peggioramento delle abitudini alimentari, associato ad una significativa riduzione dell’attività fisica. Tali comportamenti scorretti, ai quali si aggiunge l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi, incrementano notevolmente il rischio di sviluppare obesità, che può essere ormai considerata come una seconda pandemia, forse più silenziosa, ma egualmente preoccupante se teniamo conto degli effetti negativi a lungo termine sulla salute dell’individuo.Sarebbe, pertanto, auspicabile – aggiunge la Vicepresidente SIP – incentivare l’attività fisica e motoria all’aperto per contrastare la sedentarietà e favorire uno stile di vita sano.”

Tra gli altri dati che devono preoccupare di più vi è anche l’aumento dal 38 al 56%, in meno di due anni, dell’utilizzo del telefonino prima di andare a dormire (52% tra i più piccoli, 59% tra i più grandi). “Recenti ricerche confermano che l’uso dello smartphone nelle ore serali interferisce non solo con l’addormentamento, ma anche con la qualità del sonno”, aggiunge Elena Bozzola Segretario Nazionale SIP. “La deprivazione del sonno, tra l’altro, aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, disfunzioni metaboliche, diabete mentale; inoltre, una sua scarsa qualità può comportare stanchezza, depressione, disturbi con l’alcol, disturbi ossessivo-compulsivi, abuso di sostanze, risultati scolastici scadenti”.

E proprio con riferimento al benessere psicologico di bambini e adolescenti il consiglio degli esperti è quello di porre la massima attenzione alle situazioni di fragilità. Spiega Carmela Bravaccio, docente di neuropsichiatra infantile, presso l’Università Federico II di Napoli: “In linea generale gli adolescenti, se cresciuti in un contesto sano, sono resilienti e hanno risorse per affrontare situazioni difficili. La pandemia ha più che altro “slatentizzato”, ossia ha fatto emergere, quelle situazioni di fragilità che magari sarebbero venute fuori in altre occasioni (una delusione amorosa o scolastica) e che ora stanno esplodendo e alle quali bisogna prestare massima attenzione. E’ importante, in generale, che i nostri ragazzi recuperino quegli spazi che li aiutano a riappropriarsi di un senso di normalità: oltre alla scuola, gli spazi all’aperto in cui poter fare attività sportiva con allenatori e compagni o attività ricreative, lo scoutismo, ma anche la piscina. Altrimenti il rischio è ritrovarsi davanti ad altri problemi di salute perché anche l’adolescente più sano alla fine non ce la fa più. Il compito di aiutarli non può essere delegato solo alla scuola e ai genitori, le istituzioni devono occuparsene. Le famiglie sono molto provate, molte hanno attraversato lutti, malattia, perdita del lavoro, problemi economici. E come dimostrano questi dati, solo la famiglia del Mulino Bianco la sera gioca a Monopoli”.

“L’avvento della pandemia – dichiara Nunzia Ciardi, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – ha di fatto bruciato le tappe di una progressione della diffusione dell’uso delle nuove tecnologie in fasce di età sempre più precoci: per riempire i lunghissimi pomeriggi chiusi in casa, per compensare la mancanza di contatti con coetanei e familiari, moltissimi bambini hanno acquisito, in pochi mesi, una dimestichezza maggiore all’uso di tablet e smartphone, in un’età in cui si è particolarmente vulnerabili ai rischi della Rete. I bambini – conclude Ciardi – che si muovono sui social network rivelano la loro spiccata fragilità per inesperienza, per immaturità cognitiva ed emotiva e sono, inevitabilmente, molto esposti a tutti i reati di aggressione on line”.

“Questi dati non fanno che ribadire l’importanza di una corretta educazione al digitale, che deve partire sin dalla preadolescenza, visto che l’uso prolungato delle nuove tecnologie, pur partendo da buone premesse come la voglia di socialità, produce spesso e volentieri l’effetto contrario” spiega Daniele Grassucci, Founder e Direttore di Skuola.net. “L’onere di questa educazione non può essere demandata esclusivamente alle famiglie, seppur centrali. Un ruolo importante deve essere giocato necessariamente dalla scuola, che conoscendo forse meglio i nostri ragazzi, se non altro per il tempo passato a contatto con loro, sa quali tasti spingere per centrare l’obiettivo”.

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Fonte
: Polizia di Stato
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Esercitazione “Sagittario”per la Folgore, i paracadutisti del Savoia Cavalleria (3°) pronti per impiego internazionale

Realismo addestrativo e Mission Command per i paracadutisti del Savoia

Mitragliere di bordo

Roma, 8 maggio 2021 – I Cavalieri paracadutisti del Reggimento “Savoia Cavalleria“ (3) sono stati impegnati nell’esercitazione Sagittario 2/2021 che si è da poco conclusa. L’addestramento si è svolto presso il Centro di Addestramento Tattico (CAT) di 2° livello della Scuola di Fanteria di Cesano (Roma). Il personale del “Savoia” tramite l’impiego del sistema “Miles” si è addestrato, con realismo, in diverse attività tattiche e in vari scenari e contesti, urbani e non, attuando gli ammaestramenti, svolti in bianco a premessa del CAT in guarnigione e nelle aree limitrofe della sede del reggimento.

La presenza delle Opposing Forces, appartenenti al 2° battaglione “Cengio” dei Granatieri di Sardegna, ha contribuito ad aumentare il realismo addestrativo, permettendo l’esecuzione di attività “a partiti contrapposti”, simulando la costruzione e il mantenimento di rapporti con le forze di polizia locali e la gestione della popolazione civile in caso di disordini. Attenzione particolare è stata dedicata ai comandanti di plotone e di squadra, sia in fase di pianificazione che nella successiva condotta delle attività applicando la filosofia del Mission Command in tutti i suoi aspetti concomitanti. 


Degna di nota la costante e puntuale ricerca e trasmissione dei dati informativi, che ha permesso al Comando di Squadrone (esercitato in qualità di HICON) di avere una sempre aggiornata Situational Awareness grazie al continuo e puntuale flusso comunicativo. Tutte le attività sono state svolte nel rispetto delle normative vigenti per il contenimento della pandemia da SARS-Cov-2 in atto. Tali precauzioni non hanno comunque impedito uno svolgimento coerente e attento delle attività addestrative.

Attività notturna

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Fonte:
Brigata Paracadutisti Folgore
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DIDASCALIE FOTO:

  1. Pattugliamento motorizzato;

2. Mitragliere di bordo;

3. Mitragliere durante il pattugliamento;

4. Pattugliamento appiedato

5. Trasporto del ferito

6. Attività notturna.


Aeronautica e cultura, i capolavori dell’illustratore Marcello Dudovich esposti al palazzo dell’Aeronautica di Roma

Roma, 7 maggio 2021 – È stata inaugurata oggi a Roma, presso Palazzo Aeronautica, la mostra “Marcello Dudovich al tempo della committenza Aeronautica: 1920 – 1940”, che rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 11 luglio e vedrà eccezionalmente esposte presso le sale storiche della sede istituzionale della Forza Armata oltre duecento opere dell’artista triestino e del suo collaboratore Walter Resentera. L’esposizione rientra tra le iniziative organizzate dall’Aeronautica Militare in occasione del novantesimo anniversario del Palazzo Aeronautica,  inaugurato il 28 ottobre 1931.

Marcello Dudovich, vissuto tra il 1800 e il 1900, è stato un pubblicitario, pittore e illustratore italiano, che insieme a Leonetto Cappiello, Adolf Hohenstein, Giovanni Maria Mataloni e Leopoldo Metlicovitz ha dato vita al moderno cartellonismo pubblicitario italiano.

A Palazzo Aeronautica saranno riuniti per la prima volta anche documenti, foto e cimeli provenienti da prestatori e collezioni italiane, pubbliche e private, e sarà possibile ammirare alcuni dei dipinti murali che il famoso pittore e cartellonista realizzò dal 1931 al 1933 negli ambienti dell’allora Ministero dell’Aeronautica. La riscoperta ed il restauro di tali opere murali, rimaste finora nascoste al pubblico, è stata possibile grazie alla virtuosa collaborazione tra l’Aeronautica Militare e la Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma.

La mostra è certamente un forte ed esplicito segno di rinascita e di ritorno alla vita normale, alla riscoperta di momenti di cultura, di promozione dei nostri valori e delle nostre ricchezze”. Così la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni all’inaugurazione della mostra dedicata al pittore e cartellonista Marcello Dudovich al Palazzo dell’Aeronautica. “Dudovich – spiega la sottosegretaria soprattutto nei grandi manifesti pubblicitari affissi nelle piazze, nelle edicole e nelle vie delle città, è conosciuto per la capacità di portare in scena immagini di attualità e di storie quotidiane rivisitate in chiave moderna. La grande operazione di restauro del suo ciclo pittorico, avvenuta in costante dialogo con la Soprintendenza Speciale di Roma, all’interno della cornice del Palazzo dell’Aeronautica continua Borgonzoni è la volontà di valorizzare ancor più tutta la grande storia della cultura aeronautica”- conclude la sottosegretaria Mic.

“Storia, stile, modernità ed innovazione:  valori che rappresentano una sintesi perfetta di questa mostra, così come del Palazzo che la ospita, nel quale oggi dopo 90 anni Marcello Dudovich fa ritorno con rinnovata classe, raffinatezza ed eleganza” ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, a margine dell’inaugurazione. “Il Palazzo dell’Aeronautica è uno di quei pochi casi in cui un contenitore espositivo si inserisce perfettamente permeato in un armonioso ordine sistemico tra lo spazio, le opere esposte, la storia, gli uomini che l’hanno scritta ed il pubblico.”

La mostra rappresenta un viaggio ideale tra i luoghi e le pulsioni di quegli anni, che Dudovich rappresenta nelle sue opere attraverso la modernità di volti femminili che arrivano all’immaginario collettivo per la loro eleganza persuasiva, le stilizzate e fluide movenze e per le forge dei loro abiti vivacemente colorati.

Palazzo Aeronautica, in occasione del suo novantesimo compleanno, si presenta così non solo come un apprezzato ed originale complesso architettonico, ma anche come luogo di storia, che raccoglie ancora oggi la professionalità e la missione della Forza Armata, la sua identità e il suo glorioso passato. Un edificio suggestivo e coinvolgente in grado di suscitare emozioni non solo tra gli estimatori dell’arte e dell’architettura, ma anche in quanti vogliano osservare e comprendere la fiducia nel progresso, la cultura aeronautica e la passione per il mondo del volo e dell’aerospazio.

L’Aeronautica Militare, che con responsabile impegno tutela e valorizza il patrimonio culturale affidatole dalla storia, apre periodicamente le porte del proprio Palazzo, realizzato in soli due anni dal giovane architetto Roberto Marino su commissione di Italo Balbo e custode di straordinarie opere architettoniche e pittoriche uniche nel panorama del razionalismo italiano, permettendo ad appassionati o semplici curiosi di ammirare il Piazzale con il Lapidario, lo Scalone d’onore, le Sale Nobili, ricche di cimeli storici e di bellissime pitture murarie che testimoniano l’avvincente storia dell’Aeronautica italiana, la Fontana degli Eroi.

La mostra sarà visitabile il sabato, la domenica e nei giorni festivi nel pieno rispetto della normativa anti–Covid, previa prenotazione sul sito http://www.aeronautica.difesa.it/dudovich/.

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Fonte:
Aeronautica Militare
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Esercito Italiano, da 160 anni al servizio del Paese

Roma, 4 maggio 2021 – L’Esercito Italiano celebra oggi, 4 maggio 2021, l’anniversario dei 160 anni dalla sua costituzione, rinnovando l’impegno degli uomini e delle donne della Forza Armata al servizio delle Istituzioni, per la sicurezza nazionale e internazionale, per la difesa dei cittadini e delle loro libertà.

Vista la legge in data 17 marzo 1861, colla quale S.M. ha assunto il titolo di Re d’Italia, il sottoscritto rende noto a tutte le Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda“.

Con questo provvedimento, datato 4 maggio 1861, l’allora Ministro della Guerra, Manfredo Fanti, decretava la nascita di un’Istituzione la cui storia aveva in realtà radici molto più lontane e profonde, risalenti alla data del 18 aprile 1659, quando il duca Carlo Emanuele II di Savoia indisse un bando per il reclutamento di 1.200 uomini da inquadrare nell’Esercito sardo-piemontese, segnando così un passaggio cruciale dalle milizie di ventura dell’epoca a vere e proprie unità militari permanenti che fossero organismi proprio dello  Stato.

La ricorrenza odierna è stata celebrata questa mattina nel Cortile d’onore di Palazzo Esercito, con una cerimonia militare condotta in forma ristretta, in ottemperanza alle normative vigenti in materia di contenimento della pandemia, e trasmessa in diretta streaming sui canali social e istituzionali dell’Esercito.

Presenti alle celebrazioni il Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, il sottosegretario di Stato alla Difesa, sen. Stefania Pucciarelli, i presidenti delle Commissioni Difesa, sen. Roberta Pinotti e on. Gianluca Rizzo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, il consigliere per gli affari del Consiglio Supremo di Difesa, generale Rolando Mosca Moschini, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Pietro Serino, il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, altre autorità religiose, civili e militari.

Durante il suo intervento il Capo di SME ha voluto sottolineare come in tutti questi anni l’Esercito abbia contribuito alla realizzazione degli idealità di libertà, indipendenza, unità e sicurezza di tutto il Paese, agendo senza risparmio di energie e con devota fedeltà alle Istituzioni repubblicane, affrontando spesso aspre difficoltà e sacrifici: “I nostri 160 anni non sono certo un traguardo, rappresentano, piuttosto, solo un’altra tappa nella nostra storia, che l’Esercito ha vissuto al servizio e al fianco delle Istituzioni e dei cittadini, di cui è espressione e per i quali vuole essere saldo e incrollabile punto di riferimento”.

Il generale Vecciarelli ha ricordato come “Le ricorrenze, come quella odierna, devono rappresentare un momento importante per sottolineare lo sforzo compiuto, i sempre nuovi risultati conseguiti e per volgerci, allo stesso tempo, al futuro. Esse devono indurci a riflettere coerentemente sulla nostra prioritaria ragion d’essere per consentirci di rispondere in ogni occasione, con rinnovato slancio a quanto ci viene chiesto. Oggi, come ieri, l’Esercito continua ad operare con straordinaria efficacia e incondizionato senso del dovere sia nell’ambito dei propri compiti istituzionali che in contesti interforze, inter-agenzia e multinazionali, fornendo, con la sua presenza e professionalità, un apporto determinante all’assolvimento delle numerose missioni che ci vedono impegnati al servizio dello Stato”

“Oggi possiamo orgogliosamente festeggiare il nostro Esercito”, ha detto il Ministro della Difesa Guerini, “Innanzitutto, per l’altissimo grado di consenso che esso è riuscito a conseguire in maniera trasversale tra tutti gli italiani, che apprezzano l’instancabile impegno dei nostri militari nel tutelare la sicurezza, in concorso con le Forze dell’Ordine, nel quadro di operazioni quali “Strade Sicure”;  o che hanno visto i nostri militari mettere in campo una vasta gamma di peculiari capacità, dimostratesi in molti casi indispensabili per fronteggiare le  calamità che hanno negli anni colpito il Paese; lo straordinario dispositivo sanitario, operativo e logistico schierato, unitamente alle altre Forze Armate, per contrastare la pandemia da COVID-19, dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria fino alle più recenti Operazioni IGEA e EOS. Possiamo festeggiare il nostro Esercito anche per il grande rispetto che si è guadagnato in ambito internazionale, sia da parte dei nostri alleati sia da parte delle popolazioni delle aree di crisi in cui le donne e gli uomini della nostra Forza Armata sono stati chiamati ad operare”.

A testimonianza del diuturno impegno degli uomini e delle donne della Forza Armata, sono state conferite, nel corso della cerimonia, delle ricompense alla Bandiera di Guerra del Corpo Sanitario dell’Esercito e al personale particolarmente distintosi per abnegazione e spirito di servizio.

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Attualmente, oltre 3.000 soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, sono impiegati in missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea e operano in 15 Paesi, tra cui Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia, Niger, Mali e altre e zone di crisi, con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ossia quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

Più di 7.000 invece sono i militari che in questo momento sono impiegati su tutto il territorio nazionale in supporto a cittadini e Istituzioni locali, in attività di concorso a seguito di pubbliche calamità e in supporto alle Forze di Polizia nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici.

L’Esercito, inoltre, in stretto coordinamento con le altre Forze Armate, è intervenuto sin dal mese di marzo 2020, allo scoppio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, mettendo a disposizione capacità e mezzi necessari per la gestione e il contenimento del virus: dalle sanificazioni di locali pubblici e di culto al controllo di aree e città, sino all’allestimento di ospedali da campo.

Migliaia i militari impiegati nelle operazioni IGEA ed EOS, avviate su iniziativa del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e volte a incrementare la capacità nazionale di effettuazione, rispettivamente, di tamponi e vaccini.

Numerosi, inoltre, sono gli interventi che oggi, a seguito di eventi calamitosi, l’Esercito conduce in sinergia con la Protezione civile per il soccorso della popolazione e il ripristino della viabilità: dalle alluvioni, ai terremoti, al contrasto agli incendi boschivi, dagli interventi di bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici rinvenuti sul nostro territorio sino al supporto tecnico fornito da taluni reparti specialistici dell’Esercito per il funzionamento di strutture strategiche del Paese (come il Mo.SE. di Venezia).

Un impegno poliedrico quello dell’Esercito, che evidenzia la preparazione e la competenza di tutti i suoi uomini e donne e che oggi ricorda i suoi 160 anni di storia al servizio dell’Italia. L’Esercito è una Istituzione cardine del sistema Paese, fondata su una salda base etico-valoriale, vicina al cittadino e in grado di rinnovarsi e adattarsi ai repentini mutamenti degli scenari nazionali e geopolitici, una Forza Armata pronta, capace, efficiente e coesa, basata sull’elemento umano, dotata di moderni sistemi e tecnologie e, soprattutto, supportata dal consenso dei propri cittadini. 

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Fonte
: Stato Maggiore Esercito
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Esercito, l’11° rgt Genio Guastatori si addestra in ambiente CBRN presso l’ex idroscalo “Ivo Monti”

Foggia, 4 maggio 2021 – Si è conclusa nei giorni scorsi, presso l’area demaniale dell’ex idroscalo “Ivo Monti” nel comune di Cagnano Varano (FG), l’annuale prova valutativa in materia Chimica Biologica Radiologica e Nucleare (CBRN) che ha visto impegnati gli uomini e le donne dell’11° reggimento Genio Guastatori, unità specialistica della Brigata Meccanizzata Pinerolo.

L’attività addestrativa è stata svolta alla presenza di un nucleo di verifica del Comando Brigata Pinerolo e condotta con la regia dell’Area Control Centre (ACC), organo deputato alla gestione delle informazioni e alla segnalazione degli eventi CBRN, dipendente dal Comando della Scuola Interforze per la Difesa NBC (Nucleare, Biologica e Chimica) di Rieti. In tale occasione si sono potute verificare e valutare le capacità, individuali e di reparto, che il reggimento è capace di esprimere nel settore della difesa da attacchi di natura chimica, biologica, radiologica e nucleare.


I genieri dell’Esercito sono stati impegnati in diverse prove come la rilevazione di “agenti” contaminanti il personale, la bonifica dei veicoli, l’utilizzo di specifica strumentazione atta a rilevare le contaminazioni; sono stati altresì testati i tempi di reazione all’allarme e quelli necessari all’attivazione delle procedure per queste pericolose criticità.

Nell’occasione sono stati simulati scenari operativi in cui gli assetti del reggimento genio guastatori della “Pinerolo” potrebbero trovarsi ad operare, questo ha consentito al personale in addestramento di affinare anche le procedure tecnico-tattiche e di comando e controllo da adottare in presenza di emergenze CBRN. Le attività sono state condotte nel pieno rispetto di quanto previsto per il contrasto dell’epidemia da COVID-19.

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Fonte
: Stato Maggiore Esercito
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Folgore: il 187° rgt celebra l’80° anniversario del lancio su Cefalonia

La corona deposta in onore ai caduti

Livorno, 4 maggio 2021 – Il 187° reggimento paracadutisti “Folgore” ha voluto ricordare, venerdì 30 aprile 2021, il lancio di guerra su Cefalonia del 30 aprile 1941, con una cerimonia nella caserma Vannucci di Livorno.

Nel pieno rispetto delle norme sanitarie in vigore i paracadutisti del 187° hanno reso onore alla propria Bandiera di Guerra e successivamente hanno commemorato i caduti con la deposizione di una corona. Un breve momento di ricordo e riflessione a 80 anni da questo importante evento storico.

Bandiera di Guerra del 187° reggimento paracadutisti Folgore

Il 30 aprile 1941, i paracadutisti del II battaglione, al comando del magg. Zanninovich si lanciarono sulla zona lancio “Krameta”, a pochi chilometri dalla capitale Argostoli.

In memoria di quel primo lancio di guerra, il 30 aprile è la data in cui ogni anno i paracadutisti del 187° reggimento “Folgore”, sotto cui è inquadrato il 2° battaglione “Tarquinia”, ricordano il valore e  le gesta dei loro predecessori.

A termine della commemorazione il comandante di reggimento, colonnello Mauro Zandonadi, ha espresso l’augurio di potersi ritrovare il prossimo anno in una situazione sanitaria diversa che permetta di commemorare la ricorrenza con l’enfasi che merita.

Il comandante del 187°, col. Mauro Zandonadi

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Fonte
: Brigata Paracadutisti Folgore
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Volo salvavita dell’Aeronautica Militare per un neonato di quattro giorni

Ciampino, 1 maggio 2021 – Il piccolo è stato trasportato dalla Sardegna con un velivolo Falcon 50 del 31° Stormo, presso l’Ospedale Gaslini di Genova

Una missione tempestiva quella di ieri del Falcon 50, del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, che ha trasportato, all’interno di una culla termica, un neonato di appena quattro giorni in imminente pericolo di vita. Il trasporto, avvenuto con la massima urgenza dall’Ospedale Civile S.S. Annunziata di Sassari, si è concluso con il ricovero del piccolissimo paziente presso l’Ospedale Gaslini di Genova.

Il Falcon 50, uno degli assetti che l’Aeronautica Militare tiene in prontezza operativa ogni giorno, 24 ore su 24, è decollato dall’aeroporto di Ciampino per imbarcare la culla termica contenente il piccolo paziente ad Alghero, insieme ad un’equipe medica che ne ha assicurato l’assistenza durante il volo.

Ripartito dall’aeroporto sardo, l’aereo è poi atterrato poco prima delle 21 a Genova dove il piccolo è stato immediatamente trasferito in ospedale.

Il volo sanitario è stato attivato, su richiesta della prefettura di Sassari, dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che si occupa, tra l’altro, del coordinamento di questo genere di attività a favore della popolazione civile su tutto il territorio nazionale.

Attraverso i suoi Reparti di Volo, l’Aeronautica Militare mette a disposizione mezzi ed equipaggi pronti a decollare in qualunque momento e in grado di operare in ogni condizione meteorologica per assicurare il trasporto urgente non solo di persone in imminente pericolo di vita ma anche di organi ed equipe mediche per trapianti. Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate per questo genere di interventi dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare e della 46a brigata Aerea di Pisa.

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Fonte
: Aeronautica Militare
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Accademia militare di Modena, gli allievi del corso “Onore” hanno giurato fedeltà alla Repubblica

Modena, 1 maggio 2021 – Gli Allievi Ufficiali del 202° corso “Onore” ieri mattina hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, nella prestigiosa cornice del cortile d’onore del Palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia Militare. La cerimonia era presenziata del Ministro della Difesa, onorevole Lorenzo Guerini, e del padrino del corso, tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Alla cerimonia, condotta in forma ridotta e nel pieno rispetto delle norme vigenti per il contrasto ed il contenimento da COVID-19, hanno presenziato il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Teo Luzi.

Presenti inoltre autorità civili e militari, tra le quali il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il prefetto, dott.ssa Alessandra Camporota, il vescovo della diocesi modenese, mons. Erio Castellucci, il rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, prof. Carlo Adolfo Porro.

L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sulle piattaforme social dell’Esercito Italiano, per consentire a parenti e amici, impossibilitati a partecipare, di condividere con i propri cari un atto così importante nella vita di un cadetto.

L’atto solenne, avvenuto dinanzi la Bandiera dell’Istituto e suggellato con la lettura della tradizionale formula del giuramento, pronunciata dal comandante dell’Accademia Militare, generale di divisione Rodolfo Sganga, ha sancito l’ingresso a pieno titolo degli Allievi Ufficiali nei ranghi dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, per servire l’Italia e le sue istituzioni.

Il ministro della Difesa si è rivolto ai giovani Allievi Ufficiali sottolineando che “Qui, in questo Palazzo, la severità degli studi, insieme alla disciplina e al rigore, combinati con le molteplici attività sportive e tecnico-militari, saranno non solamente una sfida con voi stessi ma soprattutto la migliore garanzia per il vostro futuro e quello del Paese che sarete chiamati a servire. Da oggi rappresentate il futuro dell’Esercito Italiano, uno dei pilastri fondamentali su cui si poggia l’architettura della Difesa nazionale e dell’Arma dei Carabinieri, anello insostituibile nella duplice connotazione militare e di polizia. Siatene fieri allievi e allieve del 202°Corso Onore”.

“L’essere Ufficiali – ha detto il generale Serino durante il suo intervento – vi porterà a confrontarvi con due mondi entrambi sfidanti: quello delle relazioni umane e quello di una tecnica in continuo divenire. Questo complesso universo, vi chiederà applicazione e studio costanti, vi chiederà regola e rigore, ma saprà anche ripagarvi con la più grande delle soddisfazioni: vedere i vostri soldati, le vostre donne e i vostri uomini, seguirvi. Sarà nei loro sguardi che troverete la forza e l’energia per impegnarvi nella nostra difficile professione. Non accontentatevi mai, non abbiate timore di inciampare e cadere, non smettete mai di sfidarvi, di mettervi alla prova, non sentitevi mai prigionieri degli schemi e vedrete che saprete essere nell’ordine: ottimi cittadini, ottimi soldati e ottimi comandanti”.

Il 202° corso “Onore” è frequentato da 219 allievi ufficiali, dei quali 201 italiani e 18 stranieri, provenienti da undici diversi paesi; la componente femminile è di 35 allieve.

L’Accademia Militare di Modena, istituita il 1° gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia, è oggi l’Istituto di formazione militare a carattere universitario responsabile della formazione iniziale dei futuri Ufficiali d’arma e medici del ruolo normale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, in un percorso di studi che porterà al conseguimento della laurea in scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e Giurisprudenza.

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Fote: Stato Maggiore Esercito
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