Archivi del mese: settembre 2020

Marina Militare, arruolamento eccezionale, a domanda, di 70 ufficiali medici

Roma, 24 settembre 2020 – Prorogati al 2 ottobre 2020 i termini per la partecipazione al concorso straordinario per 70 ufficiali medici nella Marina Militare.

Per iscriversi al concorso cliccare il seguente link https://concorsi.difesa.it/interforze/stra/Medici2020/Pagine/home.aspx

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Aeronautica militare: bimbo trasportato in volo da Palermo a Genova per cure specialistiche

Palermo, 24 settembre 2020 – Un bambino di 1 anno e mezzo, ricoverato presso l’ospedale pediatrico specializzato “Di Cristina” di Palermo, ieri sera è stato trasportato da Palermo a Genova, a bordo di un velivolo Falcon 900 Easy del 31° stormo dell’Aeronautica Militare. Il trasporto è stato richiesto per consentire al bimbo di ricevere cure specifiche presso l’ospedale Piccolo Cottolengo di Genova.

L’esigenza del trasporto umanitario, come previsto dalle procedure, è stata gestita in stretto coordinamento con la prefettura di Palermo, che ha curato le diverse fasi della richiesta ed in particolare i rapporti con entrambe le strutture sanitarie interessate e con la Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che ha tra i propri compiti anche quello di disporre e gestire questo tipo di missioni attraverso l’attivazione di uno dei velivoli che la Forza Armata mette a disposizione della comunità per questo genere di necessità. La Prefettura di Palermo

Il bambino, protetto in una culla termica e seguita dall’equipe medica, è stato imbarcato insieme ai genitori a bordo del velivolo militare, per decollare alle ore 18.15 circa dall’aeroporto di Palermo.

Dopo circa un’ora e mezza di volo l’aereo militare ha raggiunto l’aeroporto internazionale “Cristoforo Colombo” di Genova dove il piccolo paziente, sempre protetto nella culla termica e nel rispetto delle misure precauzionali connesse all’emergenza sanitaria Covid-19, è stato trasferito in ambulanza per il successivo ricovero presso l’ospedale  Piccolo Cottolengo del capoluogo della regione ligure.

Attraverso i suoi Reparti di volo, l’Aeronautica Militare mette a disposizione mezzi ed equipaggi pronti a decollare in qualunque momento e in grado di operare anche in condizioni meteorologiche critiche per assicurare il trasporto urgente. La casistica dei tipi d’intervento è assai variegata: persone in imminente pericolo di vita, incidenti particolari, persone che necessitano di un trapianto, équipe mediche che si debbano spostare rapidamente per prelevare organi vitali per l’immediata esecuzione di trapianti medici, ecc.

Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate per questo genere di attività dai velivoli del 31° stormo di Ciampino, del 14° stormo di Pratica di Mare e della 46a brigata aerea di Pisa.

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Folgore, paracadutisti 183° rgt Nembo abilitati all’uso del sistema Engagement Skill Trainer

Esercizio di tiro con beretta 92 di team

Vicenza, 24 settembre 2020 – Paracadutisti del 183° reggimento Nembo sono stati abilitati all’uso del sistema Engagement Skill Trainer (E.S.T.) dopo aver frequentato un corso a Vicenza dal 14 al 17 settembre, nella caserma Del Din in coordinamento con la 173rd  Airborne Brigade.

Nel suo impiego più semplice l’ E.S.T. appare come un simulatore di tiro computerizzato che sfrutta una tecnologia a raggi laser su bersagli visualizzati su uno schermo. In realtà  le potenzialità del sistema sono molteplici: circa dieci piazzole di tiro, diverse armi impiegabili, diverse le distanze dei bersagli.

Parte interessante è rappresentata dal meccanismo ad aria compressa che riproduce sparo e rinculo rendendo l’azione di fuoco molto realistica e vicina al 90% della sensazione di sparo reale.

La parte più complessa del sistema prevede la proiezione di scenari che immergono la squadra nei vari contesti operativi in cui i militari si sono trovati ad operare. Molteplici le situazioni in cui la squadra viene immersa dal simulatore: imboscate, pattugliamenti, check point, centri abitati.

Questa interazione con lo scenario permette di migliorare le capacità di coordinamento dell’unità e di addestrare le capacità decisionali di ogni paracadutista che si addestra a reagire alla situazione che viene proposta  in tempi rapidi e con efficacia.

Il computer registra colpi e traiettorie e al termine dell’operazione viene proiettato il replay dell’azione evidenziando con precisione le modalità con le quali il personale ha sparato. Questo permette un rapido controllo su procedure, aspetti positivi e punti da migliorare riguardo l’azione appena eseguita.

Gli istruttori del 183° Nembo hanno conseguito la certificazione che li abilita all’utilizzo di questo sistema di simulazione e che entra a far parte delle possibilità addestrative dei paracadutisti della Folgore.

Il Comando Forze Operative Nord, Alto Comando dell’Esercito che ha alle proprie dipendenze la Brigata “Folgore”, favorisce da tempo l’utilizzo di simulatori diventati sempre più importanti nella formazione, nel mantenimento e nel miglioramento delle capacità del personale. Strumenti  tecnologici come l’E.S.T. permettono di istruire velocemente il personale nei vari esercizi da svolgere, portando ad un sostanziale risparmio di risorse economiche, di tempo e salvaguardando l’ambiente.

Il simulatore, utilizzato dai militari statunitensi della 173rd  Airborne Brigade, rappresenta la volontà  da parte delle aviotruppe di eserciti diversi di  creare un legame addestrativo, oltre che operativo, all’interno della più ampia Airborne Community.

Attestato training

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Esercito, siglato nuovo accordo con Ecopneus per realizzazione opere di urbanizzazione a elevate prestazioni e ridotto impatto ambientale

Roma, 24 settembre 2020 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, e il direttore generale di Ecopneus, ingegnere Giovanni Corbetta, hanno siglato nei giorni scorsi, presso il Circolo Ufficiali “Pio IX” in Roma, un accordo quadro per la realizzazione di opere di urbanizzazione a elevate prestazioni e ridotto impatto ambientale.

Grazie alla collaborazione con Ecopneus, la società consortile senza scopo di lucro principale operatore della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia, verranno pavimentate con asfalto modificato con polverino da Pneumatici Fuori Uso-PFU alcune aree della Caserma “Annibaldi” di Milano, sede del Centro Ospedaliero Militare, dove è in costruzione un villaggio in moduli prefabbricati per il personale impegnato nell’Operazione “Strade Sicure”.

L’innovativa pavimentazione stradale, che sarà realizzata con l’aggiunta di gomma riciclata da PFU, presso il COM di Milano, consentirà una maggiore sicurezza e durata rispetto a quelle tradizionali e permetterà di ridurre il rumore generato dal passaggio dei veicoli fino a 5 db.

La realizzazione dell’innovativa pavimentazione stradale, fa seguito ad altri due importanti interventi portati a termine grazie ad Ecopneus: l’installazione di superfici in gomma riciclata per il benessere animale a Grosseto, nei box e nelle scuderie di cavalli e cani del Centro Militare Veterinario, e la realizzazione a Roma di una pavimentazione di ultima generazione in gomma riciclata per la nuova palestra del Comando Logistico dell’Esercito.

La firma di questo accordo è per Ecopneus motivo di orgoglio – ha dichiarato il direttore generale Giovanni Corbetta – Oggi prende il via un nuovo progetto nel quale mettiamo a disposizione del Comando Logistico dell’Esercito la nostra esperienza e le nostre competenze. Siamo onorati di poter collaborare con le strutture ad altissima specializzazione dell’Esercito, che conferma ancora una volta la validità di questa tecnologia innovativa e sostenibile.

Il Comandante Logistico, nel suo intervento, ha espresso grande soddisfazione per la realizzazione di queste opere, evidenziando “l’importanza della sinergia avviata con la società ECOPNEUS per la promozione della cultura del riciclo“. Il generale Figliuolo, inoltre, ha sottolineato come “questo accordo ben si inserisce nel percorso intrapreso dall’Esercito verso l’ammodernamento delle proprie infrastrutture attraverso iniziative che risultino efficienti, funzionali, pienamente rispondenti alle normative vigenti, ispirate ai criteri innovativi a basso impatto ambientale e ridotti costi di manutenzione“.

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Nuova illuminazione sul monumento del bersagliere di Porta Pia per celebrare i 150 anni di Roma capitale

Roma, 20 settembre 2020 – La Breccia di Porta Pia è giunta al 150 anniversario, una battaglia che vide combattere sotto la stessa bandiera soldati di ogni estrazione sociale, provenienti da tutte le regioni del Paese. 

L’amministrazione capitolina per celebrare l’evento ha voluto donare alla piazza e al monumento dei bersaglieri una nuova illuminazione, cosi da rendere omaggio all’evento che ha consentito a Roma di essere proclamata capitale.

Un evento a cui hanno partecipato autorità militari e civili. L’evento è iniziato con un concerto del duo composto da Vanessa Cremaschi ed Emiliano Begni.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli

Dopo il concerto ha preso la parola il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli che ha ricordato le gesta eroiche dei Bersaglieri che con la loro audacia fecero arrendere gli uomini della difesa pontificia. Una battaglia che si concluse con decine di vittime in entrambi gli schieramenti: 49 caduti tra le fila dell’Esercito Italiano (il primo fu il maggiore Giacomo Pagliari) e 69, tra morti e feriti, nei ranghi papalini.

A seguire il discorso della sindaca di Roma dottoressa Virginia Raggi che ha descritto tra le innovazioni per Roma anche una illuminazione più capillare nelle zone periferiche della capitale dove a volte è pressocché inesistente.

Infine ha preso la parola il responsabile illuminazione pubblica di Areti Alberto Scarlatti, che ha illustrato le caratteristiche tecniche dell’illuminazione della piazza di Porta Pia.

Presenti inoltre alla cerimonia il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, il capo dell’Arma dei Trasporti e Materiali, maggior generale Gerardo Restaino, il presidente di ANB generale (in quiescenza) Matteo Renzi e il presidente di ANB di Roma generale (in quiescenza) Nunzio Paolucci.

Numerosi i bersaglieri in congedo che hanno prestato servizio per garantire la sicurezza dell’evento insieme alle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia e Polizia Municipale.

Al termine della cerimonia la fanfara dei bersaglieri ha concluso la serata suonando il canto degli italiani di Mameli.

Alcuni momenti della serata

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Carabinieri, celebrazione del centenario della nascita e del 77° anniversario del sacrificio del vicebrigadiere MOVM Salvo D’Acquisto

Torre di Palidoro (Fiumicino/RM) 23 settembre 2020 – Inaugurato nuovo polo museale storico e ambientale presso la Torre di Palidoro proprio lì dove il vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto versò il proprio sangue il 23 settembre 1943.
Abbiamo voluto manifestare con questo evento come questo non sia solo luogo di commemorazione ma luogo di riflessione rivolto al futuro. Un luogo della memoria storica, ma anche un luogo del futuro, dell’ambiente e dell’educazione”, queste le parole con cui il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, ha descritto il significato del nuovo polo museale storico e ambientale.

Il polo museale con uno spazio a lui dedicato è incastonato nel contesto della riqualificazione dell’area. La medievale Torre di Palidoro è stata restaurata dalla Regione Lazio al fine di rendere fruibile il complesso, la cui gestione è stata affidata all’Arma dei Carabinieri che ha provveduto all’allestimento dello spazio interno dell’edificio garantendone l’apertura al pubblico. L’Arma ha provveduto anche al recupero dell’area verde di pertinenza, a cura del personale del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, garantendo il rispetto delle preesistenze vegetazionali e la graduale reintroduzione di specie vegetali autoctone tipiche dell’area protetta. Particolare importanza è stata attribuita alla realizzazione di un percorso didattico ambientale, con la realizzazione di “un’Aula nel Bosco” al fine di rendere fruibile l’area alle scolaresche, nonché di spazi dedicati al riposo e alla riflessione.

Il progetto museale si compone di due parti, che illustrano alcune vicende dei Carabinieri negli anni dal 1940 al 1946 nonché i dettagli della vita di Salvo D’Acquisto, dall’infanzia al suo gesto eroico. Esso è stato inaugurato alla presenza del Ministro della Difesa, onorevole Lorenzo Guerini  – che ha tagliato il nastro inaugurale – accompagnato dal presidente della giunta regionale del Lazio, onorevole Nicola Zingaretti, dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, e dal fratello dell’Eroe, prof. Alessandro D’Acquisto. La presentazione è stata a cura del comandante interregionale “Podgora”, generale di corpo d’armata Ilio Ciceri.  

Il ministro Lorenzo Guerini ha dichiarato: “Da Palidoro, nel ricordo del sacrificio di Salvo D’Acquisto, desidero rinnovare il mio più sentito e profondo ringraziamento a tutti i Carabinieri, che ovunque siano chiamati ad operare, contribuiscono a preservare i valori civili che abbiamo conquistato a duro prezzo e per i quali, settantasette anni fa, Salvo D’Acquisto sacrificò la sua vita. Il gesto del giovane Vice Brigadiere è il simbolo dello spirito di sacrificio e della dedizione dell’Arma al servizio del prossimo e ancora oggi la sua figura, il suo messaggio e il suo esempio sono un punto di riferimento per tutti i Carabinieri d’Italia”.

La cerimonia si è svolta in occasione della celebrazione del centenario della nascita e del 77mo anniversario del sacrificio della vita del vice brigadiere Salvo D’Acquisto, per cui è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Il ministro della Difesa, il comandante generale e le autorità hanno inoltre deposto una corona d’alloro ai piedi della stele eretta in ricordo del giovane decorato. Salvo D’Acquisto venne fucilato dai nazisti proprio in questo parco, dopo aver offerto la sua persona al posto di 22 civili che rappresentavano le vittime innocenti di una rappresaglia.

Il centenario che si avvicina”, ha rimarcato il generale Giovanni Nistri, “ci ricorda la nascita che si contrappone alla morte, come un chicco di grano che morendo ha prodotto i suoi frutti che andranno anche al di là del fatto storico. E quindi abbiamo voluto che questa giornata fosse una esemplificazione dei frutti che crescono”.

Chi era il vice brigadiere Salvo D’Acquisto

  • Il vice brigadiere Salvo D’Acquisto nacque a Napoli il 15 ottobre 1920 da Salvatore D’Acquisto, operaio di origine palermitane, e Ines Marignetti, casalinga, e fu primo di cinque figli;
  • a quattordici anni lasciò gli studi per lavorare con uno zio a contribuire ai disagi economici della famiglia;
  • il 15 agosto 1939 si arruolò nell’Arma dei Carabinieri: una strada che già fu percorsa dal nonno e da due zii materni marescialli, e da uno zio paterno, carabiniere;
  • il 15 gennaio 1940 venne promosso Carabiniere;
  • il 10 febbraio 1940 fu destinato alla Legione di Roma e assegnato al Nucleo per le fabbricazioni di guerra;
  • il 28 ottobre 1940 venne mobilitato ed assegnato alla 608ª Sezione CC RR per la divisione aerea “Pegaso” dell’Aeronautica Militare raggiungendo con la propria sezione la Tripolitania;
  • il 13 settembre 1942 rientrò in Patria per la frequenza del 1° corso accelerato allievi sottufficiali;
  • il 15 dicembre dello stesso anno venne promosso vicebrigadiere;
  • il 22 dicembre 1942 giunse, in sottordine, alla Stazione Carabinieri di Torrimpietra di cui assume il comando in S.V.;
  • il 23 settembre 1943 i tedeschi, per rappresaglia a seguito della morte, verosimilmente accidentale, di un loro militare, si apprestavano a fucilare ventidue innocenti abitanti di Torrimpietra, quando il giovane Vicebrigadiere si assunse la responsabilità di quella morte pagando con la sua vita la salvezza degli ostaggi.

Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, concessa motu proprio dal Luogotenente Generale del Regno Umberto di Savoia:

“ Esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste, insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pur essi innocenti non esitava a dichiararsi unico responsabile d’un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così da solo, impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma.”

Torre di Palidoro (Roma), 23 settembre 1943.D. Luog. 15 febbraio 1945.          

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Accademia militare di Modena, brevetto di paracadutismo per i frequentatori del 200 corso “Dovere” e del 201 corso “Esempio”

Pisa, 22 settembre 2020 – Concluso a Pisa, presso il centro addestramento di paracadutismo della brigata “Folgore”, il corso per l’abilitazione all’aviolancio con la tecnica dell’apertura automatica svolto in favore degli ufficiali del Corpo Ingegneri del 200° corso“Dovere” e degli allievi ufficiali del 201° corso “Esempio” dell’Accademia Militare di Modena.

Il corso di paracadutismo,orientato in 3 settimane di attività addestrative, prevede lezioni teorico-pratiche, mirate all’apprendimento di tutte le fasi del lancio con il paracadute a calotta semi-sferica. La preparazione, l’utilizzo dei materiali, il comportamento da tenere a bordo del velivolo,la corretta tecnica di uscita dall’aereo, la discesa a paracadute aperto e in ultimo l’atterraggio, sono fasi che permettono ad ogni paracadutista militare di raggiungere il suolo in sicurezza, pronto per compiere la propria missione.

La brigata paracadutisti “Folgore”, unità da combattimento dell’Esercito Italiano, da sempre attenta alla formazione del personale, impiega le proprie migliori risorse per fornire il massimo dell’esperienza e della competenza ai frequentatori.

L’aviolancio, inserito all’interno di un’operazione militare, è un’attività complessa in cui la cooperazione e l’interoperabilità tra diverse unità consentono di condurre l’azione secondo quanto pianificato.

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Esercito italiano celebra il 150° anniversario della Breccia di Porta Pia alla presenza dei vertici della Difesa

Roma, 20 settembre 2020 – Questa mattina, a Roma, in occasione della ricorrenza per i 150 anni dalla breccia di Porta Pia, il Sottosegretario di Stato alla Difesa Onorevole Angelo Tofalo e il sindaco, dottoressa Virginia Raggi, accompagnati dal rappresentante della Regione Lazio dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli e dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha deposto una corona d’alloro in memoria dei caduti presso la lapide commemorativa della battaglia del 1870, lungo le mura aureliane. Presente alla cerimonia anche il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB) generale Ottavio Renzi (in quiescenza) e il medagliere dell’associazione.

Un picchetto armato di Bersaglieri, corpo dell’Esercito protagonista della presa di Roma, ha reso gli onori alle Autorità indossando l’uniforme storica in dotazione alle truppe dell’epoca.

Era il 20 settembre del 1870 quando i soldati italiani, sotto il comando del generale Raffaele Cadorna, a partire dalle 4 del mattino sferrarono l’attacco contro le milizie pontificie per entrare a Roma. Il primo colpo di cannone fu sparato alle 5.10, da una batteria di artiglieria comandata dal capitano Giacomo Segre e schierata a circa 500 metri dalle mura aureliane. In poco meno di 4 ore di cannoneggiamenti, il fuoco delle artiglierie italiane aprì una breccia di circa trenta metri nelle mura difensive, alla destra di Porta Pia. Fu in quel punto che le fanterie della 12ª divisione (12° bersaglieri e 2° battaglione del 41° fanteria) e la colonna di sinistra dell’11ª divisione (34° bersaglieri e parte del 19° fanteria) si scontrarono con gli zuavi al comando del generale Kanzler. Gli uomini della difesa pontificia si arresero all’avanzata dei Bersaglieri e la battaglia si concluse con decine di vittime in entrambi gli schieramenti: 49 caduti tra le fila dell’Esercito Italiano (il primo fu il maggiore Giacomo Pagliari) e 69, tra morti e feriti, nei ranghi papalini.

La breccia di Porta Pia è considerata l’ultima vera battaglia del Risorgimento e la prima che, a distanza di neppure dieci anni dall’unificazione d’Italia, vide combattere sotto la stessa bandiera soldati di ogni estrazione sociale, provenienti da tutte le regioni del Paese. Non fu dunque una guerra solo piemontese ma nazionale. Nelle Divisioni e nei Battaglioni che entrarono a Roma in quel 1870 ci fu infatti quella stessa mescolanza di uomini del nord e del sud che 45 anni più tardi si ritroverà nelle trincee della Prima guerra mondiale.

Pochi giorni dopo la “breccia”, un plebiscito popolare sanciva l’annessione di Roma al Regno d’Italia e l’anno successivo, a febbraio, la Città Eterna veniva ufficialmente proclamata Capitale d’Italia.

Tra i primi a entrare a Roma furono i Bersaglieri, Corpo militare istituito il 18 giugno 1836 per regio decreto di re Carlo Alberto di Savoia, su proposta dell’allora Capitano delle Guardie Alessandro Ferrero della Marmora. In origine truppe scelte dell’allora Armata Sarda, poi Regio Esercito Italiano, ed espressione di velocità, alta mobilità e capacità di tiro. Da allora i fanti piumati hanno scritto le pagine più importanti del Risorgimento e della storia d’Italia: dalle guerre di indipendenza ai primi interventi in aiuto alla popolazione, come per i soccorsi prestati a Reggio Calabria e Messina per il terremoto del 1908; dalle due guerre mondiali alle attuali operazioni internazionali all’estero, sino all’impiego all’interno dei nostri confini in supporto alle Forze dell’Ordine o per casi di pubblica calamità. I Bersaglieri sono oggi una specialità dell’Arma di Fanteria ricca di storia e tradizioni, ammirati dagli italiani per la loro caratteristica corsa al suono della fanfara, apprezzati per la loro presenza sul territorio, per il sostegno offerto ai cittadini, nonché per la generosità, l’altruismo e l’amore di Patria che da sempre caratterizzano questo storico Corpo dell’Esercito Italiano.

Anche l’Artiglieria è cambiata e si è evoluta dal 1870 a oggi. Da sempre Arma deputata al Supporto al combattimento per le fanterie, i cannoni a tiro diretto delle guerre dell’800 hanno ceduto il passo ai moderni obici montati su affusti ruotati o mezzi cingolati, che permettono di colpire le linee avversarie fino a oltre 40 km di distanza e con munizionamento particolare anche 70 e 100 km. L’impiego dell’Artiglieria continua a variare nel tempo con l’acquisizione di materiali sempre più sofisticati ed efficienti. E se una volta il tiro poteva essere diretto dallo schieramento dei pezzi, oggi l’aumento delle gittate ha richiesto la costituzione di unità agili e capaci di infiltrarsi nel territorio, controllarlo e acquisire obiettivi in profondità.

In sintesi la conquista di Roma e l’annessione dello Stato Pontificio al Regno d’Italia fu il risultato di uno sforzo corale pluriarma del giovane Esercito Italiano ma fu anche un evento che sortì il consenso del popolo romano, che con il successivo plebiscito sancì l’unità di intenti e di armonica compartecipazione tra Esercito e cittadini.

Esercito italiano celebra il 150° anniversario della Breccia di Porta Pia alla presenza dei vertici della Difesa

COMFOTER di Supporto, il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota cede il comando al parigrado Massimo Scala

Verona, 19 settembre 2020 – Alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al vertice delle Forze Operative Terrestri di Supporto tra il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota e il parigrado Massimo Scala, nell’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia.

Il passaggio di consegne, avvenuto nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste dalle normative in vigore, è stato ufficializzato alla presenza dei comandanti posti alle dirette dipendenze del COMFOTER di Supporto.

Presenti alla cerimonia le più alte autorità civili, militari e religiose del capoluogo scaligero, tra le quali il sindaco della città, avvocato Federico Sboarina, il prefetto di Verona, dott. Donato Cafagna, il presidente della Provincia di Verona, dott. Manuel Scalzotto, il vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto, Massimo Giorgetti e i generali di corpo d’armata Roberto Perretti ed Enzo Bernardini, rispettivamente comandanti delle Forze Operative NORD dell’Esercito Italiano e del Comando Interregionale Vittorio Veneto dell’Arma dei Carabinieri, che hanno voluto rivolgere un sincero e affettuoso saluto al Generale Tota e dare il benvenuto al Generale Scala.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel corso del suo intervento, ha ringraziato il comandante uscente per la professionalità, l’alto senso del dovere, l’esempio e la motivazione con cui ha svolto l’incarico evidenziando poi come “lo spirito di coesione e di continuità, il gioco di squadra e la disciplina partecipativa abbiano consentito alle Forze Terrestri di Supporto di assolvere appieno i compiti e rispondere con professionalità e immediatezza alle emergenze. Valori che coltiviamo nell’Esercito con l’esempio, il dialogo e il continuo addestramento, nella convinzione di fare “Di più insieme” con le altre Istituzioni del nostro Paese e con tutti i concittadini”.

Il generale GiuseppenicolaTota, ha voluto improntare il suo intervento rimarcando i valori che contraddistinguono un soldato e, in particolare, un comandante, dopo aver salutato le 26 bandiere di guerra e d’istituto dei comandi dipendenti dalle Forze Operative Terrestri di Supporto le cui foto scorrevano sul maxi schermo, insieme ai comandanti delle Unità, ha sottolineato “esse rappresentano i simboli che ci riportano alla mente il sacrificio dei nostri padri e ci incitano a compiere il nostro dovere”. Infine, al collega e amico Massimo Scala ha augurato un periodo di comando pieno di soddisfazioni.

Il generale Giuseppenicola Tota, in poco più di due anni di comando, oltre ad aver instaurato un profondo e intenso legame con la città di Verona, ha coordinato i reparti del Genio impegnati nell’operazione “Sabina”, avviata in seguito al terremoto dell’agosto 2016, l’approntamento e la preparazione delle unità delle Forze Terrestri di Supporto impegnate in operazioni in Kosovo, in Libia e in Libano. Inoltre, sotto la sua guida sono state sviluppate le esercitazioni “Eagle Meteor”, “Atlante” (2018 e 2019) e “Argo 2020”, è stato organizzato il Seminario “Io sono un Soldato – Il Valore dei Valori”. Altro importante successo, la costituzione del Centro di Eccellenza Counter Mini/Micro Aeromobili a Pilotaggio Remoto presso la sede del Comando Artiglieria Controaerei in Sabaudia e del Reparto di Sicurezza Cibernetica presso la sede del Comando Trasmissioni in Roma. Per ultime, ma non per importanza, la sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa con le Regioni Campania, Veneto, Puglia e Friuli Venezia Giulia, finalizzati ad attivare percorsi di formazione professionalizzante per giovani militari da impegnare nelle azioni umanitarie sia in ambito nazionale che internazionale e la stipula di una Convenzione per favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone private della libertà personale, nonché la costituzione dell’Ambasciata dell’Impegno, promossa dal Parlamento della Legalità Internazionale.

Il sindaco di Verona ha ringraziato il generale Tota per quanto fatto in questi due anni e per il profondo e intenso legame instaurato con la città, fornendo il prezioso contributo degli uomini e delle donne dell’Esercito Italiano in ogni circostanza, quando e dove ce ne fosse bisogno e si è compiaciuto con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, sia per aver scelto un altro capacissimo Generale al comando nella città di Verona, sia per quanto l’Esercito Italiano ha fatto per l’Italia e per la città scaligera.

Il generale di corpo d’armata Massimo Scala è stato direttore generale della Direzione dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE) di Roma, un ruolo prestigioso e impegnativo, svolto in un periodo particolarmente delicato che ha richiesto un’azione attenta e lungimirante. Nel suo discorso ha enunciato le linee programmatiche che saranno perseguite durante il suo periodo di comando, improntate alla valorizzazione del personale, dell’addestramento e delle infrastrutture.

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Comando logistico Folgore, il colonnello Salvatore Pisciotta cede il comando al parigrado Guido Bulsei

2 passaggio della Bandiera di Guerra tra il Comandante cedente ed il Comandante subentrante

Pisa, 19 settembre 2020 – Cerimonia di avvicendamento del comandante del reggimento logistico “Folgore” ieri mattina nella caserma “A. Bechi Luserna” di Pisa, alla presenza del comandante della brigata paracadutisti “Folgore”, generale di brigata Beniamino Vergori.

Il colonnello Salvatore Pisciotta dopo oltre tre anni di intense attività operative, logistiche e addestrative, ha ceduto il comando dell’unità al colonnello Guido Bulsei.

Una cerimonia svolta in pieno rispetto delle norme anticovid previste, a cui hanno preso parte le autorità civili e i rappresentanti delle diverse Forze Armate e Corpi Armati dello Stato che operano nella provincia pisana, a dimostrazione del forte legame tra la cittadinanza ed il reparto dell’Esercito.

6 allocuzione del Colonnello Pisciotta_

Il comandante della brigata, rivolgendosi al colonnello Salvatore Pisciotta e ai paracadutisti del Logistico, durante il suo intervento ha espresso gratitudine, profonda stima e orgoglio per lo straordinario impegno e i risultati raggiunti, sia in Patria che all’estero. Obiettivi raggiunti sicuramente per l’elevato spirito di servizio e alla forte motivazione che ha contraddistinto e continua a contraddistinguere il personale del reparto che ha saputo affrontare con la massima professionalità le sfide connesse agli impegni di una brigata d’élite come la “Folgore”.



Il personale del Reggimento Logistico è una famiglia e tutti apparteniamo alla grande famiglia della Folgore”, con queste parole il comandante di reggimento ha salutato i propri baschi amaranto, ringraziandoli per la professionalità dimostrata nel corso dei numerosi impegni che hanno visto coinvolto il reggimento.

In particolare, sotto la guida del colonnello Salvatore Pisciotta, il reggimento ha schierato il Combat Service Support Battalion nell’Operazione UNIFIL “Leonte 23” in Libano, il Gruppo Supporto Aderenza nell’Operazione KFOR “Joint Enterprise” in Kosovo, compagnie ed assetti specialistici in Iraq e Libia. Sul fronte nazionale l’Unità è stata impiegata nell’Operazione “Strade Sicure”, a garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza, nella Regione Toscana e nella Regione Marche.  In aggiunta agli impegni istituzionali il Reparto ha proseguito con successo sul percorso di acquisizione delle peculiari capacità operative tipiche delle unità paracadutiste.

Il contributo degli uomini e delle donne del Reggimento è stato di particolar rilievo nelle operazioni di supporto alla popolazione civile: durante la piena dell’Arno per far fronte al forte rischio di esondazione e nell’ambito dell’emergenza Covid-19, che ha visto, per oltre un mese, i paracadutisti dell’unità schierati in prima linea nella lotta al virus, operando senza sosta in concorso al Dipartimento della Protezione Civile. Il contributo fornito è stato reale e tangibile: il Reggimento ha provveduto al trasporto di oltre sedici milioni di mascherine, oltre 310.000 tra tamponi e reagenti, e decine di migliaia tra camici, tute protettive e diversi altri dispositivi, fondamentali nello sviluppo di tutte le forme di contrasto all’epidemia durante la cosiddetta fase 2. Inoltre, prezioso è stato l’intervento degli infermieri specializzati del reparto nell’Ospedale militare da campo di Piacenza e nel basso lodigiano, con particolare riferimento al Comune di Codogno.

Al comandante subentrante, colonnello Guido Bulsei, proveniente dal 1° reggimento “Antares”, che ha ricoperto numerosi incarichi presso unità operative, il compito di guidare il reggimento nelle sfide future.

Il reggimento logistico “Folgore” è l’unità ad alta specializzazione logistica della brigata paracadutisti “Folgore” che, con elevate capacità e mediante l’impiego delle proprie componenti trasporti, rifornimenti, mantenimento, ne garantisce il supporto in Patria ed all’estero. 

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